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Domenica In, l'addio del maestro Stefano Magnanensi: "Un anno complicato"

(Adnkronos) - Dopo otto anni al fianco di Mara Venier, il maestro Stefano Magnanensi lascia Domenica In. Il programma torna in onda oggi, domenica 27 settembre, dopo la pausa della stagione estiva, ma al fianco della conduttrice non ci sarà più il maestro che ha scelto volontariamente di abbandonare il programma. 

Sui social, Magnanensi ha condiviso un post che celebra il suo forte legame con Mara Venier e tutto il team del programma: "Bagiggia cara, questi ultimi anni sono stati davvero speciali per me, ho condiviso con te in tutto 10 edizioni di Domenica in, quindi mi piangeva il cuore quando questa estate ti ho espresso la mia volontà a non continuare in questa edizione perché voglio dedicare più tempo a me e ai miei figli", ha scritto il maestro raccontando la vera motivazione che si nasconde dietro la sua scelta, semplicemente quella di passare più tempo con la sua famiglia "dopo un anno, come tu sai, personalmente un po’ complicato".  

 

 

Magnanesi poi ringrazia Venier per gli anni trascorsi insieme professionalmente, duante i quali si è creata un'amicizia autentica e sincera: "Tu mi hai ascoltato e mi hai abbracciato dicendomi 'non preoccuparti, l’importante è che tu stia bene, il resto non conta'. Solo tu sai quanto quelle parole e quel gesto abbiano voluto dire per me, ti voglio ringraziare ancora una volta per l’affetto e la stima che mi dimostri da ormai più di vent’anni", queste le parole per la conduttrice che ha replicato così: "Non riesco a scriverti perché le lacrime... tu sai, mi manchi", ha scritto Venier.  

27 set 2026

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27 set 2026

Damiano David, tra le foto del matrimonio spunta... Victoria De Angelis: gli indizi sulla reunion dei Maneskin

(Adnkronos) - Alla fine, la tanto attesa reunion dei Maneskin, c'è stata davvero. Almeno questo confermerebbero alcuni indizi comparsi sui social che sembrerebbero confermare la presenza di Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio al matrimonio tra Damiano David e Dove Cameron, celebrato giovedì 24 settembre nello storico Palazzo Comunale di Montalcino.  

Dopo la cerimonia, i festeggiamenti sono proseguiti ieri, sabato 26 settembre, a Castiglion del Bosco, nel cuore della Val d’Orcia con più di 200 invitati. A far pensare alla presenza degli (ex) compagni di band di Damiano è soprattutto una foto scattata nella cabina fotografica allestita durante la festa. Negli scatti, sono quattro in totale, compare la bassista Victoria. E nell’ultima compare la scritta 'The wedding tale, Chloe and Damiano'. Chloe perché è il vero nome di Dove Cameron, all’anagrafe Chloe Celeste Hosterman.  

Ma gli indizi non finiscono qui. In alcuni scatti degli scatti circolati sui social, tra gli invitati seduti a tavola, sarebbe stata riconosciuta la fidanzata di Thomas Raggi, Lavinia Albrizi ma anche Luna Passos, compagna di Victoria De Angelis. 

 

Più che il tradizionale matrimonio da favola, quello di Damiano e Dove è stato un incontro tra eleganza italiana, suggestioni gotiche e gusto hollywoodiano. Dove Cameron ha scelto il bianco, ma lo ha interpretato a modo suo. L’abito, firmato Valentino, gioca con una silhouette sartoriale fatta di camicia e cravatta, cintura in vita e un lungo mantello. Nessun velo e nessuna concessione al romanticismo più convenzionale. A rendere ancora più riconoscibile il look è stato il beauty: lunghi capelli neri sciolti, lisci e lucidi, trucco essenziale e labbra dalle tonalità rosso mattone. Un'estetica gothic chic che ha accompagnato la cantante e attrice fino all'uscita dal Comune. Damiano ha scelto invece un completo color panna, con giacca e pantaloni, camicia sbottonata e senza cravatta. Una silhouette rétro, perfettamente coordinata al bianco della sposa e alla Lancia d’epoca scelta per l’arrivo. 

 

27 set 2026

Fabrizio Romano cerca fidanzata: "Spero di trovarla, è una priorità"

(Adnkronos) - Fabrizio Romano cerca fidanzata. L'esperto di calciomercato, attivissimo sui social dove conta milioni di follower tra Italia ed estero, ha parlato delle difficoltà di conciliare lavoro e vita privata, ammettendo di volersi dedicare un po' di più alla ricerca di una partner. 

"Sono ormai tre anni che non sono più fidanzato", ha rivelato in un'intervista al Corriere della Sera, "Spero di trovarla, è una delle mie priorità. Ho sacrificato qualche momento della vita personale. È un prezzo alto, una ferita aperta". "Ho difficoltà a inquadrarmi in una categoria. Un giorno mi sento giornalista, un altro content creator. Un altro giorno ancora nessuno dei due. Influencer no. È una parola che non mi piace e non ha a che fare in ciò che faccio", ha raccontato ancora Romano parlando del suo lavoro. 

"Può esserci una parte più business, diversa dal giornalismo tradizionale, ho alcune partnership, ma ad esempio ho sempre voluto mantenere gratuita la mia piattaforma", ha spiegato Romano, "credo che il calciomercato debba essere per tutti. Con una app puoi guadagnare di più, mi dicono. Ma non voglio". 

Anche il suo lavoro però è destinato a cambiare: "Qualcosa cambierà. Spariranno gli 'Here We Go'? Non spariranno, resteranno sul mio account. Ma più il tempo passa, più acquista valore la qualità", ha svelato, "il calciomercato mi ha dato tutto, ma è diventato tossico, eccessivo e bulimico. Voglio fare qualcosa di diverso: anziché fare 100 post al giorno per una trattativa vorrei approfondire il perché di un acquisto, spiegare se un giocatore è bravo o meno. Un salto di qualità insomma". 

 

27 set 2026

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27 set 2026

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27 set 2026

Jovanotti, è qui la festa: i 60 anni di Lorenzo, l'eterno ragazzo fortunato della musica italiana

(Adnkronos) - E' qui la festa? Sì ma anche no. Lorenzo 'Jovanotti' Cherubini, nato a Roma il 27 settembre 1966, compie oggi 60 anni. E dopo aver animato l'estate facendo ballare tutta Italia al ritmo del suo 'Jova Summer Party - L’arca di Lorè' culminato nei grandi spettacoli al Circo Massimo dove ha festeggiato insieme alla sua vastissima "tribù" di fan, oggi se ne sta lontano dai riflettori. "Sarà un giorno molto intimo, andiamo a mangiare una pizza" con le mie ragazze, "i miei compleanni non li ho mai festeggiati in maniera enfatica perché di mestiere faccio le feste, da quando ho 16 anni. Preferisco quelli degli altri", ha dichiarato nei giorni scorsi.  

L'eterno, indomabile, camaleontico 'ragazzo fortunato' della musica italiana, il cui successo, dagli esordi rap e hip hop della fine degli anni Ottanta al cantautorato più intimo e impegnato, dopo la svolta segnata da 'Lorenzo 1992', non ha mai visto cadute (se non quella - brutta - dalla bici dell'estate 2023 a Santo Domingo che gli è costata la frattura di femore, clavicola e trocantere), arriva a questo importante traguardo ammettendo che "i miei 60 anni li sento soprattutto riguardo alla musica nuova che esce, che mi disorienta e con cui faccio fatica ad entrare in sintonia per una questione di linguaggio".  

Anche i valori non sono più gli stessi. Per chi celebrava 'l'ombelico del mondo' dove nasce l'energia come un luogo fatto di "facce meticce da razze nuove" e guardava al dialogo parlando di religioni come "una grande chiesa che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa", oggi guarda disorientato a "un mondo molto legato alla ricchezza e ai suoi simboli, rappresentato soprattutto dall'hip hop che ha contagiato tutto". Proprio lui che per primo con i cappellini al contrario e i pantaloni calati aveva portato in Italia quei ritmi, insieme al rap oggi non ci si ritrova: "Non è la mia musica”, dice. E celebra il pop: "Una bella canzone con un bel ritornello, scritta bene, è un formato intramontabile”. Forse proprio qui si vedono gli anni che passano.  

E per celebrarli arriva 'Lorenzo - L'incredibile avventura di Jovanotti', il film documentario diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, che verrà presentato in anteprima mondiale alla 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma, all'interno della sezione 'Special Screening' e arriverà nelle sale italiane dal 26 novembre al 2 dicembre come evento speciale di sette giorni, distribuito da Plaion Pictures. Il film promette di svelare il lato più privato di Lorenzo Cherubini, andando oltre l'immagine pubblica della popstar. "Quando gli ZZtop (i registi Zonta e Zoratti, ndr) mi hanno proposto di fare un doc, sette anni fa, gli ho detto: ok, ma io non voglio saperne niente", racconta lo stesso Jovanotti.  

"Il patto è questo: io sono una giraffa nella savana e voi siete quelli di Quark. La giraffa partecipa al film come soggetto ma non ha nessun controllo sul racconto, quello lo fate voi". E confessa: "Non mi sento a mio agio nel mostrarmi vulnerabile, mi piace stare in scena a inventare una realtà aumentata, splendente ed eccitante. Però sono uno come tutti nella maggior parte del tempo in cui non indosso il costume da Jovanotti. Il film racconta soprattutto quella parte". Sul risultato finale aggiunge: "Quando ho visto il film, dopo sette anni me ne ero quasi dimenticato, mi sono commosso e divertito. Quella giraffa sono proprio io". 

 

27 set 2026

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27 set 2026

Formula 1, Colapinto e l'incidente nel Gp Azerbaigian: "Dovrebbe essere squalificato"

(Adnkronos) - Bufera in Formula 1. Il Gran Premio dell'Azerbaigian, vinto dalla Mercedes di George Russell, è stato caratterizzato da bandiere gialle e safety car, con diversi incidenti in pista e piloti costretti al ritiro. Tra questi però quello che fa più rumore è quello che ha riguardato l'Alpine di Franco Colapinto, protagonista di un vero e proprio 'strike' alla ripartenza del 36esimo giro, mettendo fuori gioco prima il suo compagno di scuderia Pierre Gasly e poi anche la McLaren di Lando Norris, che si trovava davanti alle due vetture francesi. 

 

A fine gara è stata durissima la reazione del campione del mondo in carica: "Quando sei in Formula 1, vuoi misurarti con i migliori piloti del mondo, e quando succedono cose del genere, è perché lui non dovrebbe essere lì", ha detto Norris, "se provochi un incidente in una ripartenza come questa, dovresti ricevere almeno una squalifica di una gara. Penso che la Fia dovrebbe essere più severa e iniziare a infliggere squalifiche per questo genere di cose. È una mancanza di attenzione da parte delle persone. Ci costa un sacco di soldi, tutti i componenti della mia vettura sono finiti nella spazzatura adesso. Dovrebbero semplicemente essere squalificati, perché quello non è un modo di guidare degno della Formula 1". 

Un vero e proprio 'ban' dalla Formula 1, insomma. Una provocazione che però non ha trovato la sponda degli altri piloti del circuito, a partire da Max Verstappen: "Se il pilota che ha provocato l'incidente è consapevole e si scusa, è solo un piccolo errore, una cattiva valutazione. È un peccato che abbia coinvolto così tante macchine, ma una squalifica per 1 gara? Penso che sia troppo", ha detto l'olandese della Red Bull, che ha voluto così difendere Colapinto. 

 

Furioso anche Flavio Briatore, team principal dell'Alpine: "Ovviamente sono estremamente deluso dal risultato della gara di oggi, sapendo di aver perso punti preziosi nella lotta per il campionato. Questo genere di incidenti non dovrebbe accadere, soprattutto quando stavamo andando bene con entrambe le vetture in posizione a punti", ha detto a caldo l'imprenditore, che si è poi scusato pubblicamento, "mi dispiace molto per il team e per Pierre, che ha fatto un ottimo lavoro per tutto il weekend, e le mie scuse vanno anche a Lando (Norris, ndr) e alla McLaren per aver rovinato la loro gara". 

"So che Franco si è assunto la piena responsabilità, come è giusto che sia. Ha frenato troppo tardi, considerando il contesto della gara e la ripartenza con la Safety Car. È stata una manovra pessima per un pilota della sua esperienza”, ha detto mettendo di fatto in dubbio il futuro di Colapinto in Alpine, "voglio prendermi del tempo per riflettere e valutare quale linea d’azione adottare, in modo da poter imparare dall’accaduto ed evitare situazioni simili in futuro". 

 

27 set 2026

Caso Siracusano-Vannacci, l'appello di Forza Italia ai partiti: "No all'Ai in campagna elettorale"

(Adnkronos) - "Dopo il gravissimo episodio della pubblicazione di una foto del sottosegretario Siracusano modificata con l’Ai da parte del generale Vannacci per screditare l’immagine dell’esponente di governo, lancio un appello alle forze di maggioranza e opposizione a non usare volti e voci modificati dall’intelligenza artificiale in campagna elettorale come farà il nostro partito”. Lo dichiara, in qualità di responsabile della Comunicazione di Forza Italia, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini. 

“Utilizzare la mistificazione di contenuti rivolti agli elettori - dice Barachini - significa tradire i cittadini. Il compito della politica è, viceversa, rafforzare il legame democratico e la partecipazione alla vita pubblica consolidando il rapporto di fiducia tra l’elettore e i suoi rappresentanti. Il mio appello - sottolinea Barachini - segue la via italiana tracciata da questo governo sull’intelligenza artificiale, introducendo il reato del deepfake”. 

 

"Curioso, per non dire assurdo, che il Governo e la destra si accorgano del pericolo che i deepfake rappresentano per la democrazia solo adesso che a esserne vittime sono loro. Tardivi gli appelli a fare qualcosa: vengono dagli stessi che mesi fa hanno respinto la mia proposta di legge per contrastare la diffusione di contenuti IA manipolati sui social soprattutto nei periodi elettorali", commenta Anna Ascani, deputata del Pd e vicepresidente della Camera. 

"Il rischio è concreto, lo vediamo con i nostri occhi: usi distorti ledono i diritti delle persone e alterano i processi democratici. E non può bastare - aggiunge - introdurre reati, i processi penali hanno ritmi diversi da quelli di una campagna elettorale. I deepfake devono essere segnalati e rimossi immediatamente e chi li utilizza sanzionato. Serve una legge per questo, non bastano gli appelli. La politica tutta metta da parte posizioni ideologiche e agisca urgentemente”. 

 

"Sul contrasto ai deepfake e all’uso manipolatorio dell’intelligenza artificiale in politica noi abbiamo già preso posizione da tempo. Alleanza Verdi e Sinistra, con la mia firma, ha aderito nel dicembre scorso all’appello 'Deepfake e politica: insieme per dire basta', promosso da Pagella Politica e Facta, impegnandosi a non creare o diffondere deepfake contro gli avversari politici. Il punto, quindi, non è lanciare nuovi appelli, ma rispettare quelli già sottoscritti. Fratelli d’Italia aveva aderito, mentre la Lega aveva scelto di non farlo. E proprio dalla destra abbiamo visto più volte l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per creare o manipolare contenuti contro gli avversari politici", afferma quindi Angelo Bonelli, deputato di Avs e coportavoce di Europa Verde. 

"Prima di rivolgere appelli agli altri, Barachini - aggiunge - guardi dentro la propria maggioranza. L’intelligenza artificiale non può essere utilizzata per falsificare la realtà, screditare gli avversari e ingannare i cittadini". 

 

“Ridurre l’intelligenza artificiale ai fotomontaggi è la dimostrazione che questa maggioranza non ha la minima idea della rivoluzione tecnologica che è in corso in tutto il mondo. Vannacci ha una visione della donna sessista e retrograda e abbiamo dato da subito la nostra solidarietà a Matilde Siracusano ma pensare che la gestione dell’intelligenza artificiale consista nel vietare i fotomontaggi la dice lunga sulla totale inconsistenza delle idee di questa maggioranza. Ben venga un patto sui contenuti deepfake senza contesto e che mirano ad ingannare l’utente ma la priorità oggi è sviluppare l’intelligenza artificiale e creare posti di lavoro. Non vietare i fotomontaggi”, afferma il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. 

 

27 set 2026

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