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18 giu 2026

Festa musica 2026, Municipio I Roma sostiene 'Corinfesta', canto corale in luoghi simbolo

(Adnkronos) - Il Municipio Roma I Centro aderisce alla Festa della Musica 2026 sostenendo la XXII edizione di Corinfesta - 'La voce dei luoghi', storica rassegna corale promossa dall'associazione regionale Cori del Lazio (A.r.c.l. aps), in programma domenica 21 giugno nel cuore della Capitale. L'iniziativa si inserisce nel calendario internazionale della Festa della Musica -promossa in Italia dal ministero della Cultura- la manifestazione nata in Francia nel 1982 e oggi diffusa in tutta Europa, con l'obiettivo di promuovere la musica dal vivo, la partecipazione culturale e la libera espressione artistica. 

Da oltre vent'anni Corinfesta rappresenta uno degli appuntamenti più significativi dedicati al canto corale nel territorio romano e laziale. L'edizione 2026 porterà la musica in due luoghi di straordinario valore storico e culturale -il cortile di Palazzo Altemps e il cortile di Palazzo Braschi- attraverso esibizioni gratuite aperte a cittadini, visitatori e appassionati. "Eventi come Corinfesta rappresentano un'opportunità preziosa per vivere gli spazi della città in modo aperto e partecipato -dichiara la presidente del Municipio Roma I Centro, Lorenza Bonaccorsi-. Portare la musica nei luoghi simbolo del centro storico significa rafforzare il legame tra cittadini, territorio e patrimonio culturale, promuovendo una fruizione condivisa e inclusiva della cultura". 

"Corinfesta è un esempio concreto di come la cultura possa abitare gli spazi della città e renderli vivi attraverso la partecipazione delle persone -sottolinea Giulia Silvia Ghia, assessora alla Cultura del Municipio Roma I Centro-. Sostenere questa rassegna significa valorizzare il canto corale, promuovere il patrimonio storico del nostro territorio e offrire occasioni gratuite di incontro e condivisione. Il Municipio Roma I Centro aderisce con convinzione alla Festa della Musica perché crediamo che la cultura debba essere sempre più diffusa, accessibile e capace di costruire comunità". Le esibizioni vedranno la partecipazione di numerose formazioni corali provenienti da Roma e dal Lazio, con repertori diversificati capaci di dialogare con gli spazi monumentali e offrire al pubblico un'esperienza culturale che unisce musica, patrimonio e partecipazione. Domenica 21 giugno 2026, a partire dalle ore 16.35, le esibizioni si svolgeranno in contemporanea nel cortile di Palazzo Altemps e nel cortile di Palazzo Braschi, dando vita a un percorso musicale diffuso nel cuore del centro storico. 

18 giu 2026

Mondiali, oggi Repubblica Ceca- Sudafrica - Diretta

18 giu 2026

Vasco Rossi, il figlio Luca compie 35 anni: "Gli auguro tanta gioia e salute"

18 giu 2026

Ucraina, super attacco a raffineria russa: piove petrolio dopo il raid. Zelensky: "Se Kiev brucia, brucerà anche Mosca"

(Adnkronos) - Piove petrolio a Mosca dopo l'attacco dell'Ucraina alla principale raffineria della capitale russa. I residenti dei quartiere di Zheleznodorozhny, cintura sud est di Mosca, denunciano una "pioggia di petrolio" dopo il raid su vasta scala di droni ucraini contro la raffineria di Gazprom-Neft a soli 15 chilometri, direzione sud est, dal centro della città avvenuto alle sei di questa mattina (ora locale). L'attacco più pesante mai lanciato da Kiev contro Mosca dopo si verifica mentre, per la prima volta dopo 7 mesi, il presidente Vladimir Putin si sposta in una città diversa dalla capitale o da San Pietroburgo: il leader del Cremlino è volato Kazan, dove in seguito al raid sono state imposte limitazioni dei voli, per partecipare al vertice Russia-Asean.  

Dense colonne di fumo e diversi incendi estesi sono rimasti visibili in corrispondenza della raffineria che rifornisce un terzo della benzina e del combustibile consumato a Mosca. La raffineria era 'spenta' da martedì, quando Kiev aveva lanciato un primo attacco. Secondo il sindaco della città, Sergei Sobyanin, sono stati intercettati quasi 200 droni ucraini presto questa mattina, molto più del precedente record lo scorso marzo, con 74 droni intercettati.  

Immagini pubblicate sui social evidenziano la patina nera che si è depositata sulle superfici dopo la pioggia mischiata a sottoprodotti della combustione di petrolio. A Lubertsy, periferia sud est della capitale, i residenti denunciano un forte odore di bruciato. L'agenzia di monitoraggio dell'inquinamento di Mosca Mosekomonitoring ha riferito che a mezzogiorno di oggi non erano state registrate concentrazioni nell'atmosfera di elementi inquinanti in eccesso sui limiti previsti dai regolamenti. Il ministero dell'ecologia e delle risorse naturali della regione di Mosca ha smentito che ci sia stata "pioggia di petrolio" di qualsiasi genere, pur riconoscendo che a Balashikha i residenti hanno notato prodotti secondari della combustione come fuligine.  

Le autorità, pur avendo intercettato molto droni ucraini, non hanno diramato sms o altri messaggi con una allerta per i residenti. 17 persone, inclusi due bambini, sono rimasti feriti, ha reso noto il governatore, Andrei Vorobyonov. I passeggeri del principale aeroporto di Mosca di Sheremetyevo sono stati evacuati dal sito per un "posto sicuro". I voli sono stati sospesi durante l'attacco, così come in tutti gli altri aeroporti che hanno in seguito ripreso il regolare svolgimento delle operazioni. Più di 170 voli sono stati cancellati. 

"Se l'Ucraina brucia, brucerà anche la vostra Mosca", ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Non vogliamo questa guerra, non l'abbiamo mai voluta, e tutti lo sanno, e lo sanno anche i nostri partner", ha dichiarato in un messaggio vocale inviato ai giornalisti su un gruppo WhatsApp, secondo quanto riporta il Guardian, che cita la Reuters.  

Zelensky è quindi tornato ad esortare l'Europa e gli Stati Uniti ad aumentare la pressione sulla Russia attraverso sanzioni contro i settori della difesa e dell'energia, nonché contro l'economia russa in generale, per costringere il presidente Vladimir Putin a porre fine alla guerra. 

 

18 giu 2026

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18 giu 2026

Nato, Crosetto: "Impegni si rispettano, sennò si esce"

(Adnkronos) - Se si decide di stare in un'alleanza militare come la Nato, bisogna rispettare "gli impegni" presi con gli alleati, altrimenti "si sta fuori". È il messaggio lanciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto al termine della Ministeriale Nato a Bruxelles, dove il tema centrale è stato il futuro dell’Alleanza e il ruolo crescente degli europei nella sicurezza comune. "Non è una cosa che si discute", ha spiegato Crosetto parlando degli obiettivi fissati dalla Nato. "Il tema non è rispettarli in un anno, in due, in cinque. L’impegno è al 2035, ma se si vuol far parte dell’alleanza, quell’impegno bisogna rispettarlo”. 

Secondo il ministro, la questione non riguarda un aumento immediato della spesa militare, ma un percorso già definito. “Ognuno coi suoi tempi, con le sue difficoltà, ognuno declinandolo come vuole”, ha precisato, ribadendo però che l’alternativa sarebbe un ritorno a una dimensione nazionale della sicurezza. “Stare da soli in questo mondo vorrebbe dire investire il 10%, il 15%, il 20% per difendersi. Sarebbe ancora più impossibile, ancora più difficile”. 

Crosetto ha poi chiarito la sua posizione sulla natura dell’Alleanza atlantica: la Nato non è "un club di amici lettori", ma "un’alleanza militare difensiva" che prevede obblighi e responsabilità per tutti i Paesi membri. "Chi partecipa a questa alleanza deve mettersi in testa, cosa che noi ci eravamo dimenticati di fare, di partecipare con lo stesso peso di tutte le nazioni", ha detto il ministro, spiegando che il nuovo scenario internazionale richiede un cambio di passo soprattutto da parte europea. “La Nato 2.0 era quella che si riduceva la spesa ogni anno, che è un mondo diverso”, ha spiegato ricordando anche il possibile ridimensionamento della presenza statunitense nel continente. “Non pensavamo di avere bisogno di un’alleanza militare di una Nato 3.0, come abbiamo detto oggi. Ma d’altronde, se si vuole far parte della Nato, si vuole avere un’alleanza difensiva, si rispettano gli impegni”. 

Sul fronte del governo e delle risorse economiche, Crosetto ha assicurato che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è consapevole della necessità di rispettare gli impegni presi dall’Italia sull’aumento della spesa per difesa e sicurezza. “Penso sia totalmente consapevole”, ha risposto alla domanda sul titolare del Mef, spiegando che il percorso verso il 5% del Pil entro il 2035 riguarda un impegno nazionale che dovrà essere affrontato nei prossimi anni. 

Sul fronte italiano, il ministro ha parlato anche del piano di aumento delle spese per la Difesa approvato dal Parlamento lo scorso anno. “Era un piano credibile di un percorso per arrivare agli impegni presi”, ha detto Crosetto, spiegando però che quest’anno il programma ha subito uno stop per la mancata uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo, ma andrà "recuperato" immediatamente.  

"Il piano che era stato approvato dal Parlamento l'anno scorso - afferma - che prevedeva un aumento dello 0,15% quest'anno, 0,15% quello successivo e 0,20% quello dopo, era un piano credibile di un percorso per arrivare agli impegni presi. Quest'anno è mancato perché c'è stato questo inciampo della non uscita dalla procedura di infrazione. Mi auguro che sia recuperabile immediatamente e lo vedremo già subito da ottobre, dal bilancio '27, ma penso non ci sia alternativa qualunque sia la maggioranza e la forza politica che guida il Paese".  

Crosetto ha citato anche il possibile utilizzo dei prestiti europei Safe per sostenere gli investimenti nella difesa. “Poteva essere un modo in più per aumentare la spesa, perché è finanziato dall’Unione Europea e non attraverso il debito italiano. Però è una scelta”. Secondo il ministro, il problema resta il rapporto tra sicurezza e vincoli economici europei. “Sono 3 anni e mezzo, 4, che continuo a dire che, se non si fossero eliminati completamente i vincoli europei sulle spese belliche, ci saremmo trovati in questa situazione”, ha detto, criticando la lentezza dell’Europa nelle decisioni strategiche. 

 

Crosetto ha poi rassicurato sul rapporto con gli Stati Uniti e sull’utilizzo delle basi italiane. L’incontro con il segretario alla Guerra Usa Pete Hegseth "è andato benissimo". "Le basi in Italia sono state totalmente utilizzate nel rispetto dei trattati che abbiamo. L’America non ha mai avuto alcuna lamentela da fare". 

Infine, sulla revisione della presenza americana in Europa, il ministro ha parlato di un percorso condiviso tra alleati "che serve anche a noi per capire come si organizzerà la Nato. Già è stato comunicata sugli assetti una riduzione, e questi assetti saranno compensati dagli altri alleati. Ma il percorso è chiaro: ci sarà una Nato che per la parte europea dovrà dipendere sempre di più dagli europei". 

"Le truppe americane dovranno uscire man mano che le truppe europee saranno in grado di sostituirle”, ha detto. "Intanto aspettiamo questa revisione - afferma - e le proposte dopo questa revisione, e poi penso sarà possibile per gli alleati e per l'alleanza, discutere su questa revisione. Condivido, come dice Boris Pistorius, l'idea che le truppe americane dovranno uscire man mano che le truppe europee saranno in grado di sostituirle. Penso che gli americani alla fine saranno disponibili su un percorso condiviso", conclude. 

18 giu 2026

Torna la campagna 'In seno al futuro' a sostegno delle donne con cancro metastatico

(Adnkronos) - Parlare di futuro per le pazienti con tumore al seno metastatico, una patologia oggi sempre più cronicizzabile grazie a terapie innovative che consentono di convivere con il cancro e mantenere una buona qualità di vita. È questo l'obiettivo di 'In seno al futuro', campagna di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, giunta alla seconda edizione. L'iniziativa, informano i promotori, si articola attraverso un video racconto costruito attorno a 4 parole chiave - ricerca, fiducia, percorso, relazione - che delineano il percorso di cura delle pazienti dopo una diagnosi di tumore al seno metastatico e le accompagnano alla scoperta del proprio futuro. L'ambassador del progetto è Diego Passoni, speaker e conduttore radiofonico di Radio Deejay, la voce narrante e il facilitatore che accompagna la riflessione sul significato più profondo di ogni singola parola, per approfondire i diversi aspetti della malattia e della cura.  

Ogni video - spiega una nota - ha come focus proprio una delle 4 parole e si sviluppa attraverso un dialogo emozionante e profondo tra Diego e i rappresentanti delle associazioni pazienti e delle esperte che hanno dato il loro contributo alla campagna. In particolare, Diego incontra Flori Degrassi, presidente di Andos nazionale Ets; Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia; Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna; Chiara Milanesi, responsabile della sezione di Forlì di Salute Donna Odv, e le esperte Grazia Arpino, professore associato di Oncologia medica e responsabile del gruppo di tumore mammario all'università Federico II di Napoli; Valentina Guarneri, professore ordinario di Oncologia medica all'università di Padova; Manuelita Mazza, Section Head Breast Cancer Oncology presso la Cleveland Clinic di Abu Dhabi, e Gabriella Pravettoni, professore ordinario di Psicologia delle decisioni del Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'università degli Studi di Milano. Il risultato - si legge - è uno scambio di opinioni, un confronto aperto e sincero che offre una sempre diversa prospettiva su cosa significhi convivere con la malattia e immaginare un futuro con una diagnosi di tumore al seno metastatico, attraverso le parole. 

"Sono molto felice - afferma Passoni - di far parte di 'In seno al futuro', un progetto che vuole raccontare le nuove possibilità che la ricerca e l'innovazione offrono alle pazienti con tumore al seno metastatico che possono ora immaginare, insieme a caregiver, amici e familiari, un futuro con lunghe prospettive. Ricerca, fiducia, relazione e percorso sono le 4 parole simbolo della campagna, che ci hanno permesso di raccontare, in modo forte e autentico, questo cammino prospettico. Ringrazio, in particolare, le associazioni pazienti e i clinici che ho incontrato e che hanno raccontato insieme a me il cammino nuovo delle pazienti. Con un contributo valoriale immenso, hanno aiutato me e aiuteranno chi seguirà la campagna a capire il vero significato di questo percorso".  

Solo in Italia sono 55.000 le donne che convivono con un carcinoma mammario metastatico, ricordano i promotori della campagna. Nel 2024 le nuove diagnosi di tumore al seno sono state circa 54.000, di cui il 6-7% già di IV stadio. Si parla di metastasi quando le cellule tumorali si diffondono dalla mammella ad altre parti del corpo. Questo può accadere anche molti anni dopo l'intervento chirurgico e le terapie post-operatorie, nonostante il tumore primario sia stato completamente rimosso. 

"Siamo orgogliosi di aver realizzato la seconda edizione di 'In seno al futuro' - dichiara Mauro Vitali, Vice President Head of Oncology Daiichi Sankyo Italia - È importante sostenere campagne come questa perché oggi il tumore al seno metastatico richiede una narrazione nuova e più aderente alla realtà delle pazienti e delle loro famiglie. Oggi possiamo parlare di futuro perché esistono innovazioni concrete e, grazie alla ricerca, è sempre più possibile convivere con questa patologia mantenendo una buona qualità di vita. Questo cambiamento va accompagnato da informazione, consapevolezza e ascolto. La campagna, che nasce dalla collaborazione tra associazioni pazienti e clinici e dall'alleanza tra Daiichi Sankyo e AstraZeneca, rappresenta il nostro impegno condiviso per dare risposte concrete ai bisogni delle pazienti e contribuire a un'evoluzione reale dei percorsi di cura". 

Tutti i contenuti, compresi gli approfondimenti e i numeri sulla patologia e una sezione dedicata ai contenuti della campagna del 2024, saranno pubblicati sul sito dedicato alla campagna, www.insenoalfuturo.it. 

18 giu 2026

Progetto 'Generazione G', per ogni euro investito 3,21 euro di ritorno generato

(Adnkronos) - A tre anni dal lancio Generazione G, progetto promosso da Prénatal in collaborazione con Moige (Movimento Italiano Genitori) per sostenere la natalità in Italia e accompagnare le famiglie in situazioni di fragilità, presentata la seconda rendicontazione d’impatto, confermando la capacità del modello di generare valore sociale, rafforzare la fiducia delle famiglie e contribuire alla costruzione di comunità più solide e inclusive. Dopo i risultati della prima annualità, la seconda fase del progetto conferma e rafforza il ruolo di Generazione G come intervento di welfare preventivo e relazionale, capace di incidere non solo sulle condizioni materiali delle famiglie coinvolte, ma anche sulle dimensioni educative, psicologiche, relazionali e comunitarie che caratterizzano la genitorialità nei primi anni di vita del bambino. 

La valutazione di impatto economico-sociale è stata realizzata dall’Università La Sapienza di Roma attraverso il metodo Sroi (Social Return on Investment), un approccio che consente di analizzare la mappa del cambiamento andando oltre la semplice misurazione delle attività realizzate e traducendo gli impatti prodotti sui beneficiari e sulla comunità in valore economico-sociale. Il risultato conferma la crescita del valore generato: nella seconda annualità, a fronte di un investimento complessivo di 498.536,73 euro, Generazione G ha prodotto un valore pari a 1.600.039 euro, generando un ritorno, per ogni euro investito, di 3,21. Dato che assume ancora maggior rilevanza se considerato al netto delle risorse impiegate: +154% rispetto al periodo precedente.  

Considerando gli effetti prodotti che non si esauriscono nel breve periodo, ma si consolidano nel tempo, l’impatto cumulato attualizzato a cinque anni è stato inoltre proiettato a quasi 5 milioni di euro. Un valore che evidenzia come il progetto rappresenti un vero e proprio investimento sociale: un modello capace di trasformare risorse economiche e progettuali in maggiore benessere familiare, prevenzione delle vulnerabilità, rafforzamento delle reti territoriali e una più alta sostenibilità della scelta genitoriale. 

 

“La seconda rendicontazione di Generazione G conferma la solidità di un modello che genera benefici nel lungo periodo e dimostra come il sostegno alla genitorialità possa tradursi in un vero investimento sociale con effetti sulla sostenibilità educativa e demografica dei territori. Il progetto rappresenta un modello di intervento replicabile e scalabile, capace di integrare sostegno materiale, empowerment relazionale e attivazione comunitaria in una logica di welfare preventivo e generativo, orientato alla costruzione di contesti familiari più sicuri e benefici rilevanti e duraturi. Oggi più che mai è fondamentale consolidare un lavoro comune tra Istituzioni, stakeholder e imprese per promuovere risposte condivise e durature a sostegno della natalità e delle famiglie per ricreare possibilità di sviluppo del Paese”, afferma Alberto Rivolta, Ceo Artsana Group.  

Nel secondo blocco progettuale, Generazione G ha preso in carico 308 famiglie fragili attraverso una rete attiva in 28 città di 13 regioni. L’intervento è stato possibile grazie all’ingaggio di 53 genitori esperti, selezionati e formati per accompagnare le famiglie nei momenti più delicati della genitorialità, offrendo ascolto, presenza, competenze e supporto concreto. Particolarmente significativo è il dato relativo alla natalità: 79 nuove nascite di cui 11 secondi o terzi figli, che rappresentano uno degli outcome più rilevanti dell’intervento e che confermano la capacità del progetto di contribuire alla creazione di condizioni relazionali, emotive e comunitarie più sostenibili per la crescita dei figli. 

In un contesto nazionale segnato da un progressivo e costante calo della natalità Generazione G dimostra infatti come il sostegno alle famiglie, quando è continuativo e fondato sulla prossimità, possa rafforzare la fiducia nella scelta genitoriale e contribuire alla costruzione di condizioni più favorevoli alla natalità. Accanto al dato demografico, la seconda rendicontazione dell’Itci-Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale di 'Tonino Cantelmi', che analizza i cambiamenti sociali nella vita delle famiglie, evidenzia miglioramenti significativi nella quotidianità dei nuclei coinvolti, con indicatori in crescita rispetto alla prima annualità. 

 

La stabilità della coppia si è rafforzata, registrando un +22,6% nell’autoefficacia di coppia, che nella prima fase era rimasta stabile, mentre l’autoefficacia genitoriale è cresciuta del +26,1%, rispetto al +2,4% del primo blocco. In aumento anche la soddisfazione genitoriale, che passa dal +5,5% della prima annualità al +14,95% della seconda. Anche la relazione genitore-figlio ha registrato un miglioramento sostanziale, con un incremento del calore educativo pari al +12,6%, rispetto al +3,8% della prima fase, e una riduzione dello stile genitoriale trascurante del -19,1%. Il progetto ha inciso anche sul benessere dei bambini, in particolare nei primi anni di vita. L’attaccamento sicuro è cresciuto del +10,3%, rispetto al +3,8% registrato nella prima annualità, mentre lo stile di attaccamento ansioso ha confermato una riduzione significativa, pari al -32,9%, sostanzialmente in linea con i dati della prima fase.  

Le evidenze raccolte confermano inoltre un miglioramento particolarmente significativo del benessere complessivo delle famiglie: il benessere psicologico è cresciuto del +31,5%, rispetto al +2,6% della prima annualità, mentre quello fisico ha registrato un incremento del +36,5%, rispetto al +2% del primo blocco. Risultati che mostrano come il progetto abbia contribuito non solo al miglioramento delle condizioni materiali, ma soprattutto al rafforzamento delle competenze genitoriali, della qualità delle relazioni familiari e della capacità delle famiglie di attivare reti di supporto sociale e comunitario. Proprio la dimensione territoriale rappresenta uno degli elementi più qualificanti della seconda annualità. Le attività di gruppo, il supporto tra pari e la costruzione di reti informali di prossimità hanno favorito la nascita di capitale sociale territoriale, rafforzando la capacità delle comunità locali di attivare risposte informali ai bisogni delle famiglie. In particolare, il supporto proveniente da corsi e gruppi strutturati è cresciuto del +21,4%. 

In questo quadro, i genitori esperti hanno svolto un ruolo centrale non solo come figure di supporto individuale, ma anche come facilitatori di reti territoriali e promotori di connessioni tra famiglie, servizi e comunità locali contribuendo alla costruzione di un modello di welfare comunitario.  

 

Questa dimensione è rilevante anche per il sistema pubblico: la presenza di reti relazionali stabili e comunità educanti può contribuire, nel medio periodo, a ridurre la pressione sui servizi sociosanitari ed educativi, intervenendo prima dell’aggravarsi delle vulnerabilità. L’impatto del progetto non risiede solo nel potenziale risparmio economico, ma soprattutto nella capacità di rafforzare fattori protettivi familiari e comunitari, prevenendo situazioni di disagio che richiederebbero interventi più intensivi. “I dati di Generazione G dimostrano che il sostegno alla genitorialità è il miglior investimento possibile per il futuro del Paese. I ritorni sociali sono la prova che la solitudine delle famiglie si combatte con la prossimità. Grazie alla rete dei nostri genitori esperti, abbiamo trasformato la fragilità in fiducia, il disagio in opportunità”, dichiara Antonio Affinita, direttore generale Moige.  

Sin dalle fasi iniziali, il progetto è stato, inoltre, sostenuto a livello istituzionale, a conferma della rilevanza del supporto alla genitorialità come leva strategica per il benessere sociale. “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo progetto perché affronta il tema della natalità e delle fragilità familiari con il giusto approccio: sostenendo le famiglie, accompagnando i genitori, aiutando i nuclei ad alimentare le relazioni, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. Il sostegno alle famiglie, il welfare pensato in chiave di alleanza e non di sostituzione, è una bussola che ha orientato fin dall’inizio le politiche del governo, ma siamo convinti che solo attraverso l’impegno comune delle istituzioni, del mondo del lavoro e dell’impresa, dell’associazionismo, le politiche possano dispiegare appieno i propri effetti. Il progetto di Prénatal in collaborazione con Moige va esattamente in questa direzione”, afferma Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. 

 

Nel complesso delle due annualità, Generazione G ha raccolto quasi un milione di euro, aiutato 572 famiglie fragili, accompagnato 136 nuove nascite e coinvolto 36 città in 15 regioni grazie al supporto di 70 genitori esperti. Il progetto ha inoltre distribuito basket infanzia per un valore cumulato superiore a 60.000 euro, contribuendo a offrire un sostegno materiale immediato alle famiglie coinvolte. Con il contributo delle insegne Prénatal, Toys Center, Bimbostore e Fao Schwarz – e dei partner Chicco, Clementoni, Fater, Mam, Mattel e Okbaby, Generazione G continua a crescere come modello di welfare di prossimità, capace di unire imprese, terzo settore, comunità e famiglie intorno a un obiettivo comune: rimettere al centro la genitorialità come leva per il futuro del Paese. 

18 giu 2026

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