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Monza, accoltellato a morte dopo una lite: fermato un 38enne

(Adnkronos) - Lite degenera in omicidio. E' successo lunedì sera a Monza. L'allarme è scattato verso le 20, quando è arrivata alla centrale operativa una segnalazione di una violenta aggressione in via Pisacane. I carabinieri, arrivati sul posto, hanno trovato a terra con profonde ferite da taglio un 34enne, sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. Soccorso dal 118 che ha provato a rianimarlo e portato d'urgenza al San Gerardo, l'uomo è stato dichiarato morto poco dopo l'arrivo in ospedale. 

A brevissima distanza dalla vittima i militari hanno individuato e bloccato il presunto aggressore, un 38enne ecuadoriano, senza fissa dimora e con precedenti. L'uomo, trovato in evidente stato di alterazione psicofisica e con lievi lesioni da arma bianca alle mani e a una gamba, all'alba di oggi è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio. 

Dalle indagini è emerso che la lite tra i due sarebbe scoppiata all'interno della casa della vittima, per poi proseguire sul pianerottolo. Il 38enne si sarebbe quindi allontanato per procurarsi un coltello in un vicino ristorante, sarebbe tornato poco dopo e avrebbe colpito con numerosi fendenti il 24enne. L'arma del delitto è stata ritrovata dai carabinieri in una siepe a poche centinaia di metri dallo stabile, repertata e sequestrata. 

Sul luogo dell'omicidio sono intervenuti gli agenti della sezione rilievi del nucleo investigativo del comando provinciale di Monza e Brianza per il sopralluogo. I carabinieri hanno repertato le tracce di sangue nell'appartamento e negli spazi comuni del condominio. Il pm ha disposto l'autopsia, mentre il 38enne, dopo essere stato fermato, è stato portato nel carcere di Monza. Lo comunica in una nota il comando provinciale dell'Arma. 

27 ott 2026

Migranti, Ue propone riforma Frontex: 30mila agenti e regia su rimpatri

(Adnkronos) - La Commissione europea propone di rafforzare Frontex potenziandone la capacità di proteggere le frontiere esterne e trasformandola nell'attore centrale dell'Ue sui rimpatri, oltre a dotarla di una forza di reazione rapida e capacità aggiuntive per monitorare e anticipare le minacce, sulla scia della crisi verificatasi a Ceuta a fine luglio. Lo annuncia l'esecutivo europeo in un comunicato, presentando una proposta di nuovo regolamento sull'Agenzia Ue della guardia di frontiera e costiera: come spiega la presidente Ursula von der Leyen, l'obiettivo è quello di sostenere gli Stati membri "ovunque e ogni volta" sia necessario, anche sui rimpatri, "con il mandato e le capacità che questa nuova realtà richiede". La proposta ora passa a Consiglio e Parlamento europei. 

Negli ultimi due anni gli attraversamenti irregolari delle frontiere sono più che dimezzati e il tasso di rimpatrio supera ora il 30%, ma le frontiere comuni sono messe alla prova da un contesto geopolitico e di sicurezza mutato, che richiede una risposta europea più forte ed efficace, ragiona la Commissione. Di conseguenza, la proposta prevede di potenziare il corpo permanente di Frontex, che salirà gradualmente a 30mila agenti: ai 17mila agenti della nuova riserva europea per le frontiere e i rimpatri, a disposizione degli Stati membri e dispiegabili in caso di necessità, si aggiungono il raddoppio del personale dell'Agenzia e i 7mila addetti già distaccati dagli Stati. 

Sui rimpatri Frontex avrà un ruolo più proattivo e strategico, con un centro di coordinamento dedicato che raccoglie e analizza informazioni operative e supporta pianificazione e coordinamento. Secondo la proposta, il sostegno coprirà l'intero processo, dall'identificazione precoce e dalla consulenza sul rimpatrio volontario fino alle operazioni e all'assistenza per la reintegrazione. L'Agenzia potrà anche aiutare a organizzare ed effettuare rimpatri da un Paese terzo a un altro, previo accordo con il Paese interessato e nel rispetto dei diritti fondamentali e degli standard internazionali, precisa il comunicato. 

La nuova Agenzia potrà inoltre acquistare, noleggiare e co-possedere attrezzature, partecipare ad appalti congiunti con gli Stati e fare da centrale di acquisto anche per strumenti digitali e basati sull'intelligenza artificiale, spiega l'esecutivo europeo. Inoltre, nascerà un centro di monitoraggio e risposta online per le crisi, con il mandato esplicito di monitorare i contenuti dei social media pubblicamente accessibili: questo nuovo ente dovrà individuare gli sviluppi rilevanti per la gestione delle frontiere esterne e sostenere l'azione contro i contenuti illegali online legati a rischi per la sicurezza. Come scrive l'esecutivo Ue, il rafforzamento "tiene conto anche degli insegnamenti della crisi di Ceuta di quest'anno". 

La proposta prevede anche la creazione di una forza di reazione rapida, dispiegabile alle frontiere esterne con preavviso brevissimo: la decisione spetterà al direttore esecutivo di Frontex su richiesta di uno Stato membro in emergenza. Inoltre, gli Stati dovranno segnalare entro 24 ore nella rete Eurosur gli eventi con possibile impatto significativo sulle frontiere Ue. Anche questa misura sembra rispondere alla volontà di un'ulteriore stretta sulla migrazione voluta dai leader europei ed espressa nelle conclusioni dell'ultimo Consiglio europeo, dove i capi di Stato e di governo hanno discusso anche della decisione del premier spagnolo Pedro Sanchez di regolarizzare 500.000 migranti. 

Bruxelles propone poi un secondo regolamento, per digitalizzare le procedure di rimpatrio, riammissione e reintegrazione e rendere operative le nuove norme sui rimpatri, in vigore dal 16 ottobre. Il testo punta a semplificare e accelerare la gestione dei casi, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare raccolta e condivisione dei dati, con un'unica interfaccia digitale per l'intero processo. Si prevede anche un rafforzamento del ruolo di Frontex nello sviluppo di una nuova architettura digitale Ue per gli Stati membri. 

27 ott 2026

Electro IB compie 25 anni, da Brescia al fianco delle imprese nell’automazione industriale

(Adnkronos) - Venticinque anni al fianco delle imprese, accompagnando l’evoluzione tecnologica di macchine e processi produttivi. È un traguardo importante quello tagliato quest’anno dalla bresciana Electro IB, fondata nel 2001 e specializzata nella distribuzione di componenti per l’automazione industriale. Punto di riferimento per il territorio di Brescia e per le province limitrofe, tra cui Bergamo, Cremona, Mantova, Verona e Piacenza, Electro IB opera con una squadra di 15 specialisti. Nel 2025 ha registrato un volume d’affari di circa 7,7 milioni di euro e può contare su 1000 clienti serviti ogni anno, oltre che su collaborazioni consolidate con importanti marchi del settore Industry. Acquisita nel 2025 da Sacchi, società del Gruppo Sonepar, Electro IB continua a offrire oggi i suoi servizi ad alta specializzazione, beneficiando del supporto di un ecosistema strutturato con un assortimento unico sul mercato e una logistica d’eccellenza. Un ecosistema che porta valore ai clienti, offrendo soluzioni e servizi sempre più innovativi, avanzati e integrati. 

“Questo anniversario è prima di tutto un grazie alle persone che hanno costruito Electro IB e ai clienti e ai partner che ci hanno dato fiducia - dichiara Paolo Bonomini, General Manager di Electro IB - La nostra identità si fonda sulla competenza tecnica e sulla capacità di ascoltare le imprese, per proporre soluzioni e non soltanto prodotti. L’ingresso in Sacchi e nel Gruppo Sonepar ha aperto per noi nuove possibilità di sviluppo e di confronto con una rete più ampia. Resta centrale il nostro modo di lavorare, basato sulla vicinanza ai clienti, sulla consulenza applicativa e sul supporto prima e dopo la vendita. È con questo approccio che vogliamo affrontare i prossimi anni”. La festa per i 25 anni di Electro IB si è svolta nel fine settimana nella suggestiva cornice della Rocca di Lonato del Garda. All'evento hanno partecipato 150 ospiti tra collaboratrici e collaboratori, rappresentanti di Sacchi, partner e clienti, che hanno condiviso una serata di convivialità e intrattenimento accompagnata dalla comicità di Cristiano Militello. 

L’azienda propone sensori, sistemi di visione, dispositivi per la sicurezza, soluzioni per il posizionamento e il cablaggio industriale, oltre a robot collaborativi, affiancando alla fornitura dei prodotti servizi di supporto tecnico pre e post-vendita, studi di fattibilità e consulenza per applicazioni personalizzate. La proposta si rivolge a diversi comparti della manifattura, tra cui metalmeccanica, pressofusione, assemblaggio, packaging, industria alimentare e macchine utensili. Sacchi Elettroforniture (Sacchi Giuseppe S.p.A.), fondata nel 1957 a Barzanò (LC), è il più grande distributore del Nord Italia di materiale elettrico, automazione industriale e soluzioni per la transizione energetica, con 84 punti vendita, un fatturato di circa 1 miliardo di euro, 50.000 clienti e 1.400 collaboratrici e collaboratori. Opera attraverso tre aree di business - Building Electrical Solutions, Industry Automation Solutions ed Energy Efficiency Solutions - supportate da uno dei poli logistici più automatizzati d'Italia e da un ecosistema di servizi digitali. Dal 2017 fa parte del Gruppo Sonepar, leader mondiale nella distribuzione B2B di materiale elettrico. Sonepar è un’azienda indipendente a conduzione familiare, leader mondiale nella distribuzione B2B di prodotti, soluzioni e servizi per il mercato elettrico. Nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 33,6 miliardi di euro. Presente in 40 Paesi con una rete capillare di brand, il Gruppo sta portando avanti un’ambiziosa trasformazione per semplificare la vita dei propri clienti, offrendo loro un’esperienza omnicanale e soluzioni sostenibili nei settori dell’edilizia, dell’industria e dell’energia. I 46.000 collaboratori Sonepar lavorano ogni giorno per accelerare l’elettrificazione del mondo, guidati da un Purpose condiviso: Powering Progress for Future Generations.  

27 ott 2026

Ilaria Sula, oggi la sentenza per Mark Samson. La pm: "Non si è mai pentito"

(Adnkronos) - Udienza decisiva oggi per il femminicidio di Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni originaria di Terni e iscritta a Statistica all’Università La Sapienza, uccisa il 25 marzo 2025 dall’ex fidanzato Mark Antony Samson. Nell’aula bunker del carcere di Rebibbia sono attese le ultime battute del processo davanti alla Terza Corte d’Assise di Roma, chiamata a pronunciarsi sulla responsabilità dell’imputato, reo confesso, e sulle aggravanti contestate dalla Procura. La sentenza di primo grado è attesa nella giornata di oggi, dopo le repliche e la camera di consiglio. 

"Mark Samson non si è mai pentito di quello che ha fatto perché ha continuato a pensare che Ilaria meritasse di fare quella fine", le parole pronunciate dalla pm Maria Perna durante le repliche in aula, nelle quali l’accusa ha ribadito la propria ricostruzione del delitto e la richiesta di ergastolo già avanzata dalla Procura di Roma. "Ho ancora presente quel cadavere nel dirupo e le condizioni in cui era", ha affermato la magistrata, sottolineando che, a suo giudizio, Samson non avrebbe mai raccontato la verità fino in fondo e avrebbe continuato a mentire per non ammettere la premeditazione. "Questo non è stato un delitto d’impeto", ha rimarcato Perna, contestando la tesi sostenuta dai difensori dell’imputato. 

 

A Samson vengono contestati l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, oltre all’occultamento di cadavere. Secondo l’accusa, il delitto sarebbe stato programmato ed eseguito con freddezza. 

Di diverso avviso la difesa, rappresentata dagli avvocati Paolo Foti e Alessandro Pillitu, che nelle precedenti udienze hanno chiesto di escludere le aggravanti contestate e di riconoscere le attenuanti generiche. I legali hanno sostenuto che si sia trattato di un delitto d’impeto, maturato in un contesto di rabbia e tensione, e hanno richiamato la collaborazione dell’imputato con gli investigatori dopo la confessione. 

Ilaria Sula venne uccisa nell’abitazione della famiglia Samson, in via Homs, nel quartiere Africano di Roma, con tre coltellate al collo. La giovane aveva trascorso la notte dall’ex fidanzato dopo essersi recata da lui per consegnargli alcuni effetti personali. La relazione era finita da alcune settimane, ma, secondo la ricostruzione accusatoria, Samson non avrebbe accettato la decisione della ragazza. 

Dopo l’omicidio, il corpo venne nascosto in una valigia e abbandonato in una zona impervia tra Capranica Prenestina e Guadagnolo. Il cadavere fu ritrovato il 2 aprile 2025, dopo giorni di ricerche. Samson confessò il delitto e indicò agli investigatori il luogo in cui aveva lasciato il corpo. 

Per la vicenda è già intervenuta una condanna nei confronti della madre dell’imputato, Leonora Soleman Manlapaz, che ha patteggiato due anni di reclusione per il concorso nell’occultamento del cadavere. 

Nel giorno atteso della sentenza, fuori dall’aula bunker di Rebibbia, anche la voce della comunità universitaria a cui apparteneva Ilaria. Studenti e studentesse della Sapienza hanno letto una lettera indirizzata ai genitori della giovane, Gezime e Flamur Sula, per esprimere vicinanza alla famiglia e ricordare la ragazza oltre la cronaca giudiziaria. 

"Il dolore che avete provato non si può spiegare, vedersi portare via l’unica cosa per cui vale la pena vivere: una figlia. Ma tutto questo dolore non è vano, è una forza che deve essere trasformata in giustizia, che deve far ricordare il nome di Ilaria, che risuona nei vostri e nostri cuori ogni giorno", scrivono gli studenti. 

Nelle parole dei suoi compagni, Ilaria non è soltanto la vittima di un femminicidio né un nome nei fascicoli processuali, ma una giovane donna con sogni, progetti e un futuro che le è stato sottratto. "Siamo studenti, coetanei, ragazzi che vedono in Ilaria una parte di sé, dei propri sogni, del proprio domani", prosegue la lettera. "Ilaria non è soltanto un nome nei fascicoli: è una presenza che ha camminato con noi in questi mesi, un pensiero costante che ci ha ricordato quanto sia prezioso, fragile e sacro ogni singolo istante", si legge ancora nel messaggio. 

La lettera si conclude con un abbraccio alla famiglia e con l’impegno a mantenere viva la memoria della studentessa: "La voce di Ilaria risuonerà in ogni corridoio, in ogni aula, in ognuno di noi, perché lei è e sarà parte della nostra comunità, che porterà in alto il suo nome, per sempre". 

27 ott 2026

Gerli (Unareti): "Cabina Comasina alleggerisce il transito a città"

(Adnkronos) - La cabina Comasina “è il 15esimo punto di immissione per Milano, tenendo conto che fino a pochi anni fa erano undici. È quindi già la quarta cabina che mettiamo in servizio. In questo modo alleggeriamo e diminuiamo la quantità di energia che deve transitare sulla rete di distribuzione, la quale si scarica un po'. Soprattutto in caso di guasti o nei momenti estivi di congestione della rete, diventa più facile contro-alimentarla e gestire i flussi energetici da altri punti”. A dirlo è Francesco Gerli, presidente e amministratore delegato di Unareti, nel corso dell’inaugurazione della nuova cabina elettrica primaria Comasina a Milano. 

Si tratta di “una cabina primaria, ovvero un punto di immissione dell'energia dalla rete di trasmissione nazionale alla rete di distribuzione. È entrata in servizio recentemente e vi rimarrà per diversi decenni - spiega Gerli -. Assolve a due funzioni principali: la prima è quella di rappresentare un investimento anticipatorio nella parte a monte dell'impianto di distribuzione, affinché l'elettrificazione dei consumi in corso, trainata dalla mobilità elettrica, dall'aumento delle energie rinnovabili diffuse, come il fotovoltaico, e dalla penetrazione di piani a induzione e pompe di calore. Costituisce poi un'infrastruttura già pronta ad accogliere questa nuova capacità e potenza installata”. 

“In termini numerici, sulla sola area della città di Milano abbiamo investito 800 milioni di euro negli ultimi cinque anni e prevediamo di investirne altri 2 miliardi da qui al 2035 - fa sapere - Per quanto riguarda i prossimi obiettivi, Unirete ha oggi un piano esplicito che arriva fino al 2035 e mira a proseguire in questo percorso di infrastrutturazione. A fine piano le cabine saranno circa 21 o 22, a seconda delle tempistiche di messa in servizio. Intendiamo quindi proseguire con questo trend, dato che l'elettrificazione dei consumi è in continua crescita”, conclude. 

27 ott 2026

Grandi (ass. Milano): "Cabina Comasina supporta l'efficienza energetica di Milano"

27 ott 2026

Mazzoncini (A2a), "Investiti 40 milioni in cabina Comasina"

(Adnkronos) - La cabina elettrica Comasina “nasce sul sito in cui c'era una storica cabina elettrica che non era primaria ma era già utilizzata per la rete elettrica cittadina. È un investimento complessivo da 40 milioni di euro che si inserisce in uno più ampio di 800 milioni fatto negli ultimi cinque anni da Unareti e da A2a sul territorio e all'interno di un piano che prevede altri due miliardi di euro di investimento da qui al 2035”. Così Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2a, intervenendo all’inaugurazione della nuova cabina elettrica primaria a Comasina, Milano. L’intervento rientra in un piano “enorme” e “ha visto triplicare gli investimenti per singolo contatore di A2a in questo decennio rispetto ai precedenti, proprio per dare maggiore resilienza e capacità di fronteggiare sia le situazioni estreme, che stanno già avvenendo, sia il piano di decarbonizzazione che una città come Milano, come spesso accade per le innovazioni, percorrerà per prima”, spiega Mazzoncini. 

Aver lavorato su una cabina già esistente “vuol dire aver trovato un sito rapidamente e non aver consumato suolo”, evidenzia. Un intervento che “nasce dal piano di potenziamento delle cabine primarie partito nel 2020 a Milano. Si tratta di quelle cabine che portano la potenza dalla rete di Terna alla città - illustra - L'obiettivo era di raddoppiare questa potenza per fronteggiare l'elettrificazione nascente come la mobilità elettrica, pompe di calore, piani a induzione, climatizzazione e tutto quello che evidentemente è necessario, portando la potenza di picco di Milano da 1.600 a 2.600-2.700 megawatt. Un’esigenza che richiedeva nuove cabine come questa, che da sola fa 1.800 MW di potenza. Vuol dire che da sola sarebbe in grado di fronteggiare la potenza di picco di una media città lombarda o di servire circa centomila persone nell'area nord ovest di Milano”. 

E adesso si guarda al futuro: “Il prossimo obiettivo sarà la cabina di Porta Romana. Un intervento complesso perché è semi interrata dentro lo scalo. Poi andremo avanti con le altre come San Siro per completare la trasformazione”, conclude Mazzoncini. 

27 ott 2026

Berardi (Aiom): "Viaggio del Papa in America Latina segnale di speranza per i pazienti oncologici"

(Adnkronos) - Dopo l’intervento per un adenocarcinoma polmonare, il Pontefice si prepara a partire per Uruguay, Argentina e Perù. Il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in America Latina arriva a circa un mese dall’intervento chirurgico, per l’asportazione di un adenocarcinoma polmonare, e "rappresenta un importante messaggio di speranza per molti pazienti oncologici. Dimostra, infatti, come i progressi della ricerca e della chirurgia possano consentire, in molti casi, di recuperare una buona qualità di vita e di tornare a programmare attività e progetti per il futuro". A sottolinearlo all'Adnkronos Salute è Rossana Berardi, presidente eletta dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), a margine del congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo 2026), che si conclude oggi a Madrid. 

Berardi commenta così la notizia diffusa dalla Sala Stampa del Vaticano, secondo cui il viaggio apostolico di Leone XIV in Uruguay, Argentina e Perù, previsto dal 6 al 17 novembre 2026, si svolgerà regolarmente, come da programma. "L’asportazione di un lobo polmonare non comporta necessariamente la rinuncia a una vita piena né impedisce, di per sé, di riprendere le proprie attività", spiega Berardi, che è anche ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche e direttrice della Clinica Oncologica dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche. Nel caso del Pontefice, aggiunge, "è importante che la decisione di partire sia stata preceduta da un’attenta valutazione clinica e dal via libera dei medici che lo hanno in cura. Il recupero dopo un intervento di questo tipo, tuttavia, varia da persona a persona e dipende dalle condizioni generali di salute, dalla funzionalità respiratoria e dall’andamento della convalescenza". 

Tra gli aspetti da considerare, secondo l'oncologa, ci sono la durata del volo intercontinentale e le caratteristiche di alcune tappe del viaggio. In particolare, Berardi richiama l’attenzione sulla località di Cusco, in Perù, situata a circa 3.400 metri di altitudine. "È importante prestare attenzione sia al lungo volo intercontinentale sia all’altitudine», osserva la specialista. Questi fattori devono essere valutati in relazione alle condizioni cliniche del paziente e alla sua capacità di affrontare lo spostamento" osserva.  

 

Per quanto riguarda la presenza di un’équipe medica al seguito del Papa, Berardi precisa che "non si tratta di una misura obbligatoria in ogni situazione, ma che potrebbe rappresentare una scelta prudente, in base alla valutazione dei medici curanti" aggiunge. "Tra gli elementi da verificare rientrano la funzionalità polmonare, il rischio di tromboembolia, cioè la formazione di coaguli di sangue che possono ostacolare la circolazione, e le possibili complicanze legate al trasferimento. Anche il riposo durante il viaggio e nelle diverse tappe è fondamentale" raccomanda l'esperta.  

Il messaggio di speranza, sottolinea Berardi, "deve essere accompagnato da una precisazione importante: non tutti i pazienti sottoposti allo stesso intervento possono seguire le medesime indicazioni o riprendere le attività con gli stessi tempi. La possibilità di viaggiare e affrontare impegni prolungati dipende dal recupero individuale e deve essere valutata caso per caso, insieme ai professionisti sanitari che seguono la persona". A circa un mese dall’intervento, nel caso del Santo Padre, "è possibile che i medici abbiano ritenuto compatibile il viaggio con le sue condizioni di salute. L’importante è che questa attività non sottoponga il suo organismo a uno sforzo eccessivo". Infine, "testimoniamo la vicinanza al Santo Padre, affinché questo viaggio possa rappresentare non soltanto un momento importante del suo pontificato, ma anche una testimonianza di fiducia, speranza e ritorno alla vita dopo la malattia" conclude. 

27 ott 2026

Yemen, Houthi: "Colpita la più grande raffineria dell'Arabia Saudita". Esplosioni a Riad

(Adnkronos) - Gli Houthi yemeniti hanno colpito con un missile balistico la più grande raffineria di petrolio dell'Arabia Saudita, dopo settimane di attacchi destabilizzanti contro il principale esportatore mondiale di greggio, secondo le ultime news di oggi martedì 27 ottobre. "Le forze armate yemenite sono riuscite a colpire la raffineria di Ras Tanura, nella provincia orientale, con un missile balistico", ha scritto su X il portavoce militare Houthi, Yahya Saree, aggiungendo che l'attacco ha provocato "incendi di vaste proporzioni". 

Esplosioni sono state udite nella capitale saudita Riad. Lo segnala l'agenzia Afp. La tv satellitare al-Arabiya, di proprietà saudita, riferisce di un'allerta diramata dalle autorità per "minaccia aerea ostile" mentre prosegue l'escalation tra gli Houthi del vicino Yemen e la monarchia del Golfo. 

La coalizione militare araba a guida saudita rende noto via X che sono stati intercettati e distrutti due missili balistici lanciati dagli Houthi dello Yemen in direzione di Riad. 

Un funzionario del gruppo ribelle yemenita ha affermato che la decisione del parlamento egiziano di autorizzare il supporto militare all'Arabia Saudita per difendersi dagli attacchi degli Houthi equivale a una dichiarazione di guerra. "L'Egitto e il suo parlamento hanno dichiarato il loro sostegno a quella che viene definita la difesa del Regno dell'Arabia Saudita e, così facendo, dichiarano guerra alla Repubblica dello Yemen", ha detto Mohammed Ali al-Houthi, membro dell'ufficio politico degli Houthi, in un messaggio su Telegram. 

27 ott 2026

Mentana ironizza: "Fenomeni social spiegano dove andrò dopo La7"

27 ott 2026

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