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Reazione a Catena, concluso il percorso (record) de 'Le Pappardelle': sconfitte dopo due mesi

(Adnkronos) - Dopo due mesi di vittorie consecutive, è arrivata la sconfitta per 'Le Pappardelle'. Ieri, domenica 20 settembre, il trio fiorentino è stato battuto dalle nuove campionesse, dal nome 'Nonno Rock'. Dopo la messa in onda, Carolina, Maria Giulia e Francesca hanno condiviso sui social un post per ringraziare tutto il team del programma, che è stato 'casa' per due mesi. 

"Purtroppo la nostra esperienza finisce oggi e non ci sono molte parole per descrivere come ci sentiamo. Tutte le parentesi della vita finiscono, anche le più belle, ma siamo sicure che il ricordo di questi giorni rimarrà per sempre nei nostri cuori e si aggiungerà a una lunga serie di esperienze che raccontano la storia di tre amiche, prima ancora che di tre concorrenti", si legge nel post condiviso a corredo con un selfie che ritrae Le Pappardelle e il conduttore Pino Insegno. 

 

 

"Ci teniamo a prenderci un momento per ringraziare tutte le persone che ci hanno supportato, da vicino e da lontano e le squadre che abbiamo conosciuto durante il programma. La nostra esperienza non sarebbe stata la stessa senza tutti voi. Un ringraziamento lo vogliamo fare a Pino Insegno, che ci ha accompagnato in un mondo totalmente lontano dalla nostra quotidianità. La sua accoglienza ci ha permesso di sentirci a casa ogni giorno, ed è questa accoglienza che, secondo noi, lo rende prima che un grande professionista una persona speciale". 

Un saluto finale a quello che è stato un lungo viaggio: "Grazie a tutti di aver fatto parte di questo lungo viaggio. Le pappardelle". Entrate nel programma il 3 agosto, le tre campionesse hanno collezionato 48 presenze consecutive e il record di 29 "ultime parole" indovinate. Portano a casa in totale 266mila euro al netto di tasse.  

21 set 2026

Sanremo 2027, debutta il voto online: come funzionerà

(Adnkronos) - A Sanremo 2027 debutta il voto online, che si affiancherà al televoto tradizionale. La novità è stata annunciata a Milano dal vicedirettore Intrattenimento Prime Time Rai, Claudio Fasulo, e dal direttore artistico del Festival, Stefano De Martino. Il voto sarà integrato al sistema di televoto e passerà attraverso RaiPlay, con registrazione tramite email e numero di telefono e un sistema certificato. "Il voto online è frutto di un cammino di lavoro pluriennale. Veicolare il voto online tramite RaiPlay è la ciliegina sulla torta, un’occasione per utilizzare un sistema contemporaneo che va incontro al grande pubblico e alla fascia 15-24, che ci ha dato grande soddisfazione", ha spiegato Fasulo. L’obiettivo, ha aggiunto, è "far sì che il mezzo digitale diventi ancora più completo". De Martino ha spiegato che "verrà introdotto il voto online integrato al televoto, registrandosi in piattaforma con mail e metodo certificato e garantito, che renderà possibile anche il voto online sull’app di Rai". 

Il voto sarà gratuito e si potrà esprimere direttamente dall’app RaiPlay. "Il voto su app credo influisca, dal momento che abbiamo un altro strumento su cui votare - ha osservato De Martino -. Inizialmente avevamo pensato solo a quello digitale ma poi ci siamo immaginati la signora 80enne che va al telefono e abbiamo lasciato il voto integrato". L’obiettivo, ha sottolineato, è "allargare la platea di voto, perché quello digitale è immediato. Dall’app puoi votare direttamente il nome del cantante e penso che questa modalità prenderà sempre più piede". Il sistema sarà quindi pensato per affiancare, e non sostituire, il televoto tradizionale. "Lo stiamo mettendo a punto ma per un utente online saranno tre voti al massimo", ha spiegato De Martino. Quanto alle percentuali "ci stiamo lavorando per garantire un buon equilibrio tra voto online e telefonico e far sì che nessuno dei due sia handicap ma un valore aggiunto". 

Per quanto concerne la modalità di conteggio, "televoto e voto online verranno sommati per ciascun artista come la total audience e questo è il modus che intendiamo applicare", ha specificato De Martino. RaiPlay sarà inoltre il punto di accesso a ulteriori contenuti legati al Festival, compresi i testi delle canzoni in gara. La novità si inserisce in un percorso di ampliamento delle modalità di partecipazione digitale del pubblico da parte della Rai, come il sistema che debutterà nei prossimi giorni anche a ‘Ballando con le Stelle’. 

Nelle diverse serate il meccanismo di voto sarà così articolato , secondo quanto ha spiegato De Martino: "La prima sera vota la sala stampa che pesa al 66% e il 33% televoto. Il peso di ogni singola giuria, stampa, tv, radio e televoto alla fine della settimana varrà nel totale il 100% per ogni giuria, quindi il 33, il 33 e il 34 come sempre. Mercoledì votano tv e radio al 66% più il 33% di televoto. Il giorno delle cover si vota tutti assieme, come sempre è stato. Nella serata del venerdì invece ci sarà una giuria internazionale di esperti dello spettacolo, che varrà il 50% (l'altro 50% sarà decretato dalla giuria popolare, ndr). Questo determinerà il vincitore dell'Eurovision. Il sabato votano le tre giurie fino a definire i 5 finalisti che nella fase finale valuterà solo il televoto con il tesoretto che gli artisti avranno accumulato nel voto dei giorni precedenti". 

 

21 set 2026

Nella 'Notte della Ricerca 2026' brilla Tor Vergata

(Adnkronos) - Doppio appuntamento per 'la Notte della Ricerca 2026' venerdì 25 settembre: è possibile visitare fino alla mezzanotte le due sedi che vedono Roma Tor Vergata presente con i ricercatori e le ricercatrici di tantissimi dipartimenti, e essere coinvolti in esperimenti, progetti di ricerca, esperienze hands-on. Tutti benvenuti, adulti ma anche piccolissimi, nella Scienza. 

Testaccio e Frascati sono le sedi principali per il nostro Ateneo nell'ambito questa manifestazione, nata da una fortunata intuizione dell'Unione Europea e organizzata in tantissime capitali europee: a Roma l'appuntamento con Roma Tor Vergata è per venerdì 25 e sabato 26 settembre, dalle 17:00 alle 23:00, presso la Città dell'Altra Economia, in Largo Dino Frisullo. E nella cittadina di Frascati un calendario ricchissimo che copre l'intera settimana: da lunedì 21 settembre a domenica 27, dalla mattina alle 9:00 fino alla sera alle 24, nei vari punti iconici della città dedicati a questa bellissima manifestazione. Scuderie Aldobrandini, Mura del Valadier, piazza San Pietro, circa 30 eventi organizzati dal'Ateneo e dedicati alle scuole nella mattina, ai ragazzi più grandi e agli adulti nel pomeriggio e alla sera. 

Si tratta di materie Stem, Scienze tecnologia ingegneria (Engineering) e matematica, ma anche medicina. A Testaccio, come gli scorsi anni l'università di Roma Tor Vergata partecipa alla grande manifestazione dedicata alla scienza e ai suoi protagonisti curata da Scienza Insieme con esperimenti, dimostrazioni e percorsi immersivi. L'offerta presentata dall'Ateneo si articola in numerosi ambiti disciplinari: dalle neuroscienze allo studio del benessere psicologico, dall'astrofisica alla fisica quantistica, passando per il mondo dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie del futuro. Particolare attenzione anche alle grandi sfide ambientali e al cambiamento climatico. Inoltre, esperienze interattive ed immersive permettono di esplorare il mondo delle molecole e dell'architettura. 

 

 

Non mancano momenti dedicati all'interazione diretta con i gruppi di ricerca grazie allo Speed Date Scientifico: attraverso brevi appuntamenti della durata di quindici minuti, i partecipanti possono conoscere da vicino i gruppi di ricerca, porre domande e soddisfare le proprie curiosità su numerosi temi. Il pubblico potrà esplorare le diverse postazioni e partecipare alle attività in programma, costruendo liberamente il proprio percorso tra esperienze, incontri e approfondimenti. Un'occasione per trascorrere insieme due serate ricche di attività, incontri e momenti di condivisione, aperte a tutte e tutti. È consigliabile prenotare visita gratuitamente al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-notte-delle-ricercatrici-e-dei-ricercatori-net-2026-1999388946160  

A Frascati prosegue la consueta collaborazione dei dipartimenti di Roma Tor Vergata con gli organizzatori di Frascati Scienza che animano il progetto Leaf. Per questa occasione i dipartimenti che partecipano sono Biologia, Medicina sperimentale, Ingegneria civile e ingegneria informatica, Biomedicina e prevenzione. Tante le proposte imperdibili nella settimana dedicata alla Scienza e ai suoi protagonisti: benvenuti sia scienziati che semplici curiosi. Laboratori e giochi per essere Veterinario per una Notte, affrontare il Viaggio all'interno del corpo umano, andare alla scoperta dell'ingegneria strutturale e geotecnica. Vedere come e perché si verificano le epidemie e qual è il viaggio della depurazione dell'acqua. Studi ingegneristici sulle cupole; analisi del dna.  

Dall'acqua che beviamo al cibo che mangiamo, fino alle tecnologie quotidiane, ai segreti dello spazio e del cervello umano: la ricerca scientifica esce dai nostri laboratori per incontrare i cittadini. La formula è quella dei laboratori gratuiti, ma anche degli spettacoli sul palco di piazza San Pietro, un grande palcoscenico scientifico aperto al pubblico e trasmesso in diretta social dagli organizzatori di Frascati Scienza. È consigliabile anche qui prenotarsi per poter essere protagonisti di questi eventi https://www.frascatiscienza.it/  

21 set 2026

Sanremo 2027, De Martino: "Emma? Non ha bisogno del mio invito"

21 set 2026

Settimana della felicità sul lavoro, il test per capire se ci stiamo bene

(Adnkronos) - Possiamo essere soddisfatti di quello che facciamo e, allo stesso tempo, non stare davvero bene. A volte, infatti, è proprio il corpo a dirci che qualcosa è cambiato: dormiamo peggio, siamo più stanchi, facciamo fatica a concentrarci, avvertiamo tensioni ricorrenti o arriviamo al weekend senza riuscire a recuperare. In occasione della Settimana della felicità sul lavoro, che si celebra quest'anno dal 21 al 25 settembre, Doctolib ha coinvolto il medico di medicina generale Luca Manganiello per approfondire il rapporto tra soddisfazione professionale e benessere psicofisico e individuare i segnali da ascoltare e come distinguere una normale stanchezza da un affaticamento che, nel tempo, può diventare difficile da sostenere. "Possiamo parlare di reale benessere quando il lavoro non ci dà soltanto soddisfazione, ma contribuisce a trovare la migliore versione di noi stessi - spiega il medico - Possiamo essere molto soddisfatti professionalmente e, allo stesso tempo, essere cronicamente stanchi o sotto pressione. Il benessere è qualcosa di più ampio: riguarda la possibilità di lavorare con impegno senza consumare progressivamente le proprie risorse. Significa avere energia, riuscire a concentrarsi, mantenere relazioni positive, ma anche saper recuperare dopo una giornata impegnativa e avere spazio per la propria vita al di fuori del lavoro. Il vero indicatore, quindi, non è l'assenza di stress, ma la capacità di recuperare dopo lo stress". 

Per capire se stiamo mantenendo un buon equilibrio, Manganiello propone di porsi 3 domande: 1) Come sta il mio corpo durante e alla fine della giornata? Mi sento normalmente affaticato oppure arrivo sistematicamente a fine giornata con dolore, rigidità, mal di testa o una sensazione di esaurimento?; 2) Quello che sento è occasionale o è diventato la mia normalità? Un episodio può capitare. Se però dormiamo peggio, siamo costantemente stanchi o facciamo sempre più fatica a concentrarci, è utile chiedersi che cosa sia cambiato; 3) Riesco a recuperare? Una volta terminata la giornata, riesco a staccare e a ritrovare l'energia oppure la tensione continua anche fuori dall'orario di lavoro? "Stare bene al lavoro non vuol dire non avere stress o giornate difficili - avverte il medico - Significa riuscire ad attraversarle senza perdere la propria capacità di recuperare e avere energie residue per il resto della vita non lavorativa. Il corpo non ci dice se siamo 'felici' in senso assoluto, ma può segnalarci quando qualcosa sta cambiando". 

La stanchezza persistente "è il segnale che sottovalutiamo più spesso, proprio perché tendiamo a normalizzarla e a non accorgerci di eventuali segnali di sovraccarico", continua Manganiello. Anche il corpo può mandare segnali: spalle contratte, collo rigido, mascella serrata, mal di testa o difficoltà a rilassarsi "sono sintomi aspecifici, che possono avere molte cause, ma quando diventano frequenti e si associano alla giornata lavorativa meritano di essere ascoltati". 

Più che il singolo sintomo, però, conta osservare il cambiamento rispetto al proprio equilibrio abituale. "Se da qualche tempo dormiamo peggio, siamo più stanchi, facciamo più fatica a concentrarci o recuperiamo con maggiore difficoltà - rimarca l'esperto - vale la pena fermarsi e chiedersi che cosa sia cambiato". La domanda da porsi diventa allora più ampia: "Il mio lavoro mi fa stare bene solo mentre lo svolgo, oppure è compatibile con la mia salute e quindi con l'interezza della mia persona? Amare quello che facciamo non dovrebbe significare ignorare i segnali che il nostro corpo ci manda".  

Passare molte ore seduti e davanti a uno schermo è un altro elemento da non sottovalutare. “Mantenere a lungo la stessa postura - spiega Manganiello - significa ridurre l'alternanza fisiologica di carico e movimento e può favorire rigidità e tensione, soprattutto a livello di collo, spalle e zona lombare. Anche l'attenzione prolungata davanti allo schermo può contribuire ad affaticamento visivo, cefalea e sensazione di stanchezza". Le contromisure possono essere semplici: alzarsi periodicamente, cambiare posizione, camminare durante una telefonata, utilizzare le pause per muoversi e fare qualche movimento di mobilità per collo e spalle. "Il consiglio più utile è evitare di aspettare che il dolore o la stanchezza arrivino per interrompere la postura mantenuta. Le pause brevi e frequenti sono più facili da inserire nella giornata e aiutano a trasformare il movimento in una normale parte dell'attività lavorativa". Essere stanchi alla fine di una settimana intensa è normale. Il segnale da osservare è piuttosto quanto tempo serve per tornare in equilibrio. "Sarebbe meglio prestare attenzione - chiarisce il medico - quando il recupero diventa sempre più lungo, quando il lunedì si riparte già esausti o quando la stanchezza si associa a disturbi del sonno, irritabilità, difficoltà di concentrazione, tensione muscolare o perdita di interesse anche per le attività fuori dal lavoro. Non è quanto siamo stanchi il venerdì sera a dirci come stiamo, ma se il riposo riesce ancora a restituirci le energie". 

Anche le modalità con le quali gli italiani organizzano i propri appuntamenti sanitari offrono uno spunto sul rapporto tra tempo dedicato al lavoro e tempo dedicato alla salute. Secondo i dati di Doctolib - riferisce una nota - quasi 1 prenotazione su 2 (49%) viene effettuata prima delle 9, dopo le 18 o durante il fine settimana. Un dato che suggerisce come la gestione della propria salute venga spesso ricavata nei momenti della giornata più compatibili con gli impegni professionali. La felicità professionale non coincide, dunque, con una giornata perfetta, né con l'assenza di stress. E forse la domanda più utile da portarsi dietro durante la Settimana della felicità sul lavoro non è soltanto "quanto mi piace quello che faccio?" ma anche "come sto io, quando la giornata è finita?". 

21 set 2026

Università UniCamillus, 120 scienziati a confronto per la Giornata della ricerca

(Adnkronos) - Mettere in comune competenze, esperienze e idee per trasformare la conoscenza reciproca in nuove opportunità di ricerca. E' stato questo l'obiettivo della Giornata della ricerca condivisa – 'Conoscersi per collaborare', l'iniziativa con cui UniCamillus ha inaugurato la Settimana della Ricerca 2026, in programma dal 21 al 27 settembre. L'appuntamento si è tenuto oggi, dalle ore 10:00 alle 14:00, nell'Aula 1 di UniHall, dove 120 ricercatori dell'Ateneo sono stati chiamati a incontrarsi, presentare i propri lavori e confrontarsi in tavole rotonde sui diversi ambiti della ricerca sviluppata all'interno di UniCamillus. La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del rettore Gianni Profita e del delegato alla Ricerca Emiliano Maiani, per poi lasciare spazio al confronto tra gli studiosi attraverso la presentazione di paper e risultati di ricerche realizzate in Ateneo. Non una semplice occasione di presentazione, ma soprattutto un momento di networking scientifico interno, pensato per favorire la conoscenza tra gruppi e singoli professionisti, anche appartenenti ad ambiti disciplinari differenti. L'obiettivo era far emergere competenze ed expertise che potessero incontrarsi con progetti già in fase di elaborazione o con nuove idee di ricerca, creando le condizioni per sviluppare collaborazioni interdisciplinari e nuovi progetti condivisi. 

"La ricerca - afferma il rettore Gianni Profita - rappresenta una delle direttrici fondamentali su cui UniCamillus sta costruendo il proprio futuro. Investire nella ricerca significa investire nelle persone, nelle idee e nella capacità di guardare alle sfide della salute con strumenti nuovi e con una prospettiva di lungo periodo. La Giornata della Ricerca Condivisa nasce proprio da questa visione: creare occasioni in cui i nostri ricercatori possano conoscersi, mettere in comune competenze ed esperienze e trovare insieme nuove strade. Perché il futuro della ricerca passa anche dalla capacità di fare rete, di contaminare saperi diversi e di trasformare un'intuizione individuale in un progetto condiviso. UniCamillus vuole continuare a essere un luogo in cui questo futuro possa prendere forma". 

"UniCamillus - dichiara il delegato alla ricerca Emiliano Maiani - sta sviluppando un profilo di ricerca sempre più riconoscibile, in particolare nelle neuroscienze, nell'oncologia di precisione e nella medicina della riproduzione, ambiti nei quali la ricerca di base e quella clinica dialogano in modo concreto –La prima Giornata della Ricerca Condivisa rappresenta un passaggio importante in questo percorso e offre l'occasione di valorizzare ulteriormente le competenze presenti nella nostra comunità accademica e di rafforzare il legame tra il laboratorio e la cura dei pazienti". 

 

UniCamillus è oggi coinvolta in circa 16 progetti di ricerca attivi, che spaziano dalle malattie neurodegenerative all'oncologia, con particolare attenzione all'impatto delle patologie oncologiche sulla qualità della vita, dalle malattie cardiovascolari alla medicina di genere. Nei laboratori e nei contesti clinici dell'Ateneo, gli studiosi lavorano per comprendere sempre più a fondo i meccanismi alla base delle patologie, individuare nuovi biomarcatori, migliorare gli strumenti diagnostici e contribuire allo sviluppo di approcci terapeutici innovativi. Un impegno che guarda alle grandi sfide della medicina contemporanea e che punta a trasformare i risultati della ricerca in conoscenza, innovazione e concrete opportunità di cura per i pazienti. 

L'attività di ricerca dell'Ateneo è stata oggetto della Valutazione della qualità della ricerca (VQR) 2020-2024, il principale esercizio nazionale promosso dall'Anvur per analizzare la qualità della produzione scientifica e l'impatto delle attività di Terza Missione delle università italiane. Nell'ambito specifico della ricerca nelle Scienze mediche, UniCamillus ha ottenuto un risultato di particolare rilievo: 1° posto tra gli atenei non statali italiani con analogo volume di progetti valutati; 3° posto tra tutte le università non statali; 9° posto nella graduatoria nazionale complessiva, che comprende atenei statali e non statali. 

Tale riconoscimento certifica la qualità della ricerca scientifica dell'Ateneo in ambito medico e conferma la solidità del percorso di crescita intrapreso. Un percorso che troverà nuovo slancio nella giornata del 21 settembre, pensata per trasformare questi risultati in nuove collaborazioni e progetti condivisi. 

21 set 2026

Tumore al polmone Egfr-mutato, Passaro (Ieo): "Con osimertinib risultati importanti a 8 anni"

(Adnkronos) - “A 8 anni dall'utilizzo di osimertinib i pazienti migliorano il controllo della patologia e la loro sopravvivenza, indipendentemente dalla sospensione del trattamento. Questo è qualcosa di significativo e importante per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) con mutazione Egfr, malattia che, a livello globale, interessa circa il 15% dei pazienti con Nsclc. È un passaggio importante: conferma che questa strategia continua a dare dei benefici che cercheremo chiaramente di traslare anche su altri sottogruppi con la patologia polmonare”. Così Antonio Passaro, direttore divisione di Oncologia toracica, Ieo-Istituto europeo di oncologia Irccs di Milano commenta gli ultimi dati aggiornati dello studio Adaura presentati al Congresso mondiale sul tumore del polmone, che si è svolto a Seoul (Corea del Sud), al quale ha partecipato. (VIDEO) 

“Negli ultimi 15 anni - spiega Passaro - la medicina di precisione ha cambiato in modo sostanziale la gestione del tumore del polmone e, per quanto riguarda il tumore del polmone non a piccole cellule in stadio precoce, non metastatico, sicuramente i progressi sono stati sostanziali e importanti. Noi sappiamo che nel passato, dopo una chirurgia radicale, il trattamento chemioterapico è sempre stato alla base di quello che noi definiamo terapia adiuvante, cioè volta a ridurre la ricaduta e ad aumentare la percentuale di guarigione, quindi per aggiungere un miglioramento rispetto alla sola chirurgia. Ma sappiamo altresì che questo tipo di trattamento, quindi la chemioterapia con due farmaci, uno a base di platino e un farmaco di seconda generazione, ha pur sempre visto un limitato beneficio, più o meno di un 5-6%, nel lungo termine. Questo chiaramente è cambiato grazie alla medicina di precisione”.  

Oggi “siamo in grado di creare una profilazione genetica e molecolare del tumore non a piccole cellule - chiarisce l’oncologo - I pazienti che ricevono un'adeguata diagnosi che hanno del tessuto considerato idoneo, ricevono non solo una diagnosi istopatologica - cioè guardiamo al microscopio grazie ai nostri patologi come sono fatte le cellule, che colorazioni hanno per dargli un nome e un cognome - ma fondamentalmente scendiamo in un'analisi di secondo livello per valutare le alterazioni patogenetiche del Dna e dell'Rna della malattia, che cioè si sviluppano nel tempo, che non sono alterazioni o mutazioni ereditarie”. 

 

“All'interno di queste analisi - precisa Passaro - abbiamo la possibilità di identificarne dei biomarcatori predittivi di risposta, cioè in grado di dirci che, andando a utilizzare una terapia molecolare mirata, possiamo ottenere dei vantaggi significativi non solo nella malattia metastatica, ma anche nella malattia early, quella da operare. È un trattamento da fare prima o dopo l'operazione, valutato all'interno di un team multidisciplinare, dove, attualmente, i più grandi risultati sono stati ottenuti nel setting dei pazienti con tumore del polmone non a piccola cellule con mutazioni di Egfr”.  

Lo studio Adaura riguarda i pazienti con tumore del polmone “radicalmente operato precedentemente dal chirurgo, che dopo la chirurgia sono stati candidati a ricevere una terapia biologica”. Il trial “è stato il caposaldo di questo tipo di studi nel setting adiuvante - illustra l’oncologo - Prima di allora non avevamo studi con terapie biologiche, terapia target. All'epoca, i pazienti sono stati divisi in 2 gruppi: uno a ricevere la terapia con osimertinib, un inibitore di Egfr di terza generazione, il più avanzato che all'epoca era in commercio, l’altro il placebo, dopo la chemioterapia che era opzionale. Nel 2020, i risultati hanno portato a una prima conferma che l'aggiunta del trattamento adiuvante con osimertinib era in grado di ritardare in modo significativo le progressioni, quella che in inglese chiamiamo disease free survival (Dfs), quindi il tempo libero da progressione. Nell'aggiornamento successivo, a circa 3 anni, l'utilizzo dell'osimertinib in questo setting era stato in grado anche di migliorare la sopravvivenza globale”. Oggi, a 8 anni, conclude, registriamo il “risultato impressionante nel migliorano del controllo della patologia e della sopravvivenza”. 

21 set 2026

Malattie rare, nuova prospettiva di cura per Attrv-Pn: Aifa approva eplontersen

(Adnkronos) - L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di eplontersen per il trattamento dell'amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina nei pazienti adulti con polineuropatia (Attrv-Pn) di stadio 1 o 2. Il farmaco è approvato per l'auto-somministrazione mensile mediante un dispositivo auto-iniettore. Eplontersen è un oligonucleotide antisenso coniugato (Aso) con ligando GalNAc, progettato per inibire la produzione epatica della transtiretina (Ttr). L'approvazione - informa una nota - si basa sui risultati positivi dello studio di fase 3 (Neuro-TTRansform), pubblicati su 'Jama', che hanno evidenziato un beneficio significativo e duraturo del farmaco in tutti gli endpoint co-primari e secondari. Nello specifico, l'analisi primaria a 66 settimane ha dimostrato una riduzione media dell'82% nella concentrazione sierica di Ttr rispetto al valore basale. Eplontersen ha inoltre arrestato la progressione della compromissione funzionale legata alla neuropatia misurata con il punteggio mNIS+7 e ha mostrato un miglioramento della qualità di vita rispetto al basale, pari al 58% nei pazienti trattati contro il 20% nel gruppo che ha ricevuto il placebo, con benefici sostenuti fino a 85 settimane e un profilo di sicurezza favorevole. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di Aifa - si legge - segna una nuova prospettiva terapeutica per questa patologia rara e progressiva, spesso caratterizzata da un ritardo nella diagnosi rispetto alla comparsa dei primi sintomi, che in Italia colpisce circa 600 persone ogni anno. 

"L'amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina con polineuropatia è una malattia rara, progressiva e multisistemica - spiega Marco Ceccanti, ricercatore del Dipartimento di Neuroscienze umane, Uosd Malattie neurodegenerative Sapienza università di Roma - Mutazioni del gene Ttr destabilizzano la transtiretina, una proteina prodotta principalmente dal fegato, che si aggrega in fibrille amiloidi e si deposita nei nervi periferici, nel cuore e in altri organi, determinando nel tempo un danno d'organo multisistemico. Si parla di interessamento neurologico quando il quadro clinico è dominato da neuropatia. In Italia stimiamo ci siano circa 600 pazienti, con una prevalenza in aumento. La malattia esordisce tipicamente con una neuropatia sensitivo-motoria che interessa prima gli arti inferiori, spesso accompagnata da disautonomia, ma può anche esordire con una sindrome di tunnel carpale e può associare anche sintomi a interessamento cardiaco. In assenza di trattamento, la progressione della malattia è costante e può portare, nell'arco di pochi anni, a una estensione del danno neurologico, a una disabilità grave e alla perdita della deambulazione autonoma. Eplontersen, oligonucleotide antisenso coniugato con ligando GalNAc - chiarisce Ceccanti - agisce a monte del processo patologico, riducendo la sintesi epatica di transtiretina, sia nella forma mutata che wild-type, intervenendo così sul substrato molecolare da cui origina l'amiloidosi. Il programma di sviluppo clinico del farmaco ha previsto l'impiego di strumenti di misurazione come il mNIS+7, per la valutazione della neuropatia, e la Compass-31, per la valutazione quantitativa della disautonomia, permettendo di documentare benefici clinici anche su ambiti come la funzione autonomica e lo stato nutrizionale, spesso trascurati, ma rilevanti per la prognosi e la qualità di vita dei pazienti. L'approvazione da parte di Aifa di eplontersen rappresenta un importante traguardo nell'ottica di un controllo sempre più efficace della patologia e di garantire ai pazienti una migliore qualità di vita". 

"Il ritardo nella diagnosi rappresenta ancora oggi uno dei principali bisogni insoddisfatti nella gestione della malattia: la sintomatologia aspecifica e la sovrapposizione con neuropatie più comuni comportano spesso il misconoscimento di questi segnali, con un intervallo di anni tra i primi sintomi e la diagnosi definitiva - sottolinea Marco Luigetti, Uoc Neurologia, Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli Irccs, Dipartimento di Neuroscienze, università Cattolica del Sacro Cuore, Roma - L'inquadramento diagnostico si basa sul sospetto clinico, sul test genetico e sulla conferma istologica o scintigrafica. Trattandosi di una malattia ereditaria, la diagnosi coinvolge l'intero nucleo familiare, con un impatto rilevante sulla sfera quotidiana, psicologica, emotiva e sociale. In una malattia che erode progressivamente l'autonomia e la vita quotidiana dei pazienti, non è sufficiente rallentarne la progressione, ma è rilevante anche valutare la qualità di vita di chi ne è affetto, e per tale motivo questo aspetto ha assunto un ruolo determinante nella valutazione del beneficio clinico del trattamento. Lo studio di fase 3 Neuro-TtRansform ha dimostrato come eplontersen abbia ridotto dell'82% la concentrazione sierica di Ttr, con una riduzione della progressione della polineuropatia e un miglioramento della qualità della vita riferita dal paziente. Anche la modalità di somministrazione riflette questa attenzione: eplontersen, fin dalle fasi di sviluppo, è stato pensato per una somministrazione mensile, sottocutanea, tramite penna preriempita destinata all'autosomministrazione a domicilio. Queste evidenze confermano ulteriormente il potenziale di eplontersen di modificare in maniera significativa e duratura il decorso della patologia e l'approvazione da parte dell'Aifa apre a una nuova prospettiva terapeutica per i pazienti con Attrv-Pn, ampliando le opzioni disponibili e offrendo quindi ai pazienti nuove possibilità di trattamento e di gestione della malattia". 

"L'amiloidosi ereditaria da transtiretina con polineuropatia è una patologia che ha un impatto profondo sulla vita delle persone e delle loro famiglie. Le sue conseguenze vanno oltre la dimensione clinica, influenzando autonomia, relazioni, attività quotidiane e progettualità future - evidenzia Giovanni D’Alessio, tesoriere di Famy, Associazione italiana amiloidosi - A ciò si aggiunge la natura ereditaria della malattia, che porta con sé l'incertezza legata alla possibile trasmissione generazionale e un carico emotivo significativo, non solo per chi riceve la diagnosi, ma per l'intero nucleo familiare. In questo contesto, promuovere una maggiore conoscenza della patologia è fondamentale per favorire diagnosi più tempestive, una presa in carico appropriata e una migliore comprensione dei bisogni delle persone che convivono con la malattia. Iniziative come il progetto di medicina narrativa Amyci, promosso da Famy, attraverso la raccolta delle esperienze di pazienti, caregiver e clinici - aggiunge - contribuiscono a portare all'attenzione della comunità scientifica e delle istituzioni il vissuto reale della patologia e i bisogni ancora insoddisfatti delle persone che ne sono interessate. La disponibilità di una nuova opzione terapeutica rappresenta un importante passo avanti e un segnale concreto di progresso per tutta la comunità dei pazienti". 

"L'amiloidosi ereditaria da transtiretina con polineuropatia, oltre a impattare pesantemente sulla salute, comporta un carico assistenziale molto rilevante, in termini di perdita di produttività e di costi out of pocket a carico dei pazienti - afferma Filippo Rumi, ricercatore Altems, Co-Founder & Partner Altems Advisory, università Cattolica del S. Cuore - Da una recente analisi di Health Technology Assessment è emersa una quota significativa di costi indiretti legati alla gestione della patologia, a testimonianza di un carico assistenziale particolarmente rilevante. Intervenire precocemente nell'amiloidosi consentirebbe di produrre risvolti positivi in una duplice direzione: limitare il danno neurologico contenendo nel tempo il carico assistenziale e, dal punto di vista economico, ridurre i costi diretti ed indiretti della patologia. Poter arrivare a una diagnosi più tempestiva, aumentando la consapevolezza sulla malattia e promuovendo una gestione della stessa sempre più in un'ottica multidisciplinare - rimarca - rappresenta un obiettivo essenziale. In questa direzione, l'implementazione di Pdta codificati consentirebbe una maggiore uniformità nella presa in carico dei pazienti e una riduzione delle disuguaglianze regionali ancora oggi presenti. Garantire ai pazienti l'accesso a terapie di nuova generazione più semplici da gestire e in grado di favorire l'aderenza al trattamento significa migliorare concretamente la vita dei pazienti e incidere allo stesso tempo positivamente sia sui costi diretti che su quelli indiretti non assistenziali. Anticipare la diagnosi, rafforzare i percorsi assistenziali e ampliare l'accesso a terapie innovative può significare restituire ai pazienti una qualità di vita migliore".  

"La rimborsabilità di eplontersen - commenta Raffaela Fede, direttore medico AstraZeneca Italia - rappresenta un avanzamento terapeutico rilevante per le persone che convivono con l'amiloidosi ereditaria da transtiretina con polineuropatia: una patologia rara ed ereditaria che, in assenza di un trattamento efficace, progredisce in modo inesorabile fino a compromettere l'autonomia e, nel tempo, la sopravvivenza dei pazienti. Dietro ogni diagnosi c'è una persona, e spesso un'intera famiglia, che vede messe in discussione la quotidianità, le relazioni e i progetti futuri. Per questo, rallentare la progressione della neuropatia e preservare la qualità di vita restano tra le sfide terapeutiche più urgenti. I risultati dello studio di fase 3 Neuro-TTRansform confermano l'efficacia di eplontersen nel ridurre la concentrazione sierica di transtiretina e nell'arrestare la progressione del danno neurologico, con un beneficio documentato anche sulla qualità di vita riferita dai pazienti. Mettere questa terapia a disposizione delle persone e della comunità scientifica - conclude - è per noi motivo di orgoglio e, insieme, la conferma del nostro impegno nella ricerca per sviluppare soluzioni innovative con l’obiettivo di modificare il decorso di malattie debilitanti con benefici concreti per i pazienti". 

21 set 2026

Funerali Mazzola a Milano, in centinaia per l'ultimo saluto alla leggenda dell'Inter

(Adnkronos) - Centinaia di tifosi dell’Inter si sono riuniti davanti alla basilica di Sant’Ambrogio a Milano per l’ultimo saluto alla leggenda nerazzurra Sandro Mazzola. Arrivati anche tanti simboli della storia recente e passata del club. Tra questi Aristide Guarneri, campione d’Europa con l’Italia nel 1968 e due volte vincitore della Coppa dei Campioni con Mazzola, Giuseppe Bergomi, Francesco Toldo e Ivan Ramiro Cordoba. In chiesa anche il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, il vicepresidente dell'Inter Javier Zanetti con la moglie, il presidente della Figc Giovanni Malagò e il presidente della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli, oltre al presidente del Milan Paolo Scaroni, al presidente del Torino Urbano Cairo e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. La bara di Mazzola, con un mazzo di rose bianche e la ‘sua’ maglia numero 8, è stata accolta da un lungo applauso e un coro "Grazie capitano".   

Arrivati anche l’amministratore delegato della Juventus Giovanni Carnevali e il direttore sportivo bianconero Frederic Massara accolti dagli applausi di parte dei tifosi dell’Inter all'indomani di quanto accaduto durante il minuto di silenzio in memoria della leggenda nerazzurra all'Allianz Stadium, quando gran parte della curva bianconera aveva voltato le spalle al campo, continuando con i cori e non rispettando il ricordo per il campione scomparso. Subito dopo la partita, il club bianconero si era dissociato dall’episodio, spiegando come nessuna rivalità potesse giustificare mancanze di rispetto. 

Monsignor Carlo Faccendini durante l'omelia in ricordo di Mazzola ha ricordato: "Questo è il santuario di sant’Ambrogio e dei milanesi. Qui i milanesi ritrovano le radici religiose e civili. Milano e i milanesi dicono grazie a lui, che ha dato prestigio alla città. È l’occasione per riconoscersi in un uomo e nei suoi valori. Non è solo un grande gesto di amore e solidarietà, ma anche un gesto di fede. In un’intervista ha raccontato di un incontro con Padre Pio insieme a Picchi, un racconto di freschezza e straordinarietà. Da quel momento Mazzola ha iniziato a pregare in ginocchio, una fede fresca e genuina”.  

Monsignor Faccendini ha poi aggiunto, a proposito della vita della leggenda dell’Inter: “Ha avuto un’infanzia rattristata dalla perdita del padre, i primi calci qui vicino e poi il rapporto fortissimo con l’Inter, per lui una seconda mamma. È diventato un campione, poi i trofei e la staffetta con Rivera. Con un’umanità che lo ha reso amabile e apprezzato da tutti. Ha avuto un fortissimo attaccamento alla famiglia, che gli ha dato un grande equilibrio per affrontare la stagione difficilissima della malattia in modo sereno. Oggi, giunti al fischio finale, diamo a Sandro l'abbraccio del Signore”. 

"Mazzola è una leggenda che se ne va, un personaggio che ha generato tante emozioni. Il dovere principale è preservare la memoria e i valori che questa memoria contengono e che dobbiamo trasmettere ai nostri ragazzi, anche del nostro settore giovanile -ha detto Marotta-. Sandro ha impersonificato questi valori, che sono molto importanti per la vita futura dei nostri ragazzi".  

21 set 2026

Mancini riapre il ciclo azzurro da Coverciano: "Torno per vincere, ho fiducia nei giovani"

(Adnkronos) - L’emozione del primo giorno mescolata alla determinazione di chi vuole riprendersi la scena. Roberto Mancini riapre il libro della Nazionale da Coverciano con l’entusiasmo delle grandi occasioni, pronto ad affrontare un tour de force di quattro partite di Nations League. L'esordio del nuovo corso porta con sé una ventata di novità, evidenziata dalla presenza di ben nove debuttanti assoluti tra i convocati: "Ieri quando sono tornato ero molto felice, abbiamo passato momenti molto belli insieme. Per me è un grande piacere", assicura il ct dopo aver aperto la conferenza stampa con un pensiero di cordoglio rivolto a Sandro Mazzola. 

L'obiettivo della selezione azzurra resta ambizioso, ma per raggiungerlo la ricetta è chiara: coniugare l'esperienza dei senatori con la freschezza dei talenti emergenti. "Torno per vincere nuovamente con la nazionale. Il mix tra esperienza e giovani funziona: siamo quelli giusti. Per riuscirci devi essere una squadra che gioca bene e si diverte, questo è il nostro concetto", ha ribadito con forza il tecnico. L'attenzione si sposta così sulla necessità di valutare velocemente il potenziale delle nuove leve in un contesto internazionale: "Non dobbiamo conoscere i big, serve conoscere le potenzialità dei nuovi ragazzi nel gruppo azzurro. Iniziamo subito per farci trovare pronti". 

Oltre agli aspetti tattici, Mancini si dimostra ottimista sul futuro del movimento azzurro e sul materiale umano a disposizione, allontanando ogni ombra di scetticismo: "Pensiamo in positivo, qualcosa nei prossimi quattro anni porteremo a casa. Di giocatori ne capisco". Sul piano della struttura di squadra, il ct rileva un’evoluzione incoraggiante dal punto di vista fisico: "Bello avere giocatori come Palestra, Dimarco e Calafiori. Nel 2021 avevamo una Nazionale con giocatori piccoli, ora siamo di livello anche dal punto di vista fisico".  

Non sono mancati spunti sul campionato e sul ritmo del calcio moderno. Mancini promuove la nuova direzione arbitrale e la mentalità più propositiva della Serie A: "Ho sempre pensato che in Italia si giocasse a un ritmo inferiore per i troppi falli fischiati, questo nuovo metro di giudizio arbitrale lo apprezzo molto. Il fatto che nel nostro campionato sia sparito lo 0-0 è molto più divertente". Ora la parola passa al campo: il nuovo ciclo azzurro muove i suoi primi passi all'insegna del coraggio e della voglia di tornare protagonisti. 

21 set 2026

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