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Prada riscrive l’essenziale "contro il design inutile"

(Adnkronos) - Tutto appare semplice ma non lo è. Perché, come dicono Miuccia Prada e Raf Simons, l’intenzione è rompere con le convenzioni del lusso. Come? Attraverso una collezione che elimina il superfluo e riporta l’attenzione sull’essenza del guardaroba maschile. Per la primavera-estate 2027 dedicata al menswear, Prada costruisce una proposta fatta di precisione, proporzioni studiate e capi solo apparentemente ordinari. In passerella sfilano jeans, t-shirt, giacche di denim e maglieria ridotti all’essenziale, privati di dettagli decorativi e riletti attraverso nuove silhouette. Il denim è uno dei protagonisti assoluti: compare in versioni extra small, cropped e aderente, contribuendo a definire una figura asciutta e controllata. La stessa direzione viene seguita dai completi in pelle, spesso abbinati a blazer portati sopra come ulteriore elemento di contrasto tra rigore e funzionalità. 

La silhouette è sottile, lineare e costruita con attenzione quasi maniacale alle proporzioni. Giacche e gilet si accorciano, i maglioni scendono in profondi scolli a V e in diversi look l’ombelico rimane scoperto. Le trasparenze bianche ultra aderenti accentuano ulteriormente questa ricerca di leggerezza, mentre le stampe optical introducono una nota grafica all’interno di una collezione che punta sulla sottrazione più che sull’accumulo. Anche gli accessori seguono la stessa logica. Le maxi cinture a vita bassa, le scarpe con cinghie rafforzano il carattere pragmatico dei look e le pouch bag agganciate alla cintura ricordano quelle utilizzate dagli scalatori, integrandosi nell’abbigliamento anziché imporsi come elementi autonomi. Gli occhiali da sole con lenti di colore diverso e le treccine di alcuni modelli aggiungono ulteriori dettagli a una visione precisa ma mai rigida. 

“L’ambizione era fare qualcosa di nuovo con il ‘nulla’, contro l’esagerazione, contro i materiali complessi. Contro il design inutile - spiegano Miuccia Prada e Raf Simons -. Non c’è nulla che odiamo di più in questo periodo del design inutile. Questa collezione esprime questo concetto. E questo ‘nulla’ è molto preciso, ottenere questo risultato è molto più difficile di quanto sembri". Una dichiarazione che trova riscontro in ogni uscita in passerella. La collezione lavora sulla ripetizione e sulla rilettura di archetipi dell’abbigliamento maschile, dimostrando come piccoli interventi possano modificare la percezione di capi conosciuti. “Abbiamo lavorato in modo istintivo - sottolineano gli stilisti -. sappiamo cosa non vogliamo fare, e sappiamo che dobbiamo rinnovarci, andare avanti, fare molte cose. Ma con una grande conoscenza della moda. Tutto appare semplice ma non lo è". 

 

Lo show si svolge all’interno di un set minimale della Fondazione Prada, caratterizzato da un pavimento in vetro e da una lunga fila di luci Led. Un ambiente essenziale che accompagna perfettamente il messaggio della collezione. La colonna sonora attraversa registri molto diversi: dalla musichetta di Pac-Man a 'Eruption' dei Van Halen, passando per Vivaldi fino al celebre tema di 'Kill Bill', creando un percorso sonoro che rompe continuamente le aspettative. 

“In questa collezione c’è una rottura con le convenzioni del lusso. È stata una scelta consapevole, un cambiamento di atteggiamento - afferma il duo creativo -. Cambiare i materiali, riconsiderare le proporzioni. La nuova silhouette è fondamentale. C’era qualcosa di irresistibile nella ripetizione, in questa concentrazione. Si tratta di essere estremamente decisi e precisi". 

Il risultato è una collezione coerente, che per il marchio milanese è fatto di scelte nette e mai banali. La conferma della volontà di Miuccia Prada e Raf Simons di interrogarsi sul significato contemporaneo del lusso partendo da ciò che, a prima vista, potrebbe sembrare il più semplice dei guardaroba. (di Federica Mochi) 

21 giu 2026

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21 giu 2026

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21 giu 2026

Addio a Giorgia Moll, la star di Carosello: celebre nello spot della Pasta del Capitano

(Adnkronos) - Se n'è andata in silenzio, come aveva scelto di vivere gli ultimi decenni della sua esistenza. Giorgia Moll, attrice tra i volti più popolari del cinema e della televisione italiana degli anni Sessanta, indimenticabile anche per le sue apparizioni a Carosello come testimonial del dentifricio Pasta del Capitano accanto a Carlo Dapporto, è morta a Roma all'età di 88 anni. La sua scomparsa, come riportato dall'Adnkronos, risale al 2 giugno scorso, ma finora la notizia non era stata resa pubblica dalla famiglia nel rispetto delle sue volontà e di quella riservatezza che aveva caratterizzato la seconda parte della sua vita, lontano dai riflettori. 

 

 

Nata a Roma il 14 gennaio 1938 da padre italiano e madre tedesca, Giorgia Moll fu una delle attrici più affascinanti della sua generazione. Con il suo sorriso luminoso, i lunghi capelli castani e un'eleganza naturale che le valse anche il successo come fotomodella e ragazza copertina, attraversò una stagione irripetibile del cinema italiano lavorando con alcuni dei più importanti registi dell'epoca. Per milioni di italiani, però, il suo volto resterà legato soprattutto a Carosello, l'unico spazio pubblicitario della Rai in bianco e nero che andava in onda sul primo canale dopo il telegiornale delle ore 20. Accanto a Carlo Dapporto, nei panni del baffuto e impacciato Agostino, fu protagonista della celebre campagna pubblicitaria della Pasta del Capitano. Dapporto, ammirando il suo sorriso perfetto, le chiedeva puntualmente: "Con quel sorriso, con quei denti bianchi e splindenti... ma come fa?". E lei rispondeva: "Uso Pasta del Capitano. Un dentifricio buono". "Può dire buonissimo", ribatteva lui, prima dell'ingresso in scena del dottor Nico Ciccarelli, fondatore dell'azienda, che illustrava le virtù del prodotto. Quegli sketch, antesignani delle moderne televendite, entrarono nell'immaginario collettivo e contribuirono a fare di Giorgia Moll uno dei volti più amati della televisione italiana. Lo slogan "Con quella bocca può dire ciò che vuole" (spesso citato come "con quel sorriso"), associato alla "Pasta del Capitano, il dentifricio che fa magie", contribuì alla popolarità dell'attrice. 

Come attrice, Giorgia Moll debuttò giovanissima nella metà degli anni Cinquanta con "Non scherzare con le donne" di Giuseppe Bennati e "Lo svitato di Carlo Lizzani", affiancando ben presto alcuni dei nomi più importanti della cinematografia nazionale. Nel 1956 partecipò a "Mio figlio Nerone" di Steno e a "Difendo il mio amore", iniziando un percorso artistico che la vide spaziare con disinvoltura tra commedia, melodramma, film d'avventura e produzioni internazionali. La sua bellezza raffinata e il portamento elegante la resero una presenza ricercata sul grande schermo. Negli anni successivi lavorò più volte con Luigi Comencini in film come "Mariti in città" (1957), "Mogli pericolose" (1958), "Incompreso" (1966) e "Italian Secret Service" (1968), instaurando un rapporto professionale destinato a durare nel tempo. Il film che le diede maggiore visibilità internazionale fu "Un americano tranquillo", diretto nel 1958 da Joseph L. Mankiewicz e girato a Saigon, nell'allora Vietnam del Sud. Accanto al protagonista Audie Murphy, eroe di guerra e star hollywoodiana, Giorgia Moll entrò in una produzione di respiro mondiale che contribuì a far conoscere il suo volto anche oltre i confini italiani. 

Negli anni tra il 1959 e il 1962 fu tra le interpreti più attive del cinema popolare italiano, prendendo parte a produzioni molto diverse tra loro: dal film storico-avventuroso "Agi Murad, il diavolo bianco" di Riccardo Freda a I cosacchi, da "Il ladro di Bagdad" a "Solimano il conquistatore", passando per titoli come "La cambiale", "Costa Azzurra", "Tunisi top secret", "La regina delle Amazzoni" e "Laura nuda". Fu una stagione in cui il cinema italiano produceva decine di film destinati sia al mercato interno sia all'esportazione internazionale, e Giorgia Moll ne divenne uno dei volti più riconoscibili.  

Nel 1963 arrivò un'altra tappa prestigiosa della sua carriera con "Il disprezzo" di Jean-Luc Godard, capolavoro della Nouvelle Vague francese interpretato da Brigitte Bardot, Michel Piccoli e Jack Palance. Pur in un ruolo secondario, quello di Francesca Vanini, la sua presenza la collocò all'interno di una delle opere più celebrate della storia del cinema europeo. Negli anni Sessanta continuò a lavorare intensamente tra Italia, Francia e Germania, alternando film d'autore e produzioni commerciali come "L'isola dell'amore", "Cover Girls - Ragazze di tutti", "L'intrigo", "Il treno del sabato", "L'arcidiavolo" di Ettore Scola, "Requiem per un agente segreto" di Sergio Sollima e ""La bionda di Pechino". Una versatilità che le consentì di attraversare generi molto diversi senza mai perdere il favore del pubblico. Nel frattempo, Giorgia Moll fu Miss Cinema e ragazza-copertina per tante riviste.  

Negli anni Sessanta si dedicò anche alla musica, incidendo alcuni 45 giri. Il più noto fu "Ballata per un amore perduto/Nato in settembre", con testi di Piero Ciampi e musiche di Elvio Monti. Recentemente aveva suscitato curiosità il ritrovamento di un raro filmato promozionale per il Cinebox, nel quale l'attrice canta "Nato in settembre" guidando un'auto tra le strade di Roma con il Colosseo sullo sfondo. Dopo aver lasciato il mondo dello spettacolo, Giorgia Moll scelse una vita lontana dalla ribalta, dedicandosi alla fotografia e ad attività imprenditoriali legate al benessere. Tornò eccezionalmente sul grande schermo nel 1984, quando l'amico Alberto Sordi la volle nel film "Tutti dentro", una breve ma significativa parentesi che segnò il suo ultimo saluto al cinema. (di Paolo Martini) 

21 giu 2026

Merli (Yacht Club Marina di Salivoli): "Con la vela riceviamo più di quanto riusciamo a dare"

(Adnkronos) - "È sempre un’esperienza emozionante, soprattutto per noi che accompagniamo queste persone in mare, perché riceviamo molto più di quello che riusciamo a dare. La vela è condivisione, unione, comunicazione: quando si è in barca l’importante è stare insieme e vivere il mare insieme". Con queste dichiarazioni Claudio Merli, presidente dello Yacht Club Marina di Salivoli, è intervenuto alla diciottesima edizione di "Thalas Mare & Vento – Il Grande Abbraccio", la storica veleggiata solidale che ogni anno vede protagoniste persone con SLA, familiari, volontari, istituzioni e cittadini, organizzata da Aisla - Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica a Piombino, presso il Porto Turistico Marina di Salivoli, in occasione della Giornata Mondiale sulla Sla del 21 giugno, nel segno del tema internazionale #ALSMNDWithoutBorders. 

“In occasione della giornata organizzata con Aisla metteremo in mare quaranta imbarcazioni che navigheranno in flottiglia verso l’Isola d’Elba. Si tratta di un momento estremamente importante non solo per i malati e le loro famiglie, ma anche per tutte le associazioni coinvolte”, ha spiegato Merli. 

Il presidente dello Yacht Club Marina di Salivoli ha poi sottolineato l’importanza del progetto “E’ Stato Insieme”, che quest’anno ha coinvolto ragazzi provenienti da tutta Italia. “Molti di loro non si conoscevano e vederli legare fin da subito è stato qualcosa di emozionante. In mare hanno imparato i principi della vela, affidandosi gli uni agli altri. Ho seguito la loro crescita durante tutta la settimana, ma la cosa più bella è stata sentire una ragazza dire, durante la consegna dei diplomi: ‘Non mi sento più sola, mi sono sentita accettata’. Credo che questo valga più di qualsiasi altra cosa”, ha concluso. 

21 giu 2026

Mondiali, ecco la Spagna: poker all'Arabia Saudita con super Yamal

21 giu 2026

Mondiali, 'allarme' MetLife Stadium verso la finale: cosa sta succedendo

(Adnkronos) - Dopo il successo per 3-1 della Francia sul Senegal, lo scorso 16 giugno, per il MetLife Stadium è iniziata un’altra partita in questi Mondiali 2026. Mentre gli oltre 80mila spettatori lasciavano gli spalti, il team incaricato della manutenzione del campo di gioco si è riversato sul prato per i soliti controlli di routine sul manto erboso. Gli addetti hanno controllato ogni dettaglio per sistemare il campo in vista delle prossime partite, visto che lo stadio di New York è uno dei più attenzionati della rassegna, anche perché ospiterà la finale della Coppa del Mondo il 19 luglio.  

Prima dell’atto conclusivo, sul suo terreno si disputeranno altre sei partite, a cominciare da Norvegia-Senegal di martedì 23 giugno. Sfide che sottoporranno il manto erboso a uno stress continuo. Proprio per questo, le condizioni (già non ottimali) del campo stanno facendo discutere.  

Diversi giocatori hanno criticato le condizioni del campo, a cominciare da Adrien Rabiot, che non ci ha girato intorno: "Non so nemmeno se definirlo campo - le sue parole in zona mista, dopo la vittoria della Francia contro il Senegal -. Sembrava più un campo in erba sintetica. Era duro e rigido, ma è così per tutte le squadre. Bisogna adattarsi alle condizioni. Spero che nelle altre partite troveremo campi migliori". Un giudizio condiviso anche dal suo ct Didier Deschamps, che lo ha definito "particolare". Con un'accezione non proprio positiva del termine. Tra i più critici, anche il brasiliano Vinicius Junior.  

In vista delle prossime partite, la Fifa ci ha tenuto a tranquillizzare le varie nazionali con un comunicato, pubblicato da 'The Athletic': "I team di gestione dei campi effettuano test e monitoraggi approfonditi prima di ogni partita, comprese le valutazioni dei livelli di umidità, della compattezza e delle condizioni generali di gioco. I piani di irrigazione sono personalizzati in base alle esigenze specifiche di ogni sede e alle condizioni del giorno della partita e le superfici vengono monitorate continuamente. I campi vengono irrigati secondo protocolli prestabiliti prima e durante le partite". 

E ancora: "L’obiettivo della Fifa rimane quello di fornire ai giocatori superfici di gioco sicure, uniformi e ad alte prestazioni in tutti gli impianti durante l’intera Coppa del Mondo 2026".  

Inoltre, verso la finale, il responsabile della manutenzione del campo, David Graham, aveva dichiarato - sempre a 'The Athletic' - che gli organizzatori avevano intenzionalmente messo un intervallo di due settimane tra la partita degli ottavi di finale in programma il 5 luglio e il 19 luglio, per mettere in piedi lo “scenario migliore in assoluto” per l'ultimo atto dei Mondiali. Quel giorno, il primo avversario da battere per alzare la Coppa del Mondo potrebbe essere proprio... il campo. Non il massimo.  

21 giu 2026

Thalas Mare e Vento a Marina di Salivoli, l'iniziativa di Aisla Aps per giornata mondiale Sla

(Adnkronos) - Se dovessimo riassumere questa giornata in una sola frase sarebbe questa: la Sla può cambiare il corpo, ma non deve cancellare il diritto alla libertà. Quello che accade a Salivoli non è una manifestazione. È una storia che continua da diciotto anni. Una storia iniziata da Stefano Cavicchioli e da sua moglie Stefania. Quando la Sla entra nelle loro vite decidono di non rinunciare a ciò che amano di più: il mare, il vento, la navigazione. Da quella scelta nasce una semplice uscita in barca. Oggi quella stessa intuizione è diventata il principale appuntamento italiano del Global Day sulla Sla. Stefania non c'è più da sedici anni. Stefano continua ad esserci. Ed è forse questa la prima immagine che vale la pena raccontare. Perché ogni anno, su questo molo, non si celebra soltanto una manifestazione. Si rinnova una promessa. 

La comunità internazionale della Sla ha scelto proprio oggi, il giorno del solstizio d'estate, il giorno con più luce dell'anno, per celebrare alla Marina di Salivoli il Global Day promosso dall'International Alliance of Als/Mnd Associations. Le famiglie sono arrivate da tutta Italia: Toscana, Lombardia, Lazio, Trentino e molte altre regioni. Oltre duecento persone hanno raggiunto il porto per condividere qualcosa che va oltre una veleggiata.  

Tra le banchine si muovono volontari, skipper e operatori. C'è chi prepara le barche, chi accompagna una carrozzina, chi accoglie una famiglia appena arrivata dopo ore di viaggio. Piccoli gesti che raccontano una realtà più grande. Per un giorno Salivoli ha smesso di essere un porto ed è diventata una comunità. Una comunità che sceglie di non farsi definire dalla malattia ma dalle relazioni, dall'amicizia e dalla possibilità di continuare a vivere pienamente. La giornata si è aperta con il tradizionale alzabandiera. Le note dell'Inno Nazionale accompagnano famiglie, volontari, istituzioni ed equipaggi riuniti sul molo. È il segno di un'appartenenza condivisa. La convinzione che nessuna malattia debba privare una persona della propria dignità, della propria libertà e del diritto di continuare a sentirsi parte del mondo. 

Se oggi Thalas Mare & Vento è diventato il simbolo italiano del Global Day sulla Sla è perché attorno all'intuizione di Stefano e Stefania si è costruita una rete umana straordinaria. Ci sono Marco Bocchigli e Maria Gabricci, da anni colonne portanti dell'organizzazione. Ci sono decine di volontari. Ci sono gli skipper e i proprietari delle imbarcazioni che mettono gratuitamente a disposizione le proprie barche. Ma soprattutto c'è un'intera comunità che decide di partecipare. Il porto si trasforma in una grande rete di accoglienza dove ciascuno offre ciò che può: una competenza, una presenza, una mano tesa. È così che la Marina di Salivoli diventa qualcosa di più di un luogo. Diventa una comunità capace di restituire alle persone con Sla ciò che la malattia tende a restringere: la libertà di sentire il vento sul volto, guardare l'orizzonte e tornare a sentirsi parte del mare. 

 

Tra le imbarcazioni che lasciano il porto ce n'è una che racconta perfettamente lo spirito della giornata. È Elianto, il grande catamarano inclusivo dell'Associazione Mare Oltre. Un'imbarcazione progettata per consentire anche alle persone con disabilità di vivere pienamente il mare e la navigazione. Il suo armatore, Silvio Nuti, lo descrive con una frase che racchiude il significato dell'intera manifestazione: "Non è una barca da sogno. È la barca che tanti sognavano." Elianto è il simbolo di ciò che accade a Salivoli da diciotto anni: non adattare le persone ai limiti, ma rimuovere i limiti che impediscono alle persone di partecipare. 

Tra tutte le immagini che accompagneranno questa edizione ce n'è una destinata a rimanere. Non arriva dal mare. Arriva da cinque ragazzi. Giulia, Michele, Paolo, Matilde e Maria Vittoria sono i protagonisti della prima edizione di Estate Insieme – Aisla Family Summer, il progetto dedicato ai figli e ai nipoti delle persone con Sla. Negli ultimi giorni hanno imparato a navigare, condiviso esperienze, costruito amicizie e vissuto una settimana di mare e libertà. Per comprendere il significato di questa iniziativa bisogna ricordare una cosa semplice: la Sla non entra mai nella vita di una sola persona. Coinvolge intere famiglie. I figli crescono accanto alla malattia. Imparano presto il significato della cura, dell'attesa e della responsabilità. Ma restano bambini. Restano ragazzi. Per questo Aisla ha scelto di dedicare loro uno spazio tutto loro. Non un progetto assistenziale. Non un percorso terapeutico. Una vera esperienza di vacanza, amicizia e autonomia. Osservandoli oggi sul molo, mentre ricevono il diploma del corso di vela, si comprende facilmente il senso di questa scelta. Per qualche giorno non sono stati i figli della Sla. Sono stati semplicemente ragazzi che hanno condiviso un'avventura. Ed è forse questa la notizia più bella del Global Day 2026. 

Il racconto di Thalas non comincia in mare. Comincia la sera precedente. Sul palco sale Francesco Fontanelli, Campione del Mondo di Magia e straordinario narratore. Davanti alle famiglie Aisla porta in scena uno spettacolo poetico che incanta, diverte e commuove. Un viaggio tra perfezione e imperfezione, tra ciò che vediamo e ciò che crediamo di vedere, tra la realtà e la prospettiva da cui la osserviamo. È un messaggio che trova immediatamente spazio tra le persone presenti. Perché chi convive con la Sla sa che molto spesso non sono le cose a cambiare, ma il modo in cui scegliamo di guardarle. Lo spettacolo diventa così il prologo ideale del Global Day: un invito a riconoscere, anche nelle situazioni più difficili, la presenza ostinata della bellezza e della possibilità. 

21 giu 2026

Cavicchioli (Aisla Piombino): "Da idea nata 18 anni fa appuntamento che coinvolge sempre più persone"

21 giu 2026

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