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"Malagò mi ricorda Proietti", la nuova critica di Abodi sul caso ct

(Adnkronos) - Giovanni Malagò come Gigi Proietti, parola di Andrea Abodi. Continua il caos intorno alla panchina della Nazionale. Il caso Pirlo ha provocato, a catena, le dimissioni del duo Maldini-Leonardo, scelto per rifondare l'Italia calcistica dopo l'ennesimo fallimento e il cui regno è durato appena 17 giorni. Alla base della decisione proprio la scelta del nuovo presidente della Figc Malagò di non procedere con la nomina di Pirlo a ct a causa dei suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse. 

Nella giornata di ieri si è consumato il botta e risposta proprio tra Malagò e il ministro per lo Sport e i Giovani. "Adesso dobbiamo recuperare una brutta figura", aveva detto Abodi, ricevendo la replica secca del presidente della Figc: "Parla di brutta figura? Bisogna vedere chi l'ha fatta". 

Il dibattito a distanza si è arricchito poi di un nuovo capitolo, con tanto di nostalgico riferimento a uno dei grandi del cinema italiano. "Malagò mi ricorda un po' Gigi Proietti sul caso Pirlo", ha dichiarato Abodi, "non ho mai creduto che le brutte figure di uno possano distrarre da quelle di un altro, ma in ogni caso non faccio mai il tifo contro la mia Nazionale". 

Il chiaro riferimento di Abodi è a una delle gag più iconiche di Proietti, che nel film 'Le barzellette' veste i panni dell'avvocato. Durante un colloquio con un cliente, l'attore e comico romano sfoglia le carte ed esclama: "Qua se l'inc*lamo, qua te se 'n*ulano". Una gag che, a sentire il ministro, è più attuale che mai. 

 

28 lug 2026

Incendi in Francia e Spagna, corsa contro il tempo per domare fiamme prima di nuova ondata di caldo

(Adnkronos) - Una corsa contro il tempo, prima del ritorno del grande caldo. I vigili del fuoco in Francia e Spagna stanno lavorando a ritmo serrato per domare i vasti incendi che stanno devastando la zona, prima che un'altra ondata di calore, prevista per questa settimana, complichi ulteriormente gli sforzi per spegnere le fiamme.  

Il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha definito le giornate di ieri e oggi "assolutamente cruciali", prima che le temperature risalgano da domani. Il primo ministro, Pedro Sánchez, ha avvertito: "Ci aspettano ore difficili, ore complesse". Funzionari dell'Ue hanno affermato che gli incendi potrebbero continuare a divampare fino all'inizio di novembre, in quello che rischia di essere un anno da record per la superficie di terreno bruciato.  

Un incendio divampato sulle colline di Ávila, a ovest di Madrid, è diventato il più grande mai registrato in Spagna, bruciando 50.000 ettari. Le autorità stanno combattendo contro due incendi distinti a nord-ovest di Madrid, portando la superficie totale di terreno bruciato nei pressi della capitale a 70.000 ettari. L'agenzia meteorologica statale spagnola, Aemet, ha dichiarato che l'ondata di calore durerà almeno fino a domenica, rendendo più difficili le operazioni antincendio a causa delle alte temperature e dei venti meridionali. 

Anche la Francia è impegnata in una "corsa contro il tempo" per domare gli incendi prima di un'altra ondata di caldo prevista per questa settimana, ha dichiarato Eric Brocardi, portavoce dei vigili del fuoco. I meteorologi hanno previsto che le temperature potrebbero raggiungere i 40°C in alcune zone del Paese a partire da oggi. Ciò complicherebbe gli sforzi per controllare l'incendio nella Gironda, nel sud-ovest della Francia, che il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, ha descritto come "estremamente intenso e imprevedibile a causa dei venti e che avanza in modo irregolare verso l'area metropolitana di Bordeaux". Il sindaco della città, Thomas Cazenave, ha dichiarato alla Bbc di prepararsi a "ogni evenienza", dato che l'incendio si è avvicinato a 15 km dalla città. "Ci stiamo preparando ad accogliere un gran numero di persone qualora venissero ordinate ulteriori evacuazioni", ha affermato. 

Durante una visita a Bordeaux, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: "Le prossime settimane saranno difficili e dobbiamo resistere". Ha però affermato che un incendio di dimensioni minori nella vicina regione delle Landes, che ha costretto all'evacuazione di oltre 30.000 persone, è stato "contenuto" ma rimane "virulento". "Dobbiamo essere estremamente cauti nelle prossime ore e nei prossimi giorni", ha aggiunto. L'incendio della Gironda ha finora bruciato 42.000 ettari, diventando una delle più grandi devastazioni territoriali in Francia dalla Seconda Guerra Mondiale. Nel comune di Cestas, a circa 16 chilometri dalla città di Bordeaux, i vigili del fuoco hanno utilizzato escavatori meccanici per sradicare gli alberi nel tentativo di creare una fascia tagliafuoco. Il vasto incendio, che ha provocato l'evacuazione di 220.000 persone, non aveva compiuto progressi nelle prime ore di lunedì, ma "non era sotto controllo" e rimaneva "molto difficile da domare", ha dichiarato Nuñez. 

28 lug 2026

Emma bloccata in ascensore, il video diventa virale: "Tutte a me succedono..."

28 lug 2026

Epatite, nel mondo ci convivono circa 287 milioni di persone: 1,3 milioni di morti nel 2024

(Adnkronos) - Nel mondo circa 287 milioni di persone convivono con un'epatite virale cronica, ma una quota rilevante delle infezioni resta ancora oggi senza diagnosi. "Rimane una delle malattie infettive più letali al mondo, con circa 1,3 milioni di decessi stimati nel 2024 e un tasso di mortalità in continua crescita". Sul totale decessi, "circa l'85% è stato correlato all'epatie B" e "dal 2015 le morti associate" a questa infezione "sono aumentate del 17% a causa dei limiti nella diagnosi e nel trattamento. Questo è inaccettabile", è il monito dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in un focus online nella Giornata mondiale dell'epatite che si celebra oggi, 28 luglio, e in un nuovo rapporto che valuta i progressi compiuti nell'attuazione delle Strategie globali per il settore sanitario in materia di Hiv, epatite virale e infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) per il periodo 2022-2030, diffuso in occasione della 26esima Conferenza internazionale sull'Aids in corso in Brasile, a Rio de Janeiro. 

Amcli Ets – Associazione microbiologi clinici italiani richiama l'attenzione sul 'sommerso' delle epatiti virali croniche, uno dei principali ostacoli al raggiungimento dell'obiettivo indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità di ridurre entro il 2030 del 90% le nuove infezioni e del 65% la mortalità correlata, attraverso un accesso equo e universale alla prevenzione, allo screening e alle terapie efficaci. La data della Giornata mondiale istituita dall'Oms è in concomitanza con l'anniversario della nascita di Baruch Blumberg (1925-2011), premio Nobel per la Medicina nel 1976 per la scoperta del virus dell'epatite B e per lo sviluppo del primo vaccino. 

Oggi sono noti 5 virus epatotropi - virus delle epatiti A (Hav), B (Hbv), C (Hcv), D (Hdv) ed E (Hev) - responsabili di infezioni del fegato associate a un rilevante carico di morbilità e mortalità a livello globale, ricorda l'Amcli in una nota. L'Hav, pur non evolvendo verso forme croniche, è responsabile di infezioni acute che si verificano sia nei Paesi con scarse condizioni igienico-sanitarie sia attraverso focolai epidemici nei Paesi ad alto reddito. Nonostante la disponibilità di un vaccino efficace, l'Oms stima che nel 2023 Hav abbia causato circa 35.600 decessi nel mondo. Anche l'infezione da Hev rappresenta una causa rilevante di epatite acuta a livello globale e nei Paesi industrializzati è considerata una zoonosi emergente, spesso associata al consumo di carne suina o di selvaggina cruda o insufficientemente cotta. L'infezione, generalmente autolimitante, può determinare forme severe nelle donne in gravidanza e nei soggetti immunocompromessi, nei quali il virus può andare incontro a cronicizzazione. 

"L'impatto delle epatiti virali croniche è probabilmente ancora sottostimato, perché una quota rilevante delle persone infette rimane non diagnosticata nonostante la disponibilità di strumenti efficaci per individuare l'infezione - afferma Valentina Svicher, professore ordinario di Microbiologia e microbiologia clinica, università degli Studi di Roma Tor Vergata e componente Gruppo di lavoro Amcli - Molti pazienti convivono per anni con il virus senza sintomi evidenti e arrivano alla diagnosi quandono già presenti complicanze epatiche avanzate. Far emergere questo sommerso attraverso programmi di screening e garantire il collegamento tra diagnosi e presa in carico rappresentano passaggi fondamentali per raggiungere gli obiettivi di eliminazione delle epatiti virali come minaccia per la salute pubblica". 

La vaccinazione rappresenta un pilastro della prevenzione. Per l’epatite B - spiega l'Amcli - è disponibile un vaccino efficace che ha contribuito in modo decisivo alla riduzione dell'incidenza dell'infezione, delle complicanze epatiche e della mortalità correlata, e previene indirettamente anche l'infezione da Hdv, che può replicarsi esclusivamente in presenza di Hbv. Permangono tuttavia importanti criticità nell'attuazione dei programmi vaccinali a livello globale. La copertura della dose di vaccino anti-Hbv alla nascita, fondamentale per prevenire la trasmissione madre-figlio e la successiva cronicizzazione dell'infezione, rimane insufficiente in molte aree ad alta endemia. Secondo l'Oms, la copertura globale della dose somministrata entro le prime 24 ore di vita è pari a circa il 45%, con valori inferiori al 20% nella Regione africana. Disuguaglianze nell'accesso ai servizi sanitari, limitata disponibilità di risorse e insufficiente integrazione tra programmi materno-infantili e vaccinali rappresentano ancora ostacoli significativi al controllo dell'infezione. 

Negli ultimi anni, i progressi terapeutici hanno profondamente modificato la storia naturale delle epatiti virali croniche. "L'introduzione degli antivirali ad azione diretta (Daa) per Hcv ha consentito di raggiungere tassi di guarigione superiori al 95% e di eradicare completamente il virus dall’organismo, con una significativa riduzione del rischio di cirrosi, epatocarcinoma e trasmissione dell'infezione", evidenzia Carlo Federico Perno, direttore Uo Microbiologia, Irccs ospedale pediatrico Bambino Gesù in Roma e componente Gruppo di lavoro Amcli. "Importanti progressi - aggiunge - sono stati compiuti anche per Hbv e Hdv. I farmaci oggi disponibili consentono di sopprimere efficacemente la replicazione virale e di ridurre il rischio di progressione verso cirrosi ed epatocarcinoma. Lo sviluppo di nuove terapie, incluse le strategie finalizzate al raggiungimento della cura funzionale dell'Hbv e a un controllo sempre più efficace dell'Hdv, apre ulteriori prospettive per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti". 

Nonostante questi risultati, l'accesso alle cure rimane insufficiente in molte aree del mondo: nel 2024 meno del 5% delle persone con Hbv ha ricevuto una terapia antivirale e circa il 20% delle persone con Hcv aveva avuto accesso a un trattamento curativo, rimarcano i microbiologi. Una particolare attenzione, per Amcli, deve essere riservata all'Hdv. Nonostante le raccomandazioni delle principali società scientifiche internazionali prevedano il test per Hdv in tutti i soggetti con infezione da Hbv, la ricerca dell'anticorpo anti-Hdv e dei successivi marker virologici viene ancora effettuata in modo non uniforme e frequentemente insufficiente. 

"Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che permettono di intervenire efficacemente su molte forme di epatite virale. La sfida è fare in modo che questi strumenti raggiungano le persone che ne hanno bisogno - conclude Pierangelo Clerici, presidente di Amcli Ets - In questo percorso la microbiologia clinica svolge un ruolo centrale: la diagnosi rappresenta il punto di partenza per far emergere le infezioni non riconosciute e indirizzare tempestivamente il paziente verso la presa in carico e il trattamento. Screening, diagnosi e accesso alle cure devono essere parte di un percorso integrato". 

28 lug 2026

Giappone, terremoto di magnitudo 7.1 nel sud del Paese: allerta tsunami

(Adnkronos) - Un forte terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il sud del Giappone oggi, martedì 28 luglio. Lo riferisce l'Agenzia meteorologica giapponese, che ha emesso un allarme tsunami. La scossa ha anche raggiunto il livello massimo possibile, pari a sette, sulla scala di intensità sismica giapponese (Shindo), ha aggiunto l'agenzia. 

La scossa si è verificata alle 16.27 ora locale (7.27 ora italiana) sull'isola di Kyushu. Un sisma di magnitudo 7.2 aveva colpito il Giappone settentrionale il 25 giugno, senza tuttavia causare morti o danni importanti.  

Il Giappone è uno dei paesi con maggiore attività sismica al mondo, trovandosi sopra quattro importanti placche tettoniche lungo il margine occidentale della 'Cintura di fuoco' del Pacifico. L'arcipelago, che ospita circa 125 milioni di persone, sperimenta centinaia di scosse ogni anno e rappresenta circa il 18% dei terremoti mondiali: la stragrande maggioranza è di entità lieve, sebbene i danni causati varino a seconda della loro posizione e della profondità sotto la superficie terrestre in cui si verificano. 

Il Paese porta ancora il peso della memoria di un forte terremoto sottomarino di magnitudo 9.0 nel 2011, che ha scatenato uno tsunami che ha ucciso o lasciato dispersi circa 18.500 persone e ha devastato la centrale nucleare di Fukushima. Il 20 aprile di quest'anno, una scossa di magnitudo 7.7 ha colpito il nord del Paese, ferendo almeno 10 persone e facendo tremare i grandi edifici a Tokyo. Ciò ha spinto le autorità a emettere un avviso speciale che mette in guardia contro il rischio accresciuto di terremoti di magnitudo 8.0 o superiore. 

28 lug 2026

Incendio all'isola ecologica di Novate Milanese, un ferito

28 lug 2026

Save the Children, in Europa oltre 1.500 minori vittime di tratta

(Adnkronos) - Sono circa 9.500 complessivamente le vittime di tratta identificate nel 2024 nei Paesi dell’Unione Europea, per lo più in Francia e in Italia, seguiti da Paesi Bassi e Germania. Di questi, i minorenni rappresentano il 16% del totale, con 1.555 vittime sotto i 18 anni, in aumento rispetto al 2023 quando le vittime minorenni di tratta costituivano il 12,8% del totale, pari a 1.358 bambine, bambini e adolescenti. Nella grande maggioranza dei casi (77%) si tratta di bambine e ragazze, in totale 1.194. Tra i minori il maggior numero di identificazioni si registra in Francia, con 488 casi, seguita da Romania (333) e Germania (230). A fornire i dati è Save the Children in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani del 30 luglio. In Italia le vittime minorenni identificate nel 2024 sono 65, corrispondenti al 3,4% del totale delle vittime di tratta individuate. In poco più di un caso su due (54%) si tratta di bambine e adolescenti, pari a 35 minorenni. Nel nostro Paese la tratta e lo sfruttamento dei minori continuano a rappresentare una realtà per lo più sommersa, che coinvolge sia flussi migratori internazionali – in quanto territorio crocevia di transito e destinazione di minori vittime di tratta - sia contesti interni di vulnerabilità sociale. A livello mondiale, secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2022, più di una vittima su tre di tratta risulta minorenne (il 38% del totale delle 68.836 persone coinvolte per cui è stata rilevata l’età, cioè oltre 26mila bambini e adolescenti).  

“Negli ultimi anni, il fenomeno della tratta e dello sfruttamento dei minori ha assunto una dimensione sempre più complessa e dinamica, alimentata da crisi globali interconnesse, quali i conflitti armati, le emergenze ambientali, l’acuirsi delle disuguaglianze economico-sociali e le migrazioni forzate, che rendono molti minori estremamente vulnerabili - afferma Antonella Inverno, responsabile Ricerca e Analisi di Save the Children - Le cifre sono sottostimate, ma ogni anno milioni di bambine, bambini e adolescenti vengono coinvolti in forme diverse di abuso e le tecnologie digitali, inclusa l’AI, stanno modificando profondamente le modalità di adescamento, reclutamento, sfruttamento e controllo dei minori, rendendo questi fenomeni più invisibili e pervasivi”.  

Save the Children chiede da anni di rafforzare il sistema coordinato tra istituzioni e società civile di emersione e protezione per garantire l’individuazione e protezione dei minori vittime di tratta e sfruttamento, attraverso un supporto personalizzato, con accoglienza, assistenza psicologica, medica e legale, e un approccio attento a età e genere, che sappia affrontare anche gli aspetti legati alle nuove forme di sfruttamento e tratta facilitati dagli strumenti digitali. "Importanti passi in avanti - sottolinea l'Organizzazione - potranno oggi realizzarsi a seguito delle norme che attuano in Italia la nuova Direttiva Antitratta, emanate lo scorso giugno. Il decreto rafforza i meccanismi di identificazione precoce e presa in carico delle vittime, la formazione della magistratura e degli altri operatori del sistema, la raccolta dei dati e l’aumento dell’indennizzo per le vittime. Resta importante proseguire in questa direzione nell’attuazione piena delle nuove norme, con particolare attenzione alle esigenze specifiche di bambini, bambine e adolescenti". Save the Children chiede che vengano istituiti "luoghi di accoglienza ad indirizzo segreto per minori a rischio o vittime di tratta, sollecita una cooperazione rafforzata tra forze di polizia ed enti di protezione a livello europeo che includa un focus specifico sulle vittime minorenni e investimenti in ricerca per prevenire fenomeni emergenti e sviluppare politiche efficaci". 

 

  

Nel 2025 il Sistema nazionale Antitratta ha valutato le segnalazioni relative a 3.444 persone, circa 600 in più rispetto al 2024, quando erano 2.853. Di queste, 174 riguardano minorenni, pari al 5,1% del totale, in lieve aumento rispetto al 4,9% registrato l’anno precedente. Si tratta prevalentemente di ragazzi, che rappresentano il 69% dei casi riguardanti i minorenni valutati dagli enti antitratta (120 persone), provenienti soprattutto dal Bangladesh (56) e dall’Egitto (19). Il 64% ha 17 anni, ma sono stati intercettati anche quattro 14enni e un 12enne. Le minorenni di sesso femminile sono 54 e provengono principalmente dalla Nigeria (16); poco più di due su cinque, pari a 23, hanno 17 anni, ma tra le vittime di tratta emerse ci sono anche due 14enni e una 12enne. Le principali regioni di emersione sono la Sicilia, con 59 casi, e l’Emilia-Romagna, con 41 casi.  

Nei primi sei mesi del 2026 in Italia sono state segnalate 1.581 persone, tra cui 95 minorenni, pari al 6% del totale. In questo periodo si conferma, in maniera ancora più marcata, la prevalenza di minori di sesso maschile, che sono 80, ovvero l’84% dei minorenni, per lo più di diciassettenni (59 su 80), provenienti prevalentemente dal Bangladesh (46 casi). Le minorenni femmine sono 15, per lo più tra i 16 e i 17 anni, e presentano provenienze geografiche più diversificate. Tra i casi segnalati, sono 847 quelli presi in carico nel 2025 secondo il Sistema informatizzato per la raccolta di informazioni sulla tratta (SIRIT), dato in lieve aumento rispetto agli 817 registrati nel 2024. I minorenni sono 22, ovvero il 2,6% del totale, e si osserva una leggera prevalenza di ragazze, pari a 12, provenienti principalmente dalla Nigeria (4) e dalla Costa d’Avorio (3), mentre i 10 ragazzi sono prevalentemente originari del Bangladesh (6). Prevalgono i diciassettenni (14 in totale, di cui 6 femmine e 8 maschi). La Sicilia si conferma la principale regione di emersione, con 12 casi. Nel primo semestre del 2026 le persone prese in carico sono state 350. I minorenni rappresentano il 2% del totale, con 7 casi complessivi. Si tratta di cinque ragazze di 16 e 17 anni e di due ragazzi, entrambi diciassettenni. 

“Accanto alle forme più conosciute di sfruttamento, assistiamo oggi a una crescente esposizione dei ragazzi a condizioni di grave sfruttamento lavorativo o per la commissione di attività illegali-prosegue Inverno - Si tratta di fenomeni spesso sommersi che colpiscono in particolare minori stranieri soli, ma non solo, e che rischiano di essere normalizzati come semplici strategie di sopravvivenza. Dietro queste situazioni si intrecciano povertà economica, abbandono scolastico, percorsi migratori fragili e carenza di reti di protezione. Per contrastare questi fenomeni occorre intervenire sulle condizioni di vulnerabilità che li rendono possibili, prima che sul loro esito finale, e rafforzare gli strumenti di protezione”. 

 

 

Save the Children è da anni impegnata con progetti di contrasto alla tratta e allo sfruttamento. Il progetto Vie d’Uscita, promosso dal 2012 in collaborazione con enti anti tratta locali, ha l’obiettivo di supportate l’identificazione e l’emersione di minori e neomaggiorenni vittime di tratta e sfruttamento. Nel primo semestre del 2026 ha raggiunto 384 beneficiari, di cui 277 minori. Il progetto Nuovi Percorsi si occupa di sostenere, in tutta Italia, i minori e le mamme sopravvissute alla tratta e allo sfruttamento, al fine di garantire la reintegrazione delle donne, la crescita sana dei minori e l’autonomia dell’intero nucleo. Dal 2021 al primo semestre del 2026 ha supportato 1575 beneficiari. Nel 2022 sono stati avviati il progetto Sportello Nuovi Percorsi Roma, con la finalità di supportare nuclei composti da giovani mamme e minori che si trovano in una condizione di forte vulnerabilità, incluse persone esposte al rischio di tratta o sfruttamento, che fino al primo semestre del 2026 ha sostenuto un totale di 1849 persone. E il progetto Liberi dall’Invisibilità, volto a proteggere e supportare minori e adulti che vivono nella zona agricola della Fascia Trasformata, nella provincia di Ragusa, in partenariato con l’Associazione “I tetti colorati” e con Caritas Diocesana di Ragusa, che fino a dicembre 2025 ha coinvolto complessivamente 665 persone attraverso percorsi personalizzati di empowerment, supporto scolastico e accompagnamento sociale, di cui 356 minori e 309 adulti.  

Parallelamente, grazie ad attività comunitarie sono state raggiunte 2.404 persone, contribuendo a rafforzare il tessuto sociale e a promuovere una cultura dell’inclusione. Infine, da aprile 2023 a marzo 2025, Save the Children ha implementato il progetto transnazionale E.V.A., insieme a partner di Francia e Spagna con l’obiettivo di identificare, nelle zone di transito di Ventimiglia, Irun e nelle città di Parigi e Nimes, possibili vittime di tratta e sfruttamento, che ha permesso di intercettare 995 potenziali vittime di tratta nei 3 Paesi, di cui 416 solo in Italia. A partire dal 2025, l’Organizzazione ha avviato il progetto S.O.L.e.I.L - Servizi di Orientamento al Lavoro ed Empowerment Inter-regionale per un sistema Legale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con capofila Regione Lazio. Il progetto prevede la realizzazione di un sistema volto all’integrazione socio-lavorativa, alla prevenzione e al contrasto dello sfruttamento lavorativo. L’intervento di Save the Children si focalizza sulla promozione di condizioni sostenibili di inclusione sociale, protezione, empowerment e regolarità lavorativa per minori e le loro famiglie a rischio o vittime di sfruttamento nella provincia di Latina, contribuendo alla riduzione delle forme di sfruttamento, abuso, marginalità e disuguaglianze. 

28 lug 2026

Johnson & Johnson offre 5,5 miliardi di dollari per risolvere le cause sul talco

(Adnkronos) - Il colosso farmaceutico statunitense Johnson & Johnson ha offerto 5,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di cause legali che sostengono che i suoi prodotti a base di talco abbiano causato il cancro alle ovaie, ha annunciato l'azienda oggi. L'accordo proposto mira a porre fine a una lunga battaglia legale che ha gravato sull'azienda con sede nel New Jersey per anni. J&J ha affermato che l'accordo copre circa 76.000 cause, rappresentando quasi tutte le cause ancora in corso relative al talco. 

L'azienda nega che i suoi prodotti a base di talco abbiano causato il cancro, ma ha interrotto la vendita del suo borotalco per bambini a base di talco negli Stati Uniti e in Canada nel 2020. Il vicepresidente per il contenzioso ha affermato che le accuse "sono prive di fondamento scientifico". "Questa risoluzione consente all'azienda di lasciarsi alle spalle questa vicenda e di rimanere concentrata sulla sua missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane", ha dichiarato in un comunicato. 

L'azienda ha già raggiunto un accordo nella maggior parte delle cause in cui si sosteneva che il suo talco contenesse tracce di amianto, ritenuto responsabile del cancro. Deve inoltre affrontare una causa nel Regno Unito per accuse simili, presentata nel 2025. Secondo lo studio legale che rappresenta circa 3.000 querelanti, la richiesta di risarcimento "è stimata in oltre 1 miliardo di sterline" (1,3 miliardi di dollari). I querelanti affermano che loro stessi o un membro della loro famiglia hanno sviluppato forme di cancro ovarico o mesotelioma dopo aver utilizzato il talco per bambini della J&J. 

28 lug 2026

Acqua sempre disponibile e attenzione a superfici calde, 5 consigli per proteggere cani e gatti in estate

(Adnkronos) - Cinque consigli per proteggere cani e gatti in estate. Le alte temperature estive possono rappresentare un rischio per la salute e il benessere anche dei nostri amici a 4 zampe, per questo è importante adottare alcune semplici attenzioni nei confronti di cani e gatti che condividono con noi la vita domestica. Gli esperti dei servizi veterinari dell'Ats Brianza ricordano, per esempio, che i cani non sudano come gli esseri umani.  

Il loro organismo regola la temperatura attraverso la respirazione e, in condizioni di caldo eccessivo, può andare incontro rapidamente a stress termico. Per questo suggeriscono di garantire loro sempre disponibilità di acqua fresca e pulita, evitare passeggiate nelle ore più calde, preferendo le uscite al mattino presto o nelle ore serali. Altra insidia spesso sottovalutata è rappresentata dall'asfalto e da altre pavimentazioni rese roventi dal sole, che possono provocare ustioni ai cuscinetti plantari degli animali. Per questo, prima di uscire, è sempre utile verificare la temperatura del terreno su cui li portiamo a passeggiare, evitando giochi e corse, soprattutto se l'animale appare affaticato o ansima in modo evidente.  

Anche i gatti risentono del caldo estivo, avvertono i veterinari. Devono poter contare su ambienti freschi, ben ventilati e zone ombreggiate dove ripararsi nelle ore più afose. Acqua sempre disponibile e attenzione ai luoghi chiusi e poco aerati sono accorgimenti semplici, ma indispensabili. Particolare attenzione è riservata anche al fenomeno degli abbandoni, fortunatamente non diffuso nel territorio lombardo - riporta l'azienda brianzola in una nota - ma di recente non sono mancati episodi che hanno visto i veterinari di Ats Brianza, in collaborazione con enti locali e associazioni di volontariato, intervenire a tutela di cuccioli di cani e gatti, lasciati nella totale incuria. Per questo è importante che anche i cittadini segnalino le situazioni di potenziale rischio. 

In sintesi, ecco i 5 consigli degli specialisti per un'estate sicura a 4 zampe: 1) Acqua sempre disponibile. Assicurati che cane o gatto abbiano sempre a disposizione acqua fresca e pulita. Quando esci con il cane, porta con te una borraccia e una ciotola da viaggio; 

2) Evita le ore più calde. Programma passeggiate e attività all'aperto al mattino presto o dopo il tramonto. Nelle ore centrali della giornata il rischio di colpi di calore aumenta sensibilmente;  

3) Attenzione alle superfici roventi. Asfalto, cemento e superfici esposte al sole possono raggiungere temperature molto elevate e provocare ustioni. Se il terreno è troppo caldo per la tua mano, lo è anche per le zampe del cane;  

4) Mai lasciare l'animale in auto. Anche in pochi minuti e coi finestrini socchiusi l'abitacolo può trasformarsi rapidamente in una trappola mortale, mettendo seriamente a rischio la vita dell'animale;  

5) Riconosci i segnali di sofferenza. Ansimare intenso, debolezza, difficoltà di movimento, salivazione abbondante e disorientamento possono essere segnali di un colpo di calore. In questi casi è bene portare subito l'animale in un luogo fresco e contattare il medico veterinario. 

28 lug 2026

Ucraina-Russia, Zelensky incontra Trump a Washington: previsto voto su nuove sanzioni a Mosca

(Adnkronos) - Volodymyr Zelensky vedrà oggi a Washington il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tutti i 100 membri del Senato americano sono stati invitati a incontrare il presidente dell'Ucraina. Lo riportano i media israeliani, i quali citano due funzionari del Senato che hanno riferito all'agenzia di stampa Reuters che si prevede una votazione su un nuovo decreto per imporre ulteriori sanzioni alla Russia. Il decreto è stato proposto dal defunto senatore Lindsey Graham, al cui funerale parteciperà Zelensky. L'obiettivo del decreto è colpire le entrate del Cremlino derivanti dalla vendita di petrolio e gas. 

 

Intanto la regione di Mosca è stata presa di mira nella notte da oltre 390 droni, causando danni alle abitazioni, secondo le autorità. Lo ha reso noto il sindaco della capitale russa Sergei Sobyanin. "Più di 390 droni si sono diretti verso la regione di Mosca" e "la maggior parte è stata neutralizzata ben prima di raggiungere la città", ha scritto su Telegram, precisando che "81 droni nemici sono stati distrutti mentre si avvicinavano a Mosca". Il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, ha riferito sullo stesso social network che un condominio e alcune abitazioni hanno subito danni, sebbene al momento non si registrino vittime. 

Droni ucraini hanno colpito nella notte un impianto siderurgico nella regione di Mosca e in Crimea, dove si è verificato un blackout. Secondo quanto riportato dal canale Telegram Exilenova Plus, la fabbrica di acciaio Hydrostalkonstruktsiya a Čechov, nell'oblast' di Mosca , è stata colpita da droni ucraini mentre la difesa aerea russa era impegnata in combattimento. Il governatore dell'oblast di Mosca, Andrey Vorobyov, ha confermato che un attacco di droni ucraini ha preso di mira la città di Čechov, riferendo che un edificio residenziale è stato colpito. Secondo quanto riferito, alcuni pneumatici hanno preso fuoco in un'area aperta a causa dei detriti caduti da un drone, e un'abitazione nel vicino villaggio di Vaulovo è stata incendiata. 

Nell'attacco è stato dato alle fiamme anche un magazzino logistico che rifornisce diverse aziende russe nel villaggio di Koledino, situato a soli 20 chilometri a sud di Mosca, come riportato dal canale Telegram Supernova Plus. Nella notte, una sottostazione elettrica nella città occupata di Feodosia, nella Crimea sud-orientale, è stata colpita da droni ucraini, lasciando gran parte della città senza corrente, secondo quanto riportato dal canale Telegram filo-ucraino Crimean Wind. 

la regione di Mosca è stata presa di mira nella notte da oltre 390 droni, causando danni alle abitazioni, secondo le autorità. Lo ha reso noto il sindaco della capitale russa Sergei Sobyanin. "Più di 390 droni si sono diretti verso la regione di Mosca" e "la maggior parte è stata neutralizzata ben prima di raggiungere la città", ha scritto su Telegram, precisando che "81 droni nemici sono stati distrutti mentre si avvicinavano a Mosca". Il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, ha riferito sullo stesso social network che un condominio e alcune abitazioni hanno subito danni, sebbene al momento non si registrino vittime. 

28 lug 2026

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