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Caro carburanti, Meloni: "Pronti a intervenire con accise mobili"

7 ott 2026

Leucemia linfatica cronica, l’arte dà voce all’esperienza dei pazienti

(Adnkronos) - Il potere espressivo dell’arte per dare voce all’esperienza di chi vive con una diagnosi di leucemia linfatica cronica (Llc) offrendo uno sguardo che va oltre gli aspetti clinici, per restituire la complessità del vissuto individuale, relazionale ed emotivo. È il cuore del progetto dell’artista sinestetico Angelo Orazio Pregoni, esposto alla 61ª Biennale d'Arte di Venezia sostenuto da BeOne Medicines. ‘Natura viva: il malato e il secolo breve’, è una tela monumentale - informa una nota - racconta malattia e cura: una figura umana in vestaglia, seduta in poltrona e circondata da alcune tra le personalità più iconiche del Novecento che restano però sullo sfondo e diventano sempre più indistinte e incomplete andando da sinistra a destra, a suggerire che l’esperienza di malattia è complessa e dinamica, e cambia inevitabilmente l’esistenza, anche una volta guariti. 

La Llc è la forma più comune di leucemia negli adulti (30% di tutte le diagnosi). In Italia, sono stimati circa 2.750 nuovi casi ogni anno. “La leucemia linfatica cronica non coinvolge soltanto il corpo, ma investe profondamente la sfera psicologica, emotiva e relazionale della persona e dei familiari”, afferma Livio Trentin, professore ordinario di Ematologia e direttore Unità complessa di Ematologia, dipartimento di Medicina Azienda ospedale-università Padova. “La comunicazione della diagnosi di ‘leucemia’ suscita inevitabilmente angoscia, anche quando la malattia presenta un decorso lento e, in molti casi, non richiede un trattamento immediato. Negli ultimi anni la ricerca ha determinato progressi terapeutici straordinari, rendendo disponibili trattamenti sempre più efficaci, mirati e meglio tollerati in quanto non più chemioterapici, preservando così una buona qualità di vita”. 

“Grazie ai progressi della ricerca, l’ematologia oncologica ci sta abituando a un significativo cambio di prospettiva per i malati; e questa è la buona notizia”, sottolinea Davide Petruzzelli, presidente de La Lampada di Aladino Ets, vicepresidente Favo, vicepresidente Fondazione Aiom. “La vera sfida che ci attende - prosegue - è garantire una qualità della vita che restituisca dignità e autonomia nella propria vita quotidiana: una presa in carico globale e territoriale che metta al centro l’individuo, prima ancora della prestazione sanitaria. Dove il sistema fatica l’arte ha invece la capacità di dare voce a emozioni, fragilità e attese spesso difficili da esprimere. Per questo oggi siamo felici di essere qui per celebrare un’iniziativa che ci aiuta a mantenere l’attenzione sui bisogni reali delle persone e delle loro famiglie”. 

 

Pregoni si è avvicinato al tema della malattia a seguito dell'esperienza di una persona a lui vicina che sta affrontando la Llc, utilizzando l'arte come strumento di riflessione e confronto. La performance di ‘live painting’ si è tenuta dal 27 agosto al 6 settembre al Supernova - Exhibition Space, sede del National Pavilion of United Republic of Tanzania (Cannaregio 3218/A, 30121 Venezia) dove sarà visibile fino al 22 novembre. Da questo work in progress, aperto al pubblico, è scaturita una tela monumentale (3 x 2 metri). “Un elemento chiave dell’opera – spiega Pregoni - è il finto cartiglio in trompe-l'oeil, che riporta titolo, data e firma, nella parte destra della tela. Un dettaglio che richiama la massiccia produzione di documenti, referti e ‘scartoffie’ burocratiche, generata sia dai percorsi clinici, che dagli archivi dell'arte. Entrambi cercano di tradurre qualcosa di instabile e complesso in un dato registrabile, ma quest’opera ci ricorda che una diagnosi non può e non deve mai definire una persona, così come una didascalia non può contenere un dipinto. Ecco perché la persona malata, al centro dell’opera, è l'unica a cercare lo sguardo dello spettatore, rivendicando la propria biografia, di fronte alla catalogazione medica”. 

“I progressi della ricerca scientifica e dell'innovazione terapeutica hanno profondamente trasformato negli ultimi anni il percorso delle persone con Llc, offrendo nuove opportunità di cura e migliorando le prospettive di vita – commenta Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines -. Ma BeOne sa molto bene che una diagnosi non definisce una persona e che, accanto al trattamento, esiste una dimensione umana fatta di relazioni, identità, progetti e quotidianità, che merita attenzione e ascolto. Perché questa è parte integrante della cura e del suo successo. Ricerca e innovazione terapeutica sono il cuore del nostro impegno. Ma affrontare una diagnosi oncologica significa attivare una rete di persone, competenze e relazioni che accompagnano e prendono realmente in carico il paziente lungo il suo percorso. Essere BeOne significa proprio questo: costruire connessioni e valorizzare prospettive diverse per riportare sempre al centro la persona. È questo lo spirito con cui abbiamo scelto di sostenere questo ambizioso progetto”. 

7 ott 2026

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7 ott 2026

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7 ott 2026

Barcolana: glo è Gold Sponsor della manifestazione e Main Sponsor di ARCA SGR

(Adnkronos) - Una presenza che va oltre il sostegno sportivo e testimonia il legame di BAT con il territorio del Friuli-Venezia Giulia, dove l'azienda continua a investire in innovazione, sostenibilità e dialogo con la comunità locale. 

Evento simbolo della vela internazionale, la Barcolana rappresenta ogni anno una vetrina d'eccellenza per Trieste e per l'intero territorio regionale, capace di riunire grandi campioni e appassionati sulla stessa linea di partenza. 

 

glo, insieme a VELO - brand di BAT Italia e leader in Italia e in Europa nella categoria dei sacchetti di nicotina per uso orale - accoglierà consumatori adulti di nicotina in un’esclusiva area hospitality nel cuore del Villaggio Barcolana, affacciato sul golfo di Trieste. Un ambiente elegante, sviluppato su più livelli, che coniuga design contemporaneo e vista aperta sul paesaggio. A completare l’esperienza, il rooftop panoramico ospiterà aperitivi, incontri esclusivi ed eventi, diventando un punto di osservazione privilegiato sulla Barcolana e sulla città di Trieste. 

"La Barcolana rappresenta un appuntamento importante per BAT Italia perché ci consente di valorizzare il legame con Trieste, città in cui siamo presenti con l'A Better Tomorrow Innovation Hub, centro strategico per il nostro percorso di trasformazione e innovazione. Rinnovare il nostro sostegno alla manifestazione attraverso glo e consolidare la partnership con ARCA SGR significa essere parte di un evento che contribuisce alla visibilità internazionale del territorio e che condivide valori come eccellenza, innovazione e visione di lungo periodo. Allo stesso tempo, ci offre l'opportunità di dialogare con i consumatori adulti di nicotina attraverso esperienze loro dedicate'', sottolinea Antonino Grosso, Head of Marketing Deployment, di BAT Italia. 

“Siamo entusiasti di rinnovare anche quest’anno la collaborazione con glo. ARCA SGR si presenta a questa edizione con l’obiettivo di continuare a esprimere al massimo il proprio potenziale in una manifestazione unica per la vela internazionale. La partnership con glo nasce dalla condivisione di una visione orientata all’innovazione e alla capacità di guardare al futuro, valori che ritroviamo pienamente nel progetto ARCA SGR. Essere ancora una volta insieme sulla linea di partenza di Trieste è per noi motivo di orgoglio e un ulteriore stimolo a vivere da protagonisti questa grande manifestazione della vela”, commenta Furio Benussi, Project Manager e skipper di ARCA SGR. 

7 ott 2026

Putin compie 74 anni, da spie cancro a studio su 'andatura da pistolero': tutti gli alert sulla salute

(Adnkronos) - Quello strano tremore alla gamba, il braccio destro "più statico" del sinistro, la voce monocorde, lo sguardo assente, il gonfiore al volto, un'assenza inaspettata. Il corpo di un leader è sempre sotto i riflettori. Video e fotografie vengono incessantemente passati sotto la lente d'ingrandimento, i curriculum di chi lo accompagna esaminati in ogni dettaglio, cambiamenti insoliti nelle routine sottoposti a qualsiasi tipo di congetture. E quando si tratta di Vladimir Putin, visto l'impatto sugli equilibri mondiali, il fenomeno è amplificato all'ennesima potenza. L'anatomia del capo diventa un romanzo a cui aggiungere pagine infinite. Ma nonostante le voci e gli alert sulla sua salute - sempre smentiti - si rincorrano ormai da ben oltre un decennio, oggi lo 'zar' compie 74 anni, e questo è il 22esimo compleanno che festeggia da presidente della Federazione Russa.  

Le ipotesi di malattie di cui avrebbe sofferto hanno alimentato persino studi scientifici pubblicati su prestigiose riviste. Indimenticabile la teoria sulla sua strana camminata: non spia di Parkinson precoce - l'indiscrezione di turno che circolava in quel periodo - ma postura da 'pistolero', un portamento retaggio di disciplina militare e addestramenti giovanili nel Kgb, conclusero gli autori dopo aver analizzato un'ampia rassegna di video. Era il 2015. A suscitare l'analisi il suo incedere asimmetrico: quando Putin cammina, spiegavano gli autori nel paper uscito sul numero natalizio del 'British Medical Journal', il suo braccio destro non oscilla come l'altro. Un segno distintivo sottoposto all'esame di un team di neurologi dei Paesi Bassi, tutti esperti di disturbi del movimento, i quali per arrivare al verdetto hanno persino allargato il raggio d'indagine all'allora primo ministro Dmitry Medvedev e ad altri alti ufficiali russi, ed è lì che è arrivata l'illuminazione: quell'andatura era una caratteristica molto comune. E a meno che non fossero tutti in una fase di malattia precoce, postulavano i ricercatori, doveva esserci un'altra spiegazione. A caccia di una pista, gli esperti si sono imbattuti in un vecchio manuale di addestramento del Kgb, che dava istruzioni su come gli agenti operativi dovevano muoversi sul campo: "Quando ci si sposta - era l'indicazione - è necessario mantenere l'arma contro il petto o nella mano destra. E si dovrebbe camminare con un lato, di solito il sinistro, lievemente ruotato nella direzione del movimento". Per loro è stata la prova del nove.  

Ma le congetture non si sono mai arrestate. "Ha il cancro", "gli restano pochi mesi di vita", "è diabetico", "ha subito operazioni segrete all'estero". I rumors si sono intensificati significativamente dopo l'invasione russa dell'Ucraina del febbraio 2022. Da allora è stato un inseguirsi di teorie, soprattutto oncologiche, un 'giallo' continuo. Ma tornando indietro negli anni, già dal 2016-2017 media di tutto il mondo avevano rilevato come, negli ultimi anni, Putin fosse spesso stato accompagnato nei suoi viaggi all'estero da un folto team di medici. In quegli anni, le trasferte fuori dalla Russia lo avrebbero visto circondato da ben 5 medici, poi diventati, in alcune circostanze, addirittura 13 contemporaneamente. Tra loro rianimatori, neurochirurghi, medici di medicina generale, oncologi. Poiché uno di loro era conosciuto per i suoi studi sul cancro alla tiroide, e Putin - secondo quanto raccontato dai media - sarebbe andato a trovarlo 35 volte a Sochi, questa è stata a lungo una delle tesi più accreditate. C'è poi stato il periodo in cui si è ipotizzato fosse affetto da una grave forma di diabete, a causa del viso gonfio mostrato in diverse occasioni; prima ancora era stata appunto la volta del Parkinson a uno stadio iniziale che gli avrebbe creato un principio di demenza. Anche i problemi alla colonna vertebrale causati da una caduta da cavallo hanno tenuto banco per un po', peggiorati dopo un infortunio mentre giocava ad hockey. Si è passati a discutere di un'ipotetica leucemia galoppante, ma anche di sindrome di Asperger. Parallelamente alle diagnosi, si sono fatte strada anche le voci più fantasiose sulle ipotetiche cure: dalle più classiche - che sarebbero supervisionate dagli specialisti che lo circondano - fino a quelle più alternative come gli impacchi con sangue di cervo che, secondo alcuni esperti intervistati, avrebbero "effetti al limite del miracoloso". E poi c'è il capitolo delle operazioni segrete effettuate fuori dalla Russia, di cui ormai si è perso il conto.  

Ma sono in particolare le assenze del leader una delle scintille che più di frequente innesca voci incontrollate, come quando nel 2022 Putin mancò l'annuale live-tv 'Direct Line to Vladimir Putin', durante il quale il presidente risponde alle domande dei cittadini e, sebbene gli analisti ritenessero che la motivazione fosse da ricercare nel desiderio di sfuggire a eventuali domande ostili sulla guerra, fra le ipotesi più quotate puntuale c'è stata anche quella delle possibili preoccupazioni dello staff del presidente per la sua salute. Più recente (agosto 2025) l'aneddoto secondo cui, durante il vertice in Alaska con Trump, le guardie del corpo di Putin avrebbero trasportato uno speciale "contenitore per le feci", destinato a raccogliere e riportare in Russia ogni traccia biologica del leader. Obiettivo ipotizzato per questo strano particolare: impedire a potenze straniere di ottenere informazioni sullo stato di salute del presidente attraverso analisi del suo materiale organico. Tra l'altro, un'accortezza di vecchia data a quanto pare. Il che ovviamente ha alimentato ulteriormente le voci sulle sue reali condizioni cliniche.  

Negli anni si è sussurrato persino di problemi cardiaci, di un'irritabilità dovuta a terapie al cortisone ed è praticamente impossibile elencare con completezza ogni volta che la salute di Putin ha fatto notizia. Allo stesso modo, ormai non si contano più le volte in cui il suo entourage si è lanciato in una smentita. Ad aprile 2023, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, denunciando quelle che ha definito "bugie" diffuse sul suo 'principale', ha voluto confutare anche una delle teorie più ricorrenti: quella che abbia dei sosia. No, ha obiettato Peskov, non solo non è malato e non sta morendo, ma non ha nessun sosia che fa comparse al posto suo, e non è vero che si nasconde in un bunker. Lui "è sempre stato superattivo" e "quelli che lavorano al suo fianco difficilmente riescono a stargli dietro". La sua salute? "Invidiabile".  

Riempie un capitolo a parte la pioggia di indiscrezioni dei primi anni della guerra in Ucraina. A giugno 2022, mentre il conflitto infuriava, fonti dell'intelligence statunitense citate da 'Newsweek' riferivano che l'inquilino del Cremlino si era sottoposto ad aprile a un trattamento per curare un cancro in stadio avanzato. Sempre in quei giorni il giornalista israeliano Mark Kotlyarsky aggiungeva altri dettagli: il presidente russo Putin sarebbe affetto da cancro al pancreas e non alla tiroide, così come si pensava, un tipo di tumore dunque difficilmente curabile. In un crescendo che ha portato a inizio 2023 alle dichiarazioni di Kyrylo Budanov, che ai tempi era capo dell'intelligence militare ucraina: "E' malato da tempo" e "morirà presto". Sono passati 3 anni da allora e nel 2026, impermeabile a tutto, lo 'zar' spegne le sue 74 candeline. 

7 ott 2026

Ai, Angelini Academy e Ucl insieme a ridisegnare la formazione manageriale

(Adnkronos) - Angelini Academy, società parte di Angelini Industries, e University College London (Ucl) hanno avviato una partnership triennale. L’obiettivo è studiare i processi cognitivi e i fattori che influenzano ciò che i manager apprendono e riescono poi ad applicare nel proprio lavoro per comprendere come dovrà evolvere la formazione aziendale, in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale (Ai) assume un ruolo sempre più rilevante nei processi cognitivi e decisionali. Le corporate academy - informa una nota - hanno tradizionalmente svolto un ruolo di raccordo tra imprese e università, commissionando e sostenendo programmi formativi sviluppati dagli atenei e destinati ai propri manager.  

Nell’ambito del percorso trasformativo intrapreso negli ultimi anni da Angelini Industries - gruppo industriale multinazionale con 5.600 dipendenti, attivo in 21 Paesi nei settori salute, tecnologia industriale e largo consumo - sul piano organizzativo, strategico e scientifico, Angelini Academy sta superando questo modello tradizionale, integrando la formazione nell’infrastruttura di innovazione del Gruppo e collaborando con le università per ripensare il modo stesso in cui la formazione viene progettata e sviluppata. In questo contesto, mentre l’intelligenza artificiale viene spesso raccontata come un fattore di disruption e di preoccupazione per il futuro del lavoro, Angelini Academy sceglie una prospettiva diversa: comprendere come possa diventare uno strumento capace di ampliare la conoscenza e rafforzare le capacità critiche, di giudizio e di decision making delle persone. Per questo l’Ai è già oggi integrata nei programmi executive dell’Academy, nei percorsi di co-creazione con le nuove generazioni e nelle attività di ricerca, con l’obiettivo di sviluppare nuovi modelli di apprendimento per il lavoro del futuro. 

Il programma di ricerca - continua la nota - seguirà diversi gruppi di manager durante i percorsi di formazione di Angelini Academy e nelle successive fasi di applicazione delle competenze acquisite nel contesto lavorativo. Attraverso test cognitivi, misurazioni fisiologiche e, ove possibile, tecniche di neuroimaging, la ricerca analizzerà come i manager apprendono nuove conoscenze e le trasformano in comportamenti, decisioni e pratiche di lavoro; il focus dell’indagine è l’interazione tra processi cognitivi individuali, contesti organizzativi e nuove contingenze tecnologiche. Lo studio esaminerà anche l’impatto dell’intelligenza artificiale, per capire se possa rafforzare questi processi di apprendimento o, al contrario, consentire di aggirare parte dello sforzo cognitivo su cui l’apprendimento si fonda. I risultati della ricerca potranno contribuire a progettare programmi di formazione più efficaci nel sostenere l’apprendimento lungo l’intero arco della vita professionale, in risposta alla crescente esigenza di aggiornamento continuo delle competenze. 

 

Il progetto di ricerca nasce, infatti, in un contesto in cui l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro sta crescendo più rapidamente della nostra capacità di comprenderne gli effetti sui processi di apprendimento. Secondo un recente studio di Deloitte, in Italia, l’82% delle aziende prevede di aumentare gli investimenti nell’AI nei prossimi 12 mesi, mentre il 92% si aspetta incrementi di produttività dall’adozione di queste tecnologie. Parallelamente, secondo il Cegos International Barometer, i responsabili HR italiani prevedono che una professione su quattro potrebbe essere interessata dall’obsolescenza delle competenze entro i prossimi tre anni, indicando nell’AI la principale causa. Molto meno si sa, invece, di come l’intelligenza artificiale stia modificando il modo in cui gli adulti apprendono sul lavoro. 

I risultati dello studio confluiranno direttamente nei programmi di Angelini Academy, che offriranno contesti reali nei quali sperimentare e testare nuovi approcci alla formazione. Si tratta del primo progetto di un programma triennale di ricerca, nell’ambito del quale Angelini Academy investirà complessivamente circa 2 milioni di euro. Ulteriori progetti di ricerca sviluppati in collaborazione con partner accademici di rilievo approfondiranno alcune delle principali sfide legate all’evoluzione del lavoro. Tra queste, il mismatch tra le competenze disponibili e quelle richieste nei settori delle life sciences e della robotica, e l’evoluzione dei modelli formativi per le persone chiamate a lavorare sempre più a stretto contatto con l’intelligenza artificiale. 

“La collaborazione con università di eccellenza come Ucl - ha dichiarato Sergio Marullo di Condojanni, Ceo of Angelini Industries - si inserisce nel percorso di evoluzione del nostro Gruppo, che punta a coniugare la crescita internazionale nei settori chiave — farmaceutico, tecnologia industriale e largo consumo — con un impegno specifico e approfondito sullo sviluppo delle competenze e sulla trasformazione del mondo del lavoro alla luce dell’impatto dell’intelligenza artificiale. L’investimento nel programma di ricerca sull’apprendimento nasce dalla volontà del Gruppo di comprendere e contribuire a guidare il cambiamento portato dalle nuove tecnologie”. 

 

“Il programma finanziato da Angelini Academy - ha commentato Andrea Prencipe, presidente di Angelini Academy - rappresenta un esempio concreto di engaged research, ovvero ricerca collaborativa: un approccio che trasforma una domanda reale del mondo dell’impresa in un percorso scientifico co-progettato con l’università. La conoscenza prende forma attraverso un dialogo continuo tra ricercatore e contesto organizzativo, così da tenere insieme rigore accademico e rilevanza pratica. I programmi di Angelini Academy diventano oggetto di studio e, al tempo stesso, laboratorio in cui sperimentare nuovi approcci all’apprendimento. In questa combinazione tra metodo scientifico ed esperienza concreta dell’impresa, la ricerca contribuisce a ripensare l’educazione, la formazione manageriale e il futuro del lavoro”. 

“L’apprendimento richiede sempre un certo grado di difficoltà e impegno, e non sappiamo ancora fino a che punto l’intelligenza artificiale possa ridurre questo sforzo, prima che la comprensione lasci spazio al semplice accesso alle risposte - ha osservato Joe Devlin, professore di Neuroscienze cognitive, Ucl - Gran parte delle conoscenze di cui disponiamo deriva da studi condotti con studenti e attraverso attività sperimentali in laboratorio. Sono ancora poche le organizzazioni disposte a sottoporre i propri percorsi formativi a un’analisi di questo tipo, ed è per questo che siamo particolarmente lieti che Angelini Academy abbia scelto di farlo”. 

La partnership - conclude la nota - si inserisce nel percorso di sviluppo dell’offerta formativa di Angelini Academy, che dal 2018 ha costruito un ampio portafoglio di programmi dedicati alle persone del Gruppo. Nel 2025, sono stati oltre 500 i dipendenti di Angelini Industries che hanno partecipato ai programmi formativi dell’Academy, per un totale di circa 10mila ore di formazione erogate. Nel 2026, l’Academy ha inoltre avviato un percorso di apertura all’ esterno attraverso Angelini Academy Gateway, un’iniziativa del valore di 1 milione di euro che prevede l’assegnazione di 10 borse di studio per l’International Mba della Ie Business School, abbinate a un’esperienza di internship presso una delle società operative del Gruppo. 

7 ott 2026

Efficienza energetica con l'Ia, Alperia porta a 'Cphi Milan' la decarbonizzazione che entra in fabbrica

(Adnkronos) - Ridurre consumi ed emissioni senza mettere a rischio qualità del prodotto, sicurezza dei processi e continuità della produzione. È su questo equilibrio che si gioca una parte importante della transizione energetica dell'industria farmaceutica, dove climatizzazione, clean room, centrali termiche e frigorifere, aria compressa, acqua di processo, vapore e fluidi di processo rendono l'energia parte integrante della produzione. È da qui che è partita Alperia, tra i principali operatori italiani dell'energia green e tra i maggiori produttori nazionali di energia idroelettrica, che ha debuttato a Cphi Milan 2026, che si svolge a Fiera Milano dal 6 all'8 ottobre. Oggi Alperia Green Future, società del Gruppo Alperia che sviluppa soluzioni integrate per la transizione energetica di imprese e grandi edifici, è stata protagonista del Cphi Sustainability Summit con il workshop 'From Esg Targets to Operational Results: How Pharma Sites Turn Sustainability into Action' dove sono stati messi a confronto strumenti digitali per la gestione dell'energia ed esperienza industriale, a partire dal caso Suanfarma.  

Nel farmaceutico decarbonizzare significa intervenire direttamente su processi e impianti. Hvac, clean room, centrali frigorifere e utilities devono garantire condizioni operative rigorose e costanti: ridurre i consumi significa quindi aumentare l'efficienza preservando parametri critici, sicurezza e standard qualitativi. La risposta presentata da Alperia è una roadmap industriale che integra efficientamento, decarbonizzazione, innovazione tecnologica e sostenibilità economica degli investimenti. Una delle leve illustrate è Sybil, piattaforma proprietaria di Alperia operativa dal 2013 che integra Intelligenza Artificiale, IoT e modelli predittivi per analizzare, controllare e ottimizzare asset energivori e processi complessi. Dati storici, variabili ambientali e parametri di processo permettono di prevedere la domanda energetica e termica e adeguare il funzionamento degli impianti alle necessità produttive, evitando consumi non necessari. Nel farmaceutico questa logica può essere applicata, ad esempio, alle centrali frigorifere e all'aria compressa. Le applicazioni di Sybil hanno già prodotto oltre il 30% di risparmio energetico elettrico e termico sulla climatizzazione dell'Aeroporto di Venezia e circa il 40% presso la sede del Gruppo 24 Ore. 

Nel chimico-farmaceutico, un'applicazione concreta è quella sviluppata presso Suanfarma, attiva nella produzione di principi attivi farmaceutici (Api). L'intervento, realizzato attraverso un Energy Performance Contract (Epc) che lega la remunerazione ai risultati energetici conseguiti, ha riguardato alcuni sistemi critici dello stabilimento, dalla centrale frigorifera alla gestione dell'aria compressa. L’adozione di Sybil ha consentito di ridurre i consumi, migliorare la stabilità dei processi e generare risparmi misurabili senza impatti sulla qualità del prodotto. L'esperienza è stata presentata oggi a Milano come esempio del passaggio dagli obiettivi di sostenibilità a risultati operativi verificabili. Alperia Green Future integra consulenza energetica e ambientale, progettazione, tecnologie digitali, gestione degli incentivi e strumenti finanziari. Gli interventi spaziano dall'ottimizzazione di calore e freddo al recupero energetico, dall'efficienza di Hvac e utilities all'elettrificazione dei consumi e all'integrazione delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo. L'approccio comprende anche progetti di autoproduzione da fonti rinnovabili, a partire dal fotovoltaico. Alperia opera da oltre 120 anni nella produzione di energia rinnovabile, principalmente idroelettrica, e ha progressivamente ampliato le proprie attività al fotovoltaico, all'eolico e, in prospettiva, all'idrogeno verde. 

7 ott 2026

Ddl Antisemitismo, Conte: "Rispetto Liliana Segre ma M5S dice no"

(Adnkronos) - "Io rispetto" la senatrice Liliana Segre, "con lei ho un ottimo rapporto, ma su questo punto resto fermo su questa posizione". Giuseppe Conte, leader del M5S, si esprime così sulla posizione del Movimento in relazione al Ddl Antisemitismo. Il no del M5S non cambia. La senatrice a vita Liliana Segre, nei giorni scorsi, ha rivolto un appello alle forze politiche invocando sostegno unitario al provvedimento all'esame della Camera. 

"Ricordo che io ho introdotto con delibera del Consiglio dei Ministri la dichiarazione Ihra" relativa all'Olocausto. Non era mai stato fatto prima. E c'erano anche delle perplessità, ovviamente. Io le ho superate e le ho portate in Consiglio dei ministri il 17 gennaio 2020. Poi ho nominato anche una valente studiosa a Chigi per monitorare tutte le politiche di antisemitismo. Quindi sono stato sempre sensibile su questo", dice Conte rispondendo ai cronisti in Transatlantico. "Ma proprio io, che ho recepito una delibera del Consiglio dei ministri per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica, sensibilizzarla contro dichiarazioni e condotte antisemite, oggi dico che è completamente sbagliato quella proposta di legge che recepisce con legge quella dichiarazione sull'antisemitismo", aggiunge. 

"Era una proposta che aveva già dei profili di criticità, oggi diventa uno strumento per reprimere qualsiasi critica alla politica dello Stato d'Israele. Non va bene per legge, perché diventerà uno strumento utilizzato sul piano normativo e legislativo", prosegue. Anche il Pd voterà contro? "Lo auspico, ma auspico anche che la maggioranza la ritiri. Perché in un contesto storico del genere, dobbiamo tener conto del contesto culturale attuale, politico, sicuramente la dichiarazione di Gerusalemme è più equilibrata. Siamo di fronte a un genocidio e siamo anche consapevoli di tutti i tentativi che lo Stato d'Israele sta facendo in tutto il mondo per cercare di reprime qualsiasi forma di dissenso. Non so se avete visto il film Naza: gli autori, i registi sono ebrei e in pratica vogliono metterli al bando in Israele, privarli della cittadinanza, quindi non si può far finta di nulla". 

7 ott 2026

7 ottobre, Esperia: "Mentre si commemora il massacro di Hamas, una componente del Pd romano e dello staff di Gualtieri attacca Israele sui social"

7 ott 2026

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