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Fuochi d'artificio non fanno dormire una famiglia: "Siamo insonni, non ce la facciamo più"

(Adnkronos) - Non riescono più a dormire... per colpa dei fuochi d'artificio. In Inghilterra, la cittadina di Nelson, nel Lancashire, sta vivendo un insolito 'problema', con una famiglia che non riesce a riposare per i continui festeggiamenti nelle zone limitrofe. Lydia Ann Kay ha affermato che i suoi figli piccoli, tra cui il figlio di tre anni che a causa di una sospetta forma di autismo è molto sensibile ai rumori forti, vengono svegliati di continuo dai fuochi d'artificio sparati durante la notte. 

La donna ha raccontato alla Bbc che a Nelson gli spettacoli pirotecnici si tengono almeno una volta a settimana e a volte continuano fino alle 4 del mattino, lasciando così la sua famiglia "priva di sonno" e il loro cane tremante. Kay, così come altri residenti, chiede quindi provvedimenti più severi contro i fuochi d'artificio, i veicoli rumorosi e la guida pericolosa, tanto che una petizione lanciata in città ha raccolto più di 2.100 firme. 

Il consiglio comunale di Pendle afferma di essere a conoscenza della petizione e che i reclami relativi a fuochi d'artificio e rumore dei veicoli dovrebbero essere presentati alla polizia. "Sembra che la situazione peggiori di anno in anno", ha detto Kay, "sembrano diventare sempre più rumorosi. Entrambi i miei figli sono privati del sonno, e così anche noi genitori".  

La donna ha rivelato che i fuochi d'artificio sono iniziati durante quella che ha definito la stagione dei matrimoni estivi e sono continuati "per tutta l'estate". Kay preferirebbe che i fuochi d'artificio fossero limitati agli spettacoli organizzati, ma ha affermato che anche limiti di rumore più bassi e controlli sulla loro vendita sarebbero d'aiuto. Il problema è diventato così pervasivo che la famiglia di Kay, che, stando a quanto riferito dalla donna, amava la propria casa e il quartiere, starebbe considerando un eventuale trasloco. 

 

18 ago 2026

Fiuta il tumore della sua padrona e le salva la vita: la storia di Joy e Barbara

18 ago 2026

Curtis ringrazia Sinner e punge: "Un calciatore non l'avrebbe mai fatto..."

18 ago 2026

Charles Spencer racconta la storia della sorella Lady D nel suo nuovo libro: "Una donna piena d'amore, carisma e insicurezze"

(Adnkronos) - A quasi trent’anni dalla morte di Lady Diana, il fratello Charles Spencer torna a raccontarne la vita, il carattere e gli ultimi giorni. Nel libro "Canto del cigno: Diana, mia sorella", in uscita in contemporanea mondiale il 22 settembre 2026 (in Italia da Mondadori), il conte Spencer rompe per la prima volta il lungo silenzio sulla sorella e affida alla memoria personale la sua versione di una delle figure più amate e raccontate del Novecento.  

Nel settembre del 1997, Charles Spencer si alza in piedi nell’abbazia di Westminster e, davanti al mondo intero, esprime il proprio dolore per la perdita dell’amata sorella Diana, con un’orazione che è stata giudicata uno dei discorsi fondamentali del XX secolo. Oggi, a distanza di quel giorno, racconta la straordinaria storia della vita con Lady Diana e la tragica settimana che seguì la sua morte. "Canto del cigno: Diana, mia sorella" è la prima occasione in cui il conte Spencer parla pubblicamente, e nel dettaglio, di sua sorella. 

Il conte Spencer ha dichiarato: "Nell’imminenza del trentesimo anniversario della tragica morte di Diana, sono stato di nuovo sommerso di richieste di interviste su mia sorella. Questo mi ha convinto a mettere per iscritto, una volta per tutte, i miei pensieri e i miei ricordi personali, così da non essere più costretto a leggere le opinioni altrui, molte delle quali si fondano su menzogne che si sono consolidate nel tempo. L’obiettivo di questo libro è raccontare la verità su Diana dal punto di vista di suo fratello, proprio come ho cercato di fare quando ho parlato alle esequie. Come nell’orazione funebre, voglio parlare per conto di Diana e farlo in maniera apertamente positiva. Spero che questo libro desti l’interesse dei tanti che ancora hanno cara la memoria di Diana da viva, e sarei estasiato se dopo questa lettura chi è troppo giovane per ricordarla nel suo massimo fulgore sentisse di aver colto chi era davvero: una persona dal carattere unico, dinamica, piena di amore, carisma e insicurezze, una persona che ha vissuto la vita fino in fondo e ha lasciato un mondo migliore di quello che aveva trovato, nonostante sia uscita di scena ancora molto giovane". 

 

Realizzato nel Regno Unito da Penguin Michael Joseph, "Canto del cigno: Diana, mia sorella" sarà pubblicato in contemporanea in Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, India e Irlanda. Negli Stati Uniti e in Canada sarà pubblicato in contemporanea da Penguin Press. 

I diritti sono stati venduti in altre 12 lingue e il libro sarà pubblicato il 22 settembre in Brasile (Compania das Letras), Catalogna (Rosa dels Vents), Finlandia (Otava), Francia (Flammarion), Germania (Penguin Verlag), Italia (Mondadori), Paesi Bassi (Hollands Diep), Norvegia (Cappelan Damm), Polonia (Marginesy), Portogallo (Penguin), Spagna e America Latina (Plaza y Janes), Svezia (Bonniers) e Quebec (Flammarion Québec). Il libro sarà preordinabile su tutti gli store a partire dal 25 agosto. 

Charles Spencer è autore, storico, oratore, speaker radiofonico e giornalista. È anche il nono conte Spencer. Ha scritto nove saggi, tra cui quattro best-seller del “Sunday Times”: The White Ship: Conquest, Anarchy and the Wrecking of Henry I’s Dream e Blenheim: Battle for Europe (finalisti all’History Book of the Year del National Book Awards), Killers of the King: The Men Who Dared to Execute Charles I e To Catch a King: Charles II’ s Great Escape. Il suo primo libro di memorie, A Very Private School, è stato acclamato dalla critica ed è salito in cima alla classifica dei best-seller del “Sunday Times”. Relatore di grande richiamo a livello internazionale, ha lavorato per Nbc News come corrispondente in diretta dal 1986 al 1995. E' stato presentatore per History Channel e coconduttore del famoso podcast “Rabbit Hole Detectives”, e ha scritto per molti quotidiani e riviste. È commentatore per il “Financial Times”. Spencer ha studiato a Eton e al Magdalen College di Oxford, dove ha conseguito la laurea specialistica in storia moderna. E' membro della Royal Historical Society e della Society of Antiquaries. 

18 ago 2026

Lega, parla Romeo: "Salvini? Non mi interessano le sfide. Dobbiamo tornare allo spirito di Bossi"

(Adnkronos) - Cova, nella base del Carroccio, una voglia cambiamento. E Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e segretario della Lega lombarda, ha scelto di metterla nero su bianco in un libro, "Fare la Lega, agenda per il rinnovamento", edito da Rubbettino: un vero e proprio manifesto della base leghista delusa. "Io - spiega Romeo all'Adnkronos - racconto questo desiderio di rinnovamento che c'è nella base, tra i militanti. C'è la volontà che la Lega torni a riprendere in mano alcuni temi che hanno caratterizzato un po' la storia della Lega, cercando di attualizzarli. Restiamo una Lega nazionale, nessuno vuole mettere in discussione questo, ma vogliamo rafforzare le identità territoriali, che sono la forza della Lega. In questo libro cerco di portare questo desiderio, questa volontà di rinnovare".  

Ed è proprio tra le pagine del libro, e tra le righe della sua analisi, che riaffiora un tema antico, mai davvero sopito: la questione settentrionale. "Nel libro scrivo che esiste, oltre alla questione meridionale, anche una questione settentrionale, che oggi è più attuale che mai. Secondo uno studio Istat e Bankitalia, il Nord ha perso capacità di spesa più che altre zone. Se la locomotiva d'Italia si ferma, questo è un problema per tutti. È giusto rafforzare la coesione nazionale, è giusto mettere il Sud nelle condizioni di svilupparsi al meglio, ma consentire anche al Nord produttivo di essere al passo con il resto d'Europa". 

Nel libro, Romeo scrive che la Lega si è "imborghesita". A cosa si riferisce? Il parlamentare lombardo non si nasconde: "Un po' di scollamento tra classe dirigente e base c'è stato". Un'ammissione che pesa, ma che apre subito a una via d'uscita, quella indicata dal fondatore del movimento: bisogna tornare allo spirito di Bossi? "Certo, prendendo esempio dall'insegnamento di Umberto di stare vicini al popolo, capire le esigenze e saperle rappresentare il più possibile", osserva il capogruppo. E a chi, in queste pagine, volesse leggere una sfida lanciata a Matteo Salvini, Romeo risponde: "Mi interessa rilanciare il movimento, non le sfide". (di Antonio Atte) 

 

18 ago 2026

"Giocattoli morbidi sono pericolosi", Amazon li rimuove dal catalogo

(Adnkronos) - I giocattoli morbidi sono pericolosi e Amazon li rimuove dal catalogo. L'azienda di Jeff Bezos ha iniziato a non mettere più in vendita prodotti sensoriali a causa della crescente preoccupazione per la salute e la sicurezza dei bambini, in quanto alcuni articoli non sarebbero conformi alle leggi, i regolamenti e le politiche di Amazon. 

Come riportato dal media americano Wesh, la rimozione dei giocattoli morbidi avverrebbe in seguito a un avvertimento della Commissione statunitense per la sicurezza dei prodotti di consumo (CPSC), che ha segnalato come nella vendita da parte dei rivenditori di questi articoli ce ne siano anche di contraffatti e falsi. Secondo quanto comunicato dalla CPSC, gli stessi non sarebbero conformi ai requisiti di sicurezza federali per i giocattoli per bambini e possono contenere perline d'acqua, piccole parti, piombo, ftalati e altre sostanze pericolose. 

I giocattoli contraffatti, in particolare, potrebbero non riportare le avvertenze, l'indicazione dell'età consigliata, le informazioni di tracciabilità o l'identificazione del produttore, oppure potrebbero essere venduti senza i test e le certificazioni richiesti per i prodotti per bambini. 

Nel caso in cui l'involucro esterno di un giocattolo contraffatto si lacerasse o si rompesse, i bambini potrebbero essere esposti a perline d'acqua, liquidi, polveri, sabbia o altri gel che potrebbero essere ingeriti o causare occlusioni intestinali, soffocamento, aspirazione, esposizione a sostanze chimiche, rischi di inalazione o altre lesioni. I giocattoli potrebbero anche portare con sé il rischio di ustioni, potendo raggiungere temperature pericolosamente elevate se esposti a calore intenso. 

 

18 ago 2026

Morto Varenne, il più grande cavallo trottatore di tutti i tempi: aveva 31 anni

(Adnkronos) - Lutto nel mondo dell'ippica: è morto Varenne, il più grande trottatore di tutti i tempi. "E' con immenso dolore che diamo la notizia della morte del capitano", si legge sulla pagina Instagram del leggendario cavallo, deceduto a 31 anni mentre si trovava nell'allevamento LJ a Eboli, in provincia di Salerno dove ha trascorso gli ultimi anni. "Varenne si è spento durante la notte e il veterinario ha confermato che la causa è stata un improvviso attacco cardiaco -si legge ancora sul profilo social-. Siamo devastati dalla notizia ricevuta questa mattina e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan, mentre volava verso le sue vittorie. Oggi, le ali di Varenne lo hanno portato altrove. Corri libero per sempre e rimani per sempre il nostro Capitano. Che la terra ti benedica. Con tanto amore. Raggiungi Enzo lassù". Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, Varenne nasce il 19 maggio 1995 a Copparo in provincia di Ferrara, nell'allevamento Zenzalino. Nella sua strepitosa carriera ha disputato 73 corse vincendone 62.  

Tra i suoi successi più importanti il Derby italiano di trotto nel 1998, il Gran Premio di Agnano, vinto per tre anni di fila dal 2000 al 2002, il Prix d'Amerique 2001 e 2002, l'Elitloppet 2001 e 2002 e il Breeders Crown 2001. Varenne è stato anche l'unico cavallo nella storia dell'ippica mondiale ad aver vinto il titolo di "Cavallo dell'anno" in tre differenti Stati (Italia 2000, 2001, 2002, Francia 2001 e 2002 e Stati Uniti 2001) e l'unico trottatore ad aver vinto le corse più importanti del mondo nello stesso anno, il 2001. In carriera a vinto oltre 6 milioni di euro di premi, diventando il cavallo più vincente nella storia del trotto. Terminata la carriera agonistica è diventato uno stallone e ha generato oltre 2000 figli, tra cui diversi campioni e 5 vincitori del Derby italiano di trotto.  

"Ci lascia non solo il più grande cavallo trottatore della storia ma una delle più grandi leggende italiane, che va oltre lo sport. L'affetto di tanti italiani in queste ore è commovente, ringrazio tutti". Così all'Adnkronos un emozionato Daniele Giordano, proprietario di Varenne, dopo la morte, l'anno scorso, del padre Enzo. "Sono stato testimone di quasi tutte le vittorie di Varenne, perché seguivo sempre mio padre negli ippodromi di tutto il mondo -aggiunge Giordano-. In particolare mi ricordo con particolare emozione quando dopo il secondo successo nel Gran Prix d'Amerique nel 2002 Varenne si 'inchina' di fronte a decine e decine di bandiere italiane. Provammo una felicità particolarmente intensa". 

Il leggendario cavallo era nato il 19 maggio 1995 a Copparo, nel Ferrarese, all'allevamento di Zenzalino. Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, aveva un nome che sembrava già contenere una destinazione internazionale: Varenne, come la rue de Varenne di Parigi, la strada dell'ambasciata d'Italia in Francia. Quella città sarebbe diventata, pochi anni più tardi, uno dei luoghi della sua consacrazione. Nel mondo del trotto è stato considerato, a ragione, qualcosa di più di un campione. Un fenomeno. Il cavallo capace di trasformare una corsa in un racconto, un arrivo in una scena da ricordare, una vittoria in un appuntamento per un pubblico che andava ben oltre gli appassionati di ippica. Il suo bilancio racconta già una parte della leggenda: 73 corse disputate, 62 vittorie, sei secondi posti e due terzi posti, con oltre sei milioni di euro di premi.  

Il debutto arriva a Bologna, il 4 aprile 1998. Varenne rompe di galoppo e viene squalificato, ma quella giornata che avrebbe potuto essere soltanto una battuta d'arresto diventa invece il primo indizio di ciò che sta per accadere. Costretto a lasciare strada agli avversari, il giovane cavallo produce una rimonta impressionante e si fa notare dagli osservatori.  

Tra questi c'è Enzo Giordano, appassionato di ippica e cambiavalute napoletano, che decide di comprarlo dall'allenatore e driver francese Jean-Pierre Dubois per 150 milioni di lire. È l'inizio della storia della Scuderia Dany e, soprattutto, del binomio che avrebbe accompagnato Varenne nell'età dell'oro: l'allenatore finlandese Jori Turja e il driver romano Giampaolo Minnucci. Con Minnucci, salvo il debutto e due parentesi nel 2002 dovute alla squalifica del driver romano, Varenne costruirà un rapporto destinato a diventare parte integrante della sua leggenda. La prima grande consacrazione arriva nel 1998, con il Derby italiano del trotto. Varenne affronta Viking Kronos, il dominatore della sua generazione, e lo batte con autorevolezza. L'anno successivo è quello della definitiva esplosione: Varenne vince quasi tutti i grandi appuntamenti del circuito dei quattro anni e si presenta sulla scena internazionale al Gran Premio delle Nazioni di San Siro, dove supera anche la fortissima americana Moni Maker. Il 1999 si chiude con un dato che anticipa la sua natura: 14 corse, 14 vittorie. Nel 2000 il confronto si fa mondiale. Varenne corre 18 volte e vince 13 corse. A Parigi, nel suo primo Prix d'Amérique, deve fare i conti con una partenza contestata e ripetuta tre volte. Rimane nelle retrovie, poi rimonta, arriva a prendere la testa e soltanto nel finale paga lo sforzo, chiudendo terzo. Non è ancora la vittoria, ma è già una dimostrazione di forza. Due settimane dopo, sulla stessa pista, batte Général du Pommeau nel Prix Louis Roederer. Poi arrivano il Gran Premio della Lotteria di Agnano e il Gran Premio Giubileo di Roma. Poi arriva il 2001. E' l'anno nel quale Varenne smette semplicemente di essere un campione e diventa una misura con cui confrontare tutti gli altri. A gennaio conquista il Prix d'Amérique. A maggio, ad Agnano, concede il bis nella Lotteria. Poche settimane dopo vola a Stoccolma e vince l'Elitloppet, piegando sul rettilineo il beniamino di casa Victory Tilly. Tre grandi corse, tre nazioni, tre trionfi. E non è finita.  

In estate attraversa l'Atlantico per affrontare la Breeders Crown, negli Stati Uniti. A Meadowlands Varenne domina e fissa il record mondiale sul miglio: 1'09"1 al chilometro, un tempo che allora sembrava appartenere a un'altra dimensione. Il risultato consegna al cavallo italiano una dimensione definitivamente globale. La vittoria americana, ottenuta davanti a un pubblico in festa e alle bandiere tricolori degli italoamericani, diventa una delle immagini simbolo della sua carriera. Il 2001 è, semplicemente, l'anno di Varenne. Il Prix d'Amérique, la Lotteria, l'Elitloppet e la Breeders Crown rappresentano una sequenza che nessun altro trottatore aveva saputo realizzare nello stesso anno. Il sito ufficiale del campione considera proprio quella stagione la vetta della sua leggenda: Varenne è l'unico trottatore ad aver conquistato nello stesso anno le principali corse del trotto mondiale. A rendere ancora più straordinaria la sua storia c'è il modo in cui quelle vittorie arrivavano. Varenne non aveva bisogno di nascondersi. Era un cavallo capace di correre davanti, di imporre il proprio ritmo, di aspettare e poi accelerare, di rimontare quando sembrava perduto. La sua superiorità aveva spesso qualcosa di teatrale, ma non di artificioso: era la conseguenza di una combinazione irripetibile di velocità, resistenza, intelligenza agonistica e capacità di esprimersi su piste e distanze differenti. Nel 2002 il Capitano ripete il Grand Slam europeo: di nuovo Prix d'Amérique, di nuovo Lotteria, di nuovo Elitloppet. A Stoccolma torna a vincere e continua il suo giro del mondo, accumulando successi e record. A quel punto Varenne è già il trottatore più ricco e più veloce della storia, oltre che un'autentica celebrità. Le sue imprese conquistano le pagine dei giornali sportivi ma anche quelle della stampa generalista. La sua immagine arriva fino alla copertina di SportWeek, segno di una popolarità ormai uscita dai confini dell'ippica. La carriera agonistica si chiude il 28 settembre 2002 a Montréal, nella tappa conclusiva della World Cup.  

È una sconfitta, inattesa per un cavallo abituato a vincere, ma il trofeo è comunque suo grazie ai risultati precedenti. È quasi un dettaglio statistico rispetto a ciò che è accaduto nei quattro anni precedenti. Varenne lascia le piste con un'eredità che nessun risultato negativo può scalfire. Da quel momento comincia una seconda vita. Varenne diventa stallone. Dal 2002 viene impiegato nella riproduzione e negli anni successivi la sua fama passa alle nuove generazioni. Sono più di 2.000 i figli attribuiti al Capitano secondo le informazioni riportate sul suo profilo ufficiale e nelle biografie dedicate al campione. Tra loro ci sono vincitori del Derby italiano come Lana del Rio, Nadir Kronos, Olona Ok, Pascià Lest e Testimonial Ok. Altri suoi figli hanno costruito carriere internazionali di primo piano. E' forse questo l'aspetto più importante della seconda parte della sua storia: Varenne non ha semplicemente lasciato un albo d'oro. Ha lasciato una discendenza. Il suo nome è diventato anche un patrimonio genetico del trotto italiano e internazionale. Negli anni della pensione ha cambiato più volte casa. Dopo l'allevamento Il Grifone di Vigone, in Piemonte, è passato all'Equicenter Monteleone, nel Pavese, e poi alla tenuta Il Cigno di Villanterio.  

Nel marzo 2025 era arrivato all'allevamento LJ di Dario De Angelis, a Eboli, in Campania. Lì ha trascorso l'ultimo tratto della sua vita, ormai lontano dalle piste ma ancora capace di richiamare appassionati e visitatori. Il suo sito ufficiale ricorda come, anche negli ultimi anni, fosse meta di visite da parte di ammiratori provenienti da tutto il mondo. Varenne non è stato imbattibile: ha perso 11 delle sue 73 corse. Ma è proprio questo a rendere la sua storia ancora più umana, pur trattandosi della storia di un cavallo. Il debutto con una squalifica, la rimonta impossibile, le sconfitte, le vittorie, i record, il giro del mondo e infine il ritiro. Una carriera breve, come sono brevi le carriere dei grandi campioni, ma abbastanza lunga da lasciare una traccia che il tempo difficilmente cancellerà. (di Paolo Martini). 

 

18 ago 2026

Rapina un uomo e lo costringe a prelevare al bancomat: 48enne in manette

(Adnkronos) - Ha rapinato un uomo sotto la minaccia di un taglierino, poi lo ha costretto a prelevare 500 euro a un bancomat. Per questo la polizia di Milano, coordinata dalla procura, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti un cittadino italiano di 48 anni, con precedenti di polizia, ritenuto responsabile della rapina aggravata commessa il 28 luglio scorso ai danni di un cittadino italiano di 35 anni. Il giorno successivo alla rapina subita, la vittima si è recata presso il commissariato Mecenate per sporgere denuncia dichiarando che, il giorno prima, mentre stava percorrendo a piedi via Impastato in direzione della fermata della metropolitana San Donato, è stato raggiunto alle spalle da un uomo che, dopo averlo superato e avergli sbarrato la strada, lo ha spinto a terra, dichiarando di essere armato di taglierino e di volergli fare del male, intimandogli la consegna del portafoglio. 

Ottenuto il portafoglio, l'aggressore ha obbligato il 35enne, sotto la stessa minaccia, ad accompagnarlo presso uno sportello bancomat per prelevare e consegnargli la somma di 500 euro. Giunti presso lo sportello di un istituto di credito all'altezza della fermata M3 Porto di Mare, l'aggressore, ha costretto la vittima a prelevare e consegnare la somma richiesta prima di riottenere la restituzione del portafoglio. L'aggressore si è quindi allontanato. I poliziotti del commissariato Mecenate, dopo la denuncia e la visione di un album fotografico da parte della vittima, e grazie alla visione delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, hanno identificato il presunto autore. Dopo aver inoltrato l’informativa di polizia all’autorità giudiziaria, a seguito della quale il gip ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, l'11 agosto, poco prima delle 17, i poliziotti di via Quintiliano lo hanno individuato nella stessa via Impastato in prossimità dell’area boschiva e, nonostante abbia provato la fuga, lo hanno fermato e arrestato. 

18 ago 2026

Travolge e uccide 33enne, poi scappa: identificato il pirata della strada, è un 29enne

(Adnkronos) - E' stato identificato nel giro di poche ore il presunto pirata della strada che, nella notte tra il 16 e il 17 agosto, ha travolto e ucciso Paolo Pandolfi, 33 anni, nato a Pisa e residente a Vicopisano (Pisa). Si tratta di un uomo di 29 anni, individuato dai carabinieri della sazione di San Giovanni alla Vena e deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Pisa per omicidio stradale e omissione di soccorso. 

L'incidente è avvenuto intorno alle ore 3:10 in Viale XX Settembre, a Vicopisano. Una pattuglia dell'Arma, già impegnata nei servizi di controllo del territorio, è intervenuta dopo la segnalazione di un uomo riverso sull'asfalto. I sanitari del 118, arrivati insieme ai militari, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di Pandolfi. Il conducente del veicolo, dopo aver travolto il pedone, si era allontanato senza fermarsi e senza prestare soccorso. È così partita immediatamente la caccia al pirata della strada. 

Decisivi si sono rivelati i rilievi effettuati sul luogo dell'investimento dai militari dell'aliquota operativa della compagnia dei carabinieri di Pontedera. Sull'asfalto sono stati recuperati diversi frammenti riconducibili al veicolo coinvolto, tra cui lo stemma frontale di un'autovettura. Gli investigatori hanno quindi passato al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza di un esercizio pubblico della zona. I filmati hanno confermato il transito, in un orario compatibile con l'investimento, di un'auto della stessa marca. A quel punto gli elementi raccolti sono stati incrociati con un controllo di polizia effettuato poco prima, durante lo stesso turno di servizio, in una frazione vicina. In quell'occasione era stato controllato un soggetto già noto agli uffici, alla guida di un'autovettura dello stesso modello e colore di quella ricercata. 

I carabinieri sono quindi andati presso l'abitazione del 29enne. Nel garage hanno trovato l'auto: la parte anteriore era completamente distrutta, il parabrezza risultava infranto e sul veicolo erano presenti evidenti tracce ematiche. 

L'autovettura è stata posta sotto sequestro penale per essere sottoposta ai successivi accertamenti di laboratorio. Il 29enne è stato invece deferito in stato di libertà all'autorità giudiziaria. 

Gli elementi raccolti e la rapidità degli accertamenti hanno consentito ai carabinieri di chiudere il cerchio sul presunto responsabile nel giro di pochissime ore. Restano ora da ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'investimento e tutte le responsabilità, che dovranno essere accertate nelle sedi competenti. 

18 ago 2026

Juventus, invasione di campo e intervento killer di un tifoso su Gatti

18 ago 2026

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