Logo Il Foglio

Douglas Murray: “Sui migranti anche la sinistra cambia linea. Tucker Carlson ossessionato dagli ebrei”

(Adnkronos) - La nuova politica europea sull’immigrazione non passa più soltanto dalla destra. Per Douglas Murray, scrittore e commentatore britannico, autore di La strana morte dell’Europa e ora di Democrazie e culti della morte. Israele, Hamas e il futuro dell’Occidente (edizione italiana curata da Corrado Ocone per Guerini e Associati), il caso da osservare è quello della Danimarca di Mette Frederiksen: un governo guidato dai socialdemocratici che ha adottato una delle linee più restrittive del continente in materia migratoria. 

È un cambiamento che negli ultimi mesi è diventato anche europeo. Giorgia Meloni e Frederiksen hanno oggi pubblicato un post congiunto, dopo aver guidato una lettera sottoscritta da 22 paesi Ue per chiedere di accelerare sui rimpatri e sulle “soluzioni basate in Paesi terzi”, compresi gli hub esterni all’Unione. Il documento afferma che deve essere una “decisione democratica” stabilire chi possa entrare e restare in un Paese e sostiene che l’Europa abbia ormai raggiunto un consenso molto più ampio sulla necessità di una politica migratoria “ferma ed equa”.  

Murray vede proprio in questa convergenza uno dei cambiamenti politici più significativi rispetto alla crisi del 2015. “Tendiamo a pensare che queste cose debbano necessariamente essere affrontate dalla destra. Ma se la destra non è capace di farlo, qualsiasi governo responsabile di sinistra dovrà arrivare alla stessa conclusione”, dice in questa intervista all’Adnkronos. “Guardate la Danimarca: un governo di sinistra ha adottato le politiche necessarie a proteggere i confini danesi e, con essi, il futuro dello Stato sociale”.  

Oggi Meloni e la socialdemocratica Frederiksen guidano questa campagna per rafforzare rimpatri e centri fuori dall’Europa.  

“La Danimarca dimostra che non sono necessariamente politiche di destra. Anzi, forse in alcuni casi un governo di sinistra può trovarsi persino in una posizione migliore per attuarle, perché può farlo senza essere immediatamente accusato di fascismo. Io lo dico da tempo: si possono avere frontiere aperte oppure uno Stato sociale, ma non entrambe le cose. Nessuno dei nostri Paesi è abbastanza ricco da poter fornire un welfare state al mondo intero”.  

Ma rispetto a dieci anni fa gli ingressi irregolari in Europa sono diminuiti e quasi nessun governo sostiene più la politica delle porte aperte associata alla crisi del 2015. Non è una differenza sostanziale?  

“I numeri saliranno e scenderanno finché il problema non verrà affrontato alla radice. E poi c’è un altro tema: le persone che sono già in Europa e che non hanno diritto di restarvi. Negli anni ne ho parlato anche con chi si occupa del tema in Italia. Non vedo da parte del governo italiano, di quello britannico o di quello francese uno sforzo sufficiente per fare quello che deve essere fatto. Non basta rallentare gli arrivi, bisogna rimpatriare le persone che sono entrate illegalmente e non hanno diritto di rimanere. Non c’è stato un serio processo di rimpatrio su una scala adeguata e questo, secondo me, rappresenta un tradimento nei confronti dei cittadini europei”.  

Il governo Meloni ha puntato molto sui centri in Albania e, più in generale, sull’idea di processare le domande o effettuare i rimpatri fuori dall’Unione Europea.  

“È un passo nella direzione giusta. Lo scrivevo già dieci anni fa in La strana morte dell’Europa: ha molto più senso esaminare una richiesta di asilo fuori dall’Europa anziché dopo che una persona è già entrata, perché una volta che qualcuno è arrivato in Europa, di fatto, è estremamente difficile farlo uscire. Ma bisogna essere sinceri su un punto più difficile: persino tutte le persone che potrebbero avanzare una richiesta d’asilo legittima non possono automaticamente essere accolte in Europa. Nel mondo esistono decine di milioni di persone con ragioni perfettamente comprensibili per voler vivere qui. Ma l’Europa non può accoglierle tutte. Una delle formule un po’ codarde della politica, a destra come a sinistra, è dire: fermeremo le rotte illegali e contemporaneamente aumenteremo enormemente quelle legali. Anche questo non risolve il problema”.  

Uno degli argomenti utilizzati per sostenere una maggiore immigrazione è quello demografico. L’Italia ha una delle natalità più basse al mondo e ha bisogno di lavoratori.  

“Se si pensa davvero che la risposta alla bassa fertilità italiana sia importare la prossima generazione di italiani dalla Somalia o dal Sudan, allora bisogna dirlo apertamente: la prossima generazione di italiani sarà somala o sudanese. Ma non credo che la maggior parte degli italiani voglia questo. E non penso che lo voglia la maggior parte degli europei”. 

 

Come vede quanto successo a Ceuta?  

“Non c’è niente di nuovo. Era completamente prevedibile. Stamattina il mio telefono mi ha riproposto delle fotografie scattate esattamente dieci anni fa nei campi migranti sulle isole greche. Ero lì a intervistare persone appena arrivate in barca dalla Turchia. 

È la stessa storia. Una delle ragioni per cui, dopo La strana morte dell’Europa, non ho scritto un altro libro specificamente sull’immigrazione è che, per un certo periodo, non c’era molto altro da aggiungere: le cose di cui avevo avvertito si sono semplicemente verificate e sono peggiorate. È una sensazione piuttosto deprimente per un autore: fai una previsione, accade e nessuno ascolta”.  

Lei ha seguito anche gli sbarchi in Italia.  

“Ero a Lampedusa e in Sicilia nel 2015 e nel 2016. Ho visto il modo in cui le persone venivano trasferite verso nord, sul continente, sperando magari che proseguissero verso la Germania. Ma non è sostenibile. L’Europa non può essere la casa di chiunque, nel mondo, desideri uno standard di vita migliore. Se lo diventa, continuerà forse a chiamarsi Europa e resterà geograficamente nello stesso posto, ma non sarà più una società che riconosciamo”.  

Ma l’immigrazione è sempre esistita e questa forza a cercare un futuro migliore è parte della natura umana.  

“Ma va tenuta in mente una questione altrettanto elementare: la giustizia, la fairness. Non si può dare la precedenza, nell’assistenza sanitaria, nell’assegnazione delle case popolari, nei benefici fiscali, a chi è arrivato da cinque minuti rispetto a chi è qui da tempo, è altrettanto in difficoltà ma vede le proprie istanze rigettate. Chi arriva in modo illegale ha più diritti di chi è qui e rispetta la legge. È ingiusto nei confronti di un italiano la cui famiglia ha pagato le tasse che venga data priorità a qualcuno che ha violato tutte le regole. È un senso elementare di equità”.  

Il prossimo anno si voterà in Italia, Spagna e Francia. La migrazione e l’identità saranno decisive? In questo momento la destra sta usando questi temi per restare al potere, o conquistarlo.  

“Non sono affatto sicuro che la destra vincerà ovunque. E certamente non lo darei per scontato in Francia”. 

Per il cordone sanitario intorno al Rassemblement National?  

“Probabilmente sì. Ha funzionato per decenni per tenere il Rassemblement National fuori dal potere. Non lo dico con rammarico: non sono un sostenitore del Rassemblement National. È semplicemente un’osservazione. Esistono alcuni Paesi nei quali il cordone sanitario contro la destra continua a essere molto forte e il principale è la Francia, dove ragioni storiche e il peso della famiglia Le Pen continuano ad avere effetto”.  

Secondo Murray, l’Italia ha invece una cultura politica diversa. “Nella politica italiana, almeno per come la osservo io, esiste molta più flessibilità. C’è la possibilità che una persona, nel corso della propria traiettoria politica, possa moderarsi. È quello che è successo con Meloni. A destra come a sinistra, un’accettazione della malleabilità politica che in Francia non c’è”.  

Quindi perché non crede in una vittoria della destra nel 2027?  

Il problema è la frammentazione. In Spagna tra Partido Popular e Vox. Nel Regno Unito tra Reform e conservatori. Persino in Germania esiste una divisione della destra. E se la destra continua a essere divisa, il risultato evidente è che governi di sinistra possono continuare a essere eletti. Come in Spagna, dove c’è una pesante interferenza della maggioranza guidata da Sanchez sul sistema giudiziario, anche se di questo si parla poco sulla stampa internazionale.  

Il tema dell’identità europea porta direttamente all’ultimo libro di Murray, Democrazie e culti della morte. Israele, Hamas e il futuro dell’Occidente.  

Il volume nasce dal lungo periodo trascorso da Murray in Israele dopo il 7 ottobre 2023 e sviluppa una tesi più ampia del conflitto in sé: dietro lo scontro tra Israele e Hamas ci sarebbe una contrapposizione tra chi costruisce la propria società intorno alla difesa della vita e ideologie che fanno del martirio e della morte una forma di realizzazione politica. Nel finale, Murray racconta di avere trovato proprio nella risposta della società israeliana una ragione per essere meno pessimista sulla capacità dell’Occidente di reagire alle proprie crisi. 

La formula è quella biblica dello “scegliere la vita”. Murray osserva che i soldati incontrati a Gaza e in Libano non combattevano, nella sua interpretazione, perché amassero la morte, ma per difendere la possibilità di condurre una vita normale, costruire una famiglia e preservare la propria società.  

Nel libro lei insiste molto non soltanto sul 7 ottobre, ma sulla reazione occidentale al 7 ottobre. Perché ritiene che Israele abbia ricevuto una solidarietà molto più breve rispetto ad altre vittime di attentati terroristici?  

“Credo ci siano diversi fattori. C’è stato certamente un lavoro di propaganda, anche sui social media, per avvelenare il dibattito politico contro Israele. Ma c’è anche un elemento più profondo, legato a come si racconta - in modo totalmente scorretto - la nascita e la legittimità dello Stato di Israele. Un peccato originale che rende gli israeliani meno meritevoli di simpatia. Il risultato è che persino chi ovviamente condanna lo stupro di gruppo o l’assassinio di giovani donne a un festival musicale possono provare meno empatia per quella vittima se è israeliana di quanta ne proverebbero se fosse italiana o parigina. È qualcosa con cui dobbiamo fare i conti”.  

C’è anche un problema generazionale? Questo elemento è ancora più marcato tra i giovani.  

“Gli ultimi sopravvissuti alla Shoah stanno scomparendo e, insieme a loro, vediamo ritornare forme di odio che le persone forse non osavano esprimere nello stesso modo quando quella generazione era ancora presente. C’è una tentazione di dire: abbiamo sentito parlare abbastanza dell’Olocausto, ci avete fatto sentire in colpa abbastanza a lungo e ora non vogliamo più sentirci colpevoli. Più quegli eventi arretrano nella storia, più diventa facile farlo”.  

“Penso che esista anche una ragione psicologica per la quale alcuni europei desiderino credere che gli israeliani stiano commettendo crimini di guerra o un genocidio: poter dire ‘vedete, alla fine lo abbiamo fatto tutti, possiamo smettere di tormentare noi stessi per quello che è successo nel Novecento’. Siamo in piena disconnessione morale dell’Occidente”.  

È su questo terreno che Murray si è scontrato sempre più apertamente anche con una parte della destra americana. Lo spartiacque è Israele. 

Il caso più evidente è Tucker Carlson. L’ex volto di Fox News ha appena presentato un manifesto in dieci punti per il futuro degli Stati Uniti, nel quadro di una crescente rottura con Donald Trump e con la tradizione repubblicana più interventista. Il decalogo propone un’America “fair, sovereign, productive, beautiful, healthy, honest, optimistic, wise, decent and united”: tra le misure indicate ci sono la ricostruzione dell’industria nazionale, uno stop all’immigrazione nell’attesa di capire l’impatto dell’AI sul mercato del lavoro, la desecretazione di documenti governativi e la fine di quelli che Carlson considera vincoli eccessivi imposti dagli alleati. In due dei dieci punti Israele entra direttamente nell’argomentazione: Carlson sostiene che lo Stato ebraico avrebbe trascinato Washington nella guerra con l’Iran e chiede di interrompere gli aiuti agli alleati accusati di genocidio.  

La polemica fra i due non nasce oggi. Murray ha già accusato Carlson e Candace Owens di avere alimentato teorie del complotto sull’assassinio di Charlie Kirk, considerate senza fondamento  

Lei ha criticato duramente Tucker Carlson. Oggi sembra esserci un punto di contatto tra una parte della sinistra radicale americana e una parte della nuova destra: Israele. Come lo spiega?  

“Si uniscono sulla questione degli ebrei e di Israele. L’antisemitismo e l’anti-israelismo sono un virus mentale. Guardate l’ultimo monologo di Carlson. Ha questi dieci punti per salvare l’America e non riesce a smettere di parlare degli ebrei. È una pista complottista nella quale finiscono persone non particolarmente brillanti che però credono di esserlo. Diventa una spiegazione universale, una causa universale. Nei periodi complicati è una cosa tremendamente attraente: invece di risolvere l’economia, i prezzi delle case, l’immigrazione o qualsiasi altra questione, puoi dare la colpa agli ebrei. È facile”.  

Questa frattura entrerà nella campagna americana per le elezioni di metà mandato a novembre?  

“Assolutamente sì. È già presente tra alcuni candidati dell’estrema destra. Trump in realtà rappresenta un argine, non ha alcuna simpatia per quel tipo di argomentazione. Ma ci sono persone molto più a destra di lui, compresi alcuni suoi ex sostenitori, che giocano con questo materiale oscuro, esplosivo. Ma il fenomeno è ancora più pervasivo nella sinistra radicale, tra i Democratic Socialists of America. Parlano solo di Gaza e Israele, come i loro omologhi britannici. Possono essere candidati a un consiglio municipale di una cittadina dell’Oregon o dell’Inghilterra del Nord e sembra che stiano facendo campagna a Gaza City. Perché è la questione che mobilita quella parte dell’elettorato. Che purtroppo non capisce che schierandosi con Hamas ha scelto quei culti della morte che vogliono cancellare i diritti che loro credono di difendere”. 

 

 

10 ago 2026

Nepal, ritrovati corpi cinque alpinisti dispersi dopo valanga a novembre: tra loro due italiani

10 ago 2026

Terremoto in Colombia oggi, violenta scossa di magnitudo 7.4: almeno 20 morti nei crolli, sospesi voli in sei aeroporti

(Adnkronos) - Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.4 è stata registrata nel primo pomeriggio di oggi (ora italiana) in Colombia, alle 7:34 ora locale, come riporta l'istituto statunitense Usgs. Secondo quanto reso noto dal Servizio Geologico Colombiano (SGC) l'epicentro è stato registrato a San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, a circa 280 chilometri a ovest di Bogotá, nella parte occidentale del Paese sudamericano, a una profondità di circa 100 chilometri. Esclusa al momento la minaccia tsunami per la costa pacifica colombiana.  

I primi bilanci sulle vittime forniti dalle autorità locali parlano di almeno un morto e 10 feriti a Chocó, dove sono ancora in corso le verifiche per accertare l'entità dei danni e le conseguenze del sisma nei diversi comuni della regione. Due i morti a Manizales, nel centro del Paese, confermati dal sindaco Jorge Eduardo Rojas. "Abbiamo edifici totalmente o parzialmente distrutti - afferma in un video diffuso sul suo account X -. Contiamo due persone morte per quanto avvenuto o in circostanze strettamente collegate a quanto avvenuto", ha aggiunto. Strage infine a Pereira, nell'ovest del Paese, dove i morti sono almeno 18. "La situazione è critica", ha dichiarato il sindaco Mauricio Salazar. 

Tre bambini sono morti a causa del crollo di un muro a Calima El Darién e un'altra persona ha perso la vita a Zarzal, nel dipartimento del Valle del Cauca. Lo ha riferito la governatrice Dilian Francisca, citata Cnn in spagnolo dopo il terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese. "La situazione è grave", ha affermato la governatrice, aggiungendo di trovarsi presso l'Ospedale Universitario del Valle, dove si sono verificati "crolli in alcune aree". 

 

"C'è stato un grave evento sismico nel dipartimento di Chocó. Siamo preoccupati per le scosse di assestamento. Sebbene l'epicentro sia stato a San José del Palmar, si registrano feriti e gravi danni agli edifici anche nel capoluogo, Quibdó. Stiamo già valutando i danni per poter redigere il primo rapporto ufficiale", ha detto la governatrice Nubia Carolina Córdoba in un messaggio diffuso tramite i social media.  

Il sisma è stato talmente violento da essere stato avvertito anche in altri Paesi dell'America Latina, da Panama fino a Quito, in Ecuador. Come riporta il quotidiano locale El Tiempo, evacuazioni sarebbero in corso a Bogotá, Eje Cafetero, Tolima, Huila, Valle del Cauca, Manizales, e Medellín. "Al momento non si segnalano feriti né danni strutturali, solo alcune crepe negli edifici", ha dichiarato il sindaco della Capitale, Carlos Galán su X. Le autorità invitano tutti i cittadini a mantenere la calma e a informarsi solo attraverso i canali ufficiali. Almeno 20 gli edifici crollati intanto a Cali, ha reso noto il sindaco della città Alejandro Eder, spiegando che ci sono persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Le squadre di soccorso sono impegnate nelle operazioni di ricerca e salvataggio. 

Il presidente Abelardo De La Espriella ha annunciato che si recherà personalmente a Pereira per seguire l'emergenza provocata dal forte terremoto che ha colpito il Paese. Il capo dello Stato ha inoltre ordinato la convocazione di un Posto di comando unificato (Pmu) per coordinare gli interventi nelle aree maggiormente colpite dal sisma. "Ho chiesto al direttore dell'Unità nazionale per la gestione del rischio di disastri (Ungrd) un rapporto dettagliato sulla situazione e sulle necessità più urgenti - ha dichiarato De La Espriella, citato da El Tiempo - Sarò inoltre personalmente a Pereira per stare vicino alle persone colpite e verificare la risposta del governo. Non siete soli. Lo Stato è presente e sta intervenendo". 

Il Servizio Geologico Colombiano ha segnalato anche una scossa di assestamento di magnitudo 4.6 nel comune di Nóvita, nello stato di Chocó. L'evento è stato segnalato alle 8:18 e, secondo il rapporto preliminare, è stato superficiale. Intanto, le autorità hanno sospeso i voli in sei scali aeroportuali. L'Autorità per l'aviazione civile colombiana ha riferito che sono stati segnalati danni negli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdo, Armenia, Cartago e Buenaventura. 

La Farnesina segue, in raccordo con la missione diplomatica in Colombia, l'evolversi della situazione. Lo rende noto la Farnesina su X, aggiungendo ch il ministro degli Esteri Antonio Tajani è "informato" e "al momento non risultano italiani coinvolti". 

10 ago 2026

Spagna, oltre 1000 viaggiatori italiani identificati ai controlli

(Adnkronos) - Il numero dei viaggiatori provenienti dall'Italia che sono stati identificati all'arrivo negli aeroporti spagnoli dalla mattina di sabato scorso, quando sono entrati in vigore i controlli di frontiera disposti da Madrid in risposta a quelli predisposti dall'Italia ai confini aerei e marittimi con la Spagna per la crisi di Ceuta, ha già superato le mille persone, secondo dati forniti oggi dal ministero dell'Interno spagnolo. 

Il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere negli aeroporti e nei porti con collegamenti diretti tra Spagna e Italia è entrato in vigore alle ore 24 di venerdì scorso. 

Il governo ha adottato questa misura, inizialmente prevista fino al 7 settembre, in seguito al rifiuto dell'Italia di revocare la sospensione della Spagna dall'area Schengen, imposta dopo la crisi migratoria di Ceuta del 30 luglio tramite controlli alle frontiere aeree e marittime. 

Dall'inizio dei controlli fino a mezzogiorno di oggi, sono stati identificati complessivamente 1.033 viaggiatori, a bordo di 58 voli. All'operazione hanno partecipato 109 agenti. 

La maggior parte di questi voli (18) è atterrata all'aeroporto El Prat de Llobregat di Barcellona, dove sono stati identificati complessivamente 552 cittadini, con l'impiego di 29 agenti. 

Il secondo aeroporto con il maggior numero di controlli è stato l'Adolfo Suárez-Madrid Barajas, dove 223 persone provenienti da 18 voli sono state fermate per esibire i propri documenti da 17 agenti. 

I restanti cittadini italiani che hanno dovuto sottoporsi alla procedura di identificazione lo hanno fatto a Valencia (65 passeggeri da tre voli), Alicante (61 passeggeri da 14 voli), Siviglia (49 passeggeri da otto voli), Malaga (43 passeggeri da cinque voli) e Bilbao (40 passeggeri da cinque voli). 

Il rapporto fornito dal ministero dell'Interno non include ancora i dati relativi alle navi da crociera in arrivo nelle comunità autonome, né quelli relativi a porti e aeroporti delle Isole Canarie e Baleari. Questi dati saranno resi noti a partire da domani. 

 

10 ago 2026

Carburanti, frodi e prezzi nel mirino della Guardia di Finanza: sequestrate 20mila tonnellate, 265 denunciati

(Adnkronos) - Negli ultimi 5 mesi conclusi circa 4.800 interventi, 20mila tonnellate di prodotti energetici sequestrati e 265 denunciati: è il bilancio dei controlli della Guardia di Finanza che, anche in collaborazione con il Garante per la sorveglianza prezzi presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha intensificato l’azione di vigilanza nel settore dei carburanti con l’obiettivo di garantire la trasparenza del mercato, tutelare consumatori e imprese regolari e contrastare ogni fenomeno illecito. 

Riguardo alla lotta alle frodi, nel corso del 2026, dall'1 marzo al 31 luglio 2026, i reparti del Corpo hanno concluso 1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, denunciando all’autorità giudiziaria 265 persone, sottoponendo a sequestro oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici e accertando consumi in frode per oltre 6,5 milioni di chilogrammi. Nel mirino, sottolineano le Fiamme Gialle, il contrasto ai cosiddetti 'designer fuels', ossia "prodotti petroliferi fraudolentemente qualificati con denominazioni diverse per eludere gli obblighi fiscali, l’individuazione di depositi clandestini e distributori abusivi, nonché la scoperta di sistemi organizzati finalizzati alla commercializzazione illecita di carburanti destinati a impieghi agevolati". 

Sul fronte della trasparenza, dal 1° marzo al 31 luglio 2026 sono stati eseguiti 3.428 interventi nei confronti degli impianti di distribuzione stradale, con 2.279 violazioni contestate a 937 operatori. In particolare, riferisce sempre la Guardia di Finanza, sono emerse "irregolarità relative alla mancata esposizione dei prezzi e alla difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati". 

Tanti i casi emersi. Ad esempio la tenenza della guardia di finanza di Silandro (Bolzano), in due diverse attività ispettive, ha individuato e messo i sigilli a 10 colonnine di erogazione risultate non a norma. Dai controlli del Nucleo di polizia economico-finanziaria Catania, con il supporto del primo Nucleo operativo metropolitano Roma, è emerso "un duplice sistema di frode" attraverso "l’illecita introduzione nel territorio italiano di ingenti quantitativi di gasolio ad uso autotrazione dichiarato fraudolentemente come 'liquido bio anticorrosivo' e l’approvvigionamento e l’utilizzo di 'gasolio agevolato a uso agricolo' per impieghi soggetti a maggiore accisa: sono state eseguite misure cautelari personali nei confronti di cinque persone, ritenute responsabili, in concorso, di sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle accise sui prodotti energetici e sottoposti a sequestro circa 120.000 kg di prodotti energetici. 

Il Gruppo Taranto ha invece sequestrato oltre 30.000 litri di carburante di illecita provenienza, destinato ad essere immesso clandestinamente sul mercato locale. Il Gruppo Pronto impiego Napoli ha individuato e sottoposto a sequestro circa 5.000 litri di gasolio, sottratto all’accertamento e al pagamento dell’accisa, denunciando tre persone. 

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria Foggia ha concluso un’attività investigativa dalla quale è emerso un sodalizio "dedito alla sistematica evasione delle accise sui carburanti". Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, l'organizzazione, avvalendosi della complicità di un'azienda, acquisiva ingenti quantitativi di carburante agricolo per destinarli illegalmente all'autotrazione attraverso un rudimentale distributore di carburante abusivo e privo di qualsiasi standard di sicurezza. 

 

I dati diffusi dalla Guardia di Finanza confermano purtroppo i timori espressi dal Codacons nelle ultime settimane e la necessità delle verifiche chieste dall'associazione sul mercato dei carburanti. Dal 1° marzo al 31 luglio 2026 le Fiamme Gialle hanno concluso 1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, con 265 persone denunciate, oltre 20mila tonnellate di prodotti sequestrate e più di 6,5 milioni di chilogrammi di consumi in frode accertati. 

Sul fronte della trasparenza dei prezzi alla pompa sono stati invece eseguiti 3.428 controlli, con 2.279 violazioni contestate a 937 operatori, comprese irregolarità sulla mancata esposizione dei prezzi e difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati. 

Numeri che assumono un peso ancora maggiore nel pieno degli spostamenti estivi e in vista del controesodo di fine agosto.  

Il Codacons nelle ultime settimane aveva chiesto di intensificare controlli e verifiche sulla filiera, anche alla luce delle anomalie registrate nell'andamento dei listini alla pompa. I risultati della Guardia di Finanza confermano purtroppo quanto fosse necessario accendere un faro sul settore. 

Chiediamo quindi controlli a tappeto in tutta Italia e un'intensificazione delle verifiche in vista del controesodo, non solo presso i distributori ma lungo l'intera filiera, per individuare eventuali anomalie e verificare la corretta formazione dei prezzi. 

Di fronte a numeri simili non è possibile abbassare la guardia: nelle settimane in cui milioni di italiani torneranno sulle strade, ogni possibile irregolarità deve essere individuata e fermata tempestivamente. 

Le dichiarazioni del Codacons sui dati diffusi dalle Fiamme Gialle arrivano anche dopo i controlli che la Guardia di Finanza aveva effettuato in stazioni di rifornimento prese a campione a Roma e Provincia la scorsa settimana a seguito dell'inchiesta dell'Adnkronos sul fenomeno del carburante impuro e annacquato. Il bilancio è stato pesante: oltre dieci tonnellate di carburante irregolare, con sanzioni per 20mila euro e circa il 20% degli impianti controllati risultato irregolarole solo nella Capitale. Il fenomeno sta registrando una crescita esponenziale nell'ultimo periodo, come confermato all'Adnkronos da molti meccanici che ricevono nelle loro officine auto e moto danneggiate da benzina e diesel non a norma: “In cinquant’anni – hanno detto ai microfoni di Adnkronos – non abbiamo mai visto tanti casi”. 

10 ago 2026

Trovato accordo tra Del Vecchio e Soldati su affidamento della figlia

(Adnkronos) - Accordo trovato tra Leonardo Maria Del Vecchio e l’ex compagna Sara Soldati sull’affidamento della figlia di un anno. I dettagli della soluzione condivisa - valida fino al 16 settembre - sono stati presi dalla stessa coppia davanti al giudice civile del tribunale di Milano della sezione Famiglia. Soddisfatti entrambi i genitori.  

“Vado a prendere mia figlia, voglio solo vederla. Sono soddisfatto, si torna all’accordo tanto odiato che era ed è il meglio per la bambina”, le parole che Del Vecchio ha pronunciato, con un sorriso aperto, dopo aver trovato l'intesa con l’ex compagna.  

“Sono contenta dell’accordo raggiunto”, le poche parole che Sara Soldati, assistita dall’avvocata Annamaria Bernardini de Pace, ha pronunciato dopo l’accordo. 

In sostanza si ritorna al precedente accordo per cui i genitori si alternano ogni sette giorni al fianco della bambina, con la possibilità di interagire con lei in maniera libera nell'interesse della minore. La piccola sarà stabile in una residenza estiva indicata dalla coppia e sarà il genitore a 'raggiungerla', in attesa di ridiscutere il 16 settembre davanti al giudice civile l'intesa raggiunta. Una stabilità abitativa che soddisfa entrambi i genitori. L'accordo non prevede nessuna intesa economica. 

"E' inaudito che si possa fare scempio della professione in questi termini, scrivendo in un atto giudiziario che una figlia sia in pericolo di vita quando è in compagnia del padre, invocare provvedimenti urgenti ed emergenziali, e poi allo show down fare impunemente retromarcia. Non può tollerarsi la libertà di diffamare neanche per decani della professione", affermano all'Adnkronos gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, difensori di Del Vecchio. 

L'ufficio stampa di Leonardo Maria Del Vecchio definisce i termini dell'accordo: "La decisione odierna consente di archiviare le ricostruzioni e le accuse circolate nelle ultime settimane nei confronti di Leonardo Maria Del Vecchio, comprese quelle che ne avevano messo in discussione l’affidabilità come padre. Alla luce dell’assetto stabilito dal giudice, tali rappresentazioni risultano oggi smentite nei fatti dalla decisione assunta, che riconosce a Del Vecchio il suo ruolo genitoriale nella quotidianità della figlia". 

Il provvedimento stabilisce un regime paritetico di permanenza della bambina con entrambi i genitori. Nello specifico, la sentenza prevede che la bambina trascorrerà una settimana con il padre e una settimana con la madre, garantendo a entrambi una presenza piena e continuativa nella vita della minore. "Contestualmente alla nuova decisione del giudice, decade l’accordo in essere tra le parti ma, nella sostanza, viene ripristinato il regime già adottato, con una gestione condivisa della bambina tra i due genitori" si legge in una nota. 

L’assetto è stato raggiunto "anche grazie al lavoro degli avvocati di Leonardo Maria Del Vecchio, Daniela Missaglia e Domenico Aiello, sulla base della proposta che lo stesso Del Vecchio aveva già avanzato a suo tempo, nel primario interesse della bambina e a tutela della sua serenità". Si tratta di un provvedimento "di natura provvisoria e temporanea, destinato a disciplinare la gestione della piccola sino al 16 settembre". 

 

"Ha vinto l'amore di entrambi, di Sara Soldati e Leonardo Maria Del Vecchio, per la bambina" ha detto all'Adnkronos l'avvocata Annamaria Bernardini de Pace, che tutela gli interessi della modella. Alle critiche mosse dai legali dell'imprenditore, gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, la legale ripercorre i fatti. "Questo accordo lo ha voluto per primo il curatore, Sara Soldati è stata subito d'accordo e anche Del Vecchio, ma non lo voleva Daniela Missaglia, ora vuol far vedere che ha vinto? Qui non si vince e non si perde perché non c'è nulla da vincere sulla pelle di una bambina" spiega.  

"Citando Paul Valéry dico che 'Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore' ed è quello che stanno facendo, ma non si combatte così rudemente quando c'è una bambina di mezzo. Chi se ne frega chi ha vinto...c'è una bimba salvata", conclude Annamaria Bernardini de Pace. 

10 ago 2026

Antonella Clerici 'contro' le mete estive: "Forse ho sbagliato lavoro"

10 ago 2026

Mini riforma del bollo auto, niente tagli ma dal 2028 cambiano le tempistiche: la novità

(Adnkronos) - Ogni volta che si parla di una ‘riforma’ del bollo auto gli automobilisti sperano segretamente in un taglio dei costi o in un'abolizione, prospettata in questi giorni anche dal vicepremier Antonio Tajani. Ma la mini riforma del governo, che ha avuto l’ok il 5 agosto, non taglia i costi. Semplicemente, armonizza le tempistiche tra regioni a partire dal 2028: dal primo gennaio di quell’anno il primo bollo si pagherà ovunque, e non solo in alcune regioni, entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione. I rinnovi successivi andranno saldati entro l'ultimo giorno del mese in cui l'auto è stata originariamente immatricolata. Il cambiamento non vale per le auto già in circolazione, che manterranno le vecchie norme che prevedono le scadenze di aprile, agosto o dicembre. 

Chi sperava in uno sconto rimarrà quindi deluso. Per i dettagli bisogna attendere la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, ma è sicuro che non cambieranno i parametri di calcolo: si continuerà a pagare in base ai kW (la potenza omologata al punto P.2 del libretto) e alla classe ambientale (da Euro 0 a Euro 6), con importi base che le regioni possono aumentare di un 10%; potranno anche impostare un pagamento quadrimestrale per alcune categorie di veicoli. Inoltre, se per sbaglio si paga il bollo alla Regione errata, ci penseranno le Regioni stesse a passarsi le somme tra di loro. Dovrebbe rimanere anche il superbollo per le macchine sopra i 100 Kw, maggiorato della metà. Rimangono inalterate le esenzioni (come quelle per le auto elettriche). 

Un grosso cambiamento riguarda la geografia del bollo nel caso delle auto a noleggio che apparterranno al luogo di abituale utilizzo dei mezzi e non alla sede legale della società del settore. Tra le misure che scatteranno prima del 2028 c’è quella sui contratti di noleggio a lungo termine senza conducente: dal primo gennaio 2027 saranno annotati anche al Pra, il Pubblico registro automobilistico. Tra le misure in arrivo ci dovrebbe essere anche la possibilità di sospendere il pagamento solo per i veicoli usati e con passaggio di proprietà trascritto al Pra entro 60 giorni dalla vendita, ma spetterà al nuovo proprietario riallineare il pagamento alla data di immatricolazione. Il bollo sarà dovuto anche in caso di fermo amministrativo di natura fiscale del veicolo. 

 

10 ago 2026

'Basket Bond Emilia-Romagna', continua programma Bper- Cdp

(Adnkronos) - Prosegue il programma "Basket Bond Emilia-Romagna” con il perfezionamento di quattro nuove emissioni dal valore complessivo di oltre 12 milioni di euro. L’operazione si inserisce nell’ambito della strategia della Regione Emilia-Romagna volta a favorire l’accesso delle PMI al mercato dei capitali e a sostenere progetti di investimento, crescita e innovazione delle imprese del territorio. Il programma, promosso da Cassa Depositi e Prestiti e Bper Banca, beneficia della garanzia concessa dalla Regione Emilia-Romagna tramite il Fondo Garanzia Minibond, strumento regionale che affianca le imprese nell’accesso a forme innovative di finanziamento e contribuisce a mobilitare risorse private a sostegno dello sviluppo economico e della competitività del sistema produttivo, inserendosi nell’ambito del Programma Regionale Pr-Fesr Emilia-Romagna 2021-2027. 

Con queste ultime quattro emissioni, il programma, con una dotazione complessiva di 100 milioni di euro, raggiunge un ammontare cumulato di circa 30 milioni di euro coinvolgendo nove Pmi, attive in vari settori dell’economia italiana. 

Le nuove emissioni hanno interessato quattro società: Ecogest S.p.A., Lea-Renergy S.r.l., RM Multimedia S.r.l. e Senzani Brevetti S.p.A.. Ciascuna società ha emesso un minibond della durata di sei anni finalizzato a sostenere i rispettivi piani di crescita, investimento, sviluppo e acquisizione, sia sul mercato nazionale sia a livello internazionale. 

Nel dettaglio, Ecogest S.p.A., società attiva nei servizi di manutenzione del verde stradale e autostradale, ha emesso un minibond da 3 milioni di euro; Lea-Renergy S.r.l., azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici e soluzioni per la transizione energetica, ha emesso un minibond da 3,5 milioni di euro; RM Multimedia S.r.l., realtà attiva nella distribuzione di tecnologie professionali per il settore dello spettacolo, degli eventi e dell'entertainment, ha emesso un minibond da 3,6 milioni di euro; infine, Senzani Brevetti S.p.A., storica impresa specializzata nella progettazione e produzione di macchine automatiche e linee complete per il packaging, ha emesso un minibond da 2 milioni di euro. 

Cdp e Bper Banca, in qualità di anchor investor del programma, hanno sottoscritto indirettamente ciascuna il 50% dell’ammontare complessivo delle emissioni. Bper Corporate & Investment Banking ha inoltre ricoperto il ruolo di Arranger dell’operazione. 

10 ago 2026

Batterio mangiacarne sotto osservazione a Messina, è allerta

(Adnkronos) - E' allerta a Messina per il Vibrio vulnificus, noto come 'batterio mangiacarne', finito sotto stretta osservazione nella città dello Stretto, dove uno studio condotto 21 anni fa dall’Università di Messina ne aveva già accertato la presenza nel plancton e nelle acque tra Sicilia e Calabria. 

A lanciare l'allarme è stato il Florida Department of Health, negli Usa. Il batterio è adesso sotto stretta osservazione. 

In Florida due persone sono morte per il batterio mangiacarne. Come riporta People il dipartimento della Salute dello Stato ha reso noto che un residente della contea di Marion è deceduto per un'infezione, provocata dal raro e pericoloso batterio. Quest'ultima vittima aveva tra i 60 e i 64 anni, secondo Florida Today. 

"Il Vibrio vive naturalmente nelle acque costiere" informa il Centers for Disease Control and Prevention, spiegando che la maggior parte delle persone contrae l'infezione, dopo aver mangiato molluschi crudi o poco cotti, in particolare le ostriche. Ma possono causare infezioni anche se un bagnante ha una ferita aperta, un tatuaggio o un piercing recente. 

Il tema è finito anche sotto i riflettori dell'infettivologo Matteo Bassetti. Il Vibrio vulnificus, ha spiegato, è "un batterio che si può prendere quando si nuota, che mangia la carne e agisce rapidamente". Il patogeno "vive in acque costiere calde e salmose, può entrare nel corpo attraverso piccoli tagli o consumo di frutti di mare crudi, progredendo rapidamente in un'infezione mortale". Infatti, "sebbene le infezioni da Vibrio vulnificus siano rare, sono molto pericolose, con una letalità del 20%", sottolinea il primario dell'Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova. "Il batterio può causare una fascite necrotizzante", ossia "un'infezione grave che distrugge rapidamente la pelle e i tessuti circostanti, diffondendosi direttamente nel sangue. In quelle aree, come la Florida, occorre evitare le acque costiere calde se si hanno ferite aperte o tatuaggi appena fatti e assicurarsi che tutti i frutti di mare siano cotti a fondo", raccomanda Bassetti. 

10 ago 2026

Elementi totali: 20
Vai a