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Il vicerettore del PoliMi: "Nel 2018 solo l'1,5% degli studenti sognava una startup, oggi abbiamo 1000 innovatori"

(Adnkronos) - Promuovere l'autoimprenditorialità dei giovani all'università per aiutarli a vincere la paura di fallire ed educarli alla cultura del rischio fin dalla laurea triennale. E' la mission del Politecnico di Milano (leggi anche PoliMI scommette su startup e girls empowerment, la Rettrice agli studenti: "Scoprite chi potete diventare" ) che con il contenitore strategico Polimi Innovators lancia nel nuovo anno accademico un apposito spazio di integrazione tra competenze, strumenti e programmi oltre che per ricercatori anche per studenti aspiranti imprenditori di triennale, di magistrale e dottorato. E' possibile entrare nel network iscrivendosi on line all'evento, il prossimo 12 ottobre, dedicato all'ecosistema dell'imprenditorialità e alla presentazione e valorizzazione di tutte le attività e opportunità dedicate alla comunità degli 'innovatori', un ecosistema per il quale l’Ateneo ha predisposto uno spazio ad hoc, nel campus di Bovisa che dal prossimo gennaio ospiterà il Distretto per l'Innovazione, pensato “per dare fisicità a tutto questo, raccogliendo in un'unica location gli aspiranti innovatori del Politecnico al momento sparpagliati fra le varie aule dell'Ateneo”. Ne ha parlato con l'Adnkronos Daniele Rocchi, Vicerettore per il trasferimento tecnologico e i rapporti con le imprese del Politecnico di Milano, dove è professore ordinario di Meccanica. 

 

"Le nuove generazioni stanno cambiando. Riscontriamo che sta mutando il loro approccio nei confronti del lavoro", afferma Rocchi. Il tradizionale posto fisso a tempo indeterminato non sarebbe infatti più il massimo traguardo dei giovani, fatto significativo dato che l’Italia arranca sul fronte giovani startupper rispetto ai principali ecosistemi internazionali. Anche a causa della atavica “poca propensione al rischio dei ragazzi italiani ed al timore ad intraprendere strade più incerte seppur molto stimolanti. Da un sondaggio del 2018 - riferisce Rocchi - era risultato infatti che solo l’1,5% dei nostri studenti ambiva ad essere innovatore o a creare start up”.  

Il dato aveva fatto suonare il campanello di allarme nell’Ateneo da sempre vocato alla formazione di ingegneri e tecnici capaci di sostenere lo sviluppo industriale del Paese anche attraverso l’innovazione applicata proposta dalle start up del PoliHub (fondato nel 2010). “In quanto università noi puntiamo a risultati che possano aiutare l’Italia - commenta il vice rettore - quindi ci interessa che sempre più idee arrivino sul mercato traguardando la prima fase di una start up. Non puntiamo solo ad ‘unicorni', cioè a quelle di estremo successo”. 

 

Così dal 2018 si sono intensificati nell'Ateneo gli sforzi per lo sviluppo di un ecosistema completo di promozione della autoimprenditorialità giovanile organizzato su una fitta rete di strutture operative. Tra queste Tef (Tech Europe Foundation), fondazione no-profit nata a fine 2024 per unire gli incubatori e acceleratori di start up di Bocconi for innovation (B4i) e PoliHub (per il PoliMi). La novità di quest'anno, Polimi Innovators, “è la bussola e il campo da gioco aperto a tutti per muoversi tra le opportunità che si stanno creando tra cui quelle offerte da Tef". 

“Riscontriamo che i giovani cercano meno il posto stabile che dura una vita. Vogliono qualcosa di più sfidante e dinamico come può essere una start up. Anche senza fondarla, semplicemente andandoci a lavorare perché preferiscono ambienti di lavoro dove il contributo del singolo può avere maggiore impatto. Tanto che l'anno scorso abbiamo addirittura avviato un 'career day' dedicato alle start up, accanto a quello che facciamo tradizionalmente per le aziende". Il vice rettore con delega al trasferimento tecnologico racconta all'Adnkronos che “nell'ultimo anno e mezzo mille nuovi studenti hanno intrapreso attività legate al mondo delle start up. Vedremo quanti saranno quest'anno tra i nuovi iscritti".  

Sebbene sia ancora presto per accurati sondaggi, alcuni dati fotografano il cambio di passo: "Le nostre statistiche sulle carriere 'dopo' dottorato presentavano un 50% dei conseguitori di dottorato che va a lavorare in azienda o nella pubblica amministrazione ed un altro 50% che continua a fare ricerca presso il Politecnico o in università e centri di ricerca in giro per il mondo. Le rilevazioni più recenti mostrano invece una nuova tendenza in cui a 1-2 anni dal titolo, il 7% di chi ha fatto il dottorato è andato a creare la sua start up o comunque lavora in proprio. E' una percentuale che prima non si vedeva. Insomma…. Noi ci proviamo, bisogna iniziare a cambiare il passo con la speranza che sia stimolo per tutto il sistema …”, conclude il vice rettore. 

 

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15 set 2026

Vieri incorona l'Inter e lancia la Roma: "Gasperini tra i migliori al mondo, con lui i giallorossi possono sognare"

(Adnkronos) - L'ex attaccante Christian Vieri, parlando con l'Adnkronos di questo avvio di stagione delle squadre italiane, promuove l'inizio dell'Inter di Chivu, che considera la squadra più forte della Serie A, e vede nella Roma di Gasperini una delle principali candidate alla lotta per le posizioni di vertice. L'ex centravanti azzurro, pone attenzione anche al Como di Fabregas e sottolinea anche il valore del Napoli, mentre invita a non giudicare Juventus e Milan soltanto dai primi risultati, anche se sono indietro dal punto di vista della rosa. Sul fronte Nazionale, invece, lancia un messaggio chiaro: il nodo centrale resta la crescita dei giovani talenti, un problema strutturale che, a suo giudizio, nessun commissario tecnico può risolvere da solo. L'ex attaccante è anche un appassionato di padel ed ha preso parte a Roma all'EA7 World Legends Padel Tour al Due Ponti Sporting Club insieme a giocatori come Totti, Rakitic, Llorente, Saviola, Toni, Busquets e Handanovic. 

Come giudica questo inizio di campionato?  

L'Inter me l'aspettavo così, ha la rosa più forte del campionato. Per quanto riguarda il Como mi aspettavo la continuità rispetto all'anno scorso e c'è stata sicuramente. La Roma ha iniziato molto molto bene, con 12 punti in quattro partite. Il lavoro di Gasperini si vede, è uno dei più grandi allenatori che ci sono al mondo, quindi se la società lo ascolta può portare la Roma in alto. Ha fatto una buona partita anche in Champions, avrà il doppio impegno, ma ha preso dei buoni giocatori. Dybala rimane sempre il numero uno, è un grande attaccante, quindi insomma...poi tra poco c'è la partita tra la Roma e l'Inter e poi quella tra i giallorossi e il Real Madrid in Champions che sarà una bolgia, e Gasperini farà andare i suoi giocatori a duemila, sarà una bella partita da vedere.  

Juve, Napoli e Milan in difficoltà in questo avvio di campionato?  

"Il Napoli, secondo me, è la seconda squadra più forte del campionato, guardando la rosa. Non guardo ora alle prime partite che ha perso in campionato, perché a Milano poteva vincere alla fine. In Italia si guarda sempre al risultato, quasi mai la partita. E quindi dico che il Napoli è la seconda più forte della Serie A, poi metto la Roma, che lotterà fino alla fine, mentre Juventus e Milan sono un pochettino indietro, l'anno scorso non sono andate bene. Si devono rifare, ma dico sempre che la Juve, il Milan e l'Inter devono andare sempre in Champions".  

La Nazionale di Mancini può riportare tranquillità e l'Italia ai Mondiali?  

"Tranquillità c'è se ci qualifichiamo agli Europei e ai Mondiali, altrimenti c'è solo incazzatura, ma non basta prendere l'allenatore, da solo non risolve il problema che in Italia rimane quello dei giovani. Bisogna cambiare i settori giovanili in Italia e non sarà fatto. Quindi siamo sempre alle solite, e se siamo fortunati ci qualifichiamo ai Mondiali o agli Europei".  

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15 set 2026

David Rossi, secretata l'audizione del collaboratore di giustizia: al via il 28 settembre la perizia sull'uscita dalla finestra

(Adnkronos) - E' stato sentito stamattina, davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, il collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio. Coinvolto nell'operazione 'Aemilia', il collaboratore è stato sentito per la prima volta dalla Commissione di inchiesta che continua ad approfondire anche il filone legato a Viadana nel mantovano. "Siamo soddisfatti", si limita a commentare all'Adnkronos il presidente della Commissione Gianluca Vinci al termine dell'audizione dal contenuto secretato. Si è svolto oggi anche l'Ufficio di presidenza della Commissione che ha programmato l'inizio delle operazioni per la perizia che punta a chiarire le modalità dell'uscita dalla finestra di Palazzo Salimbeni dalla quale Rossi precipitò il 6 marzo 2013: "L'inizio delle operazioni peritali - annunica Vinci - si terrà lunedì 28 settembre in una palestra al Foro Italico da parte dei nostri consulenti, i medici Robbi Manghi e Marco Nigrisoli, insieme al tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris e con l'ausilio del personale del comando provinciale dei vigili del fuoco di Roma".  

Le prove tecniche saranno fatte sia con un manichino sia grazie alla collaborazione di un atleta con una corporatura simile a quella dell'allora Capo della Comunicazione di Mps. Gli accertamenti puntano a ricostruire il più possibile quanto accadde quella sera, in che modo Rossi finì fuori dalla finestra, se fosse o meno cosciente.  

Intanto, prosegue anche il lavoro della Commissione di inchiesta sul fronte delle audizioni. La settimana prossima sarà sentito Antonio Muto. Un nome emerso negli anni passati perché una persona, che si presentò con quel nominativo, raccontò anni dopo la morte di Rossi all'allora avvocato della famiglia un misterioso retroscena. La persona che è stata convocata dalla Commissione "alla stampa ha sempre detto di non essere lui (il sedicente Muto in questione, ndr), ma vogliamo chiederglielo anche ufficialmente sotto testimonianza", spiega Vinci. Lo stesso giorno potrebbe tenersi anche l'audizione di Bernardo Mingrone, allora collega della banca. "Nelle settimane successive - conclude Vinci - sentiremo anche Gabriele Ceccherelli, detto Zena" ex capitano nel calcio storico fiorentino. 

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15 set 2026

Tumore polmonare non a piccole cellule, nuovi dati di efficacia per trastuzumab deruxtecan

(Adnkronos) - I risultati positivi dello studio di fase 3 'Destiny-Lung04' hanno mostrato che trastuzumab deruxtecan ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (Pfs) rispetto allo standard di cura (chemioterapia con doppietta platino-pemetrexed più pembrolizumab) come trattamento di prima linea dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) non squamoso, non resecabile, localmente avanzato o metastatico con mutazione di Her2. I dati sono stati presentati nel corso del Presidential Symposium 2 alla Iaslc 2026 World Conference on Lung Cancer, organizzata dall’International Association for the Study of Lung Cancer (#WCLC26), che si conclude oggi a Seul (Sud Corea).  

Trastuzumab deruxtecan - informa una nota - è un anticorpo monoclonale farmaco-coniugato (Adc) specificamente diretto contro Her2, scoperto da Daiichi Sankyo e sviluppato e commercializzato congiuntamente da Daiichi Sankyo e AstraZeneca. Nell’analisi dell’endpoint primario, la monoterapia con trastuzumab deruxtecan ha ridotto significativamente del 37% il rischio di progressione di malattia o morte rispetto a pembrolizumab più chemioterapia. La Pfs mediana, valutata mediante revisione centrale indipendente in cieco (Bicr), è stata di 14,3 mesi con trastuzumab deruxtecan rispetto a 8,3 mesi con pembrolizumab più chemioterapia. Un trend favorevole di Pfs è stato osservato con trastuzumab deruxtecan nei principali sottogruppi, inclusi i fattori di stratificazione predefiniti, quali presenza o anamnesi di metastasi cerebrali, stato di fumatore, stato mutazionale di Her2 (esone 19 o esone 20), malattia de novo o recidivante e presenza di metastasi epatiche. 

Il tasso di risposta obiettiva (Orr) con trastuzumab deruxtecan - precisa la nota - è risultato del 70% con pembrolizumab più chemioterapia. La durata mediana della risposta (Dor) con è stata di 13,4 mesi e di 9,7 mesi con pembrolizumab più chemioterapia. La Pfs2 (tempo dall'inizio del trattamento alla seconda progressione del tumore o al decesso per qualsiasi causa) mediana con trastuzumab deruxtecan è stata di 22,7 mesi rispetto a 17,3 mesi con pembrolizumab più chemioterapia. Al momento dell’analisi, la maturità dei dati di sopravvivenza globale (Os) era del 46,9% e non è stato effettuato alcun test formale delle ipotesi. Sebbene non sia stato osservato alcun beneficio in termini di Os, gli schemi diversi e sbilanciati delle terapie successive tra i bracci di trattamento dello studio possono limitare l'interpretazione di questo risultato. In particolare, è presente un maggiore ricorso a terapie dirette contro Her2 nel braccio pembrolizumab più chemioterapia rispetto al braccio trastuzumab deruxtecan (48,0% contro 23,3%, rispettivamente), e un utilizzo limitato dell'immunoterapia più chemioterapia nel braccio trastuzumab deruxtecan (23,8%). 

 

“Ogni anno in Italia vengono stimati circa 45mila nuovi casi di carcinoma polmonare - afferma Silvia Novello, presidente Walce (Women Against Lung Cancer in Europe), professore ordinario di Oncologia medica all’Università degli Studi di Torino e responsabile dell’Oncologia medica presso l’Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano – Il tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di Her2 è una patologia aggressiva per la quale gli attuali standard di cura in prima linea hanno scarsa efficacia e molti pazienti presentano progressione di malattia entro un anno dall’inizio del trattamento. Con un tasso di risposta obiettiva del 70% e una sopravvivenza libera da progressione mediana di 14,3 mesi, trastuzumab deruxtecan ha sicuramente le caratteristiche per diventare una nuova opzione di cura di prima linea per questi pazienti”. 

“Circa il 4% dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule presenta la mutazione della proteina Her2 - spiega Antonio Passaro, direttore della divisione di Oncologia toracica all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano - La presenza della mutazione Her2 rende la neoplasia sensibile a farmaci diretti contro questo target. Trastuzumab deruxtecan combina un anticorpo monoclonale con un agente citotossico ed è altamente selettivo per le cellule tumorali, riducendo al minimo i danni alle cellule sane circostanti e aumentando l’efficacia del trattamento nei pazienti con tumore con mutazione di Her2. È importante distinguere la mutazione di Her2 dalla sovraespressione di questa proteina. Sono alterazioni biologicamente differenti e non identificano necessariamente gli stessi pazienti. I risultati dello studio Destiny-Lung04 rafforzano l'importanza della profilazione molecolare completa al momento della diagnosi, così da identificare anche alterazioni meno frequenti ma trattabili”. 

Il profilo di sicurezza di trastuzumab deruxtecan osservato nello studio Destiny-Lung04 è risultato in generale coerente con il profilo già noto, e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza. Eventi avversi correlati al trattamento (Trae) di grado 3 o superiore si sono verificati nel 34,1% dei pazienti trattati con trastuzumab deruxtecan. Il più comune, verificatosi nel 5% o più dei pazienti trattati, è stato la neutropenia (11,1%). Eventi di malattia polmonare interstiziale (Ild) o polmonite si sono verificati nel 20,8% dei pazienti trattati, come determinato da un comitato indipendente di valutazione. La maggior parte degli eventi di Ild o polmonite era di basso grado. Nel braccio trastuzumab deruxtecan si sono verificati 5 (2,2%) eventi di Ild di grado 3, uno (0,4%) di grado 4 e 4 (1,8%) di grado 5. 

 

“Trastuzumab deruxtecan è il primo farmaco e anticorpo-farmaco coniugato diretto contro Her2 approvato per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di Her2 ed è diventato un trattamento standard di seconda linea - sottolinea John Tsai, Global Head of R&D, Daiichi Sankyo - Il beneficio di 6 mesi in termini di sopravvivenza libera da progressione e gli elevati tassi di risposta osservati nello studio Destiny-Lung04 rafforzano l’importanza di bersagliare direttamente Her2 in questi pazienti e sostengono il potenziale di trastuzumab deruxtecan nel setting di prima linea, nel quale l’obiettivo fondamentale è ritardare il più a lungo possibile la progressione di malattia”. Destiny-Lung04 “è il primo studio di fase 3 che dimostra una sopravvivenza libera da progressione superiore rispetto allo standard di cura di prima linea nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato con mutazione di Her2 - rimarca Susan Galbraith, Executive Vice President, Oncology Hematology R&D, AstraZeneca - Questi risultati si aggiungono al crescente corpus di evidenze a sostegno di trastuzumab deruxtecan come trattamento importante per i pazienti con alterazioni di Her2 e ne sottolineano il potenziale ruolo al momento della diagnosi di malattia metastatica, quando il trattamento ha la maggiore opportunità di migliorare gli esiti”. 

Circa tre quarti (75,8%) dei pazienti nel braccio trastuzumab deruxtecan presentavano una malattia de novo, cioè il tumore polmonare era stato diagnosticato per la prima volta in fase metastatica - puntualizza la nota - e quasi un quarto (22,9%) presentava metastasi cerebrali al basale. I pazienti nello studio Destiny-Lung04 avevano ricevuto in precedenza radioterapia, chemioterapia, immunoterapia o terapia mirata per la malattia in fase iniziale. La durata mediana del follow-up è stata di 21,6 mesi nei pazienti che ricevevano trastuzumab deruxtecan e di 20,4 mesi nei pazienti che ricevevano pembrolizumab più chemioterapia. Al cut-off dei dati del 9 giugno 2026, 50 pazienti erano ancora in trattamento nello studio, dei quali 40 continuavano a ricevere trastuzumab deruxtecan e 10 ricevevano pembrolizumab più chemioterapia. 

15 set 2026

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