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Richard (Schneider Electric): "Per i data center serve un ecosistema di soluzioni"

21 ott 2026

Pichetto Fratin: "Data center, servono reti adeguate e regole per le autorizzazioni"

(Adnkronos) - “Il tema dei data center riguarda la disponibilità di energia in modo continuo e quindi richiede investimenti per rinnovare il quadro nazionale, in particolare le reti elettriche. La presenza di una rete capiente garantisce sicurezza”, queste le parole del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto alla conferenza “Data Center Sovrani – Energia, Intelligenza Artificiale, Cybersecurity”, organizzata da Confassociazioni Digital, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. 

Il ministro ha sottolineato anche la necessità di regolare la localizzazione e le procedure autorizzative per queste infrastrutture. “Fino a qualche tempo fa i consumi venivano gestiti attraverso gli allacciamenti con i diversi operatori territoriali. Oggi abbiamo dovuto introdurre una norma per regolare la localizzazione e le autorizzazioni di questi grandi consumatori”, ha spiegato, richiamando inoltre l’importanza dell’utilizzo efficiente dell’acqua grazie alle tecnologie più moderne. 

Secondo le stime citate da Pichetto Fratin, i consumi elettrici dei data center in Italia potrebbero raggiungere tra 15 e 30 terawattora all’anno entro il 2035, con lo scenario più elevato pari a circa il 10% dell’attuale fabbisogno nazionale. “In un Paese come l’Italia, che dipende molto dall’estero e risente anche delle variabili legate ai conflitti internazionali, dobbiamo investire per aumentare la produzione nazionale e garantire continuità negli approvvigionamenti”, ha concluso il ministro. 

21 ott 2026

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21 ott 2026

Deiana (Confassociazioni): "Cntinuità energetica è una priorità strategica"

21 ott 2026

Data center, a Roma confronto su futuro della sovranità digitale

(Adnkronos) - La sovranità digitale non è più soltanto una questione tecnologica, ma una priorità strategica che coinvolge sicurezza nazionale, politica industriale, approvvigionamento energetico, competitività economica e sviluppo dell'intelligenza artificiale. È questo il tema centrale della conferenza “Data center sovrani – energia, intelligenza artificiale, cybersecurity”, organizzata da Confassociazioni Digital, in programma oggi a Roma, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del Governo, delle imprese tecnologiche e delle principali organizzazioni del settore. 

L'iniziativa, terzo appuntamento di un ciclo di conferenze dedicato alle grandi trasformazioni strategiche del Paese, intende approfondire il ruolo delle infrastrutture digitali come fattore determinante per l'autonomia tecnologica dell'Italia e dell'Europa. Ad aprire il confronto istituzionale il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, con i contributi del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l'Innovazione Alessio Butti e dell'Onorevole Luca Squeri. Al centro dei lavori, la necessità di superare una concezione della sovranità digitale limitata alla localizzazione geografica dei dati, per affrontare il tema del controllo effettivo delle infrastrutture, delle tecnologie, delle piattaforme cloud e degli algoritmi di intelligenza artificiale. 

"Per secoli la sovranità di uno Stato si è esercitata attraverso il controllo del territorio. Oggi una parte crescente della nostra sovranità si esercita nel cyberspazio, dove risiedono i dati delle imprese, delle istituzioni e dei cittadini e dove vengono elaborati gli algoritmi che stanno trasformando la nostra società", dichiara Andrea Violetti, Presidente di Confassociazioni Digital e organizzatore dell'evento. "Dobbiamo porci una domanda fondamentale: quanto possiamo dipendere tecnologicamente da altri Paesi e da altri operatori senza compromettere la nostra capacità di decidere? Essere sovrani non significa perseguire un'impossibile autarchia digitale, ma costruire interdipendenze governabili, evitando che una dipendenza tecnologica diventi irreversibile. Un Paese è realmente sovrano quando nessun singolo fornitore o potere esterno può impedirgli di esercitare le proprie funzioni essenziali". 

 

  

Secondo Violetti, la costruzione di una reale sovranità digitale richiede un approccio sistemico, capace di integrare infrastrutture, energia, capacità computazionale, controllo degli algoritmi e cybersecurity. "La vera sfida dell'intelligenza artificiale non riguarda soltanto il possesso dei dati, ma anche la capacità di elaborarli e trasformarli in conoscenza. Se i nostri dati vengono trattati esclusivamente attraverso infrastrutture, modelli e piattaforme controllati altrove, rischiamo di conservare la proprietà del dato ma di perdere il controllo dell'informazione e del suo valore. Per questo dobbiamo ragionare contemporaneamente di sovranità delle infrastrutture, dei dati, della capacità computazionale e degli algoritmi". Una prospettiva che assume particolare rilevanza alla luce dell'evoluzione delle politiche europee sulla sovranità tecnologica, del Cloud Sovereignty Framework e delle iniziative comunitarie per rafforzare la capacità europea nel settore cloud, dei data center e dell'Intelligenza artificiale. 

Segnali concreti arrivano anche dal mercato, dove la domanda di soluzioni cloud sovrane sta progressivamente influenzando le scelte di investimento delle imprese, mentre in Italia esperienze come il Polo Strategico Nazionale dimostrano la possibilità di sviluppare infrastrutture orientate alla protezione dei dati e alla continuità dei servizi pubblici. Un altro elemento centrale della conferenza riguarda il rapporto tra infrastrutture digitali e sistema energetico. "Non esiste sovranità digitale senza sovranità energetica", sottolinea Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni. "Un data center privo di energia affidabile, continua, competitiva e sostenibile è un'infrastruttura inutilizzabile. La competizione internazionale sull'Intelligenza Artificiale sarà sempre più anche una competizione sulla capacità di produrre e distribuire energia. Dobbiamo quindi considerare data center, reti elettriche, cybersecurity e intelligenza artificiale come componenti di un unico sistema strategico nazionale ed europeo". 

 

 

Secondo le proiezioni dell'International Energy Agency richiamate durante la conferenza, i consumi elettrici mondiali dei data center potrebbero più che raddoppiare entro il 2030, raggiungendo circa 945 TWh, con l'Intelligenza Artificiale tra i principali fattori di crescita. La conferenza vede il contributo di autorevoli rappresentanti del mondo industriale, tecnologico e istituzionale, tra cui esponenti di Polo Strategico Nazionale, Italian Datacenter Association, Digital Realty, Schneider Electric, Dell Technologies, ASC27, Clusit, RSE, AgID, Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ISPRA e Adecco. Il confronto intende contribuire alla definizione di una visione industriale e tecnologica che consenta all'Italia di rafforzare il proprio ruolo nello sviluppo delle infrastrutture digitali europee. 

"La nostra proposta si riassume in tre parole: sovranità, sicurezza e sostenibilità. Tre dimensioni inscindibili, sulle quali costruire la resilienza del nostro sistema Paese. Sovranità per mantenere il controllo delle nostre scelte strategiche, sicurezza per garantire la continuità delle funzioni essenziali, sostenibilità per rendere lo sviluppo tecnologico compatibile con le esigenze economiche, sociali e ambientali. L'Italia ha competenze, capacità industriali e opportunità per essere protagonista di questa trasformazione. Ma deve agire con una visione strategica, investimenti adeguati e tempi coerenti con la velocità dell'innovazione", conclude Andrea Violetti. 

21 ott 2026

Poledrini (Arst): "Depositi energetici e idrogeno, così cambia il trasporto"

(Adnkronos) - “Nella nostra strategia aziendale, un posto centrale è stato riservato proprio alla costituzione di hub energetici. Abbiamo realizzato tre impianti di produzione di idrogeno, attualmente in fase di collaudo, al servizio dei nuovi treni a idrogeno che entreranno in circolazione l’anno prossimo. Speriamo, in questo modo, di dare un contributo non solo alla sostenibilità, facendo circolare mezzi che non emettono CO₂, ma anche alla creazione di competenze specifiche in materia di innovazione tecnologica ed energetica, come quella legata all’idrogeno, che rappresenta una competenza di alto valore”. Così Carlo Poledrini, direttore centrale di ARST, in occasione della 20esima edizione del Convegno Nazionale Asstra, in programma il 21 e 22 ottobre al Parco dei Principi Grand Hotel Roma, dal titolo “Mobilità di valore, valore alla mobilità”.  

Poledrini si è poi soffermato sulla formazione del personale: “Siamo onorati di poterci qualificare come un’azienda virtuosa e innovativa in questo senso. Abbiamo costruito percorsi di formazione duale per i quali siamo stati premiati anche a livello nazionale e che abbiamo realizzato di concerto con le scuole di formazione. Abbiamo quindi sviluppato percorsi dedicati a queste nuove competenze, che in realtà non trovano facilmente luoghi in cui essere acquisite. Si tratta di elementi nuovi, per cui costruiamo i percorsi insieme alle scuole. Ci ritroviamo così direttamente con personale preparato dal punto di vista delle competenze, ma anche pronto a essere impiegato nella produzione”. 

21 ott 2026

Ranucci a 'RaiNews' con delega agli approfondimenti e alle inchieste

(Adnkronos) - Sigfrido Ranucci da ieri è entrato ufficialmente nella squadra di 'RaiNews', redazione in cui ha lavorato dal 1999 (anno della fondazione di Rainews24 con all'epoca direttore Roberto Morrione) al 2006, prima di 'Report'. A quanto apprende l'Adnkronos Ranucci, che torna a RaiNews con l'incarico di vice direttore del canale televisivo all-news, avrà la delega agli approfondimenti e alle inchieste della testata, che annovera tra i suoi principali format investigativi la trasmissione 'Spotlight'. Non è però ancora definito quale sarà, più in generale, il ruolo del conduttore, anche se al momento non sembra prevista una sua presenza in video.  

Ranucci torna dunque alle origini, nella testata che lo nominò, nel 2001, inviato speciale, e che gli aprì le porte che lo condussero, in seguito, a 'Report'. Secondo quanto viene riferito all'Adnkronos da fonti interne alla testata, la redazione avrebbe accolto l'arrivo del conduttore con un mix di sentimenti contrastanti: nessuna 'barricata' contro di lui, ma se da un lato non mancano i 'fan' ranucciani, c'è anche chi mostra qualche scetticismo. 

Sul fronte 'Report', intanto, dopo il rigetto del ricorso d'urgenza contro la rimozione dal programma ora la questione si sposta sul merito, relativamente al quale si dovrà pronunciare il Tribunale di Roma. Non sarà una decisione immediata e probabilmente ci vorranno mesi, ma non si può escludere che le conclusioni del giudice possano essere diverse. A giorni verrà poi presentato, dai legali del giornalista, il ricorso contro la sospensione di dieci giorni comminata dalla Rai nei confronti di Ranucci a seguito della relazione del Comitato Etico.  

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21 ott 2026

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