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Uso consapevole del digitale, presentato a Roma modulo didattico dedicato alla 'media literacy'

(Adnkronos) - Decodificare il funzionamento dei feed digitali, contrastare la disinformazione e costruire una cittadinanza digitale critica, partendo dagli adolescenti, coinvolgendo il corpo docente e le famiglie. Sono questi i temi al centro dell’incontro svoltosi oggi tra il Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia Claudio Casini e gli studenti dell’Istituto Comprensivo Orsa Maggiore di Roma. L’appuntamento ha coronato un percorso partecipativo di co-design che ha visto gli studenti protagonisti dello sviluppo di un modulo didattico interattivo dedicato alla media literacy. Lo strumento, concepito da e per i ragazzi, è stato pensato per promuovere un uso consapevole delle tecnologie e dei device (smartphone, laptop, tablet) su cui passano molte ore al giorno. La piattaforma entrerà ora in una fase operativa su scala nazionale: 15 scuole secondarie, 159 classi e circa 3.500 studenti, in tutta Italia tra Lazio, Campania, Lombardia, Piemonte la adotteranno ufficialmente come strumento didattico durante le ore di educazione civica e cittadinanza. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle priorità dell’Unione Europea a tutela dei minori nello spazio digitale, richiamate con forza dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen anche nel discorso sullo Stato dell’Unione 2026, dove ha posto l'accento sulla necessità di sottrarre i più giovani alla trappola dello scorrimento infinito (endless scrolling) e restituire loro il tempo reale per l'immaginazione, il confronto e la crescita personale. Una preoccupazione confermata anche dai recenti dati dell’Eurobarometro, che evidenziano come in una tipica giornata di scuola, il 25% degli adolescenti europei supera già le sei ore davanti allo schermo; un dato che sale a l 46% durante il fine settimana, quando il 14% oltrepassa persino la soglia delle dieci ore al giorno, con crescenti ripercussioni sulla qualità del sonno, sulla capacità di concentrazione e sul benessere psicologico. Tra le varie azioni possibili, il 46% dei genitori italiani interpellati per il sondaggio si dicono favorevoli a una maggiore educazione nelle scuole, più della media europea che si attesta al 39%.  

In risposta a queste sfide, la Commissione ha avanzato la proposta legislativa dell'EU Kids Act, un quadro normativo armonizzato volto a garantire ambienti digitali sicuri fin dalla progettazione (safety by design). Il regolamento propone requisiti rigorosi proporzionati all'età degli utenti: Chi ha meno di 13 anni: non potrà accedere ai social media. Potrà comunque utilizzare servizi di condivisione di video specificamente progettati per questa fascia di età attraverso un account gestito da un genitore o da un tutore; chi ha 13 o 14 anni: potrà utilizzare i social media attraverso un mini-account gestito da un genitore o da un tutore, con funzioni limitate e al massimo per un'ora al giorno; chi ha dai 15 anni in su: potrà aprire e gestire il proprio account sui social media. Le tutele si estendono a tutti i servizi digitali frequentati dai minori (piattaforme social, video sharing, gaming online, chatbot e compagni virtuali basati su IA), imponendo lo stop alle notifiche push notturne, il blocco di contatti non richiesti da estranei, profili privati per impostazione predefinita e la disattivazione degli automatismi che inducono dipendenza. In questo quadro, l’adozione del modulo educativo promosso dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia e da VIK School consentirà a docenti e studenti di sperimentare uno strumento concreto che promuova: l'analisi degli algoritmi dei social media per individuarne i meccanismi che generano dipendenza. Un esempio emblematico è lo scrolling infinito: poiché il flusso di contenuti si aggiorna continuamente senza mai esaurirsi, non c’è un momento in cui si riesca a interrompere la navigazione; la verifica delle fonti, riconoscendo disinformazione mirata, manipolazioni e contenuti generati da intelligenza artificiale (deepfake); il benessere digitale e gestione del tempo, favorendo un equilibrio sano tra presenza online e vita reale. L’iniziativa pilota così descritta potrà successivamente essere estesa ad altre reti scolastiche di secondo grado a livello nazionale su base volontaria, allineandosi alle linee guida della strategia UE Better Internet for Kids (BIK+) e ai principi di responsabilizzazione promossi dal quadro normativo europeo per i servizi digitali. 

"Oggi siamo qui per avviare un confronto diretto con gli studenti e testare un modello didattico innovativo. A dicembre tireremo le somme di questa progettualità con un nuovo incontro mettendo sempre al centro gli studenti ed insegnanti e la loro esperienza diretta. Attraverso il Digital Services Act - ha detto Claudio Casini, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea - stiamo richiamando le piattaforme ai loro doveri di trasparenza e responsabilità, ma è altrettanto decisivo sviluppare gli anticorpi della consapevolezza digitale a partire dalla scuola, coinvolgendo docenti e famiglie. È la stessa direzione tracciata dalla proposta dell'EU Kids Act: combinare tutele normative e strumenti educativi affinché le nuove generazioni possano abitare il digitale in modo libero, sicuro e consapevole". Secondo Pasquale Battaglia, Ceo di VIK School “i ragazzi non hanno bisogno di sentirsi dire che gli algoritmi sono pericolosi: hanno bisogno di capire come funzionano. Con Behind Your Screen li portiamo dietro le quinte dei social a scoprire chi sceglie per loro. È da qui che passa la tutela dei minori online: da ragazzi capaci di riconoscere i meccanismi, non solo di subirli”.  

 

7 ott 2026

Euro 2032, le regole per gli stadi: niente posti in piedi

(Adnkronos) - Niente posti in piedi negli stadi italiani. Le regole Uefa, in vista degli Europei 2032, fissano paletti ben precisi: tutti gli spettatori dovranno disporre di un posto a sedere nell'impianto. La norma ovviamente ha un impatto sulla candidatura dell'Italia in vista della rassegna continentale, come spiega il ministro per lo Sport, Andrea Abodi. "L'Uefa, a decorre dalla fine degli anni '80, ha per decenni stabilito un divieto assoluto per gli stadi di propria competenza di prevedere i posti in piedi. Tuttavia la sperimentazione condotta tra il 2022 e il 2024 ha consentito alla Uefa stessa di prevedere una deroga che permetta per alcune competizioni la presenza di tali posti all'interno degli stadi qualora autorizzata anche dalle singole legislazioni nazionali. Tale deroga non è prevista per i campionati europei di calcio Euro 2032", dice rispondendo a un’interrogazione di +Europa alla Camera. 

Uno stadio italiano, in particolare, è coinvolto nel discorso. "Per quanto attiene allo specifico caso della ristrutturazione interna dello stadio comunale 'Luigi Ferraris' -aggiunge il ministro- candidato a ospitare le competizioni previste per Euro 2032, dagli elementi acquisiti dagli uffici delle strutture tecniche competenti emerge come lo stesso progetto non contempli la previsione di posti in piedi e non potrebbe essere diversamente vista la citata candidatura a fronte del divieto previsto dalle norme tecniche della Uefa". Lo stadio di Marassi è caratterizzato dalle storiche 'gradinate' Nord e Sud occupate dai tifosi del Genoa e della Sampdoria. I settori più caldi del tifo genovese cambieranno volto con la ristrutturazione, quindi. "C'è una piena disponibilità a ritrovarsi attorno a un tavolo con tutti i soggetti che saranno interessati fermo restando le premesse che determinano un'alternativa: o partecipare alla competizione per Euro 2032 o scegliere un percorso diverso uscendo dalla procedura europea e quindi andare a lavorare su un progetto che preveda questa nuova fattispecie che altri Paesi stanno sperimentando". 

7 ott 2026

Simeone e la fortuna fuori dal campo: "Possiede 180 appartamenti a Madrid"

(Adnkronos) - Diego Pablo Simeone ha un vero e proprio 'tesoro nascosto'. L'allenatore dell'Atletico Madrid è tra i tecnici più pagati d'Europa, con uno stipendio da oltre 30 milioni di euro, ma nel corso di questi anni l'ex centrocampista argentino ha investito, e tanto, anche nel settore immobiliare. Un'inchiesta condotta in Spagna ha rivelato infatti che Simeone possiede ben 180 appartamenti a Madrid e diverse residenze per studenti, che gli permettono di avere una fortuna 'extra' e unn investimento a lungo termine quando smetterà di allenare. 

Gli investimenti immobiliari del Cholo, in particolare, vengono gestiti dalla compagna, Carla Pereyra, come rivelato dal programma spagnolo 'Equipo de Investigacion', che ha rivelato anche la portata economica degli investimenti: al bilancio del 2024 il patrimonio immobiliare dei due ammontava a circa 40 milioni di euro. Il tutto viene gestito attraverso una società chiamata 'Carpesim', che altro non è che un acronimo con le iniziali di nome e cognome della donna e soltanto il cognome dell'allenatore dell'Atletico: "Carla Pereyra è la forza trainante dell'attività immobiliare di Simeone perché conosce bene il settore". 

Simeone ripone piena fiducia nella compagna, che "proviene da una famiglia di architetti e ha effettuato diversi investimenti immobiliari fin da giovane". Gli investimenti della coppia sono cominciati fin dal loro arrivo in Spagna: "Appena sbarcati hanno portato avanti un'idea d'investimento tradizionale: acquistare e accumulare appartamenti da affittare". E oggi Simeone può contare su un vero e proprio tesoro fuori dal campo. 

 

7 ott 2026

Tor Vergata Innovation day, impegno ateneo in progetti e competenze

(Adnkronos) - Oltre 90 milioni di euro per 91 progetti di ricerca e una rete di 380 partner scientifici, industriali e attori di sistema: l’Università di Roma Tor Vergata è stata coinvolta complessivamente in 48 progetti di interesse nazionale, 19 come partner di programma, 16 attraverso bandi a cascata e 13 destinati ai giovani ricercatori. Sono i dati diffusi in occasione del convegno Pnrr-Pnc Tor Vergata Innovation Day - Connessioni che generano futuro. Dietro ai progetti ci sono i circa 300 professori e ricercatori coinvolti nella massa critica scientifica, circa 200 persone reclutate nei progetti tra tecnologi, dottorandi, laureati, ricercatori e borsisti e 220 borse per dottorati innovativi.  

I progetti PNRR e PNC che coinvolgono Tor Vergata hanno permesso di costruire relazioni, tra gli altri, con 128 partner di ricerca, 108 tra grandi, piccole e medie imprese e 31 stakeholder di carattere generale. Tra i maggiori progetti, Rome Technopole, Restart e Dare, quelli con impatto economico e di ricerca maggiore, arrivando ad assorbire oltre il 30% delle risorse totali. Un ruolo fondamentale quello di Roma Tor Vergata nel mettere a disposizione competenze scientifiche, infrastrutture, giovani talenti, capacità di collaborazione, un impegno che l’ateneo ha articolato in diverse aree tematiche che testimoniano la ricchezza scientifica e la multidisciplinarità.  

Formazione, internazionalizzazione; infrastrutture digitali e connettività dai big data al super calcolo, al calcolo quantistico fino l'evoluzione delle rete 5G e 6G. Medicina di precisione, la salute digitale e la prevenzione, dalle terapie a rna alla medicina personalizzata, dalle neuroscienze alla diagnostica avanzata e agli strumenti digitali per la prevenzione: tecnologia al servizio della persona e della qualità della vita, un ampio spettro, anche intendendo il concetto One Health. 

 

L’area dell'energia, dell'ambiente, dell'economia circolare, lavorando su idrogeno, celle combustibili, nell’ottica di economia circolare, transizione energetica e sostenibilità. 

E ancora le frontiere dello spazio e della materia, sfide scientifiche che vanno dalle missioni satellitari e dai grandi progetti di Digital Twin alla ricerca sulle onde gravitazionali, dalle sorgenti X ad acceleratori al plasma fino allo studio delle origini della vita nello spazio. 

“Queste aree non sono compartimenti separati, ma vengono concepite come parti di un unico ecosistema ed è proprio nell'incontro tra salute e digitale, energia e nuovi materiali, spazio e tecnologie avanzate, formazione e trasferimento tecnologico che possono nascere le innovazioni più significative, ai confini tra le discipline", afferma il rettore Nathan Levialdi Ghiron. "Un ecosistema di innovazione non vive soltanto di idee e di risultati scientifici, vive anche delle competenze professionali, organizzative, amministrative e tecniche che ne sostengono quotidianamente il funzionamento”. Il vero risultato di questi anni "non può essere però soltanto quello di aver realizzato progetti importanti. Dobbiamo fare in modo che le reti e le collaborazioni costruite attraverso questi progetti rimangano vive e continuino a produrre valore nel tempo”, aggiunge. 

"La nostra responsabilità è fare in modo che rimangano molto più dei singoli progetti. Perché connessioni che generano futuro non è soltanto il titolo di questa giornata, ma riassume in uno slogan la direzione nella quale vogliamo far crescere Tor Vergata”, ha concluso il rettore.  

 

“I finanziamenti Pnrr e Pnc sono stati una grande opportunità per il nostro Ateneo. La sfida che ci attende e che siamo pronti ad affrontare è quella di dare continuità al grande patrimonio acquisito sia di capitale umano sia tecnologico, a manutenere le attrezzature e assicurare la continuità ai laboratori, alle piattaforme, a tutti i prodotti di ricerca su cui abbiamo lavorato. Siamo certi che con l’appoggio delle Istituzioni daremo un futuro scintillante ai nostri progetti e alle sinergie che potremo creare in futuro”, sottolinea il prorettore alla Ricerca Massimo Federici 

“La stagione del Pnrr e Pnc ha rafforzato una rete di relazioni tra le università, le imprese e le istituzioni, una risorsa strategica per il nostro Ateneo e per il territorio. Queste esperienze dimostrano che il trasferimento tecnologico può assumere forme molteplici, con lo sviluppo di un prototipo, o con la costituzione di una nuova impresa, permettendo che la conoscenza prodotta dall'Università contribuisca allo sviluppo economico e sociale”, spiega Renato Baciocchi, prorettore al Trasferimento tecnologico, responsabile scientifico per il progetto Rome Technopole. 

7 ott 2026

Giallo di Pietracatella, esclusa ingestione accidentale ricina: in sangue vittime grande quantità di veleno

7 ott 2026

"Contro aggressioni mi muovo solo in auto e di giorno": vita da rider, la storia di Gianluca

(Adnkronos) - "Ho iniziato a fare il rider a marzo del 2020 e ho 30.000 consegne all'attivo. Tutto è partito con il Covid, quando ho dovuto chiudere il bar di famiglia che avevo nel quartiere Prati. All'inizio lo facevo solo per pagare l'affitto e le bollette, nel tentativo di salvare l'attività. Oggi, a 51 anni, posso dire che questo lavoro mi ha salvato la vita e continuo con le consegne, schivando pericoli e aggressioni che hanno reso questo bel lavoro un incubo per tanti". A raccontare all'Adnkronos la sua 'vita da rider' è Gianluca Mancini, che dopo un anno di lavoro è diventato segretario nazionale dei rider Ugl.  

"Nei sei anni e mezzo di attività ho fatto sempre il turno dalle 7 alle 15.30. Li ho provati un po' tutti, anche di notte, ma questo è il più tranquillo - spiega - Io poi mi muovo con la macchina, perché lavoro in zone un po' più periferiche di Roma, dove si riesce a fare gli stessi numeri che si fanno in scooter. Fino a due anni e mezzo fa era il lavoro più bello del mondo, si guadagnava relativamente bene: con la macchina in un turno di 8 ore dal lunedì al venerdì riuscivo a fare una media di 100, 105 euro di fatturato al giorno, il sabato e la domenica un po' di più. Negli ultimi due anni, però, i compensi sono diminuiti di molto. A livello sindacale, abbiamo aperto il tavolo per il nuovo contratto da circa sei mesi e stiamo trattando su aumenti economici tra il 40 e il 50% rispetto al contratto vecchio. Le piattaforme sono consce di questa problematica e si sono rese disponibili nel cercare di ritornare ai livelli di due o tre anni fa. Quanto alla sicurezza del lavoro, per la prima volta il rischio del rider verrà messo nel Dvr (documento valutazione rischi) delle aziende. Gli addetti alle consegne verranno formati sul tema della sicurezza, si segnaleranno quali sono le zone dove più a rischio di aggressioni e l'azienda interverrà, ad esempio come già fatto da alcune piattaforme, provvedendo a oscurare i civici delle zone più a rischio. Nel nuovo contratto si sta facendo un lavoro sull'esperienza degli ultimi sei anni mastodontico. Il problema è che, fin quando non riscriviamo le regole, conviviamo coi problemi che abbiamo". 

"Ricordo ancora consegne brutte, quando ho provato a fare il turno di notte in posti dove non tornerei nemmeno di giorno - continua Mancini - Quante volte, in macchina, sono riuscito a fuggire appena in tempo, notata la malaparata. Pericoli, purtroppo, che i più fragili non riescono sempre a scampare, costretti a lavorare di notte, quando c'è meno offerta, in sella alle biciclette che più facilmente possono procurarsi. Moltissimi, infatti, sono oggi gli extracomunitari che lavorano come rider. Spesso senza documenti, sono vittime di 'caporalato digitale', sfruttati da vere e proprie associazioni criminali che gli affittano account ufficiali. E bersagli privilegiati di banditi e bulli che li massacrano spesso per pochi spicci, certi di una impunità per denunce che non vengono presentate da uomini 'fantasma' irregolari e indifesi". 

7 ott 2026

Strage di Crans Montana, Zurich: "Infondata la richiesta di indennità di Jessica Moretti"

(Adnkronos) - Nuovo colpo di scena attorno alla tragedia di Crans Montana, dove il devastante rogo della notte di Capodanno nel bar Le Constellation provocò la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115. 

Secondo quanto rivelato da fonti vicine alla compagnia all'Adnkronos, sarebbe priva di fondamento la richiesta presentata da Jessica Moretti, titolare del locale insieme al marito Jacques, per ottenere un'indennità giornaliera per infortunio sul lavoro, legata proprio al rogo di Le Constellation.  

La mossa della proprietaria, finita tra gli imputati per la strage, a quanto si apprende, avrebbe spinto l'assicurazione Zurich a preparare le dovute contromosse per tutelare la propria posizione.  

La notte di San Silvestro nel bar Le Constellation a Crans-Montana si è trasformata in un dramma devastante in cui hanno perso la vita sei giovani italiani tra i 15 e i 17 anni: Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini. 

Secondo quanto ricostruito, le fiamme sarebbero divampate a causa di una candela pirotecnica applicata a una bottiglia di champagne. A contatto con il soffitto, il fuoco si è propagato rapidamente tra le circa 200 persone presenti nel locale, provocando il panico generale. Di fronte a un'unica uscita d'emergenza insufficiente, molti presenti si sono salvati sfondando una vetrata per fuggire dalla calca e dal fumo. 

I gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti, finiti tra i sedici imputati con accuse che vanno dall'omicidio colposo all'incendio per negligenza, hanno respinto ogni addebito. Nel corso delle udienze si sono difesi sostenendo di non essere a conoscenza della pericolosità di quel tipo di candele, ritenendole conformi e autorizzate dai vigili del fuoco. 

La posizione dei coniugi è tornata al centro delle cronache anche di recente per vicende estranee al rogo. A fine agosto Jacques Moretti è stato arrestato in seguito a una presunta aggressione domestica nei confronti della moglie. 

7 ott 2026

'Tale e Quale Show', stasera nuovo appuntamento: le anticipazioni

7 ott 2026

Trasporti: H2iseO, presidente Fontana e assessore Lucente in visita a impianti idrogeno

(Adnkronos) - Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, accompagnato dall’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente, ha visitato oggi l’impianto di produzione e distribuzione di idrogeno di Edolo, realizzato da Ferrovienord nell’ambito del progetto H2iseO. Presenti, tra gli altri, il presidente di Fnm Andrea Gibelli, il consigliere delegato di Fnm Fulvio Caradonna, il presidente di Ferrovienord Pier Antonio Rossetti e l’amministratore delegato di Trenord Andrea Severini che, insieme all’assessore Franco Lucente, hanno fatto tappa anche all’impianto realizzato a Iseo. I lavori di costruzione dei due impianti sono stati completati a giugno 2026, permettendo al Gruppo Fnm di centrare pienamente gli obiettivi necessari per ottenere, tramite Regione Lombardia, i finanziamenti del Pnrr per il progetto. I fondi assegnati sono pari a 97,2 milioni di euro, su un totale di 362,4 milioni, e sono relativi a questi due impianti e all’impianto di rifornimento di idrogeno di Rovato, in servizio dal 2025. 

Lungo la linea Brescia–Iseo–Edolo, e in particolare nelle tratte tra Brescia e Iseo e tra Bornato e Rovato, sono in corso i test dinamici di accettazione dei treni a idrogeno, che sono iniziati nella notte tra il 15 e il 16 settembre. Una volta completato il ciclo dei test dinamici di accettazione, si aprirà il periodo di esercizio sperimentale, durante il quale i treni effettueranno un ulteriore ciclo di corse lungo la linea. Queste prove, richieste nell’ambito del processo autorizzativo dei treni, simuleranno tutti gli scenari operativi, in vista dell’avvio del servizio commerciale nel 2027. L’impianto di Edolo sorge su un’area in concessione a Ferrovienord e su aree industriali (non inquinate) in dismissione. L’impianto produrrà idrogeno mediante elettrolisi a partire da energia elettrica da fonte rinnovabile. L’idrogeno verrà stoccato e distribuito tramite 2 erogatori alla pressione di 350 bar. L’impianto, progettato e realizzato nel rispetto delle norme tecniche relative agli impianti di rifornimento di idrogeno di cui al D.M. 23 ottobre 2018 e relative agli impianti di produzione di idrogeno tramite elettrolisi di cui al D.M 07 luglio 2023 che disciplinano gli aspetti e le dotazioni di sicurezza, dispone di un impianto di produzione di idrogeno tramite elettrolisi con una capacità produttiva nominale pari a 1.644 kg/giorno di idrogeno (ovvero 600 tonnellate/anno), una baia per la ricezione di eventuali carri bombolai e stoccaggi per l’idrogeno per una capacità complessiva pari a 2.489 kg.  

L’impianto di Iseo è sviluppato integralmente su un’area in concessione a Ferrovienord (fatta eccezione per una piccola area acquisita da privati), nelle immediate vicinanze dell’esistente deposito di Trenord. L’impianto produrrà idrogeno a partire dal biometano, recuperando la CO2 prodotta. L’idrogeno verrà successivamente stoccato e distribuito tramite 2 erogatori in grado di rifornire due treni su due differenti binari alla pressione di 350 bar. L’impianto, progettato e realizzato nel rispetto delle norme tecniche relative agli impianti di rifornimento di idrogeno di cui al D.M. 23 ottobre 2018 che disciplinano gli aspetti e le dotazioni di sicurezza, dispone di un impianto di produzione di idrogeno tramite steam reforming con una capacità produttiva nominale pari a 1.150 kg/giorno di idrogeno (ovvero 420 tonnellate/anno), una baia per la ricezione di eventuali carri bombolai e stoccaggi per l’idrogeno per una capacità complessiva pari a 1.450 kg.  

 

"Questo progetto – afferma il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana - incarna perfettamente la transizione ambientale che vogliamo: un percorso fatto di investimenti, innovazione e competitività, capace di generare sviluppo. Come Regione Lombardia abbiamo sostenuto H2iseO perché le istituzioni devono far sperimentare e misurare le tecnologie migliori per poi trasformarle in servizi utili. I siti di Edolo e Iseo dimostrano che le grandi trasformazioni tecnologiche possono e devono partire dai territori, creando competenze ed eccellenza. È questo il modello lombardo: innovare concretamente per dare risposte reali. La transizione ambientale deve essere una leva di sviluppo e non un vincolo alla crescita".  

“La sperimentazione dei treni a idrogeno in Lombardia – sottolinea l’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia Franco Lucente - sta seguendo fedelmente il cronoprogramma ipotizzato, dal completamento degli impianti di Edolo e Iseo sino all’entrata in esercizio prevista il prossimo anno. Un progetto dall’alto valore innovativo e tecnologico, che va nella direzione intrapresa da tempo da parte di Regione Lombardia per una mobilità sempre più sostenibile e condivisa. L’obiettivo che stiamo perseguendo è quello della neutralità tecnologica: dal ferro alla gomma sino ai battelli, vogliamo sfruttare al meglio tutte le tecnologie di ultima generazione che possono portare importanti benefici ai cittadini e al trasporto delle merci. Iniziative che vedono il mio assessorato in prima linea per favorire una mobilità interconnessa, digitalizzata ed efficiente, proprio per rendere la Lombardia la locomotiva d’Italia”.  

“Il completamento degli impianti di Edolo e Iseo è un’ulteriore tappa verso la piena realizzazione del progetto H2iseO – commenta il presidente di Fnm Andrea Gibelli -. Grazie al determinante supporto di Regione Lombardia, a partire dal prossimo anno entreranno in servizio i nuovi treni a idrogeno. H2iseO è un progetto con al centro innovazione e sostenibilità, nato per decarbonizzare la mobilità in Valcamonica e nella provincia di Brescia ed è un modello replicabile a livello nazionale”. “Un grande ringraziamento – afferma il consigliere delegato di Fnm Fulvio Caradonna – va a tutte le persone del Gruppo e ai partner tecnici e istituzionali, in particolare a Regione Lombardia, che stanno collaborando per raggiungere gli obiettivi. L’impegno di tutti ci sta avvicinando verso l’avvio dell’esercizio commerciale”.  

 

“Ferrovienord - sottolinea il presidente di Ferrovienord Pier Antonio Rossetti - grazie all’impegno e alla competenza dei suoi professionisti, ha dato un contributo essenziale per il completamento degli impianti, oltre ad aver realizzato le altre opere necessarie a portare a compimento un progetto di grande valore ambientale e sociale”. Promosso da Fnm, Ferrovienord, Trenord, con il supporto di Regione Lombardia, il progetto H2iseO ha l’obiettivo di sviluppare in Valcamonica una filiera economica e industriale dell’idrogeno, a partire dal settore della mobilità, avviare la conversione energetica del territorio, contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale. 

Il progetto H2iseO prevede la messa in servizio di 14 nuovi treni a idrogeno destinati a sostituire l’intera flotta diesel oggi impiegata sulla linea, la realizzazione di impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, l’adeguamento tecnico e infrastrutturale delle stazioni interessate, la realizzazione del deposito e del sito per la manutenzione dei treni a idrogeno. H2iseO nasce da un’esigenza concreta: sostituire progressivamente una flotta diesel su una linea non elettrificata, evitando soluzioni che avrebbero comportato cantieri estesi, interferenze prolungate con il servizio e impatti significativi sul territorio. 

7 ott 2026

Scontro treni Andria, definitive condanne per capostazione e capotreno e assoluzioni ex dirigenti

(Adnkronos) - Diventano definitive le due condanne per lo scontro dei treni tra Andria e Corato del luglio 2016, uno dei più grandi disastri ferroviari della storia nazionale, con 23 morti e 58 feriti. La Cassazione ha confermato la sentenza della Corte di Appello di Bari del settembre 2025 che ha condannato a sei anni e tre mesi di reclusione il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e a sei anni e nove mesi Nicola Lorizzo, capotreno del convoglio partito da Andria e diretto a Corato.  

Con la sentenza emessa oggi dai giudici della Quarta sezione penale della Cassazione diventano definitive anche le assoluzioni per gli ex dirigenti di Ferrotramviaria, Massimo Nitti e Michele Ronchi, e per la stessa società, nei cui confronti invece la procura generale di Bari aveva presentato ricorso e per i quali oggi il sostituto procuratore generale della Suprema Corte Ferdinando Lignola aveva chiesto un processo di Appello bis.  

“Sono scandalizzato che le responsabilità per 23 morti e oltre 50 feriti vadano a ricadere solo su un capotreno e un capostazione senza considerare la gestione della sicurezza”, ha detto questa mattina il pg di Cassazione nella sua requisitoria sollecitando l’annullamento con rinvio della sentenza e la conferma delle condanne per il capostazione e il capotreno. I giudici hanno però confermato la sentenza della Corte di Appello di Bari.  

“La Suprema Corte di Cassazione si è espressa in modo inequivoco dichiarando l’inammissibilità del ricorso e mettendo la parola fine a una vicenda che, a questo punto possiamo dirlo chiaramente, aveva trascinato ingiustamente per anni Massimo Nitti e Michele Ronchi. In considerazione dei fatti a cui si riferisce, e in particolare alle tante persone che dieci anni fa persero la vita, non c’è altro da aggiungere. Le sentenze di assoluzione, che ora passano in giudicato, hanno fatto piena chiarezza sulle responsabilità”. È quanto ha dichiarato Andrea Di Comite, legale di Nitti e Ronchi, all’epoca dei fatti, rispettivamente, direttore generale e direttore di esercizio di Ferrotramviaria, già assolti dai giudici di merito. 

7 ott 2026

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