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Formula 1, Colapinto e l'incidente nel Gp Azerbaigian: "Dovrebbe essere squalificato"

(Adnkronos) - Bufera in Formula 1. Il Gran Premio dell'Azerbaigian, vinto dalla Mercedes di George Russell, è stato caratterizzato da bandiere gialle e safety car, con diversi incidenti in pista e piloti costretti al ritiro. Tra questi però quello che fa più rumore è quello che ha riguardato l'Alpine di Franco Colapinto, protagonista di un vero e proprio 'strike' alla ripartenza del 36esimo giro, mettendo fuori gioco prima il suo compagno di scuderia Pierre Gasly e poi anche la McLaren di Lando Norris, che si trovava davanti alle due vetture francesi. 

 

A fine gara è stata durissima la reazione del campione del mondo in carica: "Quando sei in Formula 1, vuoi misurarti con i migliori piloti del mondo, e quando succedono cose del genere, è perché lui non dovrebbe essere lì", ha detto Norris, "se provochi un incidente in una ripartenza come questa, dovresti ricevere almeno una squalifica di una gara. Penso che la Fia dovrebbe essere più severa e iniziare a infliggere squalifiche per questo genere di cose. È una mancanza di attenzione da parte delle persone. Ci costa un sacco di soldi, tutti i componenti della mia vettura sono finiti nella spazzatura adesso. Dovrebbero semplicemente essere squalificati, perché quello non è un modo di guidare degno della Formula 1". 

Un vero e proprio 'ban' dalla Formula 1, insomma. Una provocazione che però non ha trovato la sponda degli altri piloti del circuito, a partire da Max Verstappen: "Se il pilota che ha provocato l'incidente è consapevole e si scusa, è solo un piccolo errore, una cattiva valutazione. È un peccato che abbia coinvolto così tante macchine, ma una squalifica per 1 gara? Penso che sia troppo", ha detto l'olandese della Red Bull, che ha voluto così difendere Colapinto. 

 

Furioso anche Flavio Briatore, team principal dell'Alpine: "Ovviamente sono estremamente deluso dal risultato della gara di oggi, sapendo di aver perso punti preziosi nella lotta per il campionato. Questo genere di incidenti non dovrebbe accadere, soprattutto quando stavamo andando bene con entrambe le vetture in posizione a punti", ha detto a caldo l'imprenditore, che si è poi scusato pubblicamento, "mi dispiace molto per il team e per Pierre, che ha fatto un ottimo lavoro per tutto il weekend, e le mie scuse vanno anche a Lando (Norris, ndr) e alla McLaren per aver rovinato la loro gara". 

"So che Franco si è assunto la piena responsabilità, come è giusto che sia. Ha frenato troppo tardi, considerando il contesto della gara e la ripartenza con la Safety Car. È stata una manovra pessima per un pilota della sua esperienza”, ha detto mettendo di fatto in dubbio il futuro di Colapinto in Alpine, "voglio prendermi del tempo per riflettere e valutare quale linea d’azione adottare, in modo da poter imparare dall’accaduto ed evitare situazioni simili in futuro". 

 

27 set 2026

Caso Siracusano-Vannacci, l'appello di Forza Italia ai partiti: "No all'Ai in campagna elettorale"

(Adnkronos) - "Dopo il gravissimo episodio della pubblicazione di una foto del sottosegretario Siracusano modificata con l’Ai da parte del generale Vannacci per screditare l’immagine dell’esponente di governo, lancio un appello alle forze di maggioranza e opposizione a non usare volti e voci modificati dall’intelligenza artificiale in campagna elettorale come farà il nostro partito”. Lo dichiara, in qualità di responsabile della Comunicazione di Forza Italia, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini. 

“Utilizzare la mistificazione di contenuti rivolti agli elettori - dice Barachini - significa tradire i cittadini. Il compito della politica è, viceversa, rafforzare il legame democratico e la partecipazione alla vita pubblica consolidando il rapporto di fiducia tra l’elettore e i suoi rappresentanti. Il mio appello - sottolinea Barachini - segue la via italiana tracciata da questo governo sull’intelligenza artificiale, introducendo il reato del deepfake”. 

 

"Curioso, per non dire assurdo, che il Governo e la destra si accorgano del pericolo che i deepfake rappresentano per la democrazia solo adesso che a esserne vittime sono loro. Tardivi gli appelli a fare qualcosa: vengono dagli stessi che mesi fa hanno respinto la mia proposta di legge per contrastare la diffusione di contenuti IA manipolati sui social soprattutto nei periodi elettorali", commenta Anna Ascani, deputata del Pd e vicepresidente della Camera. 

"Il rischio è concreto, lo vediamo con i nostri occhi: usi distorti ledono i diritti delle persone e alterano i processi democratici. E non può bastare - aggiunge - introdurre reati, i processi penali hanno ritmi diversi da quelli di una campagna elettorale. I deepfake devono essere segnalati e rimossi immediatamente e chi li utilizza sanzionato. Serve una legge per questo, non bastano gli appelli. La politica tutta metta da parte posizioni ideologiche e agisca urgentemente”. 

 

"Sul contrasto ai deepfake e all’uso manipolatorio dell’intelligenza artificiale in politica noi abbiamo già preso posizione da tempo. Alleanza Verdi e Sinistra, con la mia firma, ha aderito nel dicembre scorso all’appello 'Deepfake e politica: insieme per dire basta', promosso da Pagella Politica e Facta, impegnandosi a non creare o diffondere deepfake contro gli avversari politici. Il punto, quindi, non è lanciare nuovi appelli, ma rispettare quelli già sottoscritti. Fratelli d’Italia aveva aderito, mentre la Lega aveva scelto di non farlo. E proprio dalla destra abbiamo visto più volte l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per creare o manipolare contenuti contro gli avversari politici", afferma quindi Angelo Bonelli, deputato di Avs e coportavoce di Europa Verde. 

"Prima di rivolgere appelli agli altri, Barachini - aggiunge - guardi dentro la propria maggioranza. L’intelligenza artificiale non può essere utilizzata per falsificare la realtà, screditare gli avversari e ingannare i cittadini". 

 

“Ridurre l’intelligenza artificiale ai fotomontaggi è la dimostrazione che questa maggioranza non ha la minima idea della rivoluzione tecnologica che è in corso in tutto il mondo. Vannacci ha una visione della donna sessista e retrograda e abbiamo dato da subito la nostra solidarietà a Matilde Siracusano ma pensare che la gestione dell’intelligenza artificiale consista nel vietare i fotomontaggi la dice lunga sulla totale inconsistenza delle idee di questa maggioranza. Ben venga un patto sui contenuti deepfake senza contesto e che mirano ad ingannare l’utente ma la priorità oggi è sviluppare l’intelligenza artificiale e creare posti di lavoro. Non vietare i fotomontaggi”, afferma il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. 

 

27 set 2026

Napoli, tenta di uccidere la moglie: carabinieri fanno irruzione in casa e la salvano

27 set 2026

Carburanti, sconto Eni in arrivo: ecco quanto si risparmierà per un pieno di gasolio e benzina

(Adnkronos) - A partire da domani, lunedì 28 settembre, il tetto massimo ai prezzi del carburante fissato da Eni determinerà un risparmio medio da 9,35 euro su un pieno di gasolio, 8,45 euro su un pieno di benzina. I dati arrivano da Adusbef che, sulla base dei listini medi dei carburanti comunicati oggi dal Mimit, ha calcolato l’impatto della misura sulle tasche degli automobilisti. 

 

Sulla rete ordinaria l’iniziativa di Eni che scatta domani porterà un litro di benzina a costare 16,9 centesimi di euro in meno rispetto ai listini odierni, pari ad una minore spesa da 8,45 euro a pieno – spiega Adusbef –. Per il gasolio il prezzo fisso di Eni consentirà un risparmio da 18,7 centesimi di euro al litro, pari ad una minore spesa da 9,35 euro a pieno. 

I benefici economici tuttavia saranno più elevati in quelle zone d’Italia dove i prezzi medi dei listini alla pompa sono più alti rispetto alla media nazionale – avvisa Adusbef – Ad esempio a Bolzano, dove il gasolio costa oggi 2,428 euro al litro, il risparmio su un pieno di diesel sarà di quasi 12 euro (11,9 euro per la precisione), 10,5 euro su un pieno di benzina. Seguono la Valle d’Aosta, che vanta oggi un prezzo medio del diesel di 2,404 euro al litro, dove la minore spesa sarà in media di 10,7 euro a pieno, e il Friuli con -10,5 euro (2,400 euro/litro il prezzo medio del diesel). Per la benzina i risparmi maggiori, oltre a Bolzano, si avranno in Friuli Venezia Giulia e in Calabria, in media -9,6 euro a pieno.  

“I benefici per gli automobilisti sono destinati ad aumentare se, come temiamo, il dimezzamento del taglio delle accise scattato ieri sarà interamente scaricato sui prezzi alla pompa a partire da lunedì”, sostiene il presidente Antonio Tanza. 

 

Il Codacons si dice intanto pronto a portare in tribunale quelle associazioni di categoria del settore petrolifero e dei carburanti che tenteranno di ostacolare gli sconti Eni sui prezzi alla pompa. Lo afferma l’associazione dei consumatori, dopo le proteste sollevate da più parti contro l’iniziativa in partenza domani. 

"Era stato proprio il Codacons, dopo una serie di interlocuzioni con i vertici Eni avvenute nei giorni scorsi, a sollecitare la misura del price cap come soluzione temporanea all’emergenza carburanti. Le associazioni del settore petrolifero e della distribuzione di carburanti sono già sul piede di guerra e hanno annunciato misure contro il tetto massimo ai listini che, a loro dire, rappresenterebbe una distorsione del mercato – spiega il Codacons – Una posizione questa inconcepibile, perché ostacolare iniziative tese a limitare l’escalation senza sosta dei prezzi alla pompa equivarrebbe a danneggiare i consumatori e l’intero Paese". 

"Senza contare che - aggiunge l'associazione -, in un libero mercato, ogni operatore ha facoltà di scegliere autonomamente i prezzi al dettaglio e definire i propri margini di guadagno, libertà che non può essere difesa solo quando i listini salgono, attacca il Codacons. La concorrenza nel settore petrolifero, soprattutto in questo momento di grave emergenza, andrebbe incentivata e non ostacolata, e per questo siamo pronti a denunciare nelle sedi competenti quelle organizzazioni che tenteranno di bloccare gli sconti Eni, nell’esclusivo interesse dei consumatori italiani che da mesi subiscono gli effetti devastanti del caro-carburanti, conclude il Codacons. 

 

27 set 2026

Gb, allarme esplosivi vicino base usata dagli Usa per attacchi all'Iran: indaga l'antiterrorismo. Allerta anche nel Suffolk

(Adnkronos) - "Grave incidente" con allarme esplosivi vicino a una base della RAF che ospita l'Aeronautica Militare degli Stati Uniti e abitazioni evacuate in un villaggio vicino al complesso. A spiegarlo è la polizia del Gloucestershire, che ha spiegato che i residenti di Whelford, vicino alla base di Fairford, sono stati trasferiti mentre le indagini proseguono. La base è stata utilizzata per il dispiegamento di bombardieri statunitensi dall'inizio del conflitto in Iran, il 28 febbraio. L'indagine, riferisce BBC, è guidata dall'antiterrorismo. 

"Diversi uomini" sono stati arrestati con l'accusa di reati ai sensi della legge sugli esplosivi, ha affermato la polizia, aggiungendo che la squadra specializzata dell'esercito per la bonifica di ordigni esplosivi sta attualmente esaminando diversi veicoli. 

La polizia ha affermato che l'area è stata transennata e ha aggiunto che gli agenti ritengono che l'incidente sia sotto controllo. Un nutrito contingente dei servizi di emergenza, riporta inoltre BBC, è stato avvistato nella zona, inclusa una squadra di intervento per aree a rischio. 

"Stiamo collaborando a stretto contatto con i nostri partner e stiamo mettendo in atto i piani ben collaudati che abbiamo predisposto", ha dichiarato la polizia, che ha poi spiegato che i sospettati sono stati arrestati nelle prime ore di oggi. 

Un portavoce delle forze Usa citato dal Guardian ha precisato che "lo stormo (501st Combat Support Wing) e gli altri con base nel Regno Unito" adotteranno "le azioni appropriate per garantire incolumità e sicurezza dei militari Usa, dei civili, dei contractor e delle loro famiglie". "Valutiamo costantemente una serie di fattori che determinano quali misure è necessario adottare o modificare per proteggere i nostri siti, il nostro personale, le loro famiglie". 

"Riguardo l'episodio nel Gloucestershire, desidero ringraziare tutte le squadre di emergenza e gli specialisti che sono intervenuti con tanta rapidità. Possiamo essere rassicurati, la situazione è sotto controllo e questo è esattamente il motivo per cui le nostre squadre di risposta alle emergenze e le Forze Armate sono pronte a intervenire 24 ore su 24, sette giorni su sette". Così in un post su X il segretario di Stato per la difesa Gb Wes Streeting, senza altri dettagli dopo le notizie dei media britannici. 

Il premier britannico Andy Burnham viene intanto tenuto costantemente aggiornato sui fatti. "Siamo grati ai servizi d'emergenza, che sono intervenuti rapidamente per arrestare diversi sospetti e adottare misure per la sicurezza della comunità - ha detto un portavoce del governo, come riporta la Bbc -. Sarebbe inadeguato fare ulteriori dichiarazioni mentre sono in corso le indagini". 

 

E' intanto allerta Charlie nella base della Raf di Lakenheath, nel Suffolk, che ospita forze Usa (il 48th Fighter Wing), dopo i fatti nei pressi della base di Fairford. La Bbc riferisce della conferma del secondo livello di protezione più alto attivato nella base Raf Lakenheath, mentre nella base Raf Fairford sarebbe massima allerta (livello Delta). 

 

27 set 2026

Torino, bimbo di 5 anni investito dall'ex del padre: donna fugge dopo incidente e viene arrestata

27 set 2026

Sondaggio politico, calano Fratelli d'Italia e Futuro nazionale: le intenzioni di voto

(Adnkronos) - Calano Fratelli d'Italia e Futuro nazionale di Vannacci, mentre esultano le opposizioni. Sono i risultati dell'ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto in vista delle prossime elezioni politiche realizzato dall'Istituto Piepoli, che ha anche analizzato qual è stato l'evento della settimana più seguito dall'opinione pubblica, così come la fiducia che gli italiani ripongono in alcuni dei leader mondiali, da Volodymir Zelensky a Vladimir Putin passando per Donald Trump e Benjamin Netanyahu. 

 

Secondo l'ultimo sondaggio, Giorgia Meloni perde uno 0,5%, con Fratelli d'Italia che scende quindi intorno al 27%, così come Futuro nazionale guidato da Roberto Vannacci, che cala di uno 0,5% fino al 7,5%. Stabili gli altri partiti di governo, con la Lega che rimane al 5,5% e Forza Italia al 7,5%. A esultare sono invece le opposizioni: il Partito Democratico rimane primo inseguitore con un solido 20%, mentre cresce Alleanza Verdi e Sinistra, che guadagna uno 0,5% e vola fino al 7%. Il Movimento 5 stelle resta invece al 12,5%. 

 

Ma qual è stato l'evento più seguito della settimana appena conclusa? A dominare, in Italia, è stato il dibattito intorno all'abolizione, per un anno, del bollo auto annunciata dal governo, e criticata dalle opposizioni perché giudicata come una 'bandierina' elettorale, che ha conquistato la maggioranza dei votanti al sondaggio, il 29%. La crisi economica si trova invece al secondo posto con il 15%, mentre le elezioni in Germania, che hanno visto l'ascesa di Afd in Sassonia, chiudono il podio con l'11%. 

Il quarto posto se lo prende la morte della bandiera dell'Inter e della Nazionale Sandro Mazzola con il 10%, mentre al quinto si trova la vicenda della donna di 29 anni accoltellata in Val d'Ossola, votata dal 7%, a pari merito con la guerra in Iran e il conflitto in Ucraina. 

  

Interessanti anche i dati sulla fiducia in alcuni dei leader mondiali. La maggioranza non ripone fiducia nel leader dell'Ucraina Volodymir Zelensky: il 40% non ha alcuna fiducia nella sua amministrazione, il 29% poca, mentre un sentiment positivo viene condiviso dal 24%. Dai 'peggiori' li raccoglie il presidente russo Vladimir Putin: il 65% non ha alcuna fiducia nel Cremlino, il 16% ne ha poca, mentre soltanto il 15% ha sensazioni positive. 

Stessa storia alla Casa Bianca. La fiducia intorno a Donald Trump si attesta al 14%, mentre la maggioranza, il 65%, risponde negativamente. Poco meglio va a Benjamin Netanyahu: il primo ministro israeliano raccoglie la fiducia del 9% contro il 64% di sentiment negativo. 

 

Nel sondaggio, il 53% si è detto d'accordo con la decisione del governo di abolire il bollo auto, così come con la riforma della scuola pronta a essere varata dall'esecutivo, che comprende un numero massimo sulla presenza di stranieri in ogni classe (47% di sentiment positivo) e il divieto di indossare il burqa a scuola (55% di sì). 

Più incerta la situazione intorno al possibile ingresso di Vannacci nella coalizione di centrodestra. Il 48% ritiene che si debba lavorare per allargare l'alleanza anche a Futuro nazionale, mentre la maggioranza, il 52%, dice no a un possibile ingresso del generale. 

 

27 set 2026

Etna, continua l'emissione di cenere dal vulcano: prorogata la sospensione dei voli a Catania

27 set 2026

Follini: "Da Conte a Vannacci, le forze anti-sistema sanno che partita si gioca sulla geopolitica"

(Adnkronos) - "E dunque, come si affrontano le forze anti-sistema? Ci si accapiglia in nome di principi, visioni, progetti così tanto agli antipodi? Oppure si cerca di farsi carico di alcune delle loro migliori intenzioni magari pensando di depotenziarne la carica polemica? Ci si oppone con severità alle loro parole d’ordine o si fa in modo che quelle parole trovino un’eco anche presso gli ambienti che un tempo si sarebbero detti dell’establishment, dell’ufficialità politica? 

Sono anni e anni che il dibattito pubblico si arrovella intorno a questo dilemma. Se cioè si debbano 'romanizzare' i 'barbari' o se invece la nostra tradizione meriti una difesa meno astuta ma più autentica e più impavida nel cercare -almeno cercare- di rivendicare le proprie ragioni. 

E’ il dilemma che attanaglia le forze politiche nella Germania messa sotto assedio dall’Afd. Lo stesso dilemma che si affaccia nella Francia a ridosso delle elezioni per il prossimo Eliseo. E un dilemma non troppo diverso da quello che ci tiene compagnia, qui in Italia, da un bel po’ d’anni a questa parte. Abbiamo assistito - senza troppo raccapezzarci - a un vero e proprio assalto alle vecchie e gloriose cittadelle che avevano accompagnato decenni di vita democratica del nostro paese. E ora quelle cittadelle appaiono esangui, senza più molte delle loro risorse storiche e - quel che conta - senza più un’oncia del consenso e della popolarità di un tempo. 

Il fatto è che quella sfida tra la tradizione liberal-democratica e l’insorgenza populista è stata affrontata per così dire a occhi chiusi, senza che prendesse mai forma un progetto vero e proprio. Così, a sinistra si è lungamente pensato di inglobare il movimento 'grillino' offrendogli un pertugio per attraversare il guado istituzionale. Fino a dare per buona l’idea che, una volta che Conte avesse scalzato il fondatore, la natura di quel movimento sarebbe cambiata da cima a fondo. Mentre a destra Salvini si è illuso di fare suo il generale Vannacci offrendogli un biglietto per Strasburgo e ora Meloni e tutta la sua coalizione si trovano a scoprire che quel biglietto è stato ben più oneroso di quanto si potesse pensare all'inizio. 

Il fatto è che tutte queste forme di protesta, nate ai bordi estremi del sistema d’una volta, andrebbero ascoltate con attenzione. Ma poi lasciate a se stesse, a svolgere il loro compito e a scegliere il loro destino. La fretta sempre un po' sospetta con cui il 'sistema' si sente in dovere di offrire uno sbocco istituzionale a movimenti nati con l’intento di cambiare tutto raramente produce i risultati che ci si erano ripromessi. E tanto più quando la sfida vera avviene sul terreno più strategico e delicato della collocazione internazionale del paese.  

E infatti è proprio quello il luogo in cui si spezza ogni incantesimo. Laddove Conte, con il suo Movimento, pone al centrosinistra un problema senza soluzione, quello della fine del sostegno all’Ucraina. E laddove il generale Vannacci non fa mistero di coltivare dall’estremo opposto lo stesso intento strategico. Cioè quello di disarticolare il nostro tradizionale sistema di alleanze per accucciarci come un remissivo animale domestico ai piedi del nuovo satrapo. E’ il 'rossobrunismo', come si usa dire. Cioè la convergenza degli estremi in nome di vecchie ideologie e nuovissime circostanze. 

Può sembrare provocatorio segnalare questa singolare convergenza tra Conte e Vannacci a proposito dell’Ucraina. Il primo infatti è arrivato - non senza una buona dose di fantasia - a evocare per sé le antiche radici della sinistra democristiana. Il secondo non manca di infiorettare (si fa per dire) ogni discorso con mille e mille allusioni nostalgiche. Eppure non appena si apre il principale dossier della politica internazionale dei nostri giorni capita di scoprire una gran quantità di affinità che non andrebbero sottaciute.  

Ed è qui, appunto, che casca l’asino. Perché tutte le forze che si sono posizionate sul crinale della rottura del vecchio sistema hanno finito per scoprire che il luogo strategico in cui sarebbe avvenuta la battaglia finale per la conquista del paese non era quello della novità politica e morale che veniva sbandierata. Semmai era quello della rottura geopolitica. Come a dire che il declino dei vecchi costumi e delle vecchie istituzioni per forza di cose andava di pari passo con un drastico mutamento delle mappe dell’ordine planetario. E infatti, sarà appunto su quel terreno che si giocherà l’unica partita che conta". (di Marco Follini) 

 

27 set 2026

Elezioni suppletive Camera, seggi aperti fino alle 23 nel collegio Reggio-Locri

27 set 2026

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