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Elly Schlein al Pride di Milano: "Omotransfobia uccide"

(Adnkronos) - "L'omotransfobia uccide. Purtroppo ha ucciso anche Mirko Moriconi, che aveva deciso di chiamarsi Michelangelo Andreoni, ucciso a colpi di fucile, da suo padre, insieme alla madre". Queste le prime parole della segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine del Milano Pride. Mirko Moriconi, ha ricordato facendo riferimento al recente duplice omicidio a Camaiore, "qualche tempo fa aveva anche denunciato sui social 'per mio padre meglio morto che gay'. L'omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che rifletta tutta la società e tutta la politica, perché qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride. Questo è il senso: cambiare la cultura in un Paese dove l'omotransfobia purtroppo continua a fare vittime". 

Sono "l'odio e la discriminazione delle persone Lgbtq+ che portano alla violenza, violenza in tante forme, fisica, mentale e dobbiamo tenerne conto. E qualcuno - ha osservato Schlein - ancora si stupisce del perché noi vogliamo una legge contro l'odio, contro l'omobilesbotransfobia come era il Ddl Zan, che è stato affossato in Parlamento. E qualcuno si stupisce se vogliamo prevenire queste forme di violenza, di stereotipi discriminatori, approvando l'educazione alle differenze e all'affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici. Ecco sono questi i motivi perché purtroppo troppe persone ogni giorno sono vittime di discriminazione per quello che sono e non lo possiamo accettare, perché si tratta di diritti fondamentali delle persone", ha concluso. 

27 giu 2026

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27 giu 2026

Caldo, Economist: rischio 12mila morti in tre giorni per picco temperature

(Adnkronos) - Il picco di caldo estremo registrato in Europa dal 24 al 26 giugno potrebbe provocare fino a 12mila morti. E' la stima fatta dall'Economist, che basa il suo calcolo sul cosiddetto 'modello Masselot', secondo cui il numero delle vittime non è determinato solo dalle temperature in valore assoluto, ma anche da quanto insolite sono. Nel 2023, lo statistico ed epidemiologo ambientale Pierre Masselot e i suoi colleghi della London School of Hygiene & Tropical Medicine, ricostruisce il settimanale britannico, hanno modellato la relazione tra temperatura e mortalità in 854 città europee, scoprendo che quando le città sperimentano temperature insolitamente alte, la gente sta peggio: 30°C a Manchester sono molto più letali che a Madrid. 

Per stimare quanto possa essere letale il clima attuale, scrive l'Economist, "abbiamo combinato il modello di Masselot con le temperature medie previste dal 24 al 26 giugno, il picco dell'ondata di calore". Il calcolo "è imperfetto", perché "non considera fattori come l'umidità, ma tiene parzialmente conto del calore notturno, che è uno dei motivi per cui questa ondata di calore è così pericolosa, perché lascia poco tempo al corpo per recuperare". "I risultati mostrano che, in soli tre giorni, il caldo estremo potrebbe causare circa 12.000 decessi in eccesso. Il tasso di mortalità di Parigi potrebbe aumentare di oltre il 300%, il maggiore incremento nella nostra analisi", sostiene ancora il settimanale britannico, secondo cui "il rischio di morte a Londra potrebbe aumentare di circa il 200%, quello di Milano del 170%". 

Fino a 12mila morti in eccesso in Europa in soli tre giorni per le altissime temperature? "E' una conferma di come il caldo estremo non sia più un disagio stagionale, ma una vera emergenza di sanità pubblica", afferma il presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima), Alessandro Miani. "Il dato riportato dall’Economist va letto con grande attenzione e con la necessaria prudenza scientifica: non si tratta di un bilancio definitivo, ma di una stima previsionale", precisa il medico.  

Il caldo oggi, avverte Miani, "non si misura soltanto con il termometro. Si misura con la vulnerabilità dei corpi, delle case e delle città. Una temperatura di 30°C non ha lo stesso significato a Manchester, Madrid, Parigi o Milano, perché non incontra ovunque la stessa acclimatazione, gli stessi edifici, le stesse infrastrutture, la stessa cultura del rischio e la stessa capacità di protezione. Dove il caldo è meno abituale, può essere più letale proprio perché trova popolazioni, abitazioni e sistemi urbani meno preparati. Questo è il punto centrale: il caldo non uccide ovunque nello stesso modo. Uccide dove trova fragilità. Colpisce di più anziani, bambini, persone con patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o neurologiche, ma anche chi vive in abitazioni poco isolate, in quartieri densamente costruiti, con poco verde, poca ombra, scarsa ventilazione e minore accesso a sistemi di raffrescamento. Le temperature notturne elevate sono particolarmente pericolose, perché impediscono all’organismo di recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno. Il dato sull’Italia deve far riflettere. Nell’estate 2024 sono stati stimati oltre 19mila decessi attribuibili al caldo nel nostro Paese, il numero più alto in Europa".  

Questo significa, continua Miani, che "l’attuale ondata di calore va monitorata con estrema attenzione, soprattutto perché non si esaurisce necessariamente nella finestra dei tre giorni considerata dall’Economist. In Italia il picco è atteso tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, con più giorni consecutivi di allerta e temperature molto elevate: più dura l’esposizione, più aumenta il rischio, soprattutto per le persone fragili. Per la medicina ambientale, quella che stiamo vivendo non è più soltanto una questione meteorologica. È una questione sanitaria, ambientale, urbanistica e sociale. Non possiamo continuare ad arrivare dopo, contando i morti a ondata di calore conclusa. Le città devono essere ripensate ora, perché ogni estate estrema ci ricorda che il ritardo nell’adattamento si paga in salute e in vite umane". 

Servono, sottolinea l'esperto, "interventi immediati e strutturali: più verde urbano, più alberature, più ombra, de-impermeabilizzazione dei suoli, depavimentazione dove possibile, Nature-based Solutions, corridoi di ventilazione, riduzione dell’isola di calore urbana e materiali meno assorbenti. Ma serve anche una nuova cultura dell’edificio: le case devono essere protette prima che il calore entri. Schermature solari esterne intelligenti, ventilazione naturale, raffrescamento passivo, isolamento adeguato e gestione corretta di luce e ombra non sono più dettagli di comfort, ma strumenti di prevenzione sanitaria. Il caldo estremo è il nuovo banco di prova delle città europee. Il termometro misura i gradi, ma sono gli edifici, le strade, il verde, l’ombra e le disuguaglianze sociali a decidere quanti danni farà. Per questo la prevenzione deve diventare territoriale, integrata e anticipatoria: non basta dire che farà caldo, bisogna sapere dove quel caldo può diventare letale, per chi e con quali interventi immediati proteggerlo", conclude.  

27 giu 2026

Operata al femore a 104 anni, già in piedi 24 ore dopo l'intervento

(Adnkronos) - La signora Verina, 104 anni, è stata operata al femore e già il giorno successivo è riuscita ad alzarsi in piedi, pronta a cominciare la riabilitazione che le ha restituito la mobilità. E' accaduto all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove la signora Verina ultracentenaria in buona salute, è stata sottoposta a un delicato intervento di ortogeriatria reso necessario da una brutta caduta che ha comportato una frattura al braccio e la rottura del femore, che in età avanzata rappresenta una minaccia per la vita, portando nel 30% dei casi alla morte.  

In questo caso a fare la differenza, si legge in una nota dell'azienda Usl Irrcs della città emiliana, "l'accurato inquadramento diagnostico e la stabilizzazione pre e post-operatoria, assicurate dalle specialiste geriatre in servizio in Ortogeriatria, che hanno potuto condurre la paziente in sala operatoria in tempi brevissimi. Qui, l’equipe multidisciplinare ortogeriatrica – sezione strategica della Struttura complessa di ortopedia diretta da Michele Cappa – ha garantito alla donna un trattamento rapido, seguito da una precoce fase riabilitativa" 

L’intervento di osteosintesi praticato in questo caso consiste nell’introduzione di un chiodo endo-midollare con tecnica cosiddetta mininvasiva, rapida e a basso impatto, studiata per tutelare i soggetti più fragili. In fase post-operatoria ha contato la sinergia dell’equipe coordinata dall’infermiera Sonia Mazzola, composta da infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, che ha portato al compiersi di un piccolo miracolo: nel giorno successivo all’intervento, Verina ha potuto riprendere a camminare, iniziando da subito il programma riabilitativo studiato in vista del suo rientro a casa. 

"Quello di Verina non è un caso isolato", spiega Michele Cappa. "È il risultato - continua - di un percorso di riferimento sul territorio nazionale, integrato, sicuro e costante, costruito su misura per ognuno degli oltre 600 pazienti che ogni anno accedono all'Ortopedia e traumatologia del Santa Maria Nuova con frattura femorale. Nonostante la forte pressione in termini di attività, il reparto è costantemente impegnato nell’offrire alla popolazione un’assistenza di qualità e consolidare elevati standard di cura, soprattutto in presenza di casistica complessa". La primavera e l’estate - riferisce la Ausl - sono periodi dell’anno nei quali si intensifica l’afflusso in Traumatologia d’urgenza e in reparto, a causa di traumi da caduta, incidenti sul lavoro e stradali, infortuni sportivi. Sono cambiate anche le abitudini dei reggiani che sempre di più prediligono la permanenza nel territorio provinciale, scenario che ha generato negli ultimi anni un trend di crescita costante, pari al 4% annuo, di pazienti che necessitano delle cure dell'Ortopedia, una struttura la cui attività spazia trasversalmente in ogni fascia d'età. 

27 giu 2026

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27 giu 2026

Il PalaEur sarà la sede della Maxima Roma, firmato l'accordo con Eur Spa

(Adnkronos) - Maxima Roma ed Eur Spa hanno siglato un accordo che renderà il PalaEur la sede della squadra per la stagione 2026–2027. L’arena ospiterà le principali partite casalinghe del club. L’accordo rappresenta un passo fondamentale nel progetto di rilancio del basket a Roma, promosso dal gruppo guidato dall’imprenditore americano Paul Matiasic, che mira a costruire una strategia a lungo termine in grado di riportare Roma tra le principali realtà del basket italiano ed europeo. Due importanti sviluppi odierni rafforzano ulteriormente il progetto: la Federazione Italiana Pallacanestro ha ufficialmente approvato il trasferimento del club a Roma per il prossimo campionato di Serie A, mentre è stata confermata anche la partecipazione della squadra all’EuroCup, consentendo così al club di competere a partire dalla prossima stagione sia a livello nazionale che europeo. Tuttavia, il progetto va oltre i risultati sportivi. L’obiettivo del gruppo è quello di costruire un ecosistema stabile e profondamente radicato nella comunità locale, in grado di coinvolgere migliaia di tifosi, investire nello sviluppo del basket giovanile e promuovere iniziative con un significativo impatto sociale. A tal fine, sono proseguite le discussioni con i principali attori del panorama cestistico romano per sviluppare partnership e collaborazioni incentrate sulla formazione dei giovani atleti e sul rafforzamento del movimento cestistico nella Capitale. 

Paul Matiasic, Patron di Maxima Roma, ha dichiarato: “Roma rappresenta una sfida unica e un’opportunità straordinaria. Non stiamo semplicemente creando una squadra di pallacanestro, ma un progetto destinato a resistere alla prova del tempo, in grado di unire sport, innovazione, inclusione e sviluppo economico. Il PalaEur sarà la sede di questo percorso e vogliamo che diventi un punto di riferimento per tutti i tifosi. Vogliamo regalare alla capitale una squadra competitiva a livello nazionale ed europeo e costruire un modello che generi valore per l’intera comunità”. Enrico Gasbarra, Presidente di Eur Spa, ha aggiunto: “Siamo felici di annunciare che Eur SpA riporta finalmente il grande sport al Palaeur, centrando un altro degli obiettivi che la società ed il suo CDA si erano posti quando, non più tardi di 18 mesi fa, abbiamo ripreso la gestione diretta della struttura progettata da Nervi e Piacentini per le Olimpiadi del 1960. Grazie all’impegno di Eur SpA il Palaeur torna ad essere la venue di riferimento a Roma per lo sport al chiuso, oltre che per la grande musica. Un ringraziamento particolare va al Ministro dello Sport, Andrea Abodi, al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e al Presidente della federazione italiana basket, Gianni Petrucci per il costante supporto”. 

Sul tema è intervenuto anche Claudio Carserà, ad di Eur Spa: “Siamo orgogliosi di riportare stabilmente il grande sport all’EUR e siamo felici di farlo sposando un progetto, quello del gruppo guidato da Paul Matiasic, solido e di grande visione, che punta a competere ai vertici del basket italiano ed europeo, radicandosi, al contempo, al tessuto sociale e sportivo della città, puntando a creare una forte identità con gli appassionati romani. L’operazione si colloca nell’ambito del più ampio progetto societario di riqualificazione e valorizzazione della struttura che, anche alla luce di questo importante sodalizio, ci poterà ad investire ancor più convintamente per portare il Palaeur agli standard delle principali arene internazionali”. Secondo le prime stime, il piano industriale del gruppo potrà generare per la città di Roma un impatto economico pari a circa 24 milioni di euro l'anno, grazie agli investimenti, all'indotto turistico e commerciale e alle attività connesse agli eventi sportivi. Il modello di riferimento è quello dello “sport entertainment” di matrice americana, già sviluppato con successo a Trieste. Nella città giuliana, il gruppo ha investito oltre 19 milioni di euro, contribuendo alla promozione della Pallacanestro Trieste in Serie A, alla qualificazione alla Basketball Champions League, al raggiungimento di oltre 5.100 abbonati e di un riempimento medio del PalaRubini dell'82%, oltre a ottenere importanti riconoscimenti agli Lba Awards per marketing e innovazione digitale. Sul piano sociale, il progetto ha generato uno Sroi pari a 7,58, restituendo al territorio oltre sette euro di valore sociale per ogni euro investito. Roma rappresenta oggi l'evoluzione naturale di questo percorso. La solidità del Gruppo, unita alla forza del brand internazionale della Capitale e alla disponibilità del PalaEur quale impianto di riferimento, costituisce la base di un progetto pluriennale che punta ad attrarre investimenti, creare valore economico e sociale e restituire alla città una grande squadra di basket, protagonista in Italia e in Europa. 

27 giu 2026

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