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Pirlo dopo il caos Nazionale è tranquillo e si rifugia nell’amore

31 lug 2026

Roma, è online Iter: un podcast per raccontare il centro storico della Capitale

(Adnkronos) - Prosegue il racconto del centro storico di Roma attraverso nuove prospettive e modalità di fruizione. Da oggi saranno disponibili i primi cinque episodi di 'Iter – Io, Te e Roma', il podcast del Municipio Roma I Centro-assessorato alla Cultura che accompagna cittadini e visitatori alla scoperta dei luoghi più affascinanti della città, tra vicoli, piazze, leggende e storie meno note. Il progetto si inserisce nell’ambito di un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio, attraverso strumenti innovativi e accessibili. E prevede la pubblicazione di quindici episodi: cinque ora, cinque a settembre e i restanti entro la fine dell’anno. Iter include, inoltre, la realizzazione di mini-tour tematici dedicati ai principali punti di interesse del Municipio Roma I Centro, con racconti che intrecciano storia, curiosità e riferimenti all’attualità. 

Un’esperienza immersiva e geolocalizzata che racconta Roma direttamente dai suoi spazi, trasformando la città in un grande studio a cielo aperto. I contenuti, fruibili anche in più lingue, sono pensati sia per i cittadini sia per i visitatori, con l’obiettivo di promuovere una conoscenza più consapevole e diffusa del territorio. Il podcast è disponibile in doppia lingua, italiano e inglese, per offrire un’esperienza inclusiva e accessibile e rappresentare uno strumento prezioso anche per i turisti internazionali.  

Realizzato in collaborazione con Loquis, il podcast è guidato dalla voce di Gian Marco D’Eusebi, autore e divulgatore conosciuto online come Azzykky. ."Con il secondo rilascio delle puntate di Iter prosegue un progetto che racconta Roma attraverso un linguaggio contemporaneo, capace di coinvolgere cittadini e visitatori in un'esperienza culturale accessibile e immersiva - ha detto Giulia Silvia Ghia, assessore alla Cultura del Municipio Roma I Centro - Ogni nuovo itinerario è un invito a rallentare, ad ascoltare e a riscoprire il nostro patrimonio con uno sguardo diverso, perché conoscere la storia dei luoghi significa anche imparare a viverli e a rispettarli. Vogliamo che questo podcast diventi uno strumento per costruire una relazione sempre più profonda tra le persone e la città, valorizzando la memoria, l'identità e la straordinaria ricchezza culturale del Primo Municipio".  

31 lug 2026

Felicia nuovo official healthy food partner di Juventus Football Club

(Adnkronos) - Felicia, brand di punta di Andriani Società Benefit, annuncia una partnership pluriennale con Juventus Football Club, diventando Official Healthy Food Partner del Club bianconero. L’accordo, che nasce dall’incontro tra due realtà che condividono valori come innovazione, ricerca dell’eccellenza e attenzione alla qualità della vita, ha come obiettivo la promozione di modelli di consumo sempre più consapevoli, valorizzando il ruolo di un’alimentazione equilibrata come parte integrante di uno stile di vita attivo. Felicia sarà presente all’interno dell’ecosistema Juventus attraverso un programma strutturato che prevede visibilità, contenuti digitali ed esperienze dedicate ai tifosi e alla community bianconera. L’accordo include la presenza all’interno dell’Allianz Stadium durante le partite di Serie A e Coppa Italia, attività presso lo Juventus Training Center e la realizzazione di contenuti esclusivi sviluppati in collaborazione con Juventus Creator Lab, che offre un accesso diretto alla vasta audience globale di Juventus sui social media, con oltre 190 milioni di follower. 

Il progetto coinvolgerà anche direttamente il mondo sportivo del Club: i prodotti Felicia entreranno infatti a far parte del piano nutrizionale della Prima Squadra maschile, confermando la comune attenzione verso qualità, innovazione e benessere. Una scelta coerente con l’impegno del brand nel promuovere uno stile salutare ispirato alla dieta mediterranea e alla biodiversità a tavola, attraverso prodotti naturalmente privi di glutine, ricchi di proteine vegetali e cereali integrali, ideali anche per gli sportivi.  

 

 

“Questa partnership segna una tappa importante nel percorso che vede Felicia consolidare la propria presenza nel mondo dello sport attraverso la promozione di uno stile alimentare positivo e responsabile - afferma Marco Lentini, direttore Marketing Andriani Società Benefit - Collaborare con una realtà come Juventus significa contribuire alla diffusione di una maggiore consapevolezza su temi legati al benessere, al gusto e alla valorizzazione della biodiversità alimentare. È l'incontro tra valori condivisi e una comune capacità di creare connessioni autentiche tra persone, generazioni e territori”.  

“L’accordo fra Juventus e Felicia - ha aggiunto Peter Silverstone, chief Business Officer di Juventus - rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo di iniziative capaci di generare valore sia per il Club sia per i suoi partner. L’integrazione concreta dei prodotti Felicia nell’alimentazione quotidiana dei nostri atleti testimonia in modo autentico il loro utilizzo nella vita dei giocatori bianconeri. Questa partnership contribuisce inoltre a rafforzare il nostro ecosistema, grazie all’ingresso di un brand altamente riconoscibile che condivide il nostro impegno in termini di innovazione, qualità e benessere”.  

31 lug 2026

Donna partorisce... al concerto dei The Kolors, Stash: "Ho fermato tutto"

31 lug 2026

Verona, anziana trovata accoltellata in casa: fermato il figlio

31 lug 2026

Poste, oltre 256 mila richieste gestite per rilascio passaporti

(Adnkronos) - Hanno superato quota 256 mila le richieste di rilascio e rinnovo dei passaporti negli uffici postali, un risultato che consolida il ruolo di Poste Italiane come punto di riferimento per i cittadini. Il servizio è disponibile in 6.932 uffici postali Polis e in 431 uffici postali di grandi città distribuiti in centri urbani come Bologna, Verona, Roma, Cagliari, Firenze, Vicenza, Monza, Venezia, Perugia, Ferrara, Milano e Napoli.  

Il servizio di rilascio e rinnovo del passaporto è stato avviato nei piccoli centri e nelle aree più remote nell’ambito del progetto Polis, l’iniziativa che prevede la trasformazione di quasi 7.000 uffici postali, situati in Comuni con meno di 15 mila abitanti, in sportelli unici di prossimità in grado di offrire numerosi servizi della Pubblica Amministrazione. Successivamente, grazie all’estensione dell’accordo con il Ministero dell’Interno, il rinnovo e il rilascio dei passaporti è stato reso disponibile anche nelle grandi città. Oltre a semplificare la burocrazia, l’iniziativa contribuisce a ridurre il divario tra aree urbane e territori meno serviti, portando un contributo rilevante agli abitanti delle località più isolate d’Italia. Ne è un esempio Terranova di Pollino, in provincia di Potenza, dove i cittadini erano costretti a percorrere fino a 150 chilometri per ottenere il passaporto. 

Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare la capillarità della rete degli uffici postali per rendere i servizi pubblici più vicini e accessibili ai cittadini. I risultati confermano il successo dell’iniziativa: al 31 luglio 2026 sono state presentate 256.487 richieste di rilascio e rinnovo del passaporto, di cui 198.429 presso i 6.932 uffici Polis attivi nei Comuni con meno di 15.000 abitanti, e 58.058 negli altri 431 uffici postali presenti nei grandi centri urbani. Tra i Comuni che fanno parte del progetto Polis spiccano per numeri di richieste quelli della provincia di Verona (17.123), Bergamo (15.637), Vicenza (15.412) e Monza (10.860). 

 

Il procedimento per richiedere il passaporto presso gli uffici postali è semplice e veloce. È sufficiente presentare un documento di identità valido, il codice fiscale, una fotografia e corrispondere l’importo di 42,70 euro, oltre al contrassegno telematico da 73,50 euro. L’importo va versato utilizzando i canali messi a disposizione da Poste Italiane presso gli uffici postali e sulle piattaforme online, oppure mediante i diversi Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) che aderiscono al servizio.  

In caso di rinnovo, è necessario consegnare anche il vecchio passaporto o la denuncia di smarrimento o furto. Gli operatori degli uffici postali raccolgono i dati biometrici (impronte digitali e foto) e inviano la documentazione all’ufficio di Polizia competente. Nelle grandi città il servizio è disponibile su prenotazione che può essere effettuata registrandosi sul sito di Poste Italiane. Il servizio prevede la possibilità di consegna a domicilio del passaporto: una scelta effettuata dall’80% dei cittadini nei piccoli centri e dal 32% dei residenti nelle grandi città. 

31 lug 2026

Caso Fakir, si cerca un altro cellulare del 42enne

31 lug 2026

Elon Musk e Ceuta: il paragone "World War Z" sulla crisi migranti

31 lug 2026

Lascia lavoro sottopagato e 'sbarca' su Vinted: oggi guadagna 60mila euro al mese

(Adnkronos) - Lasciare un lavoro sottopagato e fare migliaia di euro... vendendo vestiti usati. È la storia di Madi Donohoe, donna di 22 anni nata in Inghilterra, nella contea dell'Esse, che ha sempre avuto una passione per la moda e un giorno ha deciso, letteralmente, di cambiare la sua vita fino ad arrivare a guadnare circa 64mila euro al mese. Tutto grazie alla vendita di capi di seconda mano sulla popolare app Vinted. 

Donohoe lavorava in un'azienda di assistenza privata, dove ricopriva il ruolo di operatrice socio-sanitaria aiutando persone con gravi disabilità, venendo pagata 9 sterline l'ora, ovvero poco più di 10 euro. Nel dicembre 2022 però la ragazza ha deciso di rassegnare le dimissioni, dopo circa sei mesi dall'inizio del nuovo impiego, e mettersi in proprio, creando una vera e propria attività venendo vestiti usati sia su Vinted che organizzando aste sulla piattaforma Tilt. 

Tutto è cominciato, racconta il Daily Mail, quando Donohoe ha comprato un paio di scarpe Nike in un outlet per la modica cifra di 29 euro. L'acquisto però non l'ha convinta e allora le ha rivendute su Vinted, riuscendo a piazzarle al doppio del prezzo, circa 58 euro. Così ha pensato di ampliare la sua 'attività': ha acquistato ciondoli e collane su Temu per 2,30 euro l'uno per poi rivenderli a 5, prima di tornare allo stesso outlet e rifare lo stesso 'gioco' con altre scarpe.  

Un anno dopo, la ragazza scoprì, come detto, Tilt, un app che permette di organizzare vere e proprie aste online: i capi vengono mostrati uno per uno e si scatena un'asta che dura dieci secondi. Così dopo un solo mese Donohoe aveva già guadagnato 930 euro, mentre il secondo, incrementando la frequenza delle aste, era arrivata addirittura a 6mila. Dopo il primo anno, aveva accumulato 415mila euro. 

Nel mercato degli articoli di seconda mano, la ragazza si 'specializza' nei vestiti firmati Stone Island, che non si era mai riuscita a permettere. Inizia ad acquistarli nei mercatini o in negozi dell'usato per poi rivenderli e così è riuscita ad incrementare ancora le proprie entrate, raggiungendo quasi i 600mila euro di fatturato l'anno, circa 64mila al mese. 

31 lug 2026

Crisi migranti a Ceuta, cos'è e come funziona l'area Schengen

(Adnkronos) - L'afflusso di oltre duemila migranti provenienti dal Marocco verso l'exclave spagnolo di Ceuta ha riacceso i riflettori sulla questione migratoria e la sua gestione a livello dell'Unione europea, con la premier Giorgia Meloni che ha paventato il ricorso a "strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna". Il riferimento è allo spazio di libera circolazione dell'Ue, che dal 1995 consente il libero passaggio tra le frontiere interne dell'Ue, indipendentemente dalla nazionalità, ed è regolato da una serie di norme che ne garantiscono la validità permanente, con eccezioni precise e limitate nel tempo. 

Oggi lo spazio Schengen conta 29 Paesi europei: 25 Stati membri dell'Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, che non fanno parte dell'Ue ma applicano le stesse regole. Cipro e Irlanda restano Stati Ue esclusi dall'area, mentre Bulgaria e Romania vi hanno aderito integralmente nel 2024, dopo l'ingresso della Croazia nel 2023. Il tutto si basa sull'assenza di controlli sistematici alle frontiere interne, ma è complementato dalla cooperazione di polizia e giudiziaria tra gli Stati Ue, un sistema di condivisione di dati su persone e oggetti ricercati e dalla politica comune del visto Schengen, che consente soggiorni fino a 90 giorni ai cittadini extra-Ue, oltre al rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne comuni come compensazione per l'assenza di controlli interni. 

Il regolamento alla base dello spazio Schengen consente a uno Stato membro di reintrodurre "in via eccezionale" i controlli alle frontiere interne, ma solo "in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna". Questo può avvenire per un periodo limitato, non superiore a 30 giorni, "o per la durata prevedibile della minaccia grave" se questa supera i 30 giorni. Inoltre, la portata e la durata del ripristino temporaneo del controllo di frontiera non deve eccedere "quanto strettamente necessario per rispondere alla minaccia grave". La decisione ordinaria è dello Stato Schengen interessato e non dell'Ue nel suo insieme, anche se lo Stato in questione deve indicare durata, confini coinvolti, minaccia invocata e proporzionalità della misura. 

 

Secondo l'ultimo aggiornamento della Commissione europea, risalente al 23 luglio, dal 2006 sono state notificate 498 reintroduzioni dei controlli alla frontiera. Il più recente è stato implementato dall'Italia, dal 24 al 26 luglio, per i soli confini con la Francia, visti i rischi all'ordine pubblico e alla sicurezza interna legata a un festival in Vald di Susa e il relativo rischio ai cantieri della Tav. Roma ha ripristinato anche i controlli alla frontiera con la Slovenia dal 19 giugno al 18 dicembre 2026 per far fronte al "rischio continuo di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori" lungo la rotta balcanica, oltre alle crisi in Medio Oriente e Ucraina, "alti livelli di migrazione irregolare" e la "forte presenza di reti di contrabbando e traffico". 

I controlli al confine sloveno per tali ragioni sono stati ripristinati ripetutamente da Roma a partire dal 2023. Complessivamente, a partire dal 2006 l’Italia ha reintrodotto i controlli in diciassette occasioni: undici di queste citavano espressamente ragioni migratorie tra le motivazioni, tutte alla frontiera con la Slovenia. Le altre motivazioni sono solitamente collegate anche a terrorismo, conflitti in Medio Oriente e Ucraina, criminalità organizzata e sicurezza di grandi eventi come i G7 e i G20 degli scorsi anni, oltre alle recenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. A livello europeo si è verificata una sospensione diffusa legata alla migrazione durante la crisi del 2015-2016 e oltre, quando l'arrivo di grandi flussi ha spinto diversi Stati a reintrodurre controlli, generando critiche da parte di osservatori Ue che li ritenevano contrari allo spirito del trattato. 

Nel biennio 2025-2026 la Commissione europea ha segnalato controlli attivi in nove Paesi, tra cui l'Italia, giustificati con minacce legate a terrorismo, criminalità organizzata, traffico di migranti e instabilità geopolitica connessa alla guerra in Ucraina e al Medio Oriente. A fine 2025 dieci Stati Schengen avevano confermato la proroga dei controlli almeno fino a giugno 2026, un fenomeno che gli osservatori definiscono ormai "semi-permanente" nonostante la natura teoricamente eccezionale della misura. A inizio giugno l'esecutivo europeo ha invitato nove Paesi, tra cui l'Italia, a lavorare per l'eliminazione graduale dei controlli, anche in vista dell'entrata in vigore del nuovo Patto migrazione e asilo, ricordando che esistono alternative come i controlli di polizia non sistematici e le tecnologie di identificazione biometrica mobile.  

31 lug 2026

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