Logo Il Foglio

La Maxima Roma si presenta, con Totti per riportare in alto il basket della Capitale

(Adnkronos) - Riportare Roma al centro della pallacanestro italiana ed europea, dando vita a un progetto capace di andare oltre il semplice risultato sportivo. È questa la sfida della Maxima Roma, presentata in una terrazza affacciata su Piazza Venezia in vista della stagione 2026/27. La squadra sarà impegnata in Serie A e in EuroCup, con l’obiettivo di costruire una realtà ambiziosa e sempre più vicina alla città. A guidare il progetto è il presidente Paul Matiasic, affiancato da una figura che a Roma non ha certo bisogno di presentazioni: Francesco Totti. L’ex capitano giallorosso entra infatti nella società come advisor della proprietà, con un ruolo legato allo sviluppo della fan base e alle attività di responsabilità sociale. 

La presenza di Totti ha naturalmente attirato gran parte dell’attenzione durante l’evento. Il suo ingresso rappresenta infatti un ponte tra il mondo del calcio e quello del basket e, soprattutto, un modo per coinvolgere un pubblico ancora più ampio. "Avevo voglia di nuovi stimoli", ha spiegato Totti, pronto a mettersi alla prova in questa nuova esperienza. "Questo progetto mi ha da subito intrigato, ho una responsabilità molto pesante. Anche se non è calcio svolgerò questo ruolo con la massima trasparenza e determinazione. Sarò a disposizione a 360 gradi e cercheremo di portare la Maxima Roma il più in alto possibile, sono troppi anni che il basket è stato accantonato. Ho la fortuna di conoscere questo ambiente e darò una mano alla presidenza".  

La scelta della location ha reso la presentazione ancora più suggestiva. Da una terrazza nel cuore della Capitale, con Piazza Venezia sullo sfondo, la Maxima Roma ha voluto presentare un progetto che punta a coinvolgere l’intera città. "Non è stato facile creare questa squadra, è stato un processo lungo ma ora abbiamo fame di salire -ha affermato Matiasic-. La scelta di Totti? Avrà un grande ruolo, non solo simbolico. Abbiamo fatto questa scelta perché lui ha gli occhi e il cuore di Roma dentro, sarà il mio consigliere e avrà il compito di creare una base di tifosi. Non sarà solo un ambasciatore insomma". Un ruolo che Totti ha rifiutato nella Roma dei Friedkin. 

Intervenuto in conferenza stampa anche Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale: "In questi cinque anni Roma ha riconquistato una centralità importante nel mondo dello sport. Il calcio è sempre stato un punto di riferimento, ma il basket è una delle discipline più praticate da bambine e bambini. Fino a oggi Roma non poteva contare su una squadra nella massima serie, mentre adesso ne avrà addirittura due". 

La guida tecnica della Maxima Roma è stata affidata a Matteo Cotelli, reduce da un'ottima stagione alla Germani Brescia, la cui licenza sportiva è stata acquistata dai capitolini. Il coach sarà affiancato dagli assistenti Alberti e Lotesoriere. Lo staff comprende inoltre Ike Udanoh, responsabile del player development, Roberto Iezzi, director of performance, e il preparatore atletico Francesco Ruffolo. La preparazione entrerà nel vivo il 12 e 13 settembre con il torneo "City of Cagliari", al quale parteciperanno anche Hapoel Tel Aviv, Asvel e Bayern Monaco. Gli ultimi test prima dell'inizio della stagione saranno l'amichevole del 16 settembre sul campo della Virtus Bologna e quella del 19 settembre a Varese. L'esordio ufficiale è fissato per domenica 27 settembre al PalaEur contro Napoli, nella prima giornata di Serie A. Tre giorni più tardi, il 30 settembre, la Maxima Roma debutterà anche in EuroCup, ancora davanti al proprio pubblico, contro i rumeni del Cluj.  

Ora quindi la parola passa al parquet, l’ambizione è quella di riportare Roma dove merita di essere anche nel basket e di creare una squadra in cui i tifosi possano riconoscersi. Con Totti al suo fianco, Maxima Roma ha già trovato un volto capace di rappresentare la città. Dovrà essere il campo a raccontare il resto della storia. 

8 set 2026

Lottomatica ottiene Iso compliance integrata, primo gruppo gaming in Italia a farlo

(Adnkronos) - Lottomatica Group comunica di aver ottenuto, per la prima volta, la certificazione UNI ISO 37301:2021 per i Sistemi di gestione per la compliance. Inoltre ha completato il percorso di transizione alla UNI ISO 37001:2025 per il Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione già certificato dal 2022. 

Entrambi i sistemi di gestione sono stati certificati da Rina; inoltre, "la UNI ISO 37301:2021 è stata ottenuta sotto accreditamento Accredia, a ulteriore garanzia della conformità del Sistema di gestione per la compliance agli standard internazionali di riferimento. Il perimetro ha interessato la Capogruppo e le società concessionarie operative nei segmenti retail, online e gaming", si legge in una nota. 

La certificazione alla norma UNI ISO 37301:2021 attesta la capacità di un’organizzazione di gestire in modo strutturato e sistematico gli obblighi normativi (cogenti e volontari), regolamentari, contrattuali e di settore, integrandoli all’interno di un unico sistema di gestione per la compliance. La certificazione "costituisce l’esito di un percorso di integrazione dei diversi ambiti di compliance e dei presidi aziendali in un framework unitario, volto a garantire uniformità metodologica, una visione trasversale dell’esposizione normativa e un rafforzamento dei processi di governance, controllo e supporto alle decisioni aziendali", si legge ancora. 

Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di evoluzione e integrazione dei presidi di compliance del Gruppo. L'iniziativa, avviata nel settembre 2025, è stata fortemente promossa da Francesco Lauria, Chief risk, ethics & compliance officer and Anti-bribery&corruption officer, il quale afferma: "Sono particolarmente orgoglioso di questo importante traguardo, che testimonia il costante impegno di Lottomatica nel perseguire l’eccellenza e nel rafforzare l’efficacia dei propri sistemi di governance, risk management e compliance. Questo risultato rappresenta inoltre un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita, consolidamento e miglioramento continuo del Gruppo". 

Il sistema di gestione per la compliance per il Gruppo si affianca agli strumenti già adottati per la prevenzione e la gestione dei rischi, tra cui il modello 231, il modello di Entreprise risk management (Erm), il Codice etico, la politica anti-bribery & corruption - ISO 37001:2025. L’ottenimento della certificazione UNI ISO 37301:2021 colloca il gruppo Lottomatica tra le poche società appartenenti all’indice FTSE MIB ad aver conseguito tale riconoscimento. "Il traguardo assume un rilievo ancora maggiore considerando che Lottomatica è il primo operatore del settore gaming in Italia a ottenere tale certificazione, contestualmente al completamento del percorso di transizione alla UNI ISO 37001:2025", si legge ancora. 

L’audit condotto da Rina ha interessato tutti gli ambiti di compliance e i processi aziendali coinvolti nel Sistema di gestione per la compliance. Le verifiche sono state volte ad accertare non solo la corretta applicazione del framework normativo interno, ma anche il livello di conformità agli obblighi previsti dagli standard di riferimento, l’efficacia del sistema dei controlli e il grado di integrazione dei presidi di compliance nei processi di governance e nelle attività operative del Gruppo. "Le certificazioni UNI ISO 37301:2021 e UNI ISO 37001:2025 rafforzano il percorso intrapreso da Lottomatica negli ambiti della governance, della sostenibilità e della gestione responsabile del business", conclude la nota. 

8 set 2026

Federmanager e Manageritalia tra rappresentanze coinvolte in Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale dell’Emilia-Romagna insieme a Cida

(Adnkronos) - Anche la rappresentanza dei manager e delle alte professionalità entra a far parte del Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale dell’Emilia-Romagna, sottoscritto l’8 settembre a Bologna alla presenza del presidente della Regione Michele de Pascale e del vicepresidente Vincenzo Colla. Federmanager e Manageritalia partecipano al Patto attraverso Cida-Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità, della quale sono Confederate e che figura tra i firmatari del documento. Il nuovo Patto aggiorna il percorso avviato dalla Regione Emilia-Romagna nel 2015 con il primo Patto per il Lavoro e proseguito nel 2020 con il Patto per il lavoro e per il clima. L’obiettivo resta quello di generare nuovo sviluppo sostenibile, nuovo lavoro e nuove imprese di qualità, accompagnando l’Emilia-Romagna nella transizione ecologica e digitale e riducendo le fratture economiche, sociali, ambientali e territoriali. A questo si affianca oggi una maggiore attenzione all’economia sociale, con l’intento di mettere sempre più al centro dello sviluppo le persone, i territori e le comunità. 

Tra le priorità individuate figurano la tutela e il rafforzamento della vocazione manifatturiera dell’Emilia-Romagna, la competitività delle filiere produttive, gli investimenti in ricerca e innovazione, lo sviluppo delle competenze, l’attrazione e la valorizzazione dei talenti e delle alte professionalità, insieme alla transizione digitale ed ecologica e all’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Il Patto definisce inoltre un metodo stabile di confronto tra Regione, istituzioni e rappresentanze economiche e sociali. Non soltanto un documento programmatico, dunque, ma una sede nella quale i firmatari saranno chiamati a confrontarsi sulle principali scelte strategiche e a contribuire, nel tempo, alla loro attuazione e al monitoraggio dei risultati. 

“Le grandi trasformazioni che stiamo vivendo - sottolinea Valter Quercioli, presidente di Federmanager - non si governano soltanto con nuovi investimenti e nuove tecnologie: richiedono competenze, visione e capacità di assumere decisioni e tradurle in risultati. Il Patto riconosce la centralità del capitale umano, dell’innovazione e della qualità del lavoro: sono temi sui quali la managerialità può offrire un contributo determinante. Il valore di una strategia si misura però soprattutto nella sua capacità di diventare azione. Come Federmanager siamo pronti a mettere le nostre competenze a disposizione di questo percorso, contribuendo a governare il cambiamento e a coniugare competitività, sostenibilità e coesione sociale. Il metodo del confronto tra istituzioni, imprese, lavoro e corpi intermedi rappresenta inoltre una condizione importante per affrontare trasformazioni che richiedono responsabilità condivise e una visione di lungo periodo”. 

 

“Per Federmanager - dichiara Massimo Melega, presidente di Federmanager Emilia Romagna - è motivo di particolare soddisfazione vedere finalmente rappresentato, attraverso Cida, anche il mondo manageriale all’interno di questo importante luogo di confronto regionale. E' un risultato che abbiamo perseguito a lungo, nella convinzione che le competenze dei manager possano dare un contributo significativo alla costruzione delle politiche per lo sviluppo del territorio. Condividiamo l’impostazione di fondo del Patto: competitività, innovazione, sostenibilità e coesione sociale sono dimensioni che oggi devono necessariamente procedere insieme. Federmanager è pronta a mettere a disposizione della Regione e degli altri soggetti coinvolti l’esperienza, le competenze e la capacità progettuale dei manager, contribuendo in modo concreto al confronto e alla realizzazione degli obiettivi individuati”. 

"La firma di questo Patto - sottolinea Cristina Mezzanotte, presidente Manageritalia Emilia-Romagna - conferma la capacità dell'Emilia-Romagna di costruire il proprio futuro attraverso il confronto e la partecipazione delle diverse componenti della società e dell'economia. Come rappresentanza dei manager e delle alte professionalità vogliamo contribuire mettendo a disposizione competenze, capacità manageriali e cultura dell'innovazione. Attraverso le persone a noi associate ci poniamo l’obiettivo di garantire a tutti i diritti fondamentali e parità di accesso ai beni pubblici, contrastando le disuguaglianze territoriali, economiche, sociali, di genere e generazionali che indeboliscono la coesione e ostacolano lo sviluppo equo e sostenibile della comunità regionale". 

Una disponibilità che trova un riferimento preciso nello stesso Patto, che assegna un ruolo centrale al capitale umano e individua nella presenza di competenze qualificate una condizione indispensabile per trasformare gli investimenti tecnologici in produttività, crescita e benessere. Un tema particolarmente rilevante in una fase nella quale le imprese sono chiamate a governare contemporaneamente transizione digitale ed ecologica, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, evoluzione dei modelli organizzativi e crescente necessità di attrarre e trattenere professionalità qualificate. L’ingresso di Cida tra i firmatari consentirà quindi alla rappresentanza dei dirigenti e delle alte professionalità di partecipare al confronto sulle politiche e sulle strategie destinate ad accompagnare nei prossimi anni lo sviluppo economico, sociale e ambientale dell’Emilia-Romagna. 

8 set 2026

X Factor, al via da giovedì 10 settembre: Irama come giudice e la finale all’Unipol Forum di Assago

(Adnkronos) - "Sono stato accolto come in una grande famiglia, mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Sono entusiasta di iniziare questa avventura, spero di trovare il mio X Factor che è la cosa più importante". È l'augurio di Irama al suo debutto come giudice della nuova edizione, la ventesima, di X Factor. Il talent show prenderà il via giovedì 10 settembre, su Sky e Now e sempre disponibile on demand. In chiaro, sarà trasmesso dal 15 settembre il martedì su TV8 e dal 16 il mercoledì su Cielo.  

Più sicuro di sé appare invece Francesco Gabbani, al suo secondo anno di esperienza come giudice. Nel corso della presentazione della nuova edizione, che si è tenuta oggi, martedì 8 settembre, a Milano, il cantante ha ammesso che lo scorso anno era "molto spaventato dal dovere esprimere un giudizio". Il suo augurio per questa nuova stagione è che "i giudizi possano essere costruttivi e trasferiscano il giusto input per fare meglio".  

Al tavolo tornano poi il veterano Jake La Furia e Paola Iezzi. Torna per il terzo anno alla conduzione, Giorgia che rimarrà accanto ai concorrenti accompagnandoli nei momenti più tesi ed emozionanti. Come sempre sarà protagonista anche del backstage al fianco dei i cantanti al loro esordio sul palco. 

È già evidente l'intesa tra i giudici della nuova edizione che - nel corso della conferenza- ci tengono a sottolineare di non avere mai discussioni realmente accese, ma solo confronti costruttivi. Dopo l'addio del giudice Achille Lauro, Irama - che ha preso il suo posto - si dice entusiasta della nuova avventura, anche se i colleghi lo mettono in guardia sulla fase dei Live: "Mi fanno sempre preoccupare su questa cosa". "Poi vedrai", ha risposto Giorgia, con ironia.  

La macchina di X Factor partirà definitivamente giovedì 10 settembre con la prima fase, quella della selezione che porterà alla scelta dei 12 protagonisti assoluti di questa stagione dello show Sky Original prodotto da Fremantle. Questi 12 talenti si sfideranno poi settimana dopo settimana sul palco dei Live Show, il Teatro Repower di Milano.  

Sei puntate di selezioni: le Auditions, divise in tre episodi. A seguire le due serate di Bootcamp, in cui i cantanti selezionati al primo step dovranno sperare nell’unanimità da parte dei giudici. Poi, lo step più importante, quello decisivo, le Last Call che formeranno i terzetti ufficiali di ogni giudice. 

E poi, al termine dei Live Show, giovedì 3 dicembre andrà in onda la finale di X Factor, che dopo due anni in Piazza del Plebiscito a Napoli, quest’anno torna a Milano, all’Unipol Forum di Assago. 

Nel corso della conferenza, i giudici hanno avuto modo di riflettere sull'uso dell'intelligenza artificiale nella musica. Jake La Furia dice di non avere un'idea precisa a riguardo e non si sente di parlarne in negativo: "Non ho ancora chiaro quali siano i confini della partecipazione dell’intelligenza artificiale alla musica. Io faccio ancora la musica scrivendo sul foglio, credo che non siamo ancora arrivati al momento in cui si fa musica totalmente con l’AI, senza l’input umano. Finché c’è una partecipazione umana non sono contrario all’uso dell’AI nella musica". "Se diventa solo schiacciare un bottone e creare nuova musica, credo sia molto triste. È triste pensarlo, dato che faccio musica per vivere ed è una delle cose che mi piace di più", ha aggiunto La Furia. 

Irama, invece, crede in un ritorno al passato: "Secondo me si andrà a ritroso, si cercherà l’imperfezione nei testi, l’umanità dell’artista. La musica dal vivo non si può sostituire mai dall’AI". 

 

8 set 2026

Regina Baresi ricoverata al San Raffaele: "Ho un'infezione renale con due ascessi"

(Adnkronos) - Regina Baresi ricoverata all'ospedale San Raffaele di Milano per un'infezione renale. "Se volevo essere paziente mi facevo ricoverare. Eccomi, non sono scomparsa. Sono qui da martedì sera e dovrò rimanerci ancora per un pochino di giorni, per fortuna niente di grave ho un’infezione renale con due piccoli ascessi che spero si risolvano entro la fine della prossima settimana. Per fortuna ho la dieta libera!!", scrive su Instagram l'ex capitana dell'Inter raccontando il ricovero dei giorni scorsi.  

La figlia di Beppe Baresi aggiunge una dedica al compagno rimasto al suo fianco nelle ore più difficili. "Ci sei stato dal primo secondo senza lasciarmi da sola un attimo. Siamo arrivati al Pronto Soccorso che stavo malissimo, abbiamo passato la notte vicini con la paura della febbre a 39,5 che non scendeva e non dimenticherò mai le ore su quelle seggioline verdi così scomode e così fredde. Tenere la tua mano, guardarti negli occhi, vedere un tuo sorriso mi tranquillizzavano. Dopo 24 ore di attesa il ricovero. Giorni chiusa qui dentro, giorni in cui misuravamo la febbre sperando scendesse. Hai fatto i salti mortali per stare più tempo possibile con me, tutta la strada avanti e indietro dal lavoro all’ospedale, il traffico, la stanchezza. Eppure c’eri sempre", aggiunge. "La doccia fatta ogni sera qui, i vestiti di cambio in un borsone, pranzo e cena senza grandi richieste, ma eri qui, ogni volta tornavi e questa è stata la dimostrazione più grande che potesse riempirmi il cuore. Mi hai portato la Nutella, mi hai portato il nocciolino, mi hai portato piccoli pezzettini di casa che ci facevano sentire un po’ meno stranieri. E poi mi hai fatta sentire bella, nonostante tutto. E quando ogni giorno dalla vetrata della stanza ti vedo in strada camminare verso l’ingresso, il mondo torna a colori. Sei stato la mia cura. Sei la mia cura. Ti ringrazierò per sempre. Presto torniamo a casa insieme".  

8 set 2026

Trionfo AfD in Sassonia-Anhalt, Merkel: "Mi sanguina il cuore"

(Adnkronos) - Il successo elettorale dell'AfD in Sassonia-Anhalt ha colpito profondamente l'ex cancelliera Angela Merkel. È "semplicemente scioccante", ha dichiarato l'ex leader della Cdu durante la fiera del digitale Digital X di Deutsche Telekom a Colonia alludendo ai risultati del voto regionale, che ha visto la Cdu subire una dura sconfitta. "A me, come membro della Cdu, sanguina il cuore", ha detto l'ex cancelliera federale (2005 al 2021). 

"Questo è un punto di svolta, una vera e propria svolta nella storia della Repubblica Federale di Germania", ha aggiunto l'ex leader della Cdu, che ha consigliato un diverso tipo di comunicazione per raggiungere meglio la popolazione e spiegare in modo più efficace i progressi realizzati.  

"L'approccio individuale ai cittadini" è probabilmente diventato più importante rispetto al passato, ha affermato Merkel. I partiti democratici devono ora cercare con maggiore forza il contatto con le cittadine e i cittadini. Merkel si è detta preoccupata dal fatto che per molti cittadini i fatti non abbiano più un valore così alto e che ci si affidi invece ai sentimenti.  

Come esempio, ha citato il dato di fatto secondo cui in Sassonia-Anhalt la disoccupazione è scesa e il benessere individuale è aumentato. "E poi il candidato di punta (dell'AfD, Ulrich Siegmund) dice: "Può darsi, ma non è quello che si percepisce". 

Non si deve permettere che un simile atteggiamento diventi maggioritario, ha affermato Merkel. "Il progresso dell’Illuminismo è consistito nel fatto che la collettività fosse in grado di concordare sui fatti". Se ora fossero le emozioni a prendere il sopravvento e i fatti non fossero più considerati la cosa più importante, si tratterebbe di un regresso per la civiltà, ha concluso. 

 

Intanto resta aperta la questione di una possibile collaborazione nel parlamento regionale tra il Bsw, il partito fondato da Sahra Wagenknecht e l'AfD (Alternative für Deutschland). Wagenknecht ha dichiarato la disponibilità del suo partito a fare politica "con chiunque sia pronto a realizzare i cambiamenti che le persone nel nostro Paese desiderano". Non senza precisare, in un intervento al telegiornale "heute journal" della Zdf, che "naturalmente, nel programma dell'AfD ci sono una serie di posizioni che non condividiamo. E su quelle non ci sarà alcun sostegno, bensì una netta opposizione". 

Wagenknecht ha ribadito la proposta di un "primo ministro apartitico": "Riteniamo ancora sensato avviare un dialogo con i partiti – e l'invito è valido anche per l'AfD – per un primo ministro apartitico che sia rispettato oltre le linee dei partiti e che rappresenti un nuovo inizio politico". 

Un modello però respinto dal co-leader dell'AfD, Tino Chrupalla, durante la trasmissione "Lanz" sulla Zdf. Per l'AfD può esserci "solo un primo ministro: Ulrich Siegmund", ha dichiarato Chrupalla. "E non faremo passi indietro su questo. Perché dovremmo accettare un cambio di persona o correre dietro a un partito che ha preso a malapena il sei per cento?". "Abbiamo ovviamente bisogno di una maggioranza stabile", ha poi aggiunto. "Questo non è possibile con maggioranze variabili. Non ci presteremo a modelli del genere". Sia a "Lanz" che a "heute journal", Wagenknecht ha suggerito inoltre che Siegmund preferisce comunque cercare contatti con i deputati della Cdu, l'Unione Cristiano Democratica. "Lì, a quanto pare, spera di ottenere una maggioranza", ha detto Wagenknecht. "È libero di farlo, ha ottenuto un risultato elettorale molto forte e se la Cdu o membri della Cdu vorranno votarlo, allora sarà sicuramente eletto". 

8 set 2026

11 settembre, William Rodriguez salvò la vita a centinaia di persone: "Sono solo un sopravvissuto"

(Adnkronos) - A 25 anni da quel giorno - l’11 settembre 2001 - la memoria di William Rodriguez ricorda ogni singolo istante, come se non fosse passato davvero tutto questo tempo da quella mattina a Manhattan. In questo quarto di secolo lo hanno chiamato in tanti modi: “Eroe”, “Key Master” (il custode delle chiavi, ndr) oppure “Last Man Out”, l'ultima persona a uscire viva dalla Torre Nord prima che crollasse. “A venticinque di distanza, rivivo l'11 settembre ogni singolo giorno. Non è qualcosa che si possa cancellare dalla memoria dei sopravvissuti”, racconta Rodriguez all'Adnkronos, “Sono solo un sopravvissuto che aveva la chiave per fare le cose, non un eroe. Per me, gli eroi sono morti l'11 settembre mentre cercavano di aiutare”. 

Oggi 68enne, a quei tempi, era un addetto alle pulizie del World Trade Center ed è diventato celebre perché possedeva una chiave passe-partout che gli permise di aprire le scale di emergenza di una delle Torri Gemelle, salvando così centinaia di vite prima dei crolli. Solo cinque persone in tutto il complesso avevano quelle chiavi. "Ero una delle poche persone in possesso di una chiave universale per le trombe delle scale. Con gli ascensori fuori servizio, ho utilizzato la chiave per aprire le porte di diversi piani, consentendo al personale di soccorso e agli occupanti di muoversi all'interno dell'edificio". 

Si può notare come Rodriguez, originario di Puerto Rico, sia un po’ stanco di raccontare sempre questa storia, come ha fatto probabilmente migliaia di volte in tutto questo tempo. È un ricordo che, nonostante tutte le vite salvate, continua a causargli incubi. Vorrebbe poter dimenticare, ma non può. Per pura coincidenza, 25 anni fa, non si trovava al 106° piano, dove i dipendenti ispanici del ristorante “Windows on the World” gli offrivano la colazione ogni giorno appena iniziava il turno. L’undici settembre arrivò con mezz’ora di ritardo al lavoro e quindi si recò direttamente negli uffici situati nel seminterrato della sua azienda, l’American Building Maintenance. Un ritardo che gli ha salvato la vita. Per quanto riguarda quei dipendenti, alcuni erano suoi amici. Anche dopo tutto questo tempo, Rodriguez ci tiene a ribadire che ha salvato tanta gente, eppure: “Chi volevo aiutare fin dall'inizio — i miei amici — non li ho salvati". Lui lo definisce: “Il senso di colpa di chi è sopravvissuto”. Secondo le cronache di quel giorno, Rodriguez rientrò più volte nella torre in fiamme, guidando coraggiosamente i vigili del fuoco di New York su per le scale fino al 39° piano per soccorrere i sopravvissuti rimasti intrappolati. 

“Le persone che avevano le chiavi cercavano di salvarne altre o erano scappate. E poi c'era la quinta chiave, quella che avevo io. La chiamano "chiave della speranza", ed è una chiave che apriva tutto. Bisogna ricordare che si trattava di porte d'acciaio; così ho iniziato a guidare i vigili del fuoco piano dopo piano, aprendo le porte per permettere alla gente di fuggire e salvando centinaia e centinaia di persone mentre salivo fino al trentanovesimo piano. I vigili del fuoco si sono dovuti fermare al ventisettesimo piano perché non ce la facevano più; non avevano più forze. Io ho continuato perché quello era il mio lavoro". A un certo punto Rodriguez stava soccorrendo al 27° piano un uomo in sedia a rotelle che stava avendo un attacco d'asma. Dopo averlo caricato su una barella di soccorso, lo stava portando fuori dall’edificio insieme a tre pompieri. “E in quel momento sento: ‘Non guardare indietro! Non guardare indietro!’. La polizia mi dice di non guardare indietro. E quando ti dicono: ‘Non guardare indietro’, qual è la prima cosa che fai? Ti giri. E mi volto e vedo la cosa più orribile che abbia mai visto in vita mia. Vedo tutti i corpi delle persone che si buttano giù dall'edificio. Immagina un corpo che cade da 80 o 90 piani sopra di te. Cade con una tale forza da esplodere sul pavimento. 

Pochi minuti dopo il grattacielo viene giù. L’addetto alle pulizie si riparò gettandosi sotto un'autopompa, ma rimase sepolto vivo sotto le macerie. Fu tratto in salvo circa quattro ore e mezza più tardi. “In quel momento sento: ‘Corri, corri, corri.’ Non c’era nessuno intorno a me. Ecco perché mi chiamano l'ultimo uomo rimasto. Non c'era nessuno intorno, e all'improvviso ho visto un camion dei pompieri proprio, sai, parcheggiato davanti alle porte girevoli. Mi metto sotto il camion dei pompieri, e l'edificio scoppia, scoppia, scoppia, crollando proprio sopra di me, e rimango sepolto vivo per ore. Grazie a due emittenti televisive che erano lì a filmare, si è saputo che l'ultimo uomo uscito era in quella sezione. Hanno iniziato a cercare sotto le macerie e sono stato tirato fuori ore dopo”. 

Sono passati 25 anni e Rodriguez, nel corso di questi anni, è diventato una delle figure più emblematiche tra i sopravvissuti. L’uomo ha viaggiato parecchio parlando delle sue esperienze legate all'11 settembre, tenendo conferenze motivazionali e discutendo di gestione delle emergenze. È diventato sempre più un critico della narrativa ufficiale del governo degli Stati Uniti sulle cause del crollo delle Twin Towers e ha anche condiviso teorie alternative riguardanti delle esplosioni nei seminterrati, sostenendo di averle sentite pochi istanti prima che l'aereo colpisse i piani superiori. La Commissione sull'11 settembre ha respinto le sue affermazioni sulla presenza di esplosivi nella Torre Nord, ritenendole prive di fondamento. “Ciò che ho visto è probabilmente peggiore di quanto abbiano visto i comuni sopravvissuti in quel momento, perché dovevo cercare di soccorrere, piano per piano, le persone ferite. Immaginate di avere una scrivania proprio accanto a una finestra: tutti quei vetri sono andati in frantumi, lasciando le persone con schegge conficcate nel viso e nelle braccia. Ricordo il sangue ovunque, le scarpe sparse dappertutto mentre la gente fuggiva. E le urla. L'immagine che non mi abbandona mai è quella delle grida di puro terrore di chi era rimasto intrappolato negli ascensori: stavano praticamente morendo lì dentro, impossibili da soccorrere perché bloccati tra un piano e l'altro. Tutti questi ricordi orribili, danteschi, di quel giorno… li rivivo ogni singolo giorno”. (Di Iacopo Luzi) 

8 set 2026

Bimbo di 7 anni scende dall'auto del papà e viene investito da un'auto a Prato: è gravissimo

8 set 2026

Zverev e la finale di Wimbledon persa con Sinner: "Me ne sono andato arrabbiato..."

8 set 2026

Vannacci relatore al seminario della polizia a Torino, scoppia la polemica

(Adnkronos) - Polemica su un convegno in programma il 18 settembre in un hotel di Torino. L’iniziativa, promossa da Fsp-polizia di Stato, Associazione per la legalità e sicurezza sul lavoro e Fmpi dal titolo 'Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori' prevede una tavola rotonda con l’intervento, tra gli altri, dell’europarlamentare Roberto Vannacci, preceduta dai saluti di apertura del questore di Torino, Maurizio Gambino.  

Presenza che ha scartenato la polemica, insieme al fatto che era stato previsto il riconoscimento come attività di aggiornamento professionale per i poliziottil. "Trattasi di una iniziativa sindacale, per la quale non è prevista la partecipazione del Questore di Torino né il convegno costituirà aggiornamento professionale per gli appartenenti alla Polizia di Stato", ha precisato il Dipartimento della Pubblica sicurezza. 

Mancano i presupposti per l'aggiornamento professionale, il questore revochi l'autorizzazione concessa per il convegno con Vannacci: questa la richiesta avanzata dal Silp Cgil Piemonte. “Si tratta a nostro giudizio - si leggeva nella nota - di un elemento sufficiente a incrinare il presupposto che la normativa richiede per il riconoscimento dell'autoformazione: la natura tecnico-scientifica e la stretta neutralità dell'iniziativa rispetto a qualsiasi connotazione politica. Il rilievo riguarda i criteri con cui è stata concessa l'autorizzazione”. “I principi che, a nostro parere, risultano disattesi - sottolineava ancora la nota di Silp Cgil - l'articolo 98 della Costituzione, che impone al personale delle Forze di polizia il servizio esclusivo della Nazione e il dovere di imparzialità che ne discende, anche nelle attività di aggiornamento professionale; l'articolo 14 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici che estende al personale di polizia obblighi di condotta improntata all'imparzialità anche fuori dal servizio, quando è coinvolta l'immagine dell'Amministrazione; il Codice di comportamento del personale della Polizia di Stato, che richiama il dovere di estraneità rispetto a iniziative con connotazione politico partitica, le direttive del Diparti mento della Pubblica Sicurezza, che subordinano il riconoscimento alla natura streamente tecnico-professionale dell'iniziativa”, conclude la nota. 

"Sul caso, denunciato dal Silp Cgil, del convegno di Torino con l’europarlamentare Roberto Vannacci, riconosciuto come attività di aggiornamento professionale per gli agenti di polizia, è necessario fare chiarezza. Trattandosi evidentemente di una iniziativa politica credo sia doveroso un chiarimento, per questo motivo sto predisponendo un'interrogazione al ministro Piantedosi per capire come e perché un evento di questo genere sia stato classificato come aggiornamento professionale con tanto di esonero dal servizio", aveva dichiarato la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando. 

Solidarietà piena al questore di Torino “per aver legittimamente approvato la giornata di aggiornamento professionale richiesta e organizzata dal sindacato Fsp Polizia” era stata espressa dal segretario generale provinciale del Siulp di Torino, Eugenio Bravo: "Rrespingiamo con fermezza ogni tentativo di strumentalizzare una decisione istituzionale che attiene, prima di tutto, alla tutela della libertà e dell’autonomia dell’attività sindacale”. 

“Il Siulp , nella sua storia, è stato il protagonista delle battaglie dei lavoratori della Polizia che hanno contribuito a portare democrazia, pluralismo e libertà nella Polizia di Stato, sempre nel pieno rispetto delle regole e dei principi costituzionali. E non ravvisiamo, nella decisione dell'Amministrazione di concedere tale aggiornamento, alcuna violazione di tali principi - prosegue Bravo - la scelta dei contenuti delle giornate formative compete alle organizzazioni sindacali proponenti, mentre la valutazione sulla loro attinenza spetta all’Amministrazione”. “Che tra i relatori invitati dall'Fsp vi sia un esponente politico come Roberto Vannacci e domani possa esservi chiunque altro, insieme a esperti di settore e giornalisti di rilevanza nazionale, non può e non deve diventare pretesto per una polemica politica - osservava ancora Bravo - il pericolo concreto di queste contestazioni è quello di trasformare un'iniziativa sindacale dell’Fsp in uno scontro politico e istituzionale, facendo diventare la presenza di un relatore il centro del dibattito anziché i contenuti proposti”. “La campagna elettorale è iniziata, ma questo non autorizza nessuno a trascinare nelle contrapposizioni di parte né il sindacato né l’Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Occorrono responsabilità, buon senso ed etica istituzionale; non tifoserie o strumentalizzazioni. Il confronto deve rimanere esclusivamente sul merito”, ha concluso ribadendo: “Per il Siulp una cosa deve essere chiara: possono parlare tutti. A giudicare la qualità e l’attinenza dei contenuti devono essere esclusivamente le competenze, non le appartenenze politiche”.Torino: Gribaudo (Pd), 'sospendere corso aggiornamento Vannacci, interrogazione a Piantedosi' 

“Risulta incomprensibile l'ostracismo di Cgil e sinistra nei confronti della nostra sigla e dell’europarlamentare Vannacci, anche perché in passato abbiamo sempre invitato ai nostri tavoli politici di ogni schieramento”. Cosi’ Luca Pantanella, segretario generale di Fsp Polizia di Stato Torino . “Il nostro - aveva sottolineato - è un convegno dove si parla di sicurezza urbana e di soluzioni concrete per risolvere il degrado. L'obiettivo è rendere la città più sicura e appetibile, rilanciandone l'economia affinché gli imprenditori tornino a investire anche in quelle zone oggi considerate insicure” “Garantire la libertà di espressione è il fondamento del nostro sistema democratico, un principio che sindacati e politici dovrebbero conoscere bene. Capiamo perfettamente che le loro posizioni siano opposte a quelle di Vannacci, ma cercare di censurare un convegno non è mai la soluzione. Piuttosto, organizzino i loro eventi e diano pubblicamente la loro ‘ricetta’ per una società più sicura”, concludeva Pantanella. 

8 set 2026

Elementi totali: 20
Vai a