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Groupama assicurazioni: Osservatorio, per 1 italiano su 2 finanza lingua ignota, quasi 7 su 10 congelano scelte

(Adnkronos) - C’è un muro invisibile che separa gli italiani dai propri risparmi: l’insicurezza. In un contesto di cambiamenti rapidi e mercati volatili, l’Italia si scopre finanziariamente fragile, con oltre la metà degli italiani (51,1%) che ammette di avere una preparazione debole o nulla in materia. Un linguaggio quasi sconosciuto che ha spinto ben 2 connazionali su 3 (65,6%) a rimandare o evitare decisioni su risparmi e investimenti per paura di commettere errori. Eppure, emerge una forte domanda di alfabetizzazione: l’80% della popolazione invoca l’educazione finanziaria come priorità nazionale, da introdurre sui banchi di scuola prima ancora della maggiore età (67,7%). A frenare il passo, però, non sono solo la carenza di conoscenze (29,8%) o la limitata disponibilità economica (40,2%), ma anche il fatto che il rapporto con il denaro continui a restare confinato nella sfera domestica. Oggi la gestione delle risorse economiche è ancora in gran parte un “family business”: il 54% delle persone se ne occupa in autonomia, un ulteriore 39,3% ne discute all’interno del nucleo familiare, e solo il 6,4% si affida a esperti esterni. In questo scenario statico, si registra una scossa sociodemografica: il 51% delle donne sono responsabili dell’economia familiare. 

L’Italia procede, dunque, a due velocità: un presente paralizzato dall'incertezza - dove il 45,9% dei cittadini è privo di qualsiasi protezione contro i grandi imprevisti - e un futuro che punta sulla tecnologia. Entro il 2030, la figura del consulente sarà un ibrido: per oltre un terzo degli italiani (34,6%) intelligenza artificiale e sensibilità umana avranno un peso paritario, mentre 1 persona su 2 è già pronta ad affidarsi a piattaforme digitali automatizzate per un’allocazione delle risorse ottimizzata. Un Paese che oggi fatica ancora a proteggere il proprio presente, ma che sembra avere le idee chiare sul futuro che desidera costruire. È questa la fotografia scattata dall’indagine “Soldi, Soldi, Soldi: l’Italia e l’educazione finanziaria che non c’è”, realizzata da Groupama Assicurazioni - prima filiale del Gruppo francese Groupama e tra i più importanti player assicurativi in Italia - in collaborazione con AstraRicerche nell’ambito dell’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030” . Nato per analizzare i trend destinati a trasformare abitudini e stili di vita degli italiani entro il 2030, l’Osservatorio dedica la sua sesta edizione al tema dell’educazione finanziaria, indagandone lo stato dell’arte attraverso percezioni, comportamenti e fragilità diffuse nel Paese. 

“L’indagine di quest'anno rivela un’Italia caratterizzata da un profondo paradosso: se da un lato gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, dall'altro la paura di sbagliare continua a frenare la capacità di trasformare il risparmio in scelte consapevoli di protezione, pianificazione e investimento. Proprio l’incertezza e la scarsa conoscenza sembrano ostacolare gli italiani nelle scelte di investimento e tutela rispetto ai grandi imprevisti della vita. In questo quadro, - commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni - il dato forse più significativo che emerge dall’Osservatorio è la crescente consapevolezza del valore dell’educazione finanziaria, riconosciuta come leva di autonomia, responsabilità e inclusione. Una sfida che richiede un impegno comune: scuola, istituzioni, aziende e intermediari assicurativi sono chiamati a fare sistema per rafforzare il livello di alfabetizzazione finanziaria del Paese e accompagnare le persone verso scelte più informate, solide e sostenibili nel tempo”.  

 

Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria. dichiara che “la ricerca mostra come il rapporto degli italiani con il denaro sia ancora fortemente influenzato da fattori culturali, emotivi e sociali. Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, ma la mentalità alla base del risparmio resta spesso ‘difensiva’. Il paradosso è evidente: 1 persona su 3 riconosce che il parere di un esperto è fondamentale, eppure quasi il 90% ha rimandato almeno una decisione finanziaria importante per paura di sbagliare. In questo percorso, la componente umana resta decisiva: molte persone cercano ancora consiglio da parenti e amici, mentre i professionisti non vengono utilizzati pienamente come supporto alla pianificazione. Proprio per questo, anche davanti al grande potenziale dell’intelligenza artificiale, la consulenza mirata delle persone diventa ancora più importante: la tecnologia può aiutare ad analizzare e semplificare, ma la fiducia, l’ascolto e la capacità di leggere i bisogni reali restano elementi profondamente umani”. 

Non è solo una questione di conti correnti, ma anche di 'alfabetizzazione emotiva'. La VI edizione dell’Osservatorio rivela un dato significativo: le barriere all'investimento sono soprattutto di natura psicologica. Se la mancanza oggettiva di risorse frena il 40,2% dei risparmiatori, è il 'muro della sfiducia' (alimentato dal timore dell’instabilità dei mercati e degli imprevisti personali) a bloccare ben il 56% del campione. Un’ansia da prestazione finanziaria che spinge la maggior parte degli italiani a rimandare decisioni strategiche, con un preoccupante 19,4% che lo fa sistematicamente. Ma dove si parla di finanza? Il luogo d’elezione per discuterne è a casa (54,5%) e con amici e colleghi (28,3%). Il professionista entra in gioco solo nel 39,1% dei casi, mentre il ruolo di insegnanti ed educatori è marginale (4,8%). Un dato, quest'ultimo, in contrasto con le aspettative del Paese: gli italiani individuano infatti proprio nella scuola il primo presidio per colmare il gap (32,4%), seguita dallo Stato (30,8%) e dalle istituzioni finanziarie (26,8%). Sullo sfondo, emerge una correlazione tra competenze e propensione all'investimento. Chi è più alfabetizzato investe e si protegge; gli altri restano ai margini, più sfiduciati ed esposti ai rischi. 

Per orientarsi nel panorama finanziario, gli italiani si affidano a una “dieta” evoluta in cui convivono tradizione e innovazione. A vincere è l’integrazione: i media tradizionali (stampa e online) restano un punto di riferimento per il 44,4% del campione, seguiti dai motori di ricerca e dall'AI (42,4%) e da corsi di formazione ed esperti (40,8%). È un ecosistema in cui ogni generazione adotta il proprio linguaggio: se per i 40-65enni il professionista è la guida principale, i giovani (18-39enni) guidano la rivoluzione digitale, con AI e motori di ricerca nuovi alleati per la pianificazione. Entrando nel dettaglio, emerge un dato di rilievo: il consulente professionale (bancario, assicurativo o finanziario) si conferma la fonte più autorevole con il 34,7% delle preferenze. Accanto alla solidità del rapporto umano, cresce l'entusiasmo per le nuove frontiere: i motori di ricerca (32,8%) e chatbots e tool di AI (15,4%) stanno diventando sempre più presenti nelle abitudini informative quotidiane. Tuttavia, quando l'informazione deve trasformarsi in decisione, la fiducia converge sulla figura dell’esperto (68,6%), segno che la tecnologia è percepita come un supporto utile, ma che la consulenza umana resta il riferimento principale.  

 

Guardando al 2030, la consulenza finanziaria viene immaginata come una sinergia tra competenza umana e tecnologia. Oltre un terzo degli italiani (34,6%) prefigura infatti un modello ibrido, dove intelligenza artificiale e intervento umano convivono in modo equilibrato. È una visione pragmatica, che vede nel professionista 'potenziato' dall'Ai (30,8%) la figura ideale capace di coniugare precisione, personalizzazione e relazione. Anche quando si parla di strumenti operativi, emerge una forte apertura all’innovazione. Ben un cittadino su due (52%) sogna un assistente finanziario digitale: una piattaforma intelligente e automatizzata capace di semplificare la vita attraverso l'integrazione dei servizi e l'analisi dei dati in tempo reale. Infatti, il 29% desidera un unico punto di accesso per aggregare polizze, investimenti e risparmi, mentre il 28,9% guarda all'AI come a uno strumento per ricevere consigli mirati e personalizzati. Se si guarda al rapporto tra italiani e protezione assicurativa, il quadro è quello di un Paese diviso tra desiderio di tutela e diffidenza. Il 54% della popolazione ha attivato almeno una forma di protezione, con una netta prevalenza per l’assicurazione sulla casa (23,4%), seguita dalle polizze vita o invalidità (20,1%), dalla responsabilità civile familiare (18,9%) e dalla sanitaria integrativa (17,5%). Tuttavia, quasi metà del Paese (45,9%) resta priva di difese contro i grandi imprevisti. A pesare, oltre ai limiti di reddito, è un senso di sfiducia (18,9%) alimentato da un linguaggio tecnico percepito come barriera informativa e ostacolo alla chiarezza. 

Ma cosa cercano gli italiani in un’assicurazione? Una svolta nel modo di comunicare il valore della protezione. La priorità assoluta per quasi un cittadino su due (49,3%) è la trasparenza: prodotti lineari, costi chiari e un linguaggio comprensibile. Non si cerca più solo una polizza, ma una consulenza integrata (37%) capace di unire protezione, risparmio e tecnologia, senza rinunciare al valore della relazione umana. “La fiducia non è un dato acquisito, ma un impegno che noi assicuratori dobbiamo rinnovare ogni giorno anche attraverso una profonda evoluzione del nostro modello di relazione. È necessario che il settore si faccia protagonista di un nuovo approccio, in cui la trasparenza non sia solo un requisito normativo ma la base stessa del nostro ruolo sociale - commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni - Il nostro obiettivo è essere un partner di prossimità, capace di offrire una protezione olistica che sappia interpretare le complessità del contesto attuale e accompagnare le persone in ogni fase della vita. Vogliamo mettere a disposizione soluzioni sempre più chiare e personalizzate, in grado di sostenere tanto i bisogni dei singoli quanto quelli del tessuto imprenditoriale, affinché la stabilità del presente possa tradursi in una progettualità solida di fronte alle sfide del futuro”. 

Se dalla ricerca emerge una domanda diffusa di maggiore chiarezza, Groupama Assicurazioni prova a rispondere anche sul piano degli strumenti. Con l’obiettivo di rendere il linguaggio assicurativo più accessibile e accompagnare le persone in un ambito spesso percepito come complesso, la Compagnia ha sviluppato “Consigli”, l’hub editoriale integrato nel proprio sito, che raccoglie oltre 200 contenuti tra articoli, podcast in formato text-to-speech e video-pillole pensati per aiutare gli utenti a orientarsi tra protezione, previdenza e gestione del rischio. Un impegno che dal digitale è arrivato anche nelle scuole con “Giochiamo d’Anticipo”, il progetto rivolto alle scuole secondarie di primo grado che affronta i temi della prevenzione e della protezione con un approccio semplice e interattivo. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, ha coinvolto dal 2023 oltre 30.000 persone tra studenti, docenti e famiglie. A queste iniziative si affiancherà, per il prossimo anno scolastico 2026-27, un nuovo progetto educativo per le scuole superiori, che verrà realizzato in partnership con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. 

23 giu 2026

Sinner prepara Wimbledon giocando (male) a golf

23 giu 2026

Cordier (Groupama Assicurazioni): "Chiarezza e prossimità guidano la consulenza"

(Adnkronos) - “Il nostro osservatorio Change Lab Italia 2030 ci dice che siamo un popolo di risparmiatori, ma che ci manca la cultura e l'educazione finanziaria”. Lo ha detto Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni, presentando la sesta edizione dell’Osservatorio 'Change Lab, Italia 2030, dedicata al tema dell’educazione finanziaria. “Questa mancanza percepita di competenze si traduce in un freno quando si tratta di prendere una decisione di investimento - ha spiegato Cordier - Le persone ci stanno dicendo che hanno bisogno di strumenti chiari per capire il presente e fronteggiare il futuro con maggiore consapevolezza nelle proprie scelte”. 

Secondo Cordier, tra clienti e consulenti assicurativi “c'è di mezzo un impegno molto forte: quello della chiarezza e delle scelte consapevoli”. Un ruolo che, ha precisato, viene svolto attraverso una rete di agenti chiamata a “interpretare i bisogni reali delle persone e accompagnarle in ogni fase della vita”. Cordier ha sottolineato che il cambiamento culturale richiesto dall’indagine coinvolge l’intera società: “Creare una cultura significa andare molto oltre il semplice consiglio assicurativo. Ci dobbiamo impegnare a creare un linguaggio di chiarezza, accessibilità e comprensibilità nel mondo del risparmio, della previdenza e della protezione”. 

Sul tema dell’intelligenza artificiale, ha osservato che “non va considerata come una minaccia o come una soluzione onnicomprensiva, ma come uno strumento, un alleato”. La prospettiva indicata dagli italiani, ha aggiunto, è quella di “un modello ibrido in cui la tecnologia conviva con l’essere umano come supporto”, combinando capacità di analisi dei dati e interpretazione umana delle esigenze del cliente. 

23 giu 2026

Fall (PecuniAmi): "Serve educazione finanziaria dalle basi"

(Adnkronos) - “Più che debole o nulla, la preparazione finanziaria degli italiani è estremamente frammentata e questo vuol dire che poi c'è grandissima confusione di base nell'unire i puntini”. Lo ha detto Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria ed endorser dell’Osservatorio Groupama Assicurazioni 'Change Lab, Italia 2030', intervenendo sulla sesta edizione dell’indagine dedicata all’educazione finanziaria. “Gli italiani sono molto curiosi su questo, ma magari sanno cosa sono strumenti molto complessi e non conoscono quelli di base”, ha spiegato. Secondo Fall, questa situazione si riflette anche sul piano emotivo: “Gli studi scientifici ci dicono che nell'investimento l'80% è emozione; l'esito dell'investimento è dovuto a quanto uno riesce a gestire la propria emotività quando si è all'interno degli investimenti”. 

La divulgatrice ha inoltre evidenziato come il forte orientamento al risparmio abbia radici culturali profonde. “La paura degli italiani che li porta a risparmiare tanto e investire poco è un fattore molto culturale. Siamo in un Paese che ha vissuto molte traversie nei secoli, quindi gli italiani hanno sempre cercato di coltivare e difendere il proprio orticello”. Per questo, ha aggiunto, “investire vuol dire fidarsi del futuro” e richiede “uno switch mentale”. 

Guardando ai prossimi anni, Fall ha sottolineato che l’intelligenza artificiale viene percepita come un supporto alla consulenza e non come un sostituto. “Gli italiani non vedono l’intelligenza artificiale come uno strumento per investire da soli, ma come un supporto per aiutare i professionisti ad aiutare gli investitori”. 

23 giu 2026

Ucraina amplia il raggio dei raid, Russia sposta difese dal fronte per proteggere Mosca

(Adnkronos) - L'Ucraina amplia il raggio dei suoi raid e la Russia sposta le difese dal fronte per proteggere Mosca, nuovo obiettivo di Kiev.  

Le autorità russe hanno infatti iniziato a rafforzare la difesa aerea della capitale, anche spostando sistemi dal fronte, già prima dei nuovi raid delle forze ucraine nella notte fra il 21 e il 22, il terzo attacco contro la capitale russa in una settimana, mentre Kiev sta intensificando i raid a medio e lungo raggio in tutto il Paese e contro le retrovie delle forze russe nei territori occupati. Data l'estensione del territorio e gli innumerevoli possibili bersagli, le decisioni da prendere, per i militari russi, sono oggettivamente difficili, anche tenendo conto della distruzione di capacità radar messa in atto il mese scorso dalle forze ucraine e del rallentamento della produzione di intercettori riconducibili alla carenza di componenti bloccate dalle sanzioni.  

 

 

Una nuova batteria di S-400 è stata installata nel Parco Moskoretsky, uno dei punti più elevati intorno alla città, a fine maggio, secondo immagini satellitari raccolte all'inizio di giugno e analizzate nei giorni scorsi, come scrive l'Institute for the Study of War.  

Su una torre accanto alla raffineria di petrolio colpita nella notte fra il 17 e il 18, dopo un precedente bombardamento il giorno prima, sarebbe stato installato un sistema Pantsir spostato dal fronte, considerata la gabbia metallica protettiva, ha scritto ieri il Telegraph. Il sistema ha solo due dei sei missili di cui può essere dotato, segnalando la possibile carenza di intercettori.  

Cbs nei giorni scorsi aveva parlato della carenza di sistemi di difesa aerea S-300 a causa del freno delle importazioni di componenti a causa delle sanzioni, stop che potrebbe investire anche la produzione di altri sistemi di difesa.  

 

 

Ieri Kiev ha rivendicato di aver colpito il Centro per la comunicazione speciale di Dubna, nella regione di Mosca, a 540 chilometri dal confine, centro di grande importanza per il collegamento dei satelliti alle reti di comunicazioni a terra, che gestisce fra l'altro la rete di collegamento satellitare che collega la Russia all'estero. La Compagnia di stato per le comunicazioni spaziali associata al Centro ha ammesso il raid, precisando tuttavia che non sono state interrotte le trasmissioni televisive e le comunicazioni.  

Kiev ha esteso, anche grazie ai nuovi droni Fire Point ,che possono arrivare a 2.070 chilometri in profondità, le sue capacità di attacco a lungo raggio. Volodymir Zelensky ha anticipato che presto le forze di Kiev riusciranno ad arrivare a 3mila chilometri. Ad aprile, ci sono stati almeno 18 raid in profondità contro infrastrutture del petrolio e asset militari russi, 33 a maggio e 28, a ora, a giugno. 

Un altro obiettivo delle forze di Kiev sono le linee di rifornimento verso la Crimea e i territori occupati dalla Russia. Oggi è stato colpito un deposito di carburante con prodotti derivati del petrolio, che ha preso fuoco, a Kerch. Una colonna di fumo nero si è estesa per 47 chilometri. Un altro incendio è stato registrato vicino all'ingresso di Kerch, nei pressi di Bagerovo, dove avrebbero potuto trovarsi sistemi di difesa aerea russi S-300 e S-400. La Crimea, dove già è stata bloccata la vendita di carburante ai residenti, registra anche interruzioni nell'erogazione di elettricità e acqua dopo i raid ucraini di domenica.  

Secondo analisi indipendenti del sito di notizie Meduza, le forze di Kiev hanno notevolmente intensificato a maggio e giugno i loro raid contro camion o altri mezzi per il rifornimento delle postazioni nelle regioni occupate dell'Ucraina. E' aumentata anche in pochi mesi la gittata dei raid a medio raggio da diversi chilometri a diverse decine di chilometri. L'analista francese indipendente Clement Moulin ha calcolato che sono stati colpiti almeno 500 camion e altri mezzi nelle regioni occupate fra il primo maggio e il 18 giugno. Sono aumentati in modo significativo, ma solo a maggio, anche i raid contro le retrovie russe lungo le direttive Hulyaipole e Oleksandrivka, con attacchi contro l'autostrada M-14 che da Rostov va in Crimea attraverso le regioni di Donetsk e Zaporizhzhia. 

 

23 giu 2026

Lupus eritematoso e nefrite lupica, Apmarr: "Ultimi mesi per partecipare alla survey"

(Adnkronos) - Come incidono il lupus eritematoso e la nefrite lupica sulla vita quotidiana delle persone? Quali costi comportano per i pazienti e le loro famiglie? E quali difficoltà si incontrano nell'accesso ai percorsi di cura? Per rispondere a queste domande e costruire una fotografia aggiornata della realtà italiana, è ancora possibile partecipare alla survey nazionale promossa da Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Aps Ets, in collaborazione con Crea Sanità, nell'ambito del progetto di ricerca ‘Patologie reumatologiche in Italia – Epidemiologia ed equità di accesso alle cure’, lanciata nel marzo scorso. L'indagine, disponibile online sul sito di Apmarr Aps Ets (https://www.apmarr.it/ricerca-apmarr-crea/) - informa una nota - è rivolta alle persone che convivono con lupus eritematoso e nefrite lupica per raccogliere, in forma anonima, informazioni relative a 3 aspetti fondamentali: qualità della vita, utilizzo delle prestazioni sanitarie e costi sostenuti direttamente dai pazienti. 

"L'obiettivo della survey è dare voce alle persone che vivono ogni giorno con queste patologie e raccogliere dati che oggi risultano ancora insufficienti – afferma Antonella Celano, presidente Apmarr Aps Ets – Ogni questionario compilato rappresenta un contributo prezioso per comprendere meglio l'impatto reale della malattia e per sostenere richieste di miglioramento dei servizi, dell'assistenza e dell'equità di accesso alle cure. Per questo invitiamo tutti i pazienti interessati a dedicare pochi minuti del proprio tempo alla compilazione". 

I risultati contribuiranno ad arricchire il patrimonio di conoscenze disponibile su queste patologie e costituiranno una base scientifica utile per orientare le future politiche sanitarie e organizzative. Disporre di dati aggiornati e rappresentativi - riferisce la nota - è fondamentale per comprendere il peso delle patologie sulla vita delle persone e sul sistema. Una partecipazione ampia consentirà di ottenere evidenze più solide e affidabili, indispensabili per individuare le criticità e progettare interventi realmente efficaci. Il progetto è realizzato con il contributo non condizionante di Roche e Celltrion e prevede, nelle fasi successive, l'estensione dell'analisi ad altre patologie reumatologiche e l'approfondimento delle disuguaglianze territoriali nell'accesso alle cure. 

23 giu 2026

Premio 'Internazionale Fair Play Menarini', Diego Milito ed Emilio Butragueno nel parterre 30esima edizione

(Adnkronos) - La rosa dei vincitori del 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini, in programma il prossimo 2 luglio a Firenze, continua ad accogliere grandi leggende dello sport mondiale. Tra i campioni che al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino riceveranno il riconoscimento dedicato ai più alti valori dello sport, si aggiungono due autentici simboli del calcio internazionale: Diego Milito ed Emilio Butragueno. Protagonista di una carriera straordinaria tra Argentina, Spagna e Italia, “El Principe” Diego Milito ha conquistato il cuore degli appassionati grazie al suo talento, alla sua correttezza e a un percorso costellato di successi. Indimenticabile il ruolo centrale nell’epico “Triplete” dell’Inter nel 2010, coronato dalla doppietta nella finale di Uefa Champions League contro il Bayern Monaco. Accanto a lui sarà premiato Emilio Butragueño, icona nella storia del calcio spagnolo. Soprannominato “El Buitre”, è stato il simbolo del Real Madrid degli anni Ottanta e portabandiera di una delle epoche più vincenti del club madrileno. Con l’ingresso di Milito e Butragueño, il parterre dei premiati del 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini si arricchisce di eccezionali campioni artefici di trionfi sul campo e testimoni dei valori sani dello sport, incarnando perfettamente lo spirito dell’evento che da trent’anni celebra il fair play come patrimonio universale. 

“Accogliamo due star del calcio internazionale, che hanno lasciato un segno profondo nello sport non soltanto per i loro successi, ma anche per il modo in cui li hanno ottenuti – dichiarano Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Milito e Butragueño condividono gli stessi valori che accomunano tutti i protagonisti del 30° Premio Fair Play Menarini, confermandosi esempi straordinari di sport e correttezza dentro e fuori dal campo”. 

Ecco i premiati dell’edizione 2026: Achille Polonara, pallacanestro; Antonella Palmisano, marcia; Armand Duplantis, salto con l’asta; Bebe Vio, atletica paralimpica; Chiara Mazzel, sci paralimpico; Daniele Garozzo, scherma; Davide Ghiotto – Michele Malfatti – Andrea Giovannini, pattinaggio su ghiaccio; Diego Milito, calcio; Emilio Butragueño, calcio; Fabio Caressa, giornalismo; Gianfranco Zola, calcio; Gregorio Paltrinieri, nuoto; Simone Anzani, pallavolo. Il 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini vede la partecipazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale in qualità di partner istituzionale, e di Sustenium, Frecciarossa, Adiacent ed Estra come partner dell’iniziativa. Per seguire da vicino i protagonisti e restare aggiornati su tutte le novità, visitare il sito ufficiale www.fairplaymenarini.com e i canali social del Premio su Instagram, Facebook e YouTube. 

23 giu 2026

Pompei (Deloitte): "Ridurre le barriere alle cure è possibile"

(Adnkronos) - "Tre anni fa Deloitte ha deciso di sostenere questo progetto con l'obiettivo di contribuire a ridurre le barriere nell'accesso alle cure. Oggi siamo particolarmente soddisfatti di poter annunciare che oltre mille persone fragili dal punto di vista economico e sociale, provenienti da più di 75 Paesi, hanno avuto la possibilità di accedere a cure specialistiche. Si tratta di un risultato importante, che dimostra il valore della collaborazione tra pubblico, privato e Terzo settore. In questa iniziativa sono coinvolti Deloitte, l'Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola e la Comunità di Sant'Egidio: una sinergia che testimonia quanto idee, competenze ed esperienze condivise possano generare progetti ad alto impatto sociale". Lo ha detto Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Central Mediterranean, alla conferenza stampa 'Progetto San Bartolomeo - Tre anni di impegno e risultati'. Obiettivo dell'incontro, questa mattina nell’Aula Magna dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, fare il punto sui risultati ottenuti e sugli obiettivi futuri: dal 2023 a oggi il progetto è riuscito ad assistere oltre mille persone in condizione di fragilità sociale ed economica che, in molti dei casi, avrebbero rinunciato a curarsi. 

"La sfida, oggi - ha poi aggiunto Pompei - non è soltanto proseguire il percorso avviato, ma ampliarlo, garantendo la sostenibilità strutturale delle attività sviluppate dal 2023 e favorendo la nascita di nuove iniziative analoghe. Eventi come quello odierno hanno anche un ruolo fondamentale nel diffondere la conoscenza del progetto, affinché un numero sempre maggiore di persone che ne hanno bisogno possa sapere dell'esistenza di questa opportunità e accedere alle cure disponibili".  

23 giu 2026

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23 giu 2026

Arcuri (Gemelli Isola): "Il progetto San Bartolomeo è diventato un modello di cura per i più fragili"

(Adnkronos) - "Sono stati tre anni importanti e impegnativi. Oggi non celebriamo soltanto il traguardo dei mille pazienti assistiti, ma soprattutto la capacità di aver costruito attorno a questo progetto una rete di competenze al servizio delle persone più fragili". Lo ha dichiarato Giovanni Arcuri, direttore generale dell'Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, intervenendo alla conferenza stampa "Progetto San Bartolomeo - Tre anni di impegno e risultati". L'incontro, ospitato nell'Aula Magna dell'Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, è stato l'occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future dell'iniziativa, che dal 2023 a oggi ha consentito a oltre mille persone in condizioni di fragilità sociale ed economica di accedere alle cure, evitando in molti casi la rinuncia ai percorsi sanitari. 

"L'ospedale ha messo a disposizione la propria capacità clinica e organizzativa; la Comunità di Sant'Egidio ha accompagnato i pazienti, costruendo con loro un rapporto di fiducia e indirizzandoli verso i percorsi di cura; la Fondazione Deloitte ha sostenuto il progetto, contribuendo a strutturarlo e a rafforzarne il metodo", ha spiegato Arcuri. In tre anni il Progetto San Bartolomeo ha preso in carico oltre mille pazienti fragili provenienti da 75 Paesi. "I principali ambiti di intervento hanno riguardato i percorsi ostetrico-ginecologici, le cure odontoiatriche e gli ambulatori di ortopedia, costruendo un modello di assistenza centrato sui bisogni concreti delle persone", ha sottolineato. 

"Più che celebrare un risultato, oggi vogliamo mostrare le fondamenta del futuro. Questo è un percorso che intendiamo continuare perché rappresenta anche la nostra identità valoriale e ci ricorda il significato più profondo del fare sanità: prendersi cura dei pazienti più fragili. Per questo sarà fondamentale continuare a costruire sostegno e collaborazione attorno al progetto, così da garantirne la crescita e la continuità nel tempo", ha concluso Arcuri. 

23 giu 2026

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