Logo Il Foglio

Henry e le polemiche dopo Pallone d'Oro: "Non volevo colpire Yamal, non inventate storie"

(Adnkronos) - Thierry Henry risponde alle critiche dopo la cerimonia del Pallone d'Oro 2026. L'ex attaccante francese, oggi opinionista per Cbs, ha presentato la serata insieme alla giornalista Kate Abdo e si è reso protagonista di alcune uscite che hanno scatenato polemiche sul web. Al momento di premiare Yamal come miglior giovane dell'anno, Henry gli ha chiesto se fosse davvero quello il premio che desiderava vincere, con chiaro riferimento al Pallone d'Oro, mettendo in imbarazzo l'attacccante del Barcellona, mentre più tardi ha corretto la pronuncia di Abdo quando ha annunciato il premio Socrates. 

"Ho visto tanta gente che parla della serata del Pallone d’Oro, quindi voglio chiarire alcune cose a chi si è infervorato per niente. Prima di tutto, su Lamine Yamal: non volevo assolutamente rimettere il suo ego al suo posto. Ho solo chiesto se, fosse proprio quello che voleva davvero, e ho fatto ridere la gente", ha spiegato Henry in un video pubblicato sul proprio profilo Instagram, "tutti sappiamo cosa voleva. Purtroppo non l’ha ottenuto. Sono un grande fan di Lamine Yamal. Non stavo affatto mettendo in discussione il suo ego".  

"Capisco che a qualcuno la battuta non sia piaciuta, ma per favore non fatela diventare una cosa del genere", ha continuato Henry, "è davvero uno dei giocatori per cui pagherei il biglietto. Lo amo. Quindi gli stavo solo chiedendo se era quello che voleva davvero, perché sapevo che il premio più importante arrivava dopo, e purtroppo non l’ha vinto". Poi l'ex attaccante di Arsenal e Barcellona ha risposto anche alla polemica su Abdo: "Ora passiamo a Kate. Kate era complice di quella battuta, e potete chiederlo a lei. L’ha fatto apposta a dire Socrates, e io ho dovuto correggerla. Ancora una volta, capisco se la battuta non vi è piaciuta, ma smettete di dire che ho mancato di rispetto a Kate. Non lo farei mai. E potete chiederlo a lei, gente. Quindi per favore smettete di inventare storie". 

"E un'ultima cosa: se non avete guardato il nostro programma su Cbs, l’altro giorno dopo la partita Bayern Monaco-Arsenal, Harry Kane mi ha chiamato in causa per aver supportato Kylian Mbappé", ha ricordato Henry, "così gli ho detto: 'Sei un vincitore meritevole. Te lo sei meritato. Bravo, Harry Kane'. Lo chiamo Sir Harry Kane dai Mondiali", ha concluso Henry, rispondendo anche a chi lo aveva accusato di tifare contro l'attaccante del Bayern Monaco. 

 

28 ott 2026

El Shaarawy presto papà, l'annuncio (il giorno del compleanno) con Ludovica Pagani: "Ti aspettiamo"

28 ott 2026

Grammatico (Sigu): "La genetica è parte integrante di diagnosi e terapie"

(Adnkronos) - "Oggi la genetica non può essere una disciplina a parte, come a volte viene vista, ma è perfettamente integrata nei percorsi diagnostici e nelle terapie". Lo ha detto Paola Grammatico, presidente della Sigu (Società italiana di genetica umana), intervenendo all’evento 'L’età non è una diagnosi. Medicina personalizzata, tra test genetici e appropriatezza prescrittiva: il caso dell’amiloidosi cardiaca', svoltosi a Roma, a Palazzo Baldassini, in occasione della presentazione del Position Paper elaborato dal gruppo di lavoro multidisciplinare promosso da Omar– Osservatorio malattie rare. 

"Ci sono test genetici che ci danno indicazioni su quale può essere il farmaco più utile a un paziente o quale non deve prendere per il rischio di eventi avversi" ha spiegato Grammatico, sottolineando che la genetica contribuisce anche alla presa in carico della famiglia. "Per noi oggi essere in collaborazione con altre discipline, ma anche con altre società scientifiche, è fondamentale se vogliamo fare percorsi che garantiscano ai pazienti la qualità migliore delle cure, della presa in carico, ma anche un’equità di accesso", ha aggiunto. 

La presidente Sigu, società che conta circa 1.700 genetisti italiani iscritti, ha indicato tra le priorità la collaborazione tra discipline e società scientifiche, insieme alle associazioni dei pazienti. "Il nostro impegno è soprattutto questo: collaborare con altre discipline, metterci al tavolo con altre società scientifiche, con le associazioni dei pazienti e far sì che si diventi sempre di più l’interlocutore privilegiato per la genetica delle figure istituzionali", ha concluso. 

28 ott 2026

Obici (Irccs San Matteo): "Test genetici decisivi nell'amiloidosi cardiaca"

(Adnkronos) - "I test genetici sono centrali nella gestione dell’amiloidosi da transtiretina perché permettono di distinguere le forme ereditarie da quelle non ereditarie, con conseguenze sulla strategia terapeutica e sul percorso di presa in carico". Lo ha spiegato Laura Obici, del centro per lo studio e la cura delle amiloidosi sistemiche presso la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia intervenuta da remoto all’evento 'L’età non è una diagnosi. Medicina personalizzata, tra test genetici e appropriatezza prescrittiva: il caso dell’amiloidosi cardiaca', in occasione della presentazione del Position Paper promosso da Omar, Osservatorio malattie rare. 

"La genetica è importante perché distingue le due forme chiave da cui dipende la strategia terapeutica e perché c’è un effetto a cascata nelle famiglie in cui è presente un’alterazione genetica che determina questa malattia - ha aggiunto Obici -. Fare un test genetico presintomatico oggi consente di impostare un monitoraggio accurato in modo da intervenire alla comparsa dei primissimi segni di malattia, che significa massimizzare il profitto delle cure, prevenire una disabilità significativa e garantire alle persone una prognosi e una qualità di vita il più normale possibile". 

La specialista ha richiamato anche l’importanza della consulenza genetica, considerando l’impatto emotivo che la conoscenza di un rischio ereditario può avere sulla persona e sulla famiglia. "Non è un test banale da effettuare" e deve essere "inserito in un percorso di consulenza genetica appropriato. Una diagnosi tempestiva e una corretta distinzione delle forme della malattia sono quindi elementi essenziali per orientare la terapia e il monitoraggio dei pazienti e dei familiari a rischio" ha concluso. 

28 ott 2026

Amiloidosi cardiaca, Meneghin (Fipc): "La medicina personalizzata richiede cambio culturale"

(Adnkronos) - "L'innovazione scientifica e biotecnologica, dalla farmacogenetica alla medicina personalizzata, può trasformare la vita delle persone solo se accompagnata da un cambiamento culturale". Lo ha detto Cristina Meneghin, direttore comunicazione scientifica, Fondazione italiana per il cuore, intervenendo a Roma all’evento 'L’età non è una diagnosi. Medicina personalizzata, tra test genetici e appropriatezza prescrittiva: il caso dell’amiloidosi cardiaca' promosso da Omar, Osservatorio malattie rare. 

"Quando parliamo di farmacogenetica o di medicina personalizzata parliamo di innovazione, ma tutte le innovazioni, a maggior ragione quelle scientifiche e biotecnologiche, da sole non bastano a essere trasformative nella vita delle persone se non sono accompagnate da un cambio di passo culturale" ha spiegato Meneghin. Secondo il direttore Fipc è necessario superare il "razzismo sanitario" e promuovere "un approccio più proattivo e predittivo, soprattutto nei confronti della popolazione anziana, spesso esposta alla politerapia e al rischio di trattamenti poco appropriati o non sufficientemente personalizzati". 

Meneghin ha richiamato anche il ruolo delle Istituzioni: "La prima forma di cambiamento la devono fare decisamente i nostri legislatori, le nostre istituzioni, che sono effettivamente poco educate", ha affermato, sottolineando la "necessità di colmare la distanza tra i progressi della scienza e la capacità del sistema di recepirli". Centrale, inoltre, è l’educazione sanitaria dei cittadini, che non può limitarsi alla diffusione di informazioni, ma deve contribuire a modificare comportamenti e consapevolezza. "Spiegare a un paziente che il test genetico non è una sentenza, non è un’etichetta, non è una categoria, ma è uno strumento di conoscenza, di consiglio del singolo e del familiare", ha concluso. 

28 ott 2026

Merlo (Sic): "Per amiloidosi cardiaca servono registri e percorsi condivisi"

(Adnkronos) - L’amiloidosi con coinvolgimento cardiaco "è un esempio emblematico delle sfide della medicina contemporanea: coniugare strumenti avanzati come i test genetici e la medicina di precisione con la presa in carico di pazienti spesso anziani e con più patologie". È quanto ha sottolineato Marco Merlo, associato di Cardiologia all’università di Trieste e all’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi), membro della Società italiana di cardiologia (Sic), intervenuto da remoto alla presentazione del Position Paper 'L’età non è una diagnosi. Verso una medicina personalizzata nell’amiloidosi cardiaca da transtiretina (Attr-CM)', promosso dall'Osservatorio malattie rare (Omar) a Roma. 

"L’amiloidosi è una malattia sistemica che vede il cuore come uno dei problemi coinvolti, quindi una malattia dell’organismo" ha ricordato Merlo, evidenziando come la sfida riguardi tutta la medicina. Per affrontarla, ha spiegato, "le società scientifiche devono promuovere registri utili a sostenere la ricerca, definire i percorsi terapeutici più appropriati e dialogare con le istituzioni per garantire equità nell’accesso alle cure e ai test diagnostici. La Sic sta lavorando a un registro sull’amiloidosi con coinvolgimento cardiaco insieme ad altre realtà scientifiche e in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità". 

Merlo ha inoltre rimarcato la "necessità di rafforzare la collaborazione tra discipline e di costruire protocolli condivisi", da declinare poi a livello regionale. Centrale anche la formazione: "L’applicabilità di un test genetico prevede che noi siamo a conoscenza di cosa vuol dire un test genetico. E utilizzare il farmaco di precisione vuol dire che dobbiamo essere a conoscenza di cosa vuol dire medicina di precisione. Per generazioni il medico non è stato formato, non parlo del cardiologo, parlo del medico, non è stato formato a questo". Per il cardiologo, "occorre intervenire già nei percorsi universitari e nelle scuole di specializzazione, insegnando ai medici a integrare la precisione delle cure con una visione complessiva della persona. Dobbiamo cercare di vederlo come persona e non come malattia" ha poi concluso. 

28 ott 2026

Green Ports, inaugurati a Civitavecchia gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo del Network portuale

(Adnkronos) - Produzione di energia rinnovabile, sistemi di accumulo, efficientamento degli edifici e illuminazione a Led: il sistema portuale del Lazio compie un nuovo passo verso la decarbonizzazione. Sono stati inaugurati oggi, presso il centro polifunzionale Il Saraceno di Civitavecchia, gli impianti tecnologici realizzati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale con le risorse del Pnrr, nell’ambito della linea di intervento Green Ports. 

Alla cerimonia, ospitata nella struttura dove sono installati i sistemi di accumulo energetico del porto di Civitavecchia, hanno partecipato il presidente dell’AdSP Raffaele Latrofa, il direttore marittimo del Lazio e comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia Cosimo Nicastro e il sindaco Marco Piendibene, la consigliera della Regione Lazio Emanuela Mari, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e della comunità portuale. 

Gli interventi hanno interessato tutti e tre gli scali del Network, Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, con l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture di edifici preesistenti. A questi si affiancano i sistemi di accumulo Bess, l’efficientamento energetico degli immobili nella disponibilità dell’Autorità e la sostituzione dei corpi illuminanti con tecnologia Led. 

 

''Oggi inauguriamo un tassello fondamentale del percorso di transizione energetica del nostro sistema portuale – ha dichiarato Latrofa –. I porti sono infrastrutture strategiche chiamate a contribuire alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza energetica e allo sviluppo economico dei territori. Attraverso la produzione da fonte solare, l’accumulo e la riduzione dei consumi possiamo rendere più efficiente il funzionamento degli scali e contenere l’impatto delle attività portuali''. 

Gli otto impianti fotovoltaici hanno una potenza complessiva di 1.041,5 kW, pari a oltre un megawatt. Sei sono situati a Civitavecchia: presso la sede dell’AdSP a Molo Vespucci, il centro polifunzionale Il Saraceno, dove sono presenti tre impianti, l’ex hub vaccinale al Varco Nord e il mercato del pesce nella Darsena Romana. Gli altri due sono installati sulle sedi dell’Autorità a Fiumicino, in piazzale Mediterraneo, e a Gaeta, nella palazzina Stella. 

Al Saraceno sono inoltre collocati tre sistemi di accumulo, ciascuno con una potenza di 324 kW e una capacità di 645 kWh: complessivamente 972 kW di potenza e 1.935 kWh di capacità di accumulo. Le batterie consentono di conservare l’energia prodotta e renderla disponibile in momenti diversi da quelli di generazione, favorendo un migliore utilizzo della produzione fotovoltaica. 

 

 

''Integrare produzione e accumulo significa costruire un porto capace di gestire meglio l’energia – ha proseguito Latrofa –. Questo risultato si inserisce in una strategia più ampia, che comprende l’elettrificazione delle banchine e le iniziative per lo sviluppo dell’idrogeno verde, nelle quali il porto di Civitavecchia è protagonista. Sono interventi che concorrono a rendere il nostro Network più moderno, competitivo e sostenibile''. 

Il programma Green Ports affianca alla produzione di energia rinnovabile gli interventi per ridurre il fabbisogno energetico degli edifici e dell’illuminazione portuale. Un insieme di opere finalizzato a contenere gli impatti ambientali connessi allo sviluppo industriale e commerciale degli scali. 

''Per Civitavecchia il rapporto tra porto, energia e città ha un significato particolare – ha concluso il presidente –. La crescita dei traffici e delle opportunità di lavoro deve procedere insieme all’attenzione per la qualità ambientale. Ringrazio le istituzioni, le imprese, i progettisti, i tecnici e il personale dell’Autorità che hanno contribuito a questo traguardo: trasformare risorse e progetti in opere realizzate richiede competenza, responsabilità e collaborazione''. 

28 ott 2026

Spagna, il leader di Vox dopo l'incidente ferroviario: "Stop campagna elettorale? Siamo politici, non pagati per piangere a funerali"

(Adnkronos) - "Siamo ormai abituati al fatto che alcuni, dopo una tragedia, vogliano sospendere le campagne elettorali e trasformare i politici in prefiche ai funerali". Lo ha dichiarato il leader di Vox, Santiago Abascal, durante un evento elettorale a Valladolid confermato anche dopo il grave incidente ferroviario avvenuto a Toledo . "Molti vorranno aprire un nuovo dibattito chiedendo la sospensione della campagna elettorale e utilizzare il dolore e il lutto, come già fatto ad Adamuz, per cercare di mettere a tacere le denunce e le proteste contro un degrado delle infrastrutture che non possiamo più sopportare", ha aggiunto Abascal, mentre alcuni sostenitori scandivano insulti contro il premier Pedro Sanchez. 

"Vox continuerà a denunciare la sfacciataggine della 'campagna dell'amore' del Psoe che provoca morti in Spagna", ha dichiarato il partito, citato da El Pais. Lo stesso Abascal ha difeso la decisione di non sospendere gli eventi, spiegando che "stiamo lavorando proprio per denunciare il degrado delle infrastrutture del nostro Paese". Intervistato da Antena 3, il leader di Vox ha poi espresso solidarietà alle famiglie dei passeggeri coinvolti, denunciando il deterioramento delle infrastrutture e delle istituzioni spagnole, definito "assolutamente insopportabile". 

Di segno opposto la decisione di Frente Amplio, che ha annunciato la sospensione di tutti gli appuntamenti elettorali dei propri candidati alla luce della gravità dell'incidente. L'ex sindaca di Barcellona Ada Colau ha espresso "grande preoccupazione" per quanto accaduto, manifestando la propria "solidarietà" alle persone coinvolte e il proprio "sostegno" ai servizi di emergenza impegnati nelle operazioni di soccorso. 

28 ott 2026

Eemostasi e trombosi, a Roma il congresso Siset: nuove terapie e ricerca al centro

(Adnkronos) - Al via a Roma il 29esimo congresso nazionale Siset, il principale appuntamento scientifico italiano dedicato all'emostasi e alla trombosi. Per quattro giorni specialisti provenienti da tutta Italia si confronteranno sulle più recenti evidenze scientifiche, sulle prospettive della ricerca e sulle innovazioni che stanno cambiando la diagnosi e la gestione delle malattie trombotiche ed emorragiche. Il congresso è promosso dalla Società italiana per lo studio della emostasi e della trombosi (Siset), che conta oggi oltre 1000 soci. Durante il congresso saranno presentati i più recenti risultati della ricerca clinica e traslazionale nei settori dell'emostasi, della trombosi e della biologia vascolare. Sono stati 276 gli abstract sottomessi al Congresso, tra i quali sono stati selezionati 102 contributi per la presentazione come comunicazioni orali. I 12 migliori abstract saranno presentati nelle sessioni plenarie e premiati dalla società scientifica. Al centro dei lavori temi di crescente rilevanza clinica e sanitaria: tromboembolismo venoso, patologie emorragiche congenite e acquisite, medicina cardiovascolare, emofilia, terapia anticoagulante, gestione del rischio trombotico nei pazienti oncologici e applicazioni delle nuove tecnologie alla medicina della coagulazione. 

"Il congresso rappresenta il momento più importante di confronto per la comunità scientifica italiana che si occupa di emostasi e trombosi. Disponiamo di un numero sempre maggiore di farmaci capaci di cambiare non soltanto l'aspettativa ma anche la qualità di vita dei pazienti. Nell'emofilia, le terapie non sostitutive, i fattori della coagulazione a emivita prolungata e la terapia genica stanno progressivamente riducendo il numero delle infusioni e il peso della malattia sulla vita quotidiana. Nella trombosi, gli anticoagulanti orali diretti hanno reso il trattamento più semplice e prevedibile e hanno migliorato il profilo di sicurezza rispetto alle terapie tradizionali, in particolare rispetto al rischio di emorragia intracranica. L'obiettivo è condividere i progressi della ricerca, favorire l'aggiornamento dei professionisti e rafforzare la collaborazione tra i centri italiani impegnati nella cura dei pazienti", dichiara il presidente Siset, Giancarlo Castaman.  

Negli ultimi anni - informa una nota - nuove terapie hanno profondamente cambiato la cura delle malattie emorragiche e trombotiche. Nell’emofilia alcuni trattamenti hanno ridotto di oltre il 90% gli episodi emorragici, alleggerendo anche il peso della terapia sulla vita quotidiana. Sul fronte della trombosi, i nuovi anticoagulanti hanno semplificato le cure e migliorato la sicurezza, con una riduzione di circa il 50% del rischio di emorragia cerebrale rispetto alle terapie tradizionali. Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani ricercatori, ai migliori lavori scientifici e alle nuove prospettive aperte dall'integrazione tra ricerca biologica, innovazione tecnologica e medicina personalizzata. "Negli ultimi anni – continua Castaman - la disciplina ha registrato importanti progressi, con l'arrivo di nuove strategie terapeutiche e una crescente capacità di personalizzare diagnosi e trattamenti. L'obiettivo è migliorare la prevenzione degli eventi trombotici, ridurre il peso delle complicanze emorragiche e garantire ai pazienti percorsi assistenziali sempre più appropriati e sicuri". Dal 28 al 31 ottobre il congresso sarà il punto di riferimento per il mondo scientifico e sanitario impegnato nello studio e nella cura delle patologie della coagulazione. Alla fine dei lavori si svolgeranno le elezioni del nuovo Consiglio direttivo. 

28 ott 2026

A Roma 'Ri-generare con creatività', I Forum nazionale sulla rigenerazione urbana culturale

(Adnkronos) - Cinque giornate di confronto e approfondimento dedicate alle politiche e alle pratiche della rigenerazione urbana a base culturale, tra interventi e tavoli tematici che riuniscono istituzioni, università, professionisti, operatori culturali e realtà attive nei territori di tutta Italia. Si svolgerà a Roma dal 23 al 27 novembre, nell'ex Mattatoio di Testaccio, il I Forum nazionale sulla rigenerazione urbana a base culturale. 'Ri-generare con creatività'. Nelle giornate congressuali in programma 90 interventi, 12 tavoli tematici accanto ad un documento finale sulla 'via italiana alla rigenerazione urbana'. La giornata è promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea (Dgcc) del Ministero della Cultura, nell’ambito del Dipartimento per le Attività Culturali. Il Forum è stato organizzato nella sede del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, che collabora al progetto. L’iniziativa, realizzata con il supporto di Ales - Arte Lavoro e Servizi S.p.A., si articola in cinque giornate di confronto nazionale dedicate alla rigenerazione urbana a base culturale. Tre giornate di convegno e due giornate di tavoli tematici. Dal 23 al 25 novembre, gli interventi si articoleranno in cinque sessioni dedicate ai principali temi della rigenerazione urbana a base culturale, con circa 90 contributi di rappresentanti delle istituzioni, studiosi, architetti, artisti, curatori e operatori culturali. I lavori saranno accompagnati da un Comitato scientifico presieduto da Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attività Culturali del MiC. 

Il 26 e 27 novembre il confronto proseguirà con 12 tavoli tematici, organizzati in sessioni parallele e dedicati ad alcuni nodi centrali della rigenerazione urbana a base culturale, dalle pratiche partecipative alle politiche pubbliche, fino alla sostenibilità e alla formazione. I tavoli coinvolgeranno esperti, professionisti e studiosi provenienti da diversi contesti territoriali. Primo obiettivo di questa iniziativa è quello di mettere a disposizione delle istituzioni e degli operatori un metodo volto alla definizione delle pratiche utili alla definizione di Rigenerazione Urbana a base culturale, attraverso le numerose esperienze realizzate e in corso in Italia. Si tratterà di 'istruzioni per l’uso' che metteranno in luce come esiste una via italiana alla Rigenerazione Urbana, costituita da un’attenzione al recupero del patrimonio culturale, alla qualità architettonica, al coinvolgimento delle comunità locali e ad uno specifico impegno nell’ambito della creatività contemporanea, in chiave di ricerca e di proposta. Il documento ha l’ambizione di porre le basi per un lavoro strategico e coordinato a livello nazionale, nel quale il Ministero della Cultura è coinvolto con tutti i suoi dipartimenti e le sue competenze. 

Le giornate rappresentano il momento di restituzione e approfondimento del progetto Ri-generare con creatività, avviato nel 2025 dalla Dgcc nell’ambito della propria attività pluriennale sulla rigenerazione urbana a base culturale. Attraverso una ricognizione nazionale che ha coinvolto istituzioni, università, enti territoriali, luoghi della cultura, organizzazioni del terzo settore, professionisti e operatori culturali, il progetto intende conoscere, documentare, mettere in relazione e valorizzare esperienze, pratiche e modelli di intervento sviluppati in tutto il Paese, promuovendo una riflessione sul ruolo della cultura nei processi di trasformazione dei territori. In questa prospettiva, la rigenerazione urbana a base culturale è intesa come un insieme di pratiche partecipative e multidisciplinari che utilizzano cultura, arte e innovazione sociale per trasformare e riqualificare aree urbane e spazi pubblici, con attenzione ai contesti caratterizzati da fragilità sociali, economiche e ambientali. Tra le ultime iniziative sviluppate sul tema dalla Dgcc, vi sono la pubblicazione Rigenerazione urbana a base culturale: programmi, valutazioni di impatto e progetti (Il Poligrafo, Padova 2026), che documenta il lavoro di ricerca con particolare attenzione al tema della valutazione di impatto, e Il Museo Rigenera, programma di sostegno dedicato al ruolo dei musei e dei luoghi della cultura statali nella promozione di interventi di rigenerazione urbana e di arte negli spazi pubblici. 

 

Il percorso progettuale del biennio 2025-2026 confluirà nel Libro bianco sulla rigenerazione urbana a base culturale, che raccoglierà e sistematizzerà gli esiti della ricognizione nazionale, i contributi delle giornate congressuali e i risultati dei tavoli tematici. Il volume intende restituire un quadro organico delle esperienze, delle riflessioni e delle proposte emerse, mettendo a disposizione di istituzioni, amministrazioni, studiosi e operatori uno strumento di conoscenza per le future politiche sul tema. Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura e Presidente del Comitato scientifico di Ri-generare con creatività, dichiara: "Ogni intervento di rigenerazione urbana si misura con la storia e la consistenza materiale dei luoghi, con gli usi, le economie e le condizioni di vita di chi li abita. La conoscenza di queste realtà è già parte del progetto. Ne orienta le scelte e permette di valutarne la sostenibilità nel tempo - aggiunge - Il ruolo della cultura va pensato entro questo rapporto concreto con i territori, attraverso attività e istituzioni capaci di accompagnare le trasformazioni e dare continuità alle destinazioni, nuove o già consolidate, degli spazi. Queste giornate consentiranno di esaminare criticamente gli esiti di quanto è stato sperimentato negli ultimi anni. Il contributo che il Comitato scientifico intende offrire è far convergere competenze differenti intorno a problemi reali, così che da questo esame possano derivare criteri condivisi su cui fondare le politiche pubbliche".  

Costantino D’Orazio, direttore generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, afferma: "Con Ri-generare con creatività abbiamo voluto mettere a sistema un patrimonio di esperienze che negli ultimi anni ha trasformato territori, spazi e comunità in tutta Italia. La rigenerazione urbana a base culturale non può essere ricondotta a una formula unica. Nasce dall'incontro tra politiche pubbliche, creatività, ricerca, partecipazione e capacità dei territori di costruire risposte alle proprie esigenze. Dopo un lungo percorso di ascolto e ricognizione - prosegue- Queste cinque giornate rappresentano per noi non un punto di arrivo, ma un'occasione per confrontare esperienze diverse e individuare strumenti e prospettive per il futuro. Il Documento finale e il Libro bianco raccoglieranno questo lavoro e cercheranno di restituire una lettura del modello italiano della rigenerazione a base culturale, mettendo a disposizione conoscenze ed esperienze che possano orientare le politiche dei prossimi anni". 

Così il Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, Giovanni Formica: "Per il Dipartimento di Architettura di Roma Tre, ospitare il convegno nella storica sede dell’ex Mattatoio assume un particolare valore simbolico - spiega- La nostra comunità accademica abita e anima quotidianamente un vero e proprio laboratorio di rigenerazione urbana che, da spazio della produzione, si è trasformato in luogo di cultura. Uno straordinario patrimonio di archeologia industriale restituito alla collettività e affidato anche a noi come bene comune da custodire e curare. Oggi l’ex Mattatoio è parte di una Città delle Arti nella quale università, istituzioni culturali, pratiche artistiche e cittadinanza convivono e dialogano. Qui si è consolidata un’idea di architettura come strumento capace di mettere in relazione saperi e discipline, ma anche luoghi, comunità e nuove forme dell’abitare. È all’interno di questa cultura del progetto di architettura che formiamo le nostre studentesse e i nostri studenti, la cui presenza attiva rinnova ogni giorno il senso e la vitalità di questi spazi. Il medesimo orizzonte - continua Giovanni Formica - orienta le ricerche condotte da docenti, ricercatrici e ricercatori, anche attraverso una ricca rete di collaborazioni nazionali e internazionali. Formazione e ricerca convergono così in una stessa visione. La rigenerazione non soltanto come trasformazione spaziale, ma come processo sociale e culturale capace di costruire relazioni, generare conoscenza e immaginare nuove possibilità d’uso. Le giornate di lavoro e confronto promosse insieme alla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura rappresentano un’occasione preziosa per condividere il patrimonio di esperienze maturate in oltre venticinque anni di didattica e ricerca e per alimentare una riflessione concreta sul ruolo del progetto e della cultura architettonica nell’interpretare e dare forma alle trasformazioni ambientali e sociali delle città contemporanee", conclude.  

  

28 ott 2026

Elementi totali: 20
Vai a