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Knapp (Iab Europe): "Ia ridefinisce interi processi in marketing"

(Adnkronos) - “Iab Europe è l'associazione di categoria per il marketing digitale. Naturalmente, il marketing oggi ruota tutto intorno all'intelligenza artificiale. In questo momento, interi flussi di lavoro e processi vengono ridefiniti da sistemi e servizi agentici. Ormai è l'Ia che si occupa della produzione di media creativi, dell'acquisto di spazi pubblicitari. Riteniamo che entro il 2030 arriverà a rappresentare il 30% di tutta la pubblicità in Europa, Italia compresa”. Così Daniel Knapp, chief economist di Iab Europe, a Intersections 2026, il più grande evento in Italia dedicato a marketing, comunicazione, creatività e tecnologia, in corso all'Allianz MiCo di Milano. 

“Anche nel mio lavoro, l'Ia è diventata fondamentale. Il mio lavoro quotidiano consiste nel raccogliere e analizzare dati per prevedere il futuro. Un tempo lo facevo manualmente con team di assistenti e ricercatori, mentre ora con l'IA si entra in un altro mondo. Posso accedere a una quantità enorme di banche dati - spiega - l'IA analizza tutto ciò che c'è là fuori e posso persino creare dati che prima non erano nemmeno sistematizzati o inseriti in un database. Posso analizzare qualsiasi cosa: dalle offerte di lavoro alle ultime notizie, fino ai trend di crescita. E questo, nel mio lavoro, mi offre una visione completa a 360 gradi della realtà del settore”. 

“Inoltre, utilizziamo ulteriormente l'Ia per analizzare e segmentare questi elementi, oltre che per offrire nuovi servizi ai nostri associati e clienti: usiamo server mcp e altri strumenti per inviare dati e insight direttamente nei loro ambienti cloud e nei loro database. È stato un cambiamento fenomenale - conclude - che continua ad accelerare proprio in questo momento”. 

30 ott 2026

Genoa-Juve, il controllo da numero 10 del raccattapalle stupisce Woltemade: cos'è successo

30 ott 2026

Tecnologia, Giarrizzo (Opella): "Trasparenza e verità la vera forza di un brand"

30 ott 2026

Elezioni in Israele, Netanyahu in testa ma senza maggioranza. Lapid: "Abbiamo vinto noi, serve pazienza per il governo"

(Adnkronos) - Lo schieramento del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha superato il principale blocco di opposizione rimanendo però lontano dalla maggioranza necessaria per mantenere il controllo della Knesset. E' quanto emerge dai risultati definitivi delle elezioni legislative, resi noti stanotte. La coalizione di Netanyahu ha raccolto 53 seggi, contro i 48 del principale blocco di opposizione guidato dal centrista Gadi Eisenkot. Nessuno dei due ha ottenuto i 61 seggi necessari per ottenere la maggioranza in Parlamento. I risultati pubblicati dalla Commissione elettorale israeliana inoltre confermano l'eccezionale avanzata delle due liste arabe, Raam e la Lista Unificata, che insieme conquistano 19 seggi. 

Yair Lapid, esponente di B'Yachad, chiede pazienza. In un post su X afferma che il blocco anti-Netanyahu "ha vinto" e chiede pazienza, riconosce sarebbe stata meglio "una vittoria chiara, netta, di quelle con cui puoi andare a letto sereno". Ma non è stato così. Il premier uscente "Netanyahu ha conquistato 53 seggi (con il suo schieramento guidato dal Likud che ne ha ottenuti 27 sui 120 totali della Knesset). Un crollo", scrive, con un riferimento particolare a "13 di quei seggi", a United Torah Judaism e Shas. "Quindi - afferma - abbiamo vinto noi".  

"E' stata una vittoria ai punti. Anche i punti contano. Una vittoria è pur sempre una vittoria", insiste, assicurando che il suo blocco - guidato da Gadi Eisenkot, leader di Yashar - farà tutto il possibile per cercare di mettere insieme una squadra di governo. Ma, riconosce, sarà "difficile" e il successo non è garantito. Pertanto, "vi devo chiedere qualcosa difficile da chiedere agli israeliani, pazienza". 

Nel post vuole spiegare come il percorso per la formazione di un governo sia ben diverso dalla campagna elettorale, "esattamente l'opposto". "Avviene in stanze riservate, lentamente, lontano dai riflettori - scrive - So che l'essere umano detesta l'incertezza, ma provate a pensare come vi sentireste tra un mese se, per un titolo sui giornali o una fuga di notizie, non fossimo riusciti a lavorare in modo intelligente, discreto e preciso". E conclude: "Se volete sapere se stia accadendo qualcosa dietro al silenzio che percepite in questo momento, la risposta è sì". 

30 ott 2026

Ascolti tv, Rai1 con 'Doc' vince prima serata al 23,7% di share

30 ott 2026

Booking, oltre 18mila hotel in class action chiedono miliardi di risarcimento

(Adnkronos) - La Stichting Hotel Claims Alliance (Shca, fondazione no profit olandese che tutela gli interessi degli hotel europei) ha presentato il terzo e ultimo gruppo di aderenti all'azione collettiva avviata al Tribunale distrettuale di Amsterdam contro Booking Holdings, la società madre del colosso on line dei viaggi Booking.com. Lo comunica la stessa Shca, in una nota. Complessivamente, sono ora coinvolti 18.135 hotel, con un incremento del 68% negli ultimi tre mesi. 

I ricorrenti chiedono un risarcimento per i danni economici derivanti, tra l'altro, dall'applicazione di clausole di parità tariffaria anticoncorrenziali nel periodo compreso tra il 2004 e il 2024. Queste clausole, spiega Shca, limitavano la possibilità per gli hotel di offrire prezzi più vantaggiosi attraverso altri canali di vendita, come i rispettivi siti web. 

Secondo le stime della Shca, l'ammontare complessivo dei risarcimenti richiesti potrebbe raggiungere diversi miliardi di euro, oltre agli interessi, cosa che potrebbe avere un impatto significativo sul bilancio di Booking Holdings, che è quotata al Nasdaq. 

L'annuncio di oggi segue l'ampliamento dei ricorrenti registrato a luglio, quando il numero di hotel partecipanti era salito a 10.783, rispetto ai 3.087 iniziali al momento dell'avvio del procedimento, nel gennaio 2026. La prima udienza è prevista per il 2027. 

Secondo Volker Soyez, a capo dell'iniziativa, "il volume delle adesioni registrato negli ultimi mesi riflette la progressiva perdita di fiducia da parte degli hotel partner europei nei confronti di Booking Holdings, dopo decenni di pratiche anticoncorrenziali. In un contesto in cui l'intelligenza artificiale sta trasformando il settore dei viaggi, offrendo agli ospiti nuove modalità per trovare un alloggio, la perdita della fiducia degli hotel potrebbe rappresentare un rischio concreto per il modello di business di Booking Holdings". 

Secondo Alexandros Vassilikos, presidente di Hotrec, la confederazione europea delle imprese dell'ospitalità e della ristorazione, "migliaia di hotel in tutta Europa hanno aderito a questa azione per ottenere un risarcimento per i danni causati dalle pratiche anticoncorrenziali di Booking.com. La loro partecipazione lancia un messaggio inequivocabile: concorrenza leale e libertà di definire autonomamente i propri prezzi sono elementi essenziali per gli hotel europei. Ottenere un risarcimento costituisce un passo importante verso il ripristino dell'equità e la costruzione di relazioni commerciali più equilibrate con le agenzie di viaggio online". 

30 ott 2026

Blanco si separa da Stefano Clessi, il botta e risposta social: "I manager sono il male della musica"

(Adnkronos) - Botta e risposta tra Blanco e il suo (ormai ex) manager Stefano Clessi. Il diverbio tra i due è cominciato dopo un messaggio condiviso sui social dal cantante Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco: "I manager sono il male della musica", ha scritto in una storia Instagram, accompagnata dalle note di 'Sfiorivano le viole' di Rino Gaetano. Un messaggio chiaro e che non è passato inosservato agli utenti che non hanno potuto fare a meno di notare che tra i seguiti del cantante non compare più il manager, CEO e fondatore di Ecletic Music.  

Non si è fatta attendere la replica del manager, che è arrivata sempre sui social attraverso una Instagram stories: "Quando si ottengono successo e fama fin da giovanissimi accettare i 'no' non è facile, mi rendo conto", scrive l'ex manager, parlando poi del suo lavoro come una passione. "Dopo 23 anni con il mio team ci siamo promessi di continuare a lavorare solo con chi abbia voglia di costruire, divertirsi e che sia rispettoso con chiunque".  

Secondo quanto scrive il manager, sarebbe stato proprio lui a interrompere il rapporto con Blanco: "Nell’iconografia del rock’n’roll, di solito, è il manager a essere lasciato. Quando succede il contrario le decisioni di chi ti è stato accanto non sono facili da digerire". La storia si conclude: "Eclectic lascia un grosso incarico ma io mando un abbraccio a tutti gli artisti augurando loro di trovare la serenità che meritano". E poi conclude con una stoccata diretta al messaggio dell'artista: "I manager sono santi della nostra industria". La replica è stata pubblicata poi sulle storie dell'artista. Blanco non ha aggiunto altre parole, ma a corredo ha aggiunto emoticon sorridenti. 

30 ott 2026

Kim Kardashian compra un Monet per amore di 'Ragazze a Beverly Hills': l'arte ispirata da un film cult

(Adnkronos) - Un dipinto di Claude Monet acquistato non per passione per l’Impressionismo o per influenza del mondo dell’arte, ma grazie a una battuta di un film cult degli anni Novanta. È la curiosa storia raccontata da Kim Kardashian nella biografia 'Citizen Kim', scritta dal giornalista Jonathan Van Meter, da cui 'The Hollywood Reporter' ha pubblicato un estratto.  

La miliardaria americana, imprenditrice e fondatrice del marchio Skims, ha rivelato di aver comprato un’opera del celebre pittore francese ispirandosi a 'Ragazze a Beverly Hills' (Clueless), il film del 1995 interpretato da Alicia Silverstone, uscito quando Kardashian aveva 14 anni e diventato uno dei suoi preferiti. Al centro del riferimento cinematografico c’è una delle battute più conosciute della pellicola, pronunciata dalla protagonista Cher Horowitz: "È un Monet in piena regola. Da lontano sembra a posto, ma da vicino è un gran pasticcio". Un gioco di parole che richiama il pittore impressionista per descrivere una persona dall'apparenza gradevole, ma molto diversa a uno sguardo ravvicinato. 

"È il motivo per cui ho comprato il mio Monet", ha raccontato Kardashian a Van Meter, spiegando che il dipinto fu il primo vero acquisto d'arte effettuato personalmente. "Nel film chiamavano le ragazze 'un Monet' quando da lontano sembravano belle, ma da vicino erano solo un disastro". L'acquisto sarebbe avvenuto all'asta a Roma, intorno al 2021, quando Kardashian si trovava in città insieme a Kim Jones, all'epoca direttore artistico delle collezioni donna di Fendi. Jones aveva collaborato con lei alla collezione Fendi x Skims, annunciata proprio nel 2021. Kardashian ha raccontato di essersi innamorata di un Monet dai toni grigi, raffigurante un paesaggio, che desiderava collocare nella sua abitazione di Palm Springs, progettata dall'architetto giapponese Tadao Ando e caratterizzata da un'estetica essenziale, dominata dal cemento. 

"Continuavo a fare offerte e a rilanciare. Era la prima asta a cui partecipavo e non sapevo bene come funzionasse", ha spiegato. A convincerla a proseguire sarebbe stato proprio Kim Jones, che durante la gara l'avrebbe incoraggiata a non fermarsi: "Prendilo!". Kardashian si aggiudicò così il dipinto, superando il budget che si era inizialmente prefissata, complice, ha ammesso, l'adrenalina del momento. Non è la prima volta che la passione della star per l'arte emerge pubblicamente. In un'intervista rilasciata nel 2020 a "E!", Kardashian aveva indicato un dipinto di Lucio Fontana come il regalo più bello mai ricevuto. Una tela bianca dell'artista italiano, inoltre, compare sopra un camino durante il tour della sua abitazione pubblicato da Vogue nel 2022. (di Paolo Martini) 

30 ott 2026

Istat: Pil invariato su trimestre precedente, dato tendenziale +0,8%

(Adnkronos) - Nel terzo trimestre del 2026 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia rimasto invariato rispetto al trimestre precedente e abbia mostrato una crescita dello 0,8% in termini tendenziali. Lo comunica l'Istat, specificando che il terzo trimestre del 2026 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una in più rispetto al terzo trimestre del 2025.  

La variazione congiunturale nulla è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e dell’agricoltura e di una diminuzione in quello dell’industria. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della domanda estera netta. La variazione acquisita per il 2026, corretta per gli effetti di calendario, è pari allo 0,8%. Si ricorda che il 2026 ha 3 giornate lavorative in più rispetto al 2025. 

"Dalla stima preliminare a 30 giorni del Pil per il terzo trimestre dell’anno emerge una sostanziale stazionarietà rispetto al trimestre precedente", dice l'istituto. "Dal lato dell’offerta, si stima una crescita nel comparto dei servizi e dell’agricoltura e una flessione in quello dell’industria. Dal lato della domanda, emerge un contributo negativo della componente estera netta, compensato da quello positivo della domanda interna al lordo delle scorte". 

Secondo le stime preliminari, nel mese di ottobre 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,9% su base mensile e a +5,4% su base annua (da +4,2% del mese precedente), rileva l'Istat. 

La dinamica dell’inflazione è influenzata prevalentemente dall’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +25,8% a +59,5%) e non (da +22,5% a +29,4%), di quelli degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +7,5%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%), cui si aggiunge l’attenuazione del calo dei prezzi degli Alimentari lavorati (da -0,6% a -0,2%). 

Nel mese di ottobre l’“inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera (da +1,6% a +2,0%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,0% a +2,5%). 

L’accelerazione del ritmo di crescita dei prezzi dei Beni (da +5,4% a +7,5%) è marcatamente più ampia di quella dei Servizi (da +2,6% a +2,9%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni si porta, dunque, da -2,8 a -4,6 punti percentuali. In accelerazione su base tendenziale risultano sia i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,5% a +2,5%), sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,2% a +5,8%). 

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+18,8%) e non regolamentati (+4,9%), degli Alimentari non lavorati (+1,8%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,2%) e degli Alimentari lavorati (+0,5%). Diminuiscono su base mensile i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +3,4% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo. 

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +1,2% su base mensile e a +5,6% su base annua (da +4,2% del mese precedente). 

''A ottobre 2026 l’inflazione sale a +5,4% (da +4,2% di settembre), tornando al livello registrato ad agosto 2023. L’accelerazione dell’inflazione risente principalmente dell’aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale. Un contributo all’inflazione si deve anche al settore alimentare, soprattutto alla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%), e ad alcune tipologie di servizi, in particolare quelli relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%)''. E' il commento dell'Istat ai dati dell'inflazione a ottobre. 

Il cosiddetto “carrello della spesa” accelera (da +1,5% a +2,5%) e l’inflazione di fondo si attesta a +2,0% (da +1,6%). L’inflazione acquisita a ottobre, per il 2026, risulta pari al +3,4%. 

30 ott 2026

Caro carburanti, ecco quale sarà l'impatto delle accise mobili

(Adnkronos) - E' entrato in funzione il meccanismo delle accise mobili con uno sconto sul gasolio di 4,9 centesimi al litro, ma l’impatto sul prezzo del carburante è ancora limitato. Scorrendo i dati pubblicati dal Ministero aggiornati al 29 ottobre, Facile.it ha scoperto che sulla rete stradale nazionale la percentuale di distributori dove è possibile fare un pieno di diesel, in modalità self, ad un prezzo inferiore al 'tetto' dei 2,20 euro/litro è pari al 27%; l’ultimo giorno prima dell’entrata in vigore del nuovo sconto, era pari al 23%. In valori assoluti si tratta di circa 5.330 distributori su oltre 19.600 oggetto di analisi; erano poco più di 4.460 il 27 ottobre. Per quanto riguarda la benzina, nonostante non abbia goduto dello sconto sulle accise, la situazione è più rosea e i distributori che riescono a stare sotto la soglia dei 2 euro al litro sono più di 15.400 (78%). 

L’analisi è stata realizzata da Facile.it prendendo in esame tutti i distributori censiti dal Mimit, ad esclusione di quelli autostradali. Come si articola la situazione a livello regionale? Per il gasolio, gli automobilisti più fortunati sono quelli della Sardegna, area dove il 37% dei distributori analizzati ha mantenuto il prezzo al di sotto della soglia dei 2,20 euro al litro. Al secondo posto si posiziona il Friuli-Venezia Giulia (qui il 36% dei distributori analizzati ha ancora un prezzo inferiore al 'tetto'), seguito dalle Marche (35%). Ai piedi del podio si posiziona l’Abruzzo (33%), seguito a pari merito da Trentino-Alto Adige e Toscana (entrambe 32%). Se si guarda la classifica nel senso inverso, ovvero alle regioni con meno distributori che hanno mantenuto prezzi del gasolio al di sotto dei 2,20 euro/litro, si confermano la Campania (15%), la Basilicata (18%) e la Calabria (20%). 

Confrontando i valori aggiornati al 29 ottobre con quelli rilevati il giorno prima dell’introduzione delle accise mobili (27 ottobre), emerge che la regione che ha beneficiato maggiormente dello sconto è la Campania, che pur rimanendo ultima nella classifica nazionale, ha visto aumentare del 30% il numero di distributori con prezzo del gasolio al di sotto dei 2,20 euro/litro. Al secondo posto, a pari merito, la Basilicata e la Lombardia, che hanno visto crescere del 26% i distributori con prezzo sotto al 'tetto'.  

Le regioni che hanno visto l’impatto minore, invece, sono state l’Abruzzo e la Valle d’Aosta, dove il numero di distributori con prezzo inferiore ai 2,20 euro/litro è cresciuto di appena il 7%. In Molise, invece, la situazione è rimasta pressoché stabile rispetto ai giorni precedenti l’entrata in vigore delle accise mobili. 

Per la benzina la situazione è più rosea; in vetta alla classifica si trova la Lombardia, regione dove il 90% dei distributori analizzati aveva un prezzo in modalità self inferiore ai 2 euro al litro. Seguono Liguria (88%) e Piemonte (86%). Ai piedi del podio, a pari merito, Emilia-Romagna e Lazio, entrambe con l’85%. Chiudono la classifica la Campania (55%) e, a pari merito all’ultimo posto, il Molise e la Basilicata (53%). 

Analizzando i dati ufficiali del Mimit aggiornati al 30 ottobre 2026, il prezzo medio della benzina in Italia sulla rete stradale, in modalità self, oggi è pari a 2,012 euro al litro. Per il gasolio, invece, il prezzo medio è pari a 2,248 euro al litro. Sulla rete autostradale il prezzo medio della benzina è pari a 2,036 euro al litro; il diesel si attesta sui 2,292 euro/litro. 

30 ott 2026

Elementi totali: 20
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