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Ascolti tv, 20 ottobre: testa a testa tra Stefano De Martino e Gerry Scotti

(Adnkronos) - La fiction 'Tutto l’Amore che Resta', in onda su Rai1, è stato il programma più visto del prime time con 2.757.000 spettatori ed il 15.3% di share. Subito dietro 'Zelig 30' su Canale 5, con 1.802.000 spettatori e il 14.8% di share. Ottimo terzo posto per 'DiMartedì' su La7, con 1.640.000 spettatori e il 10.7% di share (548.000 spettatori e il 9% nella parte finale chiamata DiMartedì Più).  

A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: 'Verità Nascoste' su Rete4 (presentazione 1.102.000 spettatori, share 5.4%, programma 1.021.000 spettatori, share 8.5%), 'Aftermath – In trappola' su Italia1 (852.000 spettatori, share 4.9%), 'X Factor' su Tv8 (769.000 spettatori, share 5.9%), 'Filorosso' su Rai3 (presentazione 432.000 spettatori, share 2.2%, programma 379.000 spettatori, share 2.8%), 'Negramaro - Una storia ancora semplice' su Rai2 (presentazione 377.000 spettatori, share 1.9%, programma 355.000 spettatori, share 2.5%), 'Alive – I Sopravvissuti delle Ande' sul Nove (189.000 spettatori, share 1.3%).  

In access prime time, testa a testa tra Stefano De Martino e Gerry Scotti: su Rai1, dopo 'Cinque Minuti' (4.309.000 spettatori, share 21.6%), 'Affari Tuoi' ha ottenuto 4.479.000 spettatori con il 21.3% di share; su Canale5, dopo 'Gira La Ruota della Fortuna' (3.738.000 spettatori, share 18.4%), 'La Ruota della Fortuna' ha registrato 4.513.000 spettatori con il 21.6% di share. Nella stessa fascia, molto bene su La7 'Otto e Mezzo' con 1.828.000 spettatori e l'8.7% di share. 

21 ott 2026

Brooklyn Beckham prepara spaghetti all'arrabbiata, ma i social lo 'bocciano'

21 ott 2026

Grimaldi (Anmco): "Scompenso un’epidemia, serve continuità ospedale-territorio"

(Adnkronos) - "I problemi cardiovascolari sono la prima causa di morte, ma anche la prima causa di invalidità, dato che l’ictus cerebrale è a esse collegato. Nel caso dello scompenso cardiaco parliamo di epidemia perché interessa circa l’1,5 % della popolazione. In Italia ci sono circa 800-900 mila casi, ma considerando che l’incidenza aumenta all’aumentare dell’età, con l’invecchiamento della popolazione, i numeri sono destinati ad aumentare sempre di più. La longevità aumenta, ma non siamo stati ancora in grado di spostare le malattie cardiovascolari più avanti negli anni e quindi abbiamo più persone che si ammalano di cuore e che poi tendono allo scompenso". Lo ha detto Massimo Grimaldi, presidente Anmco-l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, sottolineando che, come società scientifica, "da sempre, cerchiamo di ottimizzare i percorsi ospedalieri per i pazienti con scompenso e di sensibilizzare sulla patologia che, purtroppo, non è meno grave di un tumore". 

Ultimamente "stiamo puntando molto sulla continuità assistenziale anche dopo la fase acuta, per garantire la continuità delle cure tra ospedale e cardiologia territoriale - chiarisce Grimaldi - Facciamo inoltre una continua analisi della qualità delle cure in Italia. In uno studio che abbiamo recentemente condotto - Bring-up Scompenso - con la Fondazione Anmco per il Tuo cuore Ets abbiamo visto che i pazienti seguiti dai reparti ospedalieri cardiologici italiani, in un’altissima percentuale di casi, hanno a disposizione tutti e quattro i farmaci fondamentali per lo scompenso e alle dosi adeguate. Rispetto alle altre medie europee, la percentuale di pazienti con terapie adeguate e a target di dosaggi è davvero molto buona nella nostra realtà ospedaliera. Il problema è poi continuare a seguire questi pazienti sul territorio".  

Si tratta di pazienti "spesso complessi - precisa l'esperto - che hanno bisogno di una vera presa in carico, di una continuità fra i centri ospedalieri, la cardiologia ambulatoriale e i medici di medicina generale. In alcuni casi anche le riabilitazioni possono giocare un ruolo molto importante. Tutte le strutture che presidiano il territorio sono importanti, a partire dai medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali, ancora meglio se sono uniti in un’unica sede fisica, che è quella della Casa della comunità". 

 

Il concetto di presa in carico "funziona se il paziente viene seguito nel tempo - rimarca Grimaldi - Le terapie infatti evolvono, ma vanno anche adeguate al soggetto e nel tempo i dosaggi possono anche cambiare in ordine a variazioni pressorie, perdita di peso, insorgenza di nuovi problemi come il diabete o l’insufficienza renale. Lo scompenso si caratterizza per il fatto che il soggetto inizia ad avere un’incapacità a svolgere le normali funzioni della sua vita perché insorge affanno - illustra il presidente Anmco - In base al livello di sforzo in cui insorge la dispnea, si classifica lo scompenso in quattro categorie, secondo quella che si chiama classe New York Heart Association. La prima classe è assenza di dispnea, la seconda è per sforzi moderati-intensi, come salire le scale o camminare a passo molto svelto, la terza è dispnea per sforzi lievi, quindi camminare a passo normale, e la quarta è dispnea a riposo". 

È importante "sensibilizzare la popolazione. Molti hanno il terrore del tumore, ma ancora oggi si muore di più e si diventa più invalidi per le malattie di cuore: purtroppo non è una malattia meno grave. Iniziative come 'Fism for People' hanno un grande valore", afferma Grimaldi riferendosi alla tappa di Cagliari dell’iniziativa promossa dalla Federazione delle società medico-scientifiche italiane per portare la prevenzione sempre più vicino ai cittadini attraverso un modello di sanità di prossimità. 

"La prevenzione dovrebbe essere una prevenzione a tutto tondo. Invece, abbiamo degli screening gratuiti nei Lea per il tumore della mammella, il carcinoma del colon-retto, ma non abbiamo nessuno screening gratuito di patologia cardiovascolare, che è molto più frequente e, in molti casi, anche più letale. Dovremmo fare innanzitutto gli screening per i fattori di rischio noti e poi un elettrocardiogramma che può fornire tante informazioni utili a individuare precocemente alcune patologie. Oggi c’è anche l’intelligenza artificiale, che ha potenziato molto il potere di diagnosi dell’Ecg". Le iniziative "di sensibilizzazione sul territorio - conclude - invitano la popolazione a prendersi cura del proprio cuore, prima che si manifesti la malattia perché, quanto più precocemente adottiamo corretti stili di vita, corretta alimentazione e quanto prima trattiamo i fattori di rischio, tanto maggiore è la nostra possibilità di incidere sulla salute. Ogni cittadino dovrebbe prestare attenzione alla propria salute, informarsi e prendere le dovute precauzioni". 

21 ott 2026

Ballando, Anna Safroncik chiede scusa: "Mi hanno scritto cose orribili, non sono abituata a sbagliare"

(Adnkronos) - Anna Safroncik ritorna sui suoi passi e chiede scusa dopo aver accusato in diretta a Ballando con le stelle il maestro di ballo, Leonardo Lini, di non averla supportata come lei avrebbe voluto. In lacrime, la conduttrice del dance show nel salotto di 'Ballando segreto' prova a raccontare cosa le sia accaduto in puntata, quando ha vissuto come un blackout non ricordando più i passi della coreografia.  

A influenzare, oltre allo stress accumulato in settimana, anche la presenza della mamma tra il pubblico: "Come i bambini al saggio di fine anno, l'ho vista e mi sono bloccata per un secondo, perdendo poi tutta la coreografia". Poi si corregge, "tutta no, grazie a Leonardo l'abbiamo ripresa però quel secondo di passi mi ha fatto saltare la performance e da quel momento non ho capito più nulla". Un momento che ancora oggi la mette in difficoltà: " È stato terribile. Io non sbaglio mai e non posso permettermi di sbagliare . Poi me la sono presa con lui", dice l'attrice indicando il suo maestro di ballo. "Ma io volevo morire piuttosto che bloccarmi così, giuro io non ho mai sbagliato, ho mai avuto un commento negativo in 30 anni di carriera. Ho sbagliato una volta e mi hanno massacrato", racconta Safroncik, con la voce rotta dal pianto. "Mi hanno scritto delle cose orribili", aggiunge per essere poi fermata di Milly Carlucci. La padrona di casa l'ha consolata, aiutandola a razionalizzare quanto accaduto: "Non sei un robot, sei una donna di carne e ossa". L'attrice ribadisce la sua posizione: "Ho fatto dirette su dirette, ma non mi era mai successo". "Mi sono sentita di aver tradito lui, perché ho sbagliato un ballo meraviglioso e me la sono presa con lui. Io sono spaventata dall'errore ma è un percorso che voglio fare e che voglio affrontare", afferma Safroncik.  

Al suo fianco, Leonardo Lini: "Le prove generali erano andate molto bene. Tra di noi ci sono stati parecchi battibecchi, ma anche con la giuria", dice il maestro di ballo, ammettendo di essere dispiaciuto, "ma andiamo avanti, le cose si risolveranno". Il ballerino è fiducioso: "Ha vissuto un'emozione particolare e non ricapiterà".  

21 ott 2026

Ieg è tra i primi 20 organizzatori fieristici al mondo

(Adnkronos) - Italian Exhibition Group (Ieg) è l’unica società italiana nella classifica Grant Thornton Stax che individua e analizza i 20 top player mondiali del settore fieristico. Questa nota e ambitissima classifica è basata sul fatturato esclusivamente prodotto dalle manifestazioni organizzate direttamente dai player. Grant Thornton Stax, ha sede a Boston ed è una prestigiosa realtà di consulenza strategica globale specializzata in società di private equity, società sostenute da Pe, hedge fund e banche di investimento. 

Corrado Peraboni, ad di Italian Exhibition Group ha sottolineato che ''Un risultato che conferma la costante crescita del gruppo ed il suo radicamento internazionale. Non è un caso che il nostro è il gruppo italiano con la maggiore quota di fatturato estero consolidato e l’elemento che considero più importante è la costanza. Essendo da diversi anni in questo ranking, il significato è la costante presenza di Ieg ai vertici internazionali.” Giova sottolineare che la crescita non sta mortificando la redditività: il focus non è solo sulla crescita ma guarda alla creazione di valore per i territori, gli azionisti e le aziende che serviamo con le nostre fiere.” 

Tra gli altri top player della classifica appaiono anche partner industriali o commerciali di Ieg. A partire da Informa Markets, leader globale del settore, che si piazza al primo posto ed è partner di Ieg con Jgt Dubai per la filiera dell’oro e del gioiello che in Italia e in Europa ha la sua massima espressione in Vicenzaoro. Inoltre, Informa Markets organizzerà nel quartiere fieristico di Rimini, in contemporanea a Macfrut, Growtech Europe 2027 sulle tecnologie pre-raccolta in agricoltura. Nella classifica di Grant Thornton Stax anche Nürnberg Messe, ospite nel quartiere fieristico di Vicenza di Ieg per Focus on Pcb. E ancora, Deutsche Messe, partner di Ieg per Ecomondo Mexico e la collaborazione per Electricity Transformation Canada. 

21 ott 2026

Miastenia gravis, il documentario 'Despite Everything' finalista al Paladino d'Oro

(Adnkronos) - La miastenia gravis sarà una delle protagoniste della 46esima edizione del Paladino d’Oro, il più antico festival nel mondo del cinema sportivo. Il documentario 'Despite Everything' (Nonostante Tutto) è stato selezionato tra i finalisti del Festival che si terrà a Palermo dal 1 al 7 dicembre. La pellicola - che vuole dare voce all’esperienza di una persona che vive con la malattia neuromuscolare - è nata da un’idea di 'Dare to Move', una campagna internazionale di sensibilizzazione e attivazione sulla disabilita motoria. La paziente si chiama Ilaria e offre la sua testimonianza sulla 'disabilità invisibile' indotta dalla patologia rara. Al centro del documentario vi sono l’impatto della miastenia gravis sulla quotidianità e le sfide che i pazienti affrontano per preservare la propria autonomia. Tra queste vi sono la libertà di muoversi, di partecipare alla vita familiare e sociale, di coltivare relazioni e interessi ma anche le rinunce che la malattia impone. La libertà di movimento va oltre la dimensione fisica e rappresenta un presupposto fondamentale per l’indipendenza della persona, l’inclusione sociale e la qualità della vita.  

La storia di Ilaria - informa una nota - racconta proprio il valore della mobilità come strumento di autonomia e partecipazione. La protagonista ha trovato proprio nello sport una straordinaria opportunità di realizzazione personale. Ha dimostrato quanto la possibilità di continuare a vivere attivamente le proprie relazioni e passioni sia importante, anche per chi convive con una malattia cronica. Il Paladino d’Oro è stato presentato nei giorni scorsi alla Camera alla presenza di rappresentanti istituzionali nazionali (tra cui il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi), personalità del cinema ed esponenti del mondo dello sport. 

La miastenia gravis - dettaglia la nota - è una patologia rara autoimmune di cui non si conoscono ancora bene la cause. Si calcola colpisca più di 15mila uomini e donne solo nel nostro Paese. Si caratterizza da una forte debolezza muscolare e quindi affaticabilità che possono può rendere molto difficile svolgere le normali attività quotidiane. "E’ una malattia di cui si parla ancora poco e soprattutto non vengono mai messe al centro dell’attenzione le numerose difficoltà dei pazienti - sottolinea Fabrizio Celia, General manager Argenx Italia che ha reso possibile il documentario Despite Everything -. Il cinema può essere un mezzo di comunicazione molto efficace per far luce su esperienze che spesso rimangono invisibili. Inoltre aiuta a stimolare l’intera società ad una riflessione più ampia su certi temi. Preservare la mobilità significa soltanto migliorare la vita del paziente e anche ridurre la dipendenza dai familiari. La persona può così mantenere il proprio ruolo nella famiglia e nella società. Per questo abbiamo deciso di sostenere la realizzazione del documentario 'Despite Everything'. La presentazione in una sede istituzionale ci fa sperare che stia crescendo la consapevolezza di un messaggio fondamentale: per le persone con miastenia gravis, mobilità significa indipendenza, qualità della vita e piena partecipazione alla società". 

21 ott 2026

In menopausa 17 mln donne, esperti: "Basta stigma, ora politiche di tutela salute femminile"

(Adnkronos) - In Italia si stima che le donne in menopausa siano circa 17 milioni, eppure questo momento – della durata di circa un terzo della vita femminile – è ancora vittima di pregiudizi e stigma. Riconoscere il climaterio come uno snodo centrale dell’esistenza, che intreccia salute pubblica, parità di genere nei luoghi di lavoro, benessere psicologico e politiche di longevità, è l’obiettivo dell’incontro 'Menopausa: salute, lavoro, diritti e futuro delle donne', che si è svolto all’Università degli Studi di Milano. L’incontro, promosso da SalusHub, è stato l’occasione per avviare un dialogo tra clinici, comunità accademica e cittadini sulla necessità di uno sguardo più attento e di politiche sociosanitarie rivolte alle donne over 50. 

"Come università pubblica sentiamo una responsabilità particolare rispetto a questi temi perché la Statale di Milano è da sempre in prima linea nel promuovere una cultura che valorizzi ogni fase della vita biologica e sociale delle persone – spiega Marina Marzia Brambilla, Rettrice dell’Università degli Studi di Milano –. La nostra missione non si esaurisce nella produzione e nella trasmissione della conoscenza: siamo chiamati a contribuire alla costruzione di una società più equa, inclusiva e capace di valorizzare la libera espressione di ogni persona in tutte le fasi della propria esistenza".  

"La menopausa non deve essere considerata un sinonimo di malattia o di declino, ma una tappa naturale della vita che merita piena tutela e salute – dichiara Alessandra Kustermann, ginecologa e presidente dell’Associazione Svs Donna Aiuta Donna –. Il quadro endocrinologico rende necessaria una maggiore attenzione verso l'apparato cardiovascolare, la salute ossea e il metabolismo, ma oggi abbiamo a disposizione efficaci strumenti diagnostici e di prevenzione primaria. È importante garantire a ogni donna il diritto di vivere questa stagione in completo benessere, sia fisico che psicologico".  

 

Ampio spazio è stato dedicato anche al costo sociale ed economico causato da una mancata attenzione verso la menopausa nei contesti professionali, all'impatto sulla leadership femminile e alle ripercussioni sulla salute mentale, tema al centro dell'attenzione nel mese dedicato alla prevenzione e al benessere psicologico. "Per troppo tempo la menopausa è stata considerata una questione privata, da affrontare in silenzio – aggiunge Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano –. Ma quando una fase naturale della vita diventa motivo di stigma, di difficoltà nell’accesso alle opportunità, siamo di fronte a una questione che riguarda tutta la società. Parlare di menopausa significa quindi parlare di salute, ma anche di diritti, lavoro e disuguaglianze. Significa riconoscere bisogni che troppo spesso sono rimasti invisibili e assumersi, come istituzioni, la responsabilità di dare risposte. Perché una città che vuole essere davvero inclusiva deve sapersi prendere cura delle persone in ogni fase della loro vita, senza lasciare che siano i pregiudizi o le condizioni sociali a determinare le possibilità di stare bene".  

Per parlare di menopausa oggi è necessario utilizzare i vocaboli più corretti, in grado di scardinare le false credenze. Per favorire la diffusione di queste “buone pratiche” è stato recentemente pubblicato il volume M come Menopausa, con autrici Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni ed edito da Cairo. 

"Per trasformare la percezione collettiva è indispensabile partire dalla consapevolezza culturale e dall'importanza di usare le parole giuste – conclude Raffaella Cesaroni, giornalista di SkyTG24 e co-autrice del libro –. Troppo spesso il linguaggio utilizzato ha alimentato pregiudizi e narrazioni errate, dando spazio a un immaginario femminile che non rende giustizia al grande valore insito in questa fase ricchissima della vita. Con il nostro libro abbiamo voluto costruire un vero e proprio dizionario per offrire una chiave di lettura chiara, accurata e priva di stereotipi, offrendo alle donne e alla società gli strumenti linguistici per raccontare la menopausa in modo aperto e consapevole".  

21 ott 2026

Roma-Slovan Bratislava, scontri tra polizia e tifosi nel settore ospiti

21 ott 2026

Mario Draghi: "Le proteste dei giovani? Hanno la sensazione che nessuno li ascolti"

(Adnkronos) - Le manifestazioni giovanili, spesso sfociate in atti violenti, in Francia come in Italia "hanno motivazioni differenti" ma "c'è un elemento che accomuna" questi paesi è cioè "il fatto che, l'anno prossimo, si terranno delle elezioni di estrema importanza". Lo afferma l'ex premier Mario Draghi in un'intervista a Bloomberg per un podcast registrato in occasione di un evento a New York spiegando che però "questa è, per così dire, solo la cornice". 

"La spiegazione più solida risiede, a mio avviso, nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti. La maggior parte delle persone - ricorda - desidera crescita e giustizia sociale – o meglio, una crescita accompagnata da giustizia sociale. Per i giovani, la giustizia sociale si traduce in giustizia intergenerazionale". 

"E quando la crescita viene a mancare - osserva - diventa molto difficile garantire tutto ciò e questo genera ansia". 

 

Per Draghi "si percepisce un blocco nelle dinamiche sociali, si ha la sensazione di non riuscire a trovare facilmente un lavoro. I giovani percepiscono una società in rapidissima trasformazione tecnologica e si sentono impreparati ad affrontarla". 

E sullo sfondo, ricorda, "a questo si aggiungono altre circostanze" quali "il ruolo di determinati attori politici" che giocano sulle dinamiche di massa, sugli scontri e sulla violenza "che va condannata in ogni circostanza". "Fattori che però - conclude - agiscono più come amplificatori che come vere e proprie spiegazioni". 

21 ott 2026

Magi (Sumai): "Potenziare la specialistica per rafforzare presa in carico sul territorio"

(Adnkronos) - Non solo strutture e strumenti, ma professionisti coinvolti nella programmazione, nell’organizzazione e nella gestione dei percorsi di cura: è su questo terreno che si gioca l’attuazione della riforma della sanità territoriale. Le Case di comunità sono chiamate a dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini e a rafforzare la presa in carico sul territorio, in particolare dei pazienti cronici, evitando che l’ospedale diventi il punto di riferimento per esigenze che possono trovare risposta nei servizi di prossimità. In questo percorso, il contributo degli specialisti ambulatoriali è stato al centro della tavola rotonda "La riforma della sanità territoriale senza gli specialisti ambulatoriali rischia di fallire", nell’ambito del 58esimo congresso nazionale Sumai Assoprof, in corso all’Ergife Palace Hotel di Roma.  

Il confronto ha messo a fuoco il passaggio dalla realizzazione delle strutture alla loro operatività: dalla partecipazione degli specialisti ai percorsi diagnostici e assistenziali alla centralità dei professionisti nelle Case e negli Ospedali di comunità, fino al ruolo della contrattazione. Un filo conduttore lega gli interventi: rafforzare la specialistica territoriale per rendere concreta la presa in carico e mettere gli ospedali nelle condizioni di svolgere meglio il proprio compito. A partire da questa esigenza - informa una nota - il coinvolgimento degli specialisti deve tradursi in una partecipazione concreta alla definizione dei percorsi assistenziali, come sottolineato da Antonino Trimarchi, presidente di Card Italia: "Chiamarli protagonisti significa che sono partecipi della programmazione, dell’organizzazione e della gestione dei percorsi diagnostici assistenziali che passeranno attraverso le Case della Comunità". 

Dalla partecipazione ai percorsi di cura all’operatività delle strutture, il tema resta quello dei professionisti chiamati a dare concretezza alla riforma. Su questo punto ha richiamato l’attenzione Francesco Zaffini, presidente della X Commissione Sanità, Lavoro, Previdenza e Affari sociali del Senato: "A partire dal 2027 il tema cambia completamente: la priorità diventa quella dei professionisti che devono far funzionare le Case e gli Ospedali di comunità. La sanità la fanno le persone che ci lavorano dentro, non le macchine, i muri o gli strumenti".  

 

La centralità dei professionisti si traduce, a sua volta, nella capacità delle nuove strutture di rispondere ai bisogni dei cittadini e di rafforzare il raccordo tra territorio e ospedale. E' su questa funzione delle Case di comunità che si è soffermato Andrea Costa, esperto per le strategie di attuazione del Pnrr per il ministero della Salute: "Gli specialisti - ha detto - possono dare un contributo fondamentale e le Case di comunità devono rappresentare un pilastro per creare un filtro sul territorio, mettendo gli ospedali nelle condizioni di operare meglio e garantendo ai cittadini risposte ai loro bisogni di salute". 

Accanto al ruolo della specialistica nell’organizzazione dei servizi, il confronto affronta anche il piano contrattuale, portando l’attenzione sulle questioni da discutere con le organizzazioni sindacali. Su questo versante, Marco Caroli, coordinatore della Sisac, ha invece ribadito: "Da parte nostra c’è sempre la massima disponibilità ad affrontare tutti gli argomenti che le organizzazioni sindacali pongono al tavolo". 

Dal confronto sull’organizzazione dei servizi a quello contrattuale - conclude la nota - il punto di arrivo resta la risposta ai bisogni del paziente. È a questo obiettivo che riconduce gli interventi, in chiusura, Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, richiamando la funzione della specialistica ambulatoriale nella presa in carico sul territorio e nel ridurre la necessità di rivolgersi all’ospedale. Il rilancio della specialistica diventa così il filo che tiene insieme il ruolo dei professionisti e il rafforzamento dei servizi di prossimità, a partire da un ambito che negli anni è stato trascurato: "Il lavoro degli specialisti è fondamentale perché consente di prendere in carico il paziente sul territorio, evitando che debba arrivare in ospedale. È un indicatore concreto dell’importanza della specialistica, che negli anni è stata un po’ abbandonata e che oggi dobbiamo rilanciare e potenziare". 

21 ott 2026

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