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Nato, Meloni a Berlino per il vertice E5: "Europa deve assumersi responsabilità"

(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni oggi nella sede della cancelleria tedesca a Berlino per il vertice dei Paesi E5, ospitato dal cancelliere Friedrich Merz, insieme al presidente francese Emmanuel Macron, al premier britannico Keir Starmer e all'omologo polacco Donald Tusk.  

 

Il vertice è stata un'occasione per "approfondire gli strumenti che abbiamo per potenziare la capacità comune, rispondere alle diverse sfide che la storia ci sta mettendo di fronte, in un momento storico nel quale chiaramente l'architettura di sicurezza globale sta cambiando con una velocità estrema", ha dichiarato la premier nel corso della conferenza stampa congiunta al termine del vertice. 

"Partiamo chiaramente tutti dalla stessa consapevolezza: l'Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza, portando avanti con decisione il cammino che ha intrapreso per una componente europea più solida dell'Alleanza Atlantica, più forte in un'ottica, chiaramente, di complementarietà con la componente americana, valorizzando le eccellenze che possediamo e incentivando la nascita di una robusta base industriale europea", aggiunge la premier italiana. 

"La strada che dobbiamo continuare a percorrere è quella di un approccio multidimensionale al concetto di difesa e sicurezza, è quella di un'attenzione che deve essere rivolta a tutti i fronti dell'Alleanza per proteggere la nostra libertà, la nostra sovranità dalle insidie, dai rischi sistemici di un mondo che chiaramente è sempre più instabile e sempre più competitivo", ha continuato. 

Meloni sottolinea che gli impegni assunti al vertice Nato dell'anno scorso all'Aja "non riguardano solamente la difesa in senso classico, riguardano e abbracciano un concetto più ampio di sicurezza, di resilienza strategica", che comprende la protezione delle infrastrutture critiche, garantire l'approvvigionamento energetico, difendere famiglie e imprese dagli attacchi cyber, rafforzare la capacità di risposta all'emergenza e proteggere i confini. 

Tutto questo "significa anche che dobbiamo saper rendere un investimento più efficace e completo possibile, anche per tentare di guidare l'innovazione invece che limitarci a rincorrela": questa è "un'altra grande sfida che l'Europa può vincere" e a cui l'Italia "vuole partecipare con il proprio know how", ossia il proprio saper fare, oltre a "raffozare l'Alleanza atlantica, rendere ancora più solido il legame transatlantico", che è "uno dei pilastri costitutivi dell'unità dell'Occidente". 

I Paesi E5 ribadiscono "l'impegno per una pace giusta e duratura" in Ucraina, con l'Italia che "in questo senso continua a essere impegnata" per quanto riguarda infrastrutture critiche e resilienza energetica", fronte che lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricordato essere "decisivo" nell'ambito del recente vertice del G7 in Francia, ha aggiunto parlando di Kiev. 

"Ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura, all'interno di uno scenario che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la nazione ucraina. Ma niente è possibile se noi non continuiamo a sostenere Kiev fino a quando non sarà possibile avere una pace giusta e duratura", sottolinea la premier. 

Sul fronte di Teheran, la firma del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran "è per tutti un segnale molto positivo, ma siamo consapevoli di quanto il contesto resti precario, di quanto sia necessario contribuire con un'ulteriore sforzo per consolidare il quadro". Restano "centrali" i dossier del nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime internazionali, "con annessa libertà di navigazione", ossia lo Stretto di Hormuz: si tratta di "priorità strategiche sulle quali l'Italia si è già offerta di dare una mano", ha spiegato. 

"Colgo l'occasione per ringraziare Keir Starmer per la ottima cooperazione che abbiamo avuto in questi mesi", sia tra Italia e Regno Unito che a livello europeo, ha poi aggiunto ringraziando il premier britannico uscente. 

 

Il gruppo E5 è stato costituito nel 2024, in un contesto di spinta europea al riarmo e di necessità di un migliore coordinamento del sostegno per Kiev a fronte dell'invasione russa. A questi temi si è poi unito il progressivo disimpegno dalle materie di sicurezza europee portato avanti dall'amministrazione statunitense a guida Trump, con il conseguente tentativo di presa di responsabilità da parte dei Paesi europei. 

L'incontro avviene mentre i principali partner europei dell'Ucraina cercano di svolgere un ruolo più incisivo negli sforzi per porre fine alla guerra. Al vertice del G7 della scorsa settimana, al quale hanno partecipato sia Trump che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i leader hanno concordato di aumentare le forniture di sistemi di difesa aerea all'Ucraina, rafforzare le sanzioni contro la Russia e concedere alle aziende ucraine licenze per la produzione di missili a lungo raggio e sistemi di difesa aerea: risultati che molti osservatori hanno interpretato come un riavvicinamento Usa alle posizioni europee.  

24 giu 2026

Geopolitica del farmaco, a Roma focus su approvvigionamenti e autonomia

(Adnkronos) - "Le catene del valore farmaceutiche non sono più soltanto un tema sanitario, ma un'infrastruttura strategica per la sicurezza nazionale, la competitività industriale e l'autonomia europea". È questo il messaggio al centro della tavola rotonda 'Geopolitica del farmaco e resilienza industriale. Le nuove catene del valore farmaceutico', promossa oggi a Roma da Rud Pedersen Italy, nell'ambito del format Powerful Breakfasts, con il contributo non condizionante di Bayer Italia. L'evento, ospitato presso il MoMeC - Montecitorio Meeting Centre, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell'industria farmaceutica e del mondo accademico per un confronto sulle trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri globali del settore. Al centro della discussione la sicurezza degli approvvigionamenti, la localizzazione delle capacità produttive, l'accesso ai farmaci innovativi, l'attrazione di investimenti strategici e la capacità dell'Italia di consolidare il proprio posizionamento nelle catene del valore europee. 

A guidare i lavori è stato Giorgio Rutelli, vicedirettore di Adnkronos, che ha moderato il confronto tra istituzioni, industria e stakeholder, inquadrando il passaggio da una lettura prevalentemente sanitaria del settore farmaceutico a una dimensione più ampia, in cui politica industriale, geopolitica, sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e competitività europea diventano elementi strettamente interdipendenti. All'iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, Arianna Gregis, amministratrice delegata di Bayer Spa, Carlo Riccini, direttore generale di Farmindustria, Giuseppe Lanzillotta, responsabile Relazioni istituzionali di Farmindustria, la senatrice Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, la senatrice Elisa Pirro, la deputata Ilenia Malavasi e Francesca Lecci (Sda Bocconi). 

A portare i saluti istituzionali iniziali è stato il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, il quale ha sottolineato "la rilevanza strategica del comparto farmaceutico per il futuro industriale del Paese e dell'Europa". "Negli ultimi anni - ha detto Valentini - abbiamo compreso che la catena del valore farmaceutica non è una questione da concepire meramente in ambito sanitario. È anche e soprattutto una questione di sovranità industriale, di sicurezza nazionale e di posizionamento geopolitico. Le tensioni internazionali e la pressione sui costi energetici si traducono concretamente in filiere di approvvigionamento più fragili e margini sotto pressione. Non è un tema di politica estera lontano da noi, è un tema industriale che riguarda le nostre fabbriche e le nostre imprese". Il viceministro ha richiamato anche l'impatto delle politiche statunitensi sui prezzi dei farmaci e il rischio che meccanismi come la Most Favored Nation possano incidere sulle scelte di investimento delle imprese europee. "L'Italia dispone di una base industriale farmaceutica di primissimo livello che vale la pena difendere con determinazione - ha aggiunto Valentini - Il lavoro del Governo è su stabilità regolatoria, incentivi alla ricerca industriale, semplificazione autorizzativa e strumenti per attrarre investimenti ad alto valore aggiunto. L'Italia deve affermarsi come hub farmaceutico europeo di riferimento, non solo come piattaforma produttiva, ma come centro di innovazione e di integrazione tra grandi industrie e filiera delle piccole e medie aziende specializzate". 

Il keynote speech è stato affidato a Massimo Riccaboni, professore di Economia applicata e direttore dell'Unità di ricerca Axes presso Imt Lucca, che ha approfondito le implicazioni economiche e industriali della Most Favored Nation e dei nuovi meccanismi di riferimento internazionale dei prezzi. "Il sistema di riferimento ai prezzi attuato dall'amministrazione americana modifica radicalmente la capacità negoziale dei singoli Paesi - ha osservato Riccaboni - L'Italia dovrà negoziare l'accesso ai farmaci innovativi sapendo che il prezzo applicato in Italia potrà incidere anche sulle condizioni praticate sul mercato americano. Le conseguenze possono tradursi in pressioni al rialzo sui mercati presi a riferimento o in ritardi nelle sequenze di lancio, laddove non si riesca a raggiungere un accordo negoziale". Secondo Riccaboni, il nuovo scenario richiede una risposta coordinata, in grado di tenere insieme accesso all'innovazione, sostenibilità della spesa e politica industriale. "Il rischio per un Paese come l'Italia è vedere arrivare i farmaci ancor più in ritardo di quanto non stiano arrivando ora - ha evidenziato - Servono politiche coordinate in senso ampio, perché una misura che nasce con un respiro settoriale impatta anche su comparti essenziali della capacità di esportare del sistema Paese. La risposta deve integrare strumenti fiscali, strumenti di politica industriale, priorità di spesa sanitaria e una determinazione dei prezzi sempre più ancorata all’innovatività dei prodotti". 

Il confronto - riporta una nota - ha valorizzato anche i dati più recenti sul ruolo industriale della farmaceutica in Italia. Come emerso nel corso dell'Assemblea pubblica 2026 di Farmindustria, il comparto ha raggiunto nel 2025 circa 74 miliardi di euro di produzione e 69 miliardi di euro di export, con oltre 72mila addetti diretti e più di 300mila occupati considerando filiera e indotto. Numeri che confermano la farmaceutica come uno dei principali driver della performance industriale del Paese e come asset strategico per salute, crescita e sicurezza economica nazionale. A questa traiettoria positiva si affiancano tuttavia criticità rilevanti. Tra queste, il rischio che la competizione internazionale per attrarre investimenti in ricerca e produzione si sposti sempre più verso Stati Uniti e Asia, la pressione esercitata dai nuovi meccanismi di prezzo internazionali, il nodo del payback, i tempi di accesso ai nuovi farmaci e la necessità di rendere più efficiente il sistema della ricerca clinica. In questo quadro, stabilità regolatoria, prevedibilità delle decisioni pubbliche, rapidità autorizzativa e partnership pubblico-private sono emerse come condizioni decisive per trattenere e attrarre investimenti. 

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dell'Italia nelle catene del valore farmaceutiche europee, prosegue la nota. Il Paese dispone di una forte vocazione manifatturiera, competenze industriali qualificate e una presenza significativa di gruppi internazionali. Questa base produttiva rappresenta un asset strategico per l'autonomia europea, ma richiede politiche coerenti per evolvere da piattaforma produttiva a ecosistema capace di competere anche su ricerca, sviluppo, studi clinici e innovazione. In questo contesto - si legge - l'esperienza di Bayer in Italia è stata richiamata come "esempio di presenza industriale radicata nel Paese e integrata nelle filiere globali. Lo stabilimento di Garbagnate, dove viene prodotta Cardioaspirina anche per mercati strategici come la Cina, rappresenta un caso concreto del contributo che l'Italia può offrire alla competitività farmaceutica europea, valorizzando capacità produttiva, qualità industriale e apertura ai mercati internazionali".  

"Il settore farmaceutico sta attraversando una fase particolarmente complessa, in cui dinamiche industriali, geopolitiche e regolatorie si sommano e impongono scelte rapide e strutturali - ha dichiarato Arianna Gregis, Ad di Bayer - In uno scenario globale segnato dall'accelerazione della Cina e dalla crescente capacità degli Stati Uniti di orientare gli investimenti, l'Europa e l'Italia devono passare da una posizione difensiva a una strategia più ambiziosa. Bayer conferma il proprio impegno nel Paese attraverso una presenza industriale radicata, che da 125 anni contribuisce a innovazione, competenze e qualità produttiva. Lo stabilimento di Garbagnate rappresenta un esempio concreto di come l'Italia possa essere parte attiva delle filiere globali e rafforzare il proprio ruolo come hub farmaceutico ad alta tecnologia, capace di attrarre investimenti e generare valore per il sistema Paese". 

Dal confronto è emersa "la necessità di superare una lettura frammentata delle politiche sanitarie e industriali. Sicurezza degli approvvigionamenti, accesso tempestivo ai farmaci, sostenibilità della spesa pubblica e attrazione degli investimenti richiedono una visione integrata, in cui la salute sia considerata anche come leva di politica industriale, innovazione e crescita". Il giro finale di discussione si è concentrato sulle priorità operative da attuare nei prossimi 24 mesi per rafforzare la resilienza industriale del settore in Europa. Tra i messaggi emersi, "la necessità di accelerare le procedure autorizzative, rendere più attrattiva la ricerca clinica, valorizzare gli investimenti produttivi, rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese e costruire una risposta europea più coordinata rispetto alle pressioni geopolitiche e commerciali globali".  

Con la tavola rotonda 'Geopolitica del farmaco e resilienza industriale. Le nuove catene del valore farmaceutico' - conclude la nota - Rud Pedersen Italy conferma il proprio "impegno a promuovere spazi di confronto qualificato tra istituzioni, industria e stakeholder su temi ad alta rilevanza strategica per il Paese. In una fase in cui le catene del valore farmaceutiche sono sempre più esposte a tensioni geopolitiche, competizione industriale e nuove dipendenze globali, il rafforzamento della capacità produttiva e innovativa italiana rappresenta una priorità per la salute dei cittadini, per la competitività dell'Europa e per la sicurezza economica nazionale". 

24 giu 2026

Aerei Usa decollati da basi in Italia, Crosetto: "Pronto a riferire in Aula ed elencare voli autorizzati"

(Adnkronos) - Il ministro della Difesa Guido Crosetto rilancia dopo le polemiche scatenate dalle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sull'utilizzo delle basi americane in Italia per le operazioni Usa contro l'Iran. Mentre le opposizioni chiedono che il governo riferisca in Parlamento, il titolare della Difesa si dice disponibile a fornire tutti i chiarimenti necessari, ribadendo la linea già espressa dal ministero: l'Italia ha autorizzato esclusivamente voli di natura tecnica e logistica, nel rispetto degli accordi vigenti, e non attività offensive. 

Interpellato dall'Adnkronos, Crosetto afferma: "Non ho problemi a riferire in Aula ciò che abbiamo scritto nel comunicato della Difesa, così come non ho problemi ad autorizzare qualcuno della Difesa a riferire, aereo per aereo, i voli che sono stati autorizzati, nella sede che sarà ritenuta opportuna". "Quelli che fanno polemica dovrebbero sapere che parliamo della gestione tecnica di accordi di cui si occupano le strutture tecniche della Difesa e non di scelte politiche che variano", rimarca il ministro. 

Le parole di Crosetto arrivano dopo che Rutte, in un'intervista a Fox News, aveva sostenuto che "500 aerei statunitensi" erano decollati dalle basi americane in Italia a sostegno dell'operazione contro l'Iran. Dichiarazioni che hanno innescato un duro confronto politico, con Pd, M5S e Avs che hanno chiesto un'informativa urgente del governo e chiarimenti sul ruolo svolto dall'esecutivo.  

La Difesa aveva già replicato con una nota ufficiale definendo la ricostruzione di Rutte "totalmente fallace" e precisando che il governo "ha autorizzato esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche", nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali e degli accordi sulle basi alleate. (di Antonio Atte) 

24 giu 2026

Serie A, si comincia il 22 agosto alle 18,30 con Inter-Monza e Udinese-Como

(Adnkronos) - Saranno i campioni in carica dell'Inter a San Siro contro il neo promosso Monza e l'Udinese contro il Como ad aprire la nuova stagione del campionato di Serie A il 22 agosto 2026 alle ore 18,30. Lo ha ufficializzato la Lega di Serie A, svelando il programma delle prime cinque giornate del campionato 2026-2027. Si comincia, appunto, sabato 22 agosto con i due anticipi delle 18.30, poi alle 20.45 altre due gare: Genoa-Napoli e Parma-Cagliari.  

Mentre domenica 23 agosto si giocheranno due partite alle 18.30: Frosinone-Juventus e Venezia-Lecce, e altre due alle 20.45, Atalanta-Sassuolo e Torino-Milan. Infine due posticipi previsti lunedì 24 agosto: alle 18.30 Bologna-Lazio, e alle 20.45 chiuderà il programma Roma-Fiorentina. La seconda giornata si aprirà invece venerdì 28 agosto alle 20,45 con Milan-Venezia, mentre il primo big match stagionale sarà Napoli-Como, domenica 30 agosto alle 18,30. 

Non ci sarà una sosta dopo i primi due turni in questa stagione. La terza giornata si aprirà venerdì 4 settembre con Genoa-Como all 20,45, poi sabato sarà la volta dell'altro big match Inter-Napoli, alle 18.00, e la sfida tra Fiorentina e Torino, alle 15.00 e Roma-Atalanta, alle 20.45. Domenica 6 settembre toccherà aJuventus-Milan alle 20.45.  

Nella quarta giornata Lazio-Milan e Sassuolo-Juventus si giocheranno, in base a quando rossoneri e bianconeri debutteranno in Europa League, una prevista sabato alle 18.00 e l'altra domenica alle 20.45. Soggetta a modifiche, per gli impegni europei, anche Como-Parma (domenica alle 15.00), Napoli-Bologna (domenica alle 18.00), e Torino-Roma (domenica alle 12.30), in attesa del calendario della prima giornata di Champions League che prevede, solo per il turno d'esordio, una gara di giovedì.  

La quinta giornata è programmata tra il 18 e il 20 settembre, prima della sosta lunga per le nazionali. Non si giocherà nei due week end consecutivi del 27 settembre e 4 ottobre. La quinta giornata si aprirà con Monza-Sassuolo venerdì sera, con Roma-Inter all'Olimpico in programma sabato 19 alle ore 18. Domenica all'ora di pranzo scendono in campo Fiorentina e Napoli prima di Frosinone-Como e Parma-Genoa, entrambe alle 15.00. Alle 18.00 tocca ad Atalanta-Juventus, e si chiude alle 20.45 con Milan-Lecce.  

24 giu 2026

Iran e i 500 aerei Usa decollati da basi italiane, Bonelli: "Meloni ha mentito a Parlamento". La replica della Difesa

(Adnkronos) - "Le dichiarazioni dell’onorevole Bonelli si fondano su una ricostruzione priva di fondamento. Il ministro Crosetto ha riferito al Parlamento con assoluta chiarezza che l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività tecniche, logistiche e di supporto previste dagli accordi vigenti, e non voli o missioni di natura cinetica. Questa è la realtà dei fatti". Così in una nota il ministero della Difesa sulle affermazioni del deputato di Avs.  

"A confermarlo vi è anche la successiva precisazione della Nato - precisano - che ha chiarito come il segretario generale Mark Rutte non abbia mai affermato che i 'circa 500 voli' richiamati fossero voli cinetici o impiegati in operazioni di attacco contro l’Iran. Quando alcune dichiarazioni hanno dato adito a interpretazioni errate, il Ministero della Difesa è intervenuto immediatamente per ristabilire la corretta rappresentazione dei fatti sulla base dei dati ufficiali forniti dalle Forze Armate italiane. Dati che non sono oggetto di interpretazioni politiche, ma derivano dall’attività di donne e uomini che operano al servizio dello Stato nel rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica. Pertanto, chi accusa il Governo di aver mentito al Parlamento dovrebbe prima confrontarsi con i fatti e con le precisazioni ufficiali intervenute successivamente. I fatti restano immutati: l’Italia non ha autorizzato attività cinetiche contro l’Iran e il Governo ha riferito al Parlamento esattamente ciò che è accaduto". 

"Le dichiarazioni del segretario della Nato Rutte sono gravissime e sburgiardano Giorgia Meloni. Cinquecento voli americani a sostegno della guerra in Iran confermano purtroppo che il governo italiano ha mentito al Parlamento, ha tenuti nascosti al Parlamento 500 voli militari. Tutto quello che è successo tra Meloni e Trump è solo semplicemente una grande moina, una grande presa in giro. Il fatto è che l'Italia ha partecipato a questa guerra in Iran, una folle guerra, ma la cosa grave è che Giorgia Meloni ha tenuto nascosto al Parlamento che 500 aerei militari americani sono decollati e o sono atterrati sulle basi Nato italiane per andare a colpire l'Iran o per dare il supporto agli aerei militari. È un fatto di una gravità inaudita e Giorgia Meloni deve chiarire immediatamente il motivo di questa gravissima omissione", ha detto Bonelli a margine della sua intervista a AdnTalks, all'Adnkronos.  

"Il governo fornisca al Parlamento l’elenco dei 500 aerei militari statunitensi che, secondo quanto dichiarato dal segretario generale della Nato Mark Rutte, sarebbero decollati dalle basi militari italiane per partecipare a Epic Fury, ovvero alla guerra di Trump e Netanyahu contro l’Iran. È questo il contenuto dell’interrogazione che mi accingo a presentare, nella quale chiedo al governo di indicare date, tipologie di aeromobili e relative funzioni dei velivoli che, secondo le parole del segretario generale della Nato, hanno partecipato alla guerra in Iran", ha aggiunto. 

24 giu 2026

WMF 2026, istituzioni e territorio aprono l’edizione più grande di sempre: a Bologna il futuro si costruisce insieme

(Adnkronos) - Dopo l’Opening Ceremony, il Wmf - We Make Future 2026, Il Più Grande Evento sull’Innovazione: AI Tech e Digital, ha aperto ufficialmente la sua tre giorni con i saluti istituzionali dal Mainstage, assieme a Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna e BolognaFiere. L’edizione 2026, la più ampia e ricca mai realizzata dal Wmf, riunisce a BolognaFiere realtà provenienti da oltre 90 Paesi, con 70.000 mq di area fieristica, 9 hall, 90 stage, oltre 1.000 speaker, più di 800 espositori, 3.000 tra startup, pmi e investitori, oltre 50 delegazioni internazionali, 20 padiglioni esteri e più di 40 eventi partner. 

Per la Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, Vicepresidente con delega a Sviluppo economico e green economy, Energia, Formazione professionale, Università e ricerca ha sottolineato la capacità del Wmf di costruire relazioni con il mondo e di portare in Emilia-Romagna un confronto internazionale sui grandi temi dell’innovazione. Al centro del suo intervento, il ruolo della tecnologia come strumento che deve rimettere al centro le persone, con un richiamo particolare alla presenza dei giovani e alla capacità del territorio regionale di tenere insieme sistema economico, università, ricerca e comunità. Colla ha inoltre ricordato la forza dell’ecosistema emiliano-romagnolo, anche grazie alla presenza di infrastrutture strategiche come i supercomputer dedicati allo studio del clima e all’Intelligenza Artificiale, e alla capacità della Regione di coniugare relazioni, qualità e orgoglio nel fare bene le cose. 

A portare il benvenuto della città è stata Rosa Grimaldi, Delegata alla promozione economica e attrattività, innovazione, imprese e start up, industrie culturali e creative, impatto del tecnopolo, che ha evidenziato il valore del Wmf per Bologna, per il territorio e per il posizionamento della città nelle strategie europee dell’innovazione. Nel suo intervento ha richiamato il lavoro comune tra istituzioni, attori economici e comunità per costruire un grande progetto territoriale sull’innovazione, ricordando anche la presenza in fiera di Bologna Innovation Square e del progetto Landing Bo cui avrà accesso anche la startup vincitrice della Competition internazionale del Wmf. Grimaldi ha inoltre sottolineato come, in una fase segnata da crisi di valori, democrazia e pace, il Wmf rappresenti un’occasione per tornare a parlare di ciò che conta: futuro, comunità, responsabilità e collaborazione. Per BolognaFiere, il Presidente Gianpiero Calzolari ha richiamato il valore della collaborazione con il Wmf e con Search On Media Group, sottolineando come BolognaFiere possa contribuire a dare ulteriore forza a un progetto capace di intercettare le grandi sfide che attraversano oggi comparti economici, territori e società. Nel suo intervento, Calzolari ha evidenziato il ruolo di Bologna come contesto di riferimento per l’innovazione e ha descritto il Wmf come un format capace di parlare a chiunque abbia a cuore il futuro della società, delle comunità e delle città. 

 

A chiudere il momento istituzionale è stato Cosmano Lombardo, Founder e Ceo di Search On Media Group e ideatore del Wmf – We Make Future, che ha ringraziato i rappresentanti istituzionali e la community presente, introducendo uno dei momenti simbolici dell’avvio della manifestazione: il taglio del nastro con Ciro, robot umanoide salito sul palco del Mainstage. Un gesto che ha unito il rito inaugurale della fiera alla dimensione tecnologica e sperimentale del WMF, aprendo ufficialmente una tre giorni dedicata a innovazione, impatto sociale, business, formazione, ricerca e futuro. Con i saluti istituzionali e il taglio del nastro, il Wmf 2026 ha così dato avvio alla sua edizione più grande di sempre: una piattaforma internazionale che, dal 24 al 26 giugno, riunirà a Bologna imprese, startup, istituzioni, università, centri di ricerca, investitori, creator, artisti e comunità da tutto il mondo per costruire nuove connessioni e nuove traiettorie di sviluppo. 

Wmf – We Make Future è ideato, organizzato e prodotto da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il Patrocinio del Parlamento Europeo, della Commissione Europea, Maeci – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia - Romagna e del Comune di Bologna. Con il supporto del Maeci – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna. In partnership con Visit Emilia - Romagna. Con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 Philip Morris e Dell Technologies e Intel. 

24 giu 2026

Innovazione, Grimaldi (UniBo): "Wmf 2026 conferma Bologna come gate internazionale Ia"

(Adnkronos) - “Per la città di Bologna è un’occasione eccezionale, perché è un indotto di energia su un territorio che si sta posizionando come uno dei gate più importanti a livello internazionale sul fronte dell’innovazione e dell’Intelligenza artificiale, anche grazie alla presenza a Bologna del Tecnopolo, un grande hub di ricerca su big data e Ia”. A dirlo è Rosa Grimaldi, docente dell’Università di Bologna, vicepresidente di BolognaFiere e delegata del sindaco all’Innovazione, a margine del We Make Future 2026, uno dei più grandi festival internazionali dedicati alla tecnologia e all’innovazione digitale, che va in scena da oggi a venerdì nei padiglioni di BolognaFiere.  

A detta di Grimaldi, dal punto di vista del Comune quest’evento è anche “un’occasione per far conoscere le progettualità e la strategia che il territorio metropolitano sta portando avanti a supporto dell’innovazione”. Il valore della manifestazione risiederebbe “nella grandissima energia che anche quest’anno sprigiona”, e nel suo essere “un grande gathering di persone più o meno giovani, che arrivano da tutta Italia e da tanti Paesi, e che hanno come comun denominatore l’innovazione, il dialogo e il confronto su quello che sarà il futuro”.  

Come ricorda la docente, il festival quest’anno si arricchisce di un’importante novità: “Per la prima volta accoglie anche l’Università di Bologna attraverso lo Start Up Day. Con quest’evento la ricerca del nostro grande ateneo diventa progetto imprenditoriale e trova un’occasione di visibilità e di comunicazione”. 

24 giu 2026

Mondiali, dal 'Sium' al... Siu: Ronaldo testimonial (involontario) per l'Europa

24 giu 2026

Tragedia di Senago, gip concede domiciliari a ragazzo alla guida: "Ha cercato di aiutare amici"

(Adnkronos) - La giudice per le indagini preliminari di Milano, Maria Beatrice Parati, ha convalidato l'arresto e disposto gli arresti domiciliari per Gabriele P., il 18enne accusato di omicidio stradale plurimo aggravato per la morte di tre amici (Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi) che, insieme ad altri sei, viaggiavano sull'Audi A2 precipitata nel canale Villoresi a Senago (Milano). Assistito dall'avvocata Martina Isella, il giovane - accusato di omicidio stradale plurimo aggravato - che all'alba di domenica mattina guidava l'auto finita fuori strada potrà quindi lasciare il carcere di San Vittore. 

Un ragazzo appena maggiorenne, incensurato e che ha tentato di aiutare gli amici rimasti intrappolati nell'auto. Sono questi gli elementi che hanno portato la giudice a questa decisione, sebbene abbia riconosciuto il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio (per i quali il pubblico ministero Rosario Ferracane aveva chiesto il carcere). Il giovane, a dire degli stessi amici rimasti feriti nell'incidente, aveva tentato di salvare la 17enne Camilla Copparoni.  

e, il giovane si era avvalso della facoltà di non rispondere e nelle brevi dichiarazioni spontanee aveva chiesto scusa alle famiglie delle vittima. Il pubblico ministero aveva chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere sulla base del pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. "Mi scuso con le famiglie delle vittime", ha detto Gabriele P. davanti alla giudice. 

24 giu 2026

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