Logo de Il Foglio

Ubriachi senza bere vino o birra? Colpa di una rara sindrome, cosa dice il medico

(Adnkronos) - Ubriachi e con tutti i danni dell'alcol, ma senza bere un goccio di vino o di birra. Possibile? Sì, per colpa di una rara sindrome. E' l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro, a illustrare le caratteristiche di una "una condizione clinica, per fortuna rara". Il medico accende i riflettori sulla "sindrome da fermentazione intestinale nota anche come Auto-brewery syndrome: il sistema gastrointestinale del paziente agisce come un vero e proprio 'birrificio interno'". 

"A causa di una disbiosi grave (alterazione della flora), funghi come Candida o Saccharomyces o alcuni batteri fanno fermentare carboidrati e zuccheri e li trasformano in etanolo. Il risultato è rappresentato dai segni e sintomi di una vera intossicazione alcolica, inclusi atassia, nebbia mentale e disorientamento, che compaiono dopo un pasto ricco di carboidrati, pur in totale astinenza da alcol", dice all'Adnkronos Salute descrivendo questo inaspettato 'attacco dall'interno' all'organismo e, in occasione della Giornata mondiale del microbiota che si celebra oggi, invitando a riflettere "su quanto il nostro ecosistema intestinale sia capace di influenzare la nostra fisiologia in modi insospettabili".  

Questa patologia, sottolinea l'immunologo, "ci insegna due lezioni fondamentali per la medicina moderna. La prima è che non tutto è come appare: un quadro di 'ebbrezza' richiede un'indagine approfondita sul metabolismo e sul microbiota, andando oltre l'apparenza clinica". La seconda è "la potenza della nutrizione. La gestione di questa sindrome passa necessariamente da un intervento nutrizionale mirato e dalla modulazione sartoriale del microbiota. Comprendere il microbiota non è solo una sfida scientifica, ma la chiave per offrire diagnosi precise e terapie personalizzate in condizioni dove la fisiologia sembra sfuggire al controllo". 

 

Più nel dettaglio, "la sindrome da fermentazione intestinale - racconta il medico - è una condizione clinica rara in cui il sistema gastrointestinale produce quantità significative di etanolo attraverso la fermentazione endogena, operata da una proliferazione anomala di microrganismi fungini o batterici. In pazienti affetti da questa sindrome, l'ingestione di carboidrati e zuccheri raffinati porta a una vera e propria sintesi intraluminale di alcol, determinando segni e sintomi di intossicazione acuta da etanolo (fino a livelli rilevabili di alcolemia) anche in totale assenza di consumo di bevande alcoliche. Il nodo fisiopatologico della sindrome risiede nella profonda alterazione dell'ecosistema microbico intestinale (disbiosi). I principali agenti eziologici isolati appartengono al regno dei funghi, sebbene in rari casi siano coinvolti ceppi batterici fermentanti", spiega Minelli che elenca. "Tra i lieviti comuni: Saccharomyces cerevisiae (noto come lievito di birra), Saccharomyces boulardii; del genere Candida: Candida albicans, Candida glabrata, Candida tropicalis, Candida krusei; tra i batteri (rari): Klebsiella pneumoniae, Enterococcus faecalis (capaci di metabolizzare il glucosio in etanolo per via anaerobica). 

La sindrome, continua l'esperto, "si sviluppa generalmente in presenza di fattori predisponenti che alterano la barriera e la motilità intestinale o che abbattono la normale resistenza alla colonizzazione della flora autoctona". Tra questi fattori ci sono le terapie antibiotiche prolungate o ripetute che riducono drasticamente la popolazione batterica competitiva, favorendo l'overgrowth (proliferazione anomala) fungino. Possono facilitare la sindrome anche patologie croniche del tratto gasrtrointestinale come la sindrome dell'intestino corto, malattia di Crohn, pseudo-ostruzione intestinale o dismotilità gastrica, dove il ristagno del chimo favorisce la fermentazione. Infine tra i fattori predisponenti si annoverano condizioni metaboliche e immunitarie come il diabete mellito di tipo 2, obesità, steatosi epatica non alcolica (Nafld) o stati di immunodeficienza. 

 

In presenza di dsindrome da fermentazione intestinale, "il quadro clinico mima fedelmente l'intossicazione alcolica e la successiva sindrome da astinenza. I sintomi si manifestano tipicamente da una a poche ore dopo un pasto ricco di carboidrati: 

1) sintomi neurologici e comportamentali: atassia, disartria, confusione mentale (brain fog), disorientamento, sbalzi d'umore, aggressività o euforia, cefalea; 

2) manifestazioni gastrointestinali: distensione addominale, meteorismo, dolore epigastrico, nausea, alterazioni dell'alvo (diarrea o stipsi); segni sistemici: flushed skin (arrossamento cutaneo), stanchezza cronica, vertigini". 

La diagnosi, aggiunge Minelli, richiede un elevato indice di sospetto clinico e l'esclusione rigorosa dell'assunzione di alcol. Il protocollo standard prevede l'anamnesi e diari clinici per stabilire la correlazione tra pasti glucidici e insorgenza dei sintomi. Il test di stimolo con glucosio (Carbohydrate Challenge Test), inoltre, è il gold standard diagnostico, prevede la somministrazione controllata per bocca di una quantità standard di glucosio (solitamente 100-200 grammi) o carboidrati complessi, seguita dal monitoraggio seriale dell'alcolemia (tramite ematocrito o analizzatore del respiro) a intervalli regolari (0, 1, 2, 4, 8 ore). Un picco di etanolo ematico superiore a 0 g/L conferma la produzione endogena". Prevista anche l'analisi microbiologica e metagenomica, con esame colturale delle feci o, preferibilmente, sequenziamento del micro e del mico bioma intestinale per identificare la sovracrescita di specie fermentanti e guidare la terapia mirata. 

 

Ma come si interviene quando la sindrome viene poi diagnosticata? "Il trattamento è multidisciplinare e mira all'eradicazione del patogeno, alla modifica del substrato nutrizionale e al ripristino dell'eubiosi intestinale", spiega ancora Minelli. Si procede quindi cone "la terapia antimicrobica mirata, attraverso la somministrazione di antimicotici orali o antibiotici specifici in caso di coinvolgimento batterico documentato, basata sui risultati dell'antibiogramma/micogramma. C'è poi un intervento nutrizionale, con una dieta a brevissimo termine a bassissimo contenuto di carboidrati per sottrarre il substrato energetico ai microrganismi fermentanti, eliminando zuccheri semplici, farine raffinate e alimenti fermentati. Si procede inoltre con la modulazione del microbiota, attraverso l'utilizzo razionale e sartoriale di probiotici mirati (ceppi batterici non fermentanti in grado di competere con la componente fungina e ripristinare la barriera mucosa). Infine la protezione epatica, con monitoraggio della funzionalità epatica, poiché la costante produzione endogena di etanolo espone il fegato a stress ossidativo e potenziale evoluzione verso la steatoepatite", conclude Minelli.  

27 giu 2026

Al Bano, il matrimonio con Loredana Lecciso: "Arriverà, ne sono certo"

(Adnkronos) - "Il matrimonio con Loredana? Ora lo so, ne sono certo arriverà". Con queste parole Al Bano, legato da tempo a Loredana Lecciso, conferma la volontà di risposarsi dopo il trentennale matrimonio con Romina Power da cui ha avuto 4 figli. Finora solo indiscrezioni, adesso la conferma arriva a Monica Setta a 'Storie al Bivio di Sera' nella puntata in onda martedì prossimo, 30 giugno, alle 21.30 su Rai 2. 

"E ho capito anche - aggiunge il cantante di Cellino San Marco - perché 'sì' al matrimonio, per tutto l'insieme familiare è giusto che ci sia. Abbiamo sorpassato, io e lei, tante problematiche adesso lei è la donna che ho sempre voluto, la madre di due figli meravigliosi che mi sta accanto da 26 anni. Posso dire che sono serenamente felice". 

Al Bano ha parlato con Monica Setta anche della sua vita e della carriera. "Nei momenti duri non ho mai perso la testa così come nelle gioie non mi sono mai montato la testa - ha detto Albano - La vita è come una giornata, c'è l'alba, ci sono le luci del mezzogiorno ma poi arrivano anche il tramonto e poi la notte". "Ho sempre cantato - ha ricordato ancora - mio padre non era d'accordo, mi ha perdonato solo quando sono andato da lui con la prima bottiglia di vino Don Carmelo. Ma per la mia passione per la musica ho lasciato Cellino e nemmeno ventenne sono andato a Milano. Di giorno lavoravo, la sera mi esibivo. Non avevo soldi, un giorno al supermercato vidi una scatola di latta, pensai fosse carne, costava poco e ne feci una scorta. Poi a casa la scoperta, era ananas lo mangiai per tutta la settimana, non lo avevo mai visto prima".  

E poi l'altra grande notizia data in anteprima a 'Storie al Bivio di Sera'. "Lo scorso anno ho cantato all'economic Forum di San Pietroburgo, dovevamo essere in 2 milioni poi per ragioni di sicurezza c'erano 400mila persone a sentirmi. Ho capito che c'era voglia di musica, di tranquillità, di pace. E la pace arriverà. Quando ci sarà - e i contatti sono già stati presi - canterò nella piazza Rossa a Mosca, un grande concerto per la pace nel mondo". 

27 giu 2026

Sinner verso l'esordio a Wimbledon: "Pronto per ricominciare, non sarà facile"

27 giu 2026

Croazia-Ghana: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

27 giu 2026

Ucraina, Zelensky: "Missili contro la fabbrica di armi in Russia"

(Adnkronos) - L'Ucraina colpisce la fabbrica di missili di Volgograd, in Russia. Il presidente Volodymyr Zelensky conferma in un post su X l'attacco. "Missili FP-5 Flamingo hanno colpito con successo la notte scorsa l'impianto Titan-Barrikady a Volgograd. Si tratta di un importante complesso industriale dove il nemico produce sistemi di artiglieria e attrezzature militari specializzate, inclusi componenti per sistemi di lancio missilistico utilizzati negli attacchi contro il nostro popolo. Agli attacchi è seguito un incendio all'interno dell'impianto. Ringrazio i soldati delle nostre Forze di Difesa per la loro precisione", scrive. 

"Tutto ciò che rafforza l'Ucraina contribuisce ad avvicinare la pace", aggiunge. "Questa settimana, 15 delle nostre regioni sono state colpite da attacchi russi. Si sono verificati attacchi quasi quotidiani a Kherson, Zaporizhzhia, Kharkiv e Sumy. I russi stanno utilizzando vari tipi di armi per colpire persone, edifici residenziali e le nostre infrastrutture civili. Purtroppo, quasi ogni giorno si registrano vittime a causa di questo terrorismo. E la minaccia di questi attacchi russi rimane costante. Solo nel corso dell'ultima settimana, si sono registrati circa 1.400 droni d'attacco, quasi 1.500 bombe aeree guidate e 19 missili di vario tipo, inclusi missili balistici". 

"Rafforzare la difesa aerea – principalmente la protezione antibalistica – ampliare la cooperazione nell'ambito dell'Accordo sui droni e aumentare la pressione sull'aggressore sono priorità fondamentali. Le sanzioni contro la Russia e i suoi alleati per questa guerra devono essere applicate dove saranno più efficaci. Abbiamo bisogno di misure forti e rapide che costringano la Russia a muoversi verso la fine di questa guerra. Tutto ciò che rafforza l'Ucraina contribuisce ad avvicinare la pace. Ringrazio tutti coloro che ci stanno aiutando", conclude. 

27 giu 2026

Mondiali, oggi Panama-Inghilterra: orario, probabili formazioni e dove vederla

27 giu 2026

Triplice omicidio a Roma, un quartiere sconvolto: "Una famiglia solare"

27 giu 2026

Gp Olanda, pole di Martin davanti a Ogura e Bezzecchi

27 giu 2026

Da 'Tutte le mattine di Sybil' a 'Ci basterà mangiare il vento': tutte le novità in libreria

(Adnkronos) - Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. 

E' sugli scaffali con Rizzoli 'Tutte le mattine di Sybil' di Virginia Evans. Il libro, che ha vinto il Women’s Prize for Fiction 2026, è un bestseller che ha conquistato oltre un milione di lettori. Al centro del racconto, la storia di Sybil Van Antwerp: ha settantatré anni, cura il giardino della sua bella casa che le regala splendide fioriture primaverili e non ama vivere fuori, nel mondo. Nella vita di prima è stata un’avvocatessa stimata, una moglie e una madre, ma ora predilige un’attività su tutte: scrivere lettere. Ha iniziato all’età di nove anni e non ha mai smesso, nemmeno nell’era digitale, nemmeno ora che la vista vacilla. Scrivere missive è una meravigliosa attività umana, su questo non ha dubbi. I suoi destinatari sono molteplici, dalle amiche al vicino signor Lübeck, al gentile assistente di un’agenzia che si occupa di test del dna. E poi tiene la corrispondenza con scrittrici e scrittori, con cui condivide il proprio giudizio sui loro romanzi e certe visioni della vita. E con Harry, un giovane con difficoltà a integrarsi. Quando si scrive, sostiene, bisogna andare piano; perché “la fretta può farci mettere su carta cose che non intendevamo e ci si svuota”.  

Tra i chiaroscuri della vita di una donna che si avvicina alla vecchiaia, c’è anche un destinatario non identificabile a cui Sybil confessa il suo dolore più grande, senza però inviare alcuna lettera. E solo quando questa sofferenza implacabile, un mistero che sembra inafferrabile, troverà la sua piena voce sul foglio, Sybil potrà finalmente cercare, di nuovo, il suo posto nel mondo. 

 

Chi arriva a Solak è un colpevole, come loro. Ma di cosa può essersi macchiato un tipo così gracile e mite? Con l’avvicinarsi della grande Notte polare le condizioni di vita alla base si fanno ancora più dure e gli uomini sono costretti a una convivenza sempre più tesa, che smaschera gli istinti peggiori rivelando gli inquietanti segreti del passato. Ma il destino li troverà anche in quell’oltremondo senza pietà dove nessuna apparenza può più ingannare.Con una prosa tagliente che non lascia scampo sin dalla prima parola, Caroline Hinault si addentra nei meandri più cupi della natura umana fino a raggiungerne il cuore pulsante in un travolgente crescendo di tensione. Caroline Hinault (Saint-Brieuc, Bretagne, 1981) insegna Letteratura a Rennes, dove vive. 'Solak' è il suo primo romanzo. 

Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che “casa” possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza. Ora però, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all’apparenza perfetto: tai chi all’alba, lavoro da ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra. Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano. Finché una notte, nell’ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L’amore. E anche se quell’incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo significa rifiutare di vivere il presente? 

Gianluca Gotto nasce a Torino nel 1990. A vent’anni si trasferisce prima in Australia, poi in Canada. Oggi è uno scrittore appassionato di Oriente, scrive articoli e libri mentre viaggia per il mondo, specialmente in Asia. Sul suo blog e sui suoi canali social condivide insegnamenti zen ed esperienze di vita. Nel 2018 ha raccontato la sua storia nel libro 'Le coordinate della felicità', a cui hanno fatto seguito i romanzi bestseller 'Come una notte a Bali' (2019), 'Succede sempre qualcosa di meraviglioso' (2021), 'La Pura Vida' (2022) e 'Verrà l’alba, starai bene' (2025), il saggio 'Profondo come il mare, leggero come il cielo' (2023) e 'Quando inizia la felicità' (2024). Il suo TEDx 'Come essere felici ogni singolo giorno' è tra i più visualizzati di sempre in lingua italiana. 

 

"Il signor Pi - racconta Bussola - in effetti, non aggiusta quasi nulla. Dice che sistemare tutto è un modo elegante per far tacere il passato. Al massimo pulisce, spolvera, accomoda, riporta alla luce. Come si fa con i ricordi quando smettono di far male. La gente del quartiere lo chiama “il vecchio delle cose rotte”. Ma sanno che lui, in realtà, ripara persone". Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola, laterale, e sull’insegna c’è scritto solo 'Rigattiere'. Il mestiere del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante. Perché sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo, la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini… Sa che questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no, amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo "la storia abbandonata di qualcun altro".  

Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco eppure pieno di vita vera – pieno di tutte le nostre vite, che leggendo riconosciamo – si dipana un universo variegato di voci e personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano, intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che, con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor Pi. 

 

Emma Cortesi è nata nel 2001, porta dentro di sé due terre diverse: la Brianza, concreta e laboriosa, e la Lunigiana, verde e selvaggia, dove affondano le sue radici più profonde. Conseguito il diploma liceale, si è trasferita a Parma per frequentare l’università e, dopo la laurea in Infermieristica e anni di volontariato nel 118, lavora attualmente negli istituti penitenziari della sua zona. 'La portinaia del 17' è il suo primo romanzo. 

 

Questa giornata di sangue, tuttavia, non arriva dal nulla: le sue radici affondano nei quarant’anni che l’hanno preceduta, nelle traiettorie singole plasmate da forze storiche opposte. Come quella di Afro Tondelli che, di origini contadine, cresce testimone della brutalità squadrista ed entra nella Resistenza; e quella dell’uomo senza nome che preme il grilletto – uno fra i tanti educati dal fascismo alla violenza politica – di cui l’autore immagina origini, percorsi e ragioni. In pagine vivide e adamantine, Valerio Varesi narra così queste due vite unite da un tragico giorno d’estate. È il romanzo di una strage, emblema della frattura mai ricomposta di un Paese senza memoria. 

Costellata di processi per oscenità e blasfemia, la storia del romanzo è stata fin dagli albori “dalla parte del Diavolo”. Ma cosa succede oggi al genere letterario più frequentato dai lettori, che per secoli ha scandalizzato e denunciato, rigirando il dito nelle piaghe più inconfessabili della società? Se lo chiede Walter Siti in 'Il romanzo sotto accusa', sugli scaffali con Rizzoli. Il libro è un’indagine provocatoria e spudorata che racconta attraverso saggi e articoli – alcuni dei quali inediti – la parabola del romanzo da genere maledetto a inoffensivo prodotto di consumo di una cultura spaventata, che l’ha trasformato in farmaco o in manuale di autostima per lettori distratti. Dalla precisione di Dante e Gadda alla forza visionaria di Genet e Campana, fino ai versi di Penna e Montale, un viaggio che supera il canone per arrivare alle liriche dei trapper e alle narrazioni ibridate dall’Intelligenza Artificiale. 

Tornando a impugnare i ferri del mestiere, Walter Siti seziona l’anima del romanzo, tracciando un arco che dai giganti del passato conduce alle derive di un presente in cui il romanzo è sotto accusa ma alla poesia va anche peggio. E con la consueta lucidità ci interroga sulle possibilità di creare ancora oggi, attraverso la letteratura, una bellezza autentica e imprevedibile. 

 

Il loro matrimonio nasce dalla necessità, eppure, tra turni massacranti e promesse di futuro infrante, i due scoprono un amore lento, fatto di sguardi e piccoli gesti, capace di resistere alle leggi morali inscalfibili di una comunità chiusa e arroccata nell'entroterra. Un amore che può metterli al riparo dalla miseria, ma non per sempre. Irene Di Liberto racconta una storia d'altri tempi con una voce calda ed emozionante, partendo dal ricordo del nonno paterno, caruso della zolfara di Casteltermini, una delle miniere più importanti d'Europa. La zolfatara è un grande romanzo di donne e di uomini, di madri e figlie, di sogni che resistono anche quando tutto sembra negare il cambiamento. Una saga familiare del Sud Italia capace di parlare al presente e di toccare corde universali. 

 

Le vicende di Anna e Perdìtta scorrono parallele come due fili dello stesso destino: donne diverse, epoche lontane, ma identica la violenza dell’autorità, identica la forza di chi non rinuncia alla verità. Intorno a loro si muovono famiglie spezzate, segreti genealogici, passioni taciute, tradimenti politici e affetti ostinati, in un romanzo che è anche un omaggio a una Sardegna orgogliosa, rigogliosa e vera. 

27 giu 2026

Cultura, Giuli: "Sterilizzati tagli per luoghi memoria, confidiamo in legge bilancio"

27 giu 2026

Elementi totali: 20
Vai a