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Harry pensa a un documentario su Diana: il progetto per ricordare la madre a 30 anni dalla morte

(Adnkronos) - Il Principe Harry sarebbe in trattative per realizzare un documentario su sua madre Diana. Il 30° anniversario della morte della principessa del Galles cadrà il prossimo anno. E il suo figlio minore - scrive l'Express - vuole commemorarlo onorando la sua eredità "nel modo più significativo". Il Duca di Sussex, che è tornato dalla California nel Regno Unito con la moglie Meghan Markle e i due figli alla fine del mese scorso, avrebbe già contattato diverse persone, inclusi amici e familiari, per prendere parte al documentario. Tra questi - secondo il Daly Telegraph - comparirebbe anche suo zio e fratello di Diana, il Conte Spencer. 

Una fonte vicina al Duca ha dichiarato: "Il Duca ha discusso una serie di possibili progetti per celebrare il 30° anniversario della scomparsa di sua madre Diana, Principessa del Galles. Nulla è stato finalizzato o confermato, ed egli sta ancora valutando il modo più significativo per onorare la sua eredità durante questo importante anno di anniversario".  

Harry aveva 12 anni e suo fratello, il Principe William, 15, quando Diana morì all'età di 36 anni in seguito a un incidente d'auto a Parigi, il 31 agosto 1997. I fratelli si erano già riuniti in precedenza per ricordare la madre nel documentario del 2017 'Diana, Our Mother: Her Life and Legacy', pubblicato in vista del 20° anniversario della sua morte.  

Il documentario di allora - ricorda People - vedeva William e Harry parlare apertamente dei loro ricordi di Diana e del dolore per averla persa in così giovane età. Quasi un decennio dopo, la loro relazione è diventata profondamente tesa e la frattura tra i fratelli rimane irrisolta. La prospettiva di un nuovo progetto arriva mentre la vita e l'eredità di Diana tornano nuovamente al centro dell'attenzione. Anche il fratello della Principessa, Earl Spencer, ha ripercorso la vita di Diana nel suo nuovo libro di memorie, 'Swan Song: Diana, My Sister', offrendo un resoconto intimo del loro rapporto, delle sue difficoltà e delle conseguenze della sua morte, nel quale non sono mancate alcune note polemiche contro Re Carlo. 

Parlando in esclusiva a People ad Althorp, la tenuta ancestrale della famiglia Spencer e luogo dove Diana è sepolta, il Conte Spencer ha riflettuto sulla sorella. "Sì, ci sono volte in cui sento Diana al mio fianco nei momenti difficili. Se devo affrontare qualcosa di veramente importante, una riunione in cui si decide qualcosa di cruciale o altro, indosso sempre i gemelli che mi ha regalato alla fine degli anni '80, come una sorta di memoriale. L'anno scorso ho avuto un cugino che è morto tragicamente per propria mano e ho detto ai genitori che indossavo i gemelli di Diana. Il ricordo di Diana dà conforto alle persone anche adesso", ha detto.  

22 set 2026

David Rossi, Antonio Muto: "Non ero io il sedicente Muto, mai visto Goracci e mai conosciuto ex manager"

(Adnkronos) - "Io non conosco l'avvocato Goracci, non l'ho mai visto in vita mia" e "non ho mai conosciuto David Rossi". Lo ha affermato Antonio Muto, imprenditore, sentito a testimonianza in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte dell'allora capo della Comunicazione di Mps, sottolineando di non essere lui il sedicente 'Antonio Muto' che, presentandosi con quel nominativo, raccontò all'avvocato Luca Goracci, allora legale della vedova di Rossi, un misterioso retroscena.  

E' stato proprio il presidente della Commissione di inchiesta, Gianluca Vinci, a spiegare i motivi della convocazione: "La sua chiamata nasce dal fatto che qualcuno, nel 2016, si è presentato a nome di Antonio Muto, imprenditore di Mantova, presso l'avvocato Luca Goracci riferendo dettagli molto precisi, immediatamente successivi alla morte di David Rossi: non stiamo parlando di qualcuno che ha commesso il fatto, ma di qualcuno che, tre anni dopo la morte di Rossi, ha riferito dettagli che poi negli anni abbiamo visto riscontrati. La cosa strana della vicenda - ha osservato Vinci - è che un testimone, che non ha responsabilità e che ha fornito elementi utili, poi sia del tutto scomparso e non si prenda il merito di aver aperto una strada, quella dell'omicidio, con dettagli anche molto puntuali di quello che è successo quella sera". "Sebbene vi siano molti Antonio Muto", Vinci ha spiegato che "molti hanno pensato" all'audito perché "Antonio Muto, imprenditore, con rapporti con Mps e da Mantova quindi lo abbiamo chiamato non con un intento persecutorio", ha sottolineato Vinci aggiungendo che l'obiettivo dell'organismo parlamentare è svelare l'identità del sedicente Muto che si qualificò in quel modo.  

L'audito ha sottolineato di non essere lui quel sedicente Muto ricordando che lo stesso avvocato della famiglia Rossi in tv "quando gli hanno fatto vedere la mia foto, ha detto che non ero io quel Muto lì, ma un altro più alto di me con gli occhiali". "Io non conosco Goracci - ha precisato l'audito - non l'ho mai visto in vita mia". Replicando alla Commissione ha spiegato di essere andato talvolta a Siena "perché avevamo in ballo dei finanziamenti per un cantiere di Mantova, ma non ho mai conosciuto Rossi". "Mai" svolti invece, ha risposto, lavori a Viadana (Mantova). A chi gli chiedeva chi possa aver usato il suo stesso nome per presentarsi dall'avvocato Goracci, Muto ha risposto: "Non riesco a immaginare chi possa aver fatto una cosa del genere". 

22 set 2026

Totti: "A 48 anni ho detto no a Genoa e Como per tornare in Serie A"

(Adnkronos) - Due anni fa Francesco Totti è stato vicino a tornare a giocare in Serie A. Lo rivela proprio l'ex capitano della Roma nella sua autobiografia. 'Oltre. Uno si ritira e gli succede di tutto. Che poi tocca pure raccontarlo', dove spiega che due squadre gli hanno proposto di tornare all'età di 48 anni: Genoa e Como. "Allenatore del Genoa era Alberto Gilardino, campione del mondo come me con l'Italia del 2006, mentre sulla panchina del Como c'era già Cesc Fabregas, uno dei grandi della storia del calcio. Gilardino aveva 42 anni, Fabregas 37, quindi avrei avuto rispettivamente 6 e 11 anni in più di chi era pagato per dirmi cosa fare. Non sono leggende metropolitane, è la pura verità. Incredibile, ma vera. Pazzesca. I primi a farsi avanti sono stati i dirigenti del Genoa, con cui ho parlato direttamente. Mi hanno posto una semplice domanda: 'Ma allora, la vuoi fare o no questa nuova esperienza?'. Facevano sul serio. Ho preso del tempo per decidere e, prima di dare una risposta, ho cominciato a lavorare duramente. Proprio tanto. Marassi mi piaceva, è un bello stadio, all'inglese, con gente di passione, che segue le partite attaccata al campo. Senti il fiato sul collo. E poi proprio contro il Genoa avevo giocato la mia ultima partita con la maglia della Roma, vedi il destino. Gilardino qualche WhatsApp me lo mandava: 'Allora?'. La testa diceva che avrei potuto accettare, il cuore no, poi si ribaltavano i ruoli, i pensieri frenavano e il battito accelerava, fatto sta che alla fine la conclusione era sempre la stessa, una domanda che mi ponevo da solo: ma si può giocare in una squadra che non sia la Roma? Avevo 48 anni, ma l'età in qualche modo si supera, si diventa più lenti però il piede non invecchia, tutti concordi: quello non ha bisogno del botox. La Roma era il punto. Non il problema, non lo sarà mai. Un tradimento sportivo non ha età, che siano 18 o 48 anni".  

Totti torna anche sul tormentato rapporto con Luciano Spalletti. "Le condizioni ideali per la pace tra me e lui sono in costruzione, giorno dopo giorno. Diciamo che abbiamo intrapreso un percorso oltre il silenzio che c’era. Dal 28 maggio 2017, giorno del mio ritiro forzato e per oltre sei anni, non ci siamo più visti né sentiti. Nel novembre 2023 qualcosa ha iniziato a muoversi in occasione della visita della Nazionale all'ospedale 'Bambino Gesù' ho accettato l'invito, tanto prima o poi doveva succedere. Il mondo del calcio è piccolo. O lo saluto, o gli do 'na capocciata. Ha pronunciato le parole giuste, per sdrammatizzare: 'Da che parte ti do l'abbraccio? Dalla parte del cuore, via...'. Un cinque veloce. Un abbraccio. Si è trattato di un gesto fugace, nulla di più. Non ho sentito nulla, non era ancora amore. Un fremito, o un brivido, niente di niente. L’ho rivisto all’Olimpico di Roma, il 14 maggio 2025, finale di Coppa Italia vinta dal Bologna contro il Milan. "Come va?". "Tutto bene, e tu?". "Bene, grazie". "Ciao". "Ciao". Solite cose, senza trasporto. Poi, spariti. Infine l'incontro per una pubblicità. Ognuno aveva il suo camper per cambiarsi e per truccarsi. Sono sceso dal mio e ho bussato al suo: 'Apri, che c'hai paura?'. È sceso, ci siamo abbracciati, una cosa leggermente più vera rispetto a quella del Bambino Gesù. 'Francesco, sei contento di fare lo spot con me?'. 'Non vedevo l'ora. Comunque mi devi ringraziare, mister. Se avessi detto no io, non avrebbero preso neanche te'. Abbiamo lavorato insieme due giorni, è servito, ci siamo sciolti, abbiamo sorriso, di quei sorrisi spontanei, non comandati. Mi sono divertito. Devo dire che ne sono uscito più sereno. Nell’estate del 2026 ne abbiamo girato un secondo, per tre giorni nella tenuta di Spalletti, in Toscana. Una sera ci siamo ritrovati a tavola insieme ad altre persone. Ho parlato io, rivolgendomi a tutti: "Come allenatore era uno dei più forti, con me non si è comportato benissimo…". "No, Francesco, è tutta colpa tua, sei tu che hai voluto il male mio e mi hai cacciato dalla Roma".  

22 set 2026

Vannacci, contestati nome e simbolo di Futuro Nazionale: l’Ufficio Ue ammette opposizione di Nazione Futura

(Adnkronos) - L'ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) ha ammesso l'atto di opposizione presentato dall'associazione 'Nazione Futura' nei confronti del nome e del simbolo scelto da Roberto Vannacci per il suo partito Futuro Nazionale. L’atto di opposizione era stato presentato lo scorso febbraio dall’associazione presieduta da Francesco Giubilei sottolineando "l’elevato rischio di confusione e di somiglianza" tra il nome e il simbolo di 'Futuro nazionale' e quelli di 'Nazione Futura', oltre alla necessità di tutelare un diritto anteriore già consolidato. Secondo Nazione Futura, "l’uso effettivo e continuativo del proprio nome e segno distintivo costituisce un elemento idoneo a impedire la registrazione di un marchio sostanzialmente identico, soprattutto in presenza di ambiti di attività sovrapponibili". Ora l’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale ha ammesso l’atto di opposizione e inizierà la fase del procedimento in contraddittorio. 

"Accogliamo positivamente la decisione dell’Ufficio dell'Ue per la proprietà intellettuale che dimostra il fondamento giuridico della nostra opposizione al marchio 'Futuro Nazionale', che riprende palesemente quello di Nazione Futura - spiegano il presidente di Nazione Futura, Francesco Giubilei, e il vicepresidente, Ferrante De Benedictis -. Vannacci dovrebbe cambiare il nome al proprio partito e prendere atto che la vera destra è quella dei conservatori. Nonostante il suo tentativo di utilizzare un nome tratto da quello della nostra associazione, attiva dal 2017, da febbraio a oggi siamo cresciuti ulteriormente superando i 100 circoli territoriali in tutta Italia. Inoltre a ottobre - concludono - inizieremo un tour su tutto il territorio nazionale per promuovere valori e proposte di una destra credibile senza slogan o idee campate per aria e del tutto irrealizzabili". 

22 set 2026

Vannacci e il commento su Tajani: "Donna con la gonna corta o lunga? La preferisco senza"

(Adnkronos) - "Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna". A dirlo è l'ex generale e leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a Start, su Sky Tg24, a proposito delle dichiarazioni di Antonio Tajani.  

Intervistato alla kermesse 'Itaca' di Formello, Tajani aveva detto: "Se dovessi dare un consiglio a mio figlio che mi chiede che ragazza mi devo sposare? Io scelgo sempre quella carina, seria, credibile. Preferisci quella così o quella seria, che magari ha le gonne un po’ più lunghe di quell’altra". 

Dopo le polemiche per la frase, il ministro aveva poi spiegato: "Mi spiace molto che siano state fraintese alcune mie affermazioni, estrapolate da un discorso molto più articolato. Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne. Non l'ho mai fatto in vita mia, né nella vita privata né nella vita pubblica". Ad affermarlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del'Assemblea dell'Onu a New York. 

"Ho nominato e ho voluto nominare Ambasciatore in Iran e Ambasciatore in Afghanistan due donne, proprio per dare un segnale molto chiaro che in tutto il mondo non si possono calpestare i diritti delle donne. Questo è un esempio delle mie azioni a difesa del diritto delle donne - ha sottolineato Tajani - Ne potrei fare altri cento. Non voglio fare polemiche né alimentare polemiche". E ancora, il ministro ha ribadito: "Voglio soltanto dire che non devono essere strumentalizzate alcune frasi perché da parte mia non c'è mai stata alcuna volontà di offendere le donne. Ripeto, lo dimostra la mia attività politica, la mia attività di ministro e la mia vita personale". 

 

22 set 2026

Torino, bimbo di 7 anni investito mentre era in bici: è grave

22 set 2026

Farmaceutica, Fresenius Kabi aumenta produzione terapie infusionali a Isola della Scala

(Adnkronos) - Ogni giorno, negli ospedali italiani ed europei, milioni di pazienti ricevono una terapia infusionale per somministrare farmaci salvavita, fornire idratazione, garantire nutrizione clinica o supportare interventi chirurgici e cure intensive. Per assicurare la continuità delle cure è necessario investire negli impianti dove queste terapie infusionali vengono prodotte, così da essere sicuri di poter garantire l'approvvigionamento anche nei momenti di maggiore instabilità internazionale. È la sfida a cui risponde Fresenius Kabi con l'inaugurazione di una nuova linea produttiva, oggi nello stabilimento di Isola della Scala (Verona), uno dei principali poli europei per la produzione di soluzioni infusionali. Il sito - riporta una nota - contribuisce oggi a coprire "circa il 40% del fabbisogno ospedaliero nazionale di soluzioni infusionali, rappresentando un'infrastruttura strategica" per il sistema sanitario italiano. L'investimento di oltre 28 milioni di euro, inserito in un più ampio piano triennale di investimenti in Italia del valore complessivo di 100 milioni di euro, consentirà di aumentare la capacità produttiva di bottiglie in plastica destinate alle terapie infusionali. Si tratta di "un investimento industriale che vuole rafforzare la capacità dell'Italia e dell'Europa di garantire la disponibilità di medicinali critici, riducendo la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento e contribuendo alla sicurezza sanitaria del continente".  

Lo sviluppo dello stabilimento di Isola della Scala si inserisce nella strategia 'local for local' di Fresenius, che punta a produrre i medicinali nelle stesse aree geografiche in cui vengono utilizzati, riducendo la dipendenza da forniture provenienti da Paesi Terzi e aumentando la resilienza delle catene di approvvigionamento. "Oltre il 90% dei prodotti Fresenius Kabi commercializzati in Europa è fabbricato nel continente", si legge nella nota. "Il progetto rappresenta anche un segnale concreto di fiducia nel sistema produttivo italiano e nel ruolo che il nostro Paese può svolgere nella manifattura farmaceutica europea - afferma Marco Pianta, Country General Manager di Fresenius Kabi - In uno scenario in cui la disponibilità dei medicinali critici è entrata stabilmente nell'agenda delle istituzioni europee, investire nella capacità produttiva significa investire nella sicurezza dei pazienti. In una fase in cui molte produzioni farmaceutiche si sono progressivamente spostate fuori dall'Europa, continuiamo a investire nella capacità industriale locale, rafforzando il contributo dell'Italia alla sicurezza sanitaria europea". 

La presenza di Fresenius Kabi in Italia comprende oggi circa 1.400 collaboratori distribuiti in 5 stabilimenti produttivi e 2 centri di R&S, a testimonianza del forte radicamento del gruppo nel Paese, evidenzia la nota. L'espansione della capacità produttiva di Isola della Scala sarà accompagnata da un più ampio percorso di innovazione tecnologica del sito, confermando l'impegno dell'azienda per lo sviluppo industriale, la valorizzazione delle professionalità e la crescita occupazionale del territorio. La nuova linea veronese rappresenta "molto più di un investimento industriale: significa sviluppo per il territorio, nuove competenze e un contributo concreto alla capacità degli ospedali di continuare a garantire cure tempestive e sicure ai pazienti". 

22 set 2026

Fresenius Kabi, Urso: "Nuova linea produttiva avanzata un esempio per imprese"

(Adnkronos) - "Realizzare una nuova linea produttiva così avanzata sul piano della robotica, della tecnologia, della scienza è un esempio e un modello per altre imprese". Questa nuova linea produttiva serve a dare delle "soluzioni sempre migliori alle richieste sanitarie dei nostri ospedali, dei nostri cittadini, dell'economia del nostro continente. È un esempio di come la farmaceutica italiana si stia facendo largo nel mondo: il comparto cresce in termini di innovazione, come dimostra questo stabilimento, in termini produttivi e anche nel campo delle esportazioni. È uno dei comparti trainanti, crescenti del Made in Italy". Lo ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, intervenendo oggi all'inaugurazione di una nuova linea produttiva di Fresenius Kabi nello stabilimento di Isola della Scala (Verona), uno dei principali poli europei per la produzione di soluzioni infusionali.  

Tra gli strumenti messi in atto a sostegno del settore, ricorda Urso, "abbiamo realizzato il nuovo piano Transizione 5.0 con lo strumento di iperammortamento, quindi libero dai vincoli europei, che sta avendo successo. In appena 3 mesi, da quando la misura è stata attivata, abbiamo potuto conteggiare oltre 20mila progetti di investimento e innovazione per un ammontare complessivo di almeno 6 miliardi di euro". C’è un processo "di innovazione che sta avvenendo nel sistema produttivo del nostro Paese che scommette sull'innovazione più e meglio di altri. Abbiamo intenzione di presentare nel prossimo decreto Imprese, e in modo più compiuto nella legge di Bilancio, un altro pacchetto, sia di semplificazione - c'è bisogno di certezza e di velocità - sia di altre misure che riguardano l'innovazione". 

"La nostra volontà - conclude Urso - è di dotare il nostro Paese, quindi le nostre imprese che sono particolarmente avanti sull'innovazione tecnologica e sulla robotica, di nuovi strumenti aggiuntivi, anche finanziari, per investire e realizzare nel nostro Paese la robotica avanzata, innovativa. Siamo nella condizione di diventare la fabbrica della robotica avanzata d'Europa e costruire un modello europeo che sia alternativo a quello cinese". 

22 set 2026

Pianta (Fresenius Kabi): "Nuova linea aumenta resilienza fornitura infusionali"

(Adnkronos) - "Questo è uno stabilimento che ha una parte di export, ma che fino a oggi ha prodotto soluzioni infusionali per il mercato italiano coprendo circa il 40% del fabbisogno, con le produzioni fatte qui a Isola della Scala. Con questa linea aggiuntiva lo stabilimento potrebbe fornire l'intero mercato italiano, ma ovviamente la produzione è anche per l'export. Aumenta però enormemente la flessibilità, la resilienza e la capacità di reazione in caso di crisi sanitarie o geopolitiche sulla fornitura di questi farmaci". Così Marco Pianta, Country General Manager for Italy Fresenius Kabi, intervenendo oggi all'inaugurazione di una nuova linea produttiva dell'azienda nello stabilimento di Isola della Scala (Verona), uno dei principali poli europei per la produzione di soluzioni infusionali. "Il tema che stiamo affrontando sia a livello aziendale che a livello istituzionale - sottolinea - è quello delle forniture dei farmaci critici. Questo è uno dei passi che l'azienda sta facendo in questa direzione con la strategia 'local for local', quindi con le produzioni nei luoghi dove i farmaci e i servizi vengono poi forniti". 

L'Europa ha degli strumenti per sostenere la produzione industriale farmaceutica. "C'è il regolamento del Critical Medicine che sta arrivando a breve - spiega Pianta - Sul tema dei fondi la quantità allocata risulta modesta, circa 80 milioni di euro: solo questa linea" inaugurata oggi "arriva a circa 30 milioni di investimenti e il piano di Fresenius in Italia negli ultimi anni è di 110 milioni di euro di investimenti. L'Europa dovrebbe allocare più fondi, avere regole più chiare, implementare il regolamento in maniera efficace. Sul tema delle gare d'appalto per i farmaci, inoltre, si premia la localizzazione produttiva nel nostro Paese, nel nostro continente, considerando altre variabili che non siano solo il prezzo. Il nostro Paese è all'avanguardia come infrastruttura produttiva sul farmaco. Dobbiamo continuare ad esserlo, investire in formazione per continuare ad avere risorse capaci e spingere in avanti verso gli obiettivi che appunto ci stiamo proponendo". 

In Italia "abbiamo 5 stabilimenti, di cui 3 di medio-grandi dimensioni, vuol dire dai 300 ai 400 dipendenti. Non siamo una realtà piccola - evidenzia Pianta - Fresenius, dopo la pandemia, con i problemi che ci sono stati per garantire le catene di fornitura, ha deciso di investire nei continenti e nelle nazioni dove si consumano i prodotti. Sono stati fatti investimenti per più di 1 miliardo di euro in Europa, negli ultimi 5 anni. In Italia negli ultimi 3 anni ne abbiamo investiti 110 milioni, ma non è finita qui". 

22 set 2026

Nanni (Fresenius Kabi): "Nuova linea raddoppia velocità produzione"

(Adnkronos) - "Questa nuova linea principalmente permette di produrre farmaci che già producevamo a una velocità doppia e con un sistema di controllo del processo estremamente più dettagliato e più preciso". Lo ha detto Vittorio Nanni, Senior Vice President - Plant Manager Isola della Scala Fresenius Kabi, partecipando oggi all'inaugurazione della nuova linea produttiva di soluzioni infusionali nello stabilimento veronese dell'azienda. "La riempitrice - spiega Nanni - è il top del riempimento con polietilene che esiste sul mercato. Tutto l'handling è completamente robotizzato e permette di sapere in ogni momento dove è uno dei nostri contenitori, anche a ritroso, quindi ci permette una rintracciabilità estremamente puntuale. Le autoclavi per sterilizzare il prodotto ci hanno permesso di introdurre sistemi di recupero di energia e vapore che ci consentono di riutilizzarli per climatizzare tutto il reparto. È la prima volta che nel farmaceutico stiamo usando questo tipo di metodiche, che sono più robuste delle attuali e che sono un'altra sfida per poter evolvere su un argomento particolarmente impegnativo e difficile". 

"Stiamo andando al doppio della velocità con un aumento dei controlli - sottolinea Nanni - La capacità chiaramente è aumentata di circa il 30%, perché la linea aggiunge 50 milioni di pezzi di plastica agli 80 che già facciamo. La nuova linea permette anche di introdurre all'interno dei nostri processi delle ottimizzazioni che poi estenderemo a tutte le altre linee. Non si tratta quindi solo di una linea in più: la tecnologia aggiunta ci permette di performare, di inventare soluzioni performanti migliori per tutto lo stabilimento. In questo senso, l'aumento di capacità dello stabilimento non è solo matematicamente quello che la linea dà, ma è qualcosa di più". 

C'è un impatto anche per il territorio. "Tutta la parte di trasporto dei contenitori, tutta la parte di packaging, quindi etichettatrice, cartonatrici, palettizzatori, è stata fatta grazie al supporto di aziende locali - evidenzia Nanni - Alcune aziende locali, grazie a questo progetto, stanno facendo lo stesso tipo di lavoro. Offre tanta digitalizzazione, controllo di processi, robotica, programmazione. Penso che sia una strada che possa coniugare bene le nuove offerte del mercato del lavoro". 

22 set 2026

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