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Caso Garlasco, i sospetti dei pm sui reperti: "Distrutti dopo la sentenza definitiva su Stasi"

(Adnkronos) - Non solo le ombre sulle analisi dei pedali o su una consulenza personologica scritta non si sa da chi, la Procura di Pavia sospetta anche sulle modalità di conservazione dei reperti sul caso Garlasco. In particolare i dubbi si concentrano sull'intonaco dell'ormai famosa impronta 33 e sulle unghie della vittima, ma la replica del Ris di Parma - datata 6 novembre scorso - è netta: "lo smaltimento degli eluiti (intermezzi di lavorazione, ndr) avvenne dopo la sentenza definitiva di condanna nel processo di Alberto Stasi" emessa il 12 dicembre 2015. E' l'ultimo terreno di scontro sul delitto del 13 agosto 2007 tornato alla ribalta della cronaca con una nuova indagine e un nuovo sospettato.  

Il documento firmato dal colonnello Matteo Donghi - una risposta alle richieste dei pm sollecitati dalla difesa del condannato in via definitiva - fornisce indicazione sui dati grezzi, l'esatta documentazione fotografica effettuata sul delitto della ventiseienne e ricostruisce il destino dei prelievi di intonaco sul muro della cantina, totalmente consumati alla ricerca della verità - in accordo con le parti, a dire dei carabinieri - come i frammenti delle unghie delle mani della vittima. Nelle considerazioni si precisa una questione tecnica: se il reperto gode di una sua identità in ambito penale, gli intermezzi di lavorazione possono essere distrutti al termine degli accertamenti.  

Più volte, in una memoria la difesa Stasi chiede al Ris di Parma di far luce sul destino degli eluiti, principalmente riferendosi ai due relativi ai prelievi di intonaco, denominati '33dattilo' e '97F', nonché ai nove relativi ai frammenti delle unghie della vittima. La risposta del Ris di Parma è puntuale. "Dalle informazioni raccolte, è emerso che gli eluiti relativi all'omicidio Poggi vennero conservati presso questo Reparto anche dopo la stesura del referto 'Relazione finale bio-dattilo', in particolare quelli su cui si concentra la Procura di Pavia e la difesa Stasi "furono depositati, il giorno 20 dicembre 2011, all'interno di un freezer dedicato", in un locale a ingresso protetto da lettori biometrici.  

 

La sorte delle provette contenenti gli eluiti ottenuti dai reperti "33dattilo", "97F" e dalle unghie della vittima, "è stata quella di uno smaltimento collettivo, cioè effettuato unitamente alle provette di altri procedimenti penali". Gli eluiti dell'omicidio Poggi "furono alienati senza redigere uno specifico verbale, trattandosi di intermedi di lavorazione non assimilabili a reperti giudiziari. Pur in assenza di certezza circa la data di smaltimento, quest'ultima può essere stimata nella seconda metà del mese di settembre 2016, in quanto è stata rinvenuta documentazione fotografica di alcune fasi di tale procedura", che mostra il freezer in procinto di essere rimosso "dalla sua sede operativa il giorno 15 settembre 2016", cioè mesi dopo la sentenza definitiva che condannava Stasi a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi. 

Le provette con gli estratti, si legge nelle osservazioni del Ris di Parma, "furono smaltite nelle settimane immediatamente successive, come visibile in alcuni scatti fotografici realizzati nelle giornate del 20 settembre 2016 e del 30 settembre 2016. Il dato oggettivamente dimostrabile è che gli eluiti tratti dai reperti dell'omicidio Poggi non sono più conservati presso questo Reparto e che lo stesso freezer che li conteneva, è stato dichiarato fuori uso con atto datato 29 novembre 2022". Lo smaltimento degli eluiti "avvenne dunque dopo la sentenza definitiva di condanna nel processo contro Alberto Stasi emessa il 12 dicembre 2015 dalla Corte di Cassazione".  

La difesa del condannato prova a puntare il dito contro il capitano del Ris di Parma Alberto Marino, secondo cui "comunque verranno conservati tutti gli eluiti delle tracce (Dna estratto) e messi successivamente a disposizione della autorità giudiziaria al termine di tutte le analisi", ma il colonnello Donghi precisa ai legali e alla Procura il senso di quella frase che "non poteva intendersi come un impegno a tempo indeterminato ma, piuttosto, da ritenere valido sino alla conclusione del procedimento penale con una Sentenza divenuta definitiva". E di tale intendimento "è risultata essere la stessa Corte d'Assise d'Appello di Milano che, in data 12 gennaio 2022, si pronunciava restituendo a Stasi alcuni reperti e rigettando comunque la richiesta della difesa di conservare tutti gli altri per future analisi, ritenendola solo ipotetica".  

5 ott 2026

Volo FlyDubai, il copilota e il piano contro Israele: "Volevo vendicare Gaza"

(Adnkronos) - Hamam al-Hammami, il copilota omanita che ha tentato di far precipitare il volo 1073 della Flydubai con a bordo quasi esclusivamente passeggeri israeliani, ha detto durante gli interrogatori che ha agito "per vendicare Gaza" e che voleva "morire da martire". Lo rivela l'emittente israeliana Channel 12, senza citare fonti, ripresa da Times of Israel. 

L'emittente cita anche due fonti che riferiscono che un funzionario del Mossad ha detto ai ministri israeliani che l'aggressore ha fatto negli ultimi anni brevi visite in diversi Paesi ostili a Israele. "Stiamo controllando se, durante queste visite, un individuo o organizzazioni di qualsiasi tipo lo abbiano reclutato", ha riferito il funzionario del Mossad, secondo quanto riportato. Inoltre si sta anche passando al setaccio il contenuto del cellulare di al Hammami, aggiunge Channel 12 concludendo che Israele a questo punto non ha determinato se il copilota abbia agito da solo. 

Secondo gli inquirenti, Hammami aveva progettato di far proseguire il volo normalmente dopo essersi sbarazzato del comandante, poi ottenere tutte le autorizzazioni necessarie all'atterraggio e, infine, schiantarsi contro un edificio o un aereo presente nell'aeroporto Ben Gurion. Una simile manovra improvvisa, effettuata all'ultimo momento, avrebbe impedito a chiunque di lanciare l'allarme e di impedirgli di portare a termine il suo piano. Negli ultimi mesi Hammami si era recato più volte all'aeroporto Ben Gurion a bordo dei voli Flydubai; in particolare, durante il viaggio di giugno, si era concentrato esclusivamente sulla raccolta di informazioni e sulla pianificazione dell'attacco. Aveva poi programmato di eseguire l'attacco a luglio, ma aveva finito per annullare il piano all'ultimo momento perché amico di uno dei membri dell'equipaggio. 

Israele, al momento, non crede che altri membri dell'equipe del volo fossero coinvolti nel tentativo del copilota di far precipitare l'aereo mercoledì scorso. I membri dell'equipaggio sono stati interrogati negli Emirati Arabi Uniti da investigatori che hanno concluso che nessuno di loro era coinvolto nell'attacco terroristico. L'equipaggio è stato interrogato su richiesta di Israele, dopo che alcuni passeggeri avevano parlato di comportamenti strani da parte di altri membri dello staff. 

5 ott 2026

La potenza muscolare invecchia, cos'è la powerpenia: "Si scopre con test funzionali, è reversibile"

(Adnkronos) - Con l'avanzare dell'età si modificano tante cose e i muscoli non sfuggono a questi cambiamenti. "Tra le diverse alterazioni legate all'invecchiamento a carico dell'apparato muscolo-scheletrico, una delle principali è senza dubbio quella correlata al declino muscolare. Da questo punto di vista, in ambito clinico dobbiamo distinguere tre manifestazioni ben diverse: sarcopenia (perdita di massa) ovvero il calo del volume e della massa muscolare. Ha inizio in modo silente, ma la sola perdita di volume non spiega del tutto il calo della funzionalità quotidiana; dinapenia (perdita di forza) che è la perdita della forza massimale (che decresce fisiologicamente di circa l'1-2% all'anno dopo i 40 anni); powerpenia (perdita di potenza) è un termine introdotto recentemente (2024) che descrive la perdita della capacità di generare forza rapidamente e che si riduce a una velocità doppia rispetto alla forza, pari al 3-4% all'anno. In pratica, prima ancora di notare cali visibili di massa o forza, si perde la capacità di muoversi con rapidità. La powerpenia - spiega all'Adnkronos Salute il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento - impatta fortemente sulla longevità per diversi motivi. In primis, dobbiamo evidenziare che, se la longevità quantitativa ci indica quanti anni viviamo, quella qualitativa dipende da quanto a lungo manteniamo la nostra autonomia fisica e cognitiva".  

Agire per contrastare la powerpenia "significa fare prevenzione primaria delle cadute e della sindrome da fragilità. Ricordiamo, infatti, che la causa principale di perdita di autonomia nell'anziano è rappresentata dalle fratture, come ad esempio quelle del femore. Quando si inciampa, la pura forza massimale è inutile: serve reattività. Il sistema nervoso centrale deve attivare i muscoli in frazioni di secondo per adottare tutte le strategie biomeccaniche utili a impedire o arrestare la caduta. La powerpenia - prosegue Bernetti, segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer) - annulla questa risposta. Inoltre, recenti studi scientifici hanno dimostrato come la potenza muscolare relativa sia un predittore di mortalità per tutte le cause nettamente superiore rispetto alla sola forza muscolare. Un altro aspetto, solo apparentemente distante, è quello del declino cognitivo. La funzionalità neuromuscolare, infatti, rappresenta un vero e proprio specchio della salute cerebrale. La velocità del passo e la rapidità nell'alzarsi dalla posizione seduta sono direttamente correlate alla conservazione delle funzioni cognitive. Chi mantiene un'elevata potenza muscolare mostra un'età biologica, cerebrale e sistemica, nettamente inferiore. 

Cosa fare quindi in sede di visita medica specialistica? "Nel setting clinico e riabilitativo, la powerpenia non si valuta con una risonanza o un'ecografia (esami eccellenti per misurare la massa anatomica), ma attraverso test funzionali specifici, tra cui: 'Five Times Sit-to-Stand Test (5xSTS)' che misura il tempo impiegato per alzarsi e sedersi da una sedia standard per cinque volte consecutive, il più velocemente possibile, a braccia incrociate al petto. Un adulto in salute dovrebbe completare il test al di sotto dei 10-12 secondi. Tempi prolungati indicano un chiaro calo di potenza neuromuscolare - evidenzia lo specialista -Test della velocità del cammino ('Gait Speed Test') che serve a valutare il tempo impiegato per percorrere una distanza prestabilita (solitamente 4 o 10 metri) a passo normale e poi veloce. Una velocità inferiore a 0.8 - 1.0 metri al secondo è considerata un indicatore clinico primario di fragilità e, di conseguenza, di powerpenia; 'Timed Up and Go Test' (Tug) dove il paziente deve alzarsi da una sedia, camminare in sicurezza per 3 metri, girarsi, tornare indietro e risedersi. Questo test richiede potenza esplosiva, equilibrio dinamico e agilità. Tempi superiori ai 12 secondi evidenziano un elevato rischio di caduta legato alla perdita di potenza". 

La buona notizia. "Fortunatamente, la powerpenia è una condizione reversibile. Naturalmente, il percorso terapeutico deve essere 'cucito su misura' - suggerisce Bernetti - tenendo in considerazione le caratteristiche cliniche del paziente, le eventuali comorbidità e i farmaci assunti, valutando ogni singolo aspetto che possa influenzare la situazione motoria. È necessario adottare un approccio globale che includa stimoli differenti. Tra questi, risulta particolarmente efficace l'approccio 'High-Velocity Resistance Training' (Power training): un allenamento mirato che costringe il sistema nervoso a reclutare nuovamente le unità motorie a contrazione rapida (di tipo II), bloccandone l'atrofia e restituendo al paziente la reattività necessaria per una vita longeva e sicura".  

5 ott 2026

L'Italia Under 21 vola a Euro 2027: gli azzurrini travolgono 6-2 la Polonia

(Adnkronos) - L'Italia si qualifica per i campionati europei Under 21 in programma nel giugno 2027 in Albania e Serbia. Gli azzurrini del ct Silvio Baldini conquistano la certezza della qualificazione grazie alla vittoria per 6-2 sulla Polonia nell'incontro decisivo del gruppo E, disputato allo stadio 'Adriatico' di Pescara. Con i tre punti l'Italia aggancia in vetta a quota 27 i polacchi e li scavalca per differenza reti.  

Gli azzurrini sbloccano la partita al 16': Liberali entra in area da destra e scambia bene con Ahanor. Il tiro deviato diventa buono per Koleosho, bravo a stoppare il pallone con la coscia destra e a calciare di sinistro sotto la traversa e trafiggere Lubik. Al 26' il raddoppio con Koleosho che lancia per Liberali, il centrocampista del Como riesce a crossare al volo per l'inserimento e il colpo di testa in area piccola vincente del capitano Ndour. Al 55' l'Italia cala il tris ancora con il centrocampista della Fiorentina. Dopo un corner per la Polonia, Ndour ruba palla nella trequarti azzurra, vede il portiere fuori dai pali e lascia partire un tiro supendo da 60/65 metri che entra in rete. Passano 4 minuti e gli azzurri calano anche il poker. Koleosho sradica il pallone a Krajewski, avanza e dal limite dell'area imbuca per l'inserimento di Lipani. Sinistro sul primo palo e 4-0.  

Al 65' arriva il gol della bandiera per i biancorossi con Mikolajewski. Gli azzurrini reagiscono subito al gol della Polonia. Fini è liberissimo a destra, viene servito, entra in area, finta il tiro mettendo a sedere un avversario e poi trova la porta con un perfetto sinistro. Nel finale c'è tempo per altre due reti, prima la Polonia accorcia le distanze all'85 su rigore con Zewlakow e poi un minuto dopo Cherubini fissa il risultato sul 6-2 finale. L'attaccante del Benevento si accentra da sinistra, sguscia tra due avversari e poi trova l'angolo dal limite dell'area alla sinistra di Lubik.  

5 ott 2026

Domani incontro Buonfiglio-Malagò prima della Giunta, Ipotesi n.1 Figc commissario

5 ott 2026

Nautica e turismo, una filiera strategica per generare crescita e valore sui territori

(Adnkronos) - Si è tenuta questa mattina al 66°Salone Nautico Internazionale la XII Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo, organizzata da Federturismo Confindustria, Confindustria Nautica e Assomarinas. La conferenza ha visto la partecipazione dei principali rappresentanti della filiera dell’Economia del Mare: Mario Zanetti, Presidente Delegato di Confindustria per l’Economia del Mare; Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica; Massimo Caputi, Presidente di Federturismo Confindustria; Giovanni Acampora, Presidente di Assonautica Italiana; Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas, con le conclusioni del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. 

  

Il Ministro del Turismo, che ha preso nota delle diverse problematiche evidenziate dai rappresentanti della filiera dell’Economia del Mare, nel suo intervento ha sottolineato l'importanza strategica del settore nautico e del turismo marittimo per il Paese. “Per l’Italia il mare è una vocazione. Con oltre 8 mila chilometri di coste, non è soltanto una straordinaria risorsa naturale, ma una vera infrastruttura economica e una componente fondamentale dell’economia del turismo. La nautica è un settore competitivo, caratterizzato dalla presenza di tante aziende e grandi industrie, capace di generare ricchezza, occupazione e importanti ricadute sui territori. Per questo dobbiamo costruire un sistema integrato, nel quale mare, nautica e territori diventino parte di un’unica grande esperienza italiana. La sfida è fare dell’Italia una destinazione sempre più competitiva dal mare, investendo in qualità dell’accoglienza, innovazione, sostenibilità, infrastrutture, accessibilità e digitalizzazione, ma anche lavorando per norme più semplici e meno burocrazia. Sono qui anche in modalità di ascolto: molte delle richieste avanzate dai rappresentanti di questo mondo mi sembrano semplici e lapalissiane e mi adopererò per capire come mai non riescano a essere realizzate. Il turismo nautico va valorizzato come leva strategica per distribuire i flussi turistici in tutta Italia e durante tutto l’anno. In questo percorso, l’America’s Cup rappresenta un’occasione impagabile per il nostro Paese e una grande vetrina internazionale. Il nostro compito è trasformare sempre di più la nostra bellezza in ricchezza, anche economica”. 

  

Dalla Conferenza è emersa infatti la necessità di superare una lettura settoriale del mare e riconoscerne il ruolo trasversale nella crescita del Paese. L’Economia del Mare vale 224,9 miliardi di euro, l’11,4% del PIL italiano, e coinvolge oltre 1,13 milioni di occupati diretti. Un settore ad alto effetto moltiplicatore: per ogni euro prodotto direttamente, se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia. 

  

Nella sua introduzione il Presidente Delegato di Confindustria per l’Economia del Mare, Mario Zanetti, ha evidenziato che ''Per noi il turismo è industria, perché crea valore attraverso una pluralità di filiere e genera ricadute sempre più importanti per il Paese. L’economia del mare vale oggi oltre 224 miliardi di euro, coinvolge più di 1,1 milioni di addetti e oltre 250mila imprese. Al suo interno, il turismo costiero e la crocieristica rappresentano leve strategiche: nel 2026 i porti italiani movimenteranno oltre 15 milioni di crocieristi, con quasi 6.000 approdi in 60 porti, generando circa 18 miliardi di euro di valore. La sfida è trasformare questa crescita in una strategia industriale di lungo periodo, puntando su destagionalizzazione, digitalizzazione, competitività e nuove competenze. Turismo e mare sono una grande opportunità: dobbiamo lavorare insieme perché questo potenziale diventi crescita, occupazione e valore duraturo per il Paese''. 

  

''Il mare, per l’Italia, è industria, economia, lavoro, turismo, infrastruttura. È futuro. E soprattutto è filiera – ha sottolineato il Presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi –. La sfida non è soltanto portare più turisti sulle nostre coste, ma creare più valore e distribuirlo sui territori. Il mare deve diventare una porta d’accesso a un sistema turistico più ampio, capace di collegare porti e città, nautica e ospitalità, mobilità e cultura, sport ed enogastronomia, coste ed entroterra''. 

  

Giovanni Acampora, Presidente di Assonautica Italiana ha sottolineato l’importanza di azioni congiunte: ''Fare squadra e parlare con un’unica voce è la vera forza del sistema. Le sinergie tra istituzioni, imprese e associazioni permettono di raccogliere idee condivise e trasformarle in proposte concrete per chi deve prendere le decisioni. L’economia del mare rappresenta un esempio straordinario di questa capacità di fare rete: coinvolge imprese, occupazione e territori e può contribuire anche a ridurre gli squilibri territoriali tra Nord e Sud. Dobbiamo continuare a creare connessioni e una rete di accoglienza capace di valorizzare le nostre eccellenze, dal turismo all’agroalimentare, dall’artigianato al settore alberghiero. Solo insieme possiamo trasformare queste sinergie in opportunità concrete per il Paese''. 

  

Per accompagnare questa trasformazione, è emersa l’esigenza di una politica industriale per il mare, fondata su investimenti, infrastrutture, semplificazione, innovazione e competenze, insieme a politiche turistiche orientate alla destagionalizzazione e alla diversificazione dell’offerta. In questo scenario, la nautica si conferma uno dei comparti con maggiore capacità di generare valore lungo la filiera, con oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati. 

“I dati che abbiamo presentato ieri al Salone Nautico Internazionale con la prima edizione dello studio Yachting Tourism and Economic Contribution, realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica, ci permettono di misurare in modo organico l’impatto economico del turismo nautico in Italia: 5,7 miliardi di euro, di cui 2,1 miliardi generati dalla spesa turistica a terra. È la dimostrazione concreta che la nautica è un potente attivatore di altre filiere dell’economia italiana. La sfida ora è aumentare la capacità del Paese di intercettare e trattenere questo valore, attraverso infrastrutture adeguate, servizi qualificati e una maggiore integrazione tra porti e territori. Il turismo nautico deve entrare a pieno titolo nelle politiche industriali e turistiche nazionali: trasformare gli approdi in porte di accesso ai territori significa generare crescita, occupazione e valore diffuso per il Paese”, ha dichiarato Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica. 

  

''La portualità turistica italiana si conferma solida – ha sottolineato il Presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio –. Secondo l’indagine Assomarinas-Federturismo, la domanda di ormeggi stanziali cresce mediamente del 2,9%, mentre aumentano la presenza dei superyacht e il transito delle grandi unità internazionali, soprattutto legate al charter. Crescono anche rimessaggio, refitting, alaggio e varo, sostenuti dall’aumento della dimensione media delle imbarcazioni e dalla vivacità del mercato dell’usato. Per il 2027 prevediamo una stabilizzazione della domanda di ormeggi stanziali, ma una persistente vivacità dei transiti legati al charter e ai superyacht internazionali. Per consolidare questa crescita abbiamo però assolutamente bisogno dell’aggiornamento della legge speciale per i porti turistici (Dpr 509/97) e della classificazione catastale in E1 delle strutture per la nautica''. La Conferenza ha quindi rilanciato la necessità di sviluppare una vera politica industriale del mare, capace di costruire interconnessioni tra le diverse filiere, di mettere a sistema competenze, investimenti e infrastrutture e fare in modo che il valore generato dalle attività marittime rimanga sui territori. 

5 ott 2026

Nations League, oggi Italia-Turchia 3-1, Pio Esposito cala il tris - Diretta

5 ott 2026

Garlasco, gen. Luongo al Tg1: "In caso di responsabilità Ris risposta Arma sarà di assoluta fermezza"

(Adnkronos) - "L'Arma dei carabinieri opera sempre nella massima trasparenza e nel rispetto della legge e della giustizia. Sul caso Garlasco però voglio essere chiaro: il Ris ha continuato a fornire il proprio supporto tecnico-scientifico agli approfondimenti d'indagine richiesti dall'autorità giudiziaria, con cui c'è una totale e piena collaborazione. La scienza forense e l'Arma dei carabinieri restano strumenti imparziali e fondamentali per cercare la verità ben oltre il clamore mediatico e le inutili manipolazioni". Così il comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, intervistato dal Tg1.  

"Voglio rassicurare i cittadini che il Ris è un'eccellenza scientifica a livello internazionale e un punto di riferimento rigoroso. La fiducia dell'opinione pubblica - ha sottolineato Luongo - non si preserva nascondendo i dubbi né si misura sull'infallibilità dei singoli ma dimostrando ogni giorno professionalità, determinazione, capacità di autocritica e rigore più assoluto nell'applicazione dei protocolli scientifici".  

E se dovessero emergere responsabilità penali del Ris "innanzi tutto abbiamo il dovere di ribadire di rispettare il dolore delle famiglie che sono state coinvolte in questa tragica vicenda. Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali del passato la risposta dell'Arma sarà di totale collaborazione e di massima trasparenza e anche assoluta fermezza. Eventuali errori o condotte illecite dei singoli - ha chiarito - non devono intaccare l'onorabilità di migliaia di carabinieri né del valore del Ris. Ma chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede perché la tutela della legalità viene prima di ogni cosa".  

5 ott 2026

Premio Euro-Mediterraneo, da Mihajlović a Fiona May, Stefano Mei e Daniele Santarelli protagonisti IV edizione

(Adnkronos) - Lo sport, la cultura, il giornalismo, l’arte e l’impegno nella società saranno al centro della quarta edizione del Premio Internazionale Eccellenza Euro Mediterraneo, conosciuto come “Oscar del Mediterraneo”, in programma il 14 ottobre 2026 a Roma. Un appuntamento che riunisce personalità italiane e internazionali provenienti da ambiti diversi, accomunate da percorsi professionali e umani capaci di rappresentare valori quali impegno, talento, inclusione, responsabilità e dialogo tra culture. Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figura Fiona May, una delle atlete più rappresentative della storia dell’atletica italiana, simbolo di una carriera costruita attraverso risultati sportivi e impegno dentro e fuori dal campo. Un riconoscimento sarà inoltre assegnato a Stefano Mei, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal), a testimonianza dell’importanza dello sport italiano e del ruolo delle istituzioni sportive nella promozione dei valori olimpici e della cultura sportiva. 

Nel mondo della pallavolo internazionale sarà premiato Daniele Santarelli, tecnico italiano protagonista ai massimi livelli della disciplina, mentre una particolare attenzione sarà riservata allo sport paralimpico con Carlotta Gilli, campionessa di nuoto delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, e Maria Beatrice Mercuri, atleta delle Fiamme Oro impegnata nel pentathlon moderno. Un momento particolarmente significativo sarà dedicato alla memoria di Siniša Mihajlović, al quale sarà assegnato il Premio Speciale alla Memoria. Il riconoscimento sarà consegnato alla famiglia per ricordare un protagonista del calcio italiano e internazionale, la cui figura ha lasciato un segno anche sul piano umano e personale. 

La dimensione internazionale dello sport sarà rappresentata anche da Veli Ozan Çakır, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Turco, e da Karl Izzo, presidente dell’Aquatic Sports Association of Malta (ASA), per il suo impegno nello sviluppo della pallanuoto e degli sport acquatici. Ma il Premio non guarda soltanto allo sport. La sua identità nasce dall'incontro tra cultura, arte, giornalismo, società, istituzioni e mondo sportivo, attraverso storie e personalità che contribuiscono, in settori differenti, alla crescita della società e alla costruzione di relazioni tra persone e Paesi. 

 

L’obiettivo è valorizzare il talento e l’impegno come strumenti di conoscenza reciproca, mettendo in relazione esperienze diverse dell’area euro-mediterranea. In questo contesto, cultura e sport rappresentano linguaggi universali capaci di superare confini, generazioni e differenze, favorendo occasioni di dialogo e confronto. Promosso dall’Associazione Giornalisti del Mediterraneo, il Premio Internazionale Eccellenza Euro Mediterraneo si propone quindi come uno spazio di incontro tra mondi diversi: dagli atleti agli artisti, dai giornalisti alle personalità della cultura, dalle istituzioni ai rappresentanti della società civile. La manifestazione si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero per lo Sport e i Giovani, e con la collaborazione del CUG – Comitato Unico di Garanzia del Ministero della Cultura, dell’USSI e di AIPS Europe. 

La IV edizione conferma così la vocazione del Premio come appuntamento dedicato non soltanto alle eccellenze, ma anche ai valori che uniscono il Mediterraneo: cultura, sport, conoscenza, inclusione, rispetto, dialogo e cooperazione tra i popoli. L’elenco completo dei premiati e degli ospiti istituzionali sarà comunicato nei prossimi giorni, al termine delle ultime conferme da parte dell’organizzazione. 

5 ott 2026

Caso Garlasco, spunta valutazione psicologica 'misteriosa' su Stasi: pm Pavia sentiranno l'ex pm Rosa Muscio

(Adnkronos) - I pubblici ministeri di Pavia che conducono l'inchiesta sull'omicidio di Garlasco sono pronti a convocare nel fascicolo di indagine sui Ris di Parma anche Rosa Muscio, l'allora pm della Procura di Vigevano che nel 2007 delegò gli approfondimenti sul delitto di Chiara Poggi ad alcuni carabinieri esperti in analisi scientifiche. E' quanto si apprende da fonti qualificate. Gli inquirenti sentiranno la magistrata, ora in forza alla Procura per i Minorenni di Milano, come persona informata sui fatti per capire le informazioni ricevute rispetto alle analisi sui pedali della bici di Stasi e per sapere se fosse a conoscenza della relazione personologica sull'ex bocconiano acquisita di recente nell'indagine su Andrea Sempio, indagato per l'omicidio aggravato di Garlasco.  

 

La consulenza, senza firma e senza data, non è mai stata consegnata e ha come intestazione il nome della dottoressa Alessandra Bramante, psicologa criminologa clinica. Si tratta di tredici pagine (non su carta intestata e scritte al computer) in cui vengono inserite - in una griglia - delle osservazioni rispetto a quanto detto dall'allora fidanzato nei verbali resi, tra il 14 e il 22 agosto 2007, agli inquirenti. Oltre alla tabella iniziale c'è una lista di 17 punti in cui vengono inserite altre osservazioni, rispetto anche alla telefonata di Stasi al 118. Il codice di procedura penale vieta di ammettere consulenze per stabilire il carattere, la personalità, la tendenza a delinquere o le qualità psichiche dell'indagato - regola applicata tanto per Stasi che per Sempio - ma i pm pavesi vogliono capire di che documento si tratta e chi decise di lasciarlo tra le carte che il Ris di Parma non avrebbe inserito nel fascicolo su Stasi.  

E su un altro aspetto indagato dai carabinieri del Ris si focalizza l'attenzione della Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone e che ha portato a sentire, come testimoni, gli esperti presenti durante le analisi sui pedali della bicicletta dell'ex bocconiano. Nessuno, neppure il consulente dei pm Carlo Previderé, mette in dubbio che sui pedali c'è il Dna della vittima Chiara Poggi, ma sostiene che sarebbe stato necessario approfondire il perché di due contro analisi negative che, per chi indaga, non sarebbero state illustrate ai consulenti della difesa Stasi. Un tema su cui la pm Muscio potrebbe dare risposte utili.  

 

Il profilo personologico di Stasi, riassunto in 17 punti, è tra i documenti acquisiti di recente su richiesta della Procura di Pavia al Ris di Parma e non sarebbe mai entrato nell'indagine, come riferito dal sito di La Repubblica. 

"È un documento di 13 pagine, senza data né firma autografa, però scritto su carta intestata di una nota psicologa e criminologa, la dottoressa Alessandra Bramante, di recente consulente della difesa di Alessia Pifferi" si legge. Una valutazione psicologica che "non è mai stata depositata in nessuno dei procedimenti sul delitto di Garlasco, né tantomeno delegata dalla pm di allora, Rosa Muscio, della Procura di Vigevano". 

Inoltre, "non è nemmeno chiaro quando il Ris dell'epoca, comandato dall'allora colonnello Luciano Garofano abbia chiesto quel profilo, che non risulta accompagnato da mail di richiesta o risposta. Né su quali materiali" sia stato redatto il profilo di Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio del 13 agosto 2007. Una valutazione che per legge non può entrare in un processo, così come non entrerà nell'eventuale processo su Sempio la consulenza del Racis o quella interrotta - di fronte al rifiuto di Sempio di sostenere un colloquio - dello psichiatra Roberto Catanesi. 

5 ott 2026

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