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2 nov 2026

Manovra, Sumai: "Dimenticati 18mila specialisti ambulatoriali, a rischio sanità territoriale"

(Adnkronos) - "Abbiamo letto con attenzione il disegno di legge di bilancio 2027-2029 e la sua Relazione tecnica. Il risultato è tanto semplice quanto grave: ancora una volta i 18 mila specialisti ambulatoriali convenzionati, i veterinari e i professionisti che operano con l’Accordo collettivo nazionale Sumai non esistono. Non sono mai citati. Nel testo non compaiono le parole 'specialisti ambulatoriali', 'personale convenzionato', 'Accordo collettivo nazionale'. La specialistica ambulatoriale ricorre solo due volte, e sempre come tipologia di prestazione, mai come categoria di professionisti che quelle prestazioni le erogano ogni giorno negli ambulatori pubblici del Paese". Così in una nota Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, il sindacato di categoria maggiormente rappresentativo, commenta la manovra finanziaria. 

"Nonostante l’impegno del ministro della Salute Orazio Schillaci – aggiunge Magi – il Mef nella finanziaria ha previsto meno risorse di quelle richieste e, per la quarta volta in quattro anni, ha ignorato il contributo della specialistica ambulatoriale convenzionata interna: quei 18 mila professionisti che operano ai sensi del D.Lgs. 502/92. È una dimenticanza che pesa perché arriva nel momento in cui tutti, prima delle elezioni, a parole, dicono di voler rafforzare l’assistenza territoriale, ridurre le liste d’attesa e alleggerire i pronto soccorso". 

La manovra - si legge nella nota - aumenta il fabbisogno sanitario nazionale di 2.365 milioni nel 2027. Vediamo dove vanno i fondi 'mirati': 500 milioni l’anno per aggiornare le tariffe dei ricoveri ospedalieri per acuti; 380 milioni per l’indennità di pronto soccorso del personale dipendente; 300 milioni per le prestazioni aggiuntive contro le liste d’attesa, riservati ai soli dipendenti del Ssn e non per i convenzionati; tre punti in più sul tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni dai privati accreditati, per assorbire nuove tariffe che la stessa Relazione tecnica stima in 365 milioni l’anno; una Carta da 300 euro per gli over 75 da spendere in beni e prestazioni sanitarie. "Quindi ospedale, Pronto soccorso, Privato accreditato. Per la specialistica ambulatoriale pubblica a rapporto convenzionale, che è lo strumento più diretto e meno costoso per aumentare l’offerta pubblica e abbattere le attese, invece non è previsto nulla - riferisce la nota - . Non c’è un euro per il rinnovo delle convenzioni: gli oneri dell’Acn 2025-2027 vengono lasciati all’incremento indistinto del fondo o alla libera disponibilità delle Regioni, senza alcuna garanzia. Non un euro in più. E le due leve introdotte per il personale, prestazioni aggiuntive e indennità, escludono i convenzionati. A parità di funzione assistenziale, per professionisti che lavorano assieme, accanto uno all’altro, per la stessa identica attività esistono retribuzioni che hanno due pesi e due misure. Vergogna".  

 

"Lo diciamo con chiarezza: senza gli specialisti ambulatoriali la riforma dell’assistenza territoriale resta sulla carta. Le Case della comunità, la presa in carico dei pazienti cronici, la diagnostica di primo livello, la continuità tra medico di famiglia e ospedale si reggono sul lavoro quotidiano di migliaia di specialisti che in silenzio e spirito di servizio garantiscono con fatica ed impegno quotidiano visite specialistiche ed esami strumentali, sul territorio, vicino a casa dei cittadini" aggiunge Magi. "Se il territorio non viene potenziato - avverte il segretario generale di Sumai Assoprof - il paziente non ha alternative: torna in Pronto soccorso, finisce in ospedale, oppure paga di tasca propria. È il paradosso di questa manovra: si finanziano gli effetti, ricoveri e accessi impropri al Pronto soccorso, e si dimentica la causa, cioè un territorio che non riesce a rispondere. Si spende di più per curare dopo, invece di investire per curare prima e meglio. Alla faccia della riforma sanitaria del territorio, del Pnrr e del Dm 77, con miliardi spesi per Case della comunità e Ospedali di comunità che rimangono e rimarranno vuoti senza personale". 

"Gli specialisti ambulatoriali hanno sempre garantito il servizio, anche negli anni più difficili, senza mai far mancare la propria presenza ai cittadini. Ma la pazienza ha un limite. Se nel corso dell’esame parlamentare non arriveranno risposte chiare, il Sumai è pronto alla mobilitazione nazionale della categoria, in tutte le province, per difendere non soltanto il lavoro dei professionisti, ma il diritto dei cittadini a essere curati sul territorio, vicino a casa e senza attese infinite. Investire sulla specialistica ambulatoriale pubblica non è un costo: è la condizione perché il Servizio sanitario nazionale resti pubblico, universale e sostenibile", conclude Magi.  

2 nov 2026

"Freezer guasti, manomessi dagli hacker": gli attacchi in Toscana, Emilia Romagna e Sicilia

(Adnkronos) - Dopo l'Europa, gli hacker colpiscono anche i supermercati in Italia. Guasti si sono registrati in Sicilia, in sei punti vendita, ma segnalazioni sono arrivate anche da un'azienda toscana, operante nella ristorazione collettiva, e da una dell'Emilia Romagna, attiva nella produzione dei surgelati.  

"Abbiamo avuto la conferma che si tratta di un attacco hacker in almeno quattro supermercati Coop in Sicilia" dice all'Adnkronos Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Coop Radenza, che gestisce supermercati a marchio Coop in Sicilia. "La situazione è al momento sotto controllo, posso confermare che abbiamo avuto degli attacchi, ma il problema è stato già circoscritto. Abbiamo appurato che sono stati attacchi che stiamo gestendo con gli organi di controllo. Abbiamo avviato i protocolli con l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn)".  

"Abbiamo fatto un check per verificare l’andamento della situazione, per ora è tutto tranquillo, non registriamo anomalie nel sistema di refrigerazione" spiegano, poi, da Coop all'Adnkronos dopo alcuni episodi in Sicilia, in supermercati di una catena che lavora in franchising con il marchio Coop, al di fuori della rete di gestione diretta del marchio. "Il nostro istituto interno che si occupa di progettazione, gestione e funzionamento dei punti vendita - un pool di architetti e ingegneri - sta monitorando i sistemi di controllo della rete Coop, sistemi evoluti che ci consentono di tenere sotto controllo tutto quello che può succedere. Sono ragionevolmente tranquilli, confortati dalla disponibilità di questi sistemi di controllo adeguati". 

La notizia arriva, dopo che sono stati colpiti centri commerciali in mezza Europa. In Belgio, Svezia, Lussemburgo, Olanda, Finlandia, Irlanda ed Estonia, alterando da remoto le temperature degli impianti di refrigerazione che sono arrivati anche a toccare i 50 gradi.  

 

Martedì 3 novembre, alle 11.30, si terrà a Palazzo Chigi una riunione, coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, per fare il punto sull’ondata di attacchi hacker che ha interessato in Europa i sistemi di refrigerazione commerciale. Parteciperanno il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e i direttori delle Agenzie di intelligence. 

In particolare l'agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha lanciato un'allerta agli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della filiera del freddo, dopo gli attacchi informatici che hanno colpito aziende di diversi Paesi europei. L'agenzia invita le imprese a verificare con urgenza l'eventuale esposizione online dei sistemi di controllo, teleassistenza e a isolarli dalle reti aziendali. 

Tra le misure raccomandate il rafforzamento degli accessi remoti tramite Vpn e autenticazione multifattore, il controllo degli account privilegiati e l'aggiornamento dei dispositivi non più supportati. "Al momento Acn ha ricevuto una notifica Nis di incidente da parte di un'azienda toscana operante nel settore della ristorazione collettiva e ha rilevato un attacco, non ancora notificato, ai danni di un'impresa emiliana della produzione di surgelati", spiega l'Agenzia, che ha intensificato i monitoraggi per individuare eventuali ulteriori casi. 

Per domani è stato convocato un incontro con le Federazioni di settore e le principali aziende della grande distribuzione. L'obiettivo, sottolinea Acn, è "rafforzare la capacità di resistenza delle aziende e sollecitare, se necessario, l'adozione immediata delle misure di prevenzione e mitigazione".  

 

A quanto apprende l’Adnkronos il Copasir è pronto a chiedere informazioni al governo, dopo le notizie degli attacchi informatici che stanno interessando i sistemi della catena del freddo di numerosi operatori in diversi Paesi europei. Domani, alle 14, era già prevista la seduta del Comitato con all’ordine del giorno l’audizione del direttore dell’Agenzia Informazioni per la Sicurezza Interna (Aisi), Bruno Valensise. Sarà, quindi, l’occasione per riunirsi e chiedere all’esecutivo aggiornamenti sulla situazione. Tra l’altro per il giorno successivo, mercoledì 4 novembre alle 13.30, era già in calendario davanti al Copasir l’audizione del direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), Andrea Quacivi: sarà senz’altro la sede per avere ulteriori informazioni.  

2 nov 2026

Alcol e rischio cancro, conta anche un solo bicchiere: gli studi

(Adnkronos) - Un po' di vino non fa male? Non è così. Il consumo di alcol è associato al rischio di sviluppare almeno 7 diversi tipi di cancro: del cavo orale, della gola, della laringe, dell'esofago, della mammella, del colon-retto e del fegato. I dati suggeriscono che qualsiasi quantità di alcol, in particolare, potrebbe incidere sul rischio legato al cancro al seno. Secondo il quadro complessivo, definito sulla base di una serie di studi, "in sostanza bere circa un bicchiere di vino al giorno – o comunque una porzione standard di alcol – aumenta il rischio di cancro al seno a lungo termine di circa il 10%", afferma Anne McTiernan, medico internista ed epidemiologa che si occupa di prevenzione oncologica presso il Fred Hutch Cancer Center di Seattle, come riporta il Washington Post. 

McTiernan è stata tra gli autori principali di un report redatto già nel 2017. In quell'occasione, la scienziata evidenziò che "non esiste un livello di consumo di alcol che possa considerarsi del tutto sicuro" in relazione al tumore al seno. Tale linea, evidenzia il quotidiano americano, è stata condivisa dall'Oms in un documento del 2023: nel testo si afferma che "non esiste una quantità sicura di alcol". Anche l'American Cancer Society, nel 2020, ha modificato il proprio orientamento: non raccomanda più la moderazione ma suggerisce che "la scelta migliore sia non bere affatto". In Italia, il tema viene periodicamente riproposto dal professor Silvio Garattini, fondatore e presidente dell'Istituto di ricerche 'Mario Negri'. "In Italia non si può dire ma il vino è cancerogeno", dice lo scienziato. 

I dati acquisiti nel corso degli anni contribuiscono a inquadrare meglio il rischio: nel 2019, circa il 16% dei casi di tumore al seno è risultato riconducibile al consumo di alcolici. Si tratta di una percentuale superiore a quella — pari a circa il 10% — legata a mutazioni genetiche, come quelle a carico dei geni BRCA1 e BRCA2. 

Le donne sono spesso molto consapevoli dei rischi associati alla familiarità, "ma non è possibile modificare il proprio corredo genetico", afferma la professoressa Carmen Calfa, oncologa specializzata in tumori al seno presso il Sylvester Comprehensive Cancer Center dell'University of Miami Health System. "Rinunciare a un bicchiere di vino o scegliere una bevanda analcolica al posto di un cocktail sono azioni che le donne possono compiere", sottolinea l'esperta, aggiungendo tuttavia che molte persone "semplicemente non ne sono consapevoli". 

Gli scienziati hanno formulato diverse ipotesi relative al legame tra alcol e cancro. Nel caso del tumore al seno, alcuni fattori appaiono determinanti. Con l'assunzione di alcol, l'organismo scompone l'etanolo in acetaldeide, una sostanza chimica tossica in grado di danneggiare il Dna. "Il nostro corpo è in grado di attivare meccanismi per riparare i danni al Dna, ma non riesce a rimediare se il danno è ampio e costante", spiega McTiernan. L'alterazione del Dna crea le condizioni affinché le cellule si riproducano o crescano in modo irregolare, favorendo potenzialmente la formazione di cellule tumorali. 

Inoltre, è acclarato che il consumo di alcol aumenta i livelli di estrogeni in circolo, probabilmente anche stimolando l'aromatasi, un enzima presente in diversi tessuti dell'organismo. Come spiega Calfa, la maggiore attività dell'aromatasi, che porta a elevati livelli di estrogeni nel sangue, può alimentare i tumori al seno definiti "recettore-estrogeno positivi": si tratta della tipologia di cancro al seno più diffusa e, contemporaneamente, presenta il legame più forte con il consumo di alcol. 

Ovviamente, la quantità di alcol consumata è un elemento chiave nel quadro complessivo. Una meta-analisi pubblicata su The Breast ad aprile 2026 sottolinea che chi beve molto alcol presenta un rischio di cancro al seno superiore del 52% rispetto a chi non consuma alcolici. Cosa c'è nel bicchiere è secondario: vino, birra, superalcolici. Il rischio aumenta ulteriormente se si comincia a bere in giovane età, quando le cellule mammarie potrebbero non essere mature.  

2 nov 2026

Ancora una sparatoria negli Usa, "molte vittime" vicino a spiaggia in California

2 nov 2026

Gabrielli (Polizia Postale): "Creare filo antropologico con famiglie"

(Adnkronos) - “Bisogna costruire un filo antropologico tra famiglie e nuove generazioni. I ragazzi nativi digitali, che crescono con un device in mano, hanno una velocità di apprendimento incredibile per quel che riguarda l'utilizzo delle tecnologie”. Sono le parole di Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, agli Stati generali dell’educazione e della prevenzione, organizzati alla Camera dei Deputati su iniziativa dell'on. Enzo Amich. Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il documentario 'Oltre la medaglia' dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio giovanile. Si tratta di un documentario che dà voce ai campioni per parlare ai giovani. 

“A mancare è il background evolutivo, che alle generazioni passate ha permesso di affrontare pericoli e riconoscere insidie - aggiunge - Quest’ultimo, oggi, non può essere trasmesso da generazioni che non sono cresciute allo stesso modo. Bisogna avvicinare le generazioni e lo si fa attraverso l'acquisizione di competenze, con strumenti digitali che permettono di essere più vicini e consapevoli dell'utilizzo che ne fanno i ragazzi”. 

“Occorrono poi alcune regole, che passano anche da decisioni politiche condivise - precisa - a livello europeo. Stiamo infatti cercando di trovare un terreno comune in Ue sul quale costruire una generazione di ragazzi totalmente nuova dal punto di vista dell'approccio alla vita, al dominio cibernetico, alle attività lavorative e di studio e alle capacità di relazione sociale, che passeranno inevitabilmente attraverso lo strumento digitale”. 

2 nov 2026

Siti sessisti, su Telegram spunta la chat Phica-la rinascita: ancora classifiche e scambio di foto nude di donne ignare

2 nov 2026

Scontri al corteo di Milano, lettera choc al poliziotto ferito: "Dovevano spaccarle la testa, peccato che non sia in coma"

(Adnkronos) - “Un vero peccato che ne non le abbiano spaccato la testa a metà, che non l’abbiano ridotta in stato comatoso, possibilmente profondo, con lesioni permanenti”. È uno dei passaggi di una lettera di minacce, indirizzata ad Angelo De Simone, il dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia, ferito alla testa negli scontri del 17 ottobre in centro a Milano. Un episodio “appreso dalla stampa e visto in tv” da chi tre giorni dopo si è preso la briga di scrivere una lettera a computer, firmandola a mano (il nome è però illeggibile) e spedendola direttamente a De Simone.  

Dopo una serie di riferimenti generici al G8 di Genova, il mittente aggiunge: “Qualcuno ha scritto che il lavoro da poliziotto è da figlio di puttana, troppo poco; il lavoro da sbirro è un lavoro da persona mentalmente bacata, che ha venduto l’anima alla più bieca forma di repressione del potere di turno. Siete delle merde, Lei è una merda. Auguro tutto il male possibile a Lei e ai suoi uomini. Con i sanpietrini che hanno tirato hanno fatto bene, anzi dovevano essere più grossi”. Poi i saluti, con “tutto il risentimento, il rancore e l’odio possibile, auguro a Lei e ai suoi uomini di merda di crepare tra i peggiori tormenti”. Sulla lettera, datata 20 ottobre, sono in corso indagini della polizia. 

 

"Ho appreso con profonda indignazione della vergognosa lettera indirizzata ad Angelo De Simone, dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia, rimasto ferito negli scontri del 17 ottobre a Milano. Nel rivolgere a De Simone la mia affettuosa vicinanza, rinnovo il mio ringraziamento alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine che, anche a rischio della propria incolumità, garantiscono tutti i giorni la sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità”, dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica. 

 

"La lettera indirizzata al dirigente della Polizia Angelo De Simone, è inaccettabile. I suoi contenuti sono vomitevoli e rappresentano un’espressione di odio che non può trovare alcuna giustificazione. A De Simone va tutta la nostra solidarietà. Non possiamo permettere che il confronto democratico venga avvelenato dall’odio, dalle minacce e dalla delegittimazione di chi svolge un servizio pubblico. La violenza, da qualunque parte provenga e contro chiunque sia diretta, va condannata senza ambiguità. È necessario fermare subito questa spirale di odio. Ora più che mai serve responsabilità da parte di tutti". Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. 

 

"Ad Angelo De Simone, dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia, destinatario di una lettera di minacce e di vergognosi auguri di morte, non esprimo solo piena solidarietà e vicinanza. A lui va anche la mia ammirazione e quella di tutti i deputati di Fratelli d’Italia per il coraggio e la straordinaria dignità dimostrati il 17 ottobre: nonostante una gravissima ferita alla testa, ha scelto di restare al proprio posto e continuare a svolgere il suo dovere, tornando in servizio già il giorno successivo. Chi indossa una divisa per servire i cittadini con onore e dignità merita rispetto, non odio e vigliacche minacce di morte”, dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. 

 

2 nov 2026

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