Logo Il Foglio

Rientro a scuola, 5 buoni propositi per sopravvivere al ritorno in classe a settembre

(Adnkronos) - Settembre segna il ritorno tra i banchi e, puntuale come la prima campanella, si rinnova il rito dei buoni propositi. Dallo studio quotidiano alla lotta contro i ritardi, le promesse di inizio anno abbondano, cariche di entusiasmo. Eppure, l'esperienza insegna che l'impatto con la routine e i ritmi serrati trasforma presto queste ambizioni in lettere morte. Per evitare di arrivare a giugno con l'affanno, più che l'utopia della perfezione servono pragmatismo, costanza e un metodo strutturato. Skuola.net ha elaborato una guida pratica, con 5 propositi essenziali per affrontare il nuovo anno scolastico e i trucchi quotidiani per trasformare le promesse di settembre in risultati concreti. 

L'organizzazione è l'unico antidoto al caos: se volete che il vostro impegno sui libri porti a risultati concreti, la motivazione da sola non basta, serve un'infrastruttura solida. Non basta studiare tanto, bisogna farlo in modo strategico. Il primo passo è centralizzare la pianificazione, no a foglietti volanti ma un unico strumento, che sia una classica agenda cartacea o un'applicazione digitale, per avere sempre una visuale chiara del mese. Per rendere l'organizzazione davvero efficace, si possono provare queste tecniche, come il metodo del "Timeboxing": non limitarsi a segnare le date di verifiche e interrogazioni. Bloccare in anticipo degli slot di tempo specifici sul vostro calendario da dedicare esclusivamente allo studio di quella materia, esattamente come se fosse un allenamento sportivo. La regola del 20%: quando si pianificano le ore di studio pomeridiano, sarebbe bene lasciare sempre un 20% di tempo vuoto per gli imprevisti. Un mal di testa o un argomento più ostico del previsto non devono far crollare l'intera settimana. La revisione domenicale: dedicare 15 minuti ogni domenica sera per mappare il carico di lavoro dei giorni successivi. Sapere con esattezza cosa vi aspetta al lunedì dimezza l'ansia da rientro. 

Smettere di procrastinare (ora, non domani): tra i propositi più ardui da mantenere c’è sicuramente quello di smettere di rimandare. Quante volte si dice “lo faccio nel weekend”? La procrastinazione si nutre della paura di fallire o della noia verso compiti che sembrano montagne insormontabili. La strategia vincente, in questo caso, non è affidarsi alla pura forza di volontà, ma abbassare la barriera d'ingresso. Per passare all'azione senza stress c'è la regola dei 2 minuti: se un'incombenza scolastica richiede meno di due minuti per essere completata (riordinare gli appunti del giorno, sistemare lo zaino, stampare una ricerca), fatela immediatamente. Non merita di occupare spazio mentale nella vostra to-do list. Il 'Micro-tasking': trasformare 'Studiare Storia' (un macigno) in azioni minuscole e iper-specifiche: 'Leggere le prime due pagine del capitolo' o 'Sottolineare le date chiave'. Più l'azione è piccola, meno il cervello opporrà resistenza per iniziarla. Ingoia il rospo: affrontare il compito più difficile, o la materia che detestate di più, per primi. Una volta tolto di mezzo il rospo quando le energie mentali sono ancora al massimo, il resto del pomeriggio vi sembrerà una passeggiata in discesa. 

 

Prendere appunti in modo intelligente (non da amanuensi): un altro proposito condiviso a settembre è quello di avere quaderni perfetti. Eppure, già a ottobre, gli appunti si trasformano spesso in geroglifici incomprensibili. Il problema di fondo è che molti studenti credono di dover agire da stenografi, trascrivendo ogni singola parola pronunciata dall'insegnante. Questo approccio passivo esaurisce le energie, non aiuta la memorizzazione e distrae dalla vera comprensione del discorso. Prendere appunti in modo efficace vuol dire invece ascoltare, filtrare e rielaborare in tempo reale. Qualche trucco: dividere idealmente la pagina in due sezioni, una più ampia per le nozioni centrali e una colonna laterale stretta per le parole chiave o per le domande; sviluppare un codice visivo personale: utilizzate frecce per i rapporti di causa-effetto, acronimi per le parole ricorrenti e limitate l'uso degli evidenziatori. In questo modo, il momento del ripasso pomeridiano partirà da una base solida e già parzialmente assimilata. 

Ritardi cronici, come riprendere il controllo della sveglia: arrivare puntuali a scuola è una sfida che per molti rasenta l'impossibile. Tra il sonno arretrato e la difficoltà fisiologica a carburare al mattino, la tentazione di infilarsi in classe a lezione già iniziata è sempre forte. Tuttavia, le entrate in ritardo irritano i docenti e costringono a iniziare la giornata rincorrendo il ritmo della classe. Il segreto per disinnescare questo circolo vizioso non sta nel puntare tre sveglie diverse, ma nel preparare il terreno in anticipo, lavorando su due fronti: il riposo serale, limitare quindi l'esposizione alla luce blu degli schermi prima di chiudere gli occhi garantisce un sonno più profondo; l'attrito mattutino, preparare lo zaino e i vestiti la sera prima regala minuti preziosi per uscire di casa senza ansia. Un risveglio meno frenetico si traduce quasi sempre in una giornata scolastica più lucida. 

Il budget delle assenze e l'arte del recupero immediato: ogni settembre ci si autoconvince che le assenze rasenteranno lo zero. La realtà, però, è che malanni di stagione o semplici crolli di stanchezza ci porteranno fatalmente a saltare qualche giorno. Il problema non è l'assenza in sé, ma l'effetto domino che genera: perdere le spiegazioni di una materia ostica può compromettere l'intero quadrimestre se non si interviene tempestivamente. Per evitare brutte sorprese, serve trattare le assenze come un vero e proprio budget limitato da amministrare con parsimonia. Tenere traccia personale dei giorni saltati vi aiuterà a non superare la soglia di guardia, ma la vera regola d'oro riguarda il momento del rientro: vietato tornare in classe impreparati. Bisogna stabilire un patto di mutuo soccorso con un compagno per farvi mandare subito gli appunti: recuperare i concetti persi lo stesso pomeriggio vi eviterà voragini insormontabili a ridosso delle verifiche. 

24 ago 2026

Milo Infante debutta su Rete 4 con 'Ore 11': "Inizio con spirito di una scommessa importante"

(Adnkronos) - Milo Infante, dopo oltre vent’anni in Rai, debutta su Rete 4 con 'Ore 11'. La prima puntata si è aperta con un approfondimento sul femminicidio di Tania Terrin: "Una donna che non siamo stati in grado di salvare, nonostante il suo assassino sia stato più volte denunciato da altre donne per violenza", ha detto il conduttore.  

In scaletta anche la storia della dodicenne che è riuscita a sottrarsi agli abusi del compagno della madre facendo il segnale antiviolenza, oltre a un aggiornamento sul caso Garlasco. Spazio poi all’arresto del rapper Tony Boy, fermato dopo la perquisizione della sua abitazione, dove gli agenti hanno trovato cocaina, marijuana e hashish, una pistola con matricola abrasa e una cinquantina di munizioni. 

Infante sarà in onda con 'Ore 11' ogni mattina alle 10:50 circa su Rete 4 e con 'Verità Nascoste – Il Diario' alle 16:45 su Canale 5 per due settimane, fino al 4 settembre: una fascia che farà da lancio a 'Verità Nascoste', il nuovo programma di approfondimento dedicato alla cronaca, in partenza il primo settembre in prime time ogni martedì su Rete 4. Un debutto che, ha spiegato in un'intervista rilasciata all’Adnkronos alla vigilia dell'avvio della trasmissione, parte "con lo spirito di una scommessa importante". Sarà "un lavoro lungo, che si svilupperà negli anni, non nei giorni o nelle settimane". La mattina è "una sperimentazione", mentre la prima serata è "il programma su cui contiamo di investire tanto, nel senso di lavoro, di concentrazione, di obiettivo. Perché il martedì è un giorno molto complicato per l’informazione". 

Sul suo arrivo a Mediaset, Infante ha sottolineato di aver trovato un ambiente dove "al centro c'è il prodotto": "Se hai un'esigenza, c’è una squadra che lavora per il prodotto, cosa che ultimamente ho faticato a trovare in Rai. Non c’è tutta la burocrazia che c’è lì: la Rai oggi è divisa in comparti che spesso non si parlano, e l’esigenza della produzione a volte non trova riscontro in una pronta reazione". Quanto alla libertà nel fare informazione, ha detto: "La libertà che c’è a Mediaset è nota. Più che di libertà parlerei di coraggio di sperimentare. Sono entrato in un grande gruppo che ha il coraggio di esserci, perché è un’informazione che non si spegne mai, presente d’estate, d’inverno, a Natale, a Capodanno. È una macchina organizzativa impressionante, e lo dico venendo dalla Rai. Il fatto di restare accesi con tutti i programmi anche ad agosto è uno sforzo produttivo imponente". Infine, non teme l’effetto "volto Rai": "Se dovesse andare male la prima serata, il problema è mio. Non credo nel fatto di dire: eri troppo Rai, quindi a Mediaset non funzioni. Il fallimento sarebbe mio: avrò sbagliato temi, ospiti, argomenti, narrazione". 

24 ago 2026

Kanter provoca in Wnba: "Sono donna, voglio giocare". E viene cacciato

24 ago 2026

Ordine medici Roma: "12 ore di attesa in Ps non siano la normalità"

(Adnkronos) - L’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri "esprime forte preoccupazione per i tempi di presa in carico, cura e assistenza che emergono dal nuovo 'Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero' approvato dalla Regione Lazio". Così in una nota il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi. 

"Il Piano - spiega Magi - contiene indicazioni organizzative importanti e correttamente riconosce che il sovraffollamento non è un problema esclusivo del Pronto soccorso, ma riguarda, come in passato, l’intero ospedale e il rapporto tra ospedale e territorio. Tuttavia, gli stessi obiettivi temporali indicati nel documento descrivono una situazione che non può lasciarci tranquilli". Il documento - riporta la nota Omceo - "prevede una permanenza media fino a 480 minuti dalla visita alla dimissione o alla decisione di ricovero, fino a 720 minuti per il ricovero in Terapia intensiva e Psichiatria e una permanenza media che, per il ricovero, può arrivare a 1.000 minuti. Inoltre, soltanto dopo il superamento delle 12 ore dall’accesso è prevista la presa in carico del paziente da parte del personale dell’unità operativa di destinazione". 

"Parliamo di persone malate, spesso anziane - osserva Magi - fragili e con più patologie, molte di queste croniche o multi toniche e che possono rimanere per molte ore in ambienti sovraffollati, in attesa di un posto letto. Il tempo trascorso in Pronto soccorso non è un semplice dato organizzativo: è tempo di cura e di assistenza e può incidere sulla sicurezza, sulla dignità e sugli esiti clinici del paziente. Bisogna potenziare urgentemente la medicina specialistica territoriale per ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorsi". 

 

I dati riportati nel Piano - dettaglia la nota - "confermano la dimensione del problema: nel 2025 i Pronto soccorso del Lazio hanno registrato oltre 1,8 milioni di accessi; quasi 260 mila hanno determinato un ricovero e oltre 61 mila un trasferimento presso un’altra struttura. Quasi la metà dei ricoveri ordinari per acuti riguarda persone con almeno 65 anni". 

"Accogliamo positivamente l'obiettivo di superare il cosiddetto boarding", cioè la permanenza dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di un posto letto, "e di coinvolgere maggiormente tutti i reparti ospedalieri. Ma nessun modello organizzativo - avverte Magi - può funzionare senza un numero adeguato di professionisti, sia in ospedale sia sul territorio, a partire da medici specialisti e infermieri. Servono inoltre posti letto realmente disponibili, diagnosi tempestive, trasporti efficienti e servizi territoriali in grado di garantire un’assistenza continua e accompagnare in sicurezza i pazienti al momento della dimissione. Non è possibile affrontare il problema affidandosi soltanto alla medicina generale o aumentando le ore di lavoro in ospedale". 

  

L’Omceo Roma chiede pertanto - riferisce la nota - che l’attuazione del Piano "sia accompagnata da risorse professionali e strutturali ospedaliere e territoriali adeguate, da indicatori pubblici e verificabili e da un monitoraggio costante dei tempi effettivi di visita, diagnosi, ricovero, trasferimento e dimissione in ogni struttura". "Non basta trasferire formalmente la responsabilità del paziente dopo 12 ore. Bisogna fare in modo che nessun cittadino debba attendere così a lungo prima di ricevere il livello di cura e assistenza di cui ha bisogno. Occorre intervenire sulle carenze strutturali e di personale, tutelando contemporaneamente i pazienti e i professionisti, che non possono continuare a sostenere da soli il peso delle inefficienze organizzative. Il Piano rappresenta un punto di partenza, ma ora servono prima di tutto confronto con gli operatori dell’ospedale e del territorio, tempi certi, risorse e risultati concreti" conclude Magi. 

24 ago 2026

È morto Alessandro Filippi, direttore generale di Ama. Il ricordo di Gualtieri: "Competenza e passione"

24 ago 2026

Caro carburanti, Marsiglia (FederPetroli): "Tassa su extraprofitti è mediatica, come Don Chisciotte contro i mulini a vento"

(Adnkronos) - "I Paesi volenterosi che hanno proposto la tassa sugli extraprofitti, tra cui l'Italia, stanno lottando contro i mulini a vento, come faceva Don Chisciotte". A dirlo è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che in un'intervista ad Adnkronos spiega "come quella sugli extraprofitti può tranquillamente essere chiamata tassa mediatica: quando c'è un aumento dei carburanti serve solo per consentire alle forze politiche di far vedere che si colpiscono i petrolieri, ma poi alla fine, nell'immediato, non fa niente. Dicono 'togliamo ai ricchi per dare ai poveri' ma non sanno quello di cui stanno parlando".  

Presidente, ci sono altri stati tentativi nel passato.  

"Si chiamava Robin Hood Tax, introdotta nel 2008 dal ministro Tremonti, che è stata poi dichiarata incostituzionale: non esiste un extraprofitto, stiamo acquistando a prezzi più alti e stiamo vendendo a prezzi più alti. Non solo. Quando qualche mese fa è stata introdotta questo tipo di tassazione, molte compagnie e le aziende dell'indotto hanno fatto ricorsi al Tar e li hanno pure vinti".  

Può spiegare quale è il problema di una tassa sugli extraprofitti?  

"Semplicemente in economia aziendale non esiste il concetto di extraprofitto: esistono utili, fatturato, il rendimento più alto. Peraltro quest'ultimo non c'è in questo momento, basta prendere i bilanci delle compagnie petrolifere. Si tratta poi di una tassa molto complessa e che non risolve assolutamente il problema per i consumatori".  

Cioè?  

"In primo luogo si tratta di un processo molto lungo: ci vogliono sia un decreto che l'analisi dei bilanci, non si non va ad influire subito sul risparmio del consumatore: invece oggi ci vuole qualcosa che influisca a distanza di ore. Con l'andare del tempo poi questi soldi potranno essere di nuovo spalmati sul consumatore. Infine, andare a incidere sulla gran parte delle capitalizzazioni di borsa comporta un prelievo di fatto sul premio ai risparmiatori che hanno investito sul titolo delle compagnie petrolifere. In breve, danno per i risparmiatori e nessun vantaggio per i consumatori".  

A proposito di consumatori, qualcuno chiede un sussidio per far fronte al rincaro dei carburanti. Che ne pensa?  

"In questo momento tutti chiedono i sussidi, ma bisogna fare qualcosa che sia omogeneo, non andare sulle semplici categorie. Se si interviene sulle singole categorie, quello che viene dato oggi viene preso da una parte e messo da un'altra: rischiamo di fare il gioco delle tre carte, ma alla fine qualcuno deve farne le spese e poi ovviamente l'indotto si blocca. Non solo. Quando si parla di sussidi per clienti vulnerabili, anche i criteri sono articolati ma poco lineari. Oggi abbiamo non solamente una categoria con poco reddito che ha bisogno di aiuto, abbiamo anche chi ha tanto reddito che ha bisogno di aiuto, cioè tutti in proporzione subiscono un caro gasolio, quindi bisogna intervenire in modo più strutturato".  

Che fare?  

"Palazzo Chigi ha tutti i dati, tutti gli strumenti e tutte le osservazioni necessarie per poter intervenire, anche attraverso le compagnie energetiche di Stato, e riuscire a farsi carico di alcuni costi, almeno momentaneamente, per portare un valore aggiunto al consumatore. Se non lo fanno, vuol dire che non c'è la volontà politica di farlo. Quindi, andare a incasinarsi tra accise sì e accise no, 17 centesimi, 14 o 25, non risolve il problema. Anzi, sono misure completamente ininfluenti. Devono intervenire in maniera molto più massiccia, conoscendo la politica energetica e mettendo in campo strumenti realmente efficaci".  

Senta presidente, che ne pensa del ribasso del costo del petrolio?  

"No, questi ribassi sono solamente momentanei: non bisogna abbandonarsi a facili entusiasmi perché riflettono una stabilità delle decisioni tra Usa ed Iran. Noi vediamo queste poche oscillazioni quando comunque c'è uno stallo, cioè si continua a dire che il Golfo è chiuso. C'è anche un'altra componente fondamentale, vale a dire che il mercato gioca su una speculazione di borsa, quindi per fare ovviamente quello che è il margine di guadagno comunque ci deve essere una flessione.  

24 ago 2026

Auto contromano in autostrada si schianta contro volante della poliza: 7 morti, tra cui due agenti, in Inghilterra

(Adnkronos) - Un maxi incidente stradale ha causato la morte di 7 persone, tra cui 5 giovanissimi, di età compresa tra 16 e 23 anni, e due agenti di polizia. E' successo nei pressi di Middlesbrough, nel nord-est dell’Inghilterra, sabato scorso intorno alle 3.39 ma le vittime sono state identificate solo nelle scorse ore. 

Stando a quanto ricostruito finora, l'incidente è avvenuto dopo che la polizia di Cleveland ha ricevuto informazioni riguardanti numerosi episodi collegati a una Volkswagen Passat, ha dichiarato l'Independent Office for Police Conduct (IOPC) che ha aperto una indagine indipendente su quanto successo, che pare utilizzasse targhe clonate. La polizia, con un gruppo di tre volanti - una volta identificato il veicolo - ha cominciato un inseguimento, durato 7 minuti prima che la vettura si immettesse sulla A66 a South Bank, contromano. A questo punto, l'inseguimento è stato interrotto dagli agenti, che hanno continuato a viaggiare sulla corsia corretta. Appena 10 secondi dopo, però, la Passat si è scontrata con la volante su cui viaggiavano gli agenti Tom Clough, 38 anni, e Matthew Blades, 37 anni, che non erano coinvolti nell'inseguimento, ma che si trovavano nella zona per collaborare alle ricerche. Sono morti sul colpo.  

Sono stati inoltre identificati i cinque giovani deceduti che occupavano la Volkswagen Passat che viaggiava contromano: Cole Robert Worthy, 17 anni, Theo Rae, 17 anni, Makai Saddington, 18 anni, e Michael Robert Cahill e Jacob Matusiak, entrambi di 23 anni.  

Sotto choc le famiglie dei due agenti. La moglie di Blades ha reso omaggio al suo "amato marito, il mio migliore amico e il padre più devoto". In una dichiarazione rilasciata tramite la polizia di Cleveland, ha affermato che il dolore per la perdita è "indescrivibile", ma che i loro figli cresceranno sapendo sempre che "padre incredibile fosse: ha dato la vita facendo il suo dovere, proteggendo e servendo gli altri con coraggio, dedizione e altruismo." 

 

24 ago 2026

Kyrgios, l'ex tennista lo difende in lacrime: "Io ti perdono"

24 ago 2026

Cambiano le ordinazioni e le pizze arrivano in ritardo, titolare preso a schiaffi a Correggio

(Adnkronos) - A scatenare la rabbia sarebbe stato il ritardo con cui è arrivata la pizza. Con l'accusa di lesioni personali i carabinieri hanno denunciato a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, un 48enne che, durante una festa all'interno di un ristorante, avrebbe aggredito il titolare, colpendolo con uno schiaffo al volto e provocandogli lesioni con una prognosi di 20 giorni.  

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nei mesi scorsi - ma la notizia è stata resa nota solo oggi - nel locale si trovava una numerosa comitiva giunta per festeggiare una ricorrenza privata dopo aver prenotato con alcune settimane di anticipo un menu concordato a base di pizza al metro. All'arrivo in sala, però, una parte dei clienti ha chiesto di modificare i gusti delle pizze rispetto a quanto pattuito in precedenza. Nonostante la sala fosse al completo e la cucina stesse gestendo una mole elevata di ordinazioni, il personale si è adoperato per venire incontro alle esigenze del gruppo, servendo anche una pizza d'attesa per limitare il disagio.  

Dal tavolo, però, hanno iniziato a sollevarsi proteste e lamentele per i tempi di attesa. Nel momento in cui le pizze modificate sono state finalmente servite, è nato un alterco verbale: i clienti hanno contestato al titolare un atteggiamento arrogante, mentre il ristoratore ha cercato di far comprendere la complessità della gestione del servizio a fronte di variazioni dell'ultimo minuto.  

A quel punto uno dei commensali ha rivolto minacce fisiche all'uomo, che dopo essersi avvicinato per stemperare gli animi è stato colpito con violenza al volto con uno schiaffo, finendo a terra. Immediatamente soccorso dai sanitari del 118, è stato condotto al pronto soccorso dell'ospedale di Reggio Emilia, dove gli sono state riscontrate varie contusioni con una prima prognosi di 7 giorni.  

Successivamente, a seguito di una visita specialistica ortopedica effettuata nei giorni successivi, i medici hanno disposto un prolungamento della prognosi, portando i giorni complessivi di guarigione a 20. Per l'aggressore è scattata la denuncia per lesioni personali. 

24 ago 2026

Alcaraz ritorna in campo con... Serena Williams: ecco quando gioca in doppio

24 ago 2026

Elementi totali: 20
Vai a