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Agosti (Sin): "Garantire cure neonatali omogenee in tutto il territorio nazionale"

(Adnkronos) - “Dobbiamo cercare di garantire tutte le cure e, lungo tutto il territorio nazionale, assicurare uguaglianza di assistenza per le nascite in tutta la penisola italiana. Questo è un tema a cui la Società italiana di neonatologia, insieme alla Società di ostetricia, tiene molto, perché la mortalità neonatale in Italia è piuttosto bassa come dato medio, ma se andiamo a ‘spacchettarla’ per le diverse regioni, vediamo differenze territoriali piuttosto rilevanti”. Così Massimo Agosti, presidente Società italiana neonatologia,intervenendo, da remoto, a 'La demografia cambia la società', nuovo appuntamento del ciclo di eventi Adnkronos Q&A, oggi, al Palazzo dell'Informazione di Roma. 

“L’uguaglianza di cure, la non dipendenza dal codice postale in cui si nasce - continua Agosti - è un punto su cui noi neonatologi insistiamo molto, e sollecitiamo le istituzioni affinché ci sia uguaglianza di apparecchiature, personale medico e infermieristico, sicurezza e garanzia per i genitori che vogliono avere un figlio. Tutto questo contribuisce, anche se solo in parte rispetto agli altri fattori sociali, a far tornare alle coppie italiane in età fertile la voglia e la serenità di affrontare quella che viene definita ‘la fatica’, ma anche la bellezza, di avere un figlio”.  

Per questo è “importante avere una cabina di regia nazionale per definire i livelli essenziali di assistenza, in modo che tutti i neonati, da Aosta ad Agrigento, possano avere gli stessi livelli di cura, così come le donne in gravidanza devono avere la stessa qualità di assistenza prima ancora della nascita del bambino. Forse - conclude - dovremmo essere ascoltati di più dalle istituzioni, perché una guida scientifica più forte potrebbe aiutare a prendere decisioni amministrative più adeguate per i cittadini”. 

18 giu 2026

Energia: Tundo (BaxEnergy), 'in Sicilia eccellenze tecnologiche'

18 giu 2026

Energia, Suzuki (Yokogawa): "BaxEnergy realtà imprenditoriale di successo"

18 giu 2026

Agostiniani (Sip): "Su indice fertilità agire con incentivi economici e servizi"

(Adnkronos) - Perché nascono sempre meno bambini? “Fondamentalmente per due motivi. Il primo, ed è il più importante, è una riduzione marcata delle donne in età fertile, conseguenza della riduzione delle nascite che si è avuta nel nostro Paese dal 1975 in poi. La riduzione è stata molto forte: meno donne significa meno bambini. C’è stato un leggero incremento delle nascite tra il 1995 e il 2008, legato ai fenomeni migratori, ma anche questo effetto si è poi ridotto. Il secondo motivo è che si fanno pochi bambini per ciascuna donna: il nostro indice di fertilità è sceso a 1,4 figli per donna ed è in continuo calo. Su questo si può realmente incidere sia attraverso incentivi economici, come hanno fatto e stanno facendo altri Paesi, sia, soprattutto, attraverso servizi per la prima infanzia. Questa è la strategia che funziona di più ed è quella adottata dai Paesi scandinavi: offrire servizi che permettano di conciliare la scelta di avere figli con la possibilità di accudirli nel percorso di crescita”. Lo ha detto Rino Agostiniani, presidente Sip-Società italiana pediatria, nel suo intervento al dibattito ‘La demografia cambia la società’, organizzato oggi da Adnkronos, a Palazzo dell’Informazione a Roma 

Sugli effetti dell’uso precoce e prolungato degli schermi di smartphone e tablet e le conseguenze sulla salute, “come Società italiana di pediatria abbiamo analizzato la letteratura esistente - spiega Agostiniani - I dati sono molto forti: questa modalità, sempre più diffusa ha ripercussioni sui tempi di acquisizione del linguaggio e sullo sviluppo del cervello. Faccio spesso il paragone con un muscolo: se alleno sempre lo stesso muscolo, quello si sviluppa più di altri. Lo stesso vale per la corteccia cerebrale. Se invece di abituare il bambino alla relazione - guardarsi negli occhi, osservare le espressioni degli adulti - lo abituiamo allo schermo, attiviamo aree cerebrali che saranno meno utili per il suo sviluppo futuro. Quindi il danno che si crea quando questi strumenti vengono usati come ‘pacificatori’ per calmare il bambino - ad esempio quando si è a cena fuori, ma non solo - è rilevante, e non c’è ancora una reale consapevolezza da parte dei genitori. Per questo siamo molto impegnati come Sip e stiamo lavorando insieme a Terre des Hommes, un’associazione attiva nella tutela dell’infanzia, per elaborare una proposta di legge che limiti l’utilizzo degli strumenti digitali nei primi 36 mesi di vita. Questa fascia d’età è estremamente critica, anche più di quella adolescenziale”. 

Sulla proposta della Gran Bretagna di fissare a 16 anni l’accesso ai social Agostiniani osserva che “il divieto è uno strumento forte. È importante per dire: ‘attenzione, questa cosa è pericolosa’. È chiaro però che il divieto da solo non funziona, perché deve essere accompagnato da una progettualità di educazione al digitale che deve partire fin da piccoli, anche in ambito scolastico. I genitori sono la prima categoria da sensibilizzare - rimarca l’esperto - Non è pensabile dire a un ragazzo ‘non usare il cellulare dopo cena’ se poi il genitore stesso lo usa continuamente. Quindi - conclude - ben vengano i divieti, ma devono essere accompagnati da alternative: il cellulare non si usa perché esistono attività più stimolanti e gratificanti. Se ci limitiamo a dire ‘questo non si fa’, senza costruire altro, non funziona”. 

18 giu 2026

Raffaella Carrà, il figlio Gian Luca Pelloni Bulzoni: "Mi ha adottato dopo la diagnosi della malattia"

(Adnkronos) - Gian Luca Pelloni Bulzoni, figlio adottivo di Raffaella Carrà, parla per la prima volta della sua adozione in occasione della presentazione della Fondazione Raffaella Carrà ETS, di cui è fondatore e presidente. Il racconto parte dal 22 aprile 2020, in pieno lockdown, quando alla Carrà venne diagnosticata la malattia. "Tocco un tasto un profondo", premette, ricordando i giorni trascorsi all’Argentario (località amata dalla celebre cantante e conduttrice, morta nel 2021), la decisione di rientrare a Roma e l’appuntamento fissato per il 4 maggio con uno specialista. "Gli dicono che questo è uno dei più brutti tumori che poteva avere Raffaella, che era ai polmoni". In quelle ore sospese, Pelloni la osservava scrivere in ufficio. "Le dissi: 'Cosa stai scrivendo?' E lei mi disse 'il testamento'". Una rivelazione che lui definisce "una botta tremenda". 

Il giorno successivo, davanti Sergio Japino (compagno di Carrà per oltre 15 anni, i due poi hanno continuato a lavorare insieme anche dopo la rottura), arrivò la richiesta che avrebbe cambiato tutto. "Mi chiamò in ufficio, mi disse: 'Per portare avanti tutte queste cose che io ho fatto in tutti questi anni e conoscendomi tu perfettamente vorrei adottarti". Una proposta che lo colse impreparato: "Mi ha preso veramente alla sprovvista". Raffaella, però, gli lasciò il tempo di pensarci, con la determinazione che la caratterizzava: "Va bene, ti lascio tutto il tempo che vuoi, basta che me lo dici subito". E lui, ancora frastornato, rispose semplicemente: "Ok, va bene".  

Pelloni Bulzoni poi ribadisce che l’adozione non sarebbe rimasta nascosta: era una scelta che prima o poi sarebbe stata condivisa pubblicamente. "La domanda sulla mia identità sarebbe stata inevitabile, da presidente della Fondazione", dichiara rispondendo a chi gli chiede se il suo nome sarebbe comunque emerso anche senza il contenzioso legale relativo al musical 'Ballo Ballo', nato per abbinamenti promozionali giudicati non idonei, come l'offerta di biglietti legata a promozioni di cibo e bevande.  

Precisa inoltre un aspetto legato alle sue origini: "I miei genitori non ci sono più: mio padre è morto nel 2004, mia madre nel 2016". Sulla questione è intervenuta l'avvocato Barbara Giaquinto (per Carrà ha curato l'adozione): "Il consenso genitoriale previsto in un procedimento del genere, quindi, non era necessario perché i gentori di Gian Luca non erano più presenti". Inoltre, "la signora Carrà non era sposata, non aveva figli e non aveva bisogno di chiedere consensi. Il requisito della distanza d’età era rispettato, e soprattutto c’era la volontà da entrambe le parti di intraprendere un percorso insieme".  

18 giu 2026

Beretta (Assica): "Dazi e costi frenano export salumi"

(Adnkronos) - “L'incertezza politica e i dazi americani hanno frenato il nostro primo mercato di esportazione extra-Ue”. Lo ha detto Lorenzo Beretta, presidente di Assica, intervenendo a margine dell'Assemblea annuale dell'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, organizzata a Roma in occasione dell'ottantesimo anniversario dell'associazione. “Festeggiamo un grande compleanno: Assica nasce nel 1946 da un gruppo di giovani imprenditori illuminati e oggi rappresenta oltre 130 aziende”, ha ricordato Beretta. “Il nostro settore vale oltre 9 miliardi e 650 milioni di euro e supera i 2 miliardi e mezzo di export. I salumi italiani raggiungono tutti i continenti e sono apprezzati in tutto il mondo”. 

Guardando alle prospettive del comparto, il presidente di Assica ha evidenziato le principali criticità. “L'incertezza internazionale non ci aiuta, ma guardiamo al futuro con fiducia, certi che i nostri prodotti sapranno superare queste difficoltà”. 

Beretta ha quindi rivolto un appello alle istituzioni. “Chiediamo di essere messi nelle stesse condizioni dei nostri concorrenti europei. Oggi il sistema dei costi italiani, soprattutto nel settore dell'energia, non è allineato a quello dei nostri competitor”. “Vogliamo inoltre lavorare con le istituzioni per superare le barriere commerciali e sanitarie che impediscono ai nostri salumi di raggiungere molti mercati esteri, restando fiduciosi di poter ottenere risultati importanti anche in futuro”, ha concluso. 

18 giu 2026

Calderone (Assica): "Peste suina costa 20 milioni al mese di export perso"

(Adnkronos) - “Al di là dei mercati chiusi, abbiamo stimato e confermiamo un danno di 20 milioni di euro al mese di mancate esportazioni, a causa della Peste Suina Africana”. Lo ha detto Davide Calderone, direttore di Assica, a margine dell'Assemblea annuale dell'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, svoltasi a Roma, dedicata all'analisi dell'andamento del settore, dei consumi e delle prospettive dell'export. 

Calderone ha spiegato che la Psa continua a rappresentare uno dei principali ostacoli per il comparto. “È evidentemente un problema grosso che limita l'esportazione in diversi mercati, in particolare quelli asiatici. Alcuni Paesi hanno chiuso le frontiere già al primo caso riscontrato nei cinghiali e le trattative per riaprire questi mercati sono lunghe e laboriose”. Il direttore di Assica ha ringraziato il Ministero della Salute “che instancabilmente porta avanti queste trattative”, sottolineando come alle restrizioni sanitarie si aggiungano “le tensioni geopolitiche e le politiche protezionistiche che purtroppo stanno riprendendo vigore”. 

“Noi siamo un settore che esporta e abbiamo bisogno di stabilità internazionale. I dazi rappresentano un danno economico immediato, ma pesano anche il caro energia e il caro carburanti, che riducono sensibilmente i margini delle imprese”, ha aggiunto. Sul fronte dei consumi interni, Calderone ha evidenziato un quadro stabile. “Il prosciutto cotto continua a essere il prodotto più consumato grazie alla sua versatilità, seguito dal prosciutto crudo. Insieme rappresentano oltre il 50% dei consumi, all'interno di un paniere molto variegato che comprende salami, mortadella, wurstel, coppa, pancetta e bresaola”, ha concluso. 

18 giu 2026

Torna la campagna 'In seno al futuro' a sostegno delle donne con cancro metastatico

(Adnkronos) - Parlare di futuro per le pazienti con tumore al seno metastatico, una patologia oggi sempre più cronicizzabile grazie a terapie innovative che consentono di convivere con il cancro e mantenere una buona qualità di vita. È questo l'obiettivo di 'In seno al futuro', campagna di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, giunta alla seconda edizione. L'iniziativa, informano i promotori, si articola attraverso un video racconto costruito attorno a 4 parole chiave - ricerca, fiducia, percorso, relazione - che delineano il percorso di cura delle pazienti dopo una diagnosi di tumore al seno metastatico e le accompagnano alla scoperta del proprio futuro. L'ambassador del progetto è Diego Passoni, speaker e conduttore radiofonico di Radio Deejay, la voce narrante e il facilitatore che accompagna la riflessione sul significato più profondo di ogni singola parola, per approfondire i diversi aspetti della malattia e della cura.  

Ogni video - spiega una nota - ha come focus proprio una delle 4 parole e si sviluppa attraverso un dialogo emozionante e profondo tra Diego e i rappresentanti delle associazioni pazienti e delle esperte che hanno dato il loro contributo alla campagna. In particolare, Diego incontra Flori Degrassi, presidente di Andos nazionale Ets; Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia; Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna; Chiara Milanesi, responsabile della sezione di Forlì di Salute Donna Odv, e le esperte Grazia Arpino, professore associato di Oncologia medica e responsabile del gruppo di tumore mammario all'università Federico II di Napoli; Valentina Guarneri, professore ordinario di Oncologia medica all'università di Padova; Manuelita Mazza, Section Head Breast Cancer Oncology presso la Cleveland Clinic di Abu Dhabi, e Gabriella Pravettoni, professore ordinario di Psicologia delle decisioni del Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'università degli Studi di Milano. Il risultato - si legge - è uno scambio di opinioni, un confronto aperto e sincero che offre una sempre diversa prospettiva su cosa significhi convivere con la malattia e immaginare un futuro con una diagnosi di tumore al seno metastatico, attraverso le parole. 

"Sono molto felice - afferma Passoni - di far parte di 'In seno al futuro', un progetto che vuole raccontare le nuove possibilità che la ricerca e l'innovazione offrono alle pazienti con tumore al seno metastatico che possono ora immaginare, insieme a caregiver, amici e familiari, un futuro con lunghe prospettive. Ricerca, fiducia, relazione e percorso sono le 4 parole simbolo della campagna, che ci hanno permesso di raccontare, in modo forte e autentico, questo cammino prospettico. Ringrazio, in particolare, le associazioni pazienti e i clinici che ho incontrato e che hanno raccontato insieme a me il cammino nuovo delle pazienti. Con un contributo valoriale immenso, hanno aiutato me e aiuteranno chi seguirà la campagna a capire il vero significato di questo percorso".  

Solo in Italia sono 55.000 le donne che convivono con un carcinoma mammario metastatico, ricordano i promotori della campagna. Nel 2024 le nuove diagnosi di tumore al seno sono state circa 54.000, di cui il 6-7% già di IV stadio. Si parla di metastasi quando le cellule tumorali si diffondono dalla mammella ad altre parti del corpo. Questo può accadere anche molti anni dopo l'intervento chirurgico e le terapie post-operatorie, nonostante il tumore primario sia stato completamente rimosso. 

"Siamo orgogliosi di aver realizzato la seconda edizione di 'In seno al futuro' - dichiara Mauro Vitali, Vice President Head of Oncology Daiichi Sankyo Italia - È importante sostenere campagne come questa perché oggi il tumore al seno metastatico richiede una narrazione nuova e più aderente alla realtà delle pazienti e delle loro famiglie. Oggi possiamo parlare di futuro perché esistono innovazioni concrete e, grazie alla ricerca, è sempre più possibile convivere con questa patologia mantenendo una buona qualità di vita. Questo cambiamento va accompagnato da informazione, consapevolezza e ascolto. La campagna, che nasce dalla collaborazione tra associazioni pazienti e clinici e dall'alleanza tra Daiichi Sankyo e AstraZeneca, rappresenta il nostro impegno condiviso per dare risposte concrete ai bisogni delle pazienti e contribuire a un'evoluzione reale dei percorsi di cura". Aggiunge Alessandra Dorigo, Head of Oncology AstraZeneca: "'In seno al futuro' è una campagna che aiuta a superare stigma, silenzio e disinformazione che ancora accompagnano una diagnosi oncologica. Si parla di futuro perché oggi, grazie a ricerca scientifica e innovazione, sono disponibili terapie avanzate e personalizzate in grado di dare nuove prospettive alle pazienti. L'Italia ha un ruolo centrale in questo percorso: il nostro Paese è riconosciuto tra i leader europei e mondiali nella ricerca oncologica per qualità scientifica, competenze cliniche e capacità di arruolamento negli studi clinici. Per compiere progressi come questi servono collaborazione, visione condivisa e capacità di unire eccellenze complementari, per dare risposte concrete ai pazienti. L'alleanza con Daiichi Sankyo nasce da questo principio: due aziende che mettono insieme competenze scientifiche, ricerca e risorse per accelerare l’innovazione a beneficio dei pazienti". 

Tutti i contenuti, compresi gli approfondimenti e i numeri sulla patologia e una sezione dedicata ai contenuti della campagna del 2024, saranno pubblicati sul sito dedicato alla campagna, www.insenoalfuturo.it. 

18 giu 2026

Vasiliou (Bms): "Dal 1946 in Italia, qui abbiamo portato oltre 80 farmaci innovativi"

(Adnkronos) - "Dal 1946 Bristol Myers Squibb è presente in Italia, contribuendo allo sviluppo del Paese attraverso riscerca scientifica, innovazione e occupazione qualificata. Nel corso di questi 80 anni abbiamo portato nel Paese oltre 80 farmaci che hanno contribuito a trasformare gli esiti di salute e le prospettive di cura, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Nel triennio 2023-2025 Bms Italia ha contribuito a generare in media, a livello diretto, indiretto e indotto, 369 milioni di euro di Pil all'anno, di cui 142 milioni di valore aggiunto diretto. Quindi, per ogni euro di valore aggiunto diretto, Bms Italia contribuisce a generare un totale di 2,6 euro di Pil nel Paese, con ricadute positive sull'occupazione, sui professionisti e sul tessuto delle Piccole e medie imprese". Lo ha dichiarato Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia, in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dell'azienda in Italia oggi a Roma (Centro Studi Americani).  

"Negli ultimi cinque anni abbiamo reso disponibili 40 nuove indicazioni terapeutiche e farmaci innovativi, di cui otto stanno contribuendo in modo significativo a migliorare la qualità della vita dei pazienti, modificando il decorso di molte patologie e aumentando le prospettive di sopravvivenza", ha spiegato Vasiliou. La manager ha sottolineato come i progressi ottenuti in aree terapeutiche strategiche, dall'oncologia all'ematologia, dalle neuroscienze al cardiovascolare, abbiano contribuito a cambiare la storia naturale di numerose malattie. "Sono risultati che ci rendono orgogliosi e che ci spingono a fare sempre di più e sempre meglio per i pazienti", ha aggiunto. 

Vasiliou ha inoltre ricordato il forte radicamento dell'azienda nel Paese: "Avere la nostra sede nella capitale d'Italia rappresenta un elemento importante per il dialogo e la collaborazione con le Istituzioni. In questi anni abbiamo continuato a investire in Italia, destinando oltre 90 milioni di euro alla ricerca clinica negli ultimi cinque anni". Guardando al futuro, Bms conferma il proprio impegno nelle aree considerate strategiche: neuroscienze, cardiologia, oncologia ed ematologia. "Continueremo a investire in ricerca e sviluppo, in particolare in oncologia ed ematologia, attraverso nuove modalità d'azione, combinazioni terapeutiche innovative e terapie cellulari avanzate. Il nostro obiettivo resta quello di migliorare ulteriormente gli esiti clinici e la sopravvivenza dei pazienti", ha concluso Vasiliou. 

18 giu 2026

Cimmino Caserta (Princes Italia): "Con Plasmon impegno per invertire trend natalità"

(Adnkronos) - “Superare approcci isolati e mettere a sistema le energie, mettere insieme la parte pubblica, la parte privata, le aziende e il contesto sociale. Nasce a qui il progetto 'Adamo'. Si immagina l’anno 2050 con la nascita dell’ultimo bambino in Italia, chiamato Adamo, e si racconta, attraverso un documentario, la storia di questi genitori che vivono l’esperienza dell’ultimo bambino. L’obiettivo è dare un risvolto emotivo al tema e aggregare più realtà possibili attorno ad esso. In parte ci siamo riusciti: molte realtà aziendali hanno iniziato a collaborare e abbiamo costruito anche una rete con la parte pubblica. C’è stato inoltre un impegno istituzionale: su indicazione e richiesta del Ministro, come azienda produttrice di alimenti per bambini, siamo stati l’unica azienda a siglare il codice per le imprese responsabili sulla natalità con la ministra Roccella”. Così Luigi Cimmino Caserta, Md Manager Public & Gov. Affairs - Princes Italia Spa, che a gennaio ha acquisito il gruppo Plasmon, partecipando a 'La demografia cambia la società', nuovo appuntamento del ciclo di eventi Adnkronos Q&A, oggi, al Palazzo dell'Informazione di Roma. 

“È evidente la connessione tra la storia dell’azienda e la natalità: dai circa 10 dipendenti delle origini, ai 650 del 1969, fino ai circa 450 dipendenti del 2022. Una connessione che si sviluppa in parallelo con l’andamento demografico del Paese - osserva Cimmino Caserta - Si tratta di un gruppo gestito a livello imprenditoriale da una famiglia - il presidente è Angelo Mastrolia - e che rappresenta il primo in Italia per numero di dipendenti nel settore food and beverage. Conta circa 18mila dipendenti, di cui 13mila in Italia, con 32 stabilimenti - illustra - Nel 2025 ha chiuso con 6,7 miliardi di euro di ricavi. Il gruppo si basa sulla valorizzazione di brand del Made in Italy presenti in circa 65 Paesi".  

"All’interno di questa realtà, che è una vera e propria galassia estremamente importante la volontà della proprietà è quella di mettere a fattor comune le proprie eccellenze. E una di queste è proprio legata a Plasmon. C’è quindi la volontà - spiega - di continuare a impegnarsi, anche sul fronte esterno, sostenendo attività di networking che possano contribuire, almeno in parte, a invertire questo trend demografico. Ma anche sul fronte interno - conclude Cimmino Caserta- perché è evidente che mettere i propri dipendenti nelle condizioni ottimali per poter scegliere di mettere su famiglia, per chi lo desidera, sia un elemento fondamentale. Su questo c’è un impegno concreto”. 

18 giu 2026

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