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Johnson & Johnson offre 5,5 miliardi di dollari per risolvere le cause sul talco

(Adnkronos) - Il colosso farmaceutico statunitense Johnson & Johnson ha offerto 5,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di cause legali che sostengono che i suoi prodotti a base di talco abbiano causato il cancro alle ovaie, ha annunciato l'azienda oggi. L'accordo proposto mira a porre fine a una lunga battaglia legale che ha gravato sull'azienda con sede nel New Jersey per anni. J&J ha affermato che l'accordo copre circa 76.000 cause, rappresentando quasi tutte le cause ancora in corso relative al talco. 

L'azienda nega che i suoi prodotti a base di talco abbiano causato il cancro, ma ha interrotto la vendita del suo borotalco per bambini a base di talco negli Stati Uniti e in Canada nel 2020. Il vicepresidente per il contenzioso ha affermato che le accuse "sono prive di fondamento scientifico". "Questa risoluzione consente all'azienda di lasciarsi alle spalle questa vicenda e di rimanere concentrata sulla sua missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane", ha dichiarato in un comunicato. 

L'azienda ha già raggiunto un accordo nella maggior parte delle cause in cui si sosteneva che il suo talco contenesse tracce di amianto, ritenuto responsabile del cancro. Deve inoltre affrontare una causa nel Regno Unito per accuse simili, presentata nel 2025. Secondo lo studio legale che rappresenta circa 3.000 querelanti, la richiesta di risarcimento "è stimata in oltre 1 miliardo di sterline" (1,3 miliardi di dollari). I querelanti affermano che loro stessi o un membro della loro famiglia hanno sviluppato forme di cancro ovarico o mesotelioma dopo aver utilizzato il talco per bambini della J&J. 

28 lug 2026

Acqua sempre disponibile e attenzione a superfici calde, 5 consigli per proteggere cani e gatti in estate

(Adnkronos) - Cinque consigli per proteggere cani e gatti in estate. Le alte temperature estive possono rappresentare un rischio per la salute e il benessere anche dei nostri amici a 4 zampe, per questo è importante adottare alcune semplici attenzioni nei confronti di cani e gatti che condividono con noi la vita domestica. Gli esperti dei servizi veterinari dell'Ats Brianza ricordano, per esempio, che i cani non sudano come gli esseri umani.  

Il loro organismo regola la temperatura attraverso la respirazione e, in condizioni di caldo eccessivo, può andare incontro rapidamente a stress termico. Per questo suggeriscono di garantire loro sempre disponibilità di acqua fresca e pulita, evitare passeggiate nelle ore più calde, preferendo le uscite al mattino presto o nelle ore serali. Altra insidia spesso sottovalutata è rappresentata dall'asfalto e da altre pavimentazioni rese roventi dal sole, che possono provocare ustioni ai cuscinetti plantari degli animali. Per questo, prima di uscire, è sempre utile verificare la temperatura del terreno su cui li portiamo a passeggiare, evitando giochi e corse, soprattutto se l'animale appare affaticato o ansima in modo evidente.  

Anche i gatti risentono del caldo estivo, avvertono i veterinari. Devono poter contare su ambienti freschi, ben ventilati e zone ombreggiate dove ripararsi nelle ore più afose. Acqua sempre disponibile e attenzione ai luoghi chiusi e poco aerati sono accorgimenti semplici, ma indispensabili. Particolare attenzione è riservata anche al fenomeno degli abbandoni, fortunatamente non diffuso nel territorio lombardo - riporta l'azienda brianzola in una nota - ma di recente non sono mancati episodi che hanno visto i veterinari di Ats Brianza, in collaborazione con enti locali e associazioni di volontariato, intervenire a tutela di cuccioli di cani e gatti, lasciati nella totale incuria. Per questo è importante che anche i cittadini segnalino le situazioni di potenziale rischio. 

In sintesi, ecco i 5 consigli degli specialisti per un'estate sicura a 4 zampe: 1) Acqua sempre disponibile. Assicurati che cane o gatto abbiano sempre a disposizione acqua fresca e pulita. Quando esci con il cane, porta con te una borraccia e una ciotola da viaggio; 

2) Evita le ore più calde. Programma passeggiate e attività all'aperto al mattino presto o dopo il tramonto. Nelle ore centrali della giornata il rischio di colpi di calore aumenta sensibilmente;  

3) Attenzione alle superfici roventi. Asfalto, cemento e superfici esposte al sole possono raggiungere temperature molto elevate e provocare ustioni. Se il terreno è troppo caldo per la tua mano, lo è anche per le zampe del cane;  

4) Mai lasciare l'animale in auto. Anche in pochi minuti e coi finestrini socchiusi l'abitacolo può trasformarsi rapidamente in una trappola mortale, mettendo seriamente a rischio la vita dell'animale;  

5) Riconosci i segnali di sofferenza. Ansimare intenso, debolezza, difficoltà di movimento, salivazione abbondante e disorientamento possono essere segnali di un colpo di calore. In questi casi è bene portare subito l'animale in un luogo fresco e contattare il medico veterinario. 

28 lug 2026

Ucraina-Russia, Zelensky incontra Trump a Washington: previsto voto su nuove sanzioni a Mosca

28 lug 2026

Trump-Netanyahu, oggi vertice delicato: il nodo Iran, Gaza e Libano

(Adnkronos) - Dai "bei gesti", compiuti verso il Libano e la Striscia di Gaza all'Iran, che resta il principale elemento di divisione tra una prospettiva militaristica che propende per nuovi raid, quella di Benjamin Netanyahu, e un'altra che preferirebbe la strada della diplomazia, quella di Donald Trump. Questo il contesto in cui si svolge la visita del primo ministro israeliano a Washington, dove dopo settimane di attrito incontrerà il presidente americano oggi, martedì 28 luglio, alla Casa Bianca per dimostrargli la sua disponibilità a collaborare. Per Netanyahu il semplice fatto di incontrare Trump, dopo settimane passate a cercare di convincere la stampa Usa che i due non sono in disaccordo, rappresenta già un successo. L'incontro dovrebbe svolgersi poche ore prima del funerale di senatore repubblicano Lindsey Graham alla Cattedrale Nazionale di Washington. 

 

Non aperto alla stampa, a meno che Trump non cambi idea, l'incontro dovrebbe risparmiare Netanyahu da eventuali umilizioni pubbliche e si svolge dopo settimane in cui le relazioni tra Israele e Stati Uniti hanno toccato il punto più basso. Tra il tentativo, fallito, di rovesciare il regime di Teheran e l'ultima escalation con l'Iran, nel mezzo gli sforzi diplomatici per superare lo stallo. Il vertice tra Trump e Netanyahu era originariamente previsto per la scorsa settimana, ma è stato annullato su richiesta degli americani. Secondo Axios, la volontà israeliana di espandere le operazioni in Libano è stata vista ''con disprezzo'' da Trump. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ha fatto sapere Axios, è stata la richiesta di Netanyahu a Trump di non vendere gli F-35 alla Turchia, richiesta che il tycoon ha respinto al mittente a margine del vertice della Nato ad Ankara il 7 e 8 luglio scorsi. 

 

Da Netanyahu sono arrivate anche aperture su Gaza. Ieri il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato un accordo con il Board of Peace, l'organismo creato da Trump per sovrintendere al cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, che dovrebbe consentire a una forza internazionale di stabilizzazione di entrare in una piccola area dell'enclave palestinese e assumersi la responsabilità della sua sicurezza. La zona si trova tra le linee del fronte delle Idf e l'area controllata da Hamas. E' inoltre prevista la costruzione di due campi per sfollati di Gaza: il più piccolo con finanziamenti dagli Emirati Arabi Uniti e il più grande con finanziamenti ancora da definire. 

La decisione su Gaza, come quella sul ritiro dal Libano, sembrano'' un gesto di buona volontà'' da parte di Netanyahu in vista del suo incontro con Trump. Una fonte ben informata ha detto a Haaretz che Aryeh Lightstone, consigliere senior del Board of Peace che Trump ha incaricato di garantire l'attuazione del suo piano in 20 punti per Gaza, ha aiutato Netanyahu a ottenere l'incontro con il presidente americano. Lightstone, ebreo ortodosso, è considerato ideologicamente vicino a Netanyahu e si ritiene che l'ex ministro degli Affari strategici Ron Dermer avesse il suo contatto tra i preferiti. Lightstone ha anche collaborato con l'ambasciatore israeliano a Washington, Yechiel Leiter, per garantire che l'incontro con Trump avesse luogo. 

Alla vigilia della partenza di Netanyahu per Washington, diverse fonti hanno affermato che Netanyahu ha bisogno del sostegno di Trump durante la campagna elettorale e che il presidente americano lo sa. Le fonti hanno anche aggiunto che Trump sa come sfruttare la quasi totale dipendenza di Netanyahu da lui. Il primo ministro israeliano ha imposto la decisione del gabinetto di sicurezza su Gaza dopo settimane in cui sembrava che qualsiasi mossa potesse favorire il piano di Trump per l'enclave fosse rimasta bloccata in qualche cassetto del suo ufficio. Ciò dimostra, secondo Haaretz, che Netanyahu ha capito che non poteva presentarsi alla Casa Bianca a mani vuote. 

 

Il punto sul quale Netanyahu sembra non voler cedere, nonostante i rischi, è lo scenario militare contro l'Iran. Il premier israeliano vorrebbe infatti che gli Stati Uniti attaccassero in modo più aggressivo e si concentrassero sugli obiettivi che interessano a Israele, in particolare il programma nucleare di Teheran. A una nuova escalation si oppongono però gli Emirati Arabi Uniti, scrive Haaretz ricordando che il Paese si è avvicinato in un modo senza precedenti a Israele durante la guerra contro l'Iran. Ora, ha detto una fonte a Haaretz, gli Emirati Arabi Uniti stanno esercitando pressioni sull'amministrazione statunitense affinché non coinvolga attivamente Israele nel conflitto. Altre fonti affermano che gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto un'intesa con l'Iran, che ha portato a una significativa diminuzione degli attacchi iraniani contro di loro durante l'ultima fase di escalation e a un ammorbidimento della retorica degli Emirati Arabi Uniti nei confronti dell'Iran. 

 

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno confermato che a Roma, dal 4 al 6 agosto, si terranno nuovi colloqui tra Israele e Libano nell'ambito dell'iniziativa volta a istituire "zone pilota" che vedranno il coinvolgimento dell'esercito libanese. "A Roma, i gruppi tecnici si concentreranno sull'avanzamento della piena attuazione dell'accordo quadro", ha dichiarato un funzionario del Dipartimento di Stato sotto condizione di anonimato, citando l'espansione del processo delle "zone pilota", la risoluzione di tutte le questioni di confine ancora aperte e l'elaborazione di un accordo globale di pace e sicurezza. "Le lezioni apprese dalle zone iniziali ci aiuteranno a perfezionare l'attuazione delle zone pilota, consentendo così un'espansione graduale del processo", ha aggiunto il funzionario. 

Domenica, l'esercito libanese ha condannato le continue operazioni militari di Israele nel sud del Libano, affermando che tali azioni impediscono il dispiegamento delle proprie forze nell'area, come previsto dall'accordo siglato dai due paesi a Washington nel mese di giugno. Il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, aveva annunciato i colloqui imminenti alcuni giorni prima. L'accordo raggiunto a giugno prevede il dispiegamento dell'esercito libanese in "zone pilota" lasciate libere da Israele – che occupa ancora parte del sud del paese – a condizione che avvenga il disarmo del movimento filo-iraniano Hezbollah. 

28 lug 2026

Rottamazione-quinquies, prima o unica rata in scadenza il 31 luglio

(Adnkronos) - Al via la fase dei pagamenti per la Rottamazione-quinquies. Il prossimo 31 luglio è il termine fissato dalla legge per il versamento della prima o dell’unica rata della nuova definizione agevolata delle cartelle introdotta dalla legge di Bilancio 2026 e a cui era possibile aderire entro lo scorso mese di aprile. Sempre il 31 luglio è prevista la scadenza di pagamento della prossima rata sia della Rottamazione-quater sia dei piani di Riammissione alla stessa misura agevolativa. 

Moduli di pagamento. Il pagamento deve essere effettuato utilizzando i moduli corrispondenti alla rata in scadenza. I contribuenti che hanno necessità di recuperare la Comunicazione delle somme dovute, con il dettaglio degli importi da versare e i moduli di pagamento, possono trovarne una copia direttamente nell’area riservata del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it (a cui si accede con Spid, Cie e Cns e, per professionisti e imprese, anche con le credenziali dell'Agenzia delle Entrate) oppure riceverli via e-mail inviando una richiesta dall’area pubblica, senza necessità quindi di credenziali di accesso, allegando un documento di riconoscimento. 

È possibile pagare in banca, agli uffici postali, nelle tabaccherie e ricevitorie, agli sportelli bancomat (ATM) abilitati, utilizzando i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e di tutti gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti al nodo pagoPa, sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione e con l'App Equiclick. Si può pagare anche direttamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento. 

Rottamazione-quinquies: per la rata unica c’è tempo fino al 5 agosto. Per coloro che in fase di adesione alla Rottamazione-quinquies hanno scelto di pagare in unica soluzione, la legge prevede ulteriori 5 giorni di tolleranza e pertanto saranno considerati tempestivi i versamenti effettuati entro il 5 agosto 2026, oltre tale data si perderanno i benefici della definizione agevolata. Per coloro che, invece, hanno scelto un piano di pagamento rateale, la legge prevede l’inefficacia della Rottamazione-quinquies in caso di mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive. Si ricorda, infine che per l’ultima rata del piano, così come per la rata unica, sono concessi cinque giorni di tolleranza. 

Il prossimo 31 luglio è anche il termine per i pagamenti della tredicesima rata della Rottamazione-quater (Legge di bilancio 2023) e della quinta rata dei piani di Riammissione alla definizione agevolata (Legge n. 15/2025). In entrambi i casi la legge prevede la possibilità di avvalersi di cinque giorni di tolleranza rispetto alla scadenza, grazie ai quali saranno ritenuti tempestivi i pagamenti effettuati entro il 5 agosto 2026. In caso di mancato pagamento, oppure qualora venga effettuato oltre il termine ultimo o per importi parziali, la legge prevede la perdita dei benefici della definizione agevolata e le somme già corrisposte saranno considerate a titolo di acconto su quanto dovuto. 

Considerato il sovrapporsi di più provvedimenti, per facilitare i contribuenti nella gestione delle scadenze è disponibile sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione il calendario completo con tutti i termini di pagamento delle definizioni agevolate in corso, uno strumento utile per tenere sotto controllo le date di interesse, salvarle come promemoria direttamente sul calendario anche del proprio smartphone e, se si vuole, procedere direttamente al pagamento delle rate. 

28 lug 2026

Ct Nazionale, oggi il giorno chiave: Consiglio Figc dopo caso Pirlo e dimissioni di Maldini-Leonardo

(Adnkronos) - Oggi è il giorno chiave per la Figc e la Nazionale dopo il caso Andrea Pirlo e il terremoto azzurro con le dimissioni della coppia Maldini-Leonardo. La caccia al nuovo commissario tecnico - Roberto Mancini o Antonio Conte, Thiago Motta o Raffaele Palladino - è un vero e proprio rebus che si è arricchito di una nuova pagina. Nella giornata di ieri infatti, Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni da, rispettivamente, direttore tecnico e consulente azzurro. Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha tenuto una riunione straordinaria con tutte le componenti federali per cercare di mettere a posto tutti i pezzi del puzzle, in un quadro che si completerà con il consiglio federale in programma oggi, martedì 28 luglio.  

 

La fumata bianca è attesa dopo un lunedì nero, tra tensioni e annunci. Comincia Pirlo, certificando la propria uscita di scena: "Non sono più candidato alla panchina della Nazionale", dice l'ex centrocampista di Milan e Juventus, azzoppato dopo la bufera, anche politica, a causa dei suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse. Pirlo era il nome proposto da Maldini e Leonardo: dopo la bocciatura del Maestro, il passo indietro. Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni appena 17 giorni dopo la loro nomina. "Non siamo abituati a certe situazioni, Malagò tra l'altro non ci ha fatto nomi", la sintesi del presidente della Lnd Giancarlo Abete dopo la riunione delle componenti in Figc. Malagò ha lasciato via Allegri in serata senza rilasciare dichiarazioni. Il presidente federale aveva parlato più volte nel corso della giornata, anche per replicare alle parole del ministro dello Sport, Andrea Abodi. 

 

Abodi ha criticato la Figc e Malagò per la gestione della pratica e in particolare per il caso Pirlo: "La sua rinuncia alla panchina dell'Italia si commenta da sola, avremmo voluto che tutto si concludesse in modo differente, purtroppo non si è manifestata né una comunione di intenti e neppure la giusta tempestività", ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani a Piacenza commentando proprio il caso Pirlo, "adesso dobbiamo recuperare una brutta figura". 

Pronta la risposta di Malagò: "Stiamo lavorando, a breve un nome arriverà e saprete tutto. Abodi parla di brutta figura? Bisogna vedere chi l'ha fatta", ha detto nel pomeriggio di ieri. Il presidente federale aveva parlato del futuro della panchina azzurra anche a Il Sole24Ore: "Parlerò con tutti il prima possibile, come è giusto che sia". 

 

Ora bisogna scegliere non solo il ct ma anche il direttore tecnico, con il nome di Giorgio Chiellini che fa capolino. Dopo i "no, grazie" di Pep Guardiola e Carlo Ancelotti e lo stop ad Andrea Pirlo, Malagò deve quindi scegliere il prossimo ct. Prima del Maestro i nomi in lizza per la panchina azzurra, per il dopo Rino Gattuso, erano principalmente quelli di Roberto Mancini e Antonio Conte, che non erano nelle idee della coppia Maldini-Leonardo. In alternativa tornano le ipotesi legate a Stefano Pioli, che al Milan aveva legato molto con l'attuale dt azzurro, e Raffaele Palladino, già uscito alcuni giorni fa, ma senza vere conferme ufficiali da ambienti vicini alla Federazione. A quanto pare, esiste anche la candidatura di Thiago Motta. 

Tra le altre opzioni c'è anche quella di confermare Silvio Baldini sulla panchina della nazionale maggiore dopo le vittorie nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia da ct a interim.  

 

28 lug 2026

Caro carburanti, dallo stile di guida alle app per i prezzi più bassi: ecco 6 consigli 'salva-pieno'

(Adnkronos) - La guerra tra Iran e Usa si infiamma di nuovo, lo stretto di Hormuz bloccato e i prezzi di benzina e diesel tornano a salire. Con un nuovo intervento sulle accise, il governo taglia il prezzo del gasolio di 17 centesimi al litro fino al 6 agosto. Ma quanto e come i consumatori possono risparmiare sul pieno del carburante? Dalla scelta del distributore allo stile di guida, fino alle app per trovare i prezzi più bassi (compresa quella del ministero appena lanciata), ecco 6 consigli pratici per ridurre subito la spesa del pieno e difendersi dai rincari. 

Se è vero che ogni regione italiana e ogni singola stazione di servizio applica prezzi differenti, è anche vero che, potendo scegliere, la modalità self è sempre meno cara del servito. E questo vale tanto per la benzina quanto per il gasolio. Le differenze tra self e servito possono essere di 10-20 centesimi di euro al litro, quindi su un pieno da 50 litri il risparmio più arrivare a 10 euro a rifornimento, spiegano da Altroconsumo.  

Secondo consiglio. Il prezzo medio in autostrada è sempre superiore al prezzo medio praticato nelle stazioni cittadine o sulle grandi strade non autostradali. In ogni caso, il mercato dei carburanti è un mercato locale e quindi bisogna valutare caso per caso. Ad esempio, notoriamente le 'pompe bianche' sono sinonimo di convenienza; tuttavia le analisi città per città di Altroconsumo dicono che non sempre è così. Ci sono province in cui il prezzo medio per le pompe bianche è inferiore al prezzo medio generale (nel tempo abbiamo notato risparmi anche del 4%), in altre, invece, accade l'opposto. Per questo è sempre importante scegliere controllando i prezzi esposti. 

Terzo: controlla se il benzinaio applica un costo al di sopra o al di sotto del prezzo medio. Dal 1° agosto 2023 presso le pompe sulla rete ordinaria (strade urbane ed extraurbane) puoi trovare cartelli con la pubblicazione dei prezzi medi regionali. Per la rete autostradale, invece, è prevista l’esposizione del prezzo medio nazionale, calcolato, però, sui prezzi degli impianti operanti in autostrada. Si può verificare il prezzo anche utilizzando app che oltre a monitorare il prezzo medio nazionale, indicano i prezzi più economici a livello locale grazie alla collaborazione tra utenti che usano l’applicazione. 

Quarto consiglio: tenere l'auto in condizioni ottimali, facendo manutenzione. La manutenzione periodica (anche dopo il periodo di garanzia) della propria automobile, infatti, non serve solo a mantenere l’efficienza del motore, ma anche a minimizzare i consumi. In particolare se i componenti essenziali del sistema di accensione, iniezione e alimentazione non lavorano in perfetta efficienza i consumi possono aumentare anche del 10-20%. Vediamo quali elementi incidono, se trascurati, sui consumi di carburante. I filtri dell’aria devono essere cambiati o puliti periodicamente. Un intasamento del filtro può causare un incremento dei consumi di carburante fino al 10%. Sostituire l’olio periodicamente non solo è fondamentale per la vita del motore ma anche per i consumi. L’olio ha potere lubrificante e pulente, la riduzione dei consumi con una corretta manutenzione arriva anche al 3%.  

E ancora. Le gomme perdono 'naturalmente' pressione, attraverso piccole perdite costanti non facilmente identificabili. Tuttavia per ogni 0,2 bar di pressione persa, il consumo di carburante aumenta dell' 1-2%. Anche la convergenza non ottimale influisce sul consumo di carburante: meglio farla controllare periodicamente. Bauli da tetto, portabici o portasci, anche vuoti, lasciati montati sul tetto creano resistenza e fanno aumentare i consumi; se li smonti quando non ti servono risparmi tra il 5 e l’8% di carburante. Evita poi di tenere carichi inutili sul veicolo, si rischia un consumo del 2% in più ad esempio per una valigia da 20 kg. 

Quinto consiglio: la velocità. Guidare spesso in autostrada, specie se al massimo della velocità consentita, porta a consumi più alti. Un buon suggerimento è quello di ridurre la velocità: indicativamente, andando in autostrada a 110 km/h anziché a 130 km/h si consuma ben il 20% in meno. Ma anche lo stile di guida in città può influire molto sui consumi: accelerazioni e frenata brusche fanno aumentare sensibilmente i consumi: meglio accelerare dolcemente, cambiando adeguatamente le marce senza salire troppo di giri e cominciare a rallentare sempre dolcemente già quando si capisce che bisognerà fermarsi, come a uno stop o un semaforo che sta diventando rosso. 

E infine l'aiuto della tecnologia. Altroconsumo ricorda che esistono app gratuite che consentono di consultare i prezzi aggiornati dei carburanti distributore per distributore su una mappa, in modo da poter scegliere il distributore migliore (per prezzo del carburante e/o per distanza) per rifornirsi. Ecco due app, fra le più popolari, che da alcune recenti prove sono risultate ben fatte e piuttosto attendibili. Fuelio, è un’app di Sygic, azienda che si occupa di software di navigazione satellitare. L’app si presenta con un layout molto pulito e di facile comprensione. L’home page mostra i distributori più economici nelle vicinanze. Tramite la mappa è inoltre possibile ricercare i distributori e, toccando le relative icone, è possibile consultarne i dettagli: i prezzi dei carburanti disponibili e la data di aggiornamento di tali prezzi nell’app. Fuelio, collegandosi all’app di navigazione che utilizzi sul tuo smartphone, fornisce anche le indicazioni Gps per raggiungere il distributore desiderato. Gli utenti stessi possono segnalare i prezzi dei distributori in modo semplice. 

Prezzi Benzina è invece un’app italiana, ed esiste anche come sito web (prezzibenzina.it). Il layout dell’app non è essenziale e semplice come quello di Fuelio, e ci sono alcuni banner pubblicitari che possono dare un po’ fastidio. Tuttavia, l’app è ricca di informazioni e molto completa, e una volta presa dimestichezza consente di individuare i distributori più economici e quelli più vicini a te, con una chiara indicazione di prezzo con colori che vanno dal verde (più economici) al rosso (più cari). La mappa è di facile consultazione, con molti dettagli quando si tocca il distributore desiderato. Gli utenti stessi possono segnalare i prezzi dei distributori in modo semplice. Registrandosi (gratuitamente) è anche possibile impostare itinerari e scoprire tutti i distributori presenti lungo di essi. 

Tra gli strumenti disponibili c’è anche Osservaprezzi Carburanti, l’app gratuita del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Consente di trovare i distributori più vicini, confrontare i prezzi di benzina, gasolio e altri carburanti e visualizzare il prezzo medio regionale. I dati non sono inseriti dagli automobilisti, ma comunicati direttamente al ministero dai gestori degli impianti, che devono trasmetterli almeno una volta alla settimana e aggiornarli anche durante la settimana quando il prezzo cambia. L’app parla quindi di dati 'in tempo reale', ma non rileva automaticamente il prezzo alla pompa: eventuali ritardi o errori nella comunicazione possono produrre differenze rispetto alla cifra effettivamente esposta. Prima di fare rifornimento è dunque sempre meglio controllare il cartello dell’impianto, facendo attenzione anche alla distinzione tra servito e self-service. L’app si può scaricare per Android e per iPhone. 

 

27 lug 2026

Russia, segnali di cambiamento e l'analisi: "Nel Paese non è più un tabù parlare del dopo Putin"

(Adnkronos) - La guerra lascia il segno in Russia. Nel paese, dopo 4 anni e mezzo di conflitto con l'Ucraina, è in atto un importante cambiamento interno: le élite hanno cominciato a pensare che i vertici politici abbiano perso contatto con la realtà, che la fissa di Vladimir Putin per la sottomissione di Kiev abbia reso significativamente più difficile una governance efficace del Paese.  

 

Voci come quella del tycoon Andrei Melnichenko sull'Economist, prive di toni rivoluzionari e confezionate nel linguaggio della lealtà, fanno emergere la crescente preoccupazione delle élite dell'incapacità del sistema di affrontare i problemi crescenti", ha scritto l'analista russa, ora all'estero, Tatiana Stanovaya, in un articolo per Carnegie Politika in cui precisa che "le presisoni interne non cambieranno la posizione di Putin. Ma aumenteranno la possibilità di spaccature nell'intero sistema".  

 

Parere simile lo ha espresso la politologa Ekaterina Schulmann, 'agente straniero' condannata in contumacia a Mosca lo scorso marzo a un anno di carcere per aver violato le norme sugli agenti stranieri, fino al 2022 analista all'Istituto presidenziale russo di amministrazione pubblica e politiche pubbliche (Ranepa), ora a Berlino, nell'ultima puntata del suo programma su Youtube 'Status': non è solo l'articolo di Melnichenko, ma anche altri casi simili, anche se molto meno importanti, l'influencer Viktoria Bonya, il soldato Aleksander Lunin, e anche il blogger Ilya Remeslo, che indicano come si siano "estesi i confini del lecito". Il primo tabù che è stato rotto, sottolinea, è quello della discussione del futuro, che implicitamente significa una discussione del dopo Putin. "Il sistema dei garanti si è disintegrato" e gli imprenditori che tengono in piedi il sistema, che hanno il loro denaro e il loro asset in Russia, che non sono più benvenuti all'estero, ne chiedono il conto, sottolinea Schulmann. "Il processo ha iniziato a dispiegarsi". E' la prima volta che analisti accreditati, come lo sono Stanovaya e Schulmann, anticipano una scossa all'interno del sistema.  

 

E' sempre più evidente, evidenzia Stanovaya, la biforcazione fra la certezza del presidente nel patriottismo della classe dirigente e nella pazienza dei russi, certezza che lo porta a governare il Paese come se fosse completamente mobilitato alla guerra (e la prova di questo atteggiamento si vedrà a ottobre, quando si prevede una mobilitazione, ndr.) e la modalità di pace con cui invece continuano a operare le istituzioni e la burocrazia. Da un lato c'è la visione di Putin della guerra e l'escalation che genera altra escalation, dall'altra una crescente richiesta di cambiamento, "per una valutazione più realistica delle capacità geopolitiche della Russia, per decisioni competenti in politica interna e obiettivi della guerra più raggiungibili". Questa richiesta è condivisa "perfino da attori filo Cremlino".  

"E' una posizione pericolosa per il regime, proprio perché non è né anti guerra, né anti Putin", a priori. Queste due dinamiche sono destinate ad accelerarsi fino a scontrarsi. "Per il momento, il regime non corre il rischio di implosioni significative. Si sta solo avvicinando a un incrocio: seguirà l'escalation e la radicalizzazione o un percorso che porti a un processo di ristrutturazione interna e a un mondo post putiniano?", si chiede Stanovaya, fondatrice della società di analisi R-Politik.  

27 lug 2026

Iran-Usa, Trump: "Negoziati con Teheran, buone chance di accordo"

(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran dialogano per arrivare ad un accordo. Un'altra volta. Così, almeno, assicura Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti annuncia la ripresa dei negoziati 'dietro le quinte'. Teheran non conferma, mantenendo una posizione formalmente rigida. Il dato di fatto è lo stop agli attacchi da 3 giorni, un segnale incoraggiante per puntare alla soluzione diplomatica. "Sono in corso amichevoli negoziati con l'Iran", dice Trump in Michigan per un comizio. "Se non fossimo stati duri ora non ci sarebbero i colloqui, non possiamo permettere che l'Iran abbia l'arma nucleare", ripete il numero 1 della Casa Bianca. Le trattative sono "in una fase seria", secondo una fonte dell'amminsitrazione citata dall'emittente israeliana Kan. Washington e Teheran si sono scambiate proposte, ma un accordo appare ancora lontano. 

"Vediamo quello che succede, credo che vi sia una buona possibilità che qualcosa possa succedere. Se non accade, torneremo a fare quello che facevamo giorni fa", dice Trump procedendo sempre su un doppio binario: se il dialogo si inceppa, ripartono i raid. Per il numero 1 della Casa Bianca sono stati gli iraniani a chiedere la pausa per negoziare:- "Hanno detto molto gentilmente, 'per favore fermatevi e incontriamoci'. L'unica ragione per cui vogliono incontrarci è perché li stiamo colpendo duramente". 

 

Se la soluzione diplomatica non produce risultati, "torneremo ad un'azione militare molto forte". Quanto tempo intende dare alla diplomazia, il presidente ha risposto: "Non molto tempo, o va in porto velocemente o non va per niente". I negoziati sono condotti principalmente da Iran e Oman. Sono attivamente coinvolti anche Qatar, Pakistan, Egitto e gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. "Tutte le persone che hanno a che fare con l'Iran mi hanno chiesto 'non sparare'", dice il presidente americano. 

Guai a dire che gli attacchi sono stati congelati perché gli Usa sono a corto di munizioni e di sistemi Patriot. "Abbiamo un sacco di munizioni, stiamo messi bene, ma di alcune delle cose più sofisticate ovviamente vorremo averne di più", dice Trump. "Vorrei averne di più, per essere onesto, ma così tanto è stato dato all'Ucraina", dice criticando la condotta del suo predecessore Joe Biden. 

A Washington arriva Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano dovrebbe presentare a Trump informazioni di intelligenche per documentare che l'Iran non ha abbandonato le ambizioni di produrre un'arma atomica. "A Bibi dirò che se non fossi stato il presidente, l'Iran ora avrebbe armi atomiche e Israele sarebbe stato distrutto", dice Trump. Il rapporto con Netanyahu, ammette, negli ultimi mesi ha scricchiolato in particolare per i raid israeliani in Libano: "Abbiamo delle piccole differenze" riguardo all'Iran ma, chiosa Trump, "siamo abbastanza vicini". 

27 lug 2026

Caldo, è di nuovo allerta: tornano i bollini rossi, la situazione da Nord a Sud

27 lug 2026

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