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Volenterosi a Parigi, nasce coalizione europea per scudo anti-missili balistici: c'è anche Italia

(Adnkronos) - Una coalizione europea per sviluppare uno scudo comune contro i missili balistici. E' l'iniziativa lanciata oggi a Parigi, in occasione della riunione della Coalizione dei Volenterosi, dai leader di Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito, che hanno firmato una dichiarazione congiunta per avviare la costituzione di una Coalizione per la difesa anti-missili balistici. 

L'obiettivo, si legge nella dichiarazione, è sviluppare in tempi rapidi una capacità europea di difesa "puramente difensiva" attraverso la realizione di un' "architettura integrata di difesa missilistica" in grado di "scoraggiare e neutralizzare future minacce missilistiche". Il progetto affiancherà e integrerà i sistemi nazionali già in servizio o in fase di acquisizione, facendo leva sulla cooperazione tra industrie della difesa, ricerca e capacità operative. 

Nella dichiarazione i leader sottolineano che l'iniziativa "non è contro alcun popolo, ma a difesa del nostro", riconoscendo inoltre l'esperienza accumulata dall'Ucraina nella difesa dagli attacchi missilistici durante "la guerra di aggressione" della Russia come un contributo fondamentale allo sviluppo del progetto. 

I 10 Paesi intendono definire requisiti operativi comuni, istituire gruppi di lavoro tecnici e meccanismi di governance condivisi, oltre a una road map per rendere operative le prime capacità della Coalizione. Previsti anche il sostegno a programmi congiunti di ricerca e sviluppo, l'individuazione di possibili strumenti di finanziamento e un rafforzamento dello scambio di dati e informazioni. La Coalizione resterà aperta all'adesione di altri Paesi che ne condividano principi e obiettivi. 

 

13 lug 2026

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13 lug 2026

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13 lug 2026

Loreto, il giurista Gatta: "Ogni caso è unico. Ecco perché non sempre viene contestato il femminicidio"

(Adnkronos) - Rispetto al caso di Loreto "ci troviamo in una fase iniziale del procedimento e le indagini in corso servono anche e proprio per raccogliere elementi che potrebbero portare a una modifica dell'imputazione in femminicidio". Dopo le polemiche sull'omicidio di Luigia Fortunato, italiana di 33 anni uccisa a Loreto, e sul fatto che al momento al marito fermato non è stato contestato il reato di femminicidio, il professore ordinario di Diritto penale nell'Università degli Studi di Milano e presidente dell'Associazione italiana dei professori di Diritto penale Gian Luigi Gatta interpellato dall'Adnkronos spiega che ogni vicenda "è un caso unico" e va valutata con "equilibrio e attenzione". Ma cosa cambia tra un'accusa di omicidio aggravato e quella di femminicidio e quando ricorre uno o l'altro reato? 

"Le reazioni alla notizia, da parte della stampa in particolare, mi sembra che evidenzino un possibile equivoco - premette l'esperto - L'introduzione del reato di femminicidio non ha trasformato l'omicidio comune in maschicidio. In altre parole, non ogni uccisione di una donna integra il reato di femminicidio: in alcuni casi sarà configurabile un omicidio comune, in altri casi un femminicidio. Quest'ultimo e più grave reato ricorre, secondo la legge, quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione di di prevaricazione, o come atto di controllo o possesso o dominio della vittima in quanto donna, o in relazione del rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo ovvero, infine, come atto di limitazione delle sue libertà individuali". 

Il professore Gatta spiega che "il pubblico ministero, ricevuta la notizia del reato, avvia il procedimento con una imputazione, che può essere modificata sulla base di ciò che emerge durante le indagini e che sarà poi vagliata da un giudice. Non bisogna stupirsi se l'uccisione di una donna, da parte di persona a lei già legata sentimentalmente, viene inizialmente o anche definitivamente qualificata come omicidio. Ciò avviene quando non si hanno (o non si hanno ancora) elementi per ritenere integrati gli estremi di legge che fanno del femminicidio una figura speciale di omicidio. In particolare, quando non vi sono (o non vi sono ancora) elementi per affermare che l'uccisione è stata realizzata per uno dei motivi indicati dalla legge, che trasformano l'uccisione di una donna da omicidio in femminicidio". "La legge è ben consapevole di questo, cioè della possibilità che alcune uccisioni di donne siano omicidi e non femminicidi, al punto che ha previsto una relazione annuale del ministro al parlamento, entro il 30 giugno di ogni anno, con indicazione dei dati delle condanne e delle assoluzioni per femminicidio e per omicidio, disaggregati in base al sesso delle vittime", prosegue. 

"Lasciamo allora fare ai magistrati e agli avvocati il loro lavoro, compiendo le valutazioni del caso - osserva il giurista - Tanto più che, in relazione al caso di Loreto, ci troviamo in una fase iniziale del procedimento e le indagini in corso servono anche e proprio per raccogliere elementi che potrebbero portare a una modifica dell'imputazione in femminicidio". 

Quanto al risultato finale e alla possibile condanna inflitta, Gatta spiega che "in entrambi i casi la pena può essere quella dell'ergastolo. Il femminicidio è punito con l'ergastolo, l'omicidio solo se risulta aggravato, ad esempio perché commesso contro persona convivente col colpevole o per motivi abietti o futili. Attenzione però: l'ergastolo può non essere applicato, in caso di femminicidio, se risultano presenti circostanze attenuanti, cosa che la legge prevede". "Ogni vicenda è insomma un caso unico, che richiede attenta valutazione ed equilibrio - mette in guardia Gatta - I femminicidi e le uccisioni delle donne sono reati odiosi e allarmanti. Ma occorrono equilibrio e attenzione nel valutare ogni caso e ci sono professionisti deputati a farlo, che devono poter lavorare serenamente, senza pressioni mediatiche che possono alla lunga risultare pericolose per i diritti e le garanzie individuali, riconosciute dalla nostra Costituzione". 

13 lug 2026

Meloni a Palermo: "Mafie cambiano ma qui lo Stato c'è, continuiamo a colpire criminalità organizzata"

(Adnkronos) - "La ricchezza strappata alle mafie torna alla collettività per alleviare i problemi delle famiglie, lo Stato continua a colpire la criminalità organizzata, dobbiamo insistere evolvendo perchè le mafie cambiano, trovano spazi e nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo. Sono qui soprattutto per dire grazie a voi e dare un messaggio chiaro: a Palermo lo Stato c'è e vuole esserci con determinazione. Questo è il modo che conosciamo per onorare la memoria di chi ha dato la vita per questo territorio". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni partecipando con il ministro Piantedosi al Comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura. 

"Il messaggio deve essere chiaro: lo Stato c'è, non lascia le persone sole. Possiamo fare di più e meglio, il comitato si deve dare come obiettivo il trovare a breve le soluzioni per un'operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le Forze di polizia ma non solo, forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell'Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade sicure", continua Meloni. 

"Chi pensa di riportare Palermo indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce", ha aggiunto per poi ringraziare magistratura e Forze dell'ordine per l'operazione contro la banda dei kalashnikov, con 22 fermi. 

"Sappiamo cosa è accaduto di recente in questa città, le raffiche di kalashinkov, le taniche di benzina e le intimidazioni sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non siamo disposti a tollerare. Chi pensa di riportare Palermo indietro - la promessa di Meloni - troverà uno Stato determinato che reagisce e colpisce" 

Quella di oggi, ha detto quindi Meloni, "è una giornata importante in una settimana importante che come voi sapete meglio di me si conclude con il 34esimo anniversario della strage di via D'Amelio che uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta, uomini e donne".  

"Questa è una città che con la sua storia ha contribuito all'identità e alla coscienza civile della nostra nazione nel suo complesso", le parole della premier, che aggiunge: "E' un luogo in cui lo Stato ha dimostrato più forse che in ogni altro luogo la sua capacità di non essere disposto a indietreggiare quando i momenti davvero difficili arrivavano,di non essere disposta a indietreggiare di fronte alla violenza mafiosa. È un messaggio che noi raccogliamo e proviamo a rilanciare e ribadire con la stessa determinazione anche oggi, chiaramente non solo celebrando i nostri eroi del passato", ha aggiunto. 

E ancora: "Lo Stato qui non ha abbassato la guardia, continua a colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici, nelle sue strutture, nella sua capacità di intimidazione. È fondamentale continuare a rafforzare gli strumenti investigativi e continuare a sostenere il lavoro di tutte le istituzioni impegnate su questo fronte". 

 

13 lug 2026

Sparatoria con agenti Ice nel Maine: uccisa una persona

13 lug 2026

Marotta: "Palestra ha scelto un'altra strada, l'agente poteva avere un ruolo maggiore. Khalaili non ha superato le visite"

(Adnkronos) - "Il caso Palestra è frutto di un ripensamento del giocatore, che legittimamente è venuto meno a un impegno verbale preso il mese precedente. Il suo agente poteva magari avere anche un ruolo di maggiore consistenza per indicare la strada da percorrere per il giocatore". Lo ha detto il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione nerazzurra, facendo riferimento all'agente Alessandro Lucci e al mancato trasferimento di Marco Palestra in nerazzurro. Marotta ha poi aggiunto, in riferimento al passaggio al Chelsea del calciatore: "Ha scelto questa strada, noi ci siamo dovuti arrendere e Palestra è andato in un campionato contro cui non siamo competitivi". 

Marotta ha parlato molto di mercato, dando una notizia: "Anan Khalaili non ha superato le visite mediche con l'Inter. Non possiamo tesserarlo. Avevamo negoziato l'acquisizione ma il giocatore non ha superato le visite di idoneità, come comunicato dal Coni. In Italia c'è una legge sulla tutela della salute molto severa e dobbiamo attenerci a questa situazione". 

Il presidente ha poi spiegato la direzione che sta prendendo l'Inter: "Noi abbiamo quattro giocatori che arrivano dal settore giovanile e lo diciamo con orgoglio. Andiamo avanti su questo principio, vogliamo valorizzare il settore giovanile. Siamo contenti del modello che rappresentiamo e della società che rappresentiamo. Ultimamente manca qualcosa di importante, ma cercheremo di raggiungerla. Lottare per grandi obiettivi non è mai una pressione. Poi, se qualcuno sarà più bravo di noi, ne riconosceremo il valore". 

Marotta ha parlato anche degli obiettivi del club: "Per noi è un orgoglio e un privilegio cominciare la stagione da campioni d'Italia e con la vittoria della Coppa Italia. Sono state due vittorie figlie del senso del lavoro, del senso di appartenenza, del lavoro del mister e della società. Da oggi si va ai nastri di partenza con nuovi obiettivi. Siamo l'unica squadra italiana in quattro competizioni. Dobbiamo cercare di performare molto meglio in Champions, l'anno scorso siamo usciti con il Bodo. La Champions ci porta a sfidare corazzate con altri budget, ma fortunatamente la legge di chi più spende più vince non esiste nello sport”. 

13 lug 2026

Infortuni, inaugurato a Cagliari il nuovo Punto di assistenza del Centro protesi Inail

(Adnkronos) - Prosegue il potenziamento della rete territoriale del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio, con l’apertura del nuovo Punto di assistenza in Sardegna inaugurato oggi alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, del direttore generale dell’Istituto, Marcello Fiori, del direttore centrale Assistenza protesica e riabilitazione, Domenico Princigalli, e del direttore regionale, Gian Franco Mariano Spanu. Il nuovo presidio, con un bacino potenziale di circa duemila assistiti, entra a far parte di una rete sempre più capillare e omogenea, con la quale l’Inail intende garantire accessibilità, tempestività degli interventi e continuità del percorso assistenziale in tutte le aree del Paese. 

Oltre alle due strutture integrate nei Centri protesi di Roma e Lamezia Terme e al Centro di riabilitazione motoria di Volterra, altri sei Punti di assistenza sono già attivi a Torino, Milano, Venezia, Bari, Napoli e Palermo. Configurati come 'technical point', i presidi territoriali assicurano la presa in carico precoce degli assistiti, consulenza specialistica e fornitura personalizzata di ausili per la vita quotidiana e lo sport, manutenzione diretta dei dispositivi protesici e servizio domiciliare nei casi più gravi. 

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del sindaco della Città metropolitana di Cagliari, Massimo Zedda, e del direttore provinciale Anmil, Luigi Caruso. Ha emozionato i partecipanti la testimonianza di Lino Cianciotto, la cui storia è raccontata nella collana di video-reportage narrativi “Sport senza barriere”, dedicata ad assistiti Inail protagonisti di percorsi di rinascita dopo un grave infortunio. L’evento si è concluso con il taglio del nastro, affidato al ministro Calderone, e la benedizione dell’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi. 

 

“L’apertura del punto di assistenza di Cagliari – ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone - rafforza in modo concreto la presenza dello Stato sul territorio e garantisce ai lavoratori infortunati della Sardegna un servizio di prossimità sull’isola, altamente specializzato e pienamente integrato nella rete nazionale dei Centri protesi Inail. Con questo presidio portiamo sull’isola competenze, tecnologie e il modello di presa in carico dell’Istituto che considera la persona nella sua globalità, assicurando continuità assistenziale e tempi di intervento più rapidi. È un investimento sulla qualità dei servizi pubblici e sulla capacità delle istituzioni di accompagnare i cittadini nei percorsi di recupero e di autonomia dopo un infortunio sul lavoro”. 

“Con l’ulteriore potenziamento della rete territoriale del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio - ha sottolineato il direttore generale Marcello Fiori - prosegue l’impegno dell’Istituto in favore dei nostri assistiti, sempre più al centro degli interventi e dei servizi erogati. Negli ultimi anni il modello ‘Centro protesi Inail’, considerato un’eccellenza anche a livello europeo, si è evoluto fino a costituire una vera e propria rete nazionale di prossimità, portando sul territorio un approccio multidisciplinare e multidimensionale delle prestazioni di assistenza protesica. Un modello altamente specializzato, che considera la persona nella sua globalità, valutando non solo il deficit, ma anche le abilità possedute e la situazione personale e familiare. E dopo Cagliari – ha annunciato – i lavori proseguono con tre nuovi Punti di assistenza già in fase di realizzazione ad Ancona, Catania e l’Aquila”. 

13 lug 2026

Oasis saranno a Mostra di Venezia? Liam Gallagher risponde e fa ben sperare

(Adnkronos) - L'indiscrezione dell'Adnkronos sul probabile approdo nel cartellone della Mostra del cinema di Venezia del documentario sugli Oasis non è passata inosservata a Liam Gallagher, grazie ad una delle fan più devote della band britannica. L'articolo pubblicato domenica sul sito di Adnkronos e sull'agenzia di stampa, in cui si dava conto della più che probabile presenza nel cartellone del Lido dell'atteso ‘Don’t Look Back In Anger’ e della conseguente speranza di vedere i fratelli Gallagher sul red carpet del Lido, è stato infatti postato su 'X', nella sua versione inglese, dalla fan Adele V (@liamgadele), e tra i molti commenti, tra speranza e incredulità, è arrivato anche quello del frontman della band, che spesso commenta i post di questo account dedicati agli Oasis e che questa volta ha scritto sibillino: "Non credere alla verità".  

Adele V, accanto alla foto dell'articolo di Adnkronos, aveva scritto in inglese: "Si vocifera che gli Oasis saranno a Venezia il prossimo settembre: me lo immagino già Liam, come un James Bond, arrivare in gondola mentre tutti i pesci svengono". E Liam non si è fatto pregare: con quella frase che unisce la verità all'incredulità alimenta le speranze dei fan. Se la cosa non fosse nei piani avrebbe potuto serenamente smentire, è la condierazione di molti. Per la Mostra di Venezia, sarebbe un grande colpo avere i Gallagher al Lido proprio mentre i fan italiani attendono l’ufficializzazione di concerti italiani per il prossimo anno (si vocifera da tempo di due possibili date allo Stadio Olimpico di Roma per l'estate 2027). 

Il doc - che arriverà nelle sale italiane e in alcune sale Imax nel mondo il 10 settembre, prima di approdare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell’anno - segue l’inaspettato ritorno di Liam e Noel Gallagher dal vivo dopo 16 anni, con il trionfale tour di reunion Oasis Live '25, uno degli eventi rock più clamorosi e attesi del 2025. 

Il film racconta dall’interno quello che viene definito il più grande evento musicale dell’anno, restituendo l’energia della band e l’emozione dei fan in tutto il mondo. La prospettiva è privilegiata: accesso alle prove, al backstage, al palco e alle prime interviste congiunte dei due fratelli dopo oltre vent’anni. Accanto al tour mondiale sold out, il documentario esplora anche il peso emotivo e culturale di questo momento, e ciò che la musica degli Oasis continua a rappresentare per il pubblico di diverse generazioni. 'Don’t Look Back In Anger' - ideato da Steven Knight e diretto da Dylan Southern e Will Lovelace - è prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision. 

Il cartellone del Lido verrà svelato dal direttore della Mostra, Alberto Barbera, e dal presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, il prossimo 23 luglio, nella tradizionale conferenza stampa a poco più di un mese dall'inizio della kermesse che si svolgerà dal 2 al 12 settembre.  

13 lug 2026

Anziana malata risucchiata in aria da elicottero del 118 a bassa quota, il figlio vince la causa

13 lug 2026

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