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Acqua, Casini (Aubac): "Indietro su infrastrutture, dati a base pianificazione"

4 nov 2026

Prodotti assorbenti, ecodesign per un riciclo più efficiente

(Adnkronos) - In Italia la raccolta dedicata dei prodotti assorbenti per la persona coinvolge quasi 18 milioni di cittadini, mentre il Pnrr ha finanziato la realizzazione di 11 nuovi impianti di trattamento con investimenti superiori a 109 milioni di euro. Oggi la vera sfida consiste nel consolidare una filiera industriale duratura in grado di far funzionare il sistema nel tempo, connettendo la capacità tecnologica di riciclo con la domanda di mercato per le materie prime recuperate. Il tema è stato al centro della tavola rotonda 'Prodotti assorbenti per la persona: chiudere il cerchio', organizzata da Legambiente nell'ambito di Ecomondo 2026, che ha visto il confronto tra la stessa associazione ambientalista, Essity, azienda del settore dell’igiene e della salute, i-Foria, realtà tecnologica italiana, RetiAmbiente, il gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti urbani per l'Ambito Territoriale Ottimale Toscana Costa, e l’intervento del capo Segreteria del viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Alberto Mattesco. 

In questa occasione, Essity ha presentato i risultati preliminari di uno studio condotto insieme a i-Foria sul riciclo dei propri presidi per l'incontinenza Tena Pants presso l'impianto dimostrativo di Spresiano (Treviso). La ricerca ha analizzato come le caratteristiche strutturali dei prodotti influenzino la resa dei processi di recupero industriale, confrontando i Tena Pants con un benchmark aggregato di mercato. 

I test mostrano che la composizione del prodotto gioca un ruolo chiave nel rendere più efficiente il processo di riciclo: Minore impatto energetico (il minor contenuto di polimero superassorbente (Sap) nella frazione assorbente recuperata a seguito del processo di riciclo - pari al 24,9% contro il 32,3% del benchmark - permette di trattenere meno umidità residua); Risparmio energetico ed emissioni (questo assetto comporta una riduzione stimata di circa il 12% dell'energia richiesta nella fase di essiccazione (fase che incide per circa il 60% sul fabbisogno totale del processo) e un calo del 7% delle emissioni climalteranti associate). I dati confermano come la progettazione all'origine - ecodesign - sia un tassello fondamentale per ottimizzare i consumi degli impianti e garantire nuova materia prima secondaria di qualità. 

"Negli ultimi anni il settore ha compiuto passi importanti nell’innovazione tecnologica e negli impianti per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona. Oggi si apre una nuova fase, in cui ogni attore della filiera può fare la sua parte. Come produttori abbiamo un ruolo attivo lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione fino al suo fine vita, e vogliamo conoscere sempre meglio come i nostri prodotti si comportano nei processi di recupero in quanto la sostenibilità dei prodotti dovrà essere valutata in futuro anche rispetto alle loro performance nell’ambito del processo di riciclo", ha dichiarato Massimo Minaudo, Country Manager Italia e Senior Business Director Ibit di Essity. 

"L'Italia dispone oggi di competenze, tecnologie e di un quadro normativo che la collocano tra le esperienze più avanzate in Europa nel riciclo dei prodotti assorbenti per la persona, trasformando uno dei rifiuti più complessi in risorsa. La vera sfida ora è fare in modo che gli investimenti avviati generino filiere industriali durature, capaci di trasformare un flusso di rifiuti complesso in una risorsa e in nuove opportunità per il Paese - ha sottolineato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - È proprio questo il significato più concreto della transizione ecologica: costruire modelli industriali in grado di coniugare benefici ambientali, innovazione e sviluppo economico". 

Per Marcello Somma, Ceo di i-Foria, "questi risultati dimostrano che la circolarità non dipende soltanto da impianti di riciclo più efficienti, ma anche da prodotti progettati per essere riciclati meglio. La loro composizione può influenzare concretamente le prestazioni dei processi industriali, i consumi energetici e la qualità dei materiali recuperati. La collaborazione con Essity dimostra quanto sia importante integrare innovazione tecnologica e capacità industriale per sviluppare una filiera realmente circolare, trasformando il fine vita dei prodotti in una fonte di materie prime seconde, nuove applicazioni industriali e opportunità di crescita economica e sostenibilità ambientale". Alberto Mattesco, capo della Segreteria del viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, nel suo intervento ha dato rassicurazioni sull’orizzonte temporale per la realizzazione degli impianti di riciclo dei prodotti assorbenti Pnrr, sottolineando come i progetti che abbiano raggiunto una buona maturità verranno sicuramente portati a termine nel corso del 2027 e del 2028. 

4 nov 2026

Buzzella (Federchimica): "Pesano caro energia e tsunami normativo da Bruxelles"

4 nov 2026

A Bergamo il Festival dell'impresa, 200 imprenditori a confronto sulle sfide perla crescita

(Adnkronos) - Come possono continuare a crescere le imprese italiane in un mondo segnato dalle tensioni geopolitiche, dal costo dell'energia, dalla crisi demografica e dalle trasformazioni tecnologiche? E quali cambiamenti devono affrontare gli imprenditori per restare competitivi, conquistare nuovi mercati e aumentare la produttività? Sono le domande al centro del Festival dell'Impresa, che si apre venerdì 6 novembre a Bergamo e proseguirà fino a domenica 8, trasformando per tre giorni la città in un luogo di confronto tra imprenditori, economisti, rappresentanti delle istituzioni, manager e studiosi. Il Festival riunirà 400 relatori, tra cui 200 imprenditori di piccole, medie e grandi aziende, protagonisti di oltre 100 incontri. Un programma che accanto ai grandi dibattiti sull'economia italiana ed europea darà ampio spazio alle esperienze concrete delle imprese: dalle strategie di internazionalizzazione alle acquisizioni, dall'organizzazione dei processi alla gestione delle persone, dall'innovazione tecnologica al passaggio generazionale. Il filo conduttore dell'edizione 2026 è «Crescere nonostante»: una riflessione sulle condizioni che permettono alle imprese di continuare a svilupparsi anche in uno scenario caratterizzato da incertezza e profondi cambiamenti. La giornata inaugurale prenderà il via venerdì 6 novembre alle 10, nella Sala Sestini della Camera di Commercio di Bergamo, con i saluti di Filiberto Zovico, fondatore e direttore di ItalyPost, e Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di Commercio di Bergamo. 

Ad aprire i contenuti del Festival sarà Ferdinando Giugliano, direttore dell'Ispi, con una relazione dedicata alle sfide geopolitiche per le imprese italiane. Il confronto tra Stati Uniti e Cina, le nuove politiche commerciali, la ridefinizione delle catene globali di fornitura e le tensioni internazionali hanno reso la geopolitica una componente sempre più importante delle decisioni industriali. Seguirà il confronto «Crescere nonostante», con quattro protagonisti del sistema industriale italiano: Enrico Carraro, presidente di Carraro Group; Giuseppe Librandi, presidente e amministratore delegato di C.O.I.M.; Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Group e Confindustria Lombardia; Matteo Zanetti, vicepresidente di Zanetti Spa e presidente di Confindustria Bergamo. Al centro le scelte che consentono alle imprese di investire, affrontare nuovi mercati e consolidare la propria competitività anche quando il contesto economico diventa più difficile.  

La mattinata si concluderà con un'intervista a Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro, dedicata al rapporto tra crisi demografica e sviluppo economico: dalla carenza di lavoratori alle competenze necessarie per sostenere la crescita, fino alle conseguenze dell'invecchiamento della popolazione sul sistema produttivo italiano.Dal pomeriggio di venerdì gli incontri si distribuiranno in numerose sedi cittadine, affrontando problemi che riguardano direttamente la vita delle imprese. Particolare attenzione sarà dedicata all'organizzazione aziendale e alla produttività: come strutturare i processi, introdurre nuove competenze manageriali, migliorare le operations e accompagnare la crescita senza perdere efficienza e flessibilità. Altri confronti saranno dedicati alle strategie di internazionalizzazione, ai rischi dei mercati globali, al ricambio generazionale e ai rapporti tra proprietà familiare e management.  

 

Tra i grandi appuntamenti economici di venerdì, Francesco Giavazzi e Nicola Rossi si confronteranno sul tema «Il debito non è mai buono», mentre Andrea Montanino, Francesco Profumo e Alessandra Lanza discuteranno del ruolo della ricerca e della tecnologia nello sviluppo dell'Italia. L'energia sarà al centro del dibattito «Elettrificazione e indipendenza energetica: un binomio possibile», con imprenditori del settore e rappresentanti del Parlamento europeo. Una questione cruciale per la competitività industriale, in un Paese nel quale il costo dell'energia continua a rappresentare uno dei principali problemi per molte aziende manifatturiere. Nel tardo pomeriggio, Emma Marcegaglia, presidente di Marcegaglia Holding, dialogherà con Ferruccio de Bortoli sul tema «L'Italia resterà un Paese industriale?». Un interrogativo che attraversa l'intera manifestazione e riguarda il futuro della manifattura italiana nel contesto della competizione internazionale. 

Uno degli elementi caratterizzanti del Festival è la centralità delle esperienze imprenditoriali. Non soltanto testimonianze delle grandi aziende, ma anche confronti tra imprese di dimensioni diverse, impegnate ad affrontare problemi analoghi: crescere dimensionalmente, conquistare nuovi mercati, migliorare la produttività, sviluppare nuovi prodotti e attrarre competenze. Tra gli appuntamenti di venerdì anche quello dedicato alle 1.000 imprese Best Performer di Bergamo, un'occasione per mettere a confronto i risultati economici delle aziende del territorio e le strategie di chi ha saputo distinguersi per crescita e solidità. Il programma proseguirà sabato 7 novembre con nuovi incontri dedicati all'industria, alla globalizzazione, al rapporto tra imprese e istituzioni, all'intelligenza artificiale, alla robotica e ai grandi cambiamenti economici e sociali.  

Il Festival allargherà lo sguardo anche oltre i temi strettamente industriali, con incontri dedicati ai grandi problemi della società contemporanea e alla cultura d'impresa. Venerdì sera, alle 21, il sociologo Frank Furedi sarà protagonista dell'incontro 'Paura, rischio, libertà', mentre Amalia Ercoli Finzi, tra le più autorevoli studiose italiane di ingegneria aerospaziale, affronterà il tema 'Prepararsi al futuro oltre la Terra'. Sabato sera il confronto tra Giuliano Noci e Giuseppe Sarcina, 'Chi vincerà tra Usa e Cina?', porterà al centro il rapporto tra le due grandi potenze e le conseguenze per gli equilibri economici internazionali. Uno spazio importante sarà dedicato anche al Premio Letteratura d'Impresa, con gli incontri che coinvolgeranno gli autori finalisti delle sezioni narrativa e saggistica. Un percorso che mette in relazione la cultura, il lavoro e la capacità di raccontare il mondo delle aziende. Il Festival si concluderà domenica 8 novembre, dalle 10 alle 13, al Kilometro Rosso, con un appuntamento dedicato all'industria italiana e alle sue prospettive. La mattinata sarà aperta dalla relazione di Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, seguita dal confronto «L'industria che resiste», al quale parteciperanno, tra gli altri, Michela Conterno, amministratrice delegata di Lati; Daniele Lago, presidente di Lago; Marco Nocivelli, amministratore delegato di Epta; e Federico Visentin, presidente di Mevis e Cuoa business school. Un ulteriore confronto sarà dedicato alla crisi dell'automotive e alle nuove opportunità industriali, con la partecipazione di Roberto Vavassori, direttore Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Brembo. Tre giorni che, attraverso il confronto tra esperienze imprenditoriali e analisi economiche, proveranno a individuare le condizioni necessarie perché l'Italia continui a essere un grande Paese industriale. La partecipazione agli incontri è aperta al pubblico, previa registrazione, fino a esaurimento dei posti disponibili. 

4 nov 2026

Corazza: "Senza imprese forti non riusciremo a raggiungere obiettivi Green Deal"

4 nov 2026

Sostenibilità, il passaporto digitale per una filiera tessile più trasparente e circolare

4 nov 2026

Clima, resilienza climatica dall’Europa ai territori, fare rete per la rigenerazione

4 nov 2026

Sostenibilità, Fino (Re Soil): "Cibo sempre più povero se non nutriamo la terra"

(Adnkronos) - "Il 65% dei suoli europei è degradato. In Italia non siamo messi meglio: il 47% versa nelle stesse condizioni e la presenza di carbonio organico, fonte vitale che permette alla terra di rigenerarsi e di garantire il 95% del cibo che arriva sulle nostre tavole, proviene dai suoli. Se non incrementiamo la sostanza organica presente nei suoli, tra un po' avremo cibo sempre più povero". Così Debora Fino, presidente della Fondazione Re Soil, ai microfoni dell'Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre. 

In questo ambito sono quindi importanti pratiche agronomiche corrette. "Come Re Soil - spiega - seguiamo una serie di aziende agricole, le cosiddette Lighthouse Farm, che sperimentano quotidianamente buone pratiche sul suolo, la rotazione delle colture e fertilizzanti rispettosi dell'ambiente. Sono un 'faro', sempre a porte aperte, dove gli agricoltori o le aziende possono entrare e vedere con i propri occhi che è possibile. È la risposta che è possibile fare un'agricoltura moderna, di precisione, rispettosa dell'ambiente e dell'uomo, perché poi alla fine della fiera, se i prodotti che mangiamo, i prodotti di cui ci cibiamo provengono da un suolo sano, saremo sani anche noi".  

Quanto alla bioeconomia circolare applicata all'agricoltura e alla tutela del suolo, Fino dice: "c'è un dato raccapricciante secondo cui una persona getta in media 400 chili di cibo nella spazzatura. La strategia è riuscire a coniugare aspetti di spreco alimentare, in un'ottica di bioeconomia circolare, andando a restituire al suolo i nutrimenti di cui si è impoverito per avere poi dei prodotti più sani".  

4 nov 2026

La geopolitica della green economy, focus su Cina, Usa, Europa e Africa

(Adnkronos) - Un percorso ad ostacoli quello della green economy globale, dove si alternano facili discese ad impervie salite.  

Nel 2025 la Cina ha interrotto la crescita delle emissioni di CO2 ma resta il primo emettitore globale con il 27% delle emissioni. Gli Stati Uniti, nonostante le politiche avverse trumpiane, hanno aggiunto 40GW di rinnovabili, ma hanno aumentato dell’1,9% le emissioni di CO2, il più alto incremento a livello globale. L’Europa ha ridotto, dal 1990, del 37% le emissioni di gas serra a fronte nello stesso periodo di un incremento del 75% del Pil, ma ha speso 337 miliardi per importare combustibili fossili. E poi c’è l’Africa, che è responsabili solo del 3% delle emissioni storiche di CO2, ma è il continente che paga il conto più salato per i cambiamenti climatici, tanto che si prevede al 2050 un eccesso di mortalità del 50%. 

Gli Stati Generali della Green economy, organizzati dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, della Commissione europea e del ministero delle Imprese e del Made in Italy in corso a Rimini, nella cornice di Ecomondo, nella seconda giornata dal titolo 'La geopolitica della green economy: una finestra sul mondo', organizzata in collaborazione con Italy For Climate, svolgono una ricognizione a tutto campo su cosa sta succedendo a livello globale alla green economy interrogando esperti, imprese, decisori politici. 

“In un mondo afflitto da guerre, disuguaglianze sociali e tensioni geopolitiche - ha dichiarato Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile - la green economy offre una risposta concreta perché riduce i rischi della crisi climatica e assicura una minore dipendenza da importazioni di combustibili fossili e materie prime che sono spesso la causa di questi problemi globali”. Il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile Edo Ronchi trae buoni auspici per la green economy dalle elezioni di midterm Usa. “Fanno bene sperare – dice - per le politiche climatiche e per la riduzione dello strapotere dei fossili”. 

Dalla presentazione di Italy for Climate che ha fatto una panoramica degli up and down della green economy mondiale nel 2025, è emerso che il 25% della biodiversità mondiale è in Africa e il continente detiene il 30% delle riserve mondiali di minerali critici e il 60% delle migliori risorse solari, e i paesi africani hanno contribuito solo al 3% delle emissioni storiche di CO2, eppure ne subiscono gli impatti più gravi, tra cui il 50% della mortalità in eccesso prevista per il 2050. Per questo il primo Ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed Ali (Premio Nobel), al secondo Vertice africano sul clima ha dichiarato: “Non siamo qui per negoziare la nostra sopravvivenza. Siamo qui per progettare la prossima economia climatica mondiale”. 

Dalla Cina segnali positivi: si stima che il paese abbia avuto il tasso di elettrificazione del 32% nel 2025 e raggiungerà l'obiettivo '35 entro il '35' (35% entro il 2035) proposto alla Cop31. Non solo, nel 2025 ha visto la crescita zero delle emissioni di gas serra: un'ottima notizia per il pianeta, a fronte di una crescita del Pil del 5% e ha anche aggiunto 440GW di rinnovabili, quasi il 50% della capacità rinnovabile mondiale, ma resta una grande consumatrice di materiali (+35% del consumo pro capite negli ultimi 15 anni), con l’economia circolare che resta ancora una sfida da vincere. 

Gli Stati Uniti hanno raggiunto una capacità di accumulo di 43 GW e dovrebbe raddoppiare nel 2027, ma i combustibili fossili continuano ad essere in primo piano: oltre ad essere i primi produttori mondiali di petrolio e gas, hanno investito 211 miliardi di dollari in combustibili fossili. La via elettrica piace invece all’Europa, nel 2025 sono aumentate le auto elettriche del 32% e, con 27 vetture ogni 1000 abitanti, si avvicina alla Cina (31); la generazione elettrica da rinnovabili, poi, ha raggiunto il 48%, con una capacità raddoppiata dall’Accordo di Parigi. Le emissioni di gas serra sono aumentate dell’1% ed il 2025 è il secondo anno consecutivo in cui la riduzione delle emissioni ha subito un rallentamento. 

4 nov 2026

Maltempo, scuole chiuse e allerta meteo rossa per temporali in Sardegna giovedì 5 novembre: i comuni interessati

(Adnkronos) - La Protezione civile ha diramato per domani, giovedì 5 novembre, un avviso di allerta meteo rossa per temporali per alcuni settori della Sardegna. Ragion per cui alcuni sindaci hanno deciso di tenere chiuse le scuole di ogni ordine e grado per sicurezza. Ecco, di seguito, l'elenco dei comuni interessati. 

Il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, vista l'allerta meteo in codice rosso per rischio idrogeologico, idraulico e temporali previsti in Gallura, ha disposto per l’intera giornata di domani, giovedì 5 novembre 2026, salvo ulteriori valutazioni legate all’evoluzione delle condizioni meteorologiche, la chiusura degli uffici pubblici che prevedono il ricevimento del pubblico, garantendo comunque i servizi minimi essenziali. E' disposta anche la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, dei nidi d’infanzia, dei servizi educativi per la fascia 0-3 anni e dei centri educativi pomeridiani, sia pubblici che privati, la chiusura dei cimiteri comunali e la chiusura del Parco urbano “Fausto Noce” e delle strutture annesse, comprese le sedi del Circolo Tennis, del Circolo Bocciofilo e del Palazzetto Deiana. 

Stessa decisione di tenere chiuse le scuole è stata presa dai sindaci di Nuoro, Bitti, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Orosei, Torpé e Posada.  

Come emerge dall'ultimo bollettino pubblicato sul sito della Protezione civile, l’avviso prevede già dal pomeriggio-sera di oggi, mercoledì 4 novembre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale sulla Sardegna, con particolare riferimento ai settori orientali e costieri. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. 

 

"Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 5 novembre, allerta rossa sui settori orientali della Sardegna e allerta gialla sul restante territorio. Valutata inoltre allerta gialla su parte della Sicilia", si legge sul comunicato. 

 

 

4 nov 2026

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