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Manifestazioni 24 ottobre, Movimento 17 ottobre cambia le piazze: "Le diremo all'ultimo". Allerta in diverse città

(Adnkronos) - E' massima l'allerta per domani, sabato 24 ottobre, in vista dei nuovi cortei e delle manifestazioni. "Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 anni di carcere, l’estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano. In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo". Lo sottolinea il Movimento 17 ottobre annunciando che "per questo le piazze annunciate per sabato sono annullate". 

"Non è una sorpresa ma anzi la conferma di ciò che abbiamo detto fin dal primo comunicato: un governo che risponde al disagio di una generazione con i soldati, le manette e i decreti non vuole ascoltarci. Vuole che stiamo zitti. Questa risposta ha un obiettivo chiaro: militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano. Presidi, blindati, cordoni, zone rosse. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e le altre piazze annunciate sono già il bersaglio: un luogo noto, delimitabile e controllabile". "Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli - si legge nel comunicato postato sui social - Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo. Un movimento che ha scelto di essere fluido lo è anche nelle piazze: ricordate 'be water'". Quindi, spiegano, "la strategia è la seguente: le piazze iniziali non sono più valide. Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro. Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto". "Ognuno si organizzi con il proprio gruppo di riferimento - dicono ancora -Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce. Ogni gruppo si dirige verso il concentramento geograficamente più vicino. Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso. Alle 15.30 comunicheremo la piazza finale. I tre concentramenti si muoveranno in corteo verso il punto indicato, per ritrovarsi insieme in un’unica grande piazza. Tre fiumi che confluiscono in uno".  

Infine il movimento spiega "perché lo facciamo". "Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto - conclude il movimento che firma M1710 - Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, e non una piazza che aspetta di essere circondata. Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati. Sabato. Quando lo diremo noi. Dove lo diremo noi. Non ci rappresenta nessuno. Ci organizziamo".  

In vista delle manifestazioni è massima l'allerta in diverse città tra cui Roma, Milano, Bologna e Torino. Obiettivo, evitare che si ripetano le scene di caos e devastazione che hanno funestato lo scorso fine settimana diverse città italiane. A questo proposito, riferiscono all'Adnkronos fonti qualificate, è già stato disposto un rafforzamento dei controlli preventivi. L'attività info-investigativa riguarderà anche la messaggistica social per intercettare eventuali nuove 'convocazioni' di massa e inviti a scatenare i disordini infiltrandosi nelle manifestazioni già programmate. 

Per quanto riguarda Roma, è massima l'allerta anche per intercettare eventuali 'infiltrati' al corteo e nel monitoraggio degli ambienti degli ultras che potrebbero organizzare 'contro-mobilitazioni' per presidiare le aree urbane. Il piano sicurezza per fronteggiare la giornata di domani, quando sono previste due manifestazioni per cui è stato chiesto regolare preavviso mentre sono annunciate altre mobilitazioni del Movimento 17 ottobre, è stato varato questa mattina nel corso di un tavolo tecnico, presieduto dal questore Roberto Massucci. La strategia messa a punto, detta di 'saturazione', ha come obiettivo quello di mappare e presidiare tutti gli spazi del territorio sia reali che virtuali considerati a rischio con controlli a tappeto, anche preventivi, in tutte le zone del centro storico, e in particolare nei luoghi di possibile aggregazione, sulle strade che conducono dalla periferia al centro e sulla rete della metropolitana.  

Un dispositivo imponente per il quale saranno impiegati oltre mille operatori delle forze dell'ordine. Oltre ai contingenti della forza pubblica che saranno schierati per la gestione delle manifestazioni, saranno in campo le specialità, con la polfer che terrà d'occhio i principali scali cittadini, e i carabinieri, che affiancheranno l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Roma nell’attività di presidio del territorio. Tutti i servizi potranno contare sul supporto aereo garantito dai droni in dotazione alla questura di Roma e dal velivolo del I Reparto Volo della Polizia e dai velivoli dell’Arma dei Carabinieri, che concorreranno, dall’alto, all’intercettazione di eventuali gruppi che possano mettere in atto azioni per turbare l'ordine pubblico e compiere blitz estemporanei. La linea della questura è orientata alla tutela del diritto a manifestare, anche in un’ottica di dissenso, ma "rigorosamente nel rispetto delle leggi vigenti e dei diritti altrui, non lasciando alcun margine a ogni forma di illegalità".  

Ormai da giorni anche il Centro per la sicurezza cibernetica di Roma, in stretto raccordo con la Digos e con gli uffici informativi delle altre forze di polizia, ha intensificato il monitoraggio delle fonti aperte connesse alle piattaforme social per captare eventuali contenuti utili alla lettura delle dinamiche di piazza. Al lavoro di intelligence sono state affiancate una serie di interlocuzioni con i promotori di tutte le manifestazioni preavvisate. Ad aprire la giornata di mobilitazioni sarà il corteo di Gioventù nazionale che partirà alle 10 da piazza della Libertà per raggiungere Piazza Risorgimento. Alle 15 sarà la volta del corteo organizzato dall'asse anti imperialista, a cui è annunciata la partecipazione di 10mila persone, che da piazza della Repubblica raggiungerà via dei Fori Imperiali. Entrambi i cortei saranno monitorati dalla forze dell'ordine. Attenzione anche a Circo Massimo e Piazza del Popolo, luoghi di protesta inizialmente indicati dalla piattaforma 17 ottobre. Il movimento in realtà questo pomeriggio ha annunciato che "cambiano le piazze", anche se "non cambia la nostra determinazione", chiamando a raccolta i diversi gruppi "in tre punti distinti" che saranno "resi noti solo mezz'ora prima". 

23 ott 2026

Malagò si tessera con Aniene calcio a 5 come dirigente accompagnatore, parte corsa a presidenza Figc

23 ott 2026

Floyd Mayweather, l’accusa choc: "Mi hanno truffato per 550 milioni di dollari"

(Adnkronos) - Floyd Mayweather torna a far parlare di sé, ma questa volta non per le sue imprese sul ring o per il lusso ostentato che ha caratterizzato la sua immagine pubblica. Il leggendario pugile americano, soprannominato 'Money' per i guadagni straordinari accumulati nel corso della sua carriera, ha denunciato presunte perdite finanziarie per un totale di 550 milioni di dollari, puntando il dito contro persone di cui si sarebbe fidato e accordi commerciali legati ai suoi successi sportivi. Una cifra enorme, soprattutto se si considera che Mayweather è stato per anni uno degli atleti più pagati al mondo, capace di generare incassi da record grazie ai suoi incontri più importanti. Secondo le sue dichiarazioni, tuttavia, una parte consistente della fortuna costruita nel corso degli anni sarebbe finita lontano dalle sue disponibilità. La parte più clamorosa delle accuse riguarda 200 milioni di dollari che, secondo il racconto del pugile, sarebbero stati sottratti da una persona che considerava un amico e un socio in affari. 

"Quest'uomo si sedeva accanto a me, fingeva di essere mio amico e mi aiutava con i miei affari. E poi mi ha rubato 200 milioni di dollari", ha dichiarato Mayweather. Gli ulteriori 350 milioni di dollari contestati da Mayweather sarebbero invece collegati ai suoi rapporti commerciali con Showtime, emittente che ha trasmesso alcuni degli incontri più importanti della sua carriera. Secondo quanto sostenuto dal pugile, le somme che avrebbero dovuto essere corrisposte a lui o alla sua società di promozione, la Mayweather Promotions, sarebbero state trasferite su conti riconducibili ad altri soggetti. "Ho firmato un contratto con Showtime. Il denaro che in seguito avrebbe dovuto essere versato alla Mayweather Promotions, cioè direttamente a me, è stato trasferito sul conto di qualcun altro", ha spiegato. Mayweather ha precisato che, in questo caso, non si sarebbe trattato semplicemente di denaro sottratto direttamente, ma di una vicenda legata a contratti, accordi commerciali e alla destinazione dei pagamenti. 

La disputa è approdata anche nelle aule giudiziarie. Secondo quanto riportato da diverse testate statunitensi, tra cui il Los Angeles Times e Mma Fighting, Mayweather avrebbe avviato un'azione legale per ottenere oltre 340 milioni di dollari in relazione a presunti compensi non pagati o somme che sarebbero state indirizzate impropriamente. Tra i soggetti citati nella vicenda figurano Al Haymon, ex manager del pugile, e Stephen Espinoza, già dirigente di Showtime Sports.  

Nel corso della sua carriera professionistica, Mayweather ha chiuso con un record immacolato di 50 vittorie, conquistando 15 titoli mondiali in cinque categorie di peso. Il suo successo sportivo è andato di pari passo con una capacità straordinaria di trasformare i propri incontri in eventi globali, generando incassi e guadagni tra i più elevati nella storia della boxe. Il soprannome 'Money' è diventato così parte integrante del suo personaggio: ville, automobili di lusso, gioielli e uno stile di vita appariscente hanno contribuito a consolidare la sua immagine di campione capace di dominare non soltanto sul ring, ma anche sul piano economico. 

23 ott 2026

Anestesisti-rianimatori: "In ospedale anemia, dolore e potenziali donatori vanno riconosciuti in tempo"

(Adnkronos) - Un'anemia mai curata prima di un intervento chirurgico. Il dolore di una persona con una storia di dipendenza, o di un anziano con il femore rotto. Un paziente in pronto soccorso che potrebbe diventare donatore di organi. Sono situazioni che in ospedale rischiano di sfuggire e sulle quali lavorano gli anestesisti-rianimatori a Icare 2026, 80esimo Congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), a Milano fino a sabato 24 ottobre. In tutti e tre i casi, sottolinea la società scientifica, spesso il primo a vedere il paziente è proprio un anestesista-rianimatore: nella visita prima dell'intervento, in pronto soccorso, in terapia intensiva. E accorgersene presto fa la differenza, perché un'anemia scoperta settimane prima dell'operazione si può correggere, e per il dolore e per la donazione il tempo a disposizione si misura in ore. 

Uno dei percorsi tematici del congresso Icare segue un uomo di 72 anni in attesa di un intervento all'addome, che alla visita pre-operatoria risulta anemico senza essere mai stato curato. Non è un caso raro: l'anemia riguarda circa il 30% dei pazienti prima di un intervento chirurgico e arriva all'85% dopo. Ma entrare in sala operatoria con un'anemia non curata aumenta il rischio di trasfusioni d'urgenza e di mortalità. Da qui il Patient Blood Management, un programma che cerca e corregge l'anemia prima dell'operazione e limita le trasfusioni a quelle necessarie. "Un corretto approccio di Patient Blood Management riduce la durata del ricovero, le infezioni ospedaliere, gli infarti, gli ictus e la mortalità in ospedale, e fa scendere del 41% l'uso di prodotti del sangue. L'Italia è uno dei pochi Paesi europei - certamente il primo, se non l’unico - ad averlo reso obbligatorio per legge", afferma Edoardo De Robertis, responsabile dell'Area culturale Anestesia e medicina perioperatoria Siaarti. 

Un altro percorso tematico riguarda il dolore, che in pronto soccorso a volte non viene riconosciuto o non viene trattato abbastanza. Ad esempio, se una persona con una storia di dipendenza da oppioidi arriva dopo un incidente stradale, "rischia di ricevere meno analgesia del necessario per lo stigma, per il timore di alimentare la dipendenza e per la difficoltà di riconoscere e trattare un bisogno di analgesici che può essere maggiore", spiega Silvia Natoli, responsabile dell'Area culturale Medicina del dolore e cure palliative Siaarti. "La risposta corretta non è negare gli oppioidi - precisa - ma trattare subito il dolore del trauma con un piano individualizzato, multimodale e monitorato, occupandosi nello stesso tempo dell'eventuale disturbo da uso di oppioidi". Il problema continua dopo la terapia intensiva: alla dimissione il paziente può ricevere una prescrizione senza un percorso chiaro che tenga insieme reparto, terapia del dolore, medico di famiglia e servizi per le dipendenze. Anche un dolore come quello dell'anziano fragile che si rompe il femore rischia di essere sottovalutato. Il caso analizzato in uno dei percorsi tematici Siaarti è un uomo di 84 anni caduto in un corridoio dell'ospedale, in attesa di un intervento che il documento della società degli anestesisti-rianimatori sulla frattura di femore nell'anziano indica entro 48 ore. "Nell'anziano con frattura di femore il dolore va trattato subito, già in pronto soccorso: se non è controllato attiva una risposta dell'organismo che pesa su cuore e reni, già fragili, e può favorire il delirium", avverte Natoli. La strada indicata è un trattamento multimodale, con blocchi anestetici dei nervi eseguiti presto, che permettono di usare meno oppioidi. 

Anche il terzo percorso tematico parte dal pronto soccorso, con una domanda: questo paziente può essere un donatore? "La priorità è salvare il paziente: stabilizzarlo, capire la gravità del danno e avviare le cure appropriate. Nelle situazioni più gravi si riconosce anche l'eventuale possibilità di donazione, coinvolgendo rianimazione e coordinamento ospedaliero". Fermo restando che "le decisioni sulle cure restano sempre indipendenti dalla donazione", evidenzia Marinella Zanierato, responsabile Siaarti per la Macroarea Nord e coordinatrice del percorso congressuale su donazione e trapianto.  

Riconoscere presto un potenziale donatore permette di rispettare la volontà di chi ha scelto di donare. Nel 2025 - ricordano gli anestesisti-rianimatori - l'Italia è stata il secondo Paese europeo per donatori deceduti, 30,9 per milione di abitanti, dopo la Spagna e prima della Francia (Newsletter Transplant 2026 del Consiglio d'Europa). Secondo il Centro nazionale trapianti (Cnt) i donatori utilizzati sono stati 1.760 e i trapianti 4.678, il numero più alto mai raggiunto. La donazione a cuore fermo ha dato 428 donatori e 897 trapianti, circa un quinto dell'attività da donatore deceduto. In lista d'attesa ci sono più di 8.400 persone. "Nelle Regioni con più donatori funziona soprattutto il lavoro di squadra: pronto soccorso, rianimazioni e coordinamenti della donazione collaborano attraverso percorsi ben organizzati, con personale formato. A sostenere questi risultati c'è anche la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario", rimarca Zanierato. Restano i 'no': il Cnt stima 2.400 trapianti mancati nel 2025 per le opposizioni. Tra i 3,77 milioni di cittadini che hanno espresso la propria volontà al rinnovo della carta d'identità, il 40,1% ha detto no. "Con la famiglia l'anestesista-rianimatore può costruire fiducia attraverso ascolto, presenza e spiegazioni comprensibili. La donazione si affronta in un momento distinto, rispettando la volontà della persona: l'obiettivo è sostenere una scelta consapevole", conclude lo specialista Siaarti. 

23 ott 2026

Lavoro, Cum (Elis): "Valorizzare gli over 55 e favorire il dialogo tra generazioni"

23 ott 2026

Ucraina, Melania Trump: "Senza il mio intervento impossibile cessate il fuoco a Oleshky"

(Adnkronos) - "Era abbastanza chiaro che, senza il mio intervento, la possibilità di portare aiuto umanitario nella città e far uscire gli anziani sarebbe stato impossibile". E' quanto ha detto Melania Trump, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca nel comunicato in cui annuncia che la first lady ha ottenuto un cessate il fuoco a Oleshky a partire dal prossimo 29 ottobre.  

"La situazione a Oleshky è terribile. Oleshky è una città di prima linea in guerra sull'orlo del disastro. La popolazione rimasta di Oleshky è composta principalmente da anziani che hanno urgente bisogno di cure mediche, medicine, cibo e acqua pulita - continua la dichiarazione di Melania Trump - Gli abitanti di Oleshky hanno un accesso limitato all'elettricità, vivono in mezzo a strade minate e subiscono frequenti attacchi militari".  

L'annuncio della mediazione della first lady americana arriva dopo che Papa Leone XVI ha avuto colloqui telefonici sia con Vladimir Putin, il 16 ottobre, che con Volodymyr Zelensky, tre giorni dopo il 19 ottobre, per chiedere la tregua umanitaria a Oleshky.  

Nel ricostruire l'intervento della first lady, la Casa Bianca spiega che Melania Trump "ha avviato le discussioni con entrambe le nazioni e parti allineate sugli obiettivi, procedure tecniche, tempistica, processi e termini". E viene puntualizzato che la moglie di Donald Trump ha agito "nell'ambito del suo ruolo formale di Intermediario esclusivo". 

La stessa first lady spiega come, secondo l'accordo da lei negoziato, avverrà l'intervento umanitario, con "leader civili di entrambi i Paesi che lavoreranno insieme per andare a trovare i residenti di Oleshky nelle loro case e determinare il livello di assistenza necessario. I residenti che vorranno andare vie riceveranno supporto coordinato e il trasferimento nella destinazione che vorranno. Prevedo che alcuni vorranno andare in Russia - aggiunge - alcuni in Ucraina". Inoltre, 'ho anche ottenuto che un media americano imparziale accompagni i team russi e ucraini sul terreno, svolgendo un ruolo significativo per assicurare che i desideri di ogni famiglia vengano rispettati'. 

Infine la Casa Bianca rivela che "le urgenti circostanze di Oleshky sono state presentate all'attenzione della first lady durante colloqui privati" a margine di un evento da lei presieduto in occasione sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu. "Io e il mio rappresentante abbiamo fatto immediatamente leva sui canali di comunicazione stabiliti con Russia e Ucraina attraverso le sei precedenti riunificazioni di 34 bambini - conclude Melania trump - entrambe le nazioni hanno immediatamente assegnato team per coordinare il complesso meccanismo coinvolto, compreso lo sminamento. Tutte le parti hanno lavorato senza sosta fino a questo momento". 

23 ott 2026

Ballando con le stelle, Safroncik-Lini 'senza pace': botta e risposta social

23 ott 2026

Carburanti, Manfredi: "Situazione sta tornando a normalità, spero non si ripeta"

(Adnkronos) - "Stiamo tornando alla normalità, quindi, mi auguro che questa situazione non si ripeta, che questa vertenza venga ricomposta in maniera stabile e definitiva e che si possa tornare a una condizione di normalità". E' quanto ha detto il sindaco di Napoli e presidente dell'Anci, Gaetano Manfredi parlando dell'allentamento del blocco dei tir per la protesta sui carburanti, a margine di di 'City Talks', il format ideato e realizzato da Spin Factor, in corso nella sede dell’Associazione Costruttori Edili Napoli (Acen). 

"Stamattina siamo riusciti ad alimentare una parte dei mezzi dell'Asia, quindi non ancora al cento per cento, però progressivamente ci stiamo muovendo. La filiera" dei rifiuti "ha tenuto con il lavoro che è stato fatto insieme alla prefettura e alle forze dell'ordine, che ringrazio perché hanno fatto un lavoro straordinario, ci sono stati vicini in una maniera veramente enorme, quindi insomma tutto si sta lentamente muovendo verso la normalità. Chiaramente ci vorrà un po' di tempo perché il blocco è stato molto significativo, abbiamo anche alcuni cantieri fermi perché non c'è stato approvvigionamento, quindi questo anche rappresenta un problema per noi che c'è stato", ha concluso.  

 

"Io penso che i prossimi giorni saranno i giorni del programma" del centrosinistra, spiega Manfredi, "quindi di un lavoro importante che va fatto, vanno individuate dieci priorità e che si possa realizzare, quello che veramente insomma serve agli italiani". "Primarie a due nel centrosinistra? Questo non dipende da me" aggiunge. 

 

"Sicuramente rispetto al cronoprogramma che avevamo previsto" sull'America's Cup "tutto sta andando nella direzione giusta". "I tempi sono sostanzialmente rispettati, a parte dei piccolissimi ritardi legati anche alle congiunture. Per esempio questa crisi dei trasporti ci ha fatto rallentare di qualche giorno, quindi adesso andiamo avanti sulla parte in maniera più serrata sulla parte organizzativa ma insomma sono abbastanza tranquillo che tutto sta procedendo nella direzione giusta" conclude. 

23 ott 2026

Cancro al seno iniziale, ribociclib riduce del 20% il rischio di morte a 6 anni

(Adnkronos) - "Ribociclib, inibitore di CDK4/6, in associazione alla terapia endocrina (Et), a 6 anni, ha ridotto il rischio di morte di circa il 20% (19,1%) rispetto alla sola terapia endocrina nella più ampia popolazione di pazienti con tumore della mammella con recettori ormonali positivi e senza espressione della proteina Her2 (Hr+/Her2−) in fase iniziale, in stadio II e III, ad alto rischio di recidiva. In questa popolazione erano compresi i pazienti con malattia linfonodo-negativa ad alto rischio e tutti i pazienti con coinvolgimento linfonodale". I risultati dello studio di fase 3 'Natalee' sono stati presentati al Congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (Esmo) in corso a Madrid. Al momento dell’analisi, "i pazienti non ricevevano più l’inibitore di CDK4/6 da un periodo mediano di tre anni, pari a 38 mesi, e avevano superato la durata di cinque anni della terapia endocrina prevista dal protocollo. Il beneficio assoluto - riporta la nota - in termini di sopravvivenza libera da malattia invasiva (iDFS) è aumentato dal 4,1% a cinque anni al 5,3% a sei anni, rafforzando l’evidenza del valore a lungo termine dell’associazione tra l’inibitore di CDK4/6 e la terapia endocrina. Anche il beneficio in termini di sopravvivenza globale ha continuato ad aumentare nel tempo, con una differenza assoluta passata dal 1,2% a cinque anni al 2,1% a sei anni".  

"È proprio in occasioni come il congresso Esmo che vediamo come l’innovazione possa cambiare concretamente la storia naturale di una malattia. I risultati a sei anni dello studio Natalee dimostrano un beneficio clinicamente significativo in termini di sopravvivenza globale con questa molecola in associazione alla terapia endocrina. Si tratta di evidenze particolarmente rilevanti perché ottenute nella più ampia popolazione di pazienti ad alto rischio studiata fino a oggi in questo setting, compresi i pazienti con malattia linfonodo-negativa ad alto rischio. Se pienamente valorizzata, questa innovazione potrebbe offrire ogni anno a oltre 10.000 pazienti in Italia una nuova opportunità di ridurre il rischio di recidiva e guardare al futuro con maggiore fiducia", dichiara Giuseppe Curigliano, ordinario di Oncologia medica all’università di Milano e direttore della Divisione Sviluppo di nuovi farmaci per terapie innovative all’Istituto europeo di oncologia, presidente eletto della European Society for Medical Oncology (Esmo). 

Ribociclib è l’unico inibitore di CDK4/6 ad aver dimostrato un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza globale in tre studi randomizzati e controllati, Monaleesa-2, Monaleesa-3 e Monaleesa-7, nel tumore della mammella metastatico e un beneficio clinicamente significativo in termini di sopravvivenza globale nella più ampia popolazione di pazienti con tumore della mammella in fase iniziale ad alto rischio di recidiva, compresi i pazienti con malattia linfonodo-negativa. 

 

"È particolarmente significativo osservare come il beneficio di questa molecola in termini di sopravvivenza globale, già dimostrato nella malattia avanzata, trovi oggi riscontro anche nella fase precoce. I dati a sei anni dello studio 'Natalee' indicano che aggiungere questo inibitore di CDK4/6 alla terapia endocrina adiuvante può fare una differenza concreta per il futuro delle pazienti, con un vantaggio che continua a crescere anche anni dopo la conclusione del trattamento. È inoltre incoraggiante che il beneficio risulti coerente in un ampio spettro di pazienti ad alto rischio, con e senza coinvolgimento linfonodale. Il profilo di tollerabilità è gestibile, con eventi avversi prevalentemente di tipo laboratoristico e asintomatici: un aspetto importante per sostenere l’aderenza e la continuità terapeutica", spiega Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare, Istituto nazionale Tumori Irccs Fondazione G. Pascale di Napoli. 

In Italia - informa una nota dell'azienda - l’inibitore di Cdk4/6 di Novartis è rimborsato in associazione alla terapia endocrina adiuvante per il trattamento di pazienti con tumore della mammella Hr+/Her2− in fase iniziale con coinvolgimento linfonodale e ad alto rischio di recidiva. 

"Da oltre 35 anni Novartis è impegnata nella ricerca per reimmaginare la cura del tumore al seno, con l’obiettivo di offrire a un numero sempre maggiore di pazienti la possibilità concreta di un futuro libero dalla malattia. I risultati a sei anni dello studio Natalee rappresentano un ulteriore passo in questa direzione: il beneficio clinicamente significativo in termini di sopravvivenza globale osservato nell’ampia popolazione di pazienti ad alto rischio evidenzia il vantaggio di poter intervenire precocemente e di tradurre l’innovazione scientifica in prospettive di lungo periodo per le pazienti" afferma Marco Rago, Medical Head Oncology di Novartis Italia. 

23 ott 2026

Curigliano (Esmo): "Vaccini personalizzati e nuove terapie, così cambia l'oncologia"

23 ott 2026

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