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20 ago 2026

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20 ago 2026

Jova Summer Party, data di Barletta verrà recuperata l'8 settembre a Bari

(Adnkronos) - "La data del Jova Summer Party prevista a Barletta lo scorso 17 agosto verrà recuperata a Bari il prossimo 8 settembre alla Darsena Marisabella". Lo comunica in un post social l'organizzatore dell'evento Trindet Music. "I biglietti emessi per la data di Barletta restano validi per il nuovo appuntamento di Bari". Mentre "chi desidera avere il rimborso e ha acquistato il biglietto online o presso i punti vendita potrà fare richiesta direttamente sulle piattaforme di riferimento di TicketOne, Ticketmaster e ciaotickets".  

I biglietti potranno essere rimborsati a partire dalle 16 del 20 agosto alle ore 23:59 del 3 settembre. "Dopo questa data i biglietti non potranno più essere rimborsati". Trindent Music ringrazia poi "l'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale per la totale disponibilità e per l’assistenza, che ci ha permesso di poter riprogrammare questa nuova data in tempi rapidissimi". 

Il concerto di Jovanotti del 17 agosto a Barletta era stato annullato la scorsa settimana dopo il parere negativo della Commissione di Vigilanza, basato sulle rilevazioni Arpa che hanno individuato presenza di amianto nell'area dell'ex cartiera, venue scelta per la tappa pugliese del Jova Summer Party. La Asl aveva giudicato il sito non idoneo. Il sindaco Cosimo Cannito si era detto amareggiato, precisando di non aver avuto alcuna responsabilità sulla decisione.  

"C'è una disposizione di legge - aveva dichiarato l'artista in un video social - perché pare che abbiano trovato alcuni frammenti di amianto nel terreno circostante, dove avremmo dovuto essere noi, e quindi la Asl ha deliberato che non si può suonare in quel posto. Per me la sicurezza del pubblico è sempre la primissima cosa e, quindi, mi rimetto alla legge".  

L'artista aveva poi tagliato corto anche su possibili retroscena ("Mi arrivano voci che c'è uno scontro politico locale, ma io questo non lo so") ed aveva espresso la sua amarezza per i fan: "Prendo atto con grandissimo dispiacere, perché so quanti di voi hanno prenotato alberghi. E' un disagio e mi dispiace tantissimo. Mi dispiace per il mio pubblico, mi dispiace per le persone che avevano deciso di esserci, tantissime".  

20 ago 2026

Melania Trump torna in pubblico dopo un mese: il nuovo progetto e la risposta alle critiche

(Adnkronos) - Melania Trump riapparire in pubblico dopo un'assenza di oltre un mese che ha fatto parecchio discutere negli Stati Uniti. La First Lady, che non appariva in pubblico dalla finale dei Mondiali di calcio del 19 luglio in New Jersey, partecipa alle 16 (le 22 in Italia) insieme al presidente Donald Trump a un evento nel Rose Garden della Casa Bianca, dove i piloti dell'IndyCar le consegneranno un casco commemorativo alla viglia del Freedom 250 Grand Prix di Washington. Il casco, realizzato con i colori rosso, bianco e blu della bandiera Usa e la scritta 'Melania Be Best Fostering the Future', è un riconoscimento per il suo impegno con l'iniziativa Be Best con cui dal 2018 sostiene la lotta al cyberbullismo.  

L'appuntamente arriva dopo settimane di interrogativi sulla ridotta presenza pubblica della moglie di Trump. Secondo i media americani, Melania è apparsa soltanto 38 giorni nei primi sette mesi del 2026 e nelle ultime settimane ha saltato diversi appuntamenti importanti, tra cui il funerale del senatore Lindsey Graham e la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Alle critiche ha replicato il consigliere senior di Melania, Marc Beckman: "Questa First Lady punta ai risultati, non all'immagine".  

Proprio nei giorni scorsi, il suo ufficio ha annunciato il ricongiungimento del 34esimo bambino separato dalla propria famiglia a causa della guerra tra Russia e Ucraina, nell'ambito dell'iniziativa avviata dopo la lettera personale inviata da Melania al presidente russo Vladimir Putin nell'agosto 2025. 

Durante l'evento alla Casa Bianca, Melania annuncerà inoltre IndyCar e Fox Sports come sponsor di borse di studio alla Indiana University e alla Purdue University nell'ambito di Fostering the Future, programma dedicato ai giovani che lasciano il sistema di affidamento. L'iniziativa è alla base anche del Fostering the Future Act, approvato a maggio dalla Camera con sostegno bipartisan e ora all'esame del Senato. Secondo Beckman, la First Lady sta lavorando in prima persona dietro le quinte per ottenere un voto, arrivando a contattare il leader della maggioranza repubblicana al Senato John Thune. 

20 ago 2026

Emergenza climatica, Legambiente: "Ghiacciai delle Alpi francesi a rischio: perso il 35% del volume dal 2000”

(Adnkronos) - Anche sulle Alpi francesi la crisi climatica corre veloce: nevica sempre di meno e i ghiacciai sono in forte sofferenza. A fare il punto è Carovana dei ghiacciai 2026, la campagna internazionale di Legambiente che monitora i ghiacciai alpini all'estero e in Italia, in collaborazione con Cipra Italia e con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, partner Frosta Italia. La settima edizione si è aperta proprio in Francia, dove dal 2000 i grandi giganti bianchi hanno perso circa il 35% del loro volume complessivo. Un'agonia che non risparmia neanche i ghiacciai oltre i 3000 metri, come la Grande Motte, nel comprensorio di Tignes e nel cuore del Parco nazionale della Vanoise, che ha perso l'intera copertura nevosa necessaria per alimentarsi. 

Osservato speciale della tappa francese, il ghiacciaio della Grande Motte – secondo i dati dell'Inrae‑Groupe de Glaciologie – dal 1982 a oggi si è ridotto del 70% di volume e del 30% di area. La superficie appare a tratti annerita con crepacci diffusi, e la fusione alimenta un lago glaciale, il 'Lac de Rosolin', formatosi poco più sotto alla base del ghiacciaio. Il lago è monitorato dal 2019 e si è intervenuti più volte per abbassarne il livello: nel 2023 conteneva 150mila metri cubi d’acqua, oggi ridotti a 50mila per contenere il rischio di uno svuotamento improvviso verso la stazione di Tignes. 

Il caso del Lac de Rosolin è un esempio concreto di cosa significhi governare un territorio che cambia. Il Comune di Tignes, insieme ai servizi dello Stato, all'Onf‑Rtn e agli enti scientifici, monitora il lago e interviene per ridurne il volume e mitigare il rischio di piene improvvise. Fino a pochi anni fa a Tignes si sciava tutto l'anno; oggi si deve fare i conti con la fusione accelerata del ghiacciaio, l'aumento delle temperature e la gestione di una nuova risorsa, il lago glaciale. Un tema su cui la Francia sta lavorando molto, con diversi progetti scientifici dedicati. 

Da questa prima tappa francese, la Carovana dei ghiacciai rilancia la necessità di una pianificazione territoriale che tenga conto della crisi climatica, di una governance europea dei giganti bianchi, di politiche di mitigazione e adattamento e del riconoscimento dei ghiacciai come beni comuni, inseriti in sistemi ecologici, idrologici e territoriali interdipendenti.  

 

 

"Le Alpi, a causa della crisi climatica, stanno cambiando, diventando sempre più fragili e instabili - ha dichiarato Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente Cipra Italia -. Aumentano i rischi in quota e a valle, cambia il turismo e nascono nuovi ecosistemi che prendono vita dal ghiacciaio che arretra. È urgente passare da una pianificazione della stabilità a una del cambiamento, messaggio che rilanciamo in questa prima tappa francese e che è al centro della nostra piattaforma 'Governare le Alpi'. Allo stesso tempo è fondamentale che le Alpi e i ghiacciai diventino beni comuni. La Francia sta già dando un buon esempio nella gestione del rischio, come dimostra il caso del lago glaciale: l'Italia faccia altrettanto". 

Il vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana e professore all’Università di Torino Marco Giardino evidenzia come il Lac de Rosolin sia un lago glaciale, creato dal ritiro della Grande Motte: "Per contenere il rischio di improvviso svuotamento del bacino e di piene, sono stati effettuati studi mirati ad abbassare il livello del lago attraverso condotti sopra e dentro il ghiacciaio, sfruttando anche la natura carsica del substrato roccioso. Un patrimonio di conoscenze prezioso per gestire la transizione ecologica in un territorio di grande interesse naturalistico, turistico e sportivo”. 

La Carovana ha visitato anche la Riserva Naturale della Grande Sassière, una delle aree del progetto Waterwise, cofinanziato dall’Unione Europea tramite il programma Interreg Alpine Space, di cui Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta è partner. La collaborazione mette in relazione il monitoraggio dei ghiacciai con la necessità di comprendere come il loro ritiro incida sulle risorse idriche, sugli ecosistemi e sulle comunità alpine.  

Dopo la tappa francese, Carovana dei ghiacciai 2026 arriverà in Italia sul versante del Monte Bianco, in Valle d’Aosta, dal 20 al 24 agosto, per osservare i ghiacciai del Miage e di Planpincieux. Poi proseguirà verso la Lombardia (24‑26 agosto) sul ghiacciaio dei Forni, il Friuli‑Venezia Giulia (26‑29 agosto) sul Montasio, e infine il Piemonte (31 agosto‑3 settembre) sul ghiacciaio di Coolidge‑Monviso. 

 

 

 

20 ago 2026

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20 ago 2026

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20 ago 2026

Mps, in corso il Cda: sul tavolo la (difficile) doppia mossa difensiva di Lovaglio contro l’Opas di Intesa

(Adnkronos) - È ancora in corso il consiglio di amministrazione di Mps, iniziato questa mattina alle 9. Sul tavolo c’è la strategia elaborata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo. Al centro del progetto ci sarebbero due operazioni: un’Ops totalitaria su Banco Bpm e un’operazione, più articolata, su Banca Generali. La prima ipotesi prevede dunque un’offerta pubblica di scambio sulla totalità del capitale di Banco Bpm. Un’operazione che, tuttavia, presenta già un primo nodo: la posizione di Crédit Agricole, principale azionista di Banco Bpm, che - stando a quanto apprende AdnKronos da fonti finanziarie - almeno finora si sarebbe continuato a mostrare fredda rispetto a un’ipotesi di aggregazione. 

Più complesso, sul piano societario e strategico, il dossier Banca Generali. Lo schema allo studio, secondo le stesse fonti, partirebbe dallo scambio tra la partecipazione del 13,32% detenuta da Mps in Generali e il 50,17% di Banca Generali controllato dal Leone di Trieste. A seguire, spiegano le stesse, Mps lancerebbe un’offerta sul capitale restante di Banca Generali, con l’obiettivo di arrivare al delisting. Un'impostazione che presenta alcune analogie con il progetto studiato nel 2025 dall’allora amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel.  

E proprio la partecipazione del 13,32% in Generali rappresenta uno dei punti più delicati dell’operazione Mps. "Ci sono passivity rule, autorizzazioni e delicati equilibri azionari", spiegano altre fonti finanziarie all'agenzia di stampa. Una serie di vincoli, dicono, che renderebbe tutt’altro che lineare l’utilizzo della quota come leva finanziaria e strategica per conquistare Banca Generali. 

 

 

Ma c’è un secondo elemento, forse ancora più importante, che riguarda direttamente Banca Generali. La società oggi non è più soltanto una rete distributiva da integrare in un gruppo bancario più grande. Sotto la guida dell’amministratore delegato Gian Maria Mossa, il gruppo ha ampliato progressivamente il proprio modello, puntando ad affiancare al private banking attività rivolte agli imprenditori, capital market e asset management. 

L’acquisizione di Intermonte si inserisce proprio in questa strategia di crescita e diversificazione. Più recentemente, il progetto PMI2Change ha combinato l’indice Intermonte Valore Italia con un Etf attivo PIR-compliant, prevedendo un impegno iniziale di 100 milioni di euro e un obiettivo di crescita fino a 500 milioni nel medio termine. 

"Questo rende Mossa, a mio avviso, un elemento centrale nella valutazione dell’operazione", osserva all'AdnKronos Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance presso Sda Bocconi. "Se Mps comprasse Banca Generali semplicemente per aggiungere masse, rete e commissioni, rischierebbe di danneggiare proprio uno degli asset immateriali più importanti della società: management, consulenti e capacità di innovazione". Per Calcaterra, quindi, "una combinazione convincente dovrebbe probabilmente preservare un’elevata autonomia operativa di Banca Generali e valorizzare Mossa e il suo management". 

 

 

Una valutazione che trova riscontro anche nell’andamento del titolo. Banca Generali ha guadagnato circa il 20% dall’inizio dell’anno e il 34% negli ultimi dodici mesi, superando quota 60 euro a metà giugno. Durante l’Ops di Mediobanca, nel 2025, il titolo viaggiava invece intorno ai 50 euro. E dall’arrivo di Mossa alla guida della società, nel 2013, la performance supera il 450%. 

Numeri che aiutano a spiegare perché l’eventuale cessione della partecipazione di controllo da parte di Generali non sarebbe una scelta scontata. "Perché mai Generali dovrebbe decidere di disfarsene?", osserva una fonte finanziaria ben informata all'AdnKronos. Il precedente, del resto, è recente: anche un anno fa, quando Mediobanca tentò la propria sortita su Banca Generali, il Leone di Trieste decise di mantenere la presa sulla controllata.  

Per Mps, dunque, la partita non sarebbe soltanto quella di costruire un’operazione difensiva contro Intesa Sanpaolo. Sia Banco Bpm sia, soprattutto, Banca Generali presentano ostacoli societari, autorizzativi e industriali. E nel caso di Banca Generali la vera sfida sarebbe dimostrare che l’operazione può creare valore senza smontare proprio quel modello di crescita che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare la società. (di Andrea Persili) 

20 ago 2026

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20 ago 2026

Romania, caccia distrugge drone marino carico di esplosivi. Bucarest: "Inviato da Mosca"

(Adnkronos) - Un caccia F-16 romeno ha distrutto un drone marino a poche centinaia di metri dal giacimento di gas offshore Neptun Deep nelle acque romene del Mar Nero. Lo ha reso noto via social il ministro della Difesa romeno, Radu Mirta, aggiungendo che il drone era "carico di esplosivi". 

Il presidente romeno Nicusor Dan ha attribuito alla Russia la responsabilità dell'invio del drone, condannando "fermamente" Mosca, in un post sui social, per "l'escalation di tali incidenti irresponsabili". 

L'incidente è l'ultimo di una serie che ha interessato il Paese Nato al confine con l'Ucraina. Di recente le forze alleate hanno abbattuto quattro droni aerei in Romania, con l'ultimo incidente avvenuto lo scorso fine settimana, e Bucarest oggi ha segnalato lo schianto di un altro drone aereo in seguito agli attacchi russi contro l'Ucraina, avvenuto in un'area disabitata a quattro chilometri a nord-est del villaggio di Grindu, nella Romania orientale, vicino al confine. 

"È in corso una crescente campagna di minacce che sta destabilizzando i nostri cittadini e punta a dividere la nostra Ue. Questa è una guerra ibrida", ha dichiarato via social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "La missione fondativa della nostra Ue è preservare la pace. Oggi questo significa anche avere la capacità di scoraggiare provocazioni e aggressioni", ha aggiunto la leader dell'esecutivo Ue, ricordando il piano europeo per mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la preparazione militare. 

"Con l'Iniziativa europea per la difesa dai droni e l'Eastern Flank Watch, stiamo aumentando la produzione in Europa per fornire le capacità di cui gli Stati membri hanno bisogno. In questo modo potremo rispondere alle minacce emergenti con rapidità, unità e determinazione", ha concluso von der Leyen.  

20 ago 2026

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