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Nato, Crosetto: "Impegni si rispettano, sennò si esce"

(Adnkronos) - Se si decide di stare in un'alleanza militare come la Nato, bisogna rispettare "gli impegni" presi con gli alleati, altrimenti "si sta fuori". È il messaggio lanciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto al termine della Ministeriale Nato a Bruxelles, dove il tema centrale è stato il futuro dell’Alleanza e il ruolo crescente degli europei nella sicurezza comune. "Non è una cosa che si discute", ha spiegato Crosetto parlando degli obiettivi fissati dalla Nato. "Il tema non è rispettarli in un anno, in due, in cinque. L’impegno è al 2035, ma se si vuol far parte dell’alleanza, quell’impegno bisogna rispettarlo”. 

Secondo il ministro, la questione non riguarda un aumento immediato della spesa militare, ma un percorso già definito. “Ognuno coi suoi tempi, con le sue difficoltà, ognuno declinandolo come vuole”, ha precisato, ribadendo però che l’alternativa sarebbe un ritorno a una dimensione nazionale della sicurezza. “Stare da soli in questo mondo vorrebbe dire investire il 10%, il 15%, il 20% per difendersi. Sarebbe ancora più impossibile, ancora più difficile”. 

Crosetto ha poi chiarito la sua posizione sulla natura dell’Alleanza atlantica: la Nato non è "un club di amici lettori", ma "un’alleanza militare difensiva" che prevede obblighi e responsabilità per tutti i Paesi membri. "Chi partecipa a questa alleanza deve mettersi in testa, cosa che noi ci eravamo dimenticati di fare, di partecipare con lo stesso peso di tutte le nazioni", ha detto il ministro, spiegando che il nuovo scenario internazionale richiede un cambio di passo soprattutto da parte europea. “La Nato 2.0 era quella che si riduceva la spesa ogni anno, che è un mondo diverso”, ha spiegato ricordando anche il possibile ridimensionamento della presenza statunitense nel continente. “Non pensavamo di avere bisogno di un’alleanza militare di una Nato 3.0, come abbiamo detto oggi. Ma d’altronde, se si vuole far parte della Nato, si vuole avere un’alleanza difensiva, si rispettano gli impegni”. 

Sul fronte del governo e delle risorse economiche, Crosetto ha assicurato che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è consapevole della necessità di rispettare gli impegni presi dall’Italia sull’aumento della spesa per difesa e sicurezza. “Penso sia totalmente consapevole”, ha risposto alla domanda sul titolare del Mef, spiegando che il percorso verso il 5% del Pil entro il 2035 riguarda un impegno nazionale che dovrà essere affrontato nei prossimi anni. 

Sul fronte italiano, il ministro ha parlato anche del piano di aumento delle spese per la Difesa approvato dal Parlamento lo scorso anno. “Era un piano credibile di un percorso per arrivare agli impegni presi”, ha detto Crosetto, spiegando però che quest’anno il programma ha subito uno stop per la mancata uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo, ma andrà "recuperato" immediatamente.  

"Il piano che era stato approvato dal Parlamento l'anno scorso - afferma - che prevedeva un aumento dello 0,15% quest'anno, 0,15% quello successivo e 0,20% quello dopo, era un piano credibile di un percorso per arrivare agli impegni presi. Quest'anno è mancato perché c'è stato questo inciampo della non uscita dalla procedura di infrazione. Mi auguro che sia recuperabile immediatamente e lo vedremo già subito da ottobre, dal bilancio '27, ma penso non ci sia alternativa qualunque sia la maggioranza e la forza politica che guida il Paese".  

Crosetto ha citato anche il possibile utilizzo dei prestiti europei Safe per sostenere gli investimenti nella difesa. “Poteva essere un modo in più per aumentare la spesa, perché è finanziato dall’Unione Europea e non attraverso il debito italiano. Però è una scelta”. Secondo il ministro, il problema resta il rapporto tra sicurezza e vincoli economici europei. “Sono 3 anni e mezzo, 4, che continuo a dire che, se non si fossero eliminati completamente i vincoli europei sulle spese belliche, ci saremmo trovati in questa situazione”, ha detto, criticando la lentezza dell’Europa nelle decisioni strategiche. 

 

Crosetto ha poi rassicurato sul rapporto con gli Stati Uniti e sull’utilizzo delle basi italiane. L’incontro con il segretario alla Guerra Usa Pete Hegseth "è andato benissimo". "Le basi in Italia sono state totalmente utilizzate nel rispetto dei trattati che abbiamo. L’America non ha mai avuto alcuna lamentela da fare". 

Infine, sulla revisione della presenza americana in Europa, il ministro ha parlato di un percorso condiviso tra alleati "che serve anche a noi per capire come si organizzerà la Nato. Già è stato comunicata sugli assetti una riduzione, e questi assetti saranno compensati dagli altri alleati. Ma il percorso è chiaro: ci sarà una Nato che per la parte europea dovrà dipendere sempre di più dagli europei". 

"Le truppe americane dovranno uscire man mano che le truppe europee saranno in grado di sostituirle”, ha detto. "Intanto aspettiamo questa revisione - afferma - e le proposte dopo questa revisione, e poi penso sarà possibile per gli alleati e per l'alleanza, discutere su questa revisione. Condivido, come dice Boris Pistorius, l'idea che le truppe americane dovranno uscire man mano che le truppe europee saranno in grado di sostituirle. Penso che gli americani alla fine saranno disponibili su un percorso condiviso", conclude. 

18 giu 2026

Torna la campagna 'In seno al futuro' a sostegno delle donne con cancro metastatico

(Adnkronos) - Parlare di futuro per le pazienti con tumore al seno metastatico, una patologia oggi sempre più cronicizzabile grazie a terapie innovative che consentono di convivere con il cancro e mantenere una buona qualità di vita. È questo l'obiettivo di 'In seno al futuro', campagna di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, giunta alla seconda edizione. L'iniziativa, informano i promotori, si articola attraverso un video racconto costruito attorno a 4 parole chiave - ricerca, fiducia, percorso, relazione - che delineano il percorso di cura delle pazienti dopo una diagnosi di tumore al seno metastatico e le accompagnano alla scoperta del proprio futuro. L'ambassador del progetto è Diego Passoni, speaker e conduttore radiofonico di Radio Deejay, la voce narrante e il facilitatore che accompagna la riflessione sul significato più profondo di ogni singola parola, per approfondire i diversi aspetti della malattia e della cura.  

Ogni video - spiega una nota - ha come focus proprio una delle 4 parole e si sviluppa attraverso un dialogo emozionante e profondo tra Diego e i rappresentanti delle associazioni pazienti e delle esperte che hanno dato il loro contributo alla campagna. In particolare, Diego incontra Flori Degrassi, presidente di Andos nazionale Ets; Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia; Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna; Chiara Milanesi, responsabile della sezione di Forlì di Salute Donna Odv, e le esperte Grazia Arpino, professore associato di Oncologia medica e responsabile del gruppo di tumore mammario all'università Federico II di Napoli; Valentina Guarneri, professore ordinario di Oncologia medica all'università di Padova; Manuelita Mazza, Section Head Breast Cancer Oncology presso la Cleveland Clinic di Abu Dhabi, e Gabriella Pravettoni, professore ordinario di Psicologia delle decisioni del Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'università degli Studi di Milano. Il risultato - si legge - è uno scambio di opinioni, un confronto aperto e sincero che offre una sempre diversa prospettiva su cosa significhi convivere con la malattia e immaginare un futuro con una diagnosi di tumore al seno metastatico, attraverso le parole. 

"Sono molto felice - afferma Passoni - di far parte di 'In seno al futuro', un progetto che vuole raccontare le nuove possibilità che la ricerca e l'innovazione offrono alle pazienti con tumore al seno metastatico che possono ora immaginare, insieme a caregiver, amici e familiari, un futuro con lunghe prospettive. Ricerca, fiducia, relazione e percorso sono le 4 parole simbolo della campagna, che ci hanno permesso di raccontare, in modo forte e autentico, questo cammino prospettico. Ringrazio, in particolare, le associazioni pazienti e i clinici che ho incontrato e che hanno raccontato insieme a me il cammino nuovo delle pazienti. Con un contributo valoriale immenso, hanno aiutato me e aiuteranno chi seguirà la campagna a capire il vero significato di questo percorso".  

Solo in Italia sono 55.000 le donne che convivono con un carcinoma mammario metastatico, ricordano i promotori della campagna. Nel 2024 le nuove diagnosi di tumore al seno sono state circa 54.000, di cui il 6-7% già di IV stadio. Si parla di metastasi quando le cellule tumorali si diffondono dalla mammella ad altre parti del corpo. Questo può accadere anche molti anni dopo l'intervento chirurgico e le terapie post-operatorie, nonostante il tumore primario sia stato completamente rimosso. 

"Siamo orgogliosi di aver realizzato la seconda edizione di 'In seno al futuro' - dichiara Mauro Vitali, Vice President Head of Oncology Daiichi Sankyo Italia - È importante sostenere campagne come questa perché oggi il tumore al seno metastatico richiede una narrazione nuova e più aderente alla realtà delle pazienti e delle loro famiglie. Oggi possiamo parlare di futuro perché esistono innovazioni concrete e, grazie alla ricerca, è sempre più possibile convivere con questa patologia mantenendo una buona qualità di vita. Questo cambiamento va accompagnato da informazione, consapevolezza e ascolto. La campagna, che nasce dalla collaborazione tra associazioni pazienti e clinici e dall'alleanza tra Daiichi Sankyo e AstraZeneca, rappresenta il nostro impegno condiviso per dare risposte concrete ai bisogni delle pazienti e contribuire a un'evoluzione reale dei percorsi di cura". 

Tutti i contenuti, compresi gli approfondimenti e i numeri sulla patologia e una sezione dedicata ai contenuti della campagna del 2024, saranno pubblicati sul sito dedicato alla campagna, www.insenoalfuturo.it. 

18 giu 2026

Progetto 'Generazione G', per ogni euro investito 3,21 euro di ritorno generato

(Adnkronos) - A tre anni dal lancio Generazione G, progetto promosso da Prénatal in collaborazione con Moige (Movimento Italiano Genitori) per sostenere la natalità in Italia e accompagnare le famiglie in situazioni di fragilità, presentata la seconda rendicontazione d’impatto, confermando la capacità del modello di generare valore sociale, rafforzare la fiducia delle famiglie e contribuire alla costruzione di comunità più solide e inclusive. Dopo i risultati della prima annualità, la seconda fase del progetto conferma e rafforza il ruolo di Generazione G come intervento di welfare preventivo e relazionale, capace di incidere non solo sulle condizioni materiali delle famiglie coinvolte, ma anche sulle dimensioni educative, psicologiche, relazionali e comunitarie che caratterizzano la genitorialità nei primi anni di vita del bambino. 

La valutazione di impatto economico-sociale è stata realizzata dall’Università La Sapienza di Roma attraverso il metodo Sroi (Social Return on Investment), un approccio che consente di analizzare la mappa del cambiamento andando oltre la semplice misurazione delle attività realizzate e traducendo gli impatti prodotti sui beneficiari e sulla comunità in valore economico-sociale. Il risultato conferma la crescita del valore generato: nella seconda annualità, a fronte di un investimento complessivo di 498.536,73 euro, Generazione G ha prodotto un valore pari a 1.600.039 euro, generando un ritorno, per ogni euro investito, di 3,21. Dato che assume ancora maggior rilevanza se considerato al netto delle risorse impiegate: +154% rispetto al periodo precedente.  

Considerando gli effetti prodotti che non si esauriscono nel breve periodo, ma si consolidano nel tempo, l’impatto cumulato attualizzato a cinque anni è stato inoltre proiettato a quasi 5 milioni di euro. Un valore che evidenzia come il progetto rappresenti un vero e proprio investimento sociale: un modello capace di trasformare risorse economiche e progettuali in maggiore benessere familiare, prevenzione delle vulnerabilità, rafforzamento delle reti territoriali e una più alta sostenibilità della scelta genitoriale. 

 

“La seconda rendicontazione di Generazione G conferma la solidità di un modello che genera benefici nel lungo periodo e dimostra come il sostegno alla genitorialità possa tradursi in un vero investimento sociale con effetti sulla sostenibilità educativa e demografica dei territori. Il progetto rappresenta un modello di intervento replicabile e scalabile, capace di integrare sostegno materiale, empowerment relazionale e attivazione comunitaria in una logica di welfare preventivo e generativo, orientato alla costruzione di contesti familiari più sicuri e benefici rilevanti e duraturi. Oggi più che mai è fondamentale consolidare un lavoro comune tra Istituzioni, stakeholder e imprese per promuovere risposte condivise e durature a sostegno della natalità e delle famiglie per ricreare possibilità di sviluppo del Paese”, afferma Alberto Rivolta, Ceo Artsana Group.  

Nel secondo blocco progettuale, Generazione G ha preso in carico 308 famiglie fragili attraverso una rete attiva in 28 città di 13 regioni. L’intervento è stato possibile grazie all’ingaggio di 53 genitori esperti, selezionati e formati per accompagnare le famiglie nei momenti più delicati della genitorialità, offrendo ascolto, presenza, competenze e supporto concreto. Particolarmente significativo è il dato relativo alla natalità: 79 nuove nascite di cui 11 secondi o terzi figli, che rappresentano uno degli outcome più rilevanti dell’intervento e che confermano la capacità del progetto di contribuire alla creazione di condizioni relazionali, emotive e comunitarie più sostenibili per la crescita dei figli. 

In un contesto nazionale segnato da un progressivo e costante calo della natalità Generazione G dimostra infatti come il sostegno alle famiglie, quando è continuativo e fondato sulla prossimità, possa rafforzare la fiducia nella scelta genitoriale e contribuire alla costruzione di condizioni più favorevoli alla natalità. Accanto al dato demografico, la seconda rendicontazione dell’Itci-Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale di 'Tonino Cantelmi', che analizza i cambiamenti sociali nella vita delle famiglie, evidenzia miglioramenti significativi nella quotidianità dei nuclei coinvolti, con indicatori in crescita rispetto alla prima annualità. 

 

La stabilità della coppia si è rafforzata, registrando un +22,6% nell’autoefficacia di coppia, che nella prima fase era rimasta stabile, mentre l’autoefficacia genitoriale è cresciuta del +26,1%, rispetto al +2,4% del primo blocco. In aumento anche la soddisfazione genitoriale, che passa dal +5,5% della prima annualità al +14,95% della seconda. Anche la relazione genitore-figlio ha registrato un miglioramento sostanziale, con un incremento del calore educativo pari al +12,6%, rispetto al +3,8% della prima fase, e una riduzione dello stile genitoriale trascurante del -19,1%. Il progetto ha inciso anche sul benessere dei bambini, in particolare nei primi anni di vita. L’attaccamento sicuro è cresciuto del +10,3%, rispetto al +3,8% registrato nella prima annualità, mentre lo stile di attaccamento ansioso ha confermato una riduzione significativa, pari al -32,9%, sostanzialmente in linea con i dati della prima fase.  

Le evidenze raccolte confermano inoltre un miglioramento particolarmente significativo del benessere complessivo delle famiglie: il benessere psicologico è cresciuto del +31,5%, rispetto al +2,6% della prima annualità, mentre quello fisico ha registrato un incremento del +36,5%, rispetto al +2% del primo blocco. Risultati che mostrano come il progetto abbia contribuito non solo al miglioramento delle condizioni materiali, ma soprattutto al rafforzamento delle competenze genitoriali, della qualità delle relazioni familiari e della capacità delle famiglie di attivare reti di supporto sociale e comunitario. Proprio la dimensione territoriale rappresenta uno degli elementi più qualificanti della seconda annualità. Le attività di gruppo, il supporto tra pari e la costruzione di reti informali di prossimità hanno favorito la nascita di capitale sociale territoriale, rafforzando la capacità delle comunità locali di attivare risposte informali ai bisogni delle famiglie. In particolare, il supporto proveniente da corsi e gruppi strutturati è cresciuto del +21,4%. 

In questo quadro, i genitori esperti hanno svolto un ruolo centrale non solo come figure di supporto individuale, ma anche come facilitatori di reti territoriali e promotori di connessioni tra famiglie, servizi e comunità locali contribuendo alla costruzione di un modello di welfare comunitario.  

 

Questa dimensione è rilevante anche per il sistema pubblico: la presenza di reti relazionali stabili e comunità educanti può contribuire, nel medio periodo, a ridurre la pressione sui servizi sociosanitari ed educativi, intervenendo prima dell’aggravarsi delle vulnerabilità. L’impatto del progetto non risiede solo nel potenziale risparmio economico, ma soprattutto nella capacità di rafforzare fattori protettivi familiari e comunitari, prevenendo situazioni di disagio che richiederebbero interventi più intensivi. “I dati di Generazione G dimostrano che il sostegno alla genitorialità è il miglior investimento possibile per il futuro del Paese. I ritorni sociali sono la prova che la solitudine delle famiglie si combatte con la prossimità. Grazie alla rete dei nostri genitori esperti, abbiamo trasformato la fragilità in fiducia, il disagio in opportunità”, dichiara Antonio Affinita, direttore generale Moige.  

Sin dalle fasi iniziali, il progetto è stato, inoltre, sostenuto a livello istituzionale, a conferma della rilevanza del supporto alla genitorialità come leva strategica per il benessere sociale. “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo progetto perché affronta il tema della natalità e delle fragilità familiari con il giusto approccio: sostenendo le famiglie, accompagnando i genitori, aiutando i nuclei ad alimentare le relazioni, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. Il sostegno alle famiglie, il welfare pensato in chiave di alleanza e non di sostituzione, è una bussola che ha orientato fin dall’inizio le politiche del governo, ma siamo convinti che solo attraverso l’impegno comune delle istituzioni, del mondo del lavoro e dell’impresa, dell’associazionismo, le politiche possano dispiegare appieno i propri effetti. Il progetto di Prénatal in collaborazione con Moige va esattamente in questa direzione”, afferma Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. 

 

Nel complesso delle due annualità, Generazione G ha raccolto quasi un milione di euro, aiutato 572 famiglie fragili, accompagnato 136 nuove nascite e coinvolto 36 città in 15 regioni grazie al supporto di 70 genitori esperti. Il progetto ha inoltre distribuito basket infanzia per un valore cumulato superiore a 60.000 euro, contribuendo a offrire un sostegno materiale immediato alle famiglie coinvolte. Con il contributo delle insegne Prénatal, Toys Center, Bimbostore e Fao Schwarz – e dei partner Chicco, Clementoni, Fater, Mam, Mattel e Okbaby, Generazione G continua a crescere come modello di welfare di prossimità, capace di unire imprese, terzo settore, comunità e famiglie intorno a un obiettivo comune: rimettere al centro la genitorialità come leva per il futuro del Paese. 

18 giu 2026

Natalità, Rivolta (Artsana): "Impegno a portare successo di Generazione G su scala nazionale"

(Adnkronos) - “L’iniziativa nasce nel 2023 in occasione del sessantesimo anniversario di Prenatal, insieme a Toys Center, con l’idea di superare un approccio puramente assistenzialista al tema della denatalità. L’obiettivo non era solo ‘sostenere le famiglie’, ma creare una rete generativa capace di incidere sulle condizioni che rendono difficile diventare genitori”. Lo ha detto Alberto Rivolta, amministratore delegato Gruppo Artsana, al dibattito ‘La demografia cambia la società’, organizzato oggi da Adnkronos, a Palazzo dell’Informazione a Roma, descrivendo il progetto ‘Generazione G’ che “si struttura come una rete nazionale di supporto a famiglie fragili”, costruita attraverso punti vendita e partnership sociali, con un coinvolgimento di soggetti del terzo settore e dell’associazionismo. “In due anni - aggiunge - sono stati raccolti oltre 1 milione di euro e sono state seguite più di 570 famiglie, con la nascita di circa 130 bambini direttamente intercettati o sostenuti dal programma”. 

Un elemento centrale è la volontà di misurare l’impatto del progetto. “In collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma - continua Rivolta - è stato costruito un indicatore di ritorno sociale dell’investiment, che stima circa 3,2 euro di beneficio sociale ed economico per ogni euro investito. Il messaggio chiave che ne deriva è lo spostamento della narrazione da ‘costo della natalità’ a ‘investimento sociale’. Si tratta - sottolinea - di un’iniziativa di ‘welfare preventivo e relazionale’. Non è solo un sostegno economico o materiale, ma comporta l’attivazione di una rete di tutor e supporto psicologico, sociale ed educativo per i neogenitori, con l’obiettivo di intervenire prima che la fragilità diventi esclusione o rinuncia alla genitorialità”.  

L’impegno è “di analizzare e studiare come portare i successi che abbiamo registrato in questi progetti aziendali a livello nazionale e portarli nelle interlocuzioni con le istituzioni pubbliche - afferma Rivolta - Non c’è dubbio che la collaborazione tra privato, pubblico e aziende del terzo settore sia un prerequisito fondamentale per poter veramente generare un impatto significativo sulla natalità”. 

18 giu 2026

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18 giu 2026

Ematologo Corradini: "Ricerca e nuove terapie cambiano le prognosi delle neoplasie del sangue"

(Adnkronos) - "Le malattie oncoematologiche non sono affatto rare. I linfomi, da soli, occupano il settimo-ottavo posto tra i tumori più frequenti; a questi si aggiunge il mieloma e un insieme di altre patologie che, considerate nel loro complesso, rappresentano una realtà numericamente significativa". Lo ha spiegato Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia università degli Studi di Milano, direttore di Ematologia e direttore scientifico f.f. Istituto nazionale tumori di Milano, durante la conferenza 'Ricerca e cura in ematologia: l'impegno di Ail tra presente e futuro', presso Palazzo De Carolis a Roma, in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. 

"La ricerca degli ultimi 10 anni ha compiuto un salto straordinario: non solo ha consentito di allungare la vita dei pazienti e di guarirne molti che in passato non avevano prospettive di guarigione, ma ha anche migliorato in modo sostanziale la qualità della vita. Oggi abbiamo pazienti che possono convivere a lungo con la malattia mantenendo una buona qualità dell’esistenza", ha sottolineato lo specialista.  

Il docente ha poi evidenziato l'importanza della ricerca indipendente sostenuta da Ail, soffermandosi su uno studio osservazionale nazionale dedicato ai pazienti affetti da mieloma sottoposti a terapie Car-T. "Ail finanzia uno studio prospettico che raccoglierà dati clinici e campioni biologici dei pazienti trattati con Car-T in Italia. Un'esperienza simile era già stata realizzata nei linfomi, con oltre 1.700 pazienti coinvolti, fornendo informazioni preziose sull’efficacia delle terapie e sugli approcci meno utili da abbandonare", ha ricordato l'ematologo. "L'obiettivo è sviluppare biomarcatori che permettano di capire in anticipo quale terapia sia più adatta per ogni singolo paziente. Si tratta di studi che difficilmente vengono realizzati dall'industria farmaceutica e che possono essere portati avanti soprattutto dal mondo accademico grazie al sostegno di enti come Ail", ha concluso Corradini. 

18 giu 2026

Edilizia, Soravia (Velux): "Salubrità e luce naturale opportunità commerciale in fase di vendita"

(Adnkronos) - "Molte analisi che abbiamo condotto ci dimostrano quanto sia difficile vendere un immobile se è buio o se presenta ambienti visivamente insalubri. Di conseguenza, l'attenzione alla salubrità e alla luce naturale diventa un'opportunità commerciale per chi deve vendere una casa, ma anche un valore aggiunto per chi decide di ristrutturarla per viverci". Lo ha detto Marco Soravia, amministratore delegato di Velux Italia, partecipando alla conferenza 'Oltre l'efficienza. Qualità degli ambienti interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare', organizzata nella Sala Caduti di Nassirya al Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Gian Marco Centinaio. Un incontro durante il quale è stato presentato lo studio preliminare sulla dispersione dei composti organici volatili (Voc) realizzato dalla Sima proprio in collaborazione con Velux Italia. 

"Il patrimonio edilizio italiano è enorme - ha proseguito -, composto da edifici vecchi che possono essere valorizzati attraverso l'innovazione tecnologica e l'isolamento ma anche con concetti progettuali orientati alla sostenibilità e alla salute. Questo è un aspetto cruciale nel momento in cui si va a rigenerare un centro storico o una periferia, bisogna ricordare che gli edifici rappresentano gli spazi dove le persone passano la maggior parte del loro tempo, a prescindere dal fatto che siano residenziali, uffici o luoghi di lavoro. In quest'ottica, pensare all'edificio con una visione che va oltre i materiali e l'efficienza energetica - ha sottolineato l'amministratore delegato di Velux Italia - è estremamente importante e rappresenta una grande opportunità. È necessario cominciare a ragionare dal punto di vista dell'utente finale che deve vivere all'interno delle case, e non semplicemente in base all'estetica dell'edificio. In questo contesto, i sottotetti e le coperture diventano opportunità progettuali enormi, che consentono di portare luce e ventilazione all'interno degli edifici", conclude. 

18 giu 2026

Ematologo Rambaldi: "Diagnosi molecolari e cure mirate migliorano la prognosi dei tumori del sangue"

(Adnkronos) - "Le malattie del sangue, in particolare quelle neoplastiche, stanno vivendo una fase di grandi progressi e miglioramenti. Un cambiamento che passa innanzitutto attraverso l'innovazione nella diagnosi". Così Alessandro Rambaldi, professore di Ematologia, direttore scientifico Fondazione per la ricerca-From, ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, intervenuto a Roma alla conferenza 'Ricerca e cura in ematologia: l'impegno di Ail tra presente e futuro', in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. "Oggi siamo in grado di definire con molta più precisione la diagnosi di ogni paziente e di comprenderne l'eterogeneità biologica grazie agli strumenti della biologia molecolare. Questo ci permette di identificare in maniera più accurata le cause delle malattie e di scegliere trattamenti innovativi che non si basano più esclusivamente sulla chemioterapia", ha spiegato Rambaldi. 

Secondo l'ematologo, "i benefici sono particolarmente evidenti nei pazienti più anziani. Per molte patologie, tra cui la leucemia mieloide acuta che colpisce soprattutto persone sopra i 60 anni, disponiamo oggi di farmaci mirati molto efficaci e meno tossici. Questo ha determinato un significativo miglioramento della prognosi e della qualità delle cure". 

Rambaldi ha inoltre sottolineato il ruolo della comunicazione e del coinvolgimento dei pazienti. "C'è sempre bisogno di una comunicazione chiara, comprensibile e coinvolgente. La comunità ematologica italiana ha beneficiato enormemente del sostegno dei pazienti e delle loro famiglie, che hanno contribuito non solo alla ricerca, ma anche allo sviluppo di attività di supporto e accoglienza. Strutture e servizi dedicati hanno consentito a molti malati di affrontare il percorso terapeutico con una migliore qualità di vita". 

18 giu 2026

Locatelli (Bambino Gesù): "Investire nella ricerca significa investire nel futuro delle cure"

(Adnkronos) - "Questa è una giornata di grande rilevanza perché celebra il ruolo che Ail svolge nel nostro Paese a supporto dei malati affetti da patologie oncoematologiche". Lo ha dichiarato Franco Locatelli, direttore area clinica di Onco-ematologia pediatrica, Terapia cellulare, Terapie geniche e Trapianto emopoietico ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione della conferenza di presentazione della XXI Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma, a Roma. 

"L'ematologia oncologica sta registrando straordinari successi e miglioramenti continui che stanno cambiando concretamente la storia di molti pazienti. Ogni grande appuntamento scientifico internazionale porta nuove evidenze di grande interesse e rilevanza. Anche il recente congresso europeo di Stoccolma ha confermato i progressi che stiamo osservando nel settore", ha spiegato Locatelli. Secondo lo specialista, il sostegno alla ricerca rappresenta un elemento decisivo per accelerare questi risultati. "Investire nella ricerca, come fa Ail attraverso numerose iniziative dedicate ai percorsi di ricerca traslazionale, significa investire nel futuro e nelle possibilità di cura dei pazienti oncoematologici. L'obiettivo è sviluppare trattamenti sempre più mirati, specifici ed efficaci". 

"Accanto all'efficacia delle cure, oggi assume un ruolo sempre più importante anche la qualità della vita dei pazienti. Le nuove terapie consentono non solo di migliorare gli esiti clinici, ma anche di ridurre il peso degli effetti collaterali. È un aspetto fondamentale, perché il progressivo miglioramento delle possibilità di guarigione impone di prestare crescente attenzione alla vita delle persone durante e dopo il percorso terapeutico", ha concluso Locatelli. 

18 giu 2026

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