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Prof accoltellata, verifiche sul cellulare del 13enne e della madre. Ascoltati docenti e compagni di scuola

(Adnkronos) - I carabinieri hanno effettuato una perquisizione informatica sul cellulare del 13enne che ieri, in una scuola media a Centocelle, a Roma, ha accoltellato una professoressa. L'attività ha riguardato anche il telefono della madre sul quale si trovano salvate le carte di credito utilizzate dal ragazzino per acquistare i due coltelli da sub e gli occhiali da softair con i quali ha messo a segno il suo piano.  

Gli investigatori hanno proceduto anche alla copia forense. L'analisi dei dati aiuterà a verificare se il 13enne sia stato in qualche modo istigato a colpire la docente, col proposito poi di diffondere il video dell'aggressione su un gruppo Telegram. Intanto, i carabinieri hanno ascoltato, come persone informate sui fatti, altri docenti della scuola e compagni di classe. 

 

Il ragazzino che ieri mattina ha dapprima spruzzato lo spray urticante sul volto della professoressa per poi ferirla con un coltello aveva programmato tutto. Dall'annuncio sui social '- 5 hours' - alla 'vestizione' nel bagno della scuola di tutto ciò che serviva per mettere a segno il suo piano. Secondo quanto emerso dalle indagini avviate dai carabinieri intervenuti sul posto, il 13enne dopo l'ingresso all'istituto Giovanni Verga, dove frequenta la terza media, è andato in bagno, ha indossato un caschetto con sopra attaccato il cellulare come fosse una goPro, gli occhiali da softair, che ha detto di aver comprato su un sito specializzato, e ha tirato fuori dallo zaino due coltelli da sub. Uno lo ha attaccato alla cinta, l'altro lo ha impugnato per ferire l'insegnante. 

In videochiamata su Telegram con un gruppo di persone, sulle quali ora si concentrano le indagini dei militari dell'Arma, è passato all'azione colpendo la vittima in tre punti diversi, tutti nella regione subascellare. La donna, terrorizzata, è stata soccorsa in tempo e trasportata in codice giallo al vicino ospedale Vannini. Il 13enne è stato portato in una caserma dei carabinieri, accompagnato dai genitori. 

 

19 set 2026

Prof accoltellata, la scrittrice Auci: "Anch'io minacciata in classe, avevo tolto un cellulare"

(Adnkronos) - "Il rapporto tra scuola e famiglia si è profondamente modificato negli ultimi vent'anni. È venuto meno quel confine che un tempo era molto chiaro: il genitore faceva il genitore, l'insegnante faceva l'insegnante". Lo ha detto la scrittrice e docente Stefania Auci, autrice del bestseller "I leoni di Sicilia", parlando con l’Adnkronos dei casi di aggressioni agli insegnanti, in occasione della sua presenza al festival Pordenonelegge per presentare il suo nuovo libro "Cunti, storie e romanzi. I libri della mia vita" (Mondadori). La scrittrice, che insegna anche come docente di sostegno, ha raccontato di essersi sentita in pericolo in alcune occasioni: "Mi è capitato con una ragazzina che mi aveva minacciato di graffiarmi la faccia perché le avevo tolto il cellulare. Alla fine, dopo due giorni, è venuta da me a raccontarmi cosa l'aveva spinta a essere così aggressiva". 

"Dagli anni Ottanta e Novanta l'insegnante non è più percepito come la persona che ti insegna, che ti prepara ad affrontare l'università e il mondo del lavoro. Oggi può diventare quello a cui il genitore chiede: 'Perché mio figlio non ha preso sei? Ha studiato tutto il giorno, non meritava quel brutto voto'". "Non è una lode del passato - ha precisato Auci – ma il riconoscimento del fatto che allora erano più chiari il confine e il mandato educativo. L'insegnante fa quello che il genitore non è preparato a fare, non perché sia ignorante, ma perché non è il suo compito. Io non vado a fare il medico in ospedale perché non sono preparata a farlo. Allo stesso modo, non vedo perché un genitore debba sostituirsi all'insegnante se svolge un'altra professione". 

Secondo Auci, c'è poi "il grande e spinoso problema della considerazione sociale degli insegnanti". "L'insegnante è visto come quello che deve gestire il ragazzino e, purtroppo, spesso lui per primo si percepisce male, anche perché oggettivamente è pagato poco. Gli insegnanti italiani sono tra le categorie meno pagate d'Europa. E quando arrivano dei bonus, a me a volte suonano come delle elemosine. Bisogna ricordare una cosa fondamentale: l'insegnante di ogni ordine e grado crea i futuri cittadini. Ha nelle proprie mani le leve della conoscenza e della consapevolezza dei futuri cittadini", ha sottolineato la scrittrice. "Nel momento in cui svuoti di significato questo ruolo e, contemporaneamente, accetti che gli insegnanti vengano trattati come fannulloni che hanno tre mesi di vacanza all'anno, si perde di vista la realtà del loro lavoro". 

 

Stefania Auci ha quindi ricordato il carico di attività che si svolge anche al di fuori dell'orario in classe: "Ci sono il coordinamento, la preparazione delle relazioni, la correzione dei compiti, la valutazione, le riunioni e la preparazione delle lezioni. E quando si lavora con ragazzi con disabilità o con bisogni educativi speciali, bisogna predisporre verifiche e materiali specifici. Se hai sei classi, sono sei verifiche diverse". "E poi non hai orario", ha aggiunto. "Può arrivare la telefonata di un genitore che ti dice che il figlio non può venire a scuola perché ha avuto un attacco di panico e lo sta portando dalla psicologa. Anche questo fa parte del lavoro dell'insegnante". 

Auci ha poi indicato tra i problemi anche "l'emulazione di determinati comportamenti" e la difficoltà di alcune famiglie nel seguire i propri figli durante l'adolescenza. "Fino ai nove, dieci anni questi ragazzi vengono protetti, tutelati, messi sotto una campana di vetro. Poi, una volta arrivati alle scuole medie, improvvisamente diventano grandi e, salvo alcune famiglie che continuano a seguirli, vengono in qualche modo abbandonati". "L'uso dell'alcol e delle prime droghe è sceso drasticamente come età, così come l'età delle prime esperienze sessuali", ha affermato. "Non sono una puritana, tutt'altro: è giusto che i ragazzi facciano le proprie esperienze. Ma arriva un momento in cui l'esperienza travalica e diventa un rischio per la persona. È lì che bisogna chiedersi dove sia la famiglia". Secondo Auci, il tema riguarda anche la capacità dei genitori di stabilire e far rispettare dei limiti. "Se a dodici anni mio figlio mi dice che torna a mezzanotte e torna alle tre, e io alle tre non lo metto in punizione, non posso poi stupirmi se non conosce le regole. I ragazzi hanno bisogno di limiti". "Manca il legame tra scuola e famiglia, quel dialogo non competitivo tra scuola e famiglia", ha concluso Auci. "Perché le famiglie sono state tra le prime a mettere in discussione la scuola". (di Paolo Martini) 

19 set 2026

Addio Sandro Mazzola, il ricordo di Amadeus: "Se sono diventato interista è anche grazie a lui"

19 set 2026

Gualtieri incontra il sindaco di New York Mamdani: "Due grandi metropoli, al lavoro su forme di collaborazione diretta"

(Adnkronos) - "Bellissimo incontro, abbiamo discusso di tanti temi, molto di housing, di politiche per la casa, per assicurare questo diritto che oggi è minacciato da una situazione molto difficile di accessibilità agli alloggi. Abbiamo scambiato esperienze, quello che stiamo facendo a Roma, quello che fanno a New York. Abbiamo parlato di collaborazione culturale. Una tre giorni molto intensa di lavoro, di collaborazione tra tanti sindaci uniti da sfide comuni e anche da una visione di cambiamento che ci accomuna". Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a New York questo weekend, per partecipare all'Urban 20 Mayors Summit 2026, ospitato e organizzato dal sindaco di New York Zohran Mamdani. 

Tra i temi affrontati, i costi sempre più alti, specialmente nelle grandi città, che le rendono meno accessibili. "Questo è un grande tema che riguarda tutti, in forme diverse - spiega - l'accessibilità all'alloggio, ma anche in generale i costi dell'energia. Questioni che investono la responsabilità dei governi, ma i sindaci, le città, stanno provando a dare risposte, spesso anche non aiutati dai governi o comunque dovendo trovare soluzioni anche con limiti, con strumenti limitati. Le città sono i luoghi dove si stanno sperimentando soluzioni nuove per affrontare la crisi climatica, per affrontare i grandi temi dell'integrazione, la questione dell'accessibilità dei servizi. È stato molto interessato al nostro modello di città dei 15 minuti e anche degli esperimenti di co-housing, così come sono stato colpito anche dal grande piano di edilizia che ha lanciato, dalla sua capacità di dare fin dall'inizio del suo insediamento delle risposte concrete ai cittadini. Perché il bello del mestiere di sindaco, se lo si fa con uno spirito di cambiamento, è che si possono affrontare grandi questioni, ma non in maniera ideologica, in maniera concreta, mostrando come si possono trovare delle strade nuove".  

"E' stato uno scambio molto approfondito, quindi continueremo a lavorare anche su forme di collaborazione diretta. Abbiamo già un protocollo di collaborazione tra il primo municipio e Manhattan e col sindaco abbiamo deciso di esplorare anche possibili ulteriori forme di collaborazione, anche in ambito culturale. Abbiamo parlato molto di investimenti pubblici ed è solo l'inizio. New York e Roma sono delle città bellissime, molto diverse. Sono due grandi metropoli ed è bello che ci sia un dialogo, una collaborazione, non solo tra di noi, ma anche tra tanti altri sindaci".  

 

19 set 2026

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19 set 2026

Sla, Saggese (Campania): "Sforzo massimo per inclusione e cure a casa, sostenere anche caregiver"

(Adnkronos) - "Questa luce verde è una luce che illumina anche la responsabilità nostra, ovviamente, come istituzione, come Regione". Così Angelica Saggese, assessora al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania, intervenuta ieri a Paestum in occasione della XIX Giornata nazionale della Sla - durante la quale sono stati illuminati di verde, in Italia, centinaia di luoghi simbolici come il Tempio di Nettuno a Paestum - ha richiamato l’impegno delle istituzioni non solo nei confronti delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, ma anche delle famiglie e dei caregiver che ogni giorno le assistono. "Immaginiamo che i cittadini che soffrono di questa patologia debbano poter vivere una vita ordinaria, una vita, diciamo, comune, al pari degli altri. Quindi lo sforzo massimo che dobbiamo fare è cercare di garantire a loro l’inclusione e la vita il più ordinaria possibile", ha sottolineato Saggese. 

Per la Regione, una parte importante dell’assistenza passa dalla possibilità di rimanere a casa, accanto alla propria famiglia. "Preferiamo che siano a casa, assistiti dalla famiglia, che possano vivere all’interno dei propri affetti familiari, che possano trovare lì le misure e gli strumenti di sostegno", ha spiegato l’assessora. "La Regione Campania eroga gli assegni di cura, sono differenti: sono un assegno di cura mensile di 1.200 euro, di 600 euro, in funzione della gravità della patologia. Eroga e assegna i dispositivi, i supporti tecnologici, perché in molte circostanze, con l’avanzare della malattia, c’è la necessità di supporti comunicativi per i pazienti". Ma, ha evidenziato Saggese, il sostegno deve riguardare anche chi si prende cura quotidianamente del malato. "Dal confronto con Aisla è emersa infatti l’idea di prendersi cura anche dei caregiver, perché svolgono un ruolo importante perché molti di loro e in molti casi, soprattutto, sono le donne, rinunciano alla propria vita, rinunciano al lavoro, rinunciano alla propria attività, pur di prendersi cura con tanto affetto e con tanto impegno di un proprio familiare che soffre della patologia della Sla”" 

Un’attenzione particolare è stata quindi dedicata alla formazione dei caregiver. "Anche per loro un’attività di formazione, perché è vero, imparano sul campo a fare ciò che devono perché sono costretti, però se fossimo in grado di formarli prima, sicuramente sarebbero nella condizione di assistere meglio i propri familiari”, ha detto. Il tema riguarda però anche il momento in cui termina l’attività di assistenza. "Dobbiamo anche porci la domanda: cosa accade ai caregiver al termine dell’attività di caregiver, quando non fanno più questa attività?", ha sottolineato Saggese, evidenziando il rischio di trovarsi, dopo anni di rinuncia al lavoro, “nell’impossibilità e a quella difficoltà, nel disorientamento di decidere cosa fare. Dobbiamo provare a prenderli in carico, riformarli, capire in che direzione orientarli, per farli formare, per provare a dare loro la possibilità di essere reinseriti nel mondo lavorativo e di proseguire la propria vita ordinariamente e regolarmente", ha concluso l’assessora. 

19 set 2026

Direttrice Parchi Paestum e Velia D'Angelo: "Apriamo luoghi cultura a comunità e a persone fragili"

(Adnkronos) - "Questo è un luogo del passato, però nel passato la città si prendeva cura della propria comunità, della propria popolazione. Noi vogliamo che i luoghi della cultura continuino a farlo oggi". Così Tiziana D’Angelo, direttrice dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, a Paestum, in occasione della XIX Giornata nazionale della Sla, ha raccontato il percorso avviato per rendere il patrimonio archeologico sempre più accessibile e vicino alle persone più fragili. "Vogliamo che questi luoghi si aprano a comunità che possono raggiungerci, ma anche a visitatori che non possono forse arrivare qui per ragioni di salute", ha spiegato D’Angelo, sottolineando la necessità di superare "l’idea del museo e del parco archeologico come luoghi esclusivamente legati alla conservazione e alla visita".  

In questa direzione nasce il progetto "il benessere è un’opera d’arte", attraverso il quale, ha spiegato la direttrice, "trasformiamo questi luoghi in luoghi d’incontro, alcune volte d’incontro a distanza, alcune volte invece creando dei laboratori proprio all’interno dei nostri spazi. Lo facciamo per persone che soffrono di diverse patologie, dal Parkinson all’Alzheimer, malati di lunga degenza". Per rendere concreto questo percorso, però, serve una rete. "Per prenderci davvero cura di queste persone abbiamo bisogno di aiuto, abbiamo bisogno di una rete di supporto", ha sottolineato D’Angelo, collegando questa esperienza alla collaborazione avviata con Aisla. 

"Quello che stiamo realizzando con Aisla è un passo importante in questa direzione, perché proprio questa associazione ci può aiutare a costruire un nuovo ponte e a portare Paestum e Velia nelle case di tutte le persone che soffrono di Sla, ma anche delle loro famiglie", ha evidenziato. "L’obiettivo è fare del patrimonio culturale uno spazio capace di continuare, anche nel presente, quella funzione di cura della comunità che apparteneva alla città antica. Essere lì per loro, così come questi luoghi hanno curato nel passato, noi vogliamo che continuino a farlo oggi". 

19 set 2026

Sla, Massimelli (Aisla): "Diritto alla cura deve essere uguale su tutto il territorio nazionale"

(Adnkronos) - "Noi chiediamo al Governo di fare un patto con le Regioni perché purtroppo in Italia il diritto alla cura non è uguale per tutti. Ci sono Regioni in cui i trattamenti e i percorsi di cura sono diversi rispetto ad altre, questo non è giusto. Il diritto alla cura deve essere uguale, senza distinzioni, su ogni territorio". Così Fulvia Massimelli, presidente nazionale Aisla - Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, ieri Palazzo Chigi, a Roma, in occasione della XIX Giornata nazionale Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Le istituzioni italiane hanno celebrato l’evento illuminando di verde centinaia di luoghi simbolici come il Tempio di Nettuno a Paestum, il Pirellone, la Loggia di Brescia, i quattro ponti storici di Torino, il Teatro Massimo di Palermo, il Castello Aragonese di Taranto, la Fontana di Piazza De Ferrari a Genova, Palazzo Chigi, torri, municipi, fontane, università e chiese nei capoluoghi e nei piccoli comuni.  

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso la sua vicinanza ad Aisla. "Vogliamo ringraziare la presidente – aggiunge Massimelli – per la lettera che ha inviato, si tratta di un riconoscimento importante per la nostra associazione. Giorgia Meloni nel suo messaggio ha parlato proprio del diritto alla cura delle persone che non sono numeri: la cura deve rivolgersi a loro a 360 gradi. Aisla questo lo fa da sempre, mettendo la persona al centro di tutti i percorsi. La presidente ha anche parlato dei fondi stanziati per la non autosufficienza, per l’assistenza domiciliare e per la telemedicina. Sono fondi importanti per Aisla che possono concretizzarsi in progetti importanti sui territori". 

19 set 2026

Lucarelli-Fedez, botta e riposta: lui pubblica le battute (tagliate) di 'Roast in Peace', lei replica

(Adnkronos) - Botta e risposta social tra Fedez e Selvaggia Lucarelli. Il rapper di Rozzano è stato uno dei concorrenti della seconda edizione di 'Roast in Peace', lo show disponibile in streaming su Prime Video. Alcune delle sue battute, tuttavia, sarebbero state escluse dal prodotto finale per "esigenze di montaggio", come spiegato dallo stesso Fedez sui social. Il rapper ha quindi deciso di condividere comunque le sue "parti preferite", tra cui l'affondo a Selvaggia Lucarelli.  

"Questa è terribile. Volevo suggerirvi degli ospiti per la prossima stagione. Per esempio, Marco Cappato. Sarebbe bello invitare chi si prodiga per il fine vita assistito, anche se sembrerebbe una puntata già vista, dato che avete già avuto Selvaggia Lucarelli", dice Fedez sul palco di 'Roast in Peace'.  

La replica dell'opinionista non si è fatta attendere. Su Instagram, Lucarelli ha risposto senza peli sulla lingua: "Gli hanno detto 'esigenze di montaggio' per non confessargli la verità: purtroppo il battutone che pensava di fare su di me non funzionava perché era scritto semplicemente male. E tra l’altro probabilmente non da lui, visto che ha pure chi gli scrive libri autobiografici (e glielo ha scritto un candidato allo Strega di anni fa eh). Purtroppo quello che dovrebbe far ridere non si capisce, infatti la risata è fiacca e imbarazzata perché tutti in studio stanno cercando di capire la costruzione della battuta e dove vuole arrivare“. 

Poi, la giornalista rincara la dose: "E premette pure come i guitti, ‘questa è terribile’. Ho chiesto a più persone e nessuno ha capito bene, la spiegazione più diffusa è: forse dice che si è suicidato il programma (persino un comico che era lì). Forse intendeva che induco al suicidio ma istigazione e suicidio assistito sono le mele con le pere e quindi la comprensione non arriva. Perciò la battuta non funziona. Morale: il cucciolo poteva chiedere a me, gliela costruivo meglio". 

 

19 set 2026

Sla, Esposito (Aisla): "La luce verde è una voce potente che racconta la nostra comunità"

(Adnkronos) - "L’illuminazione di questo tempio maestoso, magnifico, non è soltanto simbolica, è molto significativa". Parte dalla luce verde del Tempio di Nettuno il messaggio di Pina Esposito, segretario nazionale Aisla e presidente della sezione Salerno-Avellino-Benevento, intervenuta a Paestum in occasione della XIX Giornata Nazionale Sla. La serata è stata anche l’occasione per la firma del protocollo tra Aisla e i Parchi archeologici di Paestum e Velia, un accordo che punta a mettere il patrimonio culturale al servizio dell’accessibilità e della partecipazione. "Per noi la sottoscrizione di questo protocollo significa molto, permette che il patrimonio culturale, come dire, sia al servizio dell’accessibilità e della partecipazione delle persone", spiega Esposito. "Quindi non è più un simbolo. Abbiamo detto: il patto ha spalancato le braccia alla nostra comunità". 

Il significato della luce verde, aggiunge, va oltre la serata. "Attraverso quel colore illuminato di verde, insieme a questa illuminazione si eleva una voce potente che narra della nostra comunità, che racconta di noi". Poi l’attenzione si sposta su ciò che deve rimanere dopo l’accensione del Tempio. "Siamo certi che all’indomani, quando questi riflettori si spegneranno e le luci verdi si spegneranno, noi saremo ancora presenti", sottolinea Esposito. "Lasciamo che questo faro resti illuminato, e cioè attenzione sulle nostre vite, consapevolezza di che cosa significa, cosa si sviluppa nelle nostre case, che cosa fanno i nostri familiari, il carico dei nostri caregiver". Da qui la richiesta dell’associazione: "E quindi noi chiediamo questo: attenzione, tempi definiti". Il protocollo con i Parchi si inserisce, per Esposito, in un percorso più ampio. "Questo protocollo è un pezzo all’interno del grande pezzo dell’inclusione", dice, perché l’inclusione "definisce e sancisce la capacità di una comunità di prendersi cura di ognuno di noi". 

Infine, il significato della mobilitazione che nella stessa sera ha illuminato di verde luoghi simbolici in tutta Italia: "Per noi oggi questa serata, questa illuminazione simultanea con tutta Italia rappresenta questo: tutti uniti per combattere". E il messaggio conclusivo guarda alle risposte concrete per le persone con Sla e per le loro famiglie. "Sappiamo che la Sla è una malattia inguaribile, ma le cure, le attenzioni, l’umanità, le risposte ai nostri bisogni, le assicuro che sono una garanzia di civiltà". 

19 set 2026

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