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Farmaci, Crimi (UniCt): "Con ultra-long-acting maggiore aderenza a terapia per asma grave"

(Adnkronos) - Il primo farmaco biologico ultra-long-acting per il trattamento dell'asma grave, depemokimab, "offre un'opportunità in più e cambia il paradigma di trattamento. Abbiamo infatti importanti" risultati "sull'efficacia della terapia, come dimostrato dagli studi del programma Swift, che confermano la capacità di inibire l'infiammazione proprio agendo sull'interleuchina 5 (Il-5). Inoltre, ci dà l'opportunità di intervenire in modo efficace sul controllo dei sintomi, poiché permette a noi clinici di 'liberarci' dal pensiero dell'aderenza al trattamento. Questo non è un aspetto da poco, ma una variabile da tenere sempre in considerazione di fronte a un paziente con una malattia così grave. È fondamentale sia dal nostro punto di vista sia da quello del paziente, che avrà a disposizione un modo completamente diverso e molto più patient-friendly di gestire la terapia rispetto al passato". Lo ha detto Claudia Crimi, professoressa associata di Malattie dell'apparato respiratorio presso l'università di Catania, nel corso del XXVII Congresso nazionale organizzato a Roma dalla Società italiana di pneumologia (Sip).  

Approvato dalla Commissione europea nel febbraio 2026 come trattamento aggiuntivo di mantenimento per l'asma grave con infiammazione di tipo 2 e come terapia aggiuntiva per la rinosinusite cronica grave con poliposi nasale, depemokimab prevede una somministrazione ogni 6 mesi. "È una rivoluzione nella rivoluzione della terapia biologica per l'asma grave - afferma l’esperta - perché per il paziente c'è un beneficio infinito e non soltanto nella quotidianità. Non dimentichiamo che sono spesso pazienti giovani che continuano a lavorare e che devono conciliare le somministrazioni con gli accessi in ospedale per i controlli. Credo che questo aspetto cambierà completamente la gestione della terapia". Si tratta di "un cambio di paradigma per il percorso del paziente", sottolinea la pneumologa. Non doversi sottoporre a somministrazioni frequenti "libera la mente dal pensiero di essere condannato o comunque legato a una puntura". I clinici, inoltre, possono aumentare "il tempo da dedicare ai pazienti che hanno difficoltà maggiori, quelli più complessi o che presentano maggiori comorbidità. Si osserverà una vera e propria riorganizzazione del programma terapeutico per tutti i pazienti, anche per quelli che non faranno questo trattamento".  

L’esperta si sofferma anche sull'importanza di spostare l'attenzione dal semplice trattamento delle riacutizzazioni al controllo continuativo dei meccanismi che guidano la malattia. "Quando pensiamo agli eventi, quindi alle riacutizzazioni, è importante riconoscere come queste siano soltanto la punta dell'iceberg - chiarisce Crimi - La riacutizzazione, in realtà, sottende un livello più elevato di infiammazione. Avere la possibilità di una soppressione sostenuta dell'infiammazione ci permette sia di prevenire le riacutizzazioni future sia di restringere il campo su un aspetto molto importante dal nostro punto di vista", garantendo una presa in carico globale. "La possibilità di sopprimere in modo sostenuto l'infiammazione ci permette di vedere se il controllo dei sintomi non è completo, valutando eventualmente la presenza di comorbidità che in quel momento sono scompensate o un mancato controllo della malattia in sé e per sé, intesa come infiammazione. Ci dà quindi - conclude - un'opportunità in più per garantire un controllo a 360 gradi". 

5 ott 2026

Backstreet Boys, il grande ritorno della boyband: dieci live che celebrano 30 anni di carriera

(Adnkronos) - I Backstreet Boys sono tornati. E il pubblico, dopo 30 anni, sembra non averli mai dimenticati. A Düsseldorf la bodyband è protagonista di dieci concerti alla Merkur Spiel-Arena, dal 25 settembre al 7 ottobre, uniche date europee del tour 2026. Sono circa 450mila i biglietti venduti, con fan arrivati da tutta Europa o, meglio, da tutto il mondo.  

Nick Carter ha 46 anni, A.J. McLean 48, Howie Dorough 52, Brian Littrell 51 e Kevin Richardson 54. Non sono più i ragazzi degli anni Novanta, ma sul palco continuano a cantare e ballare sulle hit che hanno cresciuto e accompagnato più di una generazione.  

Dopo la residency di Las Vegas allo 'Sphere', la band ha riportato sul palco, questa volta in Europa, l'epoca di 'Millennium', l'album del 1999 che ha segnato un prima e un dopo nella loro carriera. È il disco che contiene alcune delle loro canzoni più famose, da 'I Want It That Way' a 'Larger Than Life'. 

 

 

Poi, nel 2025 è arrivato ‘Millennium 2.0’, che aveva un unico obiettivo: puntare sul legame con il passato. Non un nuovo album di inediti, ma una versione deluxe del disco originale, con l'aggiunta di demo, live e dal nuovo singolo Hey. 

Intanto sui social continuano a circolare i video dei concerti, tra coreografie, fan che cantano ogni parola e look rimasti uguali a quelli degli anni '90. Sabato 3 ottobre, sul palco hanno festeggiato anche il compleanno di Kevin Richardson, con tanto di torta e candeline, regalando ai fan veterani un momento unico.  

5 ott 2026

Battista canta la vita vera, chi è il rapper di Castel Volturno che ha conquistato la scena

(Adnkronos) - Niente soldi ostentati, niente cliché del genere, ma solo una storia di vita vera. Fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto nel panorama musicale italiano, eppure oggi il web non parla d'altro. Con il suo primo singolo omonimo, Battista ha presentato un progetto musicale che, cantato interamente in dialetto, in soli 10 giorni è diventato un fenomeno virale. Il brano, poco più di due minuti e mezzo, ha già macinato numeri importanti: 246mila visualizzazioni su YouTube, 101mila like su Instagram e oltre 100mila stream su Spotify. Sui social si fa chiamare Battista81030, sfoggiando con orgoglio il cap di Castel Volturno, la sua terra d'origine. 

 

 

Il brano impone di fermarsi per essere ascoltato. Si tratta di un pezzo rap atipico, privo della classica base hip-hop: ad accompagnare un testo denso e profondo ci sono zampogne e ciaramelle, che culminano in un cambio di voce finale capace di sorprendere e agganciare l'ascoltatore. Il testo è un racconto crudo e intimo che ripercorre l’incontro tra i genitori del protagonista e un medico che suggeriva loro di optare per l'aborto. Loro, però, scelsero di portare avanti la gravidanza, e da quella scelta nasce la barra che suona come un vero e proprio manifesto programmatico: "E nun solo fra’ so’ nato san’ ma song’ ‘o cchiù forte’ e ‘tte quant’ ‘e ‘sta scena". Insomma, Battista è arrivato ed è pronto a scuotere le fondamenta del rap italiano. 

Sui social il brano ha generato un vero e proprio tributo da parte di colleghi e addetti ai lavori. Tra i commenti spiccano i nomi di pesi massimi del rap e dello spettacolo: da Marracash a Frankie hi-nrg mc, passando per Diodato, Serena Brancale, Roy Paci, Salvatore Esposito, Matilda De Angelis e La Nina (con cui condivide il produttore, Matteo Parisi). Ad applaudire il fenomeno anche Roberto Saviano, che su Instagram ha incoronato l'artista: "È nato un poeta hip hop. La sua è una preghiera ribelle". Ma chi c’è dietro questo progetto così criptico? A tirare la fila c'è la famiglia Parisi. Lui è Andrea Parisi, mentre alla produzione c'è il fratello Matteo Parisi. Un sodalizio, quello tra i due, che non nasce oggi: in passato i fratelli avevano già intrapreso un percorso musicale insieme, formando il duo dei Laxxard rappando in inglese. Oggi la formula è cambiata e chissà cos'altro hanno in serbo per la musica italiana i due fratelli di Castel Volturno. 

5 ott 2026

Giungla golf car a Roma, le società: "Non siamo Ncc né guide turistiche, chiediamo regolarizzazione"

(Adnkronos) - Chiedono la regolarizzazione del settore, respingono le accuse da parte di tassisti e Ncc, e sottolineano la differenza fra guida e accompagnatore turistico. Le società della mobilità elettrica turistica, che gestiscono e organizzano i tour con le golf car nel centro della Capitale, intervengono su quanto emerso dall'inchiesta dell'Adnkronos sull'invasione di questi mezzi nei centri storici delle città d’arte, Roma in primis. Paragonare l’attività delle golf car con quella dei taxi o degli Ncc "è come mettere a confronto pere e mele: il taxi fa trasporto pubblico, porta da un luogo all’altro, e un tassista non è un agente di viaggio, non può organizzare un tour. Noi sì, perché siamo agenti di viaggio", scandisce Pascal van Duijnhoven, presidente di Metur (Mobilità elettrica per il turismo a Roma), ente che riunisce 14 imprese del settore dei tour con mezzi elettrici. Ne fanno parte: Etuk Tours Rome, Wheel tours, Imperio tour, Safari, Alba mobility, Rome ultra plus, Gallo, Turtle, Biga tours, Italy vip, Nolo borghese, Eternal city, Aroma e Liv tours. 

Quanto alle accuse di concorrenza sleale, il presidente di Metur aggiunge: "Se noi rubiamo il lavoro" a taxi e auto con conducente "vuol dire - sottolinea all’Adnkronos - che loro stanno facendo illegalmente il nostro mestiere oppure non capiscono di cosa ci occupiamo. I nostri tour sono percorsi organizzati che, se privati, possono anche partire dagli hotel" dei clienti ma che "sono prestabiliti". Van Duijnhoven spiega poi la differenza fra guida turistica e "tour leader/accompagnatore turistico": i secondi "non entrano nelle chiese o nei musei. Possono dare spiegazioni di base al turista o informazioni generiche a livello culturale e storico". Insomma, delle "contestualizzazioni" come previsto "dalle norme della Regione Lazio". Sulla sicurezza dei mezzi, van Duijhoven ribadisce: "Non è vero che non sono sicuri. Hanno tutti una omologazione europea: è un'omologazione molto rigida". D'accordo con la posizione di Metur anche Exelentia, una delle aziende produttrici di questi veicoli: "La categoria di veicoli è già espressamente prevista e disciplinata dall’ordinamento italiano come 'navetta turistica'. Non si tratta quindi – spiega l’azienda in una nota - di una generica 'golf car' utilizzata su strada, ma di una tipologia di veicolo individuata dalla normativa nazionale e sottoposta a specifici requisiti tecnici e amministrativi. Ai fini della circolazione su strada, la navetta conserva la propria natura di veicolo atipico, secondo l’articolo 59 del Codice della Strada, ed è assimilata alla categoria M1", che, in base all’articolo 57 del codice, indica i "veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente".  

Non ultimo: la regolamentazione – ancora assente - dell'utilizzo delle golf car nelle città. Pascal van Duijhoven tiene a precisare che proprio Metur è in prima linea per "chiedere una regolamentazione e combattere l’abusivismo del settore. Ci siamo offerti come ponte fra Regione Lazio e Roma Capitale, facendo anche delle proposte: chiediamo, come per gli affitti brevi, un Cin, codice identificativo nazionale – spiega - per realizzare un registro dei mezzi, magari abbinandolo a una Scia o ad altri criteri, tanto per i mezzi quanto per gli accompagnatori". E ancora: "Chiediamo degli stalli dove poter sostare durante il servizio per far scendere i clienti o permettere loro di fare delle foto". E nessuno sconto agli abusivi: "Ben vengano controlli e sanzioni, dal ritiro della patente al fermo del veicolo fino alla revoca della licenza". 

5 ott 2026

Vaccini, pediatri: "Quasi 1,8 milioni di bimbi e ragazzi indifesi contro il meningococco B"

(Adnkronos) - Sono quasi 1,8 milioni i bambini e i ragazzi italiani non vaccinati o vaccinati in maniera incompleta contro il meningococco B. Lo calcola un'elaborazione della Società italiana di pediatria (Sip), che ha incrociato i dati Istat sulle coorti di nascita dal 2014 al 2022 con quelli del ministero della Salute sulle coperture vaccinali a 24 mesi attualmente disponibili. "Complessivamente, i soggetti non adeguatamente protetti risultano essere 1.780.545", riferisce la Sip. Nella Giornata mondiale della meningite in calendario oggi, 5 ottobre, i pediatri lanciano un appello: "È fondamentale recuperare chi non ha completato la vaccinazione e ridurre le disomogeneità territoriali". Il presidente della Sip, Rino Agostiani, sottolinea che "quasi 1,8 milioni di bambini e ragazzi non vaccinati o vaccinati in maniera incompleta rappresentano un bacino molto ampio sul quale possiamo ancora intervenire. È importante verificare lo stato vaccinale dei propri figli e recuperare le dosi mancanti", esorta, perché "la meningite meningococcica può avere un decorso molto rapido e conseguenze estremamente gravi". Fino alla morte. 

La meningite meningococcica - spiega la Società italiana di pediatria - è un'infiammazione delle membrane che avvolgono cervello e midollo spinale provocata dal meningococco Neisseria meningitidis. Il batterio si trasmette attraverso saliva e secrezioni respiratorie nei contatti ravvicinati. Molte persone possono essere portatrici senza sviluppare la malattia, ma in alcuni casi il meningococco può provocare una patologia invasiva, che può manifestarsi come meningite e/o sepsi. Il decorso può essere molto rapido: anche quando la malattia viene riconosciuta e trattata tempestivamente, nei casi più gravi può portare alla morte nell'arco di 24-48 ore. La meningite meningococcica può essere fatale nel 5-10% dei casi e causare conseguenze gravi nel 10-20% dei sopravvissuti, tra cui deficit neurologici, perdita dell’udito, cecità e altre disabilità permanenti. 

Il vigente Piano nazionale di prevenzione vaccinale prevede l'offerta attiva e gratuita della vaccinazione contro il meningococco B in età pediatrica a partire dal compimento dei 3 mesi di vita, ricorda la Sip. Per i pediatri "è però necessario rafforzare i recuperi vaccinali, perché resta ancora un numero molto elevato di bambini e ragazzi non vaccinati o con un ciclo incompleto. Un'attenzione particolare va riservata agli adolescenti, che per la maggiore intensità dei contatti sociali rappresentano, dopo i bambini nei primi anni di vita, la seconda fascia d'età a maggior rischio di contrarre la meningite da meningococco B". Eppure, "proprio in questa fascia d'età l'offerta vaccinale resta disomogenea tra le Regioni - rimarca Rocco Russo, coordinatore del Tavolo tecnico Vaccinazioni della Sip - Esistono realtà regionali che vaccinano soltanto gli adolescenti mai vaccinati, altre che includono anche quelli vaccinati in età pediatrica e altre ancora che non prevedono alcuna vaccinazione. È importante arrivare a un'offerta uniforme su tutto il territorio nazionale, garantendo prioritariamente un’adeguata protezione ai soggetti mai vaccinati". 

Non c'è un solo meningococco, precisano i pediatri. "Esistono diversi sierogruppi di Neisseria meningitidis. Oltre al B, tra quelli maggiormente responsabili della malattia vi sono A, C, W-135 e Y. Per questi 4 sierogruppi è disponibile un vaccino quadrivalente MenACWY: il vigente Piano nazionale di prevenzione vaccinale ne prevede una dose a partire dal compimento del 12esimo anno di vita, sia per gli adolescenti mai vaccinati in precedenza sia per quelli già immunizzati nell'infanzia con MenC. La protezione contro la malattia meningococcica - conclude la Sip - si articola quindi in momenti diversi dell'infanzia e dell'adolescenza, secondo le specifiche strategie preventive previste". 

5 ott 2026

Cancro ovarico, pazienti: "Farmaco rimborsato ma test per accedervi non per tutti"

(Adnkronos) - "Garantire alle pazienti oncologiche un accesso uniforme e tempestivo alle terapie di precisione innovative oggi disponibili, assicurando contestualmente la disponibilità e il rimborso dei test diagnostici predittivi e biomarcatori necessari a individuare chi può effettivamente beneficiarne". È la richiesta rivolta al ministero della Salute da Acto Italia, Loto, ALTo e All.Can Italia, che hanno sottoscritto una lettera per sollecitare un intervento nazionale sul piano normativo, organizzativo e finanziario. Il tema sarà al centro della conferenza stampa 'Tumore ovarico platino-resistente: il tempo della diagnosi è tempo di cura', in programma lunedì 27 ottobre, dalle 10 alle 11, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato, su iniziativa della senatrice Elena Murelli.  

L’incontro - informa una nota - intende promuovere un confronto tra istituzioni, clinici e associazioni di pazienti sulla necessità di garantire un accesso tempestivo, omogeneo e sostenibile al testing FRα/FOLR1, individuando soluzioni concrete per integrare il test nel percorso diagnostico-assistenziale e valorizzare pienamente le opportunità offerte dall’innovazione terapeutica. La possibilità di accedere a un trattamento mirato non può, infatti, essere separata dall’esecuzione del test che ne determina l’appropriatezza. Quando una terapia è autorizzata e rimborsata, ma il relativo test non è garantito in modo omogeneo dal Servizio sanitario nazionale, l’innovazione rischia di rimanere solo teorica e le opportunità di cura finiscono per dipendere dalla Regione di residenza o dal centro oncologico di riferimento. 

Una situazione particolarmente urgente riguarda il tumore ovarico. In un ambito clinico caratterizzato per anni da opzioni terapeutiche molto limitate, le pazienti con malattia platino-resistente dispongono oggi di una nuova possibilità di trattamento: l’anticorpo-farmaco coniugato mirvetuximab soravtansine. Per accedere al trattamento è necessaria l’esecuzione del test di immunoistochimica predittiva FRα/FOLR1, che rileva l’espressione del recettore alfa dei folati e consente di identificare le pazienti che possono beneficiare della terapia mirata. Il test rappresenta quindi una componente essenziale del percorso terapeutico e uno strumento indispensabile per garantire appropriatezza e accesso effettivo all’innovazione. 

 

Ad oggi non esiste una modalità nazionale uniforme di codifica, finanziamento e remunerazione del test FRα/FOLR1 e la sua esecuzione non è garantita in modo omogeneo sul territorio nazionale, con marcate differenze tra Regioni, strutture e centri oncologici, con il rischio che pazienti nelle medesime condizioni cliniche abbiano possibilità diverse di accedere a una terapia già disponibile. In Italia sono oltre 52.000 le donne che vivono con una diagnosi di tumore ovarico e ogni anno si registrano più di 5.400 nuovi casi. La patologia viene frequentemente diagnosticata in fase avanzata e presenta un elevato rischio di recidiva, rendendo particolarmente importante la possibilità di individuare tempestivamente le opzioni terapeutiche più appropriate. "L’innovazione terapeutica ha valore soltanto quando è realmente accessibile - dichiara Ilaria Bellet, presidente di Acto Italia -. Non è accettabile che il Ssn rimborsi una terapia mirata senza assicurare, nello stesso momento, anche il test necessario a identificare le donne che possono beneficiarne. Farmaco e test devono entrare insieme nel percorso assistenziale: solo così l’innovazione diventa concretamente diritto alla cura". 

"Le associazioni incontrano ogni giorno donne costrette ad affrontare percorsi di cura lunghi, complessi e tortuosi - sottolinea Sandra Balboni, presidente di Loto -. In questo contesto, anche un ritardo nell’accesso a un esame diagnostico può tradursi nella perdita di una concreta opportunità terapeutica. Il tempo della diagnosi è tempo di cura e chiediamo che l’aspettativa di vita non dipenda più dal codice di avviamento postale della paziente". "La soluzione è sostenibile e deve essere adottata rapidamente - afferma Maria Teresa Cafasso, presidente di ALTo -. Il test è già entrato stabilmente nella pratica clinica, ha un costo contenuto e riguarda una popolazione circoscritta. Anche in un’ottica di costo-efficacia, garantirne l’accesso consentirebbe di migliorare l’appropriatezza clinica e di utilizzare in modo più efficiente le risorse pubbliche, assicurando alle pazienti le terapie più adeguate".  

Le quattro organizzazioni chiedono che l’accesso ai test diagnostici predittivi necessari alle terapie oncologiche innovative sia considerato parte integrante del diritto alla cura. Con specifico riferimento al tumore ovarico, chiedono l’inserimento del test FRα/FOLR1 nei LEA e il riconoscimento di una specifica prestazione tariffaria. Nelle more dell’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, propongono l’istituzione di un fondo transitorio nazionale destinato a finanziare l’esecuzione del test nelle strutture del Servizio sanitario nazionale per tutte le pazienti potenzialmente eleggibili. "La richiesta non riguarda soltanto una specifica terapia, ma un principio di sistema: ogni trattamento oncologico guidato da un biomarcatore deve essere accompagnato dalla disponibilità uniforme del test validato necessario alla sua prescrizione. Garantirne l’accesso significa garantire pari opportunità di cura e rendere concreta l’innovazione terapeutica", concludono le organizzazioni, auspicando un intervento tempestivo del ministero della Salute e manifestando la propria disponibilità a un confronto istituzionale. 

5 ott 2026

Gasperini chiama i Friedkin: "Voglio coinvolgerli di più. La Roma merita la loro presenza verso il Centenario"

(Adnkronos) - Un legame solido, basato sulla stima reciproca, ma con il desiderio di portare la proprietà ancora più vicina al cuore pulsante della piazza. Gian Piero Gasperini, ai microfoni di Sky Sport, parte dal dialogo con la famiglia Friedkin per tracciare il presente e il futuro della sua Roma capolista. Se ai tempi di Bergamo la presenza costante della famiglia Percassi rappresentava una consuetudine quotidiana, la gestione a distanza dei proprietari texani richiede un approccio diverso ma ugualmente proficuo. 

"Sì, anche se è diverso. La famiglia Percassi era presente quotidianamente con la squadra e con me, quindi c’era un rapporto stretto che andava oltre il lavoro e il calcio. Questo con la famiglia Friedkin non succede, ma io ho sempre la loro fiducia e il loro sostegno, anche se vivono distanti e vengono poco a Roma. Ora hanno messo Galantic che fa da collegamento un po’ più stretto tra la Roma e loro, però rimane chiaro il mio obiettivo di riuscire a coinvolgerli molto di più. Ma non soltanto per me, ma anche per loro e anche per la piazza: riportare un po’ più di presenza in vista anche del centenario e della costruzione del nuovo stadio su cui investiranno cifre notevoli", ha spiegato il tecnico giallorosso. 

La riprova della condivisione d'intenti con i vertici societari si è vista anche nell'ultimo giorno di mercato, quando la dirigenza ha sbarrato la strada all'uscita di Manu Koné nelle battute conclusive della sessione estiva: "Non si poteva. È inutile che Manu dice che non c’era niente, anche perché è stato un mercato così lungo: arrivare così, a pochissime ore dalla chiusura... non c’erano obiettivamente i tempi. Questi trasferimenti comportano l’inserimento di un sacco di persone, a volte solo per redigere contratti ci vogliono giorni, non vedo come si potesse fare un’operazione del genere. Personalmente sono contento sia andata così, lui avrà modo di aumentare ancora il suo valore". 

Gasperini guarda al campo e alla ripresa del campionato, forte della vetta condivisa con Inter e Lazio ma consapevole delle fatiche all'orizzonte, tra cui la gestione dei cinque cambi: "Aveavamo un numero piuttosto ridotto di giocatori per cui non potevamo fare amichevoli, quindi abbiamo pensato di dare continuità nella prima settimana al lavoro e poi ci siamo presi dei giorni di riposo. Oggi è l’ultimo giorno diciamo di vacanza, da domani iniziamo a calarci nella realtà del campionato che abbiamo lasciato in un momento positivo e anche bello a livello di prestazioni. Da lì vorremmo ripartire". Sulla gestione atletica delle nove gare in ventisette giorni aggiunge: "I 5 cambi aiutano, magari 4 sono significativi e uno viene tenuto di riserva in caso di infortunio e utilizzato solo nel finale. Il dispendio energetico per i giocatori è notevole, per gli allenatori la gestione è un po’ meno complicata perché va con le partite... Lo svantaggio grosso sono gli infortuni". 

Proprio sul fronte infermeria, l'attenzione rimane altissima per le condizioni di Bryan Cristante, per il quale non verranno forzati i tempi di recupero in vista delle sfide contro Como e Real Madrid: "Cristante sta recuperando. Ha un problema al collaterale del ginocchio, lo sta curando e ci vuole il suo tempo...certamente non saremo disposti a rischiare niente, perché le partite sono tante e se dovesse saltare anche una o due partite in più non è un problema recuperarlo al meglio è l’obiettivo". Il tecnico si dimostra invece entusiasta del rendimento degli uomini d'attacco, da un reattivo Matias Soulé fino alla ritrovata serenità di Paulo Dybala: "Soulé non solo contro l’Inter... ha pensato bene di curarsi durante l’estate e l’inizio di campionato è stato di livello. Poi ho visto che ha esordito anche con la nazionale argentina, quando vedo un giocatore della Roma che va a giocare in nazionale è un premio per tutta la squadra".  

Quanto alla Joya: "Dybala si è allenato come sta facendo da inizio luglio e sono molto contento per lui... Lui è nato col pallone tra i piedi, il fatto di dover saltare tanti allenamenti e partite lo rendeva triste. Adesso lo vedo felice, ha voglia di giocare, entusiasmo e questo è un bel traguardo". Inevitabile infine uno sguardo agli imminenti avversari: prima il Como di Fabregas — "del Como apprezziamo tutti l’evoluzione, con tutte le altre se la può sicuramente giocare. Ho visto che lui usa il subbuteo, stasera me lo studio e vedo come usare qualche contromisura" — e subito dopo l'incrocio di Champions League con il Real Madrid, nel ricordo dell'eredità lasciata a Roma da José Mourinho: "José è comunque speciale e le persone speciali riescono a ottenere dei particolari successi, al di là di quelli sul campo". 

5 ott 2026

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5 ott 2026

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5 ott 2026

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5 ott 2026

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