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Formula 1, oggi Gp Spagna: orario, griglia di partenza e dove vederlo

13 set 2026

Ultimate Championship, tocca a Tamberi: gli azzurri in gara oggi nel 'Mondiale dei Mondiali' e dove vederli

(Adnkronos) - L'atletica si gode il gran finale del 2026. Oggi, domenica 13 settembre, si conclude a Budapest l'Ultimate Championship, prima edizione del 'Mondiale dei Mondiali' di atletica. Una vera novità, gran galà della stagione per decretare i campionissimi del 2026 nelle rispettive discipline. Attenzione agli azzurri, a cominciare dal campione olimpico di salto in alto a Tokyo Gianmarco Tamberi, che tornerà a competere dopo gli ori vinti agli Europei di Birmingham e ai Giochi del Mediterraneo. Ecco gli atleti italiani in gara oggi, gli orari e dove vederli in tv e streaming. 

Ecco il programma delle gare di oggi, domenica 13 settembre, all'Ultimate Championship:  

18:08 - 400hs femminili - ev. Folorunso 

18:13 - giavellotto maschile 

18:18 - 200 metri maschili (semifinale) 

18:36 - 400hs maschili 

18:44 - 200 metri femminili (semifinale) 

19:04 - salto in alto maschile - Tamberi 

19:10 - 5000 metri femminili 

19:34 - salto triplo femminile - Derkach 

19:41 - 800 metri maschili - ev. Pernici 

19:53 - 4x400 mista - Italia 

20:12 - 1500 metri maschili 

20:38 -200 metri maschili 

20:49 - 200 metri femminili 

L'Ultimate Championship è una sorta di 'super finale' della stagione di atletica, a cui partecipano atleti invitati sulla base dei risultati ottenuti, che si affronteranno nelle varie discipline per decretare i campioni assoluti della stagione. In Italia, le gare di oggi saranno trasmesse in diretta tv sui canali Rai (in chiaro) e sui canali Sky Sport (per gli abbonati), oltre che in streaming sulle piattaforme Rai Play, Sky Go e NOW. 

13 set 2026

Yemen, gli Houthi conquistano Mayyun e attaccano base in Arabia Saudita: alta tensione nel Mar Rosso

(Adnkronos) - Gli Houthi hanno conquistato l'isola strategica di Mayyun, conosciuta anche come Perim, nello Yemen, rafforzando il loro controllo sullo stretto di Bab al-Mandeb, uno dei principali passaggi marittimi tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. La conquista dell'isola, confermata da funzionari del governo yemenita riconosciuto internazionalmente e da un esponente Houthi, arriva dopo la presa della città portuale di Mokha e di altre località lungo la costa occidentale del Paese. Secondo le autorità yemenite, gli Houthi avrebbero inoltre assunto il controllo di altre isole e stretto d'assedio a forze governative presenti nell'arcipelago delle Hanish.  

L'avanzata degli Houthi, sostenuti dall'Iran, apre un nuovo fronte nella crisi mediorientale e aumenta i timori per la sicurezza della navigazione e per le forniture energetiche globali. Il Bab al-Mandeb è infatti uno dei principali chokepoint del commercio mondiale e la sua destabilizzazione assume un peso ancora maggiore mentre lo stretto di Hormuz resta fortemente condizionato dal conflitto tra Iran e Stati Uniti. 

 

Durante l'offensiva sarebbero finiti nelle mani degli Houthi anche armi e mezzi militari lasciati dalle forze governative durante il ritiro. Alcuni video diffusi online mostrano equipaggiamenti catturati, ma l'autenticità e l'esatta provenienza di tutto il materiale non è stata verificata indipendentemente. 

Sul fronte saudita, gli Houthi hanno rivendicato un nuovo attacco contro la base militare di Sharurah, nel sud dell'Arabia Saudita. Il portavoce militare Yahya Saree ha affermato che l'operazione è stata condotta con missili balistici e droni e che gli obiettivi comprendevano depositi di armi e centri di comando e controllo. 

Secondo Saree, l'attacco sarebbe stato una risposta alle operazioni militari saudite contro lo Yemen. Il portavoce ha inoltre minacciato ulteriori attacchi contro il territorio saudita qualora Riyadh dovesse proseguire la propria offensiva. Al momento, però, le autorità saudite non hanno confermato la versione Houthi sull'attacco alla base. AAnadolu Ajansı+1 

L'Arabia Saudita ha invece riferito di un proiettile caduto nella regione di Jazan, vicino al confine con lo Yemen, con due persone ferite e danni a una moschea, ad alcuni edifici e veicoli. 

La nuova escalation si intreccia con l'attacco che ha provocato la temporanea chiusura dell'oleodotto saudita East-West, una delle infrastrutture energetiche più importanti del Paese e una rotta alternativa per l'esportazione del greggio in caso di difficoltà nello stretto di Hormuz. 

Le autorità irachene hanno annunciato di aver individuato e sequestrato una piattaforma per il lancio di droni utilizzata, secondo Baghdad, nell'attacco contro l'oleodotto. Il sito sarebbe stato localizzato nella provincia di Maysan, nel sud-est dell'Iraq, vicino al confine con l'Iran.  

Il portavoce della sicurezza irachena Saad Maan ha ribadito che Baghdad non intende permettere che il proprio territorio venga utilizzato come base per attacchi contro altri Paesi. L'Iraq ha inoltre avviato accertamenti sulla provenienza dei droni e sui responsabili dell'operazione 

 

Una petroliera è stata colpita da un proiettile di origine ignota mentre transitava nello stretto di Hormuz. Lo segnala sul suo sito l'autorità britannica che sovrintende alla sicurezza della navigazione sulle rotte internazionali, l'United Kingdom Maritime Trade Operations. "Al momento non si hanno informazioni sulle condizioni dell'equipaggio, sull'entità dei danni o sull'eventuale impatto ambientale. Si raccomanda alle imbarcazioni di transitare con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta all'Ukmto, mentre le autorità stanno svolgendo gli accertamenti del caso". 

Sul fronte iraniano, il presidente Masoud Pezeshkian ha adottato una posizione di forte contrapposizione nei confronti degli Stati Uniti. In un messaggio diffuso nelle ultime ore, il presidente iraniano ha affermato che il Paese non può essere costretto alla resa attraverso pressioni e minacce. "Se gli americani sono guerrieri, affrontino le nostre coraggiose forze militari. Perché fare guerra alle infrastrutture civili, alle scorte alimentari e alle fonti di sostentamento? Se sono esseri umani, perché impedire agli esseri umani di accedere all'acqua, al cibo e alle medicine? Il nostro popolo non può essere sottomesso con la prepotenza. L'Iran non si arrenderà", ha ascritto su X. 

 

13 set 2026

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13 set 2026

Indonesia, traghetto colpito da una tempesta nel Mar di Giava: un morto e 103 passeggeri salvati

(Adnkronos) - Sono 103 le persone evacuate finora dal traghetto Virgo Transport 8, rimasto intrappolato in una violenta tempesta in Indonesia. A bordo della nave si trovavano complessivamente 243 passeggeri. Le squadre di soccorso stanno proseguendo le operazioni per mettere in salvo le persone ancora presenti sull'imbarcazione. Le autorità indonesiane hanno inoltre confermato il decesso di una persona. 

La nave è stato colpito dal maltempo mentre era in navigazione nel Mar di Giava. In precedenza, le autorità avevano comunicato di aver perso i contatti con la Virgo Transport 8, facendo scattare immediatamente le operazioni di ricerca e soccorso. 

Il traghetto era partito il 12 settembre da Surabaya, nella provincia di Giava Orientale, con destinazione Banjarmasin, nel Kalimantan Meridionale, sull'isola del Borneo. La perdita delle comunicazioni era stata segnalata nelle prime ore di oggi, 13 settembre, quando le condizioni meteorologiche avevano reso particolarmente difficili le operazioni di navigazione. 

Le squadre di soccorso sono riuscite a raggiungere la nave e a evacuare 103 persone. Le operazioni proseguono per portare in salvo gli altri passeggeri ancora a bordo. 

Nel corso dei soccorsi è stato confermato anche un decesso. Le autorità non hanno al momento fornito ulteriori dettagli sulle circostanze della morte, mentre continuano gli interventi per mettere in sicurezza tutti i passeggeri coinvolti. 

L'Indonesia, configurandosi come un arcipelago composto da 17.000 isole, utilizza i traghetti come infrastruttura di trasporto primaria, data la maggiore economicità e accessibilità delle rotte marittime rispetto al comparto aereo. La carente applicazione degli standard di sicurezza determina tuttavia un tasso di incidenti marittimi significativamente elevato. 

L'allarme per la sicurezza dei collegamenti marittimi arriva dopo altri gravi incidenti avvenuti nella regione. Nelle Filippine, il bilancio delle vittime di un incendio a bordo di un traghetto è salito a 76 morti, mentre le autorità hanno avviato le procedure per l'identificazione delle salme. 

Parallelamente, al largo di Bali un incendio è divampato su un altro traghetto, provocando un morto. In questo caso, 172 persone sono state tratte in salvo dalle squadre impegnate nelle operazioni di soccorso. 

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