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Libri, presentato a Milano 'La Finanza nei contratti di acquisizione'

(Adnkronos) - Le tecniche di redazione delle clausole contrattuali utilizzate nelle operazioni di M&A, Private Equity e Venture Capital, per fornire con un approccio pratico a professionisti legali e operatori del settore strumenti utili per tradurre in modo preciso gli interessi delle parti e le complesse dinamiche finanziarie sottese a tali operazioni. È il tema al centro del libro La Finanza nei contratti di acquisizione. Nuove clausole contrattuali nelle operazioni di M&A, Private Equity e Venture Capital (Key Editore), scritto da Luca Ponti, Lucrezia Platé e Federico Ponti e presentato a Milano, presso la sede di Borsa Italiana. 

Il volume, con la prefazione di Federica Seganti, Presidente e Amministratore Delegato di Friulia S.p.A., e di Franco Valvasori, Managing Partner di Alcedo SGR per la nuova edizione, non è un manuale teorico, ma una guida per professionisti che siedono ai tavoli negoziali e devono tradurre numeri, valutazioni e strategie di exit in clausole precise, sostenibili e difendibili. Si tratta di un testo pensato per chi vuole comprendere non solo come si scrive un contratto di acquisizione, ma perché certe formule possono determinare il successo, o il fallimento, di un’intera operazione. Una risorsa per avvocati, consulenti legali e operatori del settore finanziario, che fornisce loro le competenze necessarie per tradurre efficacemente in clausole contrattuali le complessità finanziarie delle operazioni straordinarie. 

Negli ultimi trent'anni, la contrattualistica in ambito finanziario ha subito una profonda evoluzione, passando da un approccio prevalentemente giuridico a un modello ibrido che intreccia diritto ed economia. Oggi, la redazione di contratti per operazioni di finanza straordinaria, quali fusioni, acquisizioni e investimenti in capitale di rischio, richiede non solo una solida comprensione delle norme legali, ma anche una conoscenza approfondita delle dinamiche economiche e finanziarie che governano tali operazioni. Il libro offre esempi pratici, analisi di casi reali e suggerimenti per personalizzare le clausole contrattuali, differenziandosi così dalla standardizzazione spesso prevalente nei contratti di fusione e acquisizione. Il diritto non è più separabile dalla finanza, la gestione delle operazioni di finanza straordinaria richiede competenze sempre più trasversali e una solida visione interdisciplinare. 

Luca Ponti, Partner fondatore Studio Legale Ponti DePauli Partners , ha ricordato che "il libro affronta un tema sempre più centrale nella pratica professionale: cosa accade quando il linguaggio della finanza entra in modo strutturale e decisivo nelle clausole di un contratto di acquisizione, diventando parte integrante della strategia complessiva dell’operazione”. 

Secondo Lucrezia Platé, Founder Finance for Lawyer"nelle operazioni di finanza straordinaria, il successo non dipende soltanto dalla qualità delle singole professionalità coinvolte, ma anche dalla capacità di parlare una lingua comune. Il libro nasce da questa idea di multidisciplinarietà e dalla convinzione che una maggiore integrazione tra competenze giuridiche ed economico-finanziarie possa contribuire a una consulenza più consapevole e più aderente alle dinamiche concrete dell’operazione”. 

Federico Ponti, Studio Legale Ponti DePauli Partners , ha osservato: “Dietro ogni clausola economica ci sono numeri, interessi e scelte negoziali difficili da conciliare. Il libro nasce dall’idea che comprenderli insieme sia il modo migliore per costruire operazioni più consapevoli e, soprattutto, contratti migliori”. 

Il presidente di Fondo Fon.Te. Maurizio Grifoni ha affermato che “per gli investitori istituzionali, le operazioni di M&A e di Private Equity rappresentano un ambito nel quale competenza finanziaria e solidità contrattuale devono procedere insieme. Questo volume offre una lettura concreta di come le clausole possano tradurre in modo efficace valutazioni e rischi delle operazioni avviate. Per un Fondo pensione, che lavora con una prospettiva di lungo periodo e nell’interesse degli iscritti, la qualità della struttura contrattuale è parte integrante della tutela dell’investimento. Il dialogo tra diritto ed economia, quindi, diventa essenziale per governare la complessità delle operazioni e rendere più consapevoli le scelte degli investitori istituzionali. Il libro di Luca e Federico Ponti e Lucrezia Platé è un contributo utile a rafforzare una cultura dell’investimento responsabile e orientata alla creazione di valore nel tempo”. 

Secondo Moreno Zani, Presidente di Tendercapital “il principale ostacolo allo sviluppo del mercato dei capitali italiano risiede storicamente nella difficoltà di convertire il risparmio in capitale produttivo in un Paese che, da sempre, ha avuto l'investimento obbligazionario, e nello specifico nei titoli di Stato, la sua preferenza. Alcune difficoltà nel quadro normativo che regolano il settore sarebbero auspicabili per consentire agli investitori di assumere decisioni a medio-lungo termine in modo consapevole. Una governance chiara ed una precisa costruzione contrattuale, unite a maggiori tutele e trasparenza per gli operatori privati, sono elementi fondamentali per incoraggiare l'impiego del risparmio nell'economia reale e per attrarre in tal modo anche nuovi finanziamenti". 

Fabio Sattin, Professore di Private Equity e Venture Capital presso l’Università Bocconi di Milano e presidente Esecutivo di Private Equity Partners S.r.l., ha parlato "di un’iniziativa importante, soprattutto in un contesto caratterizzato da una crescente complessità e articolazione degli strumenti finanziari, che negli ultimi anni hanno conosciuto una profonda evoluzione. Oggi gli avvocati d’affari necessitano di competenze tecniche sempre più specifiche e approfondite, accompagnate da una solida conoscenza dei numeri e dei bilanci, perché devono essere in grado di tradurre all’interno dei contratti le esigenze e gli obiettivi delle operazioni. Una corretta comprensione degli aspetti finanziari, delle dinamiche di bilancio e delle nuove tecniche di investimento è quindi ormai indispensabile. Ritengo che questo sia un libro molto intelligente e utile, che consiglio anche a chi possiede già una significativa esperienza nel settore, perché affronta numerosi aspetti che possono sembrare scontati, ma che in realtà non lo sono affatto”. 

22 set 2026

Usa-Gb, Portes (King's College): "Per Burnham incontrare Trump sarà un puro esercizio di limitazione danni"

(Adnkronos) - “Incontrare Trump è un puro esercizio di limitazione dei danni per Burnham, esattamente come lo è stato, e lo sarà, per gli altri leader europei”. È con questa premessa che Jonathan Portes, docente di Economia e Politica internazionale al King's College di Londra, in un'intervista all'Adnkronos inquadra il primo vertice bilaterale tra il neo Primo Ministro britannico Andy Burnham e Donald Trump, previsto oggi a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. L'appuntamento rappresenta uno dei passaggi più delicati per la diplomazia di Londra. Solo poche ore fa, Burnham ha cercato di distendere il clima in vista dell'appuntamento, dicendosi convinto di poter trovare un "terreno comune" nel suo primo vero faccia a faccia con l'inquilino della Casa Bianca. Dichiarazioni che cercano anche di stemperare altre affermazioni fatte in passato, quando vestiva i panni di sindaco di Manchester e ammetteva che “Trump non era benvenuto in città”, facendo anche riferimento ai disordini a Capitol Hill del 6 gennaio 2021: “Qualsiasi politico britannico che abbia dato retta a Trump dovrebbe vergognarsi in questo momento". Da quando Burnham è entrato a Downing Street, i due hanno avuto solo due colloqui telefonici. 

I temi sul tavolo non mancano: a New York il primo ministro intende sollecitare Washington per un rafforzamento del sostegno all'Ucraina, a partire dalle forniture di difesa aerea Patriot in vista dell'inverno. Pesano tuttavia i grandi nodi economici, aggravati dalle tensioni in Medio Oriente e dal conflitto in Iran condotto dagli Usa, che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio complicando i piani di bilancio britannici. A ciò si aggiungono le pressioni americane sulle trivellazioni nel Mare del Nord e le recenti frizioni sulle posizioni di Trump riguardo al futuro dell'Irlanda del Nord, Scozia e Galles, e al Medio Oriente. Anche l’Intelligenza artificiale sarà uno dei temi caldi che verranno trattati durante il bilaterale. Secondo Portes, tuttavia, analizzare il vertice come un consueto confronto tra alleati è fuorviante. “Potremmo considerare l’appuntamento come un incontro tra professionisti della politica, i quali si apprestano ad affrontare i diversi interessi o le preferenze politiche di Regno Unito e Stati Uniti. Ma non è così, come ha scoperto nel corso degli ultimi mesi anche la vostra prima ministra, Giorgia Meloni, la quale si è ritrovata coinvolta, suo malgrado, in commenti poco edificanti da parte di Trump a seguito di una foto che li ritrae insieme al recente G7 francese”. 

Secondo l'accademico londinese, "non ha più alcun senso logico discutere delle singole posizioni politiche dell'attuale presidente americano, ma bisogna prendere atto dello stato di profonda crisi in cui versa Washington. Trump è sempre più vaneggiante e disconnesso dalla realtà, come dimostrano i suoi ultimi messaggi. Sfortunatamente, poiché il sistema politico e la Costituzione degli Stati Uniti sono fortemente in crisi, noi in Europa dobbiamo gestire la situazione come meglio possiamo”. Quello che Burnham cerca di presentare all'opinione pubblica come un "terreno comune" è nei fatti un equilibrismo obbligato: tutelare i grandi interessi strategici del Regno Unito cercando a tutti i costi di non farsi travolgere dall'instabilità oltreoceano. “Si tratta di un compito politico ingrato, che obbliga i leader a una estenuante messinscena pur di evitare danni maggiori ai rispettivi Paesi e alle relative economie - conclude Portes - Le uscite distensive del premier britannico prima del faccia a faccia sono il frutto di una mera necessità di governo, non certo di una reale convinzione personale. Quello che andrà in scena oggi a New York non sarà un incontro strategico per progettare il futuro dell'Occidente, ma una pura e logorante operazione di contenimento dei danni”. (di Alessandro Allocca)  

22 set 2026

Delitto di Garlasco, la moglie di Giovanni Ferri presenta denuncia in procura per far riaprire caso: "Si indaghi per omicidio"

22 set 2026

Fisco: indagine su entrate fiscali e finanziamento welfare, convegno con Brunetta e Leo

(Adnkronos) - Sarà presentata il prossimo 24 settembre, alle 10.30, nella Sala Marco Biagi del Cnel, a Roma, l'indagine sulle entrate fiscali e sul finanziamento del welfare dal titolo 'Le dichiarazioni dei redditi 2024: l’analisi Irpef e delle altre imposte dirette e indirette per importi, tipologia dei contribuenti e territori negli ultimi 17 anni. Chi paga per mantenere il welfare state? La spesa per sanità e assistenza è sostenibile?'. Giunta alla sua 13esima edizione, l’indagine si pone l’obiettivo di analizzare le dichiarazioni individuali dei redditi ai fini Irpef, così come l’ammontare e i profili di distribuzione delle altre principali imposte dirette e indirette, per verificare la sostenibilità del sistema di protezione sociale italiano. E, in particolare, se le entrate da fiscalità generale sono sufficienti a coprire le principali funzioni di welfare non sorrette da contributi di scopo, vale a dire sanità e assistenza sociale a carico dello Stato, delle regioni e degli enti locali. L'Osservatorio muove le sue premesse dai dati diffusi dal Mef e dall’Agenzia delle Entrate relativamente alle dichiarazioni dei redditi ai fini Irpef rese dai cittadini italiani nel 2025 ed elaborate dalla pubblica amministrazione a maggio 2026. All’analisi sulle dichiarazioni Irpef – condotta per importi, tipologia di contribuenti e territori lungo una serie di storica di 17 anni, vale a dire dal 2008 al 2024 – si affianca poi una panoramica delle altre principali imposte (in particolare, Irap, Ires, Isost e Iva) e una loro comparazione alle variabili economiche più rilevanti nel descrivere la situazione socio-economica dell’Italia.  

Ad aprire i lavori sarà il presidente del Cnel, Renato Brunetta, a seguire la presentazione dei risultati dell’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate 2026 affidata ad Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche itinerari previdenziali ('Le dichiarazioni dei redditi per importi, tipologie dei contribuenti il difficile finanziamento del welfare italiano'). Di politiche fiscali e sostenibilità del welfare state discuterà, insieme a Brambilla, anche Stefano Cuzzilla, presidente Cida. Le conclusioni, invece, saranno affidate a un videointervento del viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo. "Anno dopo anno, dall’analisi emergono alcune verità piuttosto scomode e, soprattutto, distanti dalle modalità con cui si è soliti affrontare il dibattito pubblico sul fisco - spiegano gli organizzatori -. Non è vero che l’Italia è un Paese oppresso dalle tasse perché i veri oppressi sono pochi, meno del 20% della popolazione, mentre una parte consistente di cittadini italiani è di fatto totalmente a carico della collettività, corrispondendo una quota Irpef neppure sufficiente a coprire il costo pro capite della spesa sanitaria. Il ritratto di un Paese con una forte redistribuzione, principalmente a carico dei redditi sopra i 35mila euro lordi l’anno, chiamato a intervenire non solo sui fenomeni di evasione ed elusione fiscale ma anche su quell’eccesso di assistenzialismo che, ancora di più in assenza di controlli adeguati, finisce per incentivare (involontariamente) lavoro nero e sommerso". 

22 set 2026

Harry pensa a un documentario su Diana: il progetto per ricordare la madre a 30 anni dalla morte

(Adnkronos) - Il Principe Harry sarebbe in trattative per realizzare un documentario su sua madre Diana. Il 30° anniversario della morte della principessa del Galles cadrà il prossimo anno. E il suo figlio minore - scrive l'Express - vuole commemorarlo onorando la sua eredità "nel modo più significativo". Il Duca di Sussex, che è tornato dalla California nel Regno Unito con la moglie Meghan Markle e i due figli alla fine del mese scorso, avrebbe già contattato diverse persone, inclusi amici e familiari, per prendere parte al documentario. Tra questi - secondo il Daly Telegraph - comparirebbe anche suo zio e fratello di Diana, il Conte Spencer. 

Una fonte vicina al Duca ha dichiarato: "Il Duca ha discusso una serie di possibili progetti per celebrare il 30° anniversario della scomparsa di sua madre Diana, Principessa del Galles. Nulla è stato finalizzato o confermato, ed egli sta ancora valutando il modo più significativo per onorare la sua eredità durante questo importante anno di anniversario".  

Harry aveva 12 anni e suo fratello, il Principe William, 15, quando Diana morì all'età di 36 anni in seguito a un incidente d'auto a Parigi, il 31 agosto 1997. I fratelli si erano già riuniti in precedenza per ricordare la madre nel documentario del 2017 'Diana, Our Mother: Her Life and Legacy', pubblicato in vista del 20° anniversario della sua morte.  

Il documentario di allora - ricorda People - vedeva William e Harry parlare apertamente dei loro ricordi di Diana e del dolore per averla persa in così giovane età. Quasi un decennio dopo, la loro relazione è diventata profondamente tesa e la frattura tra i fratelli rimane irrisolta. La prospettiva di un nuovo progetto arriva mentre la vita e l'eredità di Diana tornano nuovamente al centro dell'attenzione. Anche il fratello della Principessa, Earl Spencer, ha ripercorso la vita di Diana nel suo nuovo libro di memorie, 'Swan Song: Diana, My Sister', offrendo un resoconto intimo del loro rapporto, delle sue difficoltà e delle conseguenze della sua morte, nel quale non sono mancate alcune note polemiche contro Re Carlo. 

Parlando in esclusiva a People ad Althorp, la tenuta ancestrale della famiglia Spencer e luogo dove Diana è sepolta, il Conte Spencer ha riflettuto sulla sorella. "Sì, ci sono volte in cui sento Diana al mio fianco nei momenti difficili. Se devo affrontare qualcosa di veramente importante, una riunione in cui si decide qualcosa di cruciale o altro, indosso sempre i gemelli che mi ha regalato alla fine degli anni '80, come una sorta di memoriale. L'anno scorso ho avuto un cugino che è morto tragicamente per propria mano e ho detto ai genitori che indossavo i gemelli di Diana. Il ricordo di Diana dà conforto alle persone anche adesso", ha detto.  

22 set 2026

David Rossi, Antonio Muto: "Non ero io il sedicente Muto, mai visto Goracci e mai conosciuto ex manager"

(Adnkronos) - "Io non conosco l'avvocato Goracci, non l'ho mai visto in vita mia" e "non ho mai conosciuto David Rossi". Lo ha affermato Antonio Muto, imprenditore, sentito a testimonianza in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte dell'allora capo della Comunicazione di Mps, sottolineando di non essere lui il sedicente 'Antonio Muto' che, presentandosi con quel nominativo, raccontò all'avvocato Luca Goracci, allora legale della vedova di Rossi, un misterioso retroscena.  

E' stato proprio il presidente della Commissione di inchiesta, Gianluca Vinci, a spiegare i motivi della convocazione: "La sua chiamata nasce dal fatto che qualcuno, nel 2016, si è presentato a nome di Antonio Muto, imprenditore di Mantova, presso l'avvocato Luca Goracci riferendo dettagli molto precisi, immediatamente successivi alla morte di David Rossi: non stiamo parlando di qualcuno che ha commesso il fatto, ma di qualcuno che, tre anni dopo la morte di Rossi, ha riferito dettagli che poi negli anni abbiamo visto riscontrati. La cosa strana della vicenda - ha osservato Vinci - è che un testimone, che non ha responsabilità e che ha fornito elementi utili, poi sia del tutto scomparso e non si prenda il merito di aver aperto una strada, quella dell'omicidio, con dettagli anche molto puntuali di quello che è successo quella sera". "Sebbene vi siano molti Antonio Muto", Vinci ha spiegato che "molti hanno pensato" all'audito perché "Antonio Muto, imprenditore, con rapporti con Mps e da Mantova quindi lo abbiamo chiamato non con un intento persecutorio", ha sottolineato Vinci aggiungendo che l'obiettivo dell'organismo parlamentare è svelare l'identità del sedicente Muto che si qualificò in quel modo.  

L'audito ha sottolineato di non essere lui quel sedicente Muto ricordando che lo stesso avvocato della famiglia Rossi in tv "quando gli hanno fatto vedere la mia foto, ha detto che non ero io quel Muto lì, ma un altro più alto di me con gli occhiali". "Io non conosco Goracci - ha precisato l'audito - non l'ho mai visto in vita mia". Replicando alla Commissione ha spiegato di essere andato talvolta a Siena "perché avevamo in ballo dei finanziamenti per un cantiere di Mantova, ma non ho mai conosciuto Rossi". "Mai" svolti invece, ha risposto, lavori a Viadana (Mantova). A chi gli chiedeva chi possa aver usato il suo stesso nome per presentarsi dall'avvocato Goracci, Muto ha risposto: "Non riesco a immaginare chi possa aver fatto una cosa del genere". 

22 set 2026

Totti: "A 48 anni ho detto no a Genoa e Como per tornare in Serie A"

(Adnkronos) - Due anni fa Francesco Totti è stato vicino a tornare a giocare in Serie A. Lo rivela proprio l'ex capitano della Roma nella sua autobiografia. 'Oltre. Uno si ritira e gli succede di tutto. Che poi tocca pure raccontarlo', dove spiega che due squadre gli hanno proposto di tornare all'età di 48 anni: Genoa e Como. "Allenatore del Genoa era Alberto Gilardino, campione del mondo come me con l'Italia del 2006, mentre sulla panchina del Como c'era già Cesc Fabregas, uno dei grandi della storia del calcio. Gilardino aveva 42 anni, Fabregas 37, quindi avrei avuto rispettivamente 6 e 11 anni in più di chi era pagato per dirmi cosa fare. Non sono leggende metropolitane, è la pura verità. Incredibile, ma vera. Pazzesca. I primi a farsi avanti sono stati i dirigenti del Genoa, con cui ho parlato direttamente. Mi hanno posto una semplice domanda: 'Ma allora, la vuoi fare o no questa nuova esperienza?'. Facevano sul serio. Ho preso del tempo per decidere e, prima di dare una risposta, ho cominciato a lavorare duramente. Proprio tanto. Marassi mi piaceva, è un bello stadio, all'inglese, con gente di passione, che segue le partite attaccata al campo. Senti il fiato sul collo. E poi proprio contro il Genoa avevo giocato la mia ultima partita con la maglia della Roma, vedi il destino. Gilardino qualche WhatsApp me lo mandava: 'Allora?'. La testa diceva che avrei potuto accettare, il cuore no, poi si ribaltavano i ruoli, i pensieri frenavano e il battito accelerava, fatto sta che alla fine la conclusione era sempre la stessa, una domanda che mi ponevo da solo: ma si può giocare in una squadra che non sia la Roma? Avevo 48 anni, ma l'età in qualche modo si supera, si diventa più lenti però il piede non invecchia, tutti concordi: quello non ha bisogno del botox. La Roma era il punto. Non il problema, non lo sarà mai. Un tradimento sportivo non ha età, che siano 18 o 48 anni".  

Totti torna anche sul tormentato rapporto con Luciano Spalletti. "Le condizioni ideali per la pace tra me e lui sono in costruzione, giorno dopo giorno. Diciamo che abbiamo intrapreso un percorso oltre il silenzio che c’era. Dal 28 maggio 2017, giorno del mio ritiro forzato e per oltre sei anni, non ci siamo più visti né sentiti. Nel novembre 2023 qualcosa ha iniziato a muoversi in occasione della visita della Nazionale all'ospedale 'Bambino Gesù' ho accettato l'invito, tanto prima o poi doveva succedere. Il mondo del calcio è piccolo. O lo saluto, o gli do 'na capocciata. Ha pronunciato le parole giuste, per sdrammatizzare: 'Da che parte ti do l'abbraccio? Dalla parte del cuore, via...'. Un cinque veloce. Un abbraccio. Si è trattato di un gesto fugace, nulla di più. Non ho sentito nulla, non era ancora amore. Un fremito, o un brivido, niente di niente. L’ho rivisto all’Olimpico di Roma, il 14 maggio 2025, finale di Coppa Italia vinta dal Bologna contro il Milan. "Come va?". "Tutto bene, e tu?". "Bene, grazie". "Ciao". "Ciao". Solite cose, senza trasporto. Poi, spariti. Infine l'incontro per una pubblicità. Ognuno aveva il suo camper per cambiarsi e per truccarsi. Sono sceso dal mio e ho bussato al suo: 'Apri, che c'hai paura?'. È sceso, ci siamo abbracciati, una cosa leggermente più vera rispetto a quella del Bambino Gesù. 'Francesco, sei contento di fare lo spot con me?'. 'Non vedevo l'ora. Comunque mi devi ringraziare, mister. Se avessi detto no io, non avrebbero preso neanche te'. Abbiamo lavorato insieme due giorni, è servito, ci siamo sciolti, abbiamo sorriso, di quei sorrisi spontanei, non comandati. Mi sono divertito. Devo dire che ne sono uscito più sereno. Nell’estate del 2026 ne abbiamo girato un secondo, per tre giorni nella tenuta di Spalletti, in Toscana. Una sera ci siamo ritrovati a tavola insieme ad altre persone. Ho parlato io, rivolgendomi a tutti: "Come allenatore era uno dei più forti, con me non si è comportato benissimo…". "No, Francesco, è tutta colpa tua, sei tu che hai voluto il male mio e mi hai cacciato dalla Roma".  

22 set 2026

Infortuni, Relazione annuale Inail 2025: 600mila denunce totali e 1.198 morti sul lavoro

(Adnkronos) - La fotografia scattata al 30 aprile 2026 mostra per il 2025 un lieve aumento delle denunce di infortunio sul lavoro. Le denunce complessive sono state 600mila (+1,2% rispetto alle quasi 594mila del 2024), delle quali 519mila per lavoratori (+ 0,8%) e 81mila per studenti (+3,4%). I casi mortali denunciati sono stati complessivamente 1.198, segnando una diminuzione del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024 (41 casi in meno). Nel dettaglio si registrano 1.189 denunce mortali per i lavoratori (37 in meno rispetto all’anno precedente) e nove per gli studenti (quattro in meno rispetto al 2024). E’ quanto si legge nella Relazione annuale Inail 2025 presentata oggi dal presidente dell’Istituto, Fabrizio D’Ascenzo, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati. 

Concentrando l’attenzione sugli infortuni che riguardano i lavoratori - esclusi quindi quelli degli studenti, che sono diversi per contesti, dinamiche e caratteristiche - nel 2025 i casi denunciati in occasione di lavoro, avvenuti cioè durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, hanno segnato un lieve aumento dello 0,5%, da 412.984 a 414.917. Più sostenuto l’incremento degli infortuni in itinere, occorsi nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che sono cresciuti del 2,4% raggiungendo quota 104.417 rispetto ai 101.991 casi denunciati nel 2024. Si tratta del valore massimo del quinquennio 2021-2025, superiore anche ai livelli pre-pandemici del 2019 (103.492). Gli infortuni avvenuti 'fuori dall’azienda' (in itinere o in occasione di lavoro con mezzo di trasporto) sono stati complessivamente 121mila, pari al 23,4% del totale delle denunce, il valore più elevato del quinquennio 2021-2025 sia in termini assoluti che di incidenza sul totale. Per quanto riguarda i casi mortali, si registra una diminuzione del 4,1% delle denunce in occasione di lavoro (da 928 a 890 decessi) e una sostanziale stabilità di quelle in itinere (un solo caso in più, da 298 a 299 decessi), rimaste al di sotto del dato del 2019 (335). Complessivamente, il 42,6% dei decessi (506 casi) si è verificato 'fuori dall’azienda'. 

Il valore del 2025 per gli infortuni in occasione di lavoro si attesta a 1.720,4 casi ogni 100mila occupati Istat, inferiore dello 0,3% rispetto al 2024 (1.725,6) e del 13,4% rispetto al 2019 (1.986,7). Anche l’incidenza dei casi mortali in occasione di lavoro scende a 3,69 decessi ogni 100mila occupati, registrando una riduzione del 4,9% rispetto al 2024 (3,88) e del 5,4% rispetto al 2019 (3,90). 

L’89,7% delle denunce in occasione di lavoro registrate nel 2025 riguarda la gestione Industria e servizi, il 5,8% l’Agricoltura e il 4,5% il conto Stato. Il lieve incremento complessivo rispetto al 2024 (+0,5%) è sintesi di aumenti registrati nell’Industria e servizi (+0,6%) e nel conto Stato (+0,9%), a fronte della contrazione del 2,1% rilevata in Agricoltura. Per i casi mortali avvenuti in occasione di lavoro, l’Industria e servizi raccoglie l’85,2% delle denunce, seguita dall’Agricoltura (13,5%) e dal conto Stato (1,3%). La riduzione di 38 decessi a livello nazionale (-4,1%) è riconducibile interamente alla gestione Industria e servizi, che registra 43 casi in meno rispetto al 2024, a fronte di un aumento di quattro decessi in Agricoltura e di uno nel conto Stato. Nell’Industria e servizi quasi un quarto degli infortuni in occasione di lavoro si concentra nel comparto manifatturiero (24%), seguito dalle Costruzioni (13%), dalla Sanità e assistenza sociale (13%), dai Trasporti e magazzinaggio (12%) e dal Commercio (11%). Rispetto al 2024 le denunce calano nel Manifatturiero (-2,0%) e nei Trasporti e magazzinaggio (-4,1%), mentre mostrano una sostanziale stabilità nelle Costruzioni (+0,6%) e nella Sanità (+0,5%), con il Commercio in aumento del 1,1%. I settori con il maggior numero di decessi in occasione di lavoro si confermano le Costruzioni con 175 denunce (19 in meno rispetto al 2024), il Comparto manifatturiero con 129 (+8) e il Trasporto e magazzinaggio con 126 decessi (-20). 

In ottica di genere, nel 2025 quasi un terzo (32,1%) degli infortuni in occasione di lavoro denunciati ha riguardato le lavoratrici. L’aumento complessivo dello 0,5% delle denunce rispetto al 2024 è dovuto esclusivamente alla componente femminile, cresciuta del 2,1%, a fronte di una sostanziale stabilità del dato maschile (-0,3%). Per i casi mortali, la riduzione ha riguardato entrambi i generi: si registrano infatti otto denunce in meno per le lavoratrici, da 62 a 54 ( -12,9%), e 30 in meno per i lavoratori, da 866 a 836 (-3,5%). La quota delle donne sul totale dei decessi in occasione di lavoro nel 2025 è pari al 6,1% (circa un caso su 16). Analizzando l’età degli infortunati, si rileva una diminuzione delle denunce solo nella fascia centrale 35-49 anni (-2,0%), a fronte di incrementi diffusi nelle altre classi: +8,4% per gli over 64, +1,1% per i 50-64enni e +1,6% per i giovani fino a 34 anni. La quota maggiore di denunce in occasione di lavoro ricade sui lavoratori tra 50 e 64 anni (35,5%), seguita dagli under 35 (30,7%) e dalla fascia 35-49 anni (30,6%), mentre gli over 64 rappresentano il 3,2% (in crescita rispetto al 2,9% del 2024 e al 2,4% del 2021). Per i casi mortali, due vittime su tre hanno più di 50 anni.  

Nel 2025 un infortunio in occasione di lavoro su quattro ha coinvolto lavoratori nati all’estero, le cui denunce sono aumentate del 3,7% a fronte di un calo dello 0,5% tra gli italiani. L’incidenza dei lavoratori stranieri sul totale è in costante ascesa nel quinquennio, dal 19,4% del 2021 al 24,3% del 2025. Tendenza simile per i casi mortali: i decessi dei lavoratori italiani si riducono del 5,8% (42 casi in meno), mentre si registra un lieve incremento per la componente straniera, con quattro decessi in più (da 200 a 204) e una quota pari al 22,9% del totale (era il 15,0% nel 2021). 

Il leggero incremento delle denunce in occasione di lavoro è la sintesi delle contrazioni registrate nel Nord-Ovest (-1,3%) e al Sud (-0,2%) e degli incrementi rilevati nelle Isole (+3,1%), al Centro (+2,4%) e nel Nord-Est (+0,6%). La quota maggiore dei casi si concentra nel Nord-Est (33,0%), seguito da Nord-Ovest (27,1%), Centro (19,9%), Sud (13,1%) e Isole (6,9%). Quattro regioni – Lombardia (17,2%), Emilia Romagna (13,3%), Veneto (12,0%) e Toscana (8,1%) – raccolgono oltre la metà delle denunce. Per i decessi in occasione di lavoro, la flessione del 4,1% rilevata a livello nazionale scaturisce da cali diffusi in tutte le aree territoriali, con il solo dato del Nord-Est rimasto invariato. L’incidenza più elevata di casi mortali si registra nel Nord-Ovest (25,6%), seguito da Sud (23,3%), Nord-Est (21,0%), Centro (19,2%) e Isole (10,9%). Tra le regioni, la Lombardia, con il 13,6% dei decessi denunciati in occasione di lavoro, precede la Campania (9,3%), il Veneto (9,3%) e l’Emilia-Romagna (8,5%).  

Per permettere il confronto tra Paesi, Eurostat elabora i tassi standardizzati di incidenza infortunistica, calcolati per 100mila occupati nei principali settori industriali e di servizi. I dati si riferiscono ai soli casi indennizzati in occasione di lavoro (e non alle denunce), escludendo gli infortuni in itinere, che non sono rilevati da tutti gli Stati membri. Nel 2023, ultimo anno disponibile, nell’Unione europea si sono registrati oltre 2,8 milioni di infortuni non mortali (in calo del 5% rispetto al 2022) e 3.298 casi mortali (+0,4% rispetto ai 3.286 del 2022). Prendendo in considerazione l’indicatore standardizzato più corretto per i confronti internazionali, che esclude il settore dei trasporti e soprattutto gli infortuni stradali in occasione di lavoro, non trasmessi da tutti i Paesi, l’indice degli infortuni mortali nel 2023 mostra per l’Italia un valore di 1,20 decessi per 100mila occupati, in linea con la media UE-27 (1,23) e con la Spagna (1,18), ma ampiamente inferiore al tasso della Francia (3,50) e superiore a quello della Germania (0,53). Solo l’Italia, insieme a Spagna e Slovenia, ha però riconosciuto i contagi da Covid-19 univocamente come infortuni sul lavoro e ciò ha influenzato i dati nazionali soprattutto nel biennio 2020-2021. Per gli infortuni non mortali, il nostro Paese con 991 casi ogni 100mila occupati nel 2023 si conferma al di sotto della media europea (1.300) e ampiamente al di sotto del dato rilevato in Spagna (2.391), Francia (2.351) e Germania (1.418).  

Dal focus statistico che la Relazione annuale Inail dedica alle patologie lavoro-correlate emerge che nel 2025 le malattie professionali denunciate all’Istituto sono salite a quota 98.312, segnando il picco più alto degli ultimi 26 anni e quadruplicando le circa 25mila denunce del 2000. Rispetto alle 88.338 denunce protocollate nel 2024, l’incremento è dell’11,3%, pari a circa 10mila casi in più. L’andamento mostra un marcato e continuo rimbalzo successivo al primo anno pandemico (nel 2020 le denunce erano scese a circa 45 mila a causa del lockdown e delle difficoltà di accesso ai servizi sanitari).  

L’83,6% delle malattie professionali denunciate nel 2025 fa capo alla gestione Industria e servizi, il 15,6% all’Agricoltura e lo 0,8% al conto Stato. Rispetto al 2024, si osserva una crescita delle denunce in tutte le gestioni: +11,7% nell’Industria e servizi (82.218 denunce, 8.624 in più), +9,6% in Agricoltura (15.340 denunce, 1.339 in più) e +1,5% per i dipendenti in conto Stato (754 denunce, 11 in più). Nell’ambito della gestione Industria e servizi, oltre la metà delle denunce si concentra in due settori: le Costruzioni (circa 20mila casi, pari al 30% dei casi codificati) e il comparto manifatturiero (17mila denunce, 26%). Nel Manifatturiero spiccano per numerosità l’industria alimentare e la fabbricazione di prodotti in metallo, con quasi tremila denunce ciascuna. Seguono il Commercio (settemila casi), la Sanità e assistenza sociale (cinquemila) e il Trasporto e magazzinaggio (oltre quattromila). 

Nel 2025 l’area geografica con il maggior numero di patologie denunciate è il Mezzogiorno con 37.430 casi, seguito dal Centro con 34.620 e dal Nord con 26.262. A livello regionale il primato è della Toscana con 16.438 denunce (pari al 16,7% del totale), seguita da Puglia (11.188) e Abruzzo (8.695). Gli incrementi percentuali più elevati rispetto al 2024 si registrano in Molise (+68,2%, da 1.132 a 1.904 casi), in Valle d’Aosta (+61,0%, da 41 a 66) e nella provincia autonoma di Trento (+26,8%, da 339 a 430), con gli unici decrementi percentuali in Sardegna (-6,0%), Umbria (-2,2%) e Lazio (-1,0%). 

Secondo la classificazione internazionale Icd-10 le malattie professionali più frequenti continuano a essere quelle muscolo-scheletriche, che con 70mila denunce rappresentano tre casi su quattro codificati. All’interno di questa categoria prevalgono i disturbi dei tessuti molli (epicondiliti, sindrome della cuffia dei rotatori, lesioni della spalla) e le dorsopatie (disturbi, degenerazioni ed ernie dei dischi intervertebrali). Seguono con oltre 11mila casi (12,1% del totale) le malattie del sistema nervoso (con netta prevalenza delle sindromi del tunnel carpale, raddoppiate rispetto al 2010) e con quasi seimila denunce (6,1%) le malattie dell’orecchio (ipoacusie e sordità, in ripresa dopo i cali storici). I tumori professionali superano i 2.400 casi, mentre le malattie respiratorie sfiorano le duemila denunce. 

Sebbene numericamente inferiori ad altre patologie, i tumori rappresentano la prima causa di morte tra i tecnopatici. Dei tumori denunciati e definiti positivamente nel 2025 – 1.033 casi alla data di rilevazione dello scorso 30 aprile – ben due su tre sono asbesto-correlati. Circa la metà delle neoplasie riconosciute è rappresentata da mesoteliomi della pleura, seguiti da tumori maligni di bronchi e polmone (un quarto) e tumori della cute (uno su 10). L’analisi per settore di attività economica evidenzia che oltre il 60% dei tumori riconosciuti si concentra nell’Industria, con la Metalmeccanica e le Costruzioni maggiormente esposte ai tumori mesoteliali e respiratori, mentre in Agricoltura prevalgono melanomi e altri tumori della cute legati all’esposizione solare. 

Il 74,3% delle denunce di malattie professionali riguarda gli uomini e il 25,7% le donne, quote che si mantengono stabili nel quinquennio 2021-2025. Le patologie muscolo-scheletriche rappresentano la componente principale per entrambi i generi: il 74,3% dei casi codificati per i lavoratori e il 78,4% per le lavoratrici. Si riscontra invece una maggiore incidenza per le donne nelle malattie del sistema nervoso (16,8% delle denunce femminili rispetto al 10,5% di quelle maschili). Tra gli uomini, al contrario, pesano maggiormente le patologie dell’orecchio (8,0% contro lo 0,9% femminile), i tumori (3,2% contro lo 0,9% delle donne) e le malattie respiratorie (2,6% contro lo 0,8%). I disturbi psichici e comportamentali si attestano a poco più di 600 denunce complessive: 271 per i lavoratori e 331 per le lavoratrici. 

Per i lavoratori nati all’estero si registra un forte aumento delle denunce di malattia professionale, che passano dalle 7.656 del 2024 alle 9.073 del 2025, segnando un incremento del 18,5%, decisamente più alto rispetto al +10,6% dei lavoratori nati in Italia. Una tendenza che conferma la crescita costante dell’incidenza dei lavoratori stranieri sul totale delle patologie denunciate, passata dal 7,5% del 2021 al 9,2% del 2025. 

Le denunce riguardano le malattie e non i lavoratori ammalati, che nel 2025 sono stati 63.136, in aumento dell’8,8% rispetto ai 58.038 del 2024 e del 44,4% rispetto al 2019 (circa 44mila lavoratori). Nel 2025 si registra una media di 1,6 denunce per ogni lavoratore (rispetto alle 1,04 del 2000), effetto delle cosiddette denunce “plurime”, tipiche in particolare delle patologie muscolo-scheletriche, dove a un unico rischio lavorativo possono corrispondere più denunce per differenti distretti anatomici compromessi.  

L’andamento storico delle denunce di malattie professionali evidenzia più fasi: dalla sostanziale stabilità del fenomeno tra il 2000 e il 2008, all’incremento fino al 2019, al crollo nel 2020 e alla ripresa successiva. Diversi fattori hanno influenzato questo andamento: gli adeguamenti normativi, le campagne di sensibilizzazione tese ad accrescere la consapevolezza dei rischi lavorativi e delle tutele assicurative e gli eventi eccezionali come la pandemia da Covid-19, che ha riportato il numero delle denunce ai livelli di 10 anni prima, in conseguenza del lockdown e della difficoltà di accesso ai servizi sanitari e ai percorsi diagnostici necessari per istruire la pratica di denuncia. La crescita costante delle malattie denunciate negli ultimi anni non riflette quindi necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma evidenzia piuttosto un’efficace emersione del sommerso, frutto di una maggiore consapevolezza dei lavoratori, dell’azione capillare dei patronati, della tempestività dei medici certificatori e dell’adeguamento delle tabelle delle patologie riconosciute. 

“Attraverso questo appuntamento annuale - ha sottolineato il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo - l’Istituto intende condividere i risultati del proprio operato e analizzare i dati infortunistici e tecnopatici per individuare gli strumenti più efficaci per contenere i rischi. Il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro è sancito dalla Carta costituzionale e l’ordinamento attribuisce all’Inail importanti funzioni affinché tale diritto si traduca in garanzie concrete: la tutela assicurativa, da cui derivano gli indennizzi e le connesse prestazioni sanitarie e riabilitative, la promozione della cultura della prevenzione mediante formazione, informazione e consulenza, il sostegno economico in favore delle imprese che investono in sicurezza, lo sviluppo della ricerca, per definire standard di prevenzione allineati all’evoluzione tecnologica e adeguati ai nuovi rischi legati ai cambiamenti climatici e all’organizzazione del lavoro”. 

“Questo quadro organico di azioni - ha aggiunto - nel 2025 ha registrato un evidente salto di qualità, a seguito dell’emanazione del decreto-legge 159, con cui Governo e Parlamento hanno ulteriormente riconosciuto e rafforzato il ruolo del nostro Istituto quale protagonista del sistema di tutela della sicurezza sul lavoro. L’intervento del legislatore ha attribuito all’Inail importanti funzioni in materia di prevenzione. Il decreto conferma l’evoluzione dell’Istituto da ente prevalentemente assicuratore a soggetto centrale del sistema nazionale di prevenzione, formazione e incentivazione della sicurezza, con lo scopo di incidere in modo significativo sul numero, ancora troppo elevato, di infortuni e malattie professionali che continua a registrarsi nel Paese”. 

Il bilancio 2025 dell’Inail ha confermato la solidità della situazione finanziaria e patrimoniale dell’Istituto, registrando un avanzo finanziario di competenza di oltre 1,74 miliardi di euro. Si rileva un disavanzo economico di oltre 3,1 miliardi di euro, da attribuire prevalentemente all’incremento dei capitali di copertura delle rendite per effetto di quanto previsto dal decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del 25 marzo 2025 (adozione dal 1° gennaio 2025 delle Tabelle dei nuovi coefficienti di capitalizzazione delle rendite Inail). Sul fronte delle entrate, i premi e i contributi consuntivati ammontano a 10,38 miliardi di euro, registrando una crescita del 6% rispetto al 2024. 

Le prestazioni economiche erogate a infortunati e tecnopatici ammontano complessivamente a oltre 5,61 miliardi di euro, in aumento dell’1,70% rispetto al consuntivo dell’anno precedente. La quota principale, pari a oltre 4,91 miliardi, è destinata al pagamento delle rendite. L’incremento dell’1,73% rispetto al 2024 è influenzato dai provvedimenti di rivalutazione delle prestazioni effettuati nel corso del 2025. La spesa per le prestazioni temporanee si attesta invece a 684 milioni di euro (+1,48%). 

L’avanzo patrimoniale al 31 dicembre 2025 ammonta a oltre 12,45 miliardi di euro, con un avanzo di amministrazione che supera i 53 miliardi. Il fondo di cassa dell’Istituto ha raggiunto i 47,51 miliardi di euro, di cui oltre 47,18 miliardi risultano giacenti presso la Tesoreria Centrale dello Stato. Le aziende in portafoglio sono oltre 3,15 milioni (in calo dello 0,65% rispetto al 2024), mentre le Posizioni assicurative territoriali (Pat) si attestano a oltre 3,62 milioni (-0,82%). 

Nel 2025 l’attività dell’Istituto ha registrato importanti innovazioni sul piano tariffario e della premialità. E' stata completata la revisione dei contributi in agricoltura, che ha introdotto dal primo gennaio 2026 una riduzione strutturale del 35,8% per i lavoratori dipendenti e del 15,4% per i lavoratori autonomi. Sul fronte delle imprese virtuose, gli interventi di riduzione del tasso medio per prevenzione hanno premiato 30.841 aziende con uno sconto complessivo di oltre 211 milioni di euro, mentre la riduzione del 5,07% destinata alle ditte artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2023-2024 ha interessato circa 459mila ditte per un importo di 27 milioni di euro. 

Una svolta di rilievo è rappresentata dalla revisione delle aliquote di oscillazione del tasso di tariffa per andamento infortunistico, autorizzata dal decreto-legge 159/2025 dal 1° gennaio 2026. Con l’applicazione in via provvisoria delle nuove e più elevate aliquote di 'bonus' per l’autoliquidazione 2026, l’Inail ha inteso ricompensare con un minor premio assicurativo le aziende virtuose. 

Il 2025 si è caratterizzato anche per l’ampliamento strutturale della tutela per il mondo della scuola. Il decreto-legge 90/2025 ha reso infatti permanente l’estensione dell’assicurazione a studenti e personale scolastico per tutte le attività di insegnamento-apprendimento, superando i precedenti limiti legati alle sole esercitazioni pratiche. La copertura, come previsto dall’articolo 7 del decreto 159, si applica anche agli infortuni occorsi agli studenti nel tragitto dall’abitazione al luogo in cui si svolgono i percorsi di formazione scuola-lavoro. 

Tra le nuove tutele spiccano l’istituzione di borse di studio destinate ai figli dei superstiti delle vittime di infortuni o malattie professionali dalle scuole primarie fino all’università, e l’adeguamento periodico all’età pensionabile del limite massimo di età per la fruizione dell’assegno di incollocabilità, allineato alla speranza di vita. 

Sul fronte del controllo del rapporto assicurativo, l’efficacia della vigilanza si è mantenuta elevata grazie ad analisi mirate di business intelligence e all’incrocio sistematico delle banche dati, che hanno consentito di regolarizzare 31.722 lavoratori, di cui 1.635 in nero. Per massimizzare l’impatto delle ispezioni, è stato completato lo scambio di dati in cooperazione applicativa con Ispettorato nazionale del lavoro, Inps, Carabinieri e Guardia di Finanza sulla piattaforma del Portale nazionale del sommerso. 

Per quanto riguarda l’erogazione delle prestazioni a favore delle persone con disabilità da lavoro, nel 2025 le rendite in gestione per inabilità permanente e ai superstiti si sono attestate a 593.473, il 2,05% in meno rispetto al 2024 per il fisiologico calo dei beneficiari. Di queste, 508.306 riguardano l’inabilità permanente (-1,89%) e 85.167 i superstiti (-2,97%). In controtendenza, le rendite di nuova costituzione sono state 20.512 (+2,70% rispetto alle 19.973 del 2024), ripartite in 18.238 per inabilità permanente (+3,02%) e 2.274 ai superstiti (+0,22%). 

In attuazione dell’Accordo quadro del 2012, è proseguita l’attività di erogazione di prestazioni riabilitative integrative rispetto ai livelli essenziali di assistenza. Alla fine del 2025, gli accordi contrattuali con strutture sanitarie pubbliche e private accreditate erano 430 e hanno consentito di fornire 384.667 prestazioni integrative a favore di 8.412 assistiti per una spesa di oltre 7,5 milioni di euro. 

La rete assistenziale dell’Istituto, costituita dal Centro protesi di Vigorso di Budrio, con le filiali di Roma e Lamezia Terme, dal Centro di riabilitazione motoria di Volterra, dai Punti di assistenza protesica e dagli ambulatori fisiochinesiterapici, è stata ulteriormente potenziata per garantire una maggiore prossimità territoriale e definire un modello di presa in carico proattiva. Nel 2025 sono stati forniti complessivamente 6.575 dispositivi protesici a 4.257 assistiti e 4.999 ausili e servizi specialistici a 2.419 assistiti. L’attività riabilitativa fisioterapica a Budrio e Volterra ha registrato 61.383 trattamenti per 942 pazienti, mentre gli ambulatori territoriali hanno effettuato 81.720 prestazioni per 2.869 assistiti. 

In tema di reinserimento lavorativo, l’Inail ha sostenuto accomodamenti e interventi personalizzati, tra cui spicca il progetto sperimentale 'Piaggio', che ha visto l’adeguamento e la riprogettazione delle postazioni di lavoro per 43 dipendenti con limitazioni funzionali da tecnopatia. A questo si aggiungono il protocollo d’intesa sottoscritto in ottobre con le organizzazioni del mondo cooperativo per favorire l’occupazione degli assistiti presso cooperative e imprese sociali e i progetti formativi che hanno coinvolto circa 20.600 destinatari. Le iniziative di avviamento allo sport promosse in sinergia con il Comitato italiano paralimpico hanno inoltre coinvolto più di 1.300 assistiti su tutto il territorio nazionale. 

Nel 2025 un decisivo salto di qualità per il rafforzamento del ruolo dell’Inail nella promozione della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è derivato dall’emanazione del decreto n. 159 del 31 ottobre, convertito dalla legge 198/2025, che ha attribuito all’Istituto nuove e più ampie funzioni: dalla revisione delle aliquote di premio in ottica bonus-malus all’incentivazione di dispositivi di protezione individuale intelligenti (smart DPI), dal rafforzamento della formazione nei settori a maggior rischio (costruzioni, logistica, trasporti) fino all’adozione di linee guida per il tracciamento dei 'near miss' (quasi infortuni) e alla consultazione gratuita delle norme tecniche. 

Tra le leve principali per la prevenzione, il Bando Isi si conferma uno strumento strutturale di incentivazione orientato a sostenere gli investimenti aziendali ad alto valore tecnologico, organizzativo e gestionale. L’edizione 2025 ha confermato uno stanziamento complessivo di 600 milioni di euro a fondo perduto, affinando i criteri di intervento per indirizzare le risorse verso i rischi nuovi ed emergenti, la prevenzione integrata, l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di CO2. Grazie ai meccanismi di redistribuzione dei fondi eccedenti, le risorse destinate al settore agricolo sono cresciute fino agli oltre 248 milioni del bando 2024, cui si sono aggiunti i 10 milioni di euro stanziati in attuazione dell’accordo tra Masaf, Inail, Ismea e Crea per l’adeguamento ai requisiti essenziali di sicurezza dei trattori agricoli e forestali già in uso. 

Sul piano informativo e formativo, l’Inail ha affiancato alle risorse dell’Avviso pubblico 2024 (24 milioni di euro) l’approvazione di una nuova procedura di finanziamento da 50 milioni destinata a progetti di formazione aggiuntiva per rafforzare le competenze delle figure della prevenzione su rischi psicosociali, cambiamenti climatici, rischio caldo, logistica, costruzioni, agricoltura e rilevazione dei “near miss”. È stata inoltre prorogata di 12 mesi la convenzione con la Conferenza delle Regioni per il completamento dei percorsi formativi territoriali. In parallelo, è stata ampliata l’operatività del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (Sinp) ed è stato avviato il progetto “Sinp Vigilanza”, per la condivisione delle informazioni su controlli e provvedimenti degli organi di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. 

In attuazione della legge 21/2025, che ha introdotto le conoscenze di base sulla sicurezza nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, particolare attenzione è stata rivolta alle giovani generazioni e al mondo della scuola. Tra le iniziative realizzate figurano i corsi di aggiornamento per 800 docenti formatori e la seconda edizione del concorso 'Salute e sicurezza... insieme!'. Sul fronte della prevenzione di prossimità sul territorio, è stata lanciata la campagna itinerante SI.IN.PRE.SA., articolata in diverse tappe nei principali distretti industriali e agricoli con l’impiego di strutture mobili (truck). Nell’ambito dei protocolli d’intesa sottoscritti con grandi gruppi industriali, è stato inoltre sperimentato il 'Rating sicurezza e prevenzione' applicativo Inail per valutare le prestazioni aziendali tenendo in considerazione sia l’andamento infortunistico sia la gestione della salute e sicurezza sul lavoro. 

Il 2025 ha coinciso con la prima annualità del Piano delle attività di ricerca 2025-2027 dell’Inail, articolato in quattro macroaree interconnesse: transizione energetica, ecologica e digitale, ricerca “al servizio della persona”, conoscenza e formazione innovativa, rischi tradizionali e interazione con quelli emergenti. L’intelligenza artificiale rappresenta una componente trasversale e abilitante del Piano, declinata in prodotti, modelli, sistemi e applicazioni, con attenzione a sostenibilità, etica e gestione dei rischi nel lungo periodo.  

Si conferma centrale la valorizzazione di una rete con partner di eccellenza del mondo accademico e scientifico, per innalzare la qualità degli studi e sviluppare soluzioni tecnologiche innovative in ambito di salute e sicurezza sul lavoro, anche tramite i Bandi di ricerca in collaborazione (Bric). Il solo bando Bric 2025, in particolare, ha attivato 75 progetti per oltre 14 milioni di euro, con più di 270 collaborazioni istituzionali e il coinvolgimento di circa 35 imprese. 

Per la sorveglianza epidemiologica dei tumori di origine occupazionale è stato pubblicato l’VIII Rapporto del Registro nazionale dei mesoteliomi (Renam), con i risultati relativi ai casi incidenti rilevati dalla rete dei Centri operativi regionali (Cor). Il volume riporta analisi su incidenza ed esposizione ad amianto (cluster territoriali, attività economiche, interviste anamnestiche retrospettive) per oltre 37mila casi diagnosticati tra il 1993 e il 2021. Tali evidenze mostrano l’evoluzione dei pattern di esposizione, con un minor peso dei settori tradizionali (cemento-amianto, cantieri navali, carrozze ferroviarie) e una crescente rilevanza dell’edilizia. 

I risultati di ricerca e le mappe previsionali del rischio caldo del progetto Worklimate, condotto dall’Istituto con il Cnr, nel corso del 2025 hanno trovato un’ampia ricaduta normativa e applicativa. In tutte le regioni italiane, a eccezione di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, sono stati infatti emanati provvedimenti di tutela dei lavoratori dallo stress termico che richiamano direttamente le metodologie e le previsioni sviluppate dal progetto. A consolidamento di questa strategia, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 19 giugno 2025, ha approvato le 'Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare'. Il 14 ottobre, inoltre, il progetto Worklimate ha ricevuto dal Cnel il premio 'Impatto Pa'. 

Per quanto riguarda la ricerca in campo protesico e riabilitativo, volta a garantire componentistica avanzata, tecnologie e software innovativi per i progetti protesici individuali, il software SocketFactory, basato su machine learning, consente la modellazione virtuale dell’invasatura ed è divenuto il riferimento per le protesi di arto inferiore. L’Inail ha inoltre sviluppato un sistema di produzione digitale per invasature di arto superiore, con prestazioni tecniche elevate e adeguata resa estetica. La produzione protesica si orienta anche verso dispositivi dedicati agli assistiti sottoposti a osteointegrazione, in vista dell’avvio di un servizio di sviluppo di protesi osteointegrate “patient-matched”. Altrettanto importanti sono le attività sulle protesi sportive, condotte in collaborazione con il Comitato italiano paralimpico e con il contributo degli atleti. Le soluzioni sviluppate, infatti, sono sottoposte a verifiche e test biomeccanici e, successivamente, trasferite alla produzione protesica destinata a tutti gli assistiti. 

Resta centrale il trasferimento tecnologico per trasformare i risultati della ricerca in valore pubblico. A questo scopo sono proseguite le attività nell’ambito dei competence center (Made, Artes 4.0, Cyber 4.0 e Start 4.0) e della Fondazione Rome Technopole, oltre a quelle legate ai protocolli con i cosiddetti Grandi Gruppi (Ferrovie dello Stato, Aeroporti di Roma - ADR, Autostrade per l’Italia - Aspi, Enel Italia, Eni), favorendo la valorizzazione dei risultati Inail anche lungo le filiere dei fornitori, con ricadute sulle piccole e medie imprese. Tra le iniziative di terza missione si segnalano le attività di educazione al primo soccorso. Nel 2025 è stato avviato uno studio sulle aziende che hanno adottato il Defibrillatore automatico esterno (Dae) beneficiando della riduzione del premio per prevenzione, con l’obiettivo di verificarne l’effettivo utilizzo e individuare buone prassi nella formazione degli addetti. 

Al 31 dicembre 2025 la consistenza degli immobili iscritti in bilancio dall’Inail ammontava a quasi 4,3 miliardi di euro. Di questi, circa tre miliardi riguardano gli immobili a reddito, comprensivi del valore dei terreni per sette milioni di euro, oltre 1,2 miliardi si riferiscono agli immobili a uso istituzionale, mentre 71,9 milioni di euro sono registrati come immobilizzazioni e acconti. 

Sul versante degli investimenti immobiliari diretti che l’Istituto pone a reddito, in coerenza con il Piano degli investimenti 2025-2027 nel corso del 2025 è stato concluso l’acquisto di un immobile a Catania da concedere in locazione al Ministero dell’Agricoltura. Parallelamente sono proseguite le attività di investimento in edilizia scolastica: oltre a un’intensa attività istruttoria, è in corso la costruzione di sei scuole a Cimadolmo (TV), Bagnatica (BG), Modena, Riolo Terme (RA), Borgo Valbelluna (BL) e Corciano (PG), ed è stato acquistato il terreno per la realizzazione della nuova scuola di Vercelli. 

Nell’ambito delle iniziative a elevata utilità sociale (legge 190/2014), l’Inail ha portato avanti i cantieri relativi alle scuole di Romans d’Isonzo (GO), Carmagnola (TO), Castel San Pietro Terme (BO) e Vaprio d’Adda (MI), alla residenza sanitaria assistenziale di Parma e all’ostello di Costermano sul Garda (VR). In seguito al decreto-legge 45/2025, è stato inoltre siglato un accordo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito che vedrà quest’ultimo farsi carico, in luogo dei Comuni beneficiari, del pagamento dei canoni locativi all’Inail per sei scuole.  

Sugli investimenti in edilizia sanitaria, resi strutturali dalla legge di bilancio 2024 e che comprendono potenzialmente 80 iniziative per un valore complessivo di quasi nove miliardi di euro, nel 2025 è stato definito un primo lotto di sette interventi realizzabili, avviando le relative analisi progettuali e intese con le regioni interessate, tra cui quella già conclusa con la Regione Toscana. 

Nel campo degli investimenti istituzionali si è perfezionato l’acquisto di un terreno edificabile di proprietà del Campus Bio-Medico Spa a Roma, dove sorgerà la nuova sede del Dipartimento Inail di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, per la quale è in fase di elaborazione l’ultimo livello progettuale per l’avvio della gara d’appalto. Sono state inoltre portate avanti le operazioni immobiliari destinate a ospitare la Direzione regionale Liguria e la sede di Genova dell’Istituto, e il completamento dei lavori di ristrutturazione della nuova sede della Direzione provinciale di Trento, tutte finalizzate al rilascio di immobili FIP in locazione passiva. 

Per quanto riguarda gli investimenti mobiliari, nel corso del 2025 l’Istituto ha acquistato Buoni del tesoro poliennali (Btp) per un valore nominale di 500 milioni di euro, corrispondenti alla seconda tranche del piano straordinario finalizzato a raggiungere il plafond massimo autorizzato di due miliardi. Nell’ambito delle partecipazioni, inoltre, per accrescere la capacità di erogare servizi riabilitativi e protesici agli infortunati sul lavoro e tecnopatici l’Inail è entrato in qualità di socio fondatore, con la Regione Lazio e la Fondazione Enea Tech e Biomedical, nella Fondazione “LIFE - Istituto di Ricerca e Cura”, con un apporto di 40mila euro al fondo di dotazione iniziale. 

In materia di lavoro flessibile, nel 2025 è stato avviato l’aggiornamento del Regolamento sul part-time, è stata sviluppata una soluzione informatica per semplificare la gestione del lavoro decentrato presso altre sedi ed è stato aggiornato il Regolamento sul lavoro a distanza per consentire l’attivazione del lavoro da remoto dal domicilio, in coerenza con i contratti collettivi del comparto Funzioni centrali e Istruzione e ricerca. Tra le misure per il benessere organizzativo, in collaborazione con il Comitato unico di garanzia (Cug) e il Disability manager dell’Istituto, è stato promosso un progetto mirato a favorire il rientro e il reinserimento del personale dopo prolungati periodi di assenza dal servizio. 

Allo scorso 31 dicembre le risorse umane dell’Inail ammontavano a 8.192 unità di personale, caratterizzate da una prevalenza della componente femminile, pari a 4.980 lavoratrici (60,79%) a fronte di 3.212 lavoratori (39,21%). La maggior parte del personale appartiene al comparto Funzioni centrali (7.073 unità, in crescita dell’1,27% sul 2024), seguito dal comparto Istruzione e ricerca (866 unità), oltre a 229 contratti metalmeccanici e 24 grafici. Nell’Istituto operano inoltre 546 medici specialisti ambulatoriali in regime libero-professionale. Nonostante le procedure concorsuali e le assunzioni effettuate nel corso dell’anno, la carenza delle risorse in forza rispetto alle dotazioni organiche si conferma ancora elevata, attestandosi intorno al 20%. 

Nel 2025 l’Inail ha impresso una forte accelerazione al proprio percorso di trasformazione digitale, facendo leva anche sulle risorse e sulle pietre miliari del Pnrr per rinnovare processi, infrastrutture e cultura organizzativa. Un pilastro centrale di questo processo è rappresentato dal modello di governance dell’intelligenza artificiale, sviluppato in coerenza con l’AI Act europeo, la legge nazionale 132/2025 e le linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid). L’Istituto ha condotto il censimento e la classificazione dei propri sistemi di IA per garantirne un utilizzo etico, responsabile e orientato alla mitigazione dei rischi. Tra le applicazioni concrete figurano l’assegnazione di licenze Copilot 365 al personale per il change management, l’avvio del Teleforum knowledge assistant a supporto dell’Avvocatura generale e l’evoluzione delle soluzioni antifrode del progetto Archimede, che hanno ottenuto il premio nazionale Como Lake award 2025. 

Sul fronte dei servizi all’utenza e dell’interoperabilità con le banche dati pubbliche, sono state introdotte importanti innovazioni per semplificare l’accesso alle tutele. In ambito sanitario, in Puglia è stato attivato un sistema in cooperazione applicativa tra Inail e Asl per l’attribuzione automatica del codice di esenzione dal ticket sanitario direttamente sulle prescrizioni mediche, senza che il cittadino debba recarsi presso le sedi dell’Istituto. È stata inoltre rinnovata l’area riservata del portale SuperAbile, evoluta in uno spazio digitale strutturato e personalizzabile per assistiti, caregiver e operatori. In materia di prevenzione e gestione assicurativa, sono stati ottimizzati gli applicativi per gli avvisi pubblici di formazione 2024 e per il bando di ricerca Bric 2025, mentre la collaborazione con il Cnel ha consentito di associare gli eventi infortunistici e le malattie professionali alle codifiche dei contratti collettivi nazionali di lavoro al momento del deposito. È stata infine implementata la gestione telematica del contenzioso istituzionale, in allineamento con la legge n. 203 del 13 dicembre 2024. 

A tutela del patrimonio informativo e delle infrastrutture, l’Inail ha avviato il programma di adeguamento alla direttiva europea NIS2 (UE 2022/2555), che individua l’Istituto quale 'soggetto essenziale', potenziando le misure di cybersicurezza, gestione del rischio e gestione delle identità digitali (in conformità con CAD, GDPR ed eIDAS 2.0). Parallelamente, la valorizzazione data-driven delle informazioni aziendali ha consentito di traguardare la specifica milestone Pnrr sul governo responsabile dei dati. I risultati ottenuti dall’Istituto nella coniugazione tra innovazione tecnologica e sostenibilità sono stati riconosciuti a livello nazionale con due prestigiosi premi: il secondo posto del progetto Green IT nella categoria Tech for impact dell’innovation & leadership award e il conferimento del Digital sustainability award da parte della Fondazione per la sostenibilità digitale. 

Nel 2025 l’Inail ha orientato la propria strategia di comunicazione al rafforzamento dei canali di ascolto e alla diffusione della cultura della prevenzione e dell’inclusione, puntando su progetti di narrazione multimediale e soluzioni tecnologiche avanzate. Tra le principali iniziative esterne spiccano la campagna di sensibilizzazione sugli infortuni domestici 'Non fidarti degli insoliti sospetti', la collana di videostorie 'Sport senza barriere', realizzata con la tecnica dello storytelling giornalistico, e la campagna promozionale 'Costruiamo insieme un lavoro sicuro', ideata per sostenere le iniziative di reclutamento e l’assunzione di personale medico. 

A supporto dell’accessibilità e dell’interazione con i cittadini, la comunicazione dell’Istituto si è avvalsa anche delle potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa. In un’ottica di multilinguismo e inclusione, è proseguita l’implementazione della web app di mediazione linguistica in tempo reale integrata nella Scrivania digitale per facilitare il dialogo del personale Inail con gli utenti stranieri, ed è stata avviata la sperimentazione dell’Assistente Virtuale. Sono state inoltre aggiornate le applicazioni 'App Cittadino' e 'App Dipendenti' per offrire un’esperienza utente più personalizzata. Sul piano della valorizzazione del patrimonio, l’Istituto ha pubblicato il catalogo divulgativo 'Collezione d’Arte Inail', un racconto visivo tra dipinti, sculture e mosaici che ripercorre la memoria e l’evoluzione storica dell’ente. 

A 60 anni dall’approvazione del Testo unico del 1965, che raccoglie le norme sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l’Inail guarda al futuro ponendo al centro la necessità di un aggiornamento normativo che risponda alle trasformazioni del mondo del lavoro. L’obiettivo strategico è il superamento del criterio selettivo originario per estendere la tutela assicurativa a nuove categorie di lavoratori, secondo un principio di tendenziale universalità.  

Allo stesso tempo l’Istituto considera prioritaria l’elevazione dei livelli di protezione economica a favore di infortunati, tecnopatici e superstiti. Tra le proposte su cui si intende intensificare l’impegno figurano l’aggiornamento delle tabelle di indennizzo del danno biologico, l’abbassamento della franchigia e l’incremento dell’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, sostenendo la stabilità finanziaria delle riforme attraverso le proiezioni del bilancio tecnico dell’ente. 

Sul piano operativo e gestionale, l’Inail ha avviato un percorso di rivisitazione del proprio modello organizzativo per renderlo più moderno e rispondente alle esigenze dei cittadini. Tra gli impegni prioritari rientra la reingegnerizzazione dei processi del Bando Isi per abbreviare ulteriormente i tempi che intercorrono tra la presentazione della domanda e l’erogazione dei finanziamenti alle imprese. Si intende inoltre consolidare la diffusione dei Sistemi di gestione della salute e sicurezza (Sgsl) e dei Modelli di organizzazione e gestione (Mog), facilitati dalla piattaforma di consultazione gratuita delle norme tecniche UNI, e strutturare un sistema di formazione interno organico e integrato. Questo rinnovamento sarà accompagnato dall’ingresso di nuove professionalità ad alta specializzazione per colmare le carenze di organico. 

L’azione futura dell’Istituto si svilupperà secondo una strategia rigorosamente data-driven, orientata al definitivo completamento e alla messa a regime del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (Sinp). Attraverso l’aggiornamento delle regole tecniche e l’interoperabilità applicativa delle banche dati tra Inail, Ministero del Lavoro, Inl e Regioni, il Sinp consentirà un’analisi predittiva del fenomeno infortunistico per indirizzare i controlli e le politiche di prevenzione verso i settori produttivi a maggior rischio. 

 

22 set 2026

Vannacci, contestati nome e simbolo di Futuro Nazionale: l’Ufficio Ue ammette opposizione di Nazione Futura

(Adnkronos) - L'ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) ha ammesso l'atto di opposizione presentato dall'associazione 'Nazione Futura' nei confronti del nome e del simbolo scelto da Roberto Vannacci per il suo partito Futuro Nazionale. L’atto di opposizione era stato presentato lo scorso febbraio dall’associazione presieduta da Francesco Giubilei sottolineando "l’elevato rischio di confusione e di somiglianza" tra il nome e il simbolo di 'Futuro nazionale' e quelli di 'Nazione Futura', oltre alla necessità di tutelare un diritto anteriore già consolidato. Secondo Nazione Futura, "l’uso effettivo e continuativo del proprio nome e segno distintivo costituisce un elemento idoneo a impedire la registrazione di un marchio sostanzialmente identico, soprattutto in presenza di ambiti di attività sovrapponibili". Ora l’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale ha ammesso l’atto di opposizione e inizierà la fase del procedimento in contraddittorio. 

"Accogliamo positivamente la decisione dell’Ufficio dell'Ue per la proprietà intellettuale che dimostra il fondamento giuridico della nostra opposizione al marchio 'Futuro Nazionale', che riprende palesemente quello di Nazione Futura - spiegano il presidente di Nazione Futura, Francesco Giubilei, e il vicepresidente, Ferrante De Benedictis -. Vannacci dovrebbe cambiare il nome al proprio partito e prendere atto che la vera destra è quella dei conservatori. Nonostante il suo tentativo di utilizzare un nome tratto da quello della nostra associazione, attiva dal 2017, da febbraio a oggi siamo cresciuti ulteriormente superando i 100 circoli territoriali in tutta Italia. Inoltre a ottobre - concludono - inizieremo un tour su tutto il territorio nazionale per promuovere valori e proposte di una destra credibile senza slogan o idee campate per aria e del tutto irrealizzabili". 

"Giubilei festeggia troppo presto e, francamente, penso abbia seri problemi cognitivi", replica così Vannacci. "Forse -dice all'AdnKronos- non ha letto bene ciò che gli ha scritto l’Euipo. Forse era distratto tra un'adulazione, una lusinga ed una piaggeria a questo governo. Ce lo diceva La Fontaine 'tout flatteur vit aux dépens de celui qui l'écoute' ovvero, ogni adulatore vive alle spese di colui che lo ascolta".  

"La realtà, come al solito, è ben diversa -dice il leader di Fn- L’Ufficio non ha accolto la sua opposizione, l’ha semplicemente dichiarata ammissibile. Ora dovrà ancora dimostrare di avere un diritto anteriore su 'Nazione Futura'. Dire che io debba cambiare nome non corrisponde a quanto stabilito dall’Euipo".  

"Nel frattempo 'Futuro nazionale' è già un marchio denominativo regolarmente registrato dall’Euipo a mio nome. Quindi, ad oggi, nessuno mi ha intimato di cambiare nome. Inoltre, il simbolo di Futuro Nazionale è stato ammesso e utilizzato nella competizione elettorale suppletiva di Reggio Calabria; la Prefettura ha pubblicato manifesto dei candidati e fac-simile ufficiale della scheda. Questo non decide la controversia Euipo, ma conferma l’uso pubblico e ufficiale del simbolo nella competizione elettorale", conclude. 

22 set 2026

Vannacci e il commento su Tajani: "Donna con la gonna corta o lunga? La preferisco senza"

(Adnkronos) - "Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna". A dirlo è l'ex generale e leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a Start, su Sky Tg24, a proposito delle dichiarazioni di Antonio Tajani.  

Intervistato alla kermesse 'Itaca' di Formello, Tajani aveva detto: "Se dovessi dare un consiglio a mio figlio che mi chiede che ragazza mi devo sposare? Io scelgo sempre quella carina, seria, credibile. Preferisci quella così o quella seria, che magari ha le gonne un po’ più lunghe di quell’altra". 

Dopo le polemiche per la frase, il ministro aveva poi spiegato: "Mi spiace molto che siano state fraintese alcune mie affermazioni, estrapolate da un discorso molto più articolato. Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne. Non l'ho mai fatto in vita mia, né nella vita privata né nella vita pubblica". Ad affermarlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del'Assemblea dell'Onu a New York. 

"Ho nominato e ho voluto nominare Ambasciatore in Iran e Ambasciatore in Afghanistan due donne, proprio per dare un segnale molto chiaro che in tutto il mondo non si possono calpestare i diritti delle donne. Questo è un esempio delle mie azioni a difesa del diritto delle donne - ha sottolineato Tajani - Ne potrei fare altri cento. Non voglio fare polemiche né alimentare polemiche". E ancora, il ministro ha ribadito: "Voglio soltanto dire che non devono essere strumentalizzate alcune frasi perché da parte mia non c'è mai stata alcuna volontà di offendere le donne. Ripeto, lo dimostra la mia attività politica, la mia attività di ministro e la mia vita personale". 

 

22 set 2026

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