Logo de Il Foglio

Fii, Bonomi: "In Europa i capitali ci sono, serve un cambio di attitudine"

(Adnkronos) - Gli 800 miliardi di investimenti indicati dal piano Draghi per rilanciare la competitività europea possono sembrare molti, ma il vero problema non è la mancanza di capitali. È la capacità di usarli. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Andrea Bonomi, chairman di Investindustrial. 

"Sembrano tanti quei capitali, ma in verità ci sono", osserva Bonomi. Il continente, secondo il chairman di Investindustrial, ha bisogno soprattutto di "un cambio di attitudine", di "un cambio di regolamentazione" e di una maggiore capacità di pianificazione. Il paragone è con i Paesi del Golfo: "Gli arabi hanno un piano che si chiama vision plan e noi abbiamo degli studi. Adesso bisogna passare dagli studi all’implementazione". 

Investindustrial ha già investito in Arabia Saudita, in particolare nel settore alimentare. Per Riyad, spiega Bonomi, la food security è un tema cruciale. L’operazione citata riguarda l’acquisizione di un leader nel ketchup, inserito in una piattaforma food già di dimensioni tali da permettere nuove operazioni nel mercato saudita. La parola chiave, anche qui, è scala: rendere le aziende abbastanza grandi da competere e crescere sui mercati globali. 

Bonomi interviene anche sul tema delle quotazioni italiane e del ricorso sempre più frequente al mercato americano da parte delle nuove aziende tecnologiche. "Gli Stati Uniti hanno un mercato dei capitali molto più forte del nostro", riconosce. Ma questo non significa che l’Europa sia condannata a restare indietro. Serve, piuttosto, recuperare una diversa visione della borsa: "La borsa non è una fine, ma un inizio di costruire qualcosa". 

Gli interventi sul Tuf e sulla regolamentazione vengono giudicati "passi nella buona direzione", ma non sufficienti se non accompagnati da un’attitudine più favorevole agli imprenditori. "I governi devono continuare, e lo stanno facendo, ma devono accelerare", afferma Bonomi. L’Europa, conclude, deve ritrovare "il coraggio che c’era dopo la guerra o negli anni ’50", quando si costruivano impianti, industrie e infrastrutture. Oggi la sfida è tornare a costruire, ma con impianti e metodologie più moderne. 

19 giu 2026

Fii, Buono: "newcleo verso quotazione Usa, operazione può chiudersi in poche settimane"

(Adnkronos) - La quotazione americana di newcleo procede e potrebbe chiudersi "nell’arco di un paio di settimane". A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Stefano Buono, fondatore e Ceo di newcleo, intervenuto sul percorso della società tra Europa e Stati Uniti e sulla scelta di guardare al Nasdaq per finanziare l’innovazione nel nucleare avanzato. 

"Il progetto della quotazione sta andando molto bene", spiega Buono. L’operazione avviene attraverso un merger con una società americana già presente sul mercato, un percorso che, secondo il fondatore di newcleo, ha già superato "la parte più difficile". La società ha raccolto "220 milioni di sottoscrizioni" per il momento in cui il merger sarà effettivo e ha depositato il dossier alla Sec. La valutazione indicata è di circa "2,4 miliardi di euro". 

La scelta degli Stati Uniti è legata alla natura stessa dell’azienda. "Ho sempre pensato al mercato americano come un possibile outcome, perché siamo un’azienda innovatrice e quindi il mercato americano è più naturale", spiega. Il passaggio è stato accelerato dall’ingresso operativo nel sistema americano: newcleo, afferma, è "l’unica azienda al mondo" con un progetto avanzato per una fabbrica di combustibile da materiale nucleare riciclato, reso possibile anche da un recente cambiamento di policy negli Stati Uniti. 

Buono affronta anche il tema più generale della distanza tra Europa e Stati Uniti nei mercati dei capitali. Per aziende come newcleo, dice, serve un mercato capace di comprendere e finanziare l’innovazione. "I capitali che ci sono negli Stati Uniti a disposizione di questo tipo di investimenti sono almeno cento volte quelli che ci sono in Europa", afferma. Una differenza che rende il mercato americano "proprio un’altra dimensione". 

La raccolta servirà a finanziare più fronti. In Italia, newcleo ha costruito una macchina che Buono definisce rappresentativa di un futuro Smr: ha la complessità di un reattore nucleare, ma è riscaldata dall’elettricità e non dalla reazione nucleare, con una potenza significativa di 10 megawatt. "Addirittura c’è una turbina di Fincantieri che abbiamo installato due giorni fa", aggiunge. Il capitale raccolto servirà anche ad avanzare nel licensing, ad avviare la costruzione della fabbrica americana del combustibile, a sviluppare il reattore negli Stati Uniti e a proseguire i progetti europei in Slovacchia e Francia. 

19 giu 2026

Fii, Benigni: "L'industria è in un momento d'oro, ma l’Europa non faccia solo procurement"

(Adnkronos) - L’industria europea della difesa vive un "momento d’oro", ma gli investimenti in arrivo non devono limitarsi agli acquisti: devono rafforzare tecnologie, competenze e filiere industriali. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Domitilla Benigni, electronics engineer, Ceo e Coo di ELT Group, intervenuta al forum dedicato agli investimenti e alla sicurezza europea. 

ELT Group è presente da anni in Arabia Saudita e dal 2022 ha costituito una società di diritto saudita. Una scelta, spiega Benigni, coerente con una visione di lungo periodo e con Saudi Vision 2030. Nel Paese il gruppo sta pianificando il trasferimento progressivo di attività di logistica e manutenzione, con l’obiettivo di arrivare anche allo sviluppo di nuovi prodotti nel proprio settore. 

Il tema delle competenze è centrale. Nel comparto dell’elettromagnetismo, sottolinea Benigni, i talenti sono ancora insufficienti: "Siamo tutti in Europa soprattutto alla ricerca di talenti". Il punto riguarda non solo le imprese, ma la capacità dell’intero ecosistema europeo di reggere una fase di forte crescita della spesa per sicurezza e difesa. 

"Questi investimenti plurimiliardari nella difesa che l’Europa sta finalmente facendo" aprono una fase nuova, osserva. Ma vanno affrontati con entusiasmo e, allo stesso tempo, con attenzione. "Dobbiamo tutti utilizzare questi investimenti in maniera appropriata", avverte Benigni. La priorità deve essere orientare le risorse verso nuovi prodotti, nuove tecnologie e nuove competenze. 

Da qui il messaggio al sistema europeo: "Non bisogna solo fare procurement". Secondo Benigni, limitarsi agli acquisti non aiuta davvero le industrie. Serve invece una crescita dell’ecosistema industriale della difesa, con una strategia di lungo periodo e una maggiore capacità di execution. L’Europa, ricorda, ha identificato con trasparenza i propri gap tecnologici. Ora deve colmarli, mettendo a terra i piani e trasformando le risorse disponibili in capacità industriale, innovazione e autonomia. 

19 giu 2026

Fii, Moretti: "Per il mid-market europeo la parola chiave è scala"

(Adnkronos) - Per il mid-market europeo la parola chiave dei prossimi anni è "scala". Senza dimensioni adeguate, le aziende non riescono a competere né a finanziare gli investimenti necessari per crescere a livello internazionale. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Mauro Moretti, founder e CEO di Three Hills. 

Moretti presenta Three Hills come una realtà nata quasi 14 anni fa e cresciuta progressivamente fino a gestire circa 3,5 miliardi di euro. La società è guidata da Londra, dove si trova il quartier generale, ma l’Italia ha assunto un ruolo sempre più rilevante. "Investiamo in tutta Europa, però i due Paesi che la fanno da padrone sono Uk e Italia, che pesano circa il 30% ciascuno", spiega. A questi si aggiunge la crescita dell’ufficio di Parigi, che oggi rappresenta quasi il 20% delle masse. 

La base degli investitori è composta soprattutto da istituzionali, circa il 70% del capitale, ma Moretti rivendica anche il ruolo dei grandi family office e delle famiglie imprenditoriali. La presenza di imprenditori tra gli investitori crea, secondo il fondatore di Three Hills, una connessione più naturale con le aziende finanziate. È un elemento che la società intende mantenere anche nei prossimi anni, mentre si prepara a lanciare due nuovi fondi, uno dopo l’estate e un altro nel 2027, con l’obiettivo di avvicinarsi ai 4-5 miliardi. 

Il nome Three Hills nasce dalle "tre colline umbre" di Collazzone, vicino Perugia, il paese in cui Moretti è cresciuto. Ma il modello è internazionale: un approccio ibrido al capitale, capace di combinare strumenti di debito ed equity. "Abbiamo portato sul mercato qualcosa di diverso dal private equity tradizionale", sottolinea. Questa flessibilità consente di entrare in aziende che non avrebbero mai considerato la vendita della maggioranza, preservando il Dna imprenditoriale europeo. 

Tra gli esempi citati c’è Sec Newgate, gruppo di comunicazione e public affairs supportato nel percorso di buy and build internazionale, fino allo sviluppo di una forte presenza americana. Il Medio Oriente, aggiunge Moretti, è cambiato: fino a pochi anni fa era visto soprattutto come luogo dove raccogliere capitali. Oggi molte aziende del portafoglio vogliono crescere in quei mercati anche con il proprio business. Il dialogo con fondi sovrani e family office diventa così più strategico: uno scambio tra capitali e know how, più bilanciato e più interessante per entrambe le parti. 

19 giu 2026

Aiom: "90% oncologi usa accesso precoce a terapie, rimane nodo burocrazia"

(Adnkronos) - “In Italia il 92% degli oncologi ha utilizzato farmaci antitumorali non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale e al di fuori di sperimentazioni cliniche. Otto su 10 giudicano buona la collaborazione con la farmacia della propria struttura per le richieste di accesso precoce alle terapie. Rimangono però difficoltà procedurali soprattutto a livello burocratico-amministrativo: i moduli risultano molto dispendiosi in termini di tempo di compilazione e i tempi di attesa sono spesso percepiti come lunghi rispetto alle esigenze cliniche”. È il quadro - riferisce una nota - che emerge da una survey dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) diffusa tra gli oncologi italiani a maggio 2026 e presentata oggi durante la Conferenza nazionale organizzata dall’Aiom. L’evento, che si apre oggi a Bologna, vede la partecipazione di rappresentanti di pazienti, clinici, Istituzioni, farmacoeconomisti e dell’industria farmaceutica. L’obiettivo è discutere nuove soluzioni e avanzare proposte per ottimizzare l’accesso precoce ai trattamenti antitumorali in Italia.  

"Al momento - continua la nota - in Italia i principali percorsi di ‘early access’ che consentono la totale rimborsabilità da parte del servizio pubblico sono il Fondo Aifa del 5% e la legge 648/1996. Esiste poi l’uso compassionevole/nominale, con fornitura gratuita da parte dell’azienda farmaceutica. Inoltre, un medico può prescrivere un medicinale ‘off label’, ovvero al di fuori delle indicazioni approvate ufficialmente, sottoponendo la richiesta al proprio ospedale, che può decidere di farsi carico della spesa". “Il 44% degli oncologi però dichiara di aver incontrato difficoltà procedurali nell’ambito del fondo 5% dell’Agenzia italiana del farmaco. Ha ammesso lo stesso problema il 32% nel richiedere un farmaco ‘off label’ e il 13% nel ricorrere alla legge 648/96 e il 29% nell’utilizzare programmi uso compassionevole/nominale”. 

In Italia “le procedure di negoziazione del rimborso fanno sì che passi un tempo non piccolo prima dell’effettiva disponibilità in pratica clinica di un nuovo farmaco approvato dall’Agenzia Europea dei Medicinali - sottolinea Massimo Di Maio, presidente nazionale Aiom - In oncologia, il fattore tempo è quasi sempre cruciale rispetto alla storia naturale della malattia e alle necessità cliniche dei pazienti. Da qui l’esigenza di avere strumenti efficaci e sicuri per un accesso rapido e precoce alle terapie innovative. L’early access è, infatti, un diritto che va garantito ai nostri pazienti. L’obiettivo dell’indagine presentata a Bologna - continua - era quello di valutare le conoscenze degli oncologi rispetto agli strumenti di accesso precoce, consapevoli che l’aggiornamento tempestivo è fondamentale per evitare una perdita di opportunità per i pazienti. Inoltre, abbiamo voluto indagare sulle eventuali difficoltà procedurali riscontrate”. 

 

Rispetto a un’indagine identica condotta nel 2020 si evidenziano miglioramenti - precisa Di Maio - anche se non sempre i tempi per ottenere un farmaco sono sufficientemente veloci. Come società scientifica siamo inoltre convinti dell’assoluta necessità di valorizzare anche dal punto di vista scientifico i dati prodotti grazie all’early access. L’utilizzo precoce di determinate terapie produce preziose indicazioni per quanto riguarda tollerabilità, tossicità ed efficacia. Finora in Italia è stata poco sfruttata l’informazione scientifica proveniente da pazienti trattati in questo particolare setting. Tutto ciò - rimarca - può essere molto utile anche a fini regolatori in quanto sono potenzialmente dati che indicano come e quanto funziona un nuovo trattamento in una popolazione reale di pazienti italiani”.  

“È evidente che in Italia l’accesso precoce ai farmaci innovativi si inserisce in un quadro normativo ancora eterogeneo e complesso - sottolinea Rossana Berardi, presidente eletto Aiom - Strumenti come i programmi di uso compassionevole e le richieste di accesso al fondo 5% di Aifa rappresentano opportunità importanti, ma non sempre ottengono parere favorevole e, in alcuni casi, i tempi di risposta risultano difficilmente compatibili con le esigenze cliniche dei pazienti. Queste criticità, sommate alle numerose difficoltà che gli oncologi affrontano nella pratica quotidiana, rischiano di scoraggiare il ricorso a percorsi che, invece, possono fare la differenza per i malati”.  

Secondo Berardi, “è quindi necessario semplificare le procedure, rendere più omogenei i percorsi e ridurre gli appesantimenti burocratici, affinché l’innovazione possa arrivare in modo più tempestivo a chi ne ha bisogno. Al tempo stesso - aggiunge - la nostra indagine evidenzia anche alcune lacune di preparazione da parte dei medici specialisti. Per questo è fondamentale garantire aggiornamento costante e percorsi formativi qualificati, così da rafforzare un ambito cruciale della nostra professione. Come società scientifica abbiamo già promosso in passato iniziative in questa direzione e intendiamo proseguire nei prossimi anni con nuovi progetti”. 

 

“L’early access è una pratica consolidata in quasi tutti i Paesi Europei - sostiene Giuseppe Curigliano, presidente eletto Esmo-European Society For Medical Oncology - I meccanismi di regolamentazione sono diversificati e riflettono le caratteristiche del singolo servizio sanitario nazionale. Vi sono effettivamente difficoltà ma non bisogna dimenticare come il nostro sia stato finora uno dei primi Paesi in Europa per disponibilità nella pratica clinica di farmaci innovativi. Ciò risulta abbastanza evidente proprio in oncologia. La nostra sanità si ispira a principi universalistici e al diritto alla salute previsto anche dalla Costituzione. Vanno perciò sempre garantite tutte le opportunità di cura ai pazienti e quindi, in caso di necessità, anche un eventuale accesso precoce alle terapie”. 

“L’Italia - evidenzia Pierluigi Russo, direttore Tecnico-scientifico Aifa - garantisce ai pazienti elevati standard di cura grazie, innanzitutto, al carattere universalistico del nostro Servizio sanitario nazionale. Proprio per questo è necessario prestare estrema attenzione all’uso delle risorse pubbliche, più di quanto avvenga in altri sistemi sanitari prevalentemente privatistici. In questo contesto le procedure amministrative rappresentano uno strumento essenziale a tutela dell’interesse pubblico: è importante riconoscerne il valore, pur continuando a lavorare per renderle più efficienti. Peraltro, l’Italia dispone già di diversi strumenti normativi per l’accesso precoce a carico del Ssn, in particolare in assenza di alternative di trattamento, e continueremo a impegnarci nella direzione del miglioramento continuo. Due aspetti vanno tuttavia considerati - puntualizza - Il primo riguarda i percorsi regolatori ordinari di autorizzazione a livello europeo e di valutazione della rimborsabilità da parte di Aifa: l’Agenzia ha già migliorato la propria performance, registrando tempistiche tra le migliori in Europa".  

"Il secondo concerne l’insieme delle procedure amministrative che coinvolgono le Regioni: sul versante dei farmaci innovativi, la normativa vigente già prevede l’inclusione automatica di tali medicinali nei prontuari regionali; occorre tuttavia considerare anche le tempistiche legate allo svolgimento delle gare pubbliche a livello regionale. È imprescindibile - conclude - la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, a ogni livello organizzativo del Ssn, per garantire l’accesso ai farmaci associati alle migliori evidenze possibili, tenendo conto sia della gravità della patologia nonché del loro vantaggio terapeutico rispetto alle alternative disponibili, in un’ottica di considerazione responsabile della sostenibilità della spesa pubblica”. 

19 giu 2026

Dal Papa a Meloni, tutti gli attacchi di Trump ai leader: i precedenti

(Adnkronos) - Da Papa Leone XIV a Emmanuel Macron passando per Friedrich Merz e Keir Starmer. La premier Giorgia Meloni è solo l'ultima, in ordine di tempo, a essere stata attaccata dal presidente americano Donald Trump. Se il Pontefice è un debole e il presidente francese "sbaglia sempre", il Cancelliere tedesco non sa di cosa parla quando si esprime sull'Iran. 

Meloni "mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena", ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una intervista telefonica esclusiva a 'L'Aria che tira' su La7, il programma di David Parenzo, di cui si sente la traduzione in italiano ma non la voce del numero 1 della Casa Bianca. A stretto giro è arrivata la replica della premier che parla di "dichiarazioni totalmente inventate".  

In realtà la presidente del Consiglio era già stata ataccata dal tycoon in occasione delle affermazioni di Trump su Papa Leone XIV. Il presidente degli Stati Uniti aveva criticato Meloni in un'intervista al Corriere della Sera: "Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo". La premier aveva definito inaccettabili le parole di "Trump nei confronti del Santo Padre". Il Pontefice era stato accusato di avere una posizione 'soft' nei confronti del'Iran: "E' debole contro il crimine, non sono un suo fan". Per poi accusare il Pontefice di "giocare con un Paese che vuole un'arma nucleare". Ma l'attacco del presidente è arrivato anche su Truth: "Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l'Iran possieda un'arma nucleare".  

Il presidente francese Macron per anni è stato uno dei 'bersagli' preferiti di Trump. Dopo una fase iniziale di apparente sintonia, il rapporto si è trasformato in una successione di frecciate pubbliche, dalle critiche sulla Nato alle ironie sulla sua vita privata. Neanche Brigitte è stata risparmiata. "Lo tratta molto male", aveva detto della premier dame, riferendosi a una presunta lite che i due avevano avuto in favore di telecamere durante una missione in Vietnam. "Volutamente o meno, Emmanuel sbaglia sempre", aveva aggiunto Trump.  

Anche il cancelliere tedesco Merz è finito nel mirino di Trump. Dopo le sue critiche alla strategia americana nella guerra con l'Iran, il presidente americano ha caricato a testa bassa pubblicamente: "Non sa quello che dice". Prima di lui Angela Merkel era stata ripetutamente accusata dal presidente di aver commesso un "errore catastrofico" con la gestione dei flussi migratori e di approfittare della protezione militare statunitense. 

Non sono mancati poi gli attacchi contro il Regno Unito. Lo scorso 3 marzo, pochi giorni dopo l'inizio dei raid contro la Repubblica islamica, il capo della Casa Bianca si scagliò contro il primo ministro britannico Keir Starmer per il rifiuto iniziale a concedere l'utilizzo di basi militari britanniche nell'operazione militare. "Non sono contento del Regno Unito - disse Trump parlando ai giornalisti nello Studio Ovale - Ci sono voluti tre o quattro giorni per capire dove potevamo atterrare. Non abbiamo a che fare con Winston Churchill". 

19 giu 2026

Mafia, Roberto Saviano ospite a Wmf 2026: il racconto 20 anni dopo Gomorra

(Adnkronos) - Il 25 giugno alle ore 17, il Wmf-We make future, il più grande evento sull’innovazione: Ai, Tech & Digital, dal 24 al 26 giugno a BolognaFiere, accoglierà nuovamente sul mainstage Roberto Saviano, scrittore, sceneggiatore e giornalista protagonista dell'intervento 'Gomorra: 20 anni dopo', dedicato all'eredità culturale, civile e sociale dell'opera che ha segnato una svolta nel racconto delle mafie contemporanee, in dialogo con Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search on media group e ideatore del Wmf. 

"Crediamo che dare spazio a voci come quella di Roberto Saviano significhi assumersi una responsabilità precisa - afferma l'ideatore del Wmf, Lombardo-: quella di non distogliere lo sguardo da ciò che ancora oggi mina la libertà e la sicurezza delle nostre comunità. La lotta alle mafie non è un tema astratto, ma una realtà che coinvolge chi ogni giorno sceglie di esporsi, di raccontare e di indagare, spesso mettendo a rischio la propria incolumità. È a queste persone che il WMF vuole dare ascolto e spazio, perché senza il loro coraggio non esisterebbe consapevolezza collettiva né possibilità di cambiamento". 

Il ritorno di Saviano al Wmf rinnova un dialogo che la manifestazione porta avanti da anni sui temi della legalità, della libertà di informazione e della responsabilità collettiva. Già nel 2019, durante la sua ultima partecipazione al Wmf, lo scrittore e giornalista aveva aperto il mainstage con un intervento dedicato al fenomeno delle fake news e alla necessità di contrastare la disinformazione, sottolineando come l'indifferenza e la neutralità di fronte alle falsità possano trasformarsi in complicità. A distanza di sette anni, il nuovo intervento si inserisce nello stesso percorso valoriale. Con 'Gomorra: 20 anni dopo' Saviano porterà al centro dell'attenzione l'evoluzione delle mafie e il ruolo che conoscenza, consapevolezza e partecipazione civica continuano ad avere nel contrasto ai fenomeni criminali. 

A vent'anni dalla pubblicazione di Gomorra, il talk offrirà l'occasione per analizzare come le organizzazioni criminali si siano trasformate nel tempo e quali siano oggi le sfide da affrontare per costruire una società più consapevole, libera e democratica. L'intervento di Saviano si inserisce in un percorso che anche nell'edizione 2026 vedrà la partecipazione di autorevoli protagonisti dell'impegno contro la criminalità organizzata, tra cui il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nicola Gratteri e il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo. Una presenza che conferma come il contrasto alle mafie rappresenti da sempre uno dei temi cardine del Wmf e della sua visione di innovazione come strumento di progresso sociale. 

Wmf-We make future è ideato, organizzato e prodotto da Search on media group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione europea, Maeci-ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna.  

Con il supporto del Maeci-ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, di Ice-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna. In partnership con Visit Emilia-Romagna. Con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa-European space agency. Main sponsor dell'edizione 2026 Philip Morris e Dell technologies e Intel. 

19 giu 2026

Depistaggi Cucchi, Cassazione: "Chiara volontà impedire di ricondurre responsabilità a carabinieri"

(Adnkronos) - Dalla "lineare" ricostruzione delle sentenze di merito emerge "una chiara volontà, puntualmente ricostruita, di impedire che le precarie condizioni fisiche di Cucchi riscontrate dai due piantoni potessero, in una fase in cui il giovane era ormai deceduto, far ipotizzare che le stesse fossero state originate da situazioni verificatesi tra il suo arresto e il successivo collocamento nella camera di sicurezza e che, come tali, potessero essere ricondotte alle responsabilità degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri in servizio presso articolazioni dipendenti dal Gruppo Roma di cui facevano parte tutti gli imputati e al cui vertice vi era Alessandro Casarsa". È quanto scrivono i giudici della Quinta sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza del processo sui depistaggi seguiti al pestaggio e alla morte di Stefano Cucchi, il 31enne romano, arrestato il 15 ottobre del 2009 e deceduto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini. La Cassazione lo scorso 4 marzo aveva assolto il colonnello Lorenzo Sabatino mentre aveva rigettato i ricorsi degli altri carabinieri che erano stati condannati o per i quali era stata dichiarata la prescrizione nel processo d’Appello: confermate così le condanne per Francesco Di Sano e Luca De Cianni e la prescrizione per il generale Alessandro Casarsa, Francesco Cavallo e Luciano Soligo. Le accuse contestate nel procedimento, nato dall’inchiesta del pm Giovanni Musarò, a vario titolo e a seconda delle posizioni, vanno dal falso, al favoreggiamento, all’omessa denuncia e calunnia.  

“E del resto - scrivono i supremi giudici nelle 90 pagine di motivazioni - la stessa circostanza che le annotazioni fossero state realizzate con caratteristiche redazionali sostanzialmente identiche, tali da non rendere identificabili le relative differenze, è stato ritenuto indicativo, con valutazione tutt’altro che illogica, dell’obiettivo di occultare le modifiche apportate e, in particolare, i passaggi della prima annotazione ritenuti compromettenti”. Le sentenze, evidenziano ancora i giudici della Cassazione "hanno ritenuto che la condotta di falso fosse finalizzata a coprire le eventuali, possibili, responsabilità dei Carabinieri appartenenti al ‘Gruppo Roma’ (dislocati presso le diverse Stazioni allo stesso afferenti), nella morte di Stefano Cucchi". In merito alla posizione di Sabatino i supremi giudici sottolineano invece che "risulta palesemente mancante l’indicazione di un qualunque elemento fattuale che, al di là di non consentite ricostruzioni congetturali, possa far ritenere che Sabatino abbia agito con il dolo richiesto. Ne consegue che l’ipotesi di una consapevolezza, in capo a Sabatino, della partecipazione" del collega "Cavallo al confezionamento delle false annotazioni, è rimessa unicamente al dato, anch’esso del tutto indimostrato, di una qualche forma di interlocuzione tra i due imputati, fondato in maniera totalmente congetturale e meramente suggestiva sul loro risalente rapporto professionale e sulla vicinanza fisica dei rispetti uffici". (di Assunta Cassiano) 

19 giu 2026

‘In seno al futuro’, la campagna di comunicazione per le donne con cancro metastatico

(Adnkronos) - Il tumore al seno metastatico è una patologia sempre più cronicizzabile grazie a terapie innovative che consentono di convivere con la neoplasia e continuare ad avere una buona qualità della vita guardando al futuro.  

Queste donne oggi hanno un aiuto in più grazie alla campagna 'In seno al futuro', promossa da Daiichi Sankyo e da AstraZeneca - giunta alla seconda edizione - che attraverso un video racconto costruito attorno a 4 parole chiave - ricerca, fiducia, percorso, relazione - sviluppa il percorso di cura delle pazienti mettendo al centro non la malattia la persona con le sue speranze e la voglia di futuro. L'ambassador del progetto è Diego Passoni, speaker e conduttore radiofonico di Radio Deejay, la voce narrante e il facilitatore che accompagna la riflessione sul significato più profondo di ogni singola parola, per approfondire i diversi aspetti della malattia e della cura. Solo in Italia sono 55.000 le donne che convivono con un carcinoma mammario metastatico. Nel 2024 le nuove diagnosi di tumore al seno sono state circa 54.000, di cui il 6-7% già di IV stadio. Si parla di metastasi quando le cellule tumorali si diffondono dalla mammella ad altre parti del corpo. Questo può accadere anche molti anni dopo l'intervento chirurgico e le terapie post-operatorie, nonostante il tumore primario sia stato completamente rimosso. 

Nei video, uno per ognuna delle 4 parole, la voce narrante accompagna i dialoghi con i rappresentanti delle associazioni dei pazienti e delle esperte che hanno dato il loro contributo alla campagna. In particolare, Diego incontra Flori Degrassi, presidente di Andos nazionale Ets; Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia; Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna; Chiara Milanesi, responsabile della sezione di Forlì di Salute Donna Odv, e le esperte Grazia Arpino, professore associato di Oncologia medica e responsabile del gruppo di tumore mammario all'università Federico II di Napoli; Valentina Guarneri, professore ordinario di Oncologia medica all'università di Padova; Manuelita Mazza, Section Head Breast Cancer Oncology presso la Cleveland Clinic di Abu Dhabi, e Gabriella Pravettoni, professore ordinario di Psicologia delle decisioni del Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'università degli Studi di Milano. Un flusso di opinioni, un confronto aperto e sincero che offre una diversa prospettiva su cosa significhi convivere con la malattia e immaginare un futuro con una diagnosi di tumore al seno metastatico, attraverso le parole. 

 

"Sono molto felice - afferma Passoni - di far parte di 'In seno al futuro', un progetto che vuole raccontare le nuove possibilità che la ricerca e l'innovazione offrono alle pazienti con tumore al seno metastatico che possono ora immaginare, insieme a caregiver, amici e familiari, un futuro con lunghe prospettive. Ricerca, fiducia, relazione e percorso sono le 4 parole simbolo della campagna, che ci hanno permesso di raccontare, in modo forte e autentico, questo cammino prospettico. Ringrazio, in particolare, le associazioni pazienti e i clinici che ho incontrato e che hanno raccontato insieme a me il cammino nuovo delle pazienti. Con un contributo valoriale immenso, hanno aiutato me e aiuteranno chi seguirà la campagna a capire il vero significato di questo percorso".  

"Siamo orgogliosi di aver realizzato la seconda edizione di 'In seno al futuro' - dichiara Mauro Vitali, Vice President Head of Oncology Daiichi Sankyo Italia - È importante sostenere campagne come questa perché oggi il tumore al seno metastatico richiede una narrazione nuova e più aderente alla realtà delle pazienti e delle loro famiglie. Oggi possiamo parlare di futuro perché esistono innovazioni concrete e, grazie alla ricerca, è sempre più possibile convivere con questa patologia mantenendo una buona qualità di vita. Questo cambiamento va accompagnato da informazione, consapevolezza e ascolto. La campagna, che nasce dalla collaborazione tra associazioni pazienti e clinici e dall'alleanza tra Daiichi Sankyo e AstraZeneca, rappresenta il nostro impegno condiviso per dare risposte concrete ai bisogni delle pazienti e contribuire a un'evoluzione reale dei percorsi di cura". Tutti i contenuti, compresi gli approfondimenti e i numeri sulla patologia e una sezione dedicata ai contenuti della campagna del 2024, saranno pubblicati sul sito dedicato alla campagna, www.insenoalfuturo.it. 

19 giu 2026

Porti, da oggi attiva apertura a Sud del porto di Civitavecchia

(Adnkronos) - Questa mattina, con il completamento dei lavori dell'apertura a Sud e del collegamento con l'antemurale, le prime imbarcazioni delle forze dell’ordine hanno fatto ingresso nella Darsena romana attraversando la nuova imboccatura meridionale del porto di Civitavecchia. Lo rende noto l'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale in una nota. 

Da oggi l'apertura a Sud diventa il nuovo accesso al porto storico per tutte le imbarcazioni dirette alla Darsena romana, per gli yacht del Marina yachting e per i diportisti che troveranno collocazione nel bacino storico del porto. Contestualmente, nel pomeriggio, sono rientrate nella loro sede originaria anche le imbarcazioni della flotta peschereccia, che durante l'esecuzione dei lavori, erano state temporaneamente trasferite presso la Darsena servizi. Insieme alle unità navali delle forze dell'ordine, i pescherecci hanno attraversato per la prima volta il nuovo canale di accesso, sancendo di fatto l’entrata in funzione della nuova configurazione del porto storico. 

L'operazione, si legge nella nota, rappresenta un passaggio di straordinaria importanza sia dal punto di vista operativo che simbolico. Con l'apertura del nuovo accesso a Sud e il collegamento con l'antemurale cambia infatti il volto del porto di Civitavecchia, che recupera una più moderna organizzazione degli spazi portuali e una migliore integrazione tra il porto storico e le aree di più recente realizzazione. 

"Per il porto di Civitavecchia è un giorno storico - afferma il presidente dell'Adsp, Raffaele Latrofa -. Si apre una nuova pagina per lo scalo e per la città, con una configurazione completamente rinnovata del canale di accesso grazie all'apertura a Sud e al collegamento con l'antemurale. Come avevo preannunciato e ribadito mesi fa ai pescatori, abbiamo mantenuto l'impegno assunto, restituendo alla marineria di Civitavecchia la sua collocazione originaria nella Darsena romana. Oggi - prosegue Latrofa - restituiamo ai pescatori il loro storico luogo di approdo, un presidio identitario che rappresenta da sempre il legame più autentico tra il porto e la comunità cittadina. È un momento che unisce memoria e futuro, tradizione e sviluppo". 

"Con il progetto dell'apertura a Sud - conclude il presidente - prende avvio una nuova fase di crescita dello scalo, profondamente radicata nella storia millenaria di Civitavecchia ma orientata alle sfide dei prossimi decenni. Siamo convinti che il futuro della città passi inevitabilmente dal suo porto. Per questo continuiamo a lavorare a una visione capace di coniugare sviluppo economico, qualità urbana, sostenibilità e innovazione, in un equilibrio virtuoso tra la valorizzazione delle nostre radici e la costruzione delle opportunità di domani".  

Sia l'apertura a Sud, sia il collegamento con l’antemurale sono già pienamente operativi dal punto di vista nautico e funzionale. L'inaugurazione ufficiale delle due opere avverrà nei prossimi mesi, una volta completati gli ultimi interventi previsti dal progetto, in particolare quelli relativi alla viabilità e ai percorsi pedonali del collegamento con l'antemurale, alla sistemazione delle aree a terra e alle opere di completamento e protezione della nuova imboccatura a Sud. 

19 giu 2026

Elementi totali: 20
Vai a