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Bimbo di 3 anni scompare in un parco giochi, trovato morto due giorni dopo: cosa è successo a Noah Woods

(Adnkronos) - Un bimbo di soli 3 anni, Noah Woods, è stato trovato senza vita due giorni dopo che la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa. Per 48 ore le operazioni di ricerca del piccolo hanno tenuto col fiato sospeso l'intero Regno Unito, fino al tragico epilogo delle ultime ore. 

Il bimbo era scomparso martedì scorso mentre si trovava in un parco giochi insieme a un parente. Subito sono scattate le ricerche, a cui hanno partecipato almeno 1.300 persone, provenienti anche da località lontane come Birmingham e l'Hampshire, finché il corpicino di Noah non è stato individuato nello stagno di Decoy Pond a Brantham, nel Suffolk, poco distante dal luogo in cui si erano perse le sue tracce. 

"Noah era un bambino dolcissimo, che aveva solo amore da offrire; ci mancherà immensamente", ha detto il padre, Rhys Woods, come riferisce la Bbc. "Per noi è stato l'esito più straziante: speravamo soltanto che si fosse nascosto in un luogo ben visibile, dove qualcuno potesse trovarlo. È quello che continuavamo a ripeterci per tutto il tempo", ha aggiunto. "È stato un privilegio essere i tuoi genitori e aver potuto racchiudere così tanto amore nei brevi tre anni trascorsi con noi", si legge in un post pubblicato sui propri canali social.  

La polizia del Suffolk ha intanto dichiarato che la morte non è considerata sospetta, ma che gli agenti devono ancora completare alcuni accertamenti prima di trasmettere il fascicolo al coroner. Il sovrintendente Tom Pearse ha ringraziato la famiglia per la "pazienza e la comprensione dimostrate durante le ricerche". 

 

18 set 2026

"Chiamai Re Carlo dopo morte principessa, sembrava avesse vinto la lotteria", la nuova accusa del fratello di Lady D

(Adnkronos) - Re Carlo "sembrava euforico" quando Earl Spencer, il fratello di Diana, lo chiamò dopo la morte della principessa nel 1997. Nel suo nuovo libro su Diana, Spencer sostiene che l'allora principe Carlo, dopo aver appreso la notizia, sembrava aver vinto alla lotteria.  

Mercoledì Buckingham Palace aveva respinto con forza le accuse presenti nel libro, secondo cui Charles avrebbe detto di Diana: "La dimenticheremo abbastanza presto". Un portavoce del Palazzo ha dichiarato: "Pur non commentando i libri per principio, Sua Maestà è consapevole che il dolore del lutto fraterno può offuscare la ragione, influenzare il giudizio e alterare i ricordi in modi che altri non riescono a percepire, anche molti anni dopo una tale perdita". Le accuse contenute nel libro 'Swan Song: Diana, My Sister', che uscirà la prossima settimana, sono ancora una volta molto dure nei confronti del sovrano e della famiglia reale. Si basano sui ricordi dello stesso conte Spencer riguardo alle conversazioni avute in quel periodo emotivamente difficile in seguito alla morte di sua sorella, quasi 30 anni fa. 

I rappresentanti del principe Harry hanno dichiarato di non voler commentare il libro e Buckingham Palace ha fatto riferimento alla sua risposta di mercoledì, quando ha respinto la versione dei fatti dopo la morte di Diana a Parigi. In alcuni estratti delle memorie di Earl Spencer pubblicati sul Daily Mail, il fratello della principessa racconta di essere stato avvisato dell'incidente automobilistico il 31 agosto 1997 da una telefonata di sua sorella Jane nel cuore della notte, mentre si trovava nella sua casa di Città del Capo, in Sudafrica. Successivamente, fra le altre, il conte Spencer ricevette anche quella del futuro Re. Scrive il fratello di Diana: "A differenza degli altri che mi chiamavano, che erano sbalorditi, a malapena in grado di esprimere le loro condoglianze e offrire aiuto, lui sembrava euforico, come un vincitore della lotteria, ricordo di aver pensato in quel momento".  

L'ex addetto stampa della regina Elisabetta II, Dickie Arbiter, ha definito "sciocchezze" le ultime affermazioni, pubblicate dal Daily Mail, secondo cui Carlo sarebbe apparso "euforico e spasmodico". Ha dichiarato a Bbc Newsnight che Carlo era "devastato in quel momento" e che "non è nel suo carattere".  

"Non c'è modo che lui possa aver mai detto una cosa del genere. Charles Spencer sta solo dicendo sciocchezze", ha aggiunto. La commentatrice reale Jennie Bond ha definito "straordinario" il "resoconto vendicativo" del conte Spencer. "Non ho motivo di dubitare che questo sia il suo ricordo di quanto accaduto, ma di solito ci sono due versioni di una conversazione e di una storia", ha dichiarato a Bbc Breakfast. 

18 set 2026

Intelligenza artificiale, il tempo risparmiato arriva in parcella: cosa cambia per i professionisti

(Adnkronos) - L’intelligenza artificiale promette da anni di far risparmiare tempo ai professionisti. Ora quel tempo risparmiato comincia ad avere conseguenze anche sul valore economico del loro lavoro. L’avvocatura è uno dei primi ambiti in cui questa trasformazione è già visibile, ma il fenomeno riguarda più in generale tutte le professioni ad alta intensità di conoscenza. Se fino a poco tempo fa adottare strumenti di intelligenza artificiale poteva rappresentare di per sé un vantaggio, la loro progressiva diffusione rende l’accesso alla tecnologia sempre meno distintivo. La differenza si sposta su come viene utilizzata e su ciò che il professionista continua a portare nel processo: esperienza, capacità di selezione, criteri decisionali e metodo. 

Il punto non è soltanto fare più velocemente lo stesso lavoro. Il valore di un professionista sta anche nel modo in cui seleziona le informazioni, valuta i rischi e prende decisioni. Due persone possono utilizzare lo stesso strumento e arrivare a risultati diversi proprio perché applicano esperienza e criteri differenti. E' in questo scenario che si inserisce Intelia, startup italiana attiva nello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale per il lavoro professionale. La società ha creato FuturIA, una piattaforma utilizzata principalmente nel settore legale, dove conta oggi circa 200 professionisti, e rivolta anche a notai, tributaristi, consulenti del lavoro e professionisti della proprietà intellettuale. 

La piattaforma utilizza più modelli all’interno dello stesso processo di lavoro. Il professionista parte dall’attività che deve svolgere; il sistema aiuta a rendere più precisa la richiesta, individua la tecnologia più adatta al compito e guida i diversi passaggi fino al risultato, che può essere successivamente valutato sotto aspetti come chiarezza, struttura e qualità linguistica. L’idea alla base è ridurre la necessità per il singolo professionista di seguire continuamente l’evoluzione dei modelli o imparare nuove tecniche di utilizzo, mantenendo al centro il problema da risolvere.  

 

“Un avvocato, un commercialista o un consulente - spiega l'esperto Riccardo Vieri, co-founder di Intelia - fanno un altro mestiere: non possiamo chiedere loro di inseguire ogni pochi mesi un nuovo modello o di imparare continuamente a scrivere il prompt perfetto. Se gli stessi strumenti diventano accessibili a tutti, il vantaggio non può essere semplicemente avere l’AI. La tecnologia deve occuparsi della complessità tecnica e lasciare al professionista ciò che genera davvero valore: esperienza, giudizio e capacità di prendere decisioni”. 

La diffusione dell’intelligenza artificiale potrebbe mettere in discussione non soltanto il modo in cui vengono svolte alcune attività, ma anche il modo in cui viene percepito e remunerato il lavoro professionale. Se una parte dell’esecuzione richiederà meno tempo e professionisti concorrenti potranno accedere agli stessi modelli, le ore impiegate e la semplice disponibilità della tecnologia diventeranno indicatori sempre meno sufficienti del valore prodotto. Acquisteranno invece maggiore peso specializzazione, responsabilità, capacità decisionale e qualità del risultato. Il rischio, però, non riguarda soltanto il valore economico. Utilizzare gli stessi strumenti per svolgere attività simili può rendere più difficile mantenere riconoscibile il proprio modo di lavorare. Per studi e professionisti la sfida diventa, quindi, sfruttare la velocità dell’AI senza appiattire quelle differenze costruite negli anni attraverso esperienza, relazione con il cliente e capacità di giudizio. 

“Siamo passati in poco tempo da professionisti che temevano che l’intelligenza artificiale potesse sostituirli a persone che ormai la utilizzano ogni giorno”, spiega Luana Sicari, co-founder di Intelia. “Ora la domanda è un’altra: se tutti utilizzano gli stessi strumenti, come si preserva il vantaggio competitivo costruito in venti o trent’anni di esperienza? L’AI deve velocizzare il lavoro senza appiattire il metodo e le competenze che rendono diverso un professionista dall’altro”. 

18 set 2026

Ortodonzia, ricercatrice Nucci: "Fondamentale dialogo università-aziende"

(Adnkronos) - "La parola chiave è dialogo, un dialogo che deve essere aperto e soprattutto bidirezionale tra quella che è la formazione universitaria e la formazione aziendale". Lo ha detto Ludovica Nucci, ricercatrice dell'università della Campania Luigi Vanvitelli, intervenendo a Napoli all'evento 'Il trattamento che vorresti per tuo figlio. E che offri ai tuoi pazienti', dedicato all'ortodonzia moderna e alle nuove tecnologie applicate al trattamento dei pazienti in età evolutiva.  

"Il ruolo dell'università - spiega Nucci - è duplice perché, da un lato, deve insegnare agli studenti il rigore scientifico, la capacità di analizzare la letteratura con criterio e di basarsi su una casistica evidence-based, integrando competenze scientifiche diverse". In questo percorso "è fondamentale la collaborazione interdisciplinare con altre figure specialistiche, come otorinolaringoiatri, pediatri e logopedisti". Dall'altro lato, "l'università deve restare al passo con l'innovazione tecnologica, che sappiamo correre molto velocemente all'interno del mondo dell'ortodonzia moderna”. Per questo "avere un confronto diretto con le aziende che sviluppano queste tecnologie, come nel caso di Align Technology, permette ai nostri studenti di capire quali saranno gli strumenti che un domani utilizzeranno nella loro pratica clinica, ma allo stesso tempo di saperli analizzare con spirito critico". 

"Non si tratta quindi semplicemente di conoscere la tecnologia - rimarca Nucci - ma di imparare a utilizzarla partendo da solide basi scientifiche e valutandone in maniera critica le applicazioni". Un approccio che, secondo la ricercatrice, deve avere sempre un punto fermo: il paziente. "Come medici e come ortodontisti abbiamo il dovere etico e morale di dare ai nostri piccoli pazienti il miglior trattamento ortodontico possibile, incentrato sulla scienza e sulla tecnologia, utilizzando questa tecnologia con solide basi e tenendo sempre al centro il paziente. È questo - conclude - lo scopo che come università ci poniamo ogni giorno". 

18 set 2026

Diego Bianchi e la lezione sull'Ucraina: "Anche i partigiani in Italia hanno usato armi inviate da Usa e Uk"

18 set 2026

Prof accoltellata, Valditara: "Studente è ragazzo tranquillo, possibile ruolo social e siti violenti"

18 set 2026

Salute, odontoiatra Bartolomei: "Tecnologia coinvolge adolescenti nel trattamento"

(Adnkronos) - "In generale un trattamento ortodontico è una procedura che richiede sempre collaborazione e quando si parla di adolescenti sappiamo che questa collaborazione a volte non è così banale da ottenere. Oggi però la tecnologia ci mette a disposizione strumenti davvero innovativi che riescono a coinvolgere il ragazzo e a renderlo parte attiva del trattamento". Così Lorenzo Bartolomei, odontoiatra e specialista in ortodonzia, intervenendo a Napoli all'evento formativo dedicato all'ortodonzia in età evolutiva, presso l'università della Campania Luigi Vanvitelli. 

"Deve esserci una sinergia tra medico e paziente - spiega Bartolomei - perché è questa collaborazione che ci permette di arrivare al risultato preposto. E possiamo cominciare già dalla prima visita, facendo capire al nostro paziente adolescente che il mondo del dentista e dell’odontoiatria è cambiato". Un esempio arriva dalla presa delle impronte. "Non utilizziamo più necessariamente quei materiali fastidiosi tradizionali - precisa - ma possiamo effettuare una scansione e mostrare immediatamente al paziente la riproduzione in 3D della propria bocca. In questo modo lo rendiamo partecipe e consapevole delle proprie problematiche, che possono essere estetiche, ma soprattutto funzionali". Secondo Bartolomei, proprio questo approccio può favorire il coinvolgimento del giovane nel percorso di cura. "Già vedere la propria bocca riprodotta in 3D incuriosisce il paziente e lo rende più consapevole del fatto che sta facendo qualcosa per la propria salute", sottolinea.  

C'è poi il tema delle conseguenze di una malocclusione non trattata. "Il rischio - evidenzia Bartolomei - è quello di permanere con una condizione non ideale. Sappiamo che una malocclusione può avere conseguenze anche sulla salute generale e per questo è importante intervenire con un percorso adeguato". La tecnologia interviene anche nella quotidianità del trattamento. "Gli allineatori - rimarca - sono meno invasivi e non impattano nella vita quotidiana del ragazzo: sono compatibili con la vita sociale e con le attività sportive, aspetti molto cari ai nostri pazienti adolescenti". 

18 set 2026

Scoperta nuova specie di felino selvatico, si trova in Bolivia: è il gatto Tilcayo

(Adnkronos) - Scoperta una nuova specie di felino, chiamata ‘Leopardus tilcayo’. Tutto ha inizio nel 2016, quando la biologa ed esploratrice Paola Nogales-Ascarrunz venne chiamata da un rifugio per animali selvatici in Bolivia, dove avevano trovato un felino apparentemente nuovo. L'animale è stato allevato per circa un anno come un gatto domestico, ma le sue caratteristiche facevano pensare a un animale selvatico. 

Dopo la visita di Nogales-Ascarrunz, le caratteristiche del gatto furono più chiare: molto piccolo - pesa circa un chilo e mezzo e misura 46 centimetri - orecchie corte e rotonde, lunghi baffi e soprattutto un mantello caratterizzato da grandi macchie simili a quelle di un leopardo. Inizialmente la biologa aveva pensato che appartenesse alla specie ‘Leopardus tigrinus’, conosciuta come gatto tigre. Poi, nel 2019 notò che il suo aspetto era diverso da quello degli esemplari della stessa specie, aveva rosette molto più grandi. 

 

 

Grazie alle analisi eseguite, gli scienziati hanno scoperto che il felino è geneticamente diverso dalle altre specie conosciute. La ricerca ha quindi portato alla proposta di riconoscerlo come una nuova specie, chiamata 'Leopardus tilcayo'. Vive nella regione delle Yungas, una zona delle Ande in Bolivia. Gli scienziati conoscono ancora molto poco di questa specie, compresi il numero di esemplari presenti in natura, la sua alimentazione e le sue abitudini. La scoperta è importante non solo perché aggiunge una nuova specie alla famiglia dei felini, ma anche perché dimostra quanto sia ancora poco conosciuta la biodiversità dei piccoli felini selvatici. 

18 set 2026

Al via Acea Acqua Edu Camp su educazione idrica, vela e sostenibilità per le nuove generazioni

(Adnkronos) - Al via il tour nazionale di Acea Acqua Edu Camp, il primo camp che unisce educazione idrica, vela, sport e sostenibilità in un percorso esperienziale dedicato alle nuove generazioni con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani sull’importanza della risorsa idrica. Oggi presso il Porto Turistico di Roma, a Ostia, la tappa che ha coinvolto gli alunni della classe terza della Scuola Nostra Signora di Betlem di Marino (Roma), tra i vincitori del contest cinematografico lanciato lo scorso anno nell’ambito del progetto Acea Scuola Educazione idrica.  

All'evento hanno partecipato Carla Consuelo Fermariello, Presidente della Commissione Scuola del Comune di Roma e Andrea Aliscioni, direttore generale di Acea Ato 2. Attraverso attività educative, giochi a tema nautico ed esperienze pratiche di vela, gli studenti hanno avuto l'opportunità di approfondire temi legati alla tutela dell'acqua, alla sostenibilità ambientale e all'importanza di adottare comportamenti responsabili per la salvaguardia di una risorsa essenziale per la vita. Acea Acqua Edu Camp rappresenta una delle iniziative previste nell'ambito di Acea Scuola Educazione Idrica, il progetto educativo promosso da Acea che da quest’anno è stato esteso a tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio nazionale. Il progetto ha coinvolto ad oggi oltre 30.000 studenti nelle attività formative online e più di 2.000 ragazzi nelle visite guidate agli impianti. 

Il programma prevede percorsi formativi su una piattaforma digitale dedicata, visite presso i siti gestiti da Acea sui territori e la partecipazione al contest nazionale "Gocce di innovazione. L'uso dell'acqua nella tua casa del futuro", attraverso il quale gli studenti sono chiamati a raccontare, mediante un cortometraggio, la propria visione delle tecnologie e delle soluzioni innovative che potranno rendere le abitazioni del futuro sempre più efficienti nella gestione dell'acqua. Tra i temi proposti figurano il risparmio idrico, il riuso e il riciclo della risorsa, le tecnologie intelligenti applicate alle abitazioni, l'efficienza dei consumi domestici e i nuovi approcci "net zero water". Le classi vincitrici hanno ricevuto voucher per l'acquisto di materiale didattico, mentre i finalisti hanno l'opportunità di partecipare alle attività di Acea Acqua Edu Camp, in corso proprio in questi giorni. Il tour, in otto tappe, coinvolgerà gli studenti delle scuole nei diversi territori serviti dalle società idriche di Acea: oltre al Lazio, Valle d’Aosta, Liguria, Toscana, Umbria, Campania, Molise e Sicilia. 

18 set 2026

iPhone 18, in coda dall’alba a Milano. Pioggia di critiche social: "Per un posto di lavoro non farebbero quella fila"

(Adnkronos) - C’è chi alle 6 del mattino è ancora sotto le coperte e chi, alla stessa ora, è già in fila davanti a un Apple Store. Obiettivo: essere tra i primi ad acquistare il nuovo iPhone. 

Oggi, 18 settembre, iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max arrivano ufficialmente nei negozi italiani, dopo l’apertura dei preordini del 12 settembre. A Milano, l’Apple Store di Piazza Liberty ha anticipato eccezionalmente l’apertura alle 8. I prezzi contribuiscono inevitabilmente a far discutere: si parte da 1.489 euro per iPhone 18 Pro e da 1.639 euro per il Pro Max, mentre scegliendo le configurazioni con più memoria si può arrivare fino a 3.139 euro. 

Ma a far parlare non sono soltanto le cifre. Sono soprattutto le persone disposte ad alzarsi all’alba e ad aspettare davanti a un negozio quando, ormai da anni, esiste la possibilità di acquistare lo stesso prodotto comodamente online. Una scelta che per alcuni non ha molto senso e che sui social ha scatenato una pioggia di commenti. 

C’è chi scrive semplicemente “Meritiamo l’estinzione”, chi parla di “totale dipendenza” dai prodotti tecnologici e chi liquida la scena con una serie di risate. Altri utenti mettono invece l’accento sulla questione economica. “Avevo pensato di prenderlo… ma poi ho deciso di tenermi il mio e con quei soldi me ne vado a Parigi in vacanza una settimana!”, scrive un utente, contrapponendo il costo dello smartphone a un’esperienza completamente diversa.  

C’è poi chi non contesta tanto la spesa quanto la scelta di fare la fila. “C’è chi se lo può permettere e chi lo prenderà a rate, ma ciò che non capisco è perché fare la fila quando esiste la possibilità di ordinarlo e ritirarlo senza fare fila o riceverlo a casa?” 

Non mancano naturalmente le critiche più dure: “Che vergogna questa gente”, scrive un altro commentatore, mentre qualcun altro sintetizza il proprio giudizio con “Siamo alla frutta proprio”. E infine arriva il commento che sposta la discussione dal consumismo alla situazione sociale: “Per un posto di lavoro non farebbero quella fila e soprattutto alle 6 del mattino.” 

18 set 2026

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