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Oncologa Rimassa: "Con regime Stride per epatocarcinoma sopravvivenza del 20% a 5 anni"

(Adnkronos) - “Lo studio Himalaya di fase 3 ha testato la combinazione di immunoterapia con una singola dose priming di tremelimumab associata a durvalumab (un anti-Pd-L1). Questa combinazione, 'regime 'Stride', è stata valutata rispetto a sorafenib, che rappresentava lo standard di cura. Lo studio è risultato positivo e, di conseguenza, il regime Stride è oggi un'opzione standard di terapia di prima linea per i pazienti con epatocarcinoma avanzato non resecabile. I risultati di sopravvivenza a 5 anni rappresentano un elemento del tutto nuovo e mai osservato prima nell'epatocarcinoma avanzato. Nello studio si è registrato un tasso di sopravvivenza a 5 anni di circa il 20%, laddove storicamente i dati di letteratura per questa popolazione mostravano una sopravvivenza inferiore al 5%. Sebbene si tratti di pazienti selezionati arruolati in uno studio clinico, il dato di circa il 20% non era mai stato riscontrato prima, né con altre combinazioni”. Lo afferma Lorenza Rimassa, professoressa di Oncologia medica, Humanitas University e responsabile Uo di Oncologia epatobiliopancreatica, Irccs Istituto clinico Humanitas, Rozzano (Milano), nel corso del media tutorial dedicato alle nuove frontiere del trattamento del tumore del fegato, promosso da AstraZeneca oggi a Milano. 

“Prendendo poi in considerazione i pazienti che hanno ottenuto un beneficio dal trattamento, ovvero non solo quelli con una risposta obiettiva, ma anche quelli con una stabilizzazione di malattia, la percentuale di pazienti vivi a 5 anni sale al 28% - aggiunge l’esperta - Si tratta di dati senza precedenti, con altre combinazioni di immunoterapia, che confermano il regime Stride come un'opzione terapeutica di estrema rilevanza per i pazienti con epatocarcinoma avanzato”. I dati positivi del regime Stride osservati nello studio Himalaya sono stati confermati anche nella pratica clinica quotidiana. “In particolare - approfondisce la specialista - abbiamo una raccolta dati internazionale su casistiche real-life che ha confermato le evidenze nei pazienti con caratteristiche analoghe a quelli arruolati nello studio Himalaya. Inoltre, i dati di una casistica locale sui pazienti trattati con regime Stride in Regione Lombardia mostrano una sopravvivenza mediana persino superiore a quella dello studio clinico. Sebbene questi dati non abbiano ancora un follow-up molto lungo, confermano chiaramente il beneficio per i pazienti”. 

L’efficacia del regime Stride è stata confermata anche dallo studio di fase 3b Sierra condotto su “una popolazione di pazienti solitamente esclusa dagli studi registrativi di fase 2 - chiarisce l'oncologa - ovvero pazienti con caratteristiche prognostiche e cliniche più complesse e sfavorevoli già all’avvio del trattamento. Il dato di estrema importanza emerso dallo studio Sierra è che il profilo di tollerabilità del regime Stride si è dimostrato sovrapponibile a quanto osservato nello studio Himalaya anche nei pazienti più fragili. I dati di efficacia sono risultati in linea con gli obiettivi previsti dallo studio, che è risultato positivo ed è stato di recente pubblicato sul Journal of Hepatology”, conclude. 

12 ott 2026

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12 ott 2026

Addio a Giorgio Bracardi, il comico di 'Alto Gradimento': creò Scarpantibus e Max Vinella

(Adnkronos) - E' morto all'età di 93 anni Giorgio Bracardi, musicista, cantante e attore comico tra i protagonisti della stagione d'oro della radio e della televisione italiana, noto soprattutto per i personaggi surreali creati nella storica trasmissione radiofonica "Alto Gradimento". Nel corso della sua carriera aveva collaborato a lungo con Renzo Arbore, partecipando a programmi cult come "Quelli della notte". Ad annunciare la scomparsa è stata la famiglia. Era ricoverato in una casa di cura a Fiano Romano dopo essersi fratturato un femore nella primavera scorsa. 

Bracardi aveva conquistato il pubblico con una comicità irriverente e caratterizzata da personaggi eccentrici e voci inconfondibili. Tra le sue creazioni più note figurano Scarpantibus, il celebre "uccellaccio del Nicaragua", e Max Vinella, il petulante giornalista lanciato nella trasmissione radiofonica "Alto Gradimento" (1970-76), ideata da Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco. Proprio il programma, divenuto un punto di riferimento per l'intrattenimento radiofonico italiano, contribuì a consacrare lo stile di Bracardi, fondato su improvvisazioni, parodie e caratterizzazioni grottesche. 

Nato a Roma il 3 maggio 1933, figlio di Edvige, soprano, e Glauco, tenore, Bracardi era cresciuto in una famiglia profondamente legata alla musica. Fratello del musicista e attore Franco Bracardi, aveva studiato pianoforte, avviando il proprio percorso artistico nel mondo musicale. Negli anni Sessanta aveva lavorato come compositore per la Rca e partecipato più volte al Festival di Sanremo in qualità di autore. La sua formazione musicale rimase una componente essenziale della sua comicità, nella quale il ritmo, l'intonazione e l'uso della voce diventavano strumenti espressivi. Nel corso della carriera costruì un ampio repertorio di personaggi, spesso dominati da nevrosi, ossessioni e tic linguistici. Accanto a Scarpantibus e Max Vinella, diede vita all'esaltato gerarca fascista Ermanno Catenacci ("e giù manganellàtte"), il depresso ed emicranico responsabile Rai dottor Marsala ("Salute, come va? Io... dei dolori, dei dolori... un cerchio alla testa..."), l'improbabile farmacista dottor Onorato Spadone ("L'uomo è una bestia! - E la donna? - Due volte bestia!", "Lei, ha il mal di testa? Allora le do una purga!"), il maestro Benito Cerbottana, inguaribile nostalgico de "La dolce vita", e per questo detto l'uomo di Via Veneto e il bilioso arabo Malìk Malùk. Un universo di figure caricaturali che gli permise di alternare la satira del costume alla parodia dei linguaggi istituzionali e televisivi. 

Il passaggio dalla radio alla televisione consolidò la popolarità di Bracardi. Nel 1979 introdusse il professor Aurelio Marcellini, personaggio monarchico e ultraconservatore che, nella trasmissione domenicale di Raidue "Tutti insieme compatibilmente", si contrapponeva al conduttore Nanni Loy. Il tormentone "Chettefrega? Chettefrega?" entrò nel repertorio delle sue battute più riconoscibili. Nel 1984 partecipò a "Pranzo in Tv", condotto da Luciano Rispoli su Rai 1, riproponendo tra gli altri il personaggio di Marcellini. L'anno successivo tornò a collaborare con Renzo Arbore in "Quelli della notte", trasmissione che segnò una stagione innovativa della televisione italiana. 

Nel 1987 prese parte a "Pronto, chi gioca?" su Rai 1, condotto da Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli. Dal gennaio 1989 condusse e interpretò "Chiappala chiappala" su Rai 2. Nel 1995 entrò nel cast di "Striscia la notizia" nei panni di Lucio Smentisco, fittizio portavoce di Silvio Berlusconi, caratterizzato da una comicità basata anche sulle pernacchie. Nel 2001 fu tra i protagonisti di "Stracult", il programma di Rai 2 ideato da Marco Giusti. 

Parallelamente all'attività di attore comico, Bracardi continuò a coltivare la musica, componendo e interpretando brani come "Via Veneto", "In Galera!", "Cacamucaz amore mio", tratto dal film "La gorilla", "Che Felicità" e "Béccate questa". Nel 2008 prestò inoltre la voce a Cattivik nella serie animata trasmessa da Mediaset, confermando una versatilità artistica che gli aveva consentito di muoversi tra radio, televisione, musica e doppiaggio. (di Paolo Martini) 

12 ott 2026

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12 ott 2026

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12 ott 2026

Giornata tumore seno metastatico, in Italia oltre 55mila donne con la malattia

(Adnkronos) - Crescono in Italia i casi di tumore al seno metastatico. Al momento sono più di 55mila le donne che vivono con una precedente diagnosi, un numero che riflette anche i progressi della ricerca e delle terapie, che consentono oggi a un numero crescente di pazienti di vivere più a lungo con la malattia. Questa evoluzione pone nuove sfide anche sul fronte dell’assistenza e rende ancor più necessario garantire percorsi di presa in carico dedicati, integrati e continuativi. È questo l’appello di Europa Donna Italia in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione per il tumore al seno metastatico del 13 ottobre. 

"Oggi più che mai - dichiara Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia - riteniamo prioritario richiamare l’attenzione delle istituzioni sanitarie sulla necessità di garantire nei centri di senologia percorsi di presa in carico specifici per le donne che convivono con la forma più avanzata di tumore al seno. A tutte loro deve essere assicurata un’assistenza multidisciplinare, in cui la pluralità dei trattamenti specialistici sia integrata in un unico percorso di cura. Vogliamo anche sottolineare che la multidisciplinarità non può limitarsi alle riunioni in cui si decide il trattamento più appropriato per la singola paziente: è necessario che i diversi specialisti collaborino nel tempo, tenendo conto della complessità della patologia e dell’evoluzione dei bisogni. Accanto alle terapie oncologiche, devono essere garantiti assistenza, supporto psicologico, infermieristico, riabilitativo, nutrizionale e palliativo, secondo le necessità di ciascuna donna". 

"Il tumore della mammella metastatico è attualmente una condizione oncologica profondamente diversa rispetto a quella che la pratica clinica era chiamata a gestire solo pochi decenni fa – evidenzia Giuseppe Curigliano, direttore della Divisione sviluppo di nuovi farmaci all’Ieo e docente di Oncologia medica presso il Dipo dell’Università Statale di Milano -. La disponibilità di terapie endocrine, anti-Her2, immunoterapia, anticorpi farmaco-coniugati, inibitori delle cicline e di numerose altre strategie a bersaglio molecolare ha modificato la storia naturale della malattia. Sempre più donne vivono per periodi prolungati con una forma di cancro che, nella maggior parte dei casi, resta non guaribile ma trattabile. L’obiettivo della cura non può coincidere quindi solo con il prolungamento della sopravvivenza, ma comprende il controllo della malattia, la prevenzione e il trattamento dei sintomi e il mantenimento di una buona qualità di vita". 

 

Dall’ascolto delle circa 190 associazioni di pazienti con tumore al seno che compongono la rete di Europa Donna Italia - informa una nota - emerge che nei centri di senologia le fondamenta ci sono, ma resta un quadro frammentato sul territorio. Europa Donna Italia richiama la necessità che tutte le Breast unit si attengano alle linee guida nazionali e alle raccomandazioni internazionali, applicando gli indicatori di qualità specifici per il tumore al seno avanzato, elaborati da organismi come Eusoma ed Esmo. Tra questi, vi è anche il volume di attività dei centri – Eusoma raccomanda almeno 50 nuovi casi all’anno - per consolidare le competenze e maturare un’esperienza adeguata nella gestione di una patologia complessa. Garantire nei centri di senologia, oltre a percorsi dedicati, standard di qualità condivisi, significa fare in modo che ogni paziente possa ricevere cure appropriate e specializzate, indipendentemente dal luogo in cui vive.  

Per dare voce alle donne con tumore al seno metastatico e promuovere informazione e consapevolezza, anche quest’anno - conclude la nota - la rete delle associazioni di Europa Donna Italia ha organizzato oltre 150 eventi in tutta Italia. Visite senologiche, incontri di sensibilizzazione, camminate, pedalate, pagaiate, spettacoli teatrali, flash mob e iniziative culturali coinvolgeranno le comunità locali, mentre da nord a sud una miriade di monumenti, palazzi storici, edifici istituzionali si illumineranno di rosa-fucsia, il colore simbolo della Giornata: Palazzo del Podestà a Bologna, la Scuola Normale Superiore di Pisa, il Campidoglio a Roma, il Maschio Angioino a Napoli, Piazza del Duomo a Catania, solo per citarne alcuni.  

Al tramonto, anche la facciata di Palazzo Montecitorio si illuminerà di fucsia, grazie all’iniziativa di Europa Donna Italia e all’illuminazione concessa dalla Camera dei deputati. Un gesto dal valore simbolico, che porta la Giornata nel cuore delle istituzioni nazionali e contribuisce a dare visibilità alle donne che in Italia convivono con la malattia metastatica. 

12 ott 2026

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12 ott 2026

Power bank prende fuoco nella cappelliera dell'aereo: paura sul volo IndiGo

(Adnkronos) - Paura a bordo di un volo IndiGo diretto da Delhi a Chennai, in India, dopo che un power bank ha preso fuoco nel vano portabagagli sopra i sedili. L’equipaggio è intervenuto per gestire l’emergenza e i piloti hanno deciso di deviare la rotta verso Hyderabad, dove l’aereo è atterrato in sicurezza. Non si registrano feriti. 

L’episodio si è verificato domenica 11 ottobre 2026 sul volo IndiGo 6E 6115, operato con un Airbus A321. Secondo le ricostruzioni diffuse dai media indiani, fumo e fiamme sono stati notati nella cappelliera, suscitando preoccupazione tra i passeggeri. L’equipaggio ha attivato le procedure di emergenza e il comandante ha disposto il dirottamento verso l’aeroporto internazionale Rajiv Gandhi di Hyderabad. 

Dopo l’atterraggio, i passeggeri sono stati assistiti e la compagnia ha predisposto soluzioni per consentire loro di proseguire il viaggio verso Chennai. 

A documentare quei momenti sono anche alcuni video circolati sui social e ripresi dai media indiani. Le immagini mostrano le concitate fasi dell’emergenza a bordo, con il fumo e le fiamme proveniente dalla cappelliera e i passeggeri che assistono preoccupati alla scena, mentre l’equipaggio interviene per contenere il rogo.  

 

 

Le riprese restituiscono la tensione vissuta durante il volo e riportano l’attenzione sui rischi legati al trasporto delle batterie al litio in aereo. Se danneggiate o surriscaldate, queste batterie possono infatti innescare una reazione incontrollata, nota come thermal runaway, che può provocare fumo e incendi difficili da gestire. 

12 ott 2026

Tumore seno metastatico triplo negativo, in Italia oltre 8.200 casi

(Adnkronos) - In Italia vivono più di 8.200 donne con un tumore del seno metastatico triplo negativo. Si tratta di una delle neoplasie mammarie più gravi e difficili da trattare ma, negli ultimi anni, la prognosi per le pazienti è decisamente migliorata. I progressi della conoscenza della malattia, la disponibilità di trattamenti integrati e l’arrivo di nuovi farmaci hanno incrementato le possibilità di cura. È questo il messaggio che viene lanciato oggi dagli esperti in occasione del webinar 'Carcinoma mammario metastatico: quali novità?' organizzato dall’Associazione italiana Gruppi oncologici multidisciplinari (Aigom) in occasione della Giornata nazionale dedicata al tumore del seno metastatico. Oltre ai clinici, all’evento on line, partecipano cinque rappresentanti di associazioni di pazienti e una sessione è interamente dedicata ai bisogni delle donne colpite dalla malattia.  

"Il tumore del seno metastatico o avanzato non è più incurabile ma siamo riusciti a renderlo spesso una patologia cronica - sottolinea Stefania Gori, presidente di Aigom e Coordinamento ricerca oncologica Iirccs Sacro Cuore Don Calabria, Negrar di Valpolicella -. Quello triplo negativo si contraddistingue per non presentare espressione dei recettori dell’estrogeno, del progesterone e di Her2. Le sedi più frequenti delle metastasi sono fegato, polmone, cervello, pleura, linfonodi e la cute. Molto interessate sono anche le ossa e in particolare quelle della colonna vertebrale, del bacino, dei femori, delle costole e della teca cranica. Non sempre è facile individuare i sintomi della malattia che risultano molto vari e condizionati dalla sede delle localizzazioni delle metastasi. Se il tumore non 'dà disturbo', attraverso segnali evidenti, è più facile che vi sia una ricomparsa o progressione della patologia. Per questo riteniamo prioritario sensibilizzare sia i clinici che i pazienti su questo un sottotipo di carcinoma mammario".  

Sempre dal webinar di Aigom arriva un appello a donne, caregiver ma anche ai clinici. "Tutte le pazienti con diagnosi di tumore al seno triplo negativo metastatico dovrebbero essere sottoposte al test Brca - prosegue Gori -. Questo deve avvenire indipendentemente dall’età di insorgenza della neoplasia o dalla storia personale-familiare del singolo caso. Da anni sono disponibili dei farmaci chiamati inibitori di Parp che agiscono sull’enzima coinvolto nei meccanismi di riparazione del Dna. Numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato quanto siano efficaci nella cura delle portatrici di questa mutazione, diventata famosa grazie all’attrice Angelina Jolie. L’esame genetico quindi non è solo utile ai fini preventivi ma può guidare anche le scelte terapeutiche del team multidisciplinare che gestisce la paziente. Più in generale i trattamenti che somministriamo si pongono diversi obiettivi, tra cui quello di migliorare la qualità di vita delle donne, riducendo le dimensioni della malattia e di conseguenza i sintomi. Grazie alle nuove terapie è sempre più possibile continuare a condurre una vita 'normale' e quindi a proseguire con le attività quotidiane e lavorative. Persistono però delle limitazioni dovute agli accessi in ospedale per le terapie e per gli esami". 

 

"L’esame integrato isto-molecolare delle metastasi e lo studio del Dna tumorale circolante tramite biopsia liquida ci forniscono informazioni fondamentali per caratterizzare la malattia - prosegue Nicola Fusco, consigliere nazionale Aigom e direttore dell’Anatomia patologica dell’Istituto europeo di oncologia, Milano -. Decodificare il profilo biologico del tumore è oggi il prerequisito per ritagliare percorsi terapeutici davvero personalizzati. Si tratta tuttavia di analisi complesse che portano a decisioni complesse, per questo il team multidisciplinare è imprescindibile: la gestione della paziente con carcinoma mammario non può e non deve mai essere affidata al singolo specialista".  

"Sono oltre 55mila le pazienti che in Italia vivono con un tumore del seno metastatico e le proiezioni ci dicono che il loro numero continuerà a crescere - conclude la presidente di Aigom -. Il dialogo costruttivo tra oncologo e paziente è imprescindibile, soprattutto per le forme più avanzate di tumore mammario. È necessaria una comunicazione efficacie con la quale l’oncologo deve far comprendere alle donne i pro e i contro di tutte le diverse opzioni di trattamento. Come Aigom attraverso eventi on line e in presenza intendiamo favorire il dialogo tra tutte le persone che vivono la difficile esperienza del cancro". 

12 ott 2026

"No al neomelodico che inneggia ai boss", sindaca di Termini Imerese ritira patrocinio a un evento: valanga di commenti positivi sui social

(Adnkronos) - Una valanga di commenti e di complimenti per la sindaca di Termini Imerese (Palermo) Maria Terranova che ieri ha deciso di ritirare il patrocinio ai festeggiamenti in onore di San Daniele, nella piccola cittadina industriale del palermitano. E' stata lei stessa ad annunciarlo sui social. "Ho preso una decisione" spiegando la scelta di non autorizzare i festeggiamenti in onore di San Daniele, perché gli organizzatori dell'evento hanno proposto tra gli artisti il cantante neomelodico napoletano Mauro Nardi che "si è vantato di essersi esibito a feste private alla presenza di noti esponenti di Cosa nostra e di avere un rapporto di vicinanza con i Casamonica".  

"Nell'intervista - ricorda Terranova - ha dichiarato: 'Quando andavo a cantare a Palermo andavo su questi terrazzi, feste private, lì c'era tutta la Cupola. Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta... tutti li trovavi, quando arrivavo io e cantavo... quelli impazzivano'". Terranova poi prosegue citando le parole di Nardi che ha parlato anche del suo rapporto con i Casamonica: "'Io poi li tratto con il cuore perché mi pagano, mi coccolano, un rapporto di grande affettuosità, di stima...'". E ancora, la sindaca di Termini Imerese, ripercorrendo le parole del cantante: "'Io ho avuto bracciali, orologi... Loro li guadagnano e loro li spendono, e noi siamo gli artisti di queste persone'". 

"Non esprimo giudizi sulla persona - dice - il cantante è libero di definirsi 'artista di queste persone', così come io sono libera di non concedere il patrocinio della città che rappresento. Noi non siamo la Sicilia di Inzerillo, Bontade e Buscetta - aggiunge Terranova - noi non siamo la Sicilia della Cupola. Noi siamo la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia. È questa la Sicilia nella quale mi riconosco. Ed è questa la Sicilia e la Termini che voglio rappresentare". Terranova sottolinea, inoltre, che "non avrebbe senso commemorare Falcone e Borsellino e poi rinunciare, nelle scelte di ogni giorno, a difendere i valori per i quali hanno sacrificato la loro vita". Per la sindaca di Termini Imerese, "la legalità, per essere credibile, deve avere il coraggio delle scelte. Scelte che io - conclude - non temo di compiere".  

Un plauso a Terranova è arrivato dal presidente della commissione Antimafia dell'Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici: "Pieno sostegno alla sindaca di Termini Imerese per aver deciso di non concedere l'autorizzazione allo spettacolo di un cantante che rivendica di essersi esibito per boss mafiosi che hanno devastato l'Italia. Brava! Sabato mattina sarò a Termini Imerese per confermarle il mio convinto appoggio". 

12 ott 2026

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