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3 nov 2026

Midterm 2026, italiano arrestato per frode elettorale: "Si fingeva cittadino Usa"

(Adnkronos) - Un cittadino italiano è stato arrestato dall'Ice, l'Immigration and Customs Enforcement Usa, con l'accusa di frode elettorale mentre gli Stati Uniti vanno alle urne per le elezioni di midterm 2026. E' quanto sottolinea l'agenzia federale statunitense in un post su 'X'. "Andrea Morzetta, cittadino italiano di 72 anni - scrive l'Ice-, è stato arrestato dall’Ice e accusato di voto illegale. Morzetta avrebbe votato in quattro elezioni federali". L'uomo si sarebbe in sostanza spacciato per cittadino statunitense recandosi ai seggi nel 2014, 2016, 2020 e 2024. 

Secondo l'Ice, nel 2025 Morzetta avrebbe presentato una domanda di naturalizzazione, dichiarando di non essersi mai registrato per votare né di aver mai votato in alcuna elezione federale, statale o locale negli Stati Uniti, secondo quanto riferito dalle autorità. Morzetta è stato accusato di aver votato illegalmente pur essendo cittadino straniero. In caso di condanna, potrebbe dover rispondere penalmente per aver occultato il proprio 'storico elettorale' e per aver mentito ai funzionari dell'immigrazione. Inoltre, rischierebbe di perdere il titolo che gli consente di soggiornare legalmente negli Stati Uniti. 

 

Morzetta, scrive il Dipartimento di giustizia Usa, è un cittadino italiano residente a North Haledon. E' uno dei due uomini che è stato arrestato nella contea di Passaic, nel New Jersey. Secondo il procuratore federale Robert Frazer, si legge nella nota dell'Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti del Distretto del New Jersey, Morzetta e Antonio Mitchell, 54 anni, cittadino giamaicano residente a Paterson, "sono stati accusati, con due distinti atti di denuncia, di aver votato in un'elezione federale pur non essendo cittadini statunitensi e di aver tentato illegalmente di ottenere la cittadinanza americana. Mitchell deve inoltre rispondere di un'ulteriore accusa di aver rilasciato dichiarazioni false durante la procedura di richiesta della cittadinanza". 

Morzetta è comparso il 29 ottobre per la prima volta davanti al giudice federale Leda Dunn Wettre, presso il tribunale federale di Newark. Morzetta e Mitchell, si legge nella notta dell'Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti del Distretto del New Jersey, "non erano cittadini statunitensi quando si sono registrati per votare. Nei rispettivi moduli di registrazione elettorale entrambi avrebbero dichiarato falsamente, sotto attestazione formale, di essere cittadini degli Stati Uniti. Per registrarsi e votare alle elezioni federali è infatti necessario possedere la cittadinanza statunitense". 

Entrambi gli imputati, pur non avendo ancora ottenuto la cittadinanza americana, hanno espresso il proprio voto in almeno un'elezione federale: Morzetta, riferisce l'Ufficio del Procuratore, "ha votato di persona alle elezioni generali del novembre 2024" mentre "Mitchell ha votato di persona alle elezioni generali del 2022". Al momento del voto, Morzetta, entrato negli Stati Uniti dall'Italia con classificazione P21 in qualità di coniuge di un residente straniero, e Mitchell, entrato dalla Giamaica con un visto B-2, non erano cittadini statunitensi e, pertanto, non erano autorizzati a partecipare alle elezioni federali. Dopo aver votato illegalmente, entrambi hanno presentato domanda per ottenere la cittadinanza statunitense attraverso la procedura di naturalizzazione, utilizzando il modulo N-400". 

Nelle rispettive domande, "sia Morzetta sia Mitchell avrebbero dichiarato falsamente di non essersi mai registrati per votare e di non aver mai partecipato ad alcuna elezione federale". Le accuse di voto illegale da parte di cittadini stranieri prevedono una pena massima di un anno di reclusione e una multa fino a 100.000 dollari. Il tentativo illegale di ottenere la cittadinanza statunitense è invece punibile con una pena massima di 10 anni di carcere e una multa fino a 250.000 dollari. L'accusa di aver fornito dichiarazioni false durante la procedura di richiesta della cittadinanza prevede una pena massima di cinque anni di reclusione e una multa fino a 250.000 dollari. 

3 nov 2026

Vaccini, Radovanovic (UniMi): "In virus sinciziale efficaci per contrastare eventi acuti"

(Adnkronos) - "L'infezione virale, in particolare da virus respiratorio sinciziale, rappresenta non solo un elemento chiave per gli eventi acuti e per la necessità di supporto medico fuori e dentro l'ospedale, ma anche un fattore comprovato nella popolazione generale dei pazienti con comorbilità: qualcosa che i pazienti temono soprattutto per le sequele che può determinare. Avere la possibilità di vaccinarsi per il virus respiratorio sinciziale si è dimostrato un metodo efficace per ridurre gli eventi acuti nei pazienti con broncopatia cronica ostruttiva (Bpco) o asma, ma anche nei pazienti con patologie cardiovascolari, in particolare con scompenso cardiaco e con diabete. Su un vastissimo numero di pazienti" la vaccinazione "ha determinato una riduzione delle ospedalizzazioni e degli eventi gravi fino al 70-75% rispetto ai non vaccinati, riducendo anche la quota di pazienti che andava incontro a eventi cardiovascolari legati all'infezione, in questo caso tra il 65% e il 70% dei casi". Lo ha detto Dejan Radovanovic, professore Malattie apparato respiratorio, università degli Studi di Milano e dirigente medico Uoc Pneumologia, ospedale Luigi Sacco, Asst Fatebenefratelli Sacco, oggi a Milano all'incontro con la stampa organizzato da Gsk in occasione della Settimana internazionale di sensibilizzazione sul virus respiratorio sinciziale - Rsv (2-8 novembre).  

Quello illustrato da Radovanovic è il quadro emerso da una survey "condotta quest'estate su poco più di 500 pazienti che presentavano comorbilità respiratorie e cardiovascolari, come il diabete, l'ipertensione, lo scompenso cardiaco, la broncopatia cronica ostruttiva, l'enfisema e l'asma". L'indagine ha evidenziato che "3 pazienti su 4, o anche di più, temono l'impatto delle infezioni virali e il loro effetto, in particolare del virus respiratorio sinciziale, nei confronti della propria malattia e di eventuali sequele che potrebbero essere pericolose per l'equilibrio e la stabilità della patologia", sottolinea l'esperto. Nonostante la conoscenza di questo tipo di virus stia crescendo, però "se ne parla ancora poco, soprattutto nei nostri ambulatori di medicina generale e in ambito specialistico".  

Radovanovic aggiunge poi che dalla survey è emerso "che l'infezione virale rappresenta un'esperienza concreta per i pazienti: circa il 10% degli intervistati ha avuto un'infezione da virus respiratorio sinciziale e una buona parte di questi ultimi ha riferito sequele che hanno determinato, fino a un mese o più, un disequilibrio e una limitazione nelle attività della vita quotidiana". E sulla vaccinazione: "L'importanza dell’approccio preventivo è fondamentale non solo per ridurre la gravità dell'infezione di per sé, ma anche per evitare una destabilizzazione o un peggioramento della patologia cronica di cui il paziente soffre, che può portare a conseguenze che si protraggono nel tempo ben oltre l'evento acuto", conclude. 

3 nov 2026

Vaccini, Pregliasco: "Virus sinciziale un rischio per gli anziani, anti-Rsv entri nel Pnpv"

(Adnkronos) - "Il virus respiratorio sinciziale è una patologia che ha effetti pesanti dal punto di vista acuto: problematiche respiratorie generali e possibili polmoniti, in particolare nelle persone più fragili come gli anziani o i soggetti con ridotte difese immunitarie, oltre a possibili complicanze delle bronchiti croniche e delle patologie croniche. Studi realizzati di recente dimostrano che, oltre all'ospedalizzazione e al rischio per la vita, si verifica un abbassamento della capacità delle persone di svolgere le attività quotidiane anche per un mese o un mese e mezzo. È quindi una patologia da non sottovalutare. La speranza è che un vaccino oggi disponibile, con già anni di valutazione, effetti collaterali assolutamente irrilevanti e una notevole efficacia di copertura anche pluriennale, venga inserito nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv)". Lo ha detto Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università degli Studi di Milano e direttore sanitario Irccs ospedale Galeazzi Sant'Ambrogio di Milano, all'incontro con la stampa organizzato da Gsk in occasione della Settimana internazionale di sensibilizzazione sul virus respiratorio sinciziale - Rsv (2-8 novembre). 

Il virus respiratorio sinciziale "era ben noto per le bronchioliti nei bambini", sottolinea Pregliasco. "Soltanto più recentemente, grazie alle indagini di biologia molecolare, oggi più semplici da realizzare rispetto al passato, si è evidenziato come questo virus rappresenti una parte importante delle infezioni respiratorie nel periodo invernale, un tempo confuse con l'influenza".  

3 nov 2026

Vaccini, Cittadinanzattiva: "Anti-Rsv a livello nazionale contro frammentazioni regionali"

(Adnkronos) - "Per Cittadinanzattiva è fondamentale definire una programmazione nazionale sulle priorità di salute pubblica, garantendo interventi uniformi su tutto il territorio. In questo contesto, la lotta al virus respiratorio sinciziale (Rsv) rappresenta una priorità, soprattutto per le conseguenze che l'infezione può avere sulla popolazione anziana e più fragile". Lo ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, intervenendo a Milano all'incontro con la stampa promosso da Gsk in occasione della Settimana internazionale di sensibilizzazione sul virus respiratorio sinciziale (Rsv), in programma dal 2 all'8 novembre. 

"Proteggere queste persone - ha ribadito Mandorino - significa tutelare non solo la loro salute, ma anche il benessere delle famiglie che spesso se ne prendono cura e alleggerire il carico sui servizi sanitari, particolarmente sotto pressione durante il periodo invernale. Una strategia di prevenzione efficace consentirebbe infatti di ridurre il rischio di aggravamento delle condizioni cliniche dei soggetti più vulnerabili e di contrastare in modo più incisivo la diffusione del virus". La previsione della vaccinazione a livello nazionale "permetterebbe inoltre di superare le differenze e le disuguaglianze nell'accesso alla prevenzione che ancora caratterizzano il Servizio sanitario tra le diverse Regioni. Un approccio unitario contribuirebbe così a garantire a tutti i cittadini le stesse opportunità di accesso all'innovazione e alle nuove possibilità di protezione", ha concluso.  

3 nov 2026

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