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Muse, il 'segnale' è tornato: 'The Wow! Signal' è l'album della rinascita

(Adnkronos) - La premessa è doverosa: 'The Wow! Signal', il decimo album in studio dei Muse, è un disco di contrasti. Suona duro ma non rinuncia alla melodia, guarda al metal moderno senza perdere il gusto per la grandiosità. Alterna oscurità e aperture luminose con una naturalezza che da parte della band britannica non si sentiva da tempo. Anche il contributo di Dan Lancaster, produttore e co-autore del disco, gioca un ruolo fondamentale nel dare forma a un lavoro che riesce a tenere insieme tutto e il contrario di tutto senza mai apparire frammentato. L’Adnkronos ha avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima il nuovo lavoro del trio e la sensazione è quella di trovarsi davanti a un disco destinato a segnare una svolta. Erano anni che i fan dei Muse aspettavano un album come questo. Dopo lavori che avevano diviso pubblico e critica, Matt Bellamy, Chris Wolstenholme e Dominic Howard ritrovano quella scintilla creativa che sembrava essersi affievolita, confezionando con 'The Wow! Signal', in uscita venerdì prossimo, quello che ha tutte le caratteristiche del disco della rinascita artistica.  

Il titolo del progetto deriva da un famigerato evento interstellare ancora inspiegabile: un potente impulso radio di 72 secondi rilevato nel 1977 e proveniente dalla costellazione del Sagittario. L’astronomo che scoprì l’anomalia, Jerry R. Ehman, cerchiò la sequenza ormai iconica '6EQUJ5' e scrisse 'Wow!' sulla stampa accanto ad essa, dando il nome al segnale e consolidando il suo posto nella tradizione scientifica e nella cultura popolare. L’album si apre in modo epico con 'Dark Forest', brano ispirato alla teoria della Foresta Oscura ,una soluzione al paradosso di Fermi, secondo la quale l’universo brulica di vita intelligente ma le civiltà scelgono di rimanere silenziose per paura di essere individuate da specie ostili. La traccia si apre con un campionamento del celebre 'Wow! Signal' e si sviluppa come una cavalcata lisergica che richiama -per ambizione e respiro- la monumentale 'Knights of Cydonia' di Black Holes and Revelations. Tra note arabeggianti, cori solenni e frasi in latino come 'Dominus Deus', 'Currus Machina', 'Navis Lucifer' e la greca 'Kyrie Eleison', la canzone si estende per oltre cinque minuti, diventando una delle più lunghe del disco. Un’opener maestosa che getta le basi di tutto ciò che seguirà, impreziosita dal primo di una serie di breakdown disseminati lungo l’album. 

Con 'Nightshift Superstar' il trio cambia immediatamente registro. Il basso di Chris Wolstenholme si prende la scena con groove funk, mentre sintetizzatori e ritmiche danzerecce evocano la French touch di Justice e Daft Punk. 'Shimmering Scars' rallenta momentaneamente il ritmo serrato dell’album. Introdotta da note di pianoforte, affronta il tema di una relazione finita e mostra il lato più malinconico ed emotivo della band, senza rinunciare alla ricercatezza degli arrangiamenti. Tra i momenti migliori del disco spicca 'Cryogen', già pubblicata come singolo. È un brano in pieno stile Muse: una partenza affidata alla chitarra distorta che cresce progressivamente d’intensità fino a esplodere in un finale dominato da chitarre monumentali. Al centro della narrazione, una 'Ice Queen' che gioca con i sentimenti del protagonista. 'Be With You' sorprende per la sua continua trasformazione. Inizia come una ballad quasi liturgica, introdotta dall’organo, per poi mutare gradualmente in un vortice electro-techno che conferma la volontà della band di non percorrere mai la strada più prevedibile. 

 

Con 'Hexagons' i Muse tornano a sfoderare tutta la loro vocazione monumentale. Riff di chitarra possenti, sintetizzatori vorticosi e stratificazioni che si accumulano progressivamente in un crescendo che culmina con l’ingresso della voce di Matt Bellamy, regalando uno dei momenti più cinematografici dell’intero lavoro. Tra le tracce meglio riuscite figura senza dubbio 'The Sickness in You & I'. Qui emerge con forza l’influenza metal portata da Dan Lancaster: doppia cassa, assoli aggressivi, continui cambi di tempo e intermezzi accattivanti si intrecciano in una composizione complessa ma estremamente coinvolgente. Le sonorità più pesanti proseguono con 'Unravelling', territorio decisamente metal fatto di batteria in primo piano, basso imponente e chitarre massicce. Un vero balsamo per i fan della prima ora della formazione. In 'Hush' arriva invece la collaborazione con Ellie Goulding. Il dialogo tra la cantante britannica e Bellamy aggiunge una nuova sfumatura a un disco che continua a sorprendere per varietà e sperimentazione. A chiudere il disco è 'Space Debris', finale maestoso e malinconico. È un’ode all’amore e ai frammenti che una relazione lascia dietro di sé. Il brano riassume perfettamente l’anima dell’album: grandioso e profondamente umano nonostante l’immaginario cosmico che lo attraversa dall’inizio alla fine. 

I brani crescono, si stratificano e avvolgono l’ascoltatore prima di colpirlo con improvvise esplosioni strumentali, sempre bilanciate da armonie quasi angeliche e aperture melodiche di grande impatto. D’altronde stiamo parlando di una delle migliori band live degli ultimi vent’anni, una macchina perfetta quando si tratta di riempire stadi e palazzetti in ogni parte del mondo. Una reputazione costruita concerto dopo concerto e che il pubblico italiano potrà nuovamente verificare dal vivo quando il 'Muse – The Wow! Signal European Tour' farà tappa a Milano, il 20 e 21 novembre prossimi. 

Se 'Origin of Symmetry', 'Absolution' e 'Black Holes & Revelations' restano i mostri sacri della discografia del trio, negli ultimi anni molti avevano iniziato a pensare che la verve creativa della band si fosse quantomeno affievolita. 'The Wow! Signal' dimostra esattamente il contrario. Il trio appare artisticamente in forma smagliante e firma il lavoro più convincente degli ultimi anni: eclettico, ispirato, ambizioso e sorprendentemente coeso. La dimostrazione che i Muse hanno ancora qualcosa da dire e, soprattutto, sanno ancora come dirlo. (di Federica Mochi) 

24 giu 2026

Torna MirabilAvis, la giornata dedicata ai donatori di sangue e al valore del dono

(Adnkronos) - Torna domenica 12 luglio l'appuntamento con MirabilAvis, la giornata speciale che unisce divertimento, solidarietà e sensibilizzazione alla cultura del dono. L'iniziativa, giunta quest'anno alla sua nona edizione, nasce dalla collaborazione tra Mirabilandia e Avis Provinciale Ravenna con l'obiettivo di promuovere l'importanza della donazione di sangue e plasma coinvolgendo donatori, famiglie e nuovi potenziali volontari in una grande festa all'insegna della condivisione. Per l'occasione, tutti gli iscritti a un'Associazione italiana dei donatori che si presenteranno all'Info Point dedicato, allestito all'ingresso del Parco, esibendo la propria tessera associativa, potranno accedere alla tariffa promozionale di soli 21,90 euro. La speciale agevolazione sarà estesa anche ai loro accompagnatori, fino a un massimo di tre amici o familiari, anche non donatori. MirabilAvis rappresenta un'importante opportunità per avvicinare nuove persone al mondo del volontariato e della donazione: la stessa tariffa promozionale sarà infatti riservata anche a chi desidera diventare donatore. Per candidarsi sarà possibile compilare in anticipo il modulo 'Iscrizione online' disponibile sul sito di Avis Emilia-Romagna oppure presentarsi direttamente il giorno dell'evento presso l'Info Point Avis situato all'ingresso del Parco, lasciando i propri dati e manifestando il proprio interesse a entrare nella grande famiglia dei donatori. 

“Siamo orgogliosi di rinnovare anche quest'anno la collaborazione con Avis Provinciale Ravenna per un'iniziativa che rappresenta perfettamente i valori di condivisione e attenzione verso la comunità che Mirabilandia intende promuovere - dichiara Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia. - MirabilAvis è diventato negli anni un appuntamento molto atteso, capace di coniugare il divertimento con un importante messaggio di solidarietà. Offrire ai donatori e a chi desidera avvicinarsi al mondo della donazione una giornata speciale all'interno del Parco significa contribuire concretamente alla diffusione di una cultura del dono che genera valore per l'intera collettività”.  

“Anche quest'anno abbiamo scelto di mantenere il colore giallo come elemento distintivo di MirabilAvis. Una scelta che non è casuale: il giallo richiama il plasma, una risorsa preziosa e sempre più necessaria per il sistema sanitario - dichiara Renzo Angeli, presidente Avis Provinciale Ravenna - MirabilAvis rappresenta per noi un'occasione straordinaria per incontrare migliaia di persone, sensibilizzarle e raccontare quanto un semplice gesto possa fare la differenza nella vita di tanti pazienti. Il nostro obiettivo è continuare a diffondere questa cultura della solidarietà e contribuire a rendere la raccolta di plasma sempre più adeguata ai bisogni del territorio e del Paese”. 

24 giu 2026

Bonelli ad AdnTalks: "No a primarie". A Renzi dice: "No a voti di chi mi detesta"

(Adnkronos) - Dalle primarie al campo largo passando per Matteo Renzi e il ministro Nordio. A parlarne all'Adnkronos è Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde e deputato di Avs, nel corso di AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario. 

"Avremo nostro candidato alle primarie? Noi lavoriamo affinché si lavori a un'intesa politica perché pensiamo che le primarie non siano lo strumento più adeguato in questa fase e quindi lavoreremo fino all'ultimo per costruire un'intesa politica". Così all'Adnkronos Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde e deputato di Avs, nel corso di AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario. 

"Se dovessi scegliere, e continuo a dare un suggerimento, proprio perché noi dobbiamo costruire un programma per il Paese, io vorrei che ci mobilitassimo a partire da settembre per una grande stagione e percorso di consultazione popolare, partecipata per cominciare a sentire gli italiani, cosa che non è mai stata fatta. Questo è un elemento che porterà il centrosinistra a recuperare un rapporto, anche sentimentale" con il Paese. "Se oggi noi ci troviamo in questa condizione, con una destra al governo, non è solamente per l'errore del di settembre 2022, quando ci siamo separati in tre tronconi e che ha consegnato il governo del Paese su un piatto d'argento a Giorgia Meloni, ma perché negli anni passati, non certamente per responsabilità mia che non stavo al governo, c'è una sinistra che ha pensato di andare al governo non attraverso un processo democratico, ma attraverso accordi costituzionalmente legittimi dentro al Parlamento che portava sempre al governo senza passare attraverso quei processi democratici", ha detto ancora Bonelli. 

Renzi ha detto che "il suo compito è portare a votare il suo elettorato che detesta Bonelli, Conte, Fratoianni - aggiunge -. Ora io sommessamente segnalo a Matteo Renzi che noi dobbiamo invece recuperare un rapporto coerente nella politica, perché se c'è una persona che mi detesta, io mai gli chiederei di votarmi perché io ho rispetto del pensiero degli altri, anche di chi mi critica, e se pensiamo di costruire un'alleanza basata su questi presupposti, dico: 'Fermiamoci', perché per noi invece l'elemento della coerenza, anche della passione, dei valori è un elemento fondamentale". 

"Noi non siamo disposti a ingannare gli elettori e le elettrici, vogliamo assolutamente costruire un programma coerente per governare cinque anni, non vogliamo trovarci dopo un anno a cambiare governo. Quindi patti chiari, amicizia lunga e vogliamo rispettare il pensiero dei cittadini, mai e poi mai chiederei a chi mi detesta di votarmi, casomai ci parlo per capire le sue ragioni", conclude sul tema Bonelli. 

Bonelli ha parlato anche della premier Meloni: "Finora per quello che ha fatto per me ha l'insufficienza totale, perché non vedo non solo una riforma ma una legge che ha modificato in meglio le condizioni di vita degli italiani". "La povertà assoluta è aumentata, ci sono 6 milioni di persone che non possono ricorrere a cure sanitarie pubbliche perché le liste d'attesa sono lunghe e perché non hanno i soldi per andare alla sanità privata, ha proposto una riforma della separazione delle carriere rifiutando qualsiasi emendamento e respingendo qualsiasi emendamento dell'opposizione ed è stata bocciata dagli italiani, sta seguendo la stessa strada sulla legge elettorale come se quella fosse una priorità. Dal punto di vista energetico abbiamo un caro energia che ha portato l'Italia ad avere l'energia più cara d'Europa consentendo alle grandi società energetiche di accumulare profitti enormi, in tre anni 70 miliardi di euro che sono i soldi delle bollette dei pensionati italiani, delle famiglie, delle imprese che sono più del doppio di quanto pagavano", ha affermato. 

"Non c'è dubbio che il peggior ministro" di questo governo "è Nordio. Quello che ha fatto è inenarrabile" che è stato capace di "venire in Parlamento ad attaccare la Corte penale internazionale, dandole lezioni di diritto su come si scrivevano i mandati di arresto per poi venire smentito non solo dal Tribunale dei ministri, ma dalla stessa Corte penale e anche dagli stessi libici che lo hanno arrestato. E' stato veramente imbarazzante per la storia dell'Italia vedere un ministro fare l'avvocato difensore in Parlamento di un torturatore, di uno stupratore anche di bambini". "Per il migliore faccio uno sforzo" ed è "quello che non sappiamo nemmeno che è ministro, è, come dire, colui o colei che sta di lato, quindi un po' alla Nanni Moretti 'mi si nota di più se non mi si vede oppure...'", ha aggiunto. 

"Noi siamo più uniti del centrodestra sulla politica estera pur essendo all'opposizione. Il governo Meloni ad esempio su alcune questioni ha posizioni differenti, per esempio sulla politica estera di difesa comune a tal punto che non essendo riusciti a esprimere una posizione unica, non hanno espresso una posizione nel Consiglio europeo in tanti altri luoghi europei. La politica estera di difesa è un elemento fondamentale per costruire un'Europa che sappia rispondere anche alle follie di Trump e anche al contesto geopolitico che si sta realizzando, perché noi vorremmo costruire un'Europa di pace. Sul Medio Oriente abbiamo approvato una mozione comune, che dice che dobbiamo lavorare per la ricostruzione del diritto internazionale. Se dovessi dare un titolo chiamerei l'alleanza di centrosinistra, la chiamerei l'Alleanza per l'Italia e per la pace, perché un'alleanza deve costruirsi su questo prestupposto: un'alleanza per la pace", ha sottolineato il deputato di Avs . "Noi dobbiamo fare in modo e dire in maniera molto chiara che questa alleanza che si candida a governare l'Italia sarà un'alleanza per la pace, che vuole ricostruire il diritto internazionale rispetto ai bulli del pianeta che usano le armi per costruire una supremazia mondiale", ha affermato. 

"Definire Partito democratico, Movimento 5 stelle e Avs "blocco unico mi pare eccessivo, sono tre culture politiche e tre realtà importanti che da sole fanno il 41-42%", ha detto ancora Bonelli aggiungendo: "Da parte mia non c'è volontà di autosufficienza. Io sono d'accordo con la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che bisogna allargare, ma bisogna allargare da un punto di vista programmatico, non è la sommatoria dei cognomi dei leader del centrosinistra che ci potrà far vincere le elezioni. Noi vinceremo le elezioni se sapremo interpretare, non solo la richiesta di cambiamento che c'è nel Paese, anche il malessere, anche le critiche che riceviamo, ma la domanda di cambiamento può avvenire solo attraverso la presentazione di una proposta, di una visione di programma nel Paese, non sulla sommatoria dei cognomi". 

"Il centro si farà? Io sono impegnato insieme a Nicola Fratoianni a rafforzare la presenza di Alleanza verdi e sinistra, che è veramente una esperienza estremamente positiva nel Paese, perché di fronte a realtà che si sono unite ma che poi si sono disgregate in un nanosecondo noi abbiamo dato dimostrazione di grande responsabilità e i consensi ci stanno premiando perché stiamo crescendo sempre di più, anche se noi pensiamo di ottenere molto di più perché notiamo una grande attenzione sui temi che poniamo, anche la coerenza con cui li poniamo", ha affermato.  

"Non compete a me la costruzione del centro, io sono impegnato in altre questioni - ha proseguito Bonelli - ma non sono assolutamente ostile. Ben venga la realizzazione della costruzione di una quarta gamba, una quarta posizione che possa consentire all'alleanza di parlare a mondi che oggi non si riconoscono in Avs né con il Pd e né con il Movimento 5 stelle e che non vogliono votare il centrodestra". "Noi abbiamo una serie di forze: i socialisti di Maraio, il Progetto civico di Onorato, abbiamo Italia viva, +Europa di Magi, Ruffini, Spadafora, insomma io penso che se riescono a trovare una sintesi in maniera veloce è estremamente positivo. Il merito di quella foto è di aver dato un messaggio: non abbiamo più tempo da perdere dobbiamo accelerare", dice ancora Bonelli. 

Quanto alla foto dei leader del campo progressista "ha generato polemiche, pensi invece che nei giorni precedenti le polemiche stavano sul fatto" che non ci parlassimo, su cosa stessimo facendo, "che 'questo centrosinistra è inadeguato'. Dopodiché quella foto dice una sola cosa: che ci stiamo vedendo e che ci siamo visti anche prima, che abbiamo anche costruito un percorso per confrontarci nel Paese. L'8 e il 15 luglio saremo in una piazza del Nord e una delle di una città del Sud e quindi sono polemiche che da un certo punto di vista rivelano una cosa: quella foto è un segnale positivo perché è attivato una dinamica positiva di accelerare la costruzione dell'alleanza di centrosinistra". 

Gli appuntamenti saranno a Napoli e Padova, dunque? "Ci sono delle riunioni in corso adesso che definiranno al meglio i livelli organizzativi - precisa -. La cosa importante è che sarà una città del Nord e quindi la parte produttiva, che rappresenta un elemento con cui noi, anche di Avs, dobbiamo dialogare. Questo governo ha fallito su tutto, ha aumentato la pressione fiscale, ha creato condizioni nella diminuzione dei consumi perché la povertà è aumentata e il potere d'acquisto degli stipendi negli ultimi tre anni si sono ridotti dello 7,8%. E al Sud, perché il Sud ha bisogno di politiche strutturali di investimento. A differenza di quello che chiede Calenda" secondo cui "bisogna abolire il Green deal, io penso che l'Italia abbia bisogno di un Green deal italiano per rilanciare l'occupazione in settori strategici come rinnovabili, investimenti verdi, la difesa del suolo e trasporto pubblico". 

24 giu 2026

Droga, cresce il consumo tra studenti under 18. Meloni: "Al lavoro per società libera da dipendenze"

(Adnkronos) - Nel 2025, quasi 350 mila studenti under 18 hanno riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno, pari al 23% della popolazione scolastica minorenne, dato in aumento rispetto al 2024 (20%). Emerge dalla relazione annuale al parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 che presentata oggi.  

Secondo la relazione, cannabis e cocaina continuano a rappresentare le sostanze più diffuse, mentre si osserva una crescente diffusione di prodotti ad alta potenza e di Nuove Sostanze Psicoattive (Nps), in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi. Tra gli studenti di 15-19 anni, dopo la flessione osservata tra il 2022 e il 2024, si osserva una ripresa dei consumi di numerose sostanze, tra cui stimolanti, cocaina, allucinogeni, oppiacei, catinoni sintetici, oppioidi sintetici e ketamina, mentre la cannabis, pur restando la sostanza più diffusa tra i giovani, mostra un lieve calo. 

Resta inoltre rilevante il fenomeno dell’uso combinato di sostanze, che vede coinvolti anche gli psicofarmaci assunti senza prescrizione medica: quasi 180 mila minorenni (11%) ne hanno fatto uso nel 2025, con prevalenze quasi doppie tra le ragazze. 

"Continueremo a lavorare senza sosta per costruire una società libera dalle droghe e da ogni dipendenza, perché sono sfide come queste che animano il nostro impegno e che definiscono ciò che siamo e intendiamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi" ha affermato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un videomessaggio alla presentazione della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026. 

"Con questo Governo - ha spiegato la premier - il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla donazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro, solo nel 2025", ma "in questi anni non ci siamo limitati a stanziare più risorse, pur fondamentali. Abbiamo costruito un nuovo metodo di lavoro basato sul confronto e sulla condivisione delle responsabilità. Lo abbiamo fatto con tutti coloro che sono impegnati ogni giorno in questo mondo: famiglie, scuole, servizi pubblici, comunità, università, forze di polizia, magistrati, media. Un gioco di squadra che ci ha permesso di sciogliere nodi irrisolti per anni e costruire risposte efficaci. Ovviamente - ha concluso Meloni - il lavoro non è finito a partire dal nuovo Piano nazionale sulle dipendenze che stiamo definendo e individuerà gli obiettivi dei prossimi anni". 

"Il fenomeno delle sostanze riguarda sempre più spesso ragazzi molto giovani e contesti apparentemente normali, questo significa che nessuna famiglia può considerarsi immune esattamente come è stato per la pandemia". Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano alla presentazione della relazione annuale al parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026.  

"Spesso il problema non inizia con la cocaina o con il crack ma con comportamenti che vengono rubricati come minori, fumo, alcol, cannabinoidi e sostanze erroneamente presentate come innocue - conclude -. Quando emergono i primi segnali la strategia migliore non è negare o aspettare che passi, ma intervenire tempestivamente, dialogare, chiedere aiuto fa la differenza tra una sperimentazione occasionale o la caduta nella dipendenza". 

24 giu 2026

Rai, Federica Sciarelli lascia 'Chi l'ha visto'

24 giu 2026

Ebola, primo caso registrato in Francia

24 giu 2026

Next-Gen Food, 118 startup italiane in prima linea per innovare filiera, dal campo alla tavola

(Adnkronos) - L’alimentazione è al centro del dibattito sul futuro del Paese. Una filiera strategica che riveste un’importanza fondamentale per la crescita economica, il mercato del lavoro, la salute e il benessere delle persone. Oggi deve confrontarsi con una serie di sfide sistemiche che richiedono risposte adeguate da parte di tutti gli stakeholder coinvolti: la riduzione della superficie coltivabile, il crescente consumo di suolo e delle risorse naturali, le tensioni geopolitiche, le pressioni inflazionistiche. E resta sullo sfondo, irrisolto, il massiccio spreco di alimenti. A cambiare, in questo contesto, è anche il modo di produrre, consumare e relazionarsi con il cibo: sicurezza, salute e sostenibilità sono prerequisiti indispensabili sia per i lavoratori del settore, sia per un numero crescente di consumatori. Lungi dall’essere solo un mezzo di nutrizione, il cibo diventa strumento per creare relazioni e migliorare il benessere fisico, psicologico e sociale. È da queste premesse che Cariplo Factory, uno dei più importanti hub di innovazione in Italia focalizzato su digital transformation e circular economy, ha dedicato il suo quinto report alle imprenditrici e agli imprenditori che hanno deciso di far proprie le sfide più urgenti, sviluppando soluzioni capaci di intercettare la crescente domanda di cambiamento. “Next-Gen Food | Il futuro del cibo, il cibo del futuro” raccoglie 118 testimonianze di startup, spinoff e piccole e medie imprese attive lungo l’intera filiera alimentare, dall’agritech agli alimenti alternativi, dalla trasformazione alla distribuzione. Il report ha ottenuto il patrocinio della Commissione europea e di Fondazione Cariplo, il contributo dello Scientific Partner IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio (Gruppo San Donato), dei corporate partner Bayer, Elior, Nestlé, Pasta Garofalo, il supporto dei technical partner AIFI, Best4Food, B4I - Bocconi 4 Innovation, Federated Innovation @MIND, Fondazione Social Venture Gda, InnovUp, Italian Tech Alliance, La Carica delle 101, LifeGate Way e la collaborazione di Unido Itpo Italy. 

“Il food è oggi uno dei terreni in cui si misurano le grandi transizioni del nostro tempo: dalla sostenibilità ambientale alla salute, dalla digitalizzazione alla resilienza industriale. È in questo contesto che va ridefinendosi il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo il cibo- ha commentato Riccardo Porro, Chief Operations Officer di Cariplo Factory. – Le 118 realtà mappate da Next-Gen Food dimostrano che in Italia esiste già un ecosistema imprenditoriale capace di innovare i principali nodi della filiera, dall’agritech alle nuove proteine, dalla tracciabilità alla nutrizione personalizzata. Come Cariplo Factory vogliamo contribuire a far emergere e connettere questo potenziale, perché solo creando ponti tra innovazione, impresa e mercato queste soluzioni possono scalare e generare impatto reale”. Le aziende di Next-Gen Food sono aziende rappresentative di un ecosistema dell’innovazione che copre tutte le principali aree di mercato, dall’agritech agli alimenti alternativi, dalla trasformazione alla distribuzione dei prodotti finiti. Un potenziale rilevante in termini di esperienza, conoscenze e capitale umano che ha già ottenuto solide conferme di valore: tre aziende su quattro hanno ricevuto premi e riconoscimenti, sei su dieci hanno già ottenuto investimenti.  

Le 118 imprese mappate nel report sono nate prevalentemente negli ultimi cinque anni. Oltre la metà si concentra su tre settori principali: Agritech e Innovative Farming (22%), Foodtech e trasformazione (19%), Servizi e consulenza (11%). Quasi un terzo opera contemporaneamente in almeno due settori, a testimonianza di un approccio trasversale e interdisciplinare che è uno dei tratti distintivi di questa nuova generazione di imprenditori. Sono startup nel 62% dei casi, seguite da PMI innovative (29%), spinoff (3%) e altre tipologie (6%). Più di sette su dieci hanno un TRL, il Technology Readiness Level, pari o superiore a 7. Il 39% ha raggiunto il TRL 9, il livello massimo, con tecnologia pienamente operativa e validata sul mercato. Fondate in sensibile maggioranza da team composti da soli uomini (58%), mostrano una presenza femminile significativa e crescente: i team composti unicamente da donne hanno ricevuto premi e riconoscimenti nel 90% dei casi e mostrano una propensione superiore alla partecipazione a programmi di accelerazione. La concentrazione geografica rispecchia il divario strutturale del Paese: la Lombardia guida con il 32% delle aziende, seguita da Veneto (11%) ed Emilia-Romagna (10%). Al Centro si distingue la Toscana con l’8% del totale, al Sud la Puglia con il 5%. Nel Centro Italia prevale la fase di growth stage, mentre al Sud le aziende sono in maggioranza in early stage. Da notare anche una differenza di genere nella distribuzione geografica: l’84% delle startup fondate da donne si concentra al Nord, rispetto al 66% di quelle fondate da soli uomini. 

 

Sul fronte economico, il 10% delle aziende dichiara già un fatturato superiore al milione di euro, più di una su tre si colloca tra i 100 mila e un milione. Sono aziende nate in Italia e con raggio d’azione ancora prevalentemente italiano, anche se una su quattro (il 23%) ha in programma l’apertura di una sede estera, con una netta prevalenza per l’Europa (50% del totale) rispetto a Nord America e Asia-Medio Oriente (rispettivamente al 18% e 15%). Minoritaria ma comunque rilevante la percentuale di founder che progettano di aprire una sede in Africa (6%). Le aziende di Next-Gen Food lavorano su sfide alimentari concrete e urgenti. La metà dichiara di sviluppare soluzioni orientate a qualità, sicurezza e salubrità del cibo, preservando al contempo biodiversità e ambiente. Un'azienda su tre punta a migliorare le caratteristiche nutritive dei prodotti e la loro distribuzione, mentre una quota simile si occupa di educazione alimentare e nuovi stili di vita. Quote più contenute riguardano la valorizzazione delle tradizioni culturali (25%), l'accesso al cibo in aree agricole fragili (13%) e la disponibilità di acqua e alimenti nutrienti (18%). Tra le priorità più specifiche figurano la riduzione degli sprechi e dell'impatto ambientale, l'efficienza della filiera e il contrasto al land grabbing. Nel complesso, queste imprese rappresentano una risposta diretta alle crisi degli ultimi anni e a una domanda di cambiamento sempre più diffusa. Di seguito più in dettaglio le categorie.  

Produzione agricola più intelligente e resiliente | Con il 22% delle aziende, l'Agritech e Innovative Farming è il settore più rappresentato. Alcune realtà hanno sviluppato piattaforme che integrano sensori IoT, dati satellitari e intelligenza artificiale per monitorare lo stato delle colture, anticipare lo stress delle piante e ridurre il consumo di acqua, fertilizzanti e agrofarmaci. Ci sono sistemi per la diagnostica remota dei macchinari agricoli, soluzioni per il monitoraggio degli insetti dannosi senza ricorso a prodotti chimici, tecnologie per la misurazione della biodiversità del suolo. Alcune realtà lavorano all'interno delle piante stesse, con sensori biocompatibili impiantati nel tronco capaci di anticipare le criticità. La lotta allo spreco alimentare è uno degli ambiti dove l'innovazione può generare l'impatto più immediato. Alcune aziende hanno sviluppato etichette intelligenti prive di componenti elettronici per monitorare temperatura e tempo dei prodotti deperibili lungo la catena del freddo, trasformando ogni confezione in un indicatore del reale stato di conservazione. Altre propongono coating attivi a base vegetale per prolungare la shelf-life della frutta fresca, riducendo le perdite prima che il prodotto arrivi sullo scaffale. Ci sono piattaforme per la pianificazione dei consumi in scuole, aziende e ospedali, e sistemi di gestione del packaging riutilizzabile che misurano le emissioni evitate e producono i dati per i report Esg. 

Nuove fonti proteiche e ingredienti alternativi |Uno degli ambiti di maggiore fermento riguarda proteine e ingredienti alternativi: una frontiera non solo tecnologica ma anche strategica, per ridurre la dipendenza dalle filiere tradizionali, vulnerabili a crisi climatiche e geopolitiche. Alcune realtà producono ingredienti funzionali clean-label attraverso la fermentazione microbica di sottoprodotti agroalimentari, trasformando scarti in materie prime ad alto valore nutrizionale. Altre hanno sviluppato tecnologie fase di sviluppo che convertono CO₂ in proteine ad alto valore biologico senza consumare terra arabile né acqua. Distribuzione, consumo e tracciabilità |La trasformazione della filiera passa anche dal livello di trasparenza che il consumatore può pretendere. Emergono piattaforme digitali per scegliere prodotti più sani tramite scansione del barcode, sistemi per la gestione food & beverage negli eventi capaci di anticipare la domanda e ridurre gli sprechi, soluzioni di tracciabilità basate su blockchain che certificano l'origine dei prodotti e contrastano il fenomeno dell'Italian Sounding. Salute, nutrizione personalizzata e food as medicine | Il confine tra alimentazione e salute si fa sempre più sottile. Ci sono piattaforme digitali per nutrizionisti che costruiscono piani alimentari personalizzati attraverso l'intelligenza artificiale, dispositivi portatili per rilevare il glutine negli alimenti in pochi minuti, soluzioni di medical food delivery che integrano nutrizione clinica validata da team medici con tecnologie di conservazione a lunga durata, rendendo accessibile un modello di cura.  

Queste aziende potrebbero fare la differenza nel settore agroalimentare italiano, portando velocità e specializzazione tecnologica che le strutture più grandi difficilmente riescono a replicare. Eppure operano in un contesto che non sempre riesce a sostenerle, e le difficoltà che incontrano rischiano di rallentare proprio ciò che il mercato chiede con urgenza crescente. La criticità più diffusa, denunciata da sette aziende su dieci, è la scarsa disponibilità di finanziamenti, un ostacolo che limita la capacità di scalare soluzioni già validate. Seguono le difficoltà di accesso al mercato della distribuzione e la complessità normativa, sentite come un freno rispettivamente da più di quattro aziende su dieci. Per il 27% persiste una radicata diffidenza dei consumatori verso l'innovazione alimentare, mentre un’azienda su cinque fatica a reperire personale qualificato. Le richieste alle istituzioni sono chiare: più certezza normativa (44%), più sostegno da investitori privati e finanziamenti pubblici (38% e 35%), infrastrutture tecnologiche accessibili (28%) ed educazione dei consumatori (26%). Non richieste di protezione, ma condizioni minime per competere ad armi pari con ecosistemi europei che le hanno già costruite. 

Il 64% delle aziende ha già raccolto un primo round di investimento, con percentuali che variano dal 58% dei team composti unicamente da donne al 66% di quelli di genere misto. Tra chi ha condiviso il dettaglio degli investimenti ricevuti, il 26% ha raccolto tra i 100 e 500 mila euro, il 19% tra 500 mila e 5 milioni, il 3% oltre i 5 milioni, mentre il 21% ha ricevuto meno di 100 mila euro. Il divario di genere negli investimenti è uno dei dati più rilevanti del report: i team formati da donne che hanno ricevuto investimenti inferiori a 500 mila euro sono quasi il 30% in più rispetto agli uomini, mentre oltre i 500 mila euro hanno ricevuto capitali solo team di genere misto o esclusivamente maschile. Un dato che si affianca alla concentrazione geografica degli investimenti: il 69% si concentra nelle aziende con sede al Nord. 

Nel corso degli anni, si assiste a un sensibile aumento del volume dei round, con quelli fra 500 mila e un milione di euro passati dal 4% al 5% del totale fra il triennio 2020-2022 e quello successivo (2023-2025),con il primo round da oltre 5 milioni di euro registrato nel corso del 2025. A investire nelle aziende del futuro del cibo sono stati prevalentemente acceleratori e incubatori (21%), seguiti da venture capital (18%) e business angel (16%). I finanziamenti pubblici hanno sostenuto la crescita di una startup su sei (15%), mentre non è trascurabile l’apporto dei capitali di family & friends, che hanno investito nel 19% dei casi. Agritech, innovative farming, servizi e consulenza hanno attirato soprattutto acceleratori, incubatori e finanziatori pubblici, mentre il foodtech e la trasformazione vedono una netta prevalenza dei business angel. La raccolta di capitali, per molte di loro, sembra essere solo all’inizio: l’80% si dichiara alla ricerca di un nuovo investimento da qui ai prossimi mesi. Una su tre si sta preparando a un round superiore al milione di euro, più della metà punta a un round tra 100 mila e un milione. Sul fronte delle tecnologie più trasformative nei prossimi anni, gli imprenditori di Next-Gen Food indicano l’intelligenza artificiale al primo posto, seguita da agricoltura digitale e IoT (19%), robotica e automazione (14%), biotecnologie e agricoltura rigenerativa (13%) e proteine alternative e nuovi ingredienti (12%). Il 25% delle aziende ha già realizzato una relazione d’impatto, e il 34% ha in programma di farlo a breve. Un dato non solo valoriale: chi misura e comunica il proprio impatto ha circa il 10% in più di probabilità di raccogliere investimenti rispetto a chi non lo fa, a dimostrazione che la trasparenza è già diventata un fattore competitivo. 

24 giu 2026

Salute, indagine Iqvia: "1 italiano su 3 non segue controlli post infarto o ictus", al via campagna

(Adnkronos) - "Dopo un infarto, un ictus o arteriopatia periferica, circa 1 paziente su 3 non segue correttamente controlli e terapie, aumentando il rischio di nuovi eventi cardiovascolari. La maggior parte riduce la frequenza delle visite rispetto a quanto raccomandato dal medico, altri interrompono i controlli, mentre una parte tende a sottoporvisi solo in presenza di sintomi". È quanto emerge da un'indagine promossa da Novartis e realizzata da Iqvia su un campione di 309 italiani con ipercolesterolemia che hanno avuto un precedente evento cardiovascolare. "Alla base di questo allontanamento dai percorsi di cura - rileva il report - non c'è un'unica causa: accanto a chi tende a sottovalutare il rischio residuo (23%), emerge una quota significativa di pazienti (27%) consapevoli, ma emotivamente fragili, per i quali ansia, paura e senso di smarrimento dopo l'evento acuto e, in alcuni casi, difficolta ad organizzarsi rendono difficile mantenere nel tempo un rapporto costante con il medico curante". 

È proprio a questi pazienti che parla la nuova edizione di 'Da Quore a Cuore', la campagna di sensibilizzazione di Novartis, realizzata con il patrocinio dell'Associazione italiana scompensati cardiaci (Aisc) e della Fondazione italiana per il cuore Ets e dedicata alla prevenzione cardiovascolare secondaria, che nel 2026 sceglie un linguaggio inedito per ricordare che il rischio cardiovascolare non va sottovalutato, anche in assenza di sintomi. E lo fa attraverso lo sguardo spontaneo dei bambini e il valore simbolico che attribuiscono al cuore, rilanciando un messaggio chiaro a chi ha avuto un infarto, un ictus o è ad alto rischio cardiovascolare: controllare regolarmente i livelli di colesterolo Ldl e mantenere un follow-up costante con il proprio cardiologo è fondamentale per ridurre il rischio di nuovi eventi cardiovascolari.  

Il progetto nasce con Muba - Museo dei Bambini Milano e con l'artista torinese Chiara Morra in una serie di laboratori esperienziali che hanno coinvolto bambini e famiglie per una riflessione sul significato simbolico del cuore. Dalle idee dei più piccoli hanno preso forma cinque opere artistiche che nei prossimi mesi saranno ospitate nelle cardiologie italiane in una mostra diffusa, portando lo sguardo autentico dei bambini là dove gli adulti hanno più bisogno di ritrovare attenzione e cura di sé. L'iniziativa, informa una nota, si inserisce nella "più ampia visione di Novartis in ambito cardiovascolare, orientata non solo allo sviluppo di terapie innovative, ma anche al rafforzamento di una cultura della prevenzione e dell'attenzione alla propria salute, per contribuire ad affrontare le malattie cardiovascolari, prima causa di morte in Italia e nel mondo". 

Più di 150 partecipanti, bambini nella fascia 6-11 anni e le loro famiglie, hanno reso possibile la nascita della mostra diffusa. "Nei laboratori le bambine e i bambini hanno condiviso con grande spontaneità il valore simbolico del cuore, che per loro abbraccia insieme affettività, immaginazione ed esperienza del corpo - racconta Morra - Attraverso il gioco e la sperimentazione sono emerse letture autentiche, che restituiscono un significato del cuore insieme emotivo e concreto. Questi valori sono i protagonisti della mostra e lanciano un messaggio autentico, che mi auguro possa richiamare l’attenzione sull’importanza di prendersi cura della salute del cuore, come atto di responsabilità e di amore verso se stessi e verso chi ci sta accanto".  

Dopo un infarto o un ictus la probabilità che si verifichi un secondo evento cardiovascolare è significativamente più alta rispetto alla popolazione generale, come spiega Massimo Grimaldi, presidente Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) e direttore della Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari): "Dopo un infarto o un ictus il rischio cardiovascolare resta elevato nel tempo, anche quando i sintomi sembrano sotto controllo. È proprio in questa fase che molti pazienti tendono ad allontanarsi dai percorsi di cura, riducendo controlli e follow‑up. La prevenzione secondaria funziona solo se è continua e segue percorsi mirati: tornare regolarmente dal cardiologo e ottenere una riduzione significativa e stabile nel tempo dei livelli di colesterolo Ldl è fondamentale per ridurre il rischio di nuovi eventi, in linea con i parametri raccomandati dalle linee guida internazionali". Il colesterolo Ldl è quindi un fattore di rischio da non sottovalutare, eppure l'indagine mostra che "circa il 30% dei pazienti intervistati non conosce il livello di colesterolo da raggiungere per ridurre il proprio rischio cardiovascolare". "Le nuove Linee guida Acc/Aha/Multisociety 2026 raccomandano un obiettivo di Ldl C inferiore a 55 mg/dL per la maggior parte dei pazienti in prevenzione secondaria ad altissimo rischio e questo obiettivo deve essere mantenuto con costanza nel tempo - spiega Gianfranco Sinagra, presidente della Sic (Società italiana di cardiologia), professore all'università di Trieste e direttore della Cardiologia dell'azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi) - Oggi i dati mostrano che, grazie alla prevenzione secondaria, la mortalità cardiovascolare potrebbe essere ridotta in modo significativo, salvando migliaia di vite ogni anno. Iniziative come la campagna 'Da Quore a Cuore' vanno proprio in questa direzione". 

Da Quore a Cuore - si legge nella nota - è un vero e proprio ecosistema di strumenti e canali di informazione. Dalla pagina Facebook @AscoltailTuoBattitoITA, alla newsletter gratuita che ogni mese raggiunge gli iscritti con novità, approfondimenti e consigli pratici, la campagna invita chi ha vissuto un evento cardiovascolare a verificare con il proprio cardiologo se il rischio è davvero sotto controllo. Una chiamata all'azione che punta a riportare alla cura e all'attenzione per la propria salute. "La campagna di sensibilizzazione 'Da Quore a Cuore' rappresenta un progetto di grande importanza per Novartis, perché da oltre 40 anni lavoriamo con impegno e passione in ambito cardiovascolare, affinché nessun cuore smetta di battere troppo presto - dichiara Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head di Novartis Italia - L’edizione 2026, attraverso i messaggi autentici dei bambini sul valore del cuore, invita i pazienti che hanno già avuto un evento acuto cardiovascolare a cambiare prospettiva e a riscoprire l'importanza di tenere sotto controllo il rischio cardiovascolare. Ci auguriamo che questo progetto possa dare un contributo concreto, sottolineando che il cuore è importante e prendersene cura fa la differenza". 

24 giu 2026

Processo Regeni, legale: "Famiglia ha lottato a mani nude contro regime egiziano"

(Adnkronos) - Nuova udienza nel processo per la morte di Giulio Regeni, con un duro intervento dell’avvocato della famiglia, Alessandra Ballerini, nell’aula bunker di Rebibbia dove sono imputati quattro 007 egiziani,ccusati del sequestro e dell’omicidio del ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso in Egitto dieci anni fa.  

Nel corso dell'arringa, il legale ha ricordato come la famiglia del ricercatore italiano “abbia lottato a mani nude contro il regime egiziano, senza mai perdere dignità”. “Non si sono mai fatti contaminare dall’odio – ha aggiunto – Non hanno mai cercato vendette o punizioni, hanno solo detto ‘verità e giustizia’. Da quando Giulio è scomparso, alla famiglia non è stato risparmiato nessun tormento. Abbiamo dovuto incontrare esponenti del governo, anche rappresentanti egiziani, non è gli è stato risparmiato nulla. Abbiamo subito persecuzioni e minacce”. 

Sullo schermo nell’aula bunker di Rebibbia le foto di Giulio con la sua famiglia. “Giulio dedicava il tempo alla condivisione con gli amici. Giulio si faceva e faceva delle domande”, ha ricordato. "Era un ricercatore, non una spia né un cospiratore. Non tramava contro il regime, non era uno sprovveduto. Giulio non se l’era andata a cercare”. “In questi anni ho capito chi ha perso l’Italia perdendo Giulio: tutti abbiamo subito un danno. Ieri pm brillanti hanno ricostruito i fatti - ha detto l’avvocata Ballerini - io starò nel mio perimetro con una premessa: per me Giulio è Giulio, per l’affetto che accumulato in questi anni. Paola, Claudio, Irene, gli amici hanno deposto in questa aula la loro sofferenza. Ora il processo trasformi la sofferenza in giustizia”. 

Ballerini ha poi sottolineato il peso del percorso giudiziario: “Ieri abbiamo ascoltato richieste di condanna importanti e una ricostruzione eccezionale. Oggi tocca a noi portare il nostro punto di vista in aula”. 

Interpellata sulla mancata collaborazione da parte dell’Egitto, sottolineata ieri in aula dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi nel corso della requisitoria, la legale ha sottolineato che “andava detta da quella voce. Ancora molti rappresentanti del nostro governo - ha spiegato Ballerini - sostengono che il governo egiziano collabora tutte le volte che stringono le mani di qualche ministro o addirittura anche di Al Sisi: dicono ‘ah no, ma l'Egitto ha detto che collabora’. Beh, il procuratore capo ha ribadito che non è così”. 

Presente all’udienza anche la segretaria del Pd Elly Schlein, che ha ribadito il sostegno alla famiglia Regeni: “Continuiamo a fare da scorta politica e mediatica in questo processo, grazie al lavoro della procura e della famiglia. Siamo qui per verità e giustizia per Giulio, rapito, torturato e ucciso senza collaborazione da parte dell’Egitto”. 

24 giu 2026

Alemanno esce dopo un anno e mezzo da Rebibbia: "Io sovranista, stasera a cena con Vannacci"

(Adnkronos) - Dopo un anno, 5 mesi e 24 giorni Gianni Alemanno è uscito oggi mercoledì 24 giugno dal carcere di Rebibbia. Acclamato da una folla di attivisti al grido 'Gianni, Gianni' e 'Uno di noi', l'ex sindaco di Roma e leader di Indipendenza, 68 anni, si è fermato a parlare con i giornalisti. "Esco dal carcere da innocente. Ho fatto un anno e mezzo di carcere da innocente e non dovevo stare qua", ha spiegato lo storico leader della destra sociale, raccontando di avere conosciuto in questa sua esperienza "una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica".  

"Rifarei tutto perché sono innocente e non dovevo stare qua. Sono innocente rispetto ai fatti che mi sono stati contestati e il reato per cui sono qua è un reato che è stato abolito, traffico di influenze per abuso d'ufficio”, ha ribadito Alemanno che si è concesso un brindisi in un parco poco lontano dal carcere: amici, sostenitori e simpatizzanti di Futuro nazionale lo hanno accerchiato e, stappando lo spumante, hanno brindato brindano 'alla libertà', mentre qualcuno si lasciava scappare anche un 'A noi'.  

"Meloni apra un grande dibattito nella destra", è stato l'invito: "Serve un confronto", anche con Futuro nazionale e il generale Vannacci. Proprio "questa sera - ha annunciato - vedrò Roberto Vannacci a cena”. Quello del generale “è un volto nuovo, una speranza che rompe gli schemi e da una prospettiva diversa”. “Parleremo di molte cose, anche se non siamo d’accordo su tutto. Io sono un sovranista e non accetto una politica conservatrice” perché, afferma, “in Italia bisogna cambiare tutto. Non c’è niente da conservare”. 

"Il mio impegno in politica è quello di cambiare realmente e profondamente le cose. Non voglio candidarmi, ma portare la mia esperienza per la gente", ha detto ancora chiarendo: "Voglio portare la mia esperienza, la mia capacità di fare analisi politica e di dare prospettive - ha chiarito - Non ho nessuna pretesa, nessuna speranza strana. Non voglio candidarmi a sindaco o a nulla, ho già dato". "Devo però portare la mia esperienza perché - ha quindi aggiunto - la gente non deve ricominciare sempre da zero". E "questo è l'impegno che porterò fino in fondo". 

"In Italia bisogna cambiare tutto, non c'è niente da conservare. Se Giorgia Meloni si impegna a fare questi cambiamenti faccia una telefonata a Vannacci e si vedrà cosa si può fare. Altrimenti con l'arroganza e con la prepotenza sarà sempre respinta perché non si va da nessuna parte", ha detto ancora. A chi gli chiede se quindi sia contro Giorgia Meloni, l'ex primo cittadino risponde: "Noi non siamo contro le persone, noi siamo per i principi. Qui in Italia la situazione va cambiata e se Giorgia Meloni si impegna a fare questi cambiamenti sa dove trovarci". 

Quanto alle affermazioni di Guido Crosetto, secondo cui Vannacci regala voti alla sinistra, ha detto: "Io penso che Crosetto si debba fare un esame di coscienza sul modo con cui ha generato il fenomeno Vannacci; per il resto noi abbiamo tutta la disponibilità purché i valori e i principi sovranisti vengano fatti realmente propri da uno schieramento più largo. Se questi principi non vengono rispettati si farà da soli. E questa è la sfida che abbiamo di fronte". 

A chi gli chiedeva quale possa essere una corretta gestione di migranti, ha detto: "La soluzione è lavorare per un'immigrazione finalizzata, cioè far lavorare le persone e poi farle tornare a casa, non la cittadinanza". "Quando si dà l'illusione della cittadinanza - ha spiegato - si lasciano persone intrappolate in Italia, si fa in modo che tornare indietro sia quasi una sconfitta. Bisogna avere un'immigrazione rotazionale e questo è il significato vero della remigrazione". 

Parlando della difficile situazione del sistema carcerario, Alemanno ha sottolienato che "sul sovraffollamento il governo Meloni non ha fatto nulla" e ha annunciato che parlerà di questo tema con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. "Qua ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica. "Qua in carcere - ha aggiunto - la Repubblica italiana perde la faccia per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di uscire a testa alta e di rifarsi una vita. E questa è una vergogna che la Repubblica italiana deve risolvere". 

"La battaglia del sovraffollamento nelle carceri non ha un colore politico, non è di destra né di sinistra, è una questione che riguarda la Repubblica italiana tutta", ha quindi sottolineato. "Io mi auguro che il Parlamento faccia una legge trasversale e che coinvolga tutti -dice l'ex primo cittadino- perché tutti devono responsabilizzarsi - ha proseguito - Ne parlerò con Vannacci, così come cercherò di parlare con il ministro Nordio perché solo chi ci sta dentro chi ci passa dentro si rende conto della situazione. Qui c'è una marea di gente innocente e tutte le distorsioni della giustizia finiscono nel carcere". 

Alemanno era stato condannato in via definitiva a 1 anno e 10 mesi di reclusione per traffico di influenze illecite in uno dei filoni dell'inchiesta nota come 'Mondo di Mezzo'. 

Inizialmente, all'ex sindaco, oggi leader del movimento Indipendenza, era stata concessa la misura alternativa dell'affidamento ai servizi sociali. Tuttavia, il 31 dicembre 2024, il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha disposto d'urgenza la revoca della misura, ritenendo che Alemanno avesse violato ripetutamente le prescrizioni imposte (tra cui spostamenti non autorizzati, mancato rispetto degli orari e frequentazioni vietate).  

Per questo, proprio alla vigilia di Capodanno, è stato trasferito nel carcere di Rebibbia, per una detenzione lunga 540 giorni, in cui ha iniziato un vero e proprio "diario di cella". Nel suo ultimo intervento, pubblicato ieri sui suoi social, Alemanno racconta: "Questa esperienza mi ha portato a incontrare di nuovo un universo carcerario, che ho trovato molto più degradato e abbandonato a se stesso di quanto ricordassi. Ma ho conosciuto anche una popolazione detenuta che stringe i denti e che tira avanti e non si lascia tramortire. Ecco perché uscendo dal carcere - scrive in un altro passaggio - mi sembra quasi di disertare una trincea". "Questa esperienza non doveva mai cominciare, perché sono innocente, perché il reato per cui sono stato condannato (traffico d’influenze per abuso d’ufficio) è stato abolito e perché ci sarebbe molto da dire anche sulle circostanze che hanno portato alla completa revoca del mio affidamento in prova. Ma così è la giustizia italiana, soprattutto per chi prova a navigare controcorrente". 

Concludendo come "un pezzo del mio cuore rimane tra qui a Rebibbia, tra le mura di carceri senza giustizia, nelle celle dove si muore di caldo, negli occhi di chi cerca ancora un riscatto e una speranza. E dove la Repubblica Italiana si gioca la sua faccia". 

 

24 giu 2026

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