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Difesa, Cavo Dragone: "La Nato continua a produrre risultati concreti"

(Adnkronos) - "La Nato continua a produrre risultati concreti. Gli investimenti nella difesa crescono, le capacità militari vengono rafforzate, la base industriale si espande e gli alleati europei, insieme al Canada, che includiamo naturalmente in questa accezione, assumono una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza comune. Il vertice di Ankara conferma i progressi degli alleati verso gli obiettivi che ci eravamo prefissati l'anno scorso a l'Aia, a partire dall'impegno di destinare il 5% del Pil alla Difesa entro il 2035". Così l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, descrive lo stato di salute dell’organizzazione intergovernativa e le prospettive future, intervenendo all’iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation presieduta da Marco Minniti. L’appuntamento, intitolato “Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la Nato”, ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche che animano lo scenario del Mediterraneo allargato. 

Riportando i numeri dell’impegno europeo nella difesa, l'Ammiraglio fa sapere che “nel 2025, gli alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nella difesa di oltre 139 miliardi di dollari, un incremento superiore al 20% rispetto al 2024. Ad appena un anno dall'avvio del percorso verso l'obiettivo del 5%, gli investimenti combinati di tutti i paesi dell'Alleanza si attestano già intorno al 4% del Pil. Ad Ankara - prosegue - in un solo giorno sono stati annunciati oltre 50 miliardi di dollari di nuove commesse”, mentre con l'iniziativa ‘Nato Drone Edge’ si prevede di investire “40 miliardi di dollari nei sistemi senza pilota nei prossimi cinque anni. Ogni euro destinato alla difesa è un euro investito in un futuro di pace e di sicurezza per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti”, afferma ricordando poi che “a livello globale, la spesa media per sicurezza e difesa si attesta già attorno al 5% del Pil. Non stiamo quindi esagerando, stiamo semplicemente tenendo il passo con il mondo in cui viviamo”. 

Tornando agli esiti del vertice tenutosi ad Ankara, in Turchia, il 7 e l'8 luglio 2026 - il 36° vertice Nato e il secondo ospitato dalla Turchia dopo quello di Istanbul del 2004 - l’Ammiraglio pone l’accento sul conflitto russo-ucraino: “L'Ucraina continua a dimostrare non solo una straordinaria capacità di resistenza all'aggressione russa, ma anche un'incredibile attitudine ad apprendere dal campo di battaglia, a rinnovarsi rapidamente e a trasformare l'esperienza operativa in nuove capacità - osserva - Il vertice conferma il pieno sostegno all'Ucraina, ribadendo l'impegno degli alleati a garantire assistenza militare, addestramento e supporto nel lungo periodo. Quando parlo di lungo periodo, intendo anche dopo l'auspicabile firma di un trattato di pace. Ciò che vogliamo è strutturare un'architettura di difesa solida, capace di evitare che l'Ucraina venga invasa dalla Russia per la terza volta”. 

 

“Allargando lo sguardo - ha aggiunto - il vertice di Ankara rappresenta l'ultimo capitolo di un percorso che le democrazie euroatlantiche iniziano quasi ottant'anni fa. Ad Ankara emerge con chiarezza che il rapporto transatlantico non si sta indebolendo, bensì si sta evolvendo, richiedendo una più equa condivisione delle responsabilità. Questa è probabilmente la lezione più importante: la capacità delle democrazie di affrontare le crisi, imparare da esse e rafforzarsi insieme”. Guardando al Mediterraneo, “uno spazio che la Fondazione Med-Or conosce meglio di chiunque altro”, Cavo Dragone lo definisce “un vero e proprio crocevia strategico che collega l'Europa al Nord Africa, al Levante, al Golfo, al Mar Rosso e all'Africa subsahariana”. Si tratta di un quadrante in cui “convergono alcune delle principali sfide della sicurezza contemporanea” come “l'instabilità regionale e la competizione geopolitica; la sicurezza energetica e la protezione delle infrastrutture e delle rotte commerciali; l'immigrazione incontrollata e il terrorismo - evidenzia - È anche per questa ragione che il vertice Nato di Washington del luglio 2024 rafforza opportunamente i punti dedicati al vicinato meridionale, riconoscendone il ruolo sempre più centrale per la sicurezza e la stabilità complessiva”. 

Il presidente del Comitato militare della Nato evidenzia poi l’importanza della cooperazione, sottolineando come “le crisi degli ultimi anni, a cominciare da quelle nel Golfo Persico, ci insegnano che la stabilità richiede capacità industriale, infrastrutture resilienti, filiere diversificate e partenariati affidabili. Nessun Paese e nessuna organizzazione internazionale può affrontare da sola una simile complessità - riflette - È proprio questa consapevolezza che rende la cooperazione una componente essenziale della sicurezza nel XXI secolo”. Questa cooperazione, d'altronde, sta “evolvendo” poiché “accanto alle organizzazioni internazionali tradizionali emergono forme di cooperazione più flessibili, costruite attorno a specifiche esigenze strategiche, tecnologiche, economiche e industriali”. “La dimensione economica e industriale - aggiunge l'Ammiraglio - rappresenta oggi uno degli esempi più significativi di questa evoluzione. L'economia è ormai una componente essenziale della competizione strategica e parte integrante della sicurezza nazionale. Di conseguenza, la scelta dei partner industriali, tecnologici ed energetici diventa una decisione prettamente strategica”, osserva. 

E su come la cooperazione internazionale stia evolvendo, l’Ammiraglio cita iniziative come l'Aukus, l’accordo di sicurezza e difesa militare tra Australia, United Kingdom e United States, e la Msp (Minerals Security Partnership), nate “per diversificare e mettere in sicurezza l'approvvigionamento di materie prime critiche, anche a costo di accettare prezzi più alti pur di non dipendere da partner geopoliticamente discutibili”. Strumenti che, “uniti al crescente coinvolgimento dei paesi del Golfo nei principali forum internazionali, dimostrano chiaramente che la cooperazione internazionale si sta riorganizzando attraverso reti sempre più dinamiche, flessibili e specializzate”, conclude. 

16 lug 2026

Mario Roggero, Crosetto: "Provare ogni strada perché possa tornare a casa". Al via raccolta firme centrodestra per grazia

(Adnkronos) - "Mario Roggero è in carcere. É stata applicata la legge? Probabilmente sì. É giusto? Per me no. La legge non è e non può essere sventolata per giustificare l’impossibilità di un magistrato ad analizzare i fatti nella loro totalità, a tenere conto di tutto, anche ciò che non è previsto sia da considerare". Lo sottolinea il ministro della Difesa Guido Crosetto in un post su X dopo la conferma della condanna a 14 anni e 9 mesi del gioielliere di Grinzane Cavour che nell’aprile 2021 a seguito della rapina subita nel suo negozio uccise due rapinatori.  

"É la giurisprudenza, cioè la facoltà dei magistrati di poter interpretare la legge, magari al punto di innovarla. Ci hanno abituato da anni ad una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle. É stata una pratica molto in voga per portare avanti battaglie ideologiche o contro alcuni 'nemici'. É una pratica che ha consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, Carabinieri, Poliziotti. Per questo secondo me ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Per questo penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa", conclude Crosetto.  

I capigruppo alla Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier, Forza Italia - Berlusconi Presidente - PPE e Noi moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) - Maie - Centro popolare e quelli al Senato della Repubblica di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier - Partito Sardo d'Azione, Forza Italia – Berlusconi Presidente PPE e Civici d'Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare hanno avviato già stamane la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, finalizzata a richiedere al Ministero di Grazia e Giustizia la grazia a Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di detenzione. "Riteniamo - si legge in una nota - che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto". 

A tornare sulla conferma della condanna per Roggero anche il vicepremier Matteo Salvini, che subito dopo la sentenza della Cassazione ieri aveva fatto un video sui social. "La condanna che ieri ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e si è difeso e ha difeso se stesso, sua moglie e sua figlia dai rapinatori, per me non è giustizia. Conto che l'intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero. Perché, dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto", ha detto il leader dellaLega, parlando con i giornalisti a Bari. 

"Già la legge sulla legittima difesa che la Lega volle e fu approvata - ha aggiunto rispondendo alla domanda di una giornalista che gli chiedeva se sia il caso di mettere mano alla legge sulla legittima difesa - ha evitato processi , carcere, problemi di sofferenza a tanti cittadini per bene. Nel caso di Mario Roggero dobbiamo estendere ancora di più il concetto e il perimetro della legittima difesa. E la proposta, portata in Consiglio dei ministri, di evitare il risarcimento danni ai parenti dei rapinatori - ha sottolineato Salvini - va nella direzione giusta. La cosa più immediata è un'altra: non è possibile avere un padre, un marito e un nonno che invece di stare con i nipotini da stanotte sta in galera, dove devono stare i delinquenti veri, non quelli che si difendono a fronte di una aggressione". 

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato dal canto suo un ordine del giorno in Consiglio regionale a sostegno del riconoscimento della grazia. “Mario Roggero è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia - ha sottolineato Cirio - non voglio entrare nel merito giuridico della sentenza perché ho massimo rispetto della magistratura che ha il compito di applicare le leggi. Credo però sia corretto e doveroso appellarsi all’istituto della grazia che è sancita dalla Costituzione e rappresenta il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la compresione umana delle istituzioni”. 

“E’ un atto di perdono istituzionale da parte del massimo garante della Costituzione, ovvero il presidente della Repubblica, per chi può aver sbagliato, ma ha certamente agito sotto l’effetto di un grave e pregresso turbamento emotivo e a difesa della sua famiglia. Questo è il caso di Mario Roggero”. 

16 lug 2026

Tajani torna a chiedere estradizione ex br Casimirri, da Nicaragua stop a relazioni diplomatiche con Italia

(Adnkronos) - Il ministro Tajani ieri a Madrid ha ricordato a una riunione del Ppe la figura di Aldo Moro, assassinato dalle Brigate rosse. Il ministro, fa sapere la Farnesina in una nota, ha ricordato anche che il governo del Nicaragua continua a garantire la presenza nel Paese e a proteggere il terrorista Alessio Casimirri, uno degli assassini di Aldo Moro, condannato in via definitiva a sei ergastoli, rifiutando di accogliere le richieste di estradizione da parte della giustizia italiana. "L'Italia - si legge nella nota - continua a improntare la propria azione estera al rispetto del diritto internazionale, del dialogo e della tutela dei valori democratici, e resta aperta al confronto con tutti i Paesi, nel rispetto e nella difesa dei principi di giustizia, libertà e legalità. Il Governo italiano non dimentica le vittime del terrorismo, e continua a chiedere che chi si è reso responsabile di gravissimi delitti nei confronti dello Stato e di cittadini italiani risponda delle proprie responsabilità. Ciò vale anche per Casimirri, pericoloso brigatista a cui il Nicaragua continua a dare asilo".  

Il ministro Tajani ha inoltre sottolineato che “l'Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, come è già stato chiesto con una risoluzione del Parlamento europeo. L’Italia, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo e dei principi di giustizia, continuerà a difendere con determinazione questa sua richiesta”. In risposta al nuovo intervento del ministro Tajani per l’estradizione di Casimirri, il Governo del Nicaragua ha notificato al Governo italiano l’intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia. 

16 lug 2026

Rifiuti, Conai: nel 2025 Italia supera il 77% di riciclo degli imballaggi

(Adnkronos) - Nel 2025 l’Italia ha riciclato 10 milioni e 970mila tonnellate di imballaggi, pari al 77,3% di un immesso al consumo di 14 milioni e 200mila di tonnellate. Ad annunciarlo è la relazione generale Conai, che documenta annualmente l'andamento del sistema nazionale di gestione degli imballaggi e del loro riciclo. "È un traguardo importante che conferma il primato dell’Italia nell’economia circolare e l’efficacia di un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, consorzi e cittadini", dichiara Vannia Gava, viceministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. "Investire nel riciclo e nell’economia circolare significa coniugare sostenibilità, competitività e crescita. Il Governo continuerà a sostenere questo percorso, favorendo gli investimenti necessari e il rafforzamento del sistema sul territorio. L’economia circolare rappresenta una grande opportunità per il Paese e un modello che l’Italia può mettere a disposizione dell’Europa". 

Nel dettaglio, in Italia hanno trovato una seconda vita l’82,2% degli imballaggi in acciaio, pari a oltre 442mila tonnellate; il 69,5% degli imballaggi in alluminio, pari a 56mila tonnellate; il 92,6% dei pack in carta e cartone, ossia 4 milioni e 612mila tonnellate; il 69,7% degli imballaggi in legno, pari a 2 milioni e 493mila tonnellate; il 50,5% di pack in plastica, ossia 1 milione e 161mila tonnellate di plastica tradizionale e oltre 44mila tonnellate di bioplastica compostabile; e più dell’82% di pack in vetro, ossia 2 milioni e 155mila tonnellate. 

"Questo traguardo va tuttavia considerato una base di partenza, non un punto di arrivo", commenta Ignazio Capuano, presidente Conai. "L'attenzione delle imprese, nei prossimi anni, dovrà concentrarsi sempre più sulla progettazione orientata al riutilizzo e alla riciclabilità, oltre che sull'impiego di materie prime seconde, che è fondamentale spingere per chiudere davvero il cerchio. Nel nuovo scenario che si sta delineando, il Consorzio manterrà il suo ruolo di supporto alle imprese, fornendo le competenze tecniche e gli strumenti necessari per adeguarsi anche ai nuovi standard comunitari, e di affiancamento alle pubbliche amministrazioni per promuovere sistemi efficaci ed efficienti di raccolta soprattutto per gli imballaggi domestici, con un’attenzione particolare ai consumi fuori casa". 

In crescita anche nel 2025 le quantità di imballaggi riutilizzati. Da più di dieci anni il Consorzio ha introdotto agevolazioni e semplificazioni per gli imballaggi riutilizzabili, e lo scorso anno quasi 1 milione e 355mila tonnellate di imballaggi riutilizzabili sono stati regolarmente dichiarati al Consorzio, in aumento di oltre 100mila tonnellate rispetto al 2024, soprattutto grazie alla filiera degli imballaggi in legno sulla quale crescono circuiti di riparazione e riutilizzo aperti e chiusi. Unendo poi al riciclo anche la percentuale di imballaggi avviati a recupero energetico, la quota complessiva di imballaggi usati sottratti alla discarica raggiunge l'86,6%. 

I nuovi risultati nazioni sono stati resi possibili anche dal lavoro portato avanti da Conai e dal sistema consortile con i Comuni italiani tramite l’accordo nazionale con Anci, che nel 2026 è stato rinnovato e trasformato nel nuovo Accordo di programma quadro nazionale. Nel 2025 sono stati più di 7.500 i Comuni che hanno stipulato almeno una convenzione con il sistema consortile, con una fetta di popolazione servita pari al 98% degli Italiani. Per supportare i Comuni nel ritiro dei rifiuti di imballaggio in modo differenziato, nel 2025 Conai ha riconosciuto alle amministrazioni locali italiane 892 milioni di euro. Gli imballaggi a fine vita conferiti dai Comuni al sistema Conai nel 2025 sono aumentati in tutte le macroaree del Paese, principalmente per l’andamento sfavorevole del mercato delle materie prime seconde. Rispetto al 2024, percentuali in crescita sia a Nord (+10,9%) sia nel Centro (+11,7%) e nel Sud (+11,6%). 

"Conai deve continuare a mettere a disposizione strumenti e servizi per favorire la transizione verso un modello sostenibile", spiegail presidente Capuano. "Al tempo stesso, i risultati raggiunti ricordano che l'economia circolare si realizza solo quando obiettivi europei vanno di pari passo con la pianificazione territoriale e un’adeguata dotazione impiantistica: è questa la condizione indispensabile per garantire continuità ed efficienza al sistema. Per questo è essenziale continuare a lavorare per colmare il deficit impiantistico di cui ancora soffrono alcune aree del Paese". 

16 lug 2026

Mash, esperti a confronto su importanza diagnosi per patologia epatica sottovalutata

(Adnkronos) - È stimato in 3 miliardi di euro l'impatto economico della Mash (steatoepatite associata a disfunzione metabolica) in Italia entro il 2040. La patologia epatica cronica, grave e progressiva, rappresenta già oggi la seconda causa di trapianto di fegato nel Paese, ma resta ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata. Per sensibilizzare un pubblico sempre più ampio su questo tema e fare il punto sull'impatto economico, clinico e sociale della malattia, Madrigal Pharmaceuticals Italy ha promosso oggi a Milano il media tutorial 'Mash: conoscere per agire. Il ruolo della corretta diagnosi in una patologia epatica silenziosa e sottovalutata'. L'incontro ha permesso di affrontare il tema da molteplici prospettive: dall'inquadramento nosologico all'evoluzione della ricerca, dall'analisi degli stadi avanzati con i relativi impatti economici e sociali, fino alla voce dei pazienti e ai loro bisogni ancora insoddisfatti. 

La patologia - spiega una nota - è caratterizzata da accumulo di grasso nel fegato associato a infiammazione e danno cellulare. Se non diagnosticata e trattata adeguatamente, può progredire in eventi epatici maggiori, quali cirrosi, scompenso epatico ed epatocarcinoma, posizionandosi come seconda causa di trapianto di fegato in Italia. Secondo un recente studio condotto da Aisf-Associazione italiana per lo studio del fegato, pur rappresentando una parte limitata della popolazione affetta da Mash, i 5mila pazienti in stadio da moderato ad avanzato di fibrosi (di cui 2mila in stadio fibrotico avanzato) costituiscono il segmento a più alto rischio di progressione rapida. "La Mash rappresenta una sfida sanitaria silenziosa che progredisce attraverso stadi di gravità crescente, ma che risulta asintomatica nelle sue fasi iniziali e moderate", afferma Luca Miele, ricercatore di Medicina interna, università Cattolica del Sacro Cuore, e direttore Uos Clinica del pre-trapianto di fegato e Ambulatorio Steatosi della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma. "Il peso sul sistema sanitario nazionale cresce esponenzialmente man mano che la malattia avanza - sottolinea - Per arrestare questa spirale, la chiave è la diagnosi tempestiva della fibrosi avanzata, vera discriminante prognostica, con l'epatologo come figura centrale in un percorso multidisciplinare capace di coinvolgere medici di medicina generale e specialisti".  

I pazienti con fibrosi avanzata - evidenziano gli esperti - hanno in media solo 2-3 anni prima di sviluppare cirrosi, e il rischio di eventi epatici avversi aumenta di 10-17 volte rispetto ai soggetti senza fibrosi. La Mash impone significativi oneri sanitari ed economici sia ai cittadini che ai sistemi sanitari, con costi che crescono proporzionalmente alla progressione della fibrosi. Nel 2021 l'impatto economico della patologia in Italia è stato quantificato in 1,3 miliardi di euro, con proiezioni di crescita fino ai 3 miliardi di euro entro il 2040. 

Il confronto si è poi concentrato sulle fasi avanzate della malattia, esplorando contemporaneamente le funzionalità dei test non invasivi (Nits) e dei percorsi diagnostici più efficaci per l'individuazione e la presa in carico specialistica. "La Mash è una malattia complessa e sistemica - rimarca Salvatore Petta, professore ordinario di Gastroenterologia dell'università degli Studi di Palermo, Aoup Paolo Giaccone - Identificare precocemente i pazienti con fibrosi avanzata e intervenire tempestivamente è fondamentale per evitare l'aggravarsi della patologia e le sue complicazioni più severe. Per raggiungere questo obiettivo servono screening mirati, accesso a centri di eccellenza e team multidisciplinari, condizioni che, purtroppo, non sono ancora ottimali in Italia". 

Ampio spazio è stato dedicato alla prospettiva dei pazienti, ai loro bisogni e all'impatto psicologico della malattia, evidenziando anche la scarsa consapevolezza sulla gravità della patologia e sulle conseguenze di un mancato intervento tempestivo. "Questa patologia - osserva Massimiliano Conforti, presidente di EpaC Ets - è ancora troppo spesso sottovalutata dai pazienti nelle sue implicazioni che, in assenza di un trattamento adeguato, possono avere conseguenze anche gravi sul benessere della persona. Per questo riteniamo fondamentali momenti di dialogo e confronto, indispensabili per accrescere la consapevolezza della popolazione. A questi deve affiancarsi il riconoscimento della patologia come priorità di salute pubblica e il suo inserimento nei livelli essenziali di assistenza, così da garantire la tutela di tutti i pazienti e l’accesso a percorsi di cura realmente efficaci". 

Il media tutorial ha infine evidenziato la necessità di un cambio di paradigma nella gestione della patologia: dal riconoscimento come priorità sanitaria alla costruzione di percorsi diagnostico-terapeutici strutturati, fino all'identificazione precoce dei pazienti a rischio attraverso un approccio multidisciplinare. "Come Madrigal Pharmaceuticals siamo impegnati nella ricerca di soluzioni terapeutiche innovative per la Mash, con l'obiettivo di intervenire prima che si sviluppino complicanze irreversibili - dichiara Bernard Kilbaine, VP & General Manager Madrigal Pharmaceuticals Italy - Solo attraverso un approccio integrato tra comunità scientifica, istituzioni, associazioni di pazienti e industria potremo affrontare questa emergenza silenziosa". 

16 lug 2026

Sanità, epatologo Miele: "Diagnosi precoce Mash è sfida sanitaria"

(Adnkronos) - "La Mash - steatoepatite associata a disfunzione metabolica è una sfida sanitaria perché è difficile da identificare, dal momento che decorre in maniera silente. Nella patologia, il grasso che si accumula all'interno del fegato va incontro a processi infiammatori che poi portano alla formazione di una cicatrice, che si chiama fibrosi. La Mash può avere un percorso benigno, ma in alcune persone tende a diventare una condizione progressiva: la fibrosi in eccesso facilita la cirrosi, la più grave condizione del fegato, che espone anche allo sviluppo di tumore. L'identificazione precoce, con campagne di prevenzione e informazione, dei pazienti con alto rischio di fibrosi è fondamentale. In questo modo possiamo ridurre l'impatto della cirrosi epatica sui sistemi sanitari, sugli ospedali e anche, ovviamente, sulla salute dei pazienti". Così Luca Miele, ricercatore di Medicina interna all'università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell'Uos Clinica del pre-trapianto di fegato e Ambulatorio Steatosi presso la Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, intervenendo all'incontro con la stampa dedicato alla malattia, organizzato oggi a Milano da Madrigal. 

Ad essere maggiormente a rischio di sviluppare la Mash sono "i pazienti con diabete, obesità o disturbi metabolici - spiega Miele - La diagnosi di cirrosi è un carico importante dal punto di vista emotivo per il paziente e per la famiglia, perché sono ben a conoscenza di quello che comporta. L'impatto riguarda poi anche gli ospedali e il sistema sanitario, perché la cirrosi ha un costo importante dal punto di vista assistenziale, non solo per l'utilizzo delle risorse e del personale, ma anche per le possibilità terapeutiche, tra cui, in alcuni casi, il trapianto di fegato, una risorsa importante che il sistema sanitario garantisce". 

16 lug 2026

I Cazalet e il Conte di Montecristo, Camilla rivela i suoi libri preferiti

(Adnkronos) - La saga dei Cazalet è "la mia preferita in assoluto", ma, subito dopo, c'è Il Conte di Montecristo. La Regina Camilla, in visita alla libreria Heywood Hill, a Londra, ha rivelato quali sono i suoi libri preferiti. Al primo posto, per la sovrana, che è anche un'accanita lettrice, c'è la serie di romanzi di Elizabeth Jane Howard che raccontano le vicende, gli amori, i segreti e le trasformazioni di una ricca famiglia dell'alta borghesia inglese. Subito dopo, segue un classico della letteratura francese, il capolavoro di Alexandre Dumas. "Ma ce ne sono così tanti", ha detto la moglie di Re Carlo, parlando con la vicedirettrice della libreria di Mayfair, Harriet Bibby. Ad esempio, ha citato 'Un gentiluomo a Mosca' di Amor Towles, che ha descritto come "semplicemente meraviglioso", così come le opere degli scrittori britannici William Boyd e Anthony Horowitz.  

"Ma detesto la fantascienza- ha aggiunto la Regina - Non fa proprio per me. So che a molti piace, ma alla fantascienza non riesco proprio ad appassionarmi. Ci sono cose che ti piacciono e cose che proprio non ti piacciono. E quella proprio non mi piace". Camilla - scrive Point de vue - è un'appassionata lettrice, che ha dichiarato di leggere circa l'80% di romanzi e il 20% di saggi. Ha fondato la Queen's Reading Room nel gennaio 2021, quando il Regno Unito era ancora in lockdown a causa del Covid-19, per condividere i suoi libri preferiti sui social media. Il progetto ha avuto un tale successo che la sovrana ha trasformato, quello che era allora un semplice club del libro, in un'organizzazione benefica dedicata a promuovere l'amore per la lettura e ad ampliare l'accesso alla lettura. 

"Cinque anni fa, durante il lockdown, ho fondato un club del libro, sperando che anche altri potessero trarre lo stesso piacere dalla buona letteratura che ne traevo io - ha dichiarato la Regina a gennaio in occasione del quinto anniversario del suo progetto - Da questi umili inizi, il club del libro è cresciuto fino a diventare un'organizzazione benefica globale, che sostiene una comunità di amanti dei libri uniti dalla comune convinzione del potere della lettura. Dal 2021, la Queen's Reading Room si è ampliata, diventando un festival annuale, un podcast e persino una medaglia per premiare coloro che si impegnano a livello locale nella promozione della lettura. 

16 lug 2026

Conforti (EpaC): "Inserire Mash nei Lea e attivare percorsi dedicati"

(Adnkronos) - Una risoluzione dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) dello scorso maggio richiama l'attenzione "affinché siano implementati l'informazione e i percorsi dedicati alla Mash - steatoepatite associata a disfunzione metabolica, una patologia che crea danni enormi a livello epatico, ma di cui si è parlato sempre poco". Lo ha detto Massimiliano Conforti, presidente di EpaC Ets, oggi a Milano all'incontro con la stampa organizzato da Madrigal dedicato alla malattia cronica e progressiva che può causare cirrosi, scompenso epatico ed epatocarcinoma, e che rappresenta la seconda causa di trapianto di fegato in Italia. "È arrivato il momento - aggiunge - di affrontare meglio questa patologia e di inserirla nei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Avere un codice di esenzione" significa riconoscere l'esistenza della patologia. Inoltre, i pazienti potrebbero usufruire delle prestazioni dedicate".  

L'auspicio di Confroti è di costruire "un nuovo percorso nei prossimi mesi, insieme al ministero della Salute e al Governo, affinché i pazienti possano avere un'assistenza pari a quella che si ha per le altre patologie. Oggi - afferma - è l'inizio di una nuova era dell'informazione dedicata a questa patologia, che è sempre stata chiamata malattia da fegato grasso", ma che negli anni ha avuto "una nuova nomenclatura che è di difficile comprensione per i pazienti". Anche per questo "è importante l'informazione, sia ai pazienti che alla popolazione generale". 

16 lug 2026

Claudio Durigon eletto presidente della Lega Pallavolo Serie A

(Adnkronos) - Claudio Durigon è stato eletto per acclamazione da parte dell'Assemblea Straordinaria, Presidente della Lega Pallavolo Serie A durante il Volley Mercato a Bologna. Il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali succede dunque a Massimo Righi, che ha guidato la Lega come Presidente dal 2020 al 2026, e che continuerà il proprio percorso all’interno della struttura con l’incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione. "Cercherò di ricambiare questa fiducia mettendo a disposizione la mia esperienza istituzionale, i rapporti costruiti in questi anni e, soprattutto, il mio impegno quotidiano. In questi mesi ho avuto modo di conoscere il Presidente Massimo Righi. Per me resterà sempre il Presidente. Da subito si è creato un rapporto di stima, di collaborazione e anche di amicizia. Mi ha fatto appassionare sempre di più a questo mondo, facendomi capire quanto lavoro, quanta competenza e quanta passione ci siano dietro una realtà che, spesso, dall’esterno si conosce solo per quello che accade sul campo”, ha detto Durigon. 

Il nuovo Presidente della Lega Pallavolo Serie A è stato eletto al termine dell’Assemblea straordinaria, tenutosi a Bologna, dove si è svolto il Volley Mercato 2026, con tre giorni di incontri e riunioni dedicate ai club di Serie A. L’evento si chiuderà oggi con la Presentazione della Stagione e Calendari 2026/27, con il lancio ufficiale dell’82° campionato di Serie A Credem Banca. Per quanto riguarda gli altri temi dell’ordine del giorno dell’Assemblea Straordinaria, è stato eletto per acclamazione Carlo Ghirardi (Consoli Sferc Brescia) come nuovo consigliere della Serie A2 Credem Banca, in sostituzione del consigliere uscente Fabio Mechini; è stata presa visione del bilancio preconsuntivo 2025/26 e approvato all’unanimità il bilancio preventivo per la stagione 2026/27.  

“Quando mi è stato proposto di assumere questo ruolo, la mia prima reazione è stata quasi di incredulità. Ho pensato: state scherzando? Non me lo aspettavo davvero. Poi, però, ho iniziato a riflettere e ho capito che forse un filo conduttore c’è. Perché anche nella mia esperienza politica ho sempre cercato di costruire relazioni, mettere insieme persone, trovare soluzioni, dare una mano. E in questi anni ho avuto il piacere di confrontarmi con tanti di voi sui temi della crescita della pallavolo italiana. Con grande orgoglio, quindi, accetto questo incarico e desidero innanzitutto ringraziare tutti voi per la fiducia che mi avete accordato", ha aggiunto Durigon. "Per me è un onore entrare a far parte di una realtà che rappresenta una delle più grandi eccellenze dello sport italiano nel mondo. Cercherò di ricambiare questa fiducia mettendo a disposizione la mia esperienza istituzionale, i rapporti costruiti in questi anni e, soprattutto, il mio impegno quotidiano". 

 

"In questi mesi ho avuto modo di conoscere il Presidente Massimo Righi. Per me resterà sempre il Presidente. Da subito si è creato un rapporto di stima, di collaborazione e anche di amicizia. Mi ha fatto appassionare sempre di più a questo mondo, facendomi capire quanto lavoro, quanta competenza e quanta passione ci siano dietro una realtà che, spesso, dall’esterno si conosce solo per quello che accade sul campo. Quando abbiamo iniziato a parlarne, la mia prima richiesta è stata molto semplice: questa squadra deve rimanere tale. Perché una Lega non è fatta soltanto dal Presidente. È fatta dalle persone che ogni giorno lavorano con professionalità, competenza e passione, spesso lontano dai riflettori. Io non arrivo qui per cambiare ciò che funziona", ha proseguito Durigon.  

"Arrivo con grande umiltà e con grande senso di responsabilità, per affiancare una struttura che ha già dimostrato il proprio valore e cercare, se ne sarò capace, di darle qualche strumento in più. Credo profondamente che la pallavolo italiana abbia ancora enormi margini di crescita. Non dobbiamo convincere nessuno del suo valore. I risultati parlano da soli. I nostri club sono protagonisti in Europa, le nostre nazionali sono un modello nel mondo, i nostri atleti rappresentano un patrimonio straordinario. Quello che dobbiamo fare, insieme, è fare in modo che tutto questo abbia ancora più forza, ancora più visibilità e ancora più riconoscimento. La pallavolo merita di essere sempre più centrale nel racconto dello sport italiano, nei mezzi di comunicazione, nei grandi eventi e nell’attenzione delle istituzioni. Questo sarà uno degli obiettivi che mi pongo fin dal primo giorno. Da oggi inizia un percorso nuovo. E permettetemi di concludere con una convinzione molto semplice. Una Lega non è fatta soltanto di regolamenti, bilanci e competizioni. Una Lega è una comunità. E una comunità cresce quando nessuno pensa soltanto alla propria metà campo, ma tutti guardano nella stessa direzione. Questo è lo spirito con cui inizio questo percorso. Perché i risultati più importanti non nascono mai dal lavoro di una sola persona. Nascono da una squadra. E da oggi, se lo vorrete, questa squadra la costruiremo insieme”, ha concluso il nuopvo presidente della lega volley di serie A.  

16 lug 2026

Sicilia, Antonio Presti: "Così la cultura può contrastare il degrado della città"

(Adnkronos) - Cultura, arte, coinvolgimento delle comunità e attenzione ai giovani: questi gli elementi che possono arginare il degrado delle periferie e dare un nuovo futuro anche alle città più problematiche. Lo ha sottolineato Antonio Presti nell'audizione di ieri presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie per parlare delle attività della Fondazione Antonio Presti nel quartiere Librino a Catania. Durante il suo intervento, il Presidente della Fondazione ha ripercorso la storia delle sue attività portate avanti dagli anni Ottanta in Sicilia con lo scopo di creare una coscienza legata alla cultura e ad uno spirito etico, diffondendo una “politica della bellezza”. Presti ha ricordato l’inizio del suo impegno quarant’anni fa con la creazione di Fiumara d’Arte, il parco di sculture monumentali di artisti internazionali nella Valle dei Nebrodi, che ha coinvolto dieci piccoli comuni siciliani nel messinese e che oggi è una meta internazionale, che ha generato una ricaduta economico sul territorio. "Ho donato tutta la mia vita alla Sicilia” ha affermato Presti “Questi comuni erano destinati a morire. Grazie all’arte e a questo presidio di scultura monumentale hanno ritrovato non soltanto un’identità, ma sono diventati famosi nel mondo”.  

Dopo l’esperienza nella provincia di Messina, Presti si è trasferito a Catania dove ha deciso di impegnarsi per il quartiere Librino di Catania. “Tutti mi parlavano malissimo di Librino: delinquenza, droga, spaccio, le solite storie delle grandi periferie. Ma Librino non è una periferia: è una città nella città, con circa 70 mila abitanti, 10 mila bambini, nove scuole, nove chiese e tante associazioni”. A Librino ha avviato il progetto MAGMA, un museo a cielo aperto che ha coinvolto i bambini e le famiglie del quartiere in azioni di arte pubblica senza scadenze temporali e finanziamenti pubblici, un progetto in continua evoluzione che trasforma Librino in un laboratorio permanente di bellezza, cittadinanza e responsabilità condivisa. 

Questo lavoro - ha spiegato - “non è figlio di un finanziamento a termine: finiti i soldi, finisce il progetto e finisce tutto. In una periferia, se ci vai per una settimana, neanche ti ascoltano. Devi restarci vent’anni e dimostrare coerenza. I progetti a termine finiscono con i finanziamenti, la vera opera d’arte è il processo di semina nella comunità”. Il museo interessa facciate degli edifici, muri, cavalcavia, rotatorie e altri spazi pubblici del quartiere e il progetto punta a modificare il rapporto tra centro e periferia, per sostituire all’immagine negativa del quartiere quella di un centro vitale di produzione artistica e culturale. Attraverso l’arte pubblica e la realizzazione di opere monumentali, il progetto pone la bellezza al centro di un processo di rigenerazione culturale e sociale, quale strumento per restituire ai cittadini identità, orgoglio e senso di appartenenza al proprio quartiere. “La bellezza non è decorazione e non è soltanto materia”, ha concluso Presti. “È un processo educativo, un esercizio di responsabilità e una possibilità concreta di restituire ai giovani la visione del futuro”. La Fondazione Antonio Presti rappresenta il patrimonio della Fiumara D’arte e di MAGMA, gestito in collaborazione con le amministrazioni comunali e la Regione Sicilia, e per il futuro Presti ha auspicato un coinvolgimento anche del Ministero della Cultura. 

16 lug 2026

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