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26 giu 2026

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26 giu 2026

Legge elettorale, alla Camera scintille maggioranza-opposizioni: rebus preferenze

(Adnkronos) - Pronti via e il clima, anche nell'aula della Camera, si fa rovente. La discussione generale della nuova legge elettorale si apre con il primo scontro tra maggioranza e opposizioni, un antipasto di quello che succederà nei prossimi giorni, quando l'emiciclo di Montecitorio sarà chiamato per davvero a votare il Bignami 2, o Stabilicum che dir si voglia. Da una parte c'è la ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, dall'altra (soprattutto) Riccardo Magi, segretario di +Europa, che, dopo aver strappato il fac simile della scheda elettorale in formato maxi, su cui campeggia la scritta "Il tuo voto non conta nulla", viene espulso dall'aula proprio mentre l'ex presidente del Senato parla, rivendicando la bontà della norma. La seduta viene sospesa, ma si riprende subito. 

E il copione è più o meno così: i pochi deputati della maggioranza iscritti a parlare, e persino presenti, tanto da scatenare l'ironia di Gianni Cuperlo, del Pd - sono solo Alessandro D'Urzi di Fratelli d'Italia e Paolo Emilio Russo di Forza Italia, nessuno della Lega, a cui si devono aggiungere i due relatori Nazario Pagano e Angelo Rossi -, continuano a battere sulla necessità di garantire stabilità al governo del Paese attraverso le nuove regole del gioco. Nell'altro campo si punta il dito sul metodo scelto per farlo, e si promette ancora una volta un muro sia in Parlamento, sia tra la gente per fermare questa legge che sembra essere l'anticipo del premierato, o meglio: una maniera per attuarlo senza passare per le forche caudine di una riforma costituzionale.  

Su questo punto, ancora una volta, si riscalda la ministra. "L'indicazione da parte dei partiti della persona da proporre per l'incarico di presidente del Consiglio - dice Casellati rivolgendosi alle opposizioni - comprimerebbe il potere di nomina del capo dello Stato alterando gli equilibri costituzionali introducendo una sorta di premierato a Costituzione invariata: è falso! La legge parla chiaro: laddove si riferisce testualmente alle prerogative del presidente della Repubblica che restano immutate secondo l'articolo 92 della Costituzione. Parlare di premierato è un fuor d'opera e mira ad allontanare l'attenzione da una legge elettorale che non comporta nessuna lacerazione del tessuto costituzionale, anzi è costruita dentro il perimetro della Costituzione e delle sentenze della Corte costituzionale, che non comporta alcuna deriva autoritaria ma favorisce stabilità e piena rappresentatività delle Camere". 

I nodi, però, per le opposizioni non stanno solo nell'indicazione del candidato premier da presentare nelle liste elettorali. Per Magi si tratta di "un colpo di Stato elettorale, chiamiamolo colpo di Stato mite, colpo di Stato burocratico, ma un colpo di Stato", e questo sia perché una minoranza del Paese diventerebbe una maggioranza in Parlamento attraverso il premio di maggioranza, sia perché si allontano i cittadini dal voto. Un punto su cui battono un po' tutti i deputati delle opposizioni iscritti a parlare in questo insolito venerdì mattina alla Camera.  

Lo dice Federico Fornaro del Partito Democratico: "L'Italia oggi avrebbe bisogno di una legge elettorale che provasse a ridurre il fossato tra eletto ed elettore, invece voi rifuggite il voto dei fuorisede, sulla parità di genere, sulle firme digitali, allontanate ancora con le liste bloccate plurime gli elettori dal sistema. Avremo bisogno di recuperare fiducia nella politica e nelle istituzioni". Ma a lui fanno da eco anche Roberto Giachetti, di Italia viva-Casa riformista, che sentenzia che il "prevedibile effetto" di questa legge elettorale è "quello di diminuire ulteriormente la partecipazione al voto"; Carmela Auriemma, del Movimento 5 stelle, che parla di come le scelte fatte non facciano che "aggravare, anziché ridurre, la distanza tra cittadini e istituzioni e la loro fiducia nella politica", e persino Giulia Pastorella, di Azione, che ritiene che il "modo per riavvicinare i cittadini al voto sarebbe consentire loro di scegliere i propri rappresentanti. Invece restano solo liste bloccate, senza preferenze. Così si allontanano sempre di più gli elettori dagli eletti". 

L'elefante nella stanza, d'altronde, sono proprio loro: le preferenze. Un tema divisivo tanto a sinistra, quanto e soprattutto a destra, che, però, a sentire le parole del capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, potrebbe essere risolto con un emendamento unitario da presentare assieme agli alleati. "Anche magari immaginando delle proposte nuove per consentire agli italiani, come Fdi da sempre vuole, di poter indicare le preferenze", dice a Start, su Sky Tg24. Dopo tutto è sempre stata la leader e presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a volerle, e di tempo per trovare una sintesi ce n'è.  

Lunedì 29 giugno, alle 12, scadranno i termini per la presentazione degli emendamenti ma, secondo quanto riferiscono fonti della maggioranza, potrebbero essere riaperti. Una decisione che comunque spetterà alla riunione dei capigruppo di mercoledì 1 luglio, in cui si stabilirà la deadline del provvedimento in aula. All'approdo sicuramente si voteranno le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, difficile dire se invece verrà posta la fiducia. Bignami (ancora) lo esclude: "Crediamo che ci siano le condizioni per arrivare senza porre la fiducia. Anche se dovessero esserci atteggiamenti ostruzionistici, il regolamento consente l'approvazione senza apporre la fiducia entro la metà di luglio", ma l'ultima parola ancora non è detta. 

Di certo c'è che la maggioranza procede spedita verso il via libera alla Camera entro metà mese, probabilmente anche con lo stesso testo che solo mercoledì è stata approvato in commissione. Che prevede un premio di maggioranza di 70 seggi a Montecitorio e 35 al Senato a chiunque arrivi al 42% dei voti, l'indicazione del candidato premier nella presentazione delle liste salvo le prerogative del presidente della Repubblica. E anche l'obbligo per alcune formazioni, come +Europa e Futuro nazionale, di raccogliere le firme non digitali per presentarsi alle elezioni e il no al voto per i fuorisede. 

Il deputato del Pd Gianni Cuperlo ha animato, alla Camera, la discussione generale sul Bignami bis, che ha preso il via in un'aula di Montecitorio non proprio 'sold out', anzi. Un particolare che ha dominato gli interventi dei deputati di opposizione. "L'audace colpo dei soliti noti. Ma fallirà". Il primo 'round' si è chiuso con 17 iscritti a parlare, la presentazione delle pregiudiziali di costituzionalità dell'opposizione è un rinvio probabilmente alla seconda settimana di luglio. Ma sarà la capigruppo del 1 luglio a dare indicazioni precise.  

L'aula vuota, appunto. Cuperlo, sempre lui, ha usato l'ironia: "Presidente, per cortesia, per la serenità del nostro dibattito le chiedo se può interrompere questo costante brusio che viene dai banchi della maggioranza, che rende così difficile seguire il discorso. Ma adesso vedo meglio, c'è soltanto il collega Urzì tra i banchi della maggioranza. Mi sovviene la battuta del film 'L'audace colpo dei soliti ignoti': Urzì, l'hanno rimasto solo". La legge elettorale riempie i giornali e i Tg, meno il Parlamento. Al momento dell'intervento della capigruppo dem Chiara Braga, per la cronaca l'ultimo, in aula si contano poco più di 10 deputati. Eroici, oltre al citato Urzì, la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati (non ha perso un attimo del dibattito), la sottosegretaria Matilde Siracusano e il deputato di FdI e relatore Angelo Rossi, sempre presenti.  

Così la questione assenze torna in parecchi interventi. La dem Patrizia Prestipino ha postato una foto degli scranni di maggioranza vuoti (con l'eccezione del solito Urzì) e anche un selfie con Cuperlo. Paolo Ciani ha preso la parola così: "Signora presidente, colleghe, colleghi, ministra e banchi vuoti della maggioranza...". Applausi degli altri deputati dem. Roberto Giachetti, invece, ha usato il fioretto per attaccare la maggioranza: "Il collega della Lega non l'abbiamo sentito, ha qualche problema con la maggioranza a parlare di legge elettorale. Il suo intervento l'avrà fatto da qualche altra parte, magari al Papeete...". Nonostante la assenze, il dibattito però si è animato lo stesso. Con punte notevoli. Ci ha pensa il solito Cuperlo: "Triste, solitario y final chioserebbe Osvaldo Soriano, che intrecciava i miti di Chaplin, Laurel, Hardy e John Wayne. Al contrario, il vostro finale triste e solitario umilia figure e memoria di Calamandrei, Mortati, La Pira e Terracini...". E ancora: "The winner takes it all, cantavano gli Abba. Ma noi non siamo al karaoke: questo è il Parlamento della Repubblica". 

Riccardo Magi, come accennato, è riuscito addirittura a farsi espellere: ha tirato fuori un fac simile della scheda elettorale con la scritta 'il tuo voto non conta niente' e lo ha stracciato. Passa un pò di tempo, e la Casellati ha evocato il segretario di +Europa: "Dovrei dire all'onorevole Magi, che si è appena allontanato...". Allora è intervenuto Giachetti: "Lo hanno espulso, non è che si è allontanato!”. E la ministra, senza fare una piega: "Scusatemi, ma così resta agli atti". Nel merito, tutta l'opposizione ha confermato le critiche al Bignami bis: "Un colpo di Stato elettorale" (Magi); "Giorgia Meloni vuole fare il premierato con la legge elettorale" (Fratoianni); "è stata tradita la Costituzione" (Onorato). La maggioranza, però, ha dimostrato di voler tirare dritto. "La legge elettorale favorisce la stabilità senza sacrificare la rappresentanza", ha spiegato la Casellati. (LEGGI L'ARTICOLO) 

Pù nel dettaglio è entrato Giovanni Donzelli: "Anche se dovessero esserci atteggiamenti ostruzionistici, il regolamento consente l'approvazione senza apporre la fiducia entro la metà di luglio". Questo per la Camera, perchè a Montecitorio con il nuovo mese scatterà la possibilità di contingentare i tempi di discussione. Il primo snodo importante sarà degli emendanti, da depositare in aula entro lunedì. "Noi stiamo cercando di presentare un emendamento unitario insieme alle forze di centrodestra, anche magari immaginando delle proposte nuove, per consentire agli italiani, come Fdi da sempre vuole, di poter indicare le preferenze", ha detto ancora Donzelli. Il tema è divisivo, nella maggioranza ma non solo. "Siamo favorevoli al ripristino delle preferenze", ha ribadito Maurizio Lupi (Nm). Nel Pd è il presidente Stefano Bonaccini ad aver sposato la causa con decisione "Servono le preferenze, affinché decidano i cittadini e non quattro dirigenti di partito chiusi in una stanza a Roma".  

Secondo Magi, "l'emendamento sulle preferenze comunque ci sarà". A sentire Roberto Vannacci , non ci sono dubbi: "Sulle preferenze la politica deve metterci la faccia. Futuro Nazionale sta dalla parte delle preferenze", ha scritto il generale sui social in un post con destinatari i leader di maggioranza. Ma oltre a tutto questo c'è un altro grande tema legato alla legge elettorale che tiene banco, non solo da oggi, nel palazzo. "E' iniziato ufficialmente il count down", ha spiegato ad alcuni cronisti un parlamentare di opposizione in Transatlantico. Il riferimento è alla prassi che vuole il via libera alla riforma elettorale come ultimo atto della legislatura e, quindi, come viatico verso le urne del 2027. Da tempo circolano anche diverse date, come quella dell'11-12 aprile seguita dal 19-20 giugno. Ma sono solo ipotesi, tenendo presente che le Camere vanno sciolte 70 giorni prima del voto. Il tutto al netto di colpi di scena, come quello che ha tratteggiato Federico Fornaro (Pd) nel suo intervento in aula: "Questa legge elettorale è destinata a scontrarsi contro il muro della Corte costituzionale". 

26 giu 2026

Iran, attacchi Usa a Hormuz: risposta di Trump ai droni di Teheran

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno effettuato raid aerei nella zona dello Stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran. Gli attacchi, come ha annunciato il Centcom (il Comando Centrale americano), sono stati condotti contro obiettivi militari iraniani. In precedenza, rispondendo a una domanda dei giornalisti nello Studio Ovale, il presidente americano Donald Trump aveva risposto "lo scoprirete" alla domande sulle eventuali conseguenze per le violazioni del cessate il fuoco attribuite a Teheran. 

Nel corso della giornata, infatti, Trump aveva pubblicato un post su Truth in relazione al lancio di droni iraniani contro una nave: "La Repubblica Islamica dell'Iran ha lanciato almeno quattro droni d'attacco unidirezionali contro navi che attraversavano lo Stretto di Hormuz. Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande e costosa nave mercantile. La nave ha riportato danni, ma è riuscita a proseguire il suo viaggio. Abbiamo abbattuto altri tre droni. Ovviamente, si tratta di una sconsiderata violazione del nostro accordo di cessate il fuoco", il messaggio del presidente. 

Gli Usa hanno condotto attacchi aerei contro il sud dell'Iran ''in risposta all'attacco del giorno precedente contro una nave mercantile che stava transitando nello Stretto di Hormuz", la nota del Centcom. "Aerei statunitensi hanno colpito depositi di missili e droni iraniani e siti radar costieri dopo che l'Iran aveva colpito la M/V Ever Lovely il 25 giugno con un drone d'attacco a senso unico. La nave mercantile battente bandiera di Singapore stava uscendo dallo Stretto di Hormuz, lungo la costa dell'Oman, al momento dell'attacco iraniano", si legge in una nota. Sarebbe stato colpito il porto di Sirik, secondo la televisione di Stato iraniana. 

"L'aggressione ingiustificata contro il traffico marittimo commerciale da parte delle forze iraniane ha chiaramente violato il cessate il fuoco. Inoltre, il comportamento pericoloso dell'Iran ha compromesso la libertà di navigazione in un momento in cui il commercio transita sempre più frequentemente attraverso questo vitale corridoio commerciale internazionale", ha proseguito il Centcom. 

Le forze coordinate dal Comando continuano a fornire "coordinamento e supporto per il transito sicuro delle navi commerciali che attraversano lo Stretto'' di Hormuz. "Le forze armate statunitensi restano presenti e vigili per garantire che tutti gli aspetti dell'accordo con l'Iran siano rispettati, osservati e pienamente in vigore", ha concluso la nota. 

L'attacco che il Centcom ha condotto contro la città portuale di Sirik, nel sud dell'Iran, ''non resterà impunito'' e ''la risposta sarà rapida e decisa''. Lo hanno riferito i Guardiani della rivoluzione iraniana, i Pasdaran, citati dall'agenzia di stampa iraniana Isna. I Pasdaran hanno anche affermato che le sue forze navali e aeree "sono riuscite a neutralizzare" l'attacco statunitense. 

"Sottolineiamo che questa aggressione non resterà impunita e che la nostra risposta sarà rapida e decisa, nel momento e nel luogo che riterremo opportuni", si legge nella nota. I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno inoltre aggiunto che "ogni nuova follia incontrerà una dura risposta". 

26 giu 2026

Norvegia-Francia, Maignan para rigore a Strand Larsen e 'salva' i Bleus: cos'è successo ai Mondiali

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26 giu 2026

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 26 giugno

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso SuperEnalotto-SuperStar numero 102 di oggi, venerdì 26 giugno. Tre punti '5' hanno vinto 47.288,21 euro a testa. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è 185,8 milioni di euro. Si torna a giocare domani, sabato 27 giugno, nell'ultimo concorso della settimana. 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

La combinazione vincente è: 1, 22, 30, 45, 73, 76, numero Jolly 64 e numero Superstar 49. 

26 giu 2026

Mondiali, Norvegia-Francia 1-4: tripletta di Dembele. Super Senegal, 5-0 all'Iraq

(Adnkronos) - La Francia fa tre su tre e si prende il primato nel gruppo I ai Mondiali. Oggi, venerdì 26 giugno, i Bleus regolano 4-1 la Norvegia nell’ultima gara del girone, a Boston, e volano così ai sedicesimi da primi della classe. Decide la partita un super Dembelé, autore di una tripletta da incorniciare: prima due reti tra il 7’ e il 20’, con un destro in diagonale e poi con un sinistro a giro dal limite dell’area, quindi il tris alla mezz’ora dopo il gol di Aasgaard al 21’.  

Nel finale, in pieno recupero, la Francia trova il poker con il colpo di testa di Doué. La nazionale di Deschamps aspetta ora di conoscere la terza classificata da affrontare nei sedicesimi, mentre la Norvegia (seconda) se la vedrà con la Costa d’Avorio. 

La Francia batte la Norvegia 4-1, ma dilaga anche il Senegal, che fa il suo dovere nell’ultima partita del gruppo I dei Mondiali 2026. A Toronto, la nazionale di Thiaw regola 5-0 l’Iraq nella terza e ultima gara del girone e adesso può sperare in un pass per i sedicesimi come una delle migliori terze. La selezione africana passa subito in vantaggio con un tocco di Diarra, su colpo di testa di Seck. Poi, per l’Iraq si complicano le cose con l’espulsione di Sulaka e il Senegal dilaga nella ripresa. Al 56’ arriva il raddoppio da due passi di Sarr, servito da Camara, mentre il tris e il poker portano la firma di Pape Gueye tra il 59’ e il 70’. Il sigillo finale è di Ndiaye, all’82’. 

Il Senegal dovrà aspettare le ultime partite per scoprire se sarà una delle nazionali qualificate ai sedicesimi. 

26 giu 2026

Israele-Libano, accordo firmato a Washington. Hezbollah dice no. Netanyahu: "Idf restano nel Paese"

(Adnkronos) - Il Libano, Israele e gli Stati Uniti hanno annunciato di aver firmato un accordo quadro a Washington al termine di un quinto round di negoziati diretti. "E' solo l'inizio dell'inizio", ha detto il Segretario di Stato americano Marco Rubio durante la cerimonia della firma. "C'è ancora molto lavoro da fare. Oggi è il primo passo. Il primo passo a volte è il più difficile", ha aggiunto. 

Nei colloqui diretti tra Israele e Libano, osteggiati da Hezbollah che ha bocciato l'intesa, si è discusso di una proposta di cessione all'esercito di Beirut del territorio controllato dalle Idf nel sud. Proposta che è stata sostenuta dagli americani. All'inizio dei colloqui il Libano auspicava il ritiro completo delle forze israeliane dal territorio libanese, mentre per Israele il punto cruciale è che qualsiasi ritiro deve essere subordinato al completo disarmo di Hezbollah e alla garanzia che il gruppo sciita libanese non ristabilisca la propria presenza militare lungo il confine. 

 

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l'annuncio della firma, ha affermato che le Forze di difesa (Idf) resteranno nel sud del Libano fino a quando Hezbollah non verrà completamente disarmato e quindi non ci sarà più alcuna minaccia per le comunità del nord di Israele. L'accordo per Netanyahu è ''un grande successo'' e ''un duro colpo per l'Iran''. Il premier ha aggiunto che sono state individuare due zone pilota nel sud del Libano, dove si trovano le Idf e dove l'esercito libanese inizerà a prendere il controllo del territorio. Israele, ha proseguito, manterrà la sua zona di sicurezza originaria al di fuori della portata dei missili anticarro, ribadendo che "la nostra sicurezza viene prima di tutto". 

 

Hezbollah ha respinto l'accordo, ha dichiarato il deputato Hassan Fadlallah. "La linea d'azione intrapresa dalle autorità libanesi equivale a concessioni unilaterali e gratuite che non faranno altro che indebolire il Paese e favorire gli interessi del nemico israeliano", ha affermato in una nota, aggiungendo che l'accordo "rischia di creare pericolose divisioni interne". Fadlallah ha aggiunto che le autorità libanesi non saranno in grado di far rispettare l'accordo quadro a meno che, con il sostegno degli Stati Uniti, "non si arrivi alla guerra civile".  

 

Il governo italiano accoglie con favore l’annuncio di un accordo quadro tra Libano e Israele, grazie alla mediazione degli Stati Uniti. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi. E' fondamentale -prosegue il comunicato- consolidare il cessate il fuoco tra il Libano e Israele e creare le condizioni per una pace duratura tra queste due Nazioni che veda affermata la sovranità e l’integrità territoriale del Libano e la sicurezza di Israele. L’Italia, che è da tempo impegnata per questi obiettivi, continuerà a fare la sua parte, in stretto coordinamento con partner e alleati. 

26 giu 2026

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