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Ceuta, ancora 5mila migranti in città: "Emergenza non è finita"

(Adnkronos) - Tra i 3.000 e i 5.000 migranti restano a Ceuta quattro giorni dopo l'inizio della crisi migratoria nell'exclave spagnola in Africa. E' la stima arrivata dal presidente della "città autonoma", Juan Jesús Vivas, che ha parlato di una "valanga di 80.000 persone", quasi l'equivalente degli abitanti. Qui non si è tornati alla "normalità", ha detto, insistendo per "misure" affinché "non si ripeta" quanto accaduto la scorsa settimana. 

In dichiarazioni a Telecinco, Vivas ha affermato che l' "integrità territoriale" della Spagna è stata "violata" a Ceuta "con una valanga di 80.000 persone". E ha anche confermato che giorni prima dell'arrivo di una marea umana dal Marocco, la sua amministrazione aveva "timori evidenti" a causa di "movimenti" che indicavano la necessità di adottare misure eccezionali perché erano riuscite ad arrivare a nuoto tra le 1.800 e le 2.000 persone. 

"Quello che è successo è gravissimo. L'integrità territoriale della Spagna è stata violata qui a Ceuta. È come se 50 milioni di persone fossero entrate nel resto della Spagna in un solo giorno, senza sapere perché ci stessero andando", ha aggiunto. 

Intanto la portavoce del governo, Elma Saiz, ha dichiarato che l'esecutivo non aveva ricevuto alcun avviso dai servizi segreti in merito a una crisi migratoria e ha evidenziato la risposta "senza precedenti" del governo del primo ministro Pedro Sanchez. A Saiz, in un'intervista all'emittente RTVE, è stato chiesto più volte se il governo avesse ricevuto avvisi preliminari dai servizi segreti: "Non c'era alcun rapporto che ci avvertisse della portata dei numeri a cui dovevamo far fronte". La portavoce ha ribadito che "l'entità" della situazione era sconosciuta. "Non c'era assolutamente modo di prevedere qualcosa di così senza precedenti", ha dichiarato. 

3 ago 2026

Caso Beach volley, accesa discussione tra tecnico Martins e Chiara They, Fipav: "Immagini inaccettabili"

(Adnkronos) - La finale femminile della Coppa Italia di beach volley che si è svolta a Montesilvano, e valida anche come sesta tappa del Campionato Italiano e terza Gold della stagione, ha visto una discussione accesa nel corso di un time out del secondo set tra James Martins, tecnico di Chiara They e Sara Breidenbach, che hanno poi perso la finale, sotto l’occhio delle telecamere che riprendevano la manifestazione. La gara è stata poi vinta da Federica Frasca e Alice Gradini ma la Federazione è dovuta intervenire su quanto accaduto e attivare gli organi competenti.  

"In merito a quanto accaduto nel corso della finale femminile della Coppa Italia di Beach Volley di Montesilvano, durante un time-out che ha visto protagonista James Martins, tecnico della coppia Chiara They e Sara Breidenbach, la Federazione Italiana Pallavolo esprime la ferma condanna per il comportamento dell'allenatore", recita una nota della Fipav che rende noto che "si è già attivata, segnalando l'accaduto ai propri organi competenti, affinché vengano ascoltati tutti i protagonisti coinvolti e siano svolti i doverosi accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti". Il tecnico avrebbe preso per un braccio prima l’una e poi l’altra atleta, con Chiara They che ha reagito dicendo: “La smetti? Basta!”.  

Duro il messaggio del presidente federale. "Le immagini viste sono inaccettabili e rappresentano un comportamento che condanniamo con assoluta fermezza -le parole del presidente della Fipav Giuseppe Manfredi-. L'atteggiamento tenuto dal tecnico nei confronti delle proprie atlete va ben al di là di qualsiasi dinamica tecnica o sportiva e non può trovare alcuna giustificazione. Comportamenti di questo tipo non possono essere accettati in alcun modo. Da anni la Federazione Italiana Pallavolo ha posto grande attenzione alle politiche di Safeguarding, affinché ogni atleta possa svolgere la propria attività in un ambiente sicuro. Per questo motivo, chiunque partecipi, con qualsiasi funzione o titolo, all'attività federale è chiamato ad attenersi ai principi di tutela della persona, del rispetto reciproco, così da garantire la piena salvaguardia dei diritti dei tesserati. Questi valori sono imprescindibili per il nostro movimento". 

La Fipav ribadisce che ogni eventuale responsabilità sarà valutata nelle sedi competenti, nel pieno rispetto delle procedure previste dall'ordinamento federale, con la massima determinazione nel tutelare i valori dello sport e la sicurezza di tutti i tesserati coinvolti nell'attività federale. 

3 ago 2026

Si lancia nudo dal ponte di Brooklyn, sopravvissuto a volo di 85 metri - Guarda

3 ago 2026

Conte: "Mi dimetto da Commissione Covid, spazzerò via il fango". Ma l'audizione salta

(Adnkronos) - Giuseppe Conte si dimette dalla Commissione Covid in vista dell'audizione inizialmente programma domani, martedì 4 agosto. "In vista dell'audizione di domani mattina mi sono dimesso dalla Commissione Covid e spetterà a me, finalmente, parlare in modo da spazzare via tutto il fango", dice il leader del M5S con un post sui social invitando a seguire l'intervento in diretta streaming. In realtà, l'audizione non si terrà martedì. 

"In ragione dei lavori delle Aule parlamentari per le giornate di martedì 4 e di mercoledì 5 agosto, con previste votazioni tutto il giorno sia alla Camera che al Senato, ho dovuto sconvocare l’audizione di Giuseppe Conte", annuncia il presidente della commissione parlamentare sull'emergenza Covid, Marco Lisei. "Già la scorsa settimana -spiega- i miei uffici avevano contattato la segreteria di Conte anticipando che sarebbe stato difficile tenere l’audizione il 4 e il 5 agosto. Pertanto, avevano chiesto altre disponibilità ed io stesso, nel corso dell’ultima seduta, avevo avvisato che sarebbe stato utile da parte del leader del M5S proporre altre date. Nella giornata di venerdì scorso i miei uffici hanno nuovamente contattato la segreteria di Conte, senza tuttavia ricevere disponibilità di altri giorni. Così ho deciso di tentare di fissarla comunque il 4 agosto, ma come previsto non c’è materialmente spazio per una audizione che richiederà parecchie ore. I miei uffici -conclude Lisei- prenderanno ancora contatto con Conte per individuare altre date utili”. 

3 ago 2026

"Match 3 su 5 con set ai 4 game, senza vantaggi": Djokovic lancia la 'rivoluzione' del tennis

3 ago 2026

Belen, gli attacchi di panico e la depressione: "Ecco cosa mi ha aiutato a superare i momenti difficili"

3 ago 2026

Gerry Scotti compie 70 anni, da 'L'accendiamo?' a 'Eh già' le frasi cult conduttore 

(Adnkronos) - Dopo quasi 50 anni di carriera e alla vigilia dei 70 anni (che compirà il 7 agosto 2026), la consacrazione di Gerry Scotti nell'olimpo televisivo non passa solo dai numeri ma anche dalle parole: di seguito dieci (più una che non fu pronunciata da lui) frasi‑cult che hanno contribuito a fare del conduttore uno dei volti più amati della tv, capace di unire generazioni diverse e di restare un volto familiare, credibile, rassicurante.  

" Quando vedo la tua faccia in tv mi sento a casa"  

La frase gliel’ha detta Silvio Berlusconi anni fa, ma negli ultimi due anni è diventata il manifesto definitivo di Gerry Scotti. È la definizione perfetta del suo rapporto con il pubblico: Gerry è la tv che rassicura, che non urla, che non divide.  

"Sono un ragazzo di campagna".  

Nato sul tavolo della cucina della casa paterna (alla mamma si erano rotte le acque nella vigna), Scotti ha sempre parlato della sua normalità come un valore da tutelare. "Nel momento in cui credi di essere chissà chi, sei finito", dice spesso. E questo è uno dei motivi per cui il pubblico si fida di lui: Gerry non ha mai finto di essere altro. Non si è mai montato la testa. È rimasto Gerry. 

" A Striscia non gli ho fatto le scarpe, al massimo i sandali".  

Quando nell'estate 2025 gli chiedono se abbia “rubato il posto” a Striscia la Notizia, lui smonta tutto con una battuta. È Gerry allo stato puro: elegante e autoironico. E subito dopo aggiunge: "Striscia rimarrà per sempre una delle mie più grandi esperienze televisive", sottolinea essendosi seduto dietro il 'bancone' del tg satirico di Antonio Ricci per ben 12 edizioni.  

" I pacchi sono il nuovo benchmark. Ma la parola ingiocabilità non mi piace".  

Alla vigilia della sfida nell'access prime time con Stefano De Martino, Scotti non si nasconde. È la frase che racconta la sua filosofia televisiva: non esistono avversari “ingiocabili”, esistono sfide da giocare. 

" Ehhhh già…"  

Il 3 settembre 2025 Gerry pubblica la foto della sua ombra e due sole parole: "Ehhhh già…". La citazione di Vasco Rossi arriva all'indomani del primo confronto diretto de 'La Ruota della Fortuna' con 'Affari Tuoi'. Un confronto dal quale esce vincente. Una citazione che diventa il manifesto della sua resilienza pop: sembrava la fine del mondo, ma lui è ancora qua. E compie l'impresa da underdog più senzazionale delle ultime stagioni tv.  

"Mike mi ha dato una mano da lassù".  

Parlando del successo della Ruota, Scotti trasforma il risultato in un omaggio. È il suo modo di riconoscere la storia, l’eredità, il maestro. 

"Io e De Martino siamo la nuova prima serata". 

Le parole di Scotti fotografano un fenomeno: oltre 11 milioni di italiani ogni sera tra i due programmi. Poi aggiunge un aneddoto empirico e quanto mai pop: "Porto fuori il cane e vedo cosa guardano al pianterreno: De Martino. Poi giro l’angolo e ci sono io. Vai, siamo uno a uno".  

"Fateci finire alle 21:30"  

Al Premio Agnes, nel giugno scorso, davanti ai dirigenti televisivi, Scotti e De Martino si abbracciano sul palco e lanciano un appello serissimo a contenimento dell'orario dei programmi di access prime time, che ormai finiscono quasi alle 22. Un appello condito però da uno scambio di regali all'insegna dell'ironia: De Martino regala a Scotti un pacco di ‘Affari Tuoi’ ("75mila euro perché siamo in ristrettezza, siamo a fine stagione"), Scotti dona a De Martino il Jolly de ‘La Ruota della Fortuna con la faccia del conduttore Mediaset. La tv come gioco, anche serissimo, ma non come guerra.  

"Condivido i pochi capelli e un po’ di pancia con la gran parte dei maschi italiani: li ho sdoganati".  

E' la frase, ancora una volta all'insegna dell'autoironia, che ne fa l'uomo in cui tutti possono riconoscersi e che non ha paura di mostrarsi com’è. 

"La accendiamo?" 

È la frase forse più iconica della sua carriera, il tormentone che ha attraversato un’intera generazione di telespettatori. A Chi vuol esser milionario?, prima di confermare la risposta del concorrente, Gerry Scotti scandisce quel "La accendiamo?" che è diventato un pezzo di cultura pop italiana: imitato, memato, ripetuto nelle case, nei bar, nelle scuole, ovunque.  

"La politica non mi ha dato nulla e io non ho dato nulla alla politica".  

Della sua esperienza politica (eletto nel 1987 alla Camera dei Deputati nelle file del Partito Socialista Italiano guidato da Bettino Craxi, restò in carica fino al 1992) Gerry Scotti non parla spesso anche perché non ha mai fatto mistero di considerarla negativa: "Dovevo lavorare ai problemi del mondo giovanile. Ma mi accorsi subito che erano solo sogni che si infrangevano contro interessi di altro ordine. Se facevo una domanda era raro che ottenessi una risposta".  

3 ago 2026

Padova, bimba rimane chiusa in auto sotto il sole: salvata da agenti penitenziaria

(Adnkronos) - Una bambina è stata salvata dopo essere rimasta accidentalmente chiusa all'interno di un'auto sotto il sole nel pomeriggio di sabato in via Armistizio, a Padova. A intervenire sono stati tre agenti della Polizia penitenziaria, liberi dal servizio, che hanno rotto il finestrino del veicolo dopo aver valutato l'impossibilità di attendere l'arrivo dei Vigili del fuoco. Secondo quanto riferito dal Sindacato autonomo Polizia penitenziaria (Sappe), l'allarme è stato lanciato dalla madre della piccola. 

I tre agenti hanno verificato che la bambina si trovava sul seggiolino posteriore con tutte le portiere bloccate. Dopo aver richiesto l'intervento dei Vigili del fuoco e constatato il progressivo aumento della temperatura nell'abitacolo e dello stato di agitazione della minore, hanno deciso di rompere il finestrino lato guida, riuscendo ad aprire l'auto e ad affidare immediatamente la bambina alla madre. La piccola non ha riportato conseguenze. "Questo episodio dimostra ancora una volta che i Baschi Azzurri sono servitori dello Stato ventiquattr'ore su ventiquattro", afferma Giovanni Vona, segretario nazionale del Sappe per il Triveneto. "Anche quando sono liberi dal servizio, i poliziotti penitenziari non esitano a mettere a disposizione professionalità, equilibrio e coraggio per tutelare la vita delle persone", continua. 

Anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha espresso "il più vivo apprezzamento per la prontezza, la professionalità e lo straordinario senso del dovere dimostrati dai colleghi, che hanno saputo assumere una decisione difficile ma necessaria, salvaguardando l'incolumità della bambina". Questa vicenda - aggiunge, - ricorda a tutti che la Polizia Penitenziaria non è impegnata soltanto nelle carceri, dove ogni giorno garantisce sicurezza e legalità in condizioni spesso estremamente difficili, ma rappresenta un presidio dello Stato anche fuori servizio". 

3 ago 2026

Iran, annunci di raid imminenti e poi 'ripensamenti': tutte le volte di Trump

(Adnkronos) - Più volte Donald Trump è tornato sulle sue dichiarazioni dopo aver minacciato il ricorso alla forza militare contro l'Iran. Più volte, dopo aver annunciato la vittoria assicurando che le capacità militari dell'Iran erano state annientate, è tornato a minacciare nuovi raid contro la Repubblica islamica, da quando il 28 febbraio scorso Usa e Israele avviarono operazioni militari a cui Teheran non ha mancato di rispondere. Il presidente americano 'oscilla' tra negoziati e bombardamenti: nodo decisivo è lo Stretto di Hormuz.  

- 21 MARZO: "Distruggere le centrali elettriche". "Se l'Iran non riaprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro 48 ore a partire da questo preciso momento, senza alcuna minaccia, gli Usa attaccheranno e distruggeranno le sue centrali elettriche, a cominciare dalla più grande", scrive Trump su Truth. Due giorni dopo, concede altri cinque giorni, citando "colloqui molto positivi e produttivi" con l'Iran. Sospende la "distruzione di centrali elettriche" per altri dieci giorni, facendo riferimento a colloqui diplomatici in corso. 

- 7 APRILE: "Morirà un'intera civiltà". Trump minaccia l'Iran e la sua popolazione, oltre 90 milioni di abitanti, affermando su Truth che "stanotte morirà un'intera civiltà". Poche ore dopo, accettando una proposta di tregua con l'impegno dei mediatori pakistani, Trump annuncia di "sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per due settimane". 

- 11 GIUGNO: "Controllo totale del petrolio e del gas". "Gli Stati Uniti colpiranno l'Iran - scrive il tycoon ancora su Truth - molto forte questa sera". E "in un futuro non troppo lontano, prenderemo l'isola di Kharg, e altre infrastrutture petrolifere, e prenderemo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas". Cinque ore dopo Trump dichiara di aver "annullato raid e bombardamenti previsti contro l'Iran", citando progressi nei negoziati per arrivare a un accordo che ponga fine al conflitto.  

- 31 LUGLIO: "Colpire molto forte". "Li colpiremo duramente, a un certo punto, diranno 'Non ne possiamo più'", dichiara Trump da Camp David. Il giorno successivo, ancora su Truth, scrive che gli Stati Uniti erano pronti a colpire la Repubblica islamica dell'Iran a livelli di "forza e potenza militare mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale", ma "ci è stato chiesto dall'Iran e da altri Paesi del Medio Oriente, di sospendere ogni attacco". 

3 ago 2026

Zverev 'difende' Sinner: "Salta Montreal? Pensavo di farlo anch'io, va capito..."

3 ago 2026

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