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Procopio (Int): "Grandi passi avanti nel trattamento del cancro al rene"

(Adnkronos) - “Sono stati fatti grandi passi avanti nel trattamento del carcinoma del rene: disponiamo, infatti, di nuove molecole, di terapie sempre più attive e di integrazione di competenze specialistiche che funzionano. Una delle prossime sfide che dobbiamo affrontare è essere sempre più in grado di curare il paziente con la sua malattia. Quindi, curare non più solo la malattia, ma proprio la persona affetta da carcinoma del rene”. Lo ha detto Giuseppe Procopio, direttore della struttura di Oncologia medica genitourinaria e del programma Prostata della Fondazione Irccs dell’Istituto nazionale tumori di Milano, nel corso della presentazione del documentario ‘Il filo di Arianna’, svoltasi ieri nell’ambito della rassegna “Venezia26” di Giffoni Innovation Hub dell’83.esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola di Donatella Romani e Roberto Amato, prodotta da Telomero Produzioni, con il patrocinio dall’Associazione nazionale tumore del rene - Anture e il contributo non condizionante di Ipsen, raccoglie le voci di pazienti, caregiver e medici che ogni giorno, in modo diverso, affrontano il tumore del rene. 

“La distinzione può apparire sottile, ma in realtà è rilevante - chiarisce Procopio - Curare la persona significa comprendere appieno i suoi problemi, le sue aspettative, la sua visione della patologia e comprendere la necessità di curare la malattia e preservare la qualità di vita adattando le conoscenze al sentito e al bisogno che presentano il paziente e la sua famiglia. Ciò significa creare un rapporto tra medico e paziente molto forte, significa creare capacità di ascolto e di mettere al servizio la scienza sul garantire non solo un'aspettativa di vita, ma anche su preservare i bisogni primari e lo stile di vita presentati dal paziente". 

11 set 2026

Morte Domenico, "cuore artificiale lo avrebbe salvato"

(Adnkronos) - Il Vad (Berlin Heart Excor) (dispositivo meccanico di assistenza ventricolare) avrebbe consentito di estendere, per un intervallo di tempo considerevolmente più lungo, il periodo in cui il paziente avrebbe mantenuto condizioni sistemiche idonee a renderlo candidabile all’intervento chirurgico di ritrapianto, in attesa del cuore". E' quanto si legge nella perizia dei tre esperti nominati dal gip Mariano Sorrentino relativamente al caso di Domenico Caliendo, il bimbo deceduto a causa di un trapianto di cuore fallito eseguito nell'ospedale Monaldi di Napoli il 22 febbraio scorso.  

"Diversamente, come già ampiamente argomentato, il mantenimento dell’Ecmo (tecnica salvavita di circolazione extracorporea che sostituisce temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni) oltre il lasso temporale consigliato dalla letteratura di settore determinava, inevitabilmente, il progressivo instaurarsi di complicanze sistemiche, tali da deteriorare il quadro clinico e rendere il paziente non più candidabile a trapianto cardiaco, come verificatosi nel caso di specie", si legge ancora.  

"Chiediamo ancor di più e con maggiore forza la variazione del capo di imputazione da omicidio colposo in omicidio volontario attraverso il dolo eventuale - commenta all'Adnkronos l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo - Non solo io l'ho detto per mesi. Ora viene stabilito dai periti del Gip che Domenico con un cuore artificiale si sarebbe salvato. Le linee guida che Oppido conosce perfettamente dicono che dopo le 72 ore in Ecmo si deve passare a un sistema diverso, come quello del cuore meccanico. Oppido non lo fa, non lo valuta. I periti del Gip dicono che doveva essere fatta e che Domenico, se fosse stato collegato a un cuore meccanico, sarebbe stato sicuramente trapiantabile. Vanno oltre, dicono che dopo il ritrapianto, col cuore che è arrivato, avrebbe avuto oltre il 70% di possibilità di sopravvivenza. Quindi Domenico sarebbe vivo. Allora la domanda è: perché Oppido non lo ha fatto? Questo lo dovrà stabilire la procura, che è un elemento soggettivo. Perché Oppido non lo fa e dichiara falsamente di averlo fatto?". 

Si legge, infatti, nella perizia: "Il Vad (Berlin Heart Excor), quale supporto al circolo durevole, avrebbe consentito di preservare e/o ristabilire la funzionalità d’organo rendendo, quindi, il paziente potenzialmente candidabile a un ritrapianto per un tempo superiore rispetto a quello garantito dall’Ecmo. Tanto assume rilevanza in ragione della disponibilità del graft (giudicato compatibile) in data 17.02.2026, momento in cui l’équipe cardiochirurgica avrebbe valutato la reale possibilità di eseguire il ritrapianto. È pertanto possibile affermare, secondo i criteri della probabilità logica, con il ritrapianto, che la probabilità di sopravvivenza di Caliendo Domenico a medio e a lungo termine sarebbe stata significativa. Si ribadisce che la permanenza del supporto Ecmo oltre l’intervallo temporale raccomandato ne avrebbe certamente determinato il decesso".  

11 set 2026

Apolone (Int): "Aiutare i pazienti con cancro al rene a orientarsi nel percorso di cura"

(Adnkronos) - “Siamo stati in grado di aumentare la sopravvivenza nel tumore del rene, che ora spesso diventa cronico, oltre a poter guarire - spiega - Ritengo che adesso si debba guardare anche ad alcuni modelli esteri, dove accanto a un buon oncologo e al medico di medicina generale, hanno creato le figure del case manager e del case navigator. Si tratta di persone con esperienze e formazioni particolari che accompagnano, spesso anche materialmente, il paziente all'interno delle diverse interazioni con il nostro sistema di cura. Credo sia un aspetto su cui dobbiamo lavorare molto”. Lo ha detto Giovanni Apolone, direttore scientifico Irccs Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, alla presentazione del documentario ‘Il filo di Arianna’, alla mostra del cinema di Venezia nella rassegna 'Venezia26' di Giffoni Innovation Hub. La pellicola di Donatella Romani e Roberto Amato, prodotta da Telomero Produzioni, con il patrocinio dall’Associazione nazionale tumore del rene - Anture e il contributo non condizionante di Ipsen, raccoglie le voci di pazienti, caregiver e medici che ogni giorno, in modo diverso, affrontano il tumore del rene. 

“Sono un medico che si occupa di oncologia da più di trent'anni, ho fatto molte ricerche e ho visto molti pazienti - continua Apolone - Circa 14 anni fa, però, una diagnosi occasionale mi ha portato alla consapevolezza di avere un tumore al rene. Ho subito chirurgia, radioterapie e sono in chemioterapia da 8 anni. Ho vissuto questa esperienza da privilegiato in quanto conosco la materia, ho molti colleghi e ho avuto la fortuna di dirigere un grande Istituto dove ho trovato facilmente tutte le migliori opzioni di cura. Essere un medico malato e un paziente esperto mi ha fatto riflettere sulla necessità di modificare, in parte, i nostri percorsi e protocolli terapeutici. Dobbiamo trovare il modo di aiutare i pazienti, che certamente sono curati al meglio, a navigare con maggior sicurezza quando entrano ed escono dal sistema sanitario”.  

11 set 2026

Oncologo Necchi: "Nel cancro al rene essenziale multidisciplinarietà"

(Adnkronos) - “In una patologia come il tumore del rene, dove i messaggi di prevenzione non sono chiari come per altre neoplasie, ossia non esistono dei percorsi o dei suggerimenti forti di prevenzione primaria, la multidisciplinarietà diventa essenziale”. Così Andrea Necchi, direttore del programma strategico di ricerca Oncologica nei Tumori dell’apparato Genitourinario dell'Irccs ospedale San Raffaele e professore associato di Oncologia medica dell’università Vita-Salute San Raffaele, intervenendo alla presentazione del documentario ‘Il filo di Arianna’, presentato all’83.esima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il docufilm, firmato Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni, con il patrocinio dall’Associazione nazionale tumore del rene - Anture e il contributo non condizionante di Ipsen, raccoglie le voci di pazienti, caregiver e medici che affrontano il labirinto del tumore del rene. 

“Gli urologi e gli oncologi devono collaborare anche nelle fasi più precoci di malattia - afferma Necchi - Tempo fa, come oncologi, potevamo pensare di essere molto distanti da situazioni in cui la malattia era localizzata e al primo riscontro operabile e curabile con la sola chirurgia. Oggi, invece, con le informazioni che derivano dai nuovi farmaci, da nuovi studi e dalla possibilità di cura integrata dei pazienti, anche nelle fasi precoci di malattia” la necessità di collaborare esiste “sempre più spesso. I trattamenti integrati, che implicano sia la chirurgia che una terapia medica, sono infatti ormai alla base del successo per molte diagnosi di tumore del rene - chiarisce - Abbiamo quindi la possibilità di collaborare da vicino con le terapie predittive, in quelle post operatorie e a base di immunoterapia, in pazienti con malattie localizzate”. 

All'importanza della multidisciplinarietà si affianca quella “del centro di riferimento, che deve garantire il massimo della qualità del trattamento per il paziente - continua Necchi - ma anche la massima gestione dell'aspetto collaterale della terapia, ad esempio la preservazione della funzionalità renale a carico dei nefrologi per i pazienti operati. Gli specialisti devono far sì che il paziente abbia le informazioni per poter gestire al meglio il postoperatorio, la patologia e la tollerabilità delle cure - conclude - nell'interesse del paziente, della potenzialità di cura e del mantenimento della migliore qualità di vita possibile. Tutto questo oggi è possibile grazie alla multidisciplinarietà, a nuovi farmaci e a un nuovo livello di qualità delle cure”. 

11 set 2026

Morte Emma Bonino, camera ardente possibile domenica in Campidoglio o Senato

(Adnkronos) - Emma Bonino è morta oggi a 78 anni. La storica leader radicale si è spenta nella Casa di Cura Nostra Signora della Mercede, a Roma, dopo l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Per la senatrice sono state annunciate esequie di Stato, mentre si lavora all’organizzazione della camera ardente, che potrebbe essere allestita già da domenica. 

A confermare le prime indicazioni è stato il leader di +Europa Riccardo Magi, che ha parlato con i cronisti all’uscita della struttura sanitaria: "La camera ardente potrebbe essere probabilmente già da domenica". Tra le ipotesi c’è la sala della Protomoteca in Campidoglio, ma si valuta anche la possibilità di allestirla al Senato. "Comunque verrà tutto comunicato nella giornata di oggi", ha aggiunto Magi. 

Il Consiglio dei ministri è convocato lunedì 14 settembre 2026 alle ore 10 a Palazzo Chigi per le esequie di Stato della senatrice. I funerali, aveva già spiegato Magi, si terranno "a inizio prossima settimana, non prima". 

 

Le condizioni di salute di Emma Bonino si erano aggravate nei giorni precedenti alla morte. Il 7 settembre era stata trasferita all’Ospedale Santo Spirito di Roma, dove era arrivata in codice rosso e successivamente era stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva. 

I medici avevano definito la situazione delicata. Nel successivo bollettino era stato comunicato il trasferimento della storica leader radicale in una struttura sanitaria privata, la Casa di Cura Nostra Signora della Mercede, dove è morta oggi. 

 

Tra le prime reazioni alla morte di Emma Bonino c’è quella del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato il ruolo avuto dalla senatrice nella storia della Repubblica. "La scomparsa di Emma Bonino addolora profondamente", ha dichiarato Mattarella, sottolineando come Bonino abbia lasciato "un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente". 

Il capo dello Stato ha ricordato il suo impegno come esponente radicale, liberale, femminista ed europeista e le sue battaglie contro la fame nel mondo e la pena di morte e a favore del Tribunale penale internazionale. Negli ultimi anni, ha aggiunto Mattarella, la priorità di Bonino era diventata l’unità e una maggiore integrazione dell’Unione europea. 

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Bonino, annunciando che il governo sta predisponendo le esequie di Stato. "Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione", ha scritto Meloni. 

 

 

 

11 set 2026

'Fashion & Talents', a piazza di Spagna VIII sfilata-evento di ECampus e Accademia del Lusso

(Adnkronos) - I riflettori di Piazza di Spagna si accendono di nuovo per illuminare il talento dei giovani stilisti. Mercoledì 16 settembre Roma accoglierà l’ottava edizione di 'Fashion & Talents', appuntamento promosso da Università eCampus e Accademia del Lusso, con il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. In passerella sfileranno le creazioni degli studenti di Fashion Design di Accademia del Lusso e i lavori creativi di giovani stilisti provenienti dalla Cina, rappresentata da due prestigiose istituzioni accademiche: la Guangzhou Xinhua University, una delle accademie nazionali di Belle Arti più rinomate, e la Chengdu University of Light Industry, università multidisciplinare di riferimento per coloro che vogliono studiare moda. L’evento di quest'anno rinnova l’impegno dell’Accademia del Lusso nei confronti dei temi sociali con il sostegno alla onlus “Mai più Vittima”, organizzazione di volontariato attiva nel supporto psicologico e legale alle donne vittime di violenza di genere, nella tutela dei minori e nella prevenzione del bullismo nelle scuole attraverso programmi d'ascolto e sensibilizzazione. 

“Fashion & Talents - spiega Laura Gramigna, direttrice di Accademia del Lusso Roma - nasce dal desiderio di mettere in primo piano la creatività delle nuove generazioni e offrire una vetrina prestigiosa alle collezioni dei giovani studenti di fashion design più brillanti, promuovendo al contempo il valore di una formazione d’eccellenza, l’importanza dell’inclusione sociale e il dialogo fra il talento emergente e il sistema moda globale”. “Questa edizione di Fashion & Talents - aggiunge Enzo Siviero, rettore di eCampus - contiene tradizione e soprattutto innovazione. Recupera stilemi del passato e, valorizzando i talenti, li proietta verso il loro futuro, scoprendone le intrinseche capacità e offrendo loro un grande salto di qualità”. 

Il momento cruciale della serata, condotta da Eleonora Daniele, vedrà protagonisti i ragazzi di Accademia del Lusso che hanno lavorato sul progetto speciale, dedicato a Giuliano Fujiwara. Con la collezione Spring - Summer ‘27 gli studenti reinterpretano l’identità del brand attraverso una visione contemporanea, un percorso di ricerca dei codici distintivi della Maison che fonde sensibilità progettuale, sartorialità e sperimentazione. A testimonianza della continuità tra formazione e affermazione professionale, la serata ospiterà inoltre la sfilata “Genesi” del brand Chronos Corps, fondato dai giovani designer Matteo Cesarotti e Nicola Minotti. Ex studenti di Accademia del Lusso, i due creativi vantano già importanti successi internazionali, con presenze sulle passerelle in Giappone e la selezione negli showroom di Parigi. Un focus speciale sarà dedicato ai protagonisti del Final Work, gli studenti di Accademia del Lusso di Roma e Milano che presenteranno le proprie capsule collections. Nel corso della serata Accademia del Lusso attribuirà importanti borse di studio a due realtà del territorio: gli Istituti Superiori Paritari Aniene, che presentano un progetto dedicato a Valentino Garavani, maestro indiscusso dell'Alta Moda italiana, e il Liceo Artistico Statale Enzo Rossi, storica istituzione fondata nel 1967 dal pittore Enzo Rossi, impegnata nel supportare la creatività e la progettualità dei suoi studenti. 

11 set 2026

Il tributo di Louis Michel a Emma Bonino: "Condividevamo tutto, eravamo veri liberali"

(Adnkronos) - L'ex commissaria europea ed europarlamentare Emma Bonino era una "vera liberale", per la quale "nutrivo grande ammirazione". Lo dice all'Adnkronos Louis Michel, a lungo leader del Mouvement Réformateur del Belgio francofono, già eurodeputato nonché commissario europeo allo Sviluppo e agli Aiuti Umanitari dal 2004 al 2009, lo stesso portafogli della politica radicale, scomparsa oggi, che ricoprì quella carica fino al 1999.  

"Sono ovviamente addolorato - spiega il politico belga, padre dell'ex presidente del Consiglio Europeo Charles Michel - la signora Bonino era una persona che conoscevo bene. Sulle concezioni della politica di sviluppo, condividevo sia le sue preoccupazioni che le sue risposte. Ero abbastanza d'accordo con tutto ciò che ha fatto: avevo molta ammirazione per lei".  

Per Michel, Bonino, che dal 2004 al 2006 fece parte dell'Alde, il gruppo dei Liberali al Parlamento Europeo del quale il Mouvement Réformateur fu tra i fondatori, "era una donna dal temperamento estremamente liberale, nel senso umanista del termine".  

 

Michel spiega di essere "rimasto in contatto con lei, fino a qualche mese fa. Poi ho saputo che la sua salute stava peggiorando un po' e purtroppo non ho più avuto notizie. Mi è stato detto che è deceduta oggi. Sono piuttosto triste per questo".  

Con Bonino, continua l'ex commissario, "eravamo insieme nelle istanze liberali internazionali e trovo che spesso eravamo d'accordo. In effetti, eravamo dei veri liberali, cioè universalisti. Ricordo un giorno di aver avuto una discussione su questo: penso che fosse un ex ministro tedesco che era un po' duro e che trovavamo un po' troppo di destra. Credo fosse il signor Bangemann (Martin Bangemann dei liberali dell'Fdp, ndr)".  

Con Emma Bonino "avevamo - ricorda - lo stesso punto di vista sull'argomento. Per esempio, riguardo al fenomeno migratorio, avevamo un approccio molto liberale e molto universalista. E ricordo che più volte nei dibattiti interni, nelle istanze internazionali, eravamo alleati", conclude.  

 

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