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Donnarumma: "Con Mancini torneremo dove l'Italia merita"

(Adnkronos) - "Sono sicuro che torneremo a fare bene, a qualificarci all'Europeo e poi al Mondiale. Con Mancini torneremo dove l'Italia merita". Così il capitano azzurro Gianluigi Donnarumma, nel corso di un'intervista a Sky Sport Insider. "So già l'ambiente che andrò a trovare, perché non è stata un'estate facile: è stata durissima -sottolinea il 27enne napoletano-. Ora bisogna cambiare pagina, bisogna tornare a essere ottimisti e positivi, ricreare un grande gruppo. E solo tra di noi possiamo farlo. Tutti insieme dobbiamo riscrivere la nostra storia. Vedere il Mondiale senza di noi è stato durissimo per tutti i ragazzi. Però bisogna alzare la testa, non c'è alternativa". 

L'ex estremo difensore di Milan e Psg torna sul trionfo europeo a Wembley di 5 anni fa con Roberto Mancini in panchina. "È stata una delle cose più belle della mia vita, forse la più bella in assoluto insieme alla nascita di mio figlio. L'immagine che voglio ricordare per sempre è l'abbraccio tra il mister Mancini e Gianluca Vialli dopo la vittoria finale, fa capire quanto Gianluca desse a tutti noi, al nostro gruppo". 

Chiusura sulla vittoria nel derby di Manchester contro lo United nell'ultimo turno di Premier League. "È stata una vittoria molto emozionante. Maresca ha grande fiducia in me, mi ha scelto come uno dei capitani della squadra, e per me è un orgoglio enorme rappresentare questa maglia con quella responsabilità. Ha grande cura dei dettagli, ti aiuta tanto, ha creato un ambiente bellissimo". 

16 set 2026

Ucraina, Schlein: "Differenze nel centrosinistra? Le comporremo". A Meloni: "Dica presto quando andremo a votare"

(Adnkronos) - Le divisioni del centrosinistra sull'Ucraina? "In questo momento la mozione contro il diritto di veto in Europa che abbiamo presentato con M5S e Avs è stata appena rinviata perché la maggioranza che governa questo Paese non riesce a scrivere una mozione su questo tema. Io capisco che sia appassionante parlare delle tre cose su cui abbiamo ancora delle differenze che, come dico sempre, comporremo discutendo. Le affronteremo tutte e tre, però vorrei che non si perdesse l'attenzione sul fatto che le cose che abbiamo in comune sono 4850 anche sulla politica estera, lo diceva Daniele Silvestri a cui mandiamo un abbraccio e un saluto anche perché è stato con noi alla piazza che abbiamo fatto contro un referendum". Lo ha detto Elly Schlein a un'iniziativa con Maurizio Landini a Cattolica, dopo che in questi giorni il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha ribadito a più riprese il no alle armi all'Ucraina segnando così la divisione nel campo largo in tema di politica estera.  

"Non c'è miglior programma per l'alleanza progressista che attuare fino in fondo la nostra Costituzione antifascista, articolo per articolo e ce n'è uno che dice una cosa chiara, articolo 11: l'Italia ripudia la guerra. Noi ripudiamo la guerra. Non facciamo mistificazioni, in questo dibattito siamo stati tutti d'accordo nel condannare l'aggressione militare e criminale di Putin all'Ucraina - ha sottolineato - Siamo stati tutti d'accordo nel dire che bisogna sostenere quel Paese. Possiamo avere idee diverse su come sostenerlo, ma siamo anche tutti d'accordo che non possiamo aspettare per fare la pace che cada l'ultimo fucile. Bisogna avere un'iniziativa politica e diplomatica che fino a qui l'Unione Europea non ha fatto". "E non l'ha fatta perché i governi europei sono troppo gelosi della propria politica estera. Questo impedisce loro di avere un ruolo nella costruzione di percorsi di pace", ha aggiunto la leader dem. 

Capitolo elezioni. "Io penso che Giorgia Meloni debba dire al Paese quando andremo a votare e che lo debba fare presto. La mia responsabilità, guidando la prima forza d'opposizione, è lavorare per essere pronti in qualunque momento si andrà a votare e per vincere con qualunque legge elettorale ci sarà", ha detto Schlein. "Noi faremo muro contro la legge - ha rimarcato - e noi speriamo di mandare sotto alla Camera la maggioranza un'altra volta".  

Tema migrazioni. "Anche le migliori innovazioni europee, come Schengen, sono partite da un gruppo di stati che ci credeva di più e poi gli altri che si sono convinti strada facendo. E su questo devo dire che è vergognosa la becera la propaganda che Giorgia Meloni ha fatto contro la Spagna e Pedro Sanchez sapendo benissimo che da Ceuta non c'è la libera circolazione verso il resto dell'Unione Europea", ha scandito la segretaria del Pd. 

"Tra l'altro con un boomerang clamoroso perché dopo quell'uscita 7 Paesi europei hanno cominciato a dire che avrebbero rimandato in Italia quei richiedenti asilo che sono entrati in Europa dall'Italia. Questo dimostra che in Europa il nostro governo ha sempre fatto le battaglie sbagliate e non ha fatto quelle giuste per l'interesse nazionale, perché una cosa doveva fare in questi anni Giorgia Meloni andando in Europa, ricordare cosa c'è scritto nei trattati che parlano di solidarietà europea e condivisione delle responsabilità sull'accoglienza". 

16 set 2026

Pagamenti, Dalmasso (Satispay):"Iban discrimination ha costi altissimi"

(Adnkronos) - "Il costo dell'Iban discrimination? Elevatissimo, parliamo sicuramente di svariati miliardi". Lo dichiara Alberto Dalmasso, founder e ceo di Satispay, a margine dell'incontro alla Camera dei deputati 'Stop alla discriminazione dell’Iban: un diritto europeo da far rispettare'. "È un tema di costo del fare impresa, di mancata competitività in generale e di mancata opportunità di creare grandi campioni europei - spiega Dalmasso - poiché non possiamo con semplicità e con un'unica licenza offrire servizi finanziari in tutto il mercato europeo. Il mercato rimane comunque frammentato e richiede forti investimenti per servire anche solo, con una cosa banale come dare il codice nazionale sull'Iban, tutti i cittadini europei, cosa che non avviene in grandi mercati come quello statunitense o quello cinese". 

"L'Europa può fare di più - dice - Casi come Satispay sono esempi di quanto una norma europea come la Payment Service Directive possa fare per far nascere campioni europei. Serve però una maggiore collaborazione e coordinamento anche con le autorità locali in modo che si possa fare sempre più moral suasion, cosa che si fa già a livello nazionale, ma anche applicare sanzioni laddove continuano questi atteggiamenti, che non fanno altro che penalizzare i cittadini, le piccole imprese e chi, sulla base di servizi finanziari, vuole costruire grandi imprese". 

"Questa problematica va a impattare sull'azione delle società economiche che lavorano sul mercato italiano". "È un limite non solo per i cittadini, che si ritrovano a convivere con questa problematica, ma anche per le nuove imprese - spiega Dalmasso - Vogliamo che si vada a cercare la parità di pagamento, anche per limitare l'uso del contante".  

"Il cittadino che si sposta perché studia o lavora non può inciampare in un problema come l'Iban discrimination - aggiunge - Il mercato unico va protetto, serve un coordinamento trasversale, fa riflettere che aumentino il costo del denaro e gli investimenti necessari, in un continente che ha estrema necessità di stabilire percorsi finanziari comuni - aggiunge -. Le autorità stanno facendo un grande lavoro. Bisogna far sì che gli studenti che hanno fatto una scelta libera, ad esempio dopo l'Erasmus, non vengano discriminati per questo". 

16 set 2026

Taglio bollo auto, le ipotesi allo studio: ecco i possibili parametri

(Adnkronos) - Nella 'tempesta perfetta' del boom dei prezzi di benzina e diesel alla pompa, bollette di luce e gas alle stelle, e rincari sul carrello della spesa, una buona notizia all'orizzonte per i consumatori con l'ipotesi allo studio del governo di un taglio del bollo auto da inserire nella prossima manovra finanziaria.  

Ma come potrebbe funzionare questa misura e quanto inciderà sulle tasche degli italiani? Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto a Dario Giordano, responsabile dell'ufficio legale di Udicon. "Da quanto emerge finora -sottolinea- è previsto un taglio modulare del bollo auto che prende in considerazione diversi parametri. In sintesi, chi è in regola con i pagamenti del bollo, chi possiede un’auto di piccola cilindrata, chi possiede un’auto poco inquinante, potrebbe pagare di meno. Quindi le piccole auto vanno verso una riduzione dell'importo da pagare e questa impostazione trova il nostro favore", sottolinea.  

 

L'esperto dell'associazione dei consumatori spiega il perché. "Qualsiasi tassa, qualsiasi onere, quando è puntuale, quando è parametrato, personalizzato sull'effettiva situazione della persona, del cittadino, del consumatore è sempre più equo a nostro parere", sottolinea Giordano. E per Giordano è positivo il sostegno a chi ha auto piccole perchè "si potrebbe dare una mano al decongestionamento delle grandi città. A questo punto noi ci aspettiamo che moto e scooter possano essere ancor più agevolati in questo senso", sottolinea.  

Ma Giordano avverte anche che sulla misura allo studio dell'esecutivo occorre che "i parametri effettivi su cui calcolare questo sconto siano ben progettati. Voglio fare un esempio concreto. Pensiamo all'anno di immatricolazione e al chilometraggio. Le auto più vecchie, quelle con più chilometri, potrebbero essere più inquinanti, ma questo potrebbe trasformarsi in un danno per i meno abbienti. Infatti spesso sono proprio i meno abbienti che non hanno le risorse per acquistare un'automobile nuova e che allo stesso tempo sono pendolari che fanno tanti chilometri. E quindi questo parametro non può tradursi in un danno per chi già ha una situazione di aggravio e di scarso potere di acquisto", sottolinea l'esperto. Secondo l'esperto di Udicon "un'impostazione veramente progressiva" della misura allo studio del governo "sul bollo auto dovrebbe colpire chi fa un utilizzo improprio, per non dire superfluo, della vettura. Insomma il classico Suv che viene utilizzato per fare pochi metri".  

 

Per Giordano un esperimento a livello locale da replicare "è quello della Regione Lazio, cioè premiare chi è in regola con i pagamenti del bollo e attiva la domiciliazione" per il pagamento. "Secondo noi è un'ottima impostazione che premia i virtuosi e aprirebbe anche a un'ipotetica rateizzazione del bollo auto, che potrebbe aiutare anche chi è in difficoltà", conclude.  

 

16 set 2026

Alessandro Di Battista, quarta notte al Policlinico Gemelli: resta riserbo su salute dell'ex M5S

(Adnkronos) - Ha trascorso la quarta notte al Policlinico Gemelli di Roma Alessandro Di Battista, ricoverato da sabato 12 settembre. Il vicepresidente dell'associazione Schierarsi sta proseguendo le cure dopo il malore accusato il 28 agosto a Cuba, dove si trovava per realizzare un reportage, e il successivo intervento chirurgico eseguito all'Avana. 

L'ex parlamentare del M5S è arrivato all'Irccs romano sabato mattina, intorno alle 8.20, trasferito in ambulanza dall'aeroporto di Ciampino. Al momento del trasferimento presentava una vistosa fasciatura alla testa. Su richiesta della famiglia, il Policlinico Gemelli non diffonderà bollettini medici . Le informazioni disponibili sulle sue condizioni sono quindi molto limitate e provengono esclusivamente da persone vicine all'attivista. 

Anche i neurochirurghi contattati dall' Adnkronos Salute invitano alla prudenza. "In assenza di dati clinici ufficiali", spiegano, "non è possibile stabilire quali esami o trattamenti siano in corso, né conoscere il reparto in cui Di Battista è ricoverato. Non è quindi possibile formulare ipotesi attendibili sui tempi di degenza, sulle eventuali dimissioni o sul recupero". Per questo, gli specialisti sottolineano "l'importanza di attendere comunicazioni ufficiali prima di qualsiasi valutazione sul quadro clinico". 

Nel frattempo, l'associazione Schierarsi ha rivolto un appello al rispetto della privacy di Di Battista e della sua famiglia. In un messaggio pubblicato sabato sui social, l'associazione ha chiesto ad "amici, sostenitori e operatori dell'informazione di non recarsi al Policlinico Gemelli, così da consentire a lui e alla sua famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità. Ogni eventuale aggiornamento sarà condiviso nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, sempre nel pieno rispetto della volontà di Alessandro Di Battista e in accordo con le persone che gli sono accanto, come è avvenuto finora". 

16 set 2026

Ricerca, in Italia nel 2024 autorizzati 669 studi clinici: "Serve nuovo modello per ridefinire valore dati sanitari"

(Adnkronos) - Nel 2024, in Italia, sono stati 669 gli studi clinici autorizzati dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Il nostro Paese dispone di un patrimonio rilevante di dati sanitari, fondamentali per la ricerca, costruito attraverso il Servizio sanitario nazionale, gli Irccs, gli ospedali, le università e i centri di ricerca. E la realizzazione dello Spazio europeo dei dati sanitari (European Health Data Space), prevista dal Regolamento Ue 2025/327, rappresenta una pietra miliare per il futuro della salute digitale in Europa. Vuole migliorare l’accesso e il controllo delle persone fisiche sui propri dati sanitari (uso primario), consentendone al contempo il riutilizzo per scopi di pubblico interesse (uso secondario), in particolare per il sostegno alla ricerca scientifica e per lo sviluppo di politiche sanitarie nell’Unione Europea. "È però necessario adottare nuovi modelli, in grado di definire il valore economico di questo patrimonio informativo per usi secondari, proprio per tutelare e rafforzare gli enti che producono e rendono disponibili dati sanitari di qualità". E' l'analisi degli esperti riuniti e oggi alla Statale di Milano il convegno 'La valorizzazione della ricerca biomedica ad alta intensità di dati. Prospettive scientifiche, sfide etico-regolatorie e implicazioni strategiche', promosso da Polhis - Research Center for the Ethics and Governance of Health Data Ecosystems dell’Università degli Studi di Milano, insieme al Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia (Dipo) della Statale di Milano, al Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell’Università degli Studi di Milano e a BION - Cluster Lombardo Scienze della Vita. 

"I dati sanitari e biomedici rappresentano una risorsa strategica – spiega Gianluca Vago, direttore del Dipo della Statale di Milano - e la disponibilità di grandi dataset sanitari di elevata qualità sta diventando un elemento di competitività scientifica, industriale e geopolitica. La digitalizzazione della sanità e della ricerca rende possibile l’utilizzo di quantità sempre maggiori di dati per migliorare la cura, accelerare la ricerca, sviluppare nuove tecnologie - in particolare applicazioni di intelligenza artificiale - e generare valore economico. Allo stesso tempo, questo processo pone questioni scientifiche, organizzative, etiche, regolatorie e politiche, che non possono essere affrontate dalle singole istituzioni isolatamente. Questa riflessione è resa quanto mai urgente dai più recenti sviluppi normativi, quali lo European Health Data Space, che introduce obblighi di messa a disposizione dei dati sanitari per determinati usi secondari, quali ricerca, innovazione ed elaborazione di politiche, e disciplina un sistema di tariffe per accedervi. Diventa quindi essenziale definire fin d’ora criteri e modelli che consentano di governare questa condivisione e il valore che può generare”. 

In Lombardia, nel 2024, sono stati 56 i centri coinvolti in sperimentazioni autorizzate da Aifa. “Il Convegno parte dal livello lombardo, perché la Regione presenta la più alta concentrazione in Italia di Irccs, università, strutture ospedaliere e di ricerca – afferma Virginia Sanchini, ricercatrice al DIPO della Statale di Milano -. L’obiettivo è utilizzare questo primo confronto per costruire una proposta a livello nazionale sulla valorizzazione strategica dei dati sanitari italiani. Vogliamo arrivare a indicazioni condivise e a possibili linee di indirizzo, da sottoporre anche al decisore politico. Il dato sanitario va utilizzato e reso accessibile perché possa generare ricerca, innovazione e benefici per la salute. La questione centrale è come governare una risorsa strategica prodotta dal sistema in modo che il valore scientifico, tecnologico ed economico generato dal suo utilizzo produca benefici anche per le Istituzioni e per il sistema che hanno contribuito a crearla”. 

 

L’articolo 62 del Regolamento UE 2025/327 sullo Spazio europeo dei dati sanitari stabilisce che possano essere applicate tariffe per la messa a disposizione per usi secondari, purché proporzionate ai costi, trasparenti e non discriminatorie. “La domanda non è soltanto se rendere i dati disponibili per ricerca e innovazione, ma a quali condizioni, secondo quali priorità e con quale ritorno per il sistema-Paese – sottolinea Luca Marelli, Professore Associato di Etica e Governance della ricerca sanitaria al Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell’Università degli Studi di Milano -. L’obiettivo dovrebbe essere evitare sia una chiusura difensiva, che impedirebbe ricerca e innovazione, sia un modello puramente estrattivo, nel quale il valore generato a partire dai dati sanitari italiani venga catturato prevalentemente da soggetti esterni. Si tratta, al contrario, di aprire e valorizzare i dati, governandone l’accesso in modo strategico, affinché il patrimonio informativo sanitario contribuisca anche a rafforzare il Servizio Sanitario, la ricerca e la capacità industriale del Paese”. 

“La valorizzazione dei dati sanitari può produrre benefici diversi: conoscenze scientifiche, migliori cure, algoritmi, tecnologie, brevetti, prodotti commerciali, crescita di imprese e nuovi investimenti – conclude Virginia Sanchini -. Il ritorno di valore non deve necessariamente essere soltanto economico. Può comprendere risorse per la ricerca, infrastrutture, competenze, accesso a tecnologie e risultati, collaborazioni scientifiche, capacità computazionale e benefici per il Servizio Sanitario Nazionale e i pazienti. È importante che IRCCS, ospedali, università e istituzioni di ricerca italiani non siano considerati semplicemente fornitori passivi di materia prima informativa, ma soggetti centrali nella costruzione del valore generato dall’ecosistema europeo dei dati sanitari”. 

16 set 2026

Pagamenti: Cavallo (Altroconsumo), 'Consumatori devono poter scegliere offerte migliori'

(Adnkronos) - "I consumatori dovrebbero essere nelle condizioni di poter navigare nel mondo delle offerte, anche nell'ambito del sistema dei pagamenti, in maniera semplice ed economica, potendo scegliere, sulla base di una maggiore accessibilità e concorrenza, le migliori opzioni, senza subire le conseguenze di un sistema che necessita ancora di adeguamenti. Le regole ci sono, sono chiare e andrebbero rispettate". Così Federico Cavallo, responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo, a margine dell'incontro alla Camera dei deputati 'Stop alla discriminazione dell’Iban: un diritto europeo da far rispettare'.  

"Sappiamo che c'è una difficoltà del sistema, in alcune sue parti, ad adattarsi a quelli che dovrebbero essere gli obiettivi già stabiliti dalla norma - spiega - L'effetto, però, è quello che ci raccontano le migliaia di consumatori che hanno risposto al nostro sondaggio e che ci raccontano di difficoltà molto quotidiane. Anche per questo abbiamo voluto lanciare questa iniziativa e siamo qui oggi con i rappresentanti della filiera, con le autorità, con gli operatori del settore, proprio perché crediamo sia necessaria un'alleanza tra tutti gli stakeholder interessati per superare insieme le frizioni che ancora ci sono, che non dovrebbero esserci e che, una volta superate, ci consegneranno un sistema più competitivo, più aperto all'innovazione e più a misura di consumatore".  

Cavallo si sofferma poi sul sistema Sepa Direct Debit (Sdd): "Sappiamo che il sistema Seda, che dovrebbe facilitare i pagamenti nell'ambito della Sepa, spesso è stato una delle ragioni delle difficoltà degli operatori e delle imprese nel ricevere pagamenti da conti con Iban non italiani. Su questo Banca d'Italia ha fatto recentemente un intervento nel Comitato dei Pagamenti: crediamo si debba andare in quella direzione. Pensiamo che sia il momento non di andare a cercare delle colpe singole, ma di individuare le responsabilità e le soluzioni, cioè chi ha il potere e la facoltà di risolvere i problemi che ancora ci sono, sapendo che dietro l'angolo c'è un vantaggio di cui possono beneficiare i consumatori, i cittadini, le imprese e tutto il sistema Paese". 

"Più di 7 milioni di cittadini in Italia incorrono in questo tipo di problemi con i pagamenti. L'Iban discrimination è una questione culturale, una cultura della concorrenza è fondamentale"."L'Iban discrimination è una questione molto sentita da una fetta rilevante della popolazione, la situazione sul campo non è allineata con la norma - aggiunge - Nella concreta applicazione questa norma non è rispettata. Abbiamo ricevuto più di 1.200 segnalazioni". "Stiamo parlando di qualcosa che entra in maniera molto diretta e semplice nella vita quotidiana - prosegue - pagare una bolletta, pagare le rate, fare pagamenti nei confronti della pubblica amministrazione. Tutte azioni appesantite da un problema che ha caratteri sistemici. Non sono avvenimenti occasionali. Chi sceglie un Iban italiano magari ha meno offerte di risparmio o altro, e quindi perde un diritto che viene disatteso. Le difficoltà potranno essere superate solo da un consesso comune. Serve avere un sistema che sia il più innovativo possibile". 

16 set 2026

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16 set 2026

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