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A Mestre chiude noto hotel, era base per borseggiatori: "Piaga per la nostra città"

(Adnkronos) - La questura di Venezia oggi ha messo i sigilli a un noto hotel di Mestre, considerato base logistica di borseggiatori appositamente in trasferta in laguna per mettere a segno i loro colpi ai danni di turisti e cittadini nel centro storico. Il provvedimento di sospensione della licenza, disposto dal questore Antonio Sbordone, arriva dopo un’accurata attività di analisi condotta dal personale della questura che più volte ha rintracciato nella struttura la presenza di borseggiatori già noti alle forze dell’ordine.  

“Un'operazione, quella di oggi della questura di Venezia, che dimostra quanto sia necessario contrastare questo fenomeno non soltanto intervenendo sui singoli reati, ma anche colpendo le reti e i luoghi che ne favoriscono la commissione”, ha detto oggi pomeriggio il sindaco di Venezia, Simone Venturini, commentando la chiusura di un hotel a Mestre (Venezia). Lodando il lavoro svolto in sinergia tra prefettura e tutte le forze dell’ordine, Venturini ha ricordato che da inizio 2026 il nucleo antiborseggio della Polizia locale veneziana ha intercettato 113 borseggiatori, 104 dei quali denunciati o arrestati. 

“Sono risultati che testimoniano un lavoro costante, nella consapevolezza che i borseggi rappresentano una piaga per la nostra città, per i residenti e per chi viene a visitarla. Una sfida che richiede l'impegno di tutti, attraverso un'azione quotidiana coordinata. Allo stesso tempo, confido in un aggiornamento delle norme che garantiscano certezza della pena e nuovi strumenti che permettano di stroncare alla radice il fenomeno", ha concluso Venturini. 

3 nov 2026

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3 nov 2026

Caso Garlasco, Procura di Pavia chiede processo per Andrea Sempio

(Adnkronos) - La Procura di Pavia chiede il processo per Andrea Sempio indagato per l’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Dopo la seconda chiusura indagini, le controdeduzioni dei legali, ora la decisione spetta al giudice per l’udienza preliminare. 

In particolare, secondo la ricostruzione della Procura di Pavia, “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente” al volto “facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”, si legge nel comunicato firmato dal procuratore capo Fabio Napoleone.  

Quindi “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina” dove, “nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” determinando “gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”. Un omicidio commesso “con l'aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”. Un delitto aggravato anche dall'aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.  

3 nov 2026

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3 nov 2026

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3 nov 2026

Report, il format cambia 'musica': si torna alla sigla delle origini

(Adnkronos) - Il nuovo 'Report' torna l'8 novembre e cambia 'musica', cominciando proprio dalla sigla. A quanto apprende l'Adnkronos, una delle prime novità che gli autori hanno introdotto per la nuova stagione, in onda da domenica su Rai3 in prima serata, sarebbe infatti proprio una modifica sulla sigla del programma. Si sarebbe deciso di tornare al passato, riprendendo la storica sigla del format e abolendo dunque la nuova versione rivisitata che aveva caratterizzato l'ultima edizione di 'Report'. Un segnale di novità che parla più di quanto dice, e che non sarebbe nemmeno l'unico. Anche il 'Lab', il laboratorio ideato da Ranucci insieme a Franco Di Mare aperto ai giovani giornalisti d'inchiesta e dedicato a storie locali, diritti umani, ambiente e tutela dei più fragili, si preparerebbe ad un cambio di nome. Secondo quanto risulta, a meno di cambiamenti dell'ultima ora, la denominazione scelta per il format -che nelle scorse edizioni andava in onda alle 20.30 prima della trasmissione vera e propria- è 'Report Play'.  

Entrando nel vivo della struttura del programma di Rai3, a quanto si apprende - ma il condizionale è d'obbligo, essendo il lavoro della redazione protetto da un coro di 'top secret'- ci saranno delle puntate che ruoteranno intorno ad un'inchiesta portante, anche se non si tratterà di puntate monotematiche.  

Sebbene a condurre il programma ci saranno Claudia Di Pasquale e Daniele Piervicenzi, l'impronta di Ranucci non sarà completamente assente, perché alcune delle inchieste che si vedranno in questa nuova stagione sono nate sotto la guida dell'ex conduttore. Questo era prevedibile dal momento che, come è noto, molte delle inchieste di 'Report' richiedono mesi di lavorazione e il cambio alla guida del programma è stato definito solo a fine agosto.  

Non solo. Nel programma entrerà indirettamente anche il caso Ranucci. Il nuovo 'Report' si occuperà infatti di Valter Lavitola (reo confesso di essere il mandante dell'attentato di un anno fa contro il giornalista), con nuovi documenti e testimonianze inedite, attraverso i quali la trasmissione ricostruirà il ruolo dell'ex faccendiere, già coinvolto in importanti procedimenti per estorsione e corruzione internazionale.  

Tutto, insomma, è pronto per il debutto di domenica, quando i conduttori Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi e la nuova squadra si troveranno ad affrontare una sfida non facile: l'impatto con il pubblico affezionato alla trasmissione, da sempre particolarmente attento e critico. Un pubblico che in larga parte, già negli ultimi mesi, ha animato un acceso dibattito social in difesa di Ranucci. Leggendo i commenti comparsi sotto il promo del programma pubblicato sui canali ufficiali, appare chiaro che molti spettatori continuano a identificare fortemente 'Report' con la figura di Sigfrido Ranucci: "Senza Ranucci non c'è Report", scrive qualcuno. "Grazie per avermi ricordato di non guardare Rai3 quel giorno", commenta un altro. E ancora: "No Ranucci, no Report". Un clima che, per chi si appresta a raccogliere il testimone di Ranucci, rende la prima puntata anche un banco di prova tutt'altro che ordinario. 

La redazione sembra però avere la 'benedizione' della fondatrice del programma, Milena Gabanelli: secondo quanto risulta all'Adnkronos, nelle scorse settimane i giornalisti avrebbero ricevuto la visita della storica ideatrice e conduttrice di 'Report' che avrebbe augurato 'buon lavoro' a tutti i cronisti. Un augurio che Gabanelli ha ripetuto ieri proprio su Rai3, ospite de 'L'Elefante', il programma di Peter Gomez: "Un enorme in bocca al lupo a Report", ha detto, salutando il ritorno del programma sugli schermi di Rai 3. Per concludere poi con un'esclamazione che ha strappato l'applauso del pubblico in studio: "Evviva Report". 

3 nov 2026

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3 nov 2026

Antognoni: "Lo scontro con Martina è acqua passata, sono fortunato a poterlo raccontare"

(Adnkronos) - "Non ho visto nulla, so che questo ragazzo è morto per un incidente del cavolo e mi dispiace davvero. La dinamica posso solo immaginarla...". Giancarlo Antognoni risponde al telefono all'Adnkronos e il pensiero torna, inevitabilmente, al 22 novembre 1981. Quel giorno, allo Stadio Comunale di Firenze, il numero 10 della Fiorentina fu protagonista di un terribile scontro di gioco con Silvano Martina, portiere del Genoa. Un episodio vicino, per dinamica, a quello che ha portato alla morte dell'attaccante del Tenerife Jesus De Miguel.  

Antognoni, cosa ricorda di quel 22 novembre di 45 anni fa?  

"Poco, molto poco. Qualche immagine confusa prima dello scontro con Martina. Poi, svenni dopo il contatto e mi risvegliai forse una decina di minuti dopo negli spogliatoi. Per fortuna, riconobbi subito i compagni di squadra".  

Rivide l'episodio in tv?  

"Fu una brutta sensazione, Martina uscì in modo scomposto dentro l'area e mi colpì vicino alla tempia con il ginocchio. Un contrasto violentissimo".  

Fu un episodio discusso anche in termini giudiziari...  

"Mi costituii parte civile, non denunciai Martina e non feci nulla contro di lui. Stavamo giocando, pensai che l'avesse fatto in buona fede anche se l'intervento fu pesante".  

In un'intervista all'Adnkronos (LEGGI QUI), Martina l'ha definita 'un signore'.  

"Lo scagionai, diciamo così, perché era una situazione di gioco. Nel calcio i contrasti esistono, può succedere".  

Le è capitato di sognare quel momento in questi 45 anni?  

"No, per fortuna il dopo non è stato negativo e traumatico. Sono fortunato perché posso raccontarlo, mi è andata bene. Se mi avesse preso in pieno la tempia, qualche centimetro più in là, non sarei qui a parlarne...".  

Tornò in campo il 21 marzo 1982 contro il Cesena, poi affrontò di nuovo il Genoa e Martina. Quali furono i pensieri?  

"Non nascondo che rivedere Silvano mi fece un certo effetto. Dopo il timore iniziale, però, pensai alla partita e sparì tutto. Se uno ci ripensa non va avanti. Rimaneva il fatto che non potevo colpire il pallone di testa, ma per precauzione mia".  

Vi incontraste anche fuori dal campo?  

"Lui intraprese una carriera da procuratore, un giorno ci incrociammo a Coverciano per motivi diversi. È acqua passata, nessun rancore. Come detto, la cosa importante è essere qui e su questo non si discute, anche se quell'episodio mi negò 15 partite con la Fiorentina...".  

In una stagione chiusa al secondo posto, sfiorando lo scudetto dietro alla Juve...  

"Sono convinto che la squadra, con me, due punti in più li avrebbe fatti".  

Si consolò in estate.  

"Con il Mondiale, una vittoria mica male".  

Il ct Bearzot le parlò dell'episodio prima della convocazione per il torneo in Spagna?  

"Tornai a marzo e fino a giugno riuscii a mettermi in condizione. Il mister venne a vedermi e, in un colloquio, gli dissi che me la sentivo. Andò bene, in tutti i sensi".  

3 nov 2026

Virus respiratorio sinciziale, l'80% degli italiani non conosce i rischi

(Adnkronos) - Non si vede, spesso viene sottovalutato, ma colpisce in silenzio e può cambiare la vita dei bambini, ma anche delle persone più fragili, come gli anziani o di chi convive con patologie croniche, pensate alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) o all’insufficienza cardiaca. Sono queste persone che pagano un prezzo elevato in termini di maggiore mortalità correlata alla patologia. Tra i virus respiratori tipici dell’inverno, il virus respiratorio sinciziale (Rsv) rappresenta, a detta degli esperti, una vera e propria minaccia epidemiologica, ma la percezione del rischio resta ancora insufficiente. Ce lo dicono i numeri. In Italia - informa una nota di Gsk - quasi l’80% teme che i virus respiratori possano peggiorare la propria condizione di salute; tuttavia, la medesima percentuale degli intervistati non sa o non è sicuro di sapere cosa sia l’Rsv. Inoltre, quasi una persona su due non ha mai parlato di questa infezione con un medico o un altro professionista sanitario. Un divario informativo che pesa, soprattutto se si considera che il 70% degli adulti italiani con patologie croniche dichiara che i virus respiratori, come l’Rsv appunto, hanno influenzato negativamente la propria salute, la vita quotidiana o quella delle persone vicine. Questi dati emergono da un sondaggio globale condotto da Human8 in 10 Paesi, e promosso da Gsk, in occasione della Rsv Awareness Week (2–8 novembre). Nel nostro Paese sono state intervistate oltre 500 persone adulte che vivono con una o più patologie croniche.  

Le conseguenze dell’infezione da Rsv - si legge - possono protrarsi a lungo: circa metà degli intervistati riferisce un impatto sulla salute per almeno un mese dopo l’infezione e circa il 10% dichiara che il recupero ha richiesto oltre un anno o non è ancora completo. L’Rsv può inoltre aggravare patologie preesistenti come asma e Bpco: quasi una persona su tre (31%) ha sperimentato un peggioramento del proprio stato di salute nel corso dell’infezione respiratoria, quota che sale al 57% tra i pazienti con asma e al 43% tra quelli con Bpco. "Il virus respiratorio sinciziale può causare complicanze clinicamente rilevanti, soprattutto nei pazienti con patologie respiratorie e cardiovascolari – sottolinea Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva, Università degli Studi di Milano e direttore sanitario d’Azienda Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano -. Nei soggetti con Bpco, in particolare, prevenire gli episodi infettivi significa anche ridurre il rischio di riacutizzazioni, che possono incidere in modo significativo sull’evoluzione della malattia. Le riacutizzazioni, infatti, rappresentano una delle principali cause di ospedalizzazione e di morte di questi pazienti". Un altro aspetto cruciale riguarda il peggioramento della qualità di vita che i sintomi possono determinare nelle persone anziane o fragili. "In questi pazienti la perdita di autonomia – prosegue Pregliasco - e la rinuncia ai momenti di socialità hanno un impatto altrettanto rilevante. Per questo è fondamentale puntare sulla prevenzione del virus, al fine di evitare un ulteriore deterioramento della loro quotidianità". 

È anche alla luce di queste evidenze cliniche, e considerando l’elevato numero di persone potenzialmente esposte, che i documenti internazionali e nazionali - dettaglia la nota - hanno da tempo posto l’accento sulla prevenzione vaccinale delle patologie da virus respiratori, includendo anche l’Rsv. Le ultime stime indicano che, in Italia, negli over 60, l’Rsv sarebbe responsabile ogni anno di circa 50.000 ospedalizzazioni e 1.800 decessi in ambito ospedaliero. "Nei soggetti anziani e più fragili le infezioni respiratorie da Rsv restano numerose e, con l’avvicinarsi della stagione invernale, tendono ad aumentare - afferma Massimiliano Franco, medico di famiglia e segretario Simg Lombardia -. Il reale impatto clinico di questo virus nella popolazione adulta e anziana è verosimilmente superiore a quanto riportato in letteratura, perché la diagnosi non rientra ancora tra le pratiche di routine. Come medici di famiglia conosciamo i nostri pazienti fragili e possiamo individuarli e proporre loro attivamente la vaccinazione: la raccomandazione del medico resta uno dei fattori più efficaci per l’adesione".  

 

"La prevenzione vaccinale costituisce un diritto fondamentale per l’intera collettività, con particolare riguardo alle persone adulte in condizioni di fragilità, con comorbidità o in età avanzata, che risultano maggiormente esposte a rischio di complicanze gravi – sottolinea Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva –. L’assenza del vaccino contro l’Rsv per la popolazione adulta all’interno del Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) genera inaccettabili disparità nell’accesso alle cure e alla tutela della salute. Sanare questo divario è un passaggio fondamentale per garantire il pieno rispetto del diritto alla salute in tutte le fasi della vita". 

Il vaccino adiuvato contro il virus respiratorio sinciziale - sottolineano da Gsk - "contiene la glicoproteina F ricombinante del Rsv stabilizzata nella conformazione prefusionale (RsvPreF3). Questo antigene è combinato con l’adiuvante proprietario AS01E di Gsk. Il vaccino è stato approvato per la prevenzione della malattia delle basse vie respiratorie (Lrtd) da Rsv negli individui di età pari o superiore a 18 anni in più di 65 Paesi". Tra i molti studi disponibili - riferisce la nota - le evidenze mostrano inoltre come la protezione offerta dalla vaccinazione si mantenga nel tempo. Nello studio registrativo di fase III, una singola dose del vaccino adiuvato contro l’Rsv ha dimostrato efficacia nella prevenzione della malattia delle basse vie respiratorie da Rsv per almeno tre stagioni consecutive. A confermare questi risultati nella pratica clinica sono i più recenti dati di real world evidence dello studio americano Clear-VE Rsv, che mostrano una riduzione delle ospedalizzazioni correlate all’Rsv del 76% dopo una stagione e rimane confermata la riduzione delle ospedalizzazioni nell’analisi su due stagioni (dati presentati a IDWeek 2026, Washington D.C., 21-24 ottobre). Ma il beneficio della vaccinazione emerge anche nella riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori (Mace) correlati all’Rsv e delle riacutizzazioni severe di BPCO e asma, compresa tra il 62% e il 74% dopo la prima stagione e intorno al 58% nell’analisi cumulativa su due stagioni (dati presentati al congresso Ers 2026, Barcellona, 5-9 settembre). Evidenze che ampliano la prospettiva sul valore della prevenzione dell’Rsv, con un beneficio che va oltre la prevenzione dell’infezione e della relativa ospedalizzazione.  

"Il paziente con Bpco, a ogni riacutizzazione, compie un passo verso il basso: le riacutizzazioni aumentano mortalità e rischio di ospedalizzazione – conclude Dejan Radovanovic, associato di malattie dell'apparato respiratorio, Università degli Studi di Milano e dirigente medico Uoc Pneumologia, Ospedale Luigi Sacco - Asst Fatebenefratelli Sacco -. Per chi convive con patologie respiratorie e cardiovascolari proteggere nel tempo il proprio equilibrio di salute – già fragile – è una priorità clinica. Uno dei modi più efficaci per tenere sotto controllo la propria condizione e non lasciare che l’Rsv comprometta lo stato di salute in queste persone è la vaccinazione. Recenti studi di real life mostrano che il vaccino anti-Rsv di Gsk riduce le ospedalizzazioni correlate al virus dal 70% all’85% nei pazienti affetti da patologia respiratoria cronaca, e recenti dati presentati al congresso Ers evidenziano benefici anche in termini di riduzione di riacutizzazioni da Bpco e di riduzione di Mace, correlati e non all’Rsv, nei pazienti affetti dalle rispettive patologie. Questo conferma il valore di questa vaccinazione e la necessità di inserirla quanto prima nel Pnpv". 

3 nov 2026

Roma, ansia Gollini: a rischio per lo United. Vasquez o De Marzi in porta?

(Adnkronos) - Ansia Pierluigi Gollini in casa Roma. Oggi, martedì 3 novembre, i giallorossi sfidano il Manchester United nella trasferta valida per la quarta giornata della fase campionato di Champions League, ma potrebbero dover fare a meno del loro secondo portiere, che sta trovando continuità dopo l'infortunio di Mile Svilar. 

Gollini infatti, a poche ore dall'inizio del match dell'Old Trafford, ha accusato un problema alla schiena che mette in dubbio la sua presenza in campo. Gli ultimi test saranno decisivi per la scelta di Gasperini, che nel frattempo però ha allertato gli altri due portieri presenti in Inghilterra Devis Vasquez e il giovane Giorgio De Marzi. 

 

Devis Vasquez è un portiere di 28 anni arrivato nell'estate 2025 alla Roma dopo un'ottima stagione disputata in Serie A con la maglia dell'Empoli. L'estremo difensore colombiano però non è riuscito ad affermarsi in giallorosso, oscurato dall'ascesa di Svilar e dall'arrivo di Gollini, che si è preso il posto da secondo portiere. Vasquez era arrivato in Italia nel gennaio 2023 dai paraguaiani del Guaranì su intuizione di Paolo Maldini, ma in rossonero non ha convinto ed è stato ceduto prima in prestito all'Ascoli e poi all'Empoli. Quindi la chiamata della Roma, che lo scorso gennaio lo ha girato per sei mesi in Turchia al Besiktas prima di accoglierlo nuovamente a Trigoria. 

 

Giorgio De Marzi è un giovane portiere classe 2007, di appena 19 anni, nato negli Stati Uniti, a Lancaster, in Pennsylvania, e cresciuto a Trigoria. Prodotto del settore giovanile della Roma, ha scalato tutte le categorie del vivaio fino ad affacciarsi per la prima volta in prima squadra nel 2025. De Marzi non è ancora riuscito a trovare l'esordio in giallorosso, nonostante sia stato convocato più volte da Gian Piero Gasperini come terzo portiere soprattutto dopo l'infortunio di Svilar e per sfruttare le liste Uefa, che non mettono limiti ai giocatori provenienti dal vivaio. 

 

3 nov 2026

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