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Ultimo e il concerto dei record, la favola è realtà: "Siamo nella storia"

(Adnkronos) - Tor Vergata, 4 luglio. Qui, come promesso, la favola è diventata realtà. Quando Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, canta “Dove gli ultimi forza hanno e insieme cantano” (‘Pianeti), le sue parole diventano il manifesto di 250mila persone che lo hanno atteso per un anno intero. Un boato scuote un'area di oltre 150mila metri quadrati, inaugurando di fatto una delle arene per concerti più grandi d'Europa, pronta da oggi ad accogliere anche i giganti della musica internazionale. Ma questa notte è tutta per un ragazzo romano, 30 anni, cresciuto in periferia, precisamente nel quartiere di San Basilio, che ha promesso di dare voce agli ultimi. E ci è riuscito. E tutti gli 'ultimi' che si sentono rappresentati dal suo cantautorato emotivo, dove l'urgenza personale è il cardine, sono diventati la sua grandissima forza, quella che lo ha reso il primo artista a radunare una platea oceanica, a soli 30 anni. 

La cronaca di un evento da record inizia molto prima che la musica parta. Inizia giorni prima, con i fan più devoti accampati con tende e ombrelli, per una devozione che non teme caldo, pioggia e stanchezza. E raggiunge il climax in un torrido sabato romano che è anche un anniversario: il 4 luglio, come il giorno del suo primo concerto all'Olimpico del 2019. Ad aprire le danze sulla cattedrale di acciaio e luci lunga 140 metri, ci pensa l’amico di sempre: Fabrizio Moro, il primo a credere in lui e nella sua arte. "Questa è la fotografia più bella della musica italiana", ha detto, proponendo un brindisi: "A voi, a Nic e al 4 luglio. Alla faccia di chi ci vuole male". Un passaggio di testimone simbolico prima del momento che tutti aspettano. E poi, il boato. Un elicottero sorvola la folla. Non è un film, è l'arrivo di Niccolò. Una scelta scenica che evoca l'impresa di Vasco Rossi per il suo storico concerto da quasi 230mila persone a Modena Park ma con un nuovo record: con 250.000 spettatori, l'allievo supera il maestro. 

Quando finalmente appare sul palco, l'arena esplode. L'inizio è affidato a 'Pianeti', mentre sugli schermi lampeggia il suo manifesto: “Beati gli ultimi perché saranno i primi”. Da lì, comincia un viaggio senza sosta nel suo universo musicale. La scaletta è un'antologia di successi. "Roma, sei un capolavoro", dice prima di intonare 'Il capolavoro', per poi scatenare l'energia con 'Sono pazzo di te'. Ogni canzone è un coro, ogni parola urlata da 250mila voci che cantano la propria vita. Il viaggio prosegue tra la delicatezza di 'La stella più fragile dell'universo', la spensieratezza di 'Vieni nel mio cuore' e l'omaggio alle radici con 'Fateme Cantà'. Poi arriva il momento più emozionate: l'unico ospite della serata, il mentore Fabrizio Moro, torna sul palco. L'abbraccio tra i due sulle note della loro collaborazione del 2018, 'L'eternità (Il mio quartiere)', sigillando un legame artistico e umano.  

C'è spazio per tutto: per la band, potentissima nel medley di 6 brani che unisce ‘L'ultima poesia’ e ‘Tutto questo sei tu’, e per l'intimità, con un lungo set al pianoforte sospeso. È qui che Ultimo trova la sua dimensione naturale e da solo con i suoi tasti, regala ‘Questa insensata voglia di te’, ‘Buon viaggio’, l'iconico ritornello di Alba e ‘Quel filo che ci unisce’, brano diventato a tutti gli effetti il manifesto della sua storia d'amore con la compagna Jacqueline Luna Di Giacomo, con la quale ha avuto il suo primo figlio, Enea, nato il 30 novembre 2024. 

“Ho visto gente esclusa ridere a squarciagola”, canta in ‘22 Settembre’. E basta guardarsi intorno per capire che quella gente è tutta lì. Non sono semplici fan, sono un popolo. Un fenomeno di aggregazione che in Italia ha pochi eguali, paragonabile solo a quello generato da Vasco o Renato Zero. È il popolo di chi si è sentito fragile, incompreso, e ha trovato una voce nelle sue canzoni. 

La chiusura è affidata al suo manifesto, ‘Sogni Appesi’. E quando le parole “Da quando ero bambino, solo un obiettivo / Dalla parte degli ultimi, per sentirmi primo” risuonano per l'ultima volta nell'arena di Tor Vergata, è chiaro a tutti che questa non è stata solo la festa di Niccolò. Le sue parole finali, prima che i fuochi d'artificio sigillino la serata, lo confermano: "Ho fatto pace con tutti, ho fatto pace con tutto. Siamo nella storia". È stata la festa di un'intera generazione che ha trovato il suo primo posto nel mondo. Poco importa a che ora si tornerà a casa. Questa notte è già un "io c'ero" che migliaia di ragazzi si racconteranno per anni. La favola di Ultimo è diventata storia. E per i suoi fedeli, ora, la domanda è una sola: dopo aver toccato il cielo, dove può ancora volare Ultimo? (di Loredana Errico) 

4 lug 2026

Milano, aggressione in strada e 20 coltellate a uno sconosciuto: bloccato dai clienti del bar

(Adnkronos) - L'aggressione fuori dal bar e le 20 coltellate alla schiena. È stato un gesto violento e, al momento, del tutto inspiegabile quello che si è consumato ieri, sabato 4 luglio, intorno alle 7.30 del mattino in zona San Siro, a Milano.  

Un uomo di 55 anni è davanti al tavolo di un bar e parla con il padre, seduto lì accanto. Alle sue spalle arriva un giovane con il volto seminascosto. Si chiama Lamine Saidilly, ha 22 anni ed è di Conegliano Veneto. In mano regge un coltello dalla lama affialata. Sette centimetri che affonda una ventina di volte nella schiena della vittima senza alcun motivo.  

E' all'esterno del bar 'La Giada', in via Capecelatro, zona San Siro, che si consuma l'aggressione. Saidilly, un ragazzo italiano di origine gambiana, viene fermato dalle forze dell'ordine dopo essere stato bloccato a terra dall'anziano padre della vittima e da un cittadino egiziano insieme ad alcuni avventori del locale. La vittima è trasportata in codice rosso all'ospedale Niguarda, dove versa in condizioni molto gravi. Secondo le prime ricostruzioni, il 55enne si era fermato a chiacchierare con alcuni clienti e con il padre all'esterno del locale. All'improvviso, il 22enne, che camminava da solo lungo la via, si è avvicinato e, senza dire una parola, ha estratto un coltello dalla lama di circa 7 centimetri, scagliandosi contro il 55enne.  

Un'aggressione che sembrerebbe essere del tutto immotivata: i due non avrebbero alcun legame pregresso. Nato a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, Lamin Saidilly avrebbe trascorso del tempo nel Regno Unito. Risulta essersi allontanato dalla propria casa circa una settimana fa e si trovava a Milano solo da pochi giorni. Al momento, gli inquirenti fanno sapere che non risultano precedenti ricoveri o trattamenti per problemi psichiatrici a carico del giovane. Le indagini della polizia sono in corso. 

4 lug 2026

Terremoto in Venezuela, bilancio vittime continua a salire: i morti sono quasi 3mila

(Adnkronos) - Continua a salire il bilancio delle vittime del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno. I morti sono 2.954, secondo quanto emerge dai dati ufficiali diffusi oggi. Il numero dei decessi è aumentato di oltre 300 unità rispetto al giorno precedente.  

Oltre 16mila persone hanno perso la propria abitazione e 856 edifici sono stati danneggiati, ha inoltre indicato il ministero venezuelano delle Comunicazioni, senza fornire dati sul numero dei dispersi, che secondo le Nazioni Unite potrebbe arrivare fino a 50.000 persone. 

La prima scossa si è verificata a una profondità di 21,9 km, circa 200 km a ovest di Caracas. È stata seguita da una seconda a 10 km di profondità, registrata 39 secondi più tardi a 45 km di distanza, e poi da una ventina di repliche, secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs). Secondo l’Usgs, il terremoto di magnitudo 7,5 è il più forte dal 1900 a colpire il Venezuela, Paese di quasi 30 milioni di abitanti la cui economia è in crisi da anni. 

La situazione nel Paese sudamericano rimane critica, con molti cittadini che continuano a cercare rifugio e assistenza. Le autorità locali stanno lavorando per fornire aiuto e supporto alle popolazioni colpite, ma l'entità del disastro sta rendendo difficile un intervento rapido ed efficace. Il governo venezuelano ha confermato che i lavori di ricerca e soccorso proseguiranno senza sosta, con l'obiettivo di trovare eventuali sopravvissuti e portare sollievo alle famiglie delle vittime.  

Le due scosse di terremoto, avvenute a 39 secondi di distanza l’una dall’altra, hanno colpito principalmente il nord del Paese. La Guaira, località balneare a circa quaranta chilometri dalla capitale Caracas, presenta numerosi edifici completamente ridotti in polvere. Molti sfollati si trovano ancora senza casa o in rifugi precari nei parchi. Anche Caracas è stata colpita: alcuni edifici sono crollati, ma i danni sono stati molto inferiori rispetto a La Guaira. 

Giovedì, a 8 giorni dal terremoto, un uomo è stato estratto vivo dalle macerie. I soccorritori, racconta la Bbc, hanno lavorato per più di cento ore per salvarlo dopo averlo individuato tra le macerie di un edificio crollato, un parcheggio di un centro commerciale a La Guaira. La rete britannica racconta la storia di Hernán Gil, individuato dai soccorritori sotto 140 tonnellate di macerie. Alle operazioni per trarlo in salvo, ha riferito la Bbc, hanno contributo squadre di Venezuela, Cile, Costa Rica, El Salvador, Messico, Portogallo e Stati Uniti. Solo la notte appena passata sono riusciti a stabilire un contatto visivo con l'uomo. 

Poche ore prima era stato un bambino di appena tre anni a essere estratto vivo. "Questi sono casi rari, se non rarissimi. Dopo un sisma come quello accaduto in Venezuela, ci sono molte variabili: la prima è il luogo, ovvero se il superstite riesce a muoversi in piccoli spazi sotto le macerie; poi l'accesso a fonti per idratarsi; infine le temperature a cui è esposto, se è in profondità o in superficie. A seconda di questo parametro, il corpo umano riesce a mantenere un certo equilibrio. Oltre a queste 3 varibili si deve aggiungere lo stato di salute generale prima della catastrofe: un ragazzo o un bimbo hanno maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto ad un anziano che già non stava bene. Possiamo avere 1-2 casi di sopravvissuti a un sisma dopo le 72 ore", ha spiegato all'Adnkronos Salute è Mario Raviolo, direttore della Maxiemergenza 118 dell'Asl Cn1.: una storia che sfida ogni statistica e riaccende la speranza dei soccorritori.  

4 lug 2026

Iran-Usa, colloqui in pausa per i funerali di Khamenei: attese milioni di persone

(Adnkronos) - Colloqui in pausa tra Iran e Usa. I due Paesi hanno infatti deciso di sospendere per una settimana i negoziati fino alla conclusione delle cerimonie funebri della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei. Le esequie, che dureranno 5 giorni, sono iniziate sabato con una tappa in Iraq, per concludersi il 9 luglio con la sepoltura a Mashhad. 

Sono circa 15 milioni le persone attese nei prossimi giorni secondo il ministero della Salute iraniano, citato dall'agenzia Tasnim, precisando che la stima riguarda l'insieme degli eventi in programma. Ieri, nel giorno del corteo funebre, è restato "completamente chiuso" lo spazio aereo di Teheran. 

Il ministero della Salute ha riferito inoltre che i preparativi delle esequie sono in corso da un mese e che sono stati allestiti ospedali da campo nei pressi della Grande Mosalla Imam Khomeini di Teheran, dove sono esposte le bare di Khamenei e di alcuni membri della sua famiglia. Le équipe mediche sono in stato di massima allerta, mentre anche le città di Qom e Mashdad ospiteranno cerimonie commemorative. Secondo il comune di Teheran, citato dall'agenzia Fars, oltre 2,2 milioni di persone hanno utilizzato la metropolitana tra le 5:30 e le 15 di ieri. 

Un solo colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo più nessuno con cui negoziare", ha commentato il presidente americano Donald Trump affermando di seguire attentamente i funerali della Guida suprema iraniana. E ha ribadito ad Axios che gli iraniani "stanno supplicando di fare un accordo" per archiviare definitivamente la guerra. Le parti intanto hanno deciso di sospendere per una settimana i colloqui fino alla conclusione delle cerimonie funebri dell'ayatollah e dei suoi familiari uccisi negli attacchi di 4 mesi fa. "In questo momento, nessuno sparerà all'altro - ha detto - Sono tutti lì. Un solo colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo più nessuno con cui negoziare". 

Le autorità iraniane si starebbero preparando all'eventualità che le cerimonie funebri di Ali Khamenei possano causare situazioni di emergenza e fino a 3mila morti. A scriverne, citando un documento riservato e fonti municipali di Teheran, è il quotidiano tedesco 'Die Welt'. L'articolo, scritto da Teheran da un autore anonimo la cui identità è nota alla redazione del giornale, afferma che i funzionari hanno elaborato piani per far fronte a una possibile situazione di emergenza - timori presumibilmente legati alla presenza di una folla così numerosa e con un caldo estremo - con conseguenti potenziali vittime - anche molto numerose - durante le processioni funebri per l'ex Guida Suprema. 

Secondo Die Welt, citato da Iran International, una lettera riservata della Mezzaluna Rossa iraniana e dell'organizzazione nazionale per la gestione delle crisi, indirizzata al Primo Vicepresidente Mohammad-Reza Aref, prevede un numero di morti compreso tra 1.500 e 3mila. L'articolo riporta inoltre che sarebbe stata istituita un'unità speciale per gestire i morti e i dispersi, mentre migliaia di nuove tombe sarebbero state predisposte nel cimitero di Behesht-e Zahra a Teheran. Un'impiegata del comune di Teheran, identificata con uno pseudonimo per motivi di sicurezza, avrebbe dichiarato alla Welt che i colleghi del centro di coordinamento della crisi avrebbero confermato. 

"Le fosse comuni preparate esistono davvero", ha affermato. "Ai responsabili è stato detto che fino a 3mila morti non sarebbero stati un problema. Con una folla così numerosa e questo caldo estremo, nessuno sa cosa succederà". Le cerimonie funebri di Khamenei sono iniziate a Teheran sabato e dovrebbero proseguire a Qom, nelle città irachene di Najaf e Karbala, e infine a Mashhad, dove è prevista la sepoltura giovedì. 

Die Welt ha riferito che le autorità stanno pianificando una vasta operazione di sicurezza e logistica a Teheran, che include restrizioni alla circolazione, possibili interruzioni del traffico aereo, migliaia di autobus, cucine temporanee e l'utilizzo di scuole e moschee per ospitare i partecipanti. Secondo il quotidiano, il Comune di Teheran, guidato dal sindaco Alireza Zakani, sta svolgendo un ruolo centrale nei preparativi, mettendo a disposizione 11mila autobus e garantendo la circolazione e il funzionamento continuo di metropolitana e autobus a transito rapido. 

Dipendenti comunali hanno riferito al giornale che per ciascun distretto di Teheran sono stati stanziati l'equivalente di circa 500-650mila euro per i tre giorni di cerimonie, esclusi i fondi aggiuntivi destinati a enti come i vigili del fuoco, l'ente gestore dei parchi, le autorità dei trasporti e le imprese edili. 

L'entità dei preparativi ha destato preoccupazione, perché l'Iran ha una storia recente di calche mortali durante i funerali. Almeno 56 persone sono morte e oltre 200 sono rimaste ferite durante i funerali del comandante delle Guardie Rivoluzionarie Qasem Soleimani a Kerman nel 2020, mentre anche i funerali di Ruhollah Khomeini nel 1989 sono degenerati in scene di caos, causando almeno otto morti e centinaia di feriti. 

Welt ha inoltre descritto una profonda tensione politica intorno alle cerimonie, affermando che i sostenitori radicali della Repubblica Islamica hanno sfruttato gli assembramenti notturni per denunciare il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e minacciare alti funzionari coinvolti nei negoziati, tra cui il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il Presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Alcuni partecipanti hanno chiesto la continuazione della guerra per vendicare l'uccisione di Khamenei, mentre video diffusi online mostravano oratori religiosi estremisti pronunciare discorsi militanti, con alcuni partecipanti armati di fucili, si legge. 

4 lug 2026

Papa Leone XIV varca la Porta d'Europa a Lampedusa: "Più delle parole contano i gesti, mondo sia più umano"

(Adnkronos) - Papa Leone, in visita pastorale a Lampedusa, varca la Porta d’Europa e -con un fuoriprogramma- si incammina da solo sugli scogli salendo su quello più alto e guarda l’orizzonte mentre lo zucchetto viene portato via dal vento. E’ la potentissima immagine che più di ogni altra sintetizza la visita nella patria dell’accoglienza. “Più delle parole contano i gesti, il mondo sia più umano”, aveva detto poco prima Leone salutando i lampedusani al campo sportivo dove ha celebrato messa.  

Il primo atto della visita, nel solco dei migranti e dopo quella compiuta da papa Francesco a inizio pontificato, è iniziato al cimitero di Lampedusa: qui, tra croci anonime, sono sepolti anche migranti, ci sono anche bambini, morti nei viaggi della speranza. E’ stata la prima volta di un Pontefice. Una visita privata durante la quale il Papa si è inginocchiato, si è raccolto in preghiera, lasciando una corona di fiori. Quindi Leone e’ arrivato alla Porta d’Europa dove ha incontrato due famiglie di migranti. Tra loro, il piccolo Leo, arrivato a Lampedusa da solo dieci anni fa. Qui il fuoriprogramma di grande impatto, fortemente simbolico.  

Al molo Favaloro, dove papa Francesco nel 2013 lanciò una corona di fiori in mare per commemorare i tanto morti nei viaggi della speranza, papa Leone ha scoperto una targa intitola al predecessore: ‘Molo Papa Francesco, luogo di approdo, speranza e umanità’. Qui ha incontrato anche alcuni migranti ospitati nell’hot spot lampedusano. Quindi, sulla Fiat Campagnola che utilizzo’ anche il predecessore nel suo viaggio sull’isola, papa Prevost e’ arrivato al campo sportivo, per un giorno ‘cattedrale a cielo aperto‘, per la celebrazione della messa alla quale hanno preso parte anche il governatore siciliano Renato Schifani, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e Claudio Baglioni, grande estimatore di Lampedusa: “Un grande dono per l’isola la visita di due papi”.  

Nell’omelia, il chiaro messaggio politico sul dramma dei migranti. “C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”, la denuncia di Leone. Poi la sferzata all’Europa: “Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado – in quest’area – di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare. Tutto questo vigilando sul rispetto della dignità di ogni persona”. Il Papa, al termine dell’omelia, saluta i lampedusani con un’espressione che letteralmente significa ‘o mio respiro’ ed e’il saluto più affettuoso usato dagli abitanti dell’isola per accogliere e confortare: “A voi comunità di Lampedusa e Linosa, non manchi mai il respiro della fede, della speranza e della carità: ‘O’scià!’”.  

“A noi, posti provvidenzialmente nel cuore del Mediterraneo e alle porte dell’Europa, spesso tocca il compito di far gustare il sapore della terra promessa a chi riesce a sbarcare nelle nostre coste, dopo aver provato l’amarezza della schiavitù che si è lasciato alle spalle e l’incertezza della traversata che ha dovuto affrontare. Ma è una “terra promessa” strana, la nostra, perché non ha potenzialità e risorse tali da garantire un futuro; e, proprio per questo, solitamente è solo una terra di passaggio”, le parole dell’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano. (dall’inviata Elena Davolio)  

4 lug 2026

Ucraina-Russia, telefonata Putin-Trump. Zelensky: "Chance reale di porre fine alla guerra"

(Adnkronos) - Donald Trump in campo, di nuovo, per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia. Il presidente degli Stati Uniti, nell'Independence Day americano, sente prima il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e poi il presidente russo Vladimir Putin. Due colloqui per provare a ridare linfa al dialogo dopo gli ultimi attacchi: la Russia ha colpito negli ultimi giorni edifici civili a Kiev e Kharkiv, l'Ucraina risponde all'aggressione con raid di droni e missili contro raffinerie e impianti petroliferi. 

"C'è una reale possibilità di porre fine a questa guerra" con la Russia secondo Zelensky. Ma "la determinazione americana avrà un'importanza decisiva", sottolinea il presidente ucraino dopo una conversazione "molto positiva" con Trump. I due leader si vedranno tra pochi giorni a Ankara, in Turchia, per il vertice Nato del 7 e 8 luglio. E proprio prima dell'appuntamento dell'Alleanza Atlantica ecco il nuovo contatto diretto tra Trump e Putin. Il 250esimo compleanno degli Stati Uniti è l'opportunità per una telefonata di un'ora e 25 minuti, come riferisce Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino: "I presidenti hanno affrontato la questione di una soluzione in Ucraina, tenendo conto in particolare dell'imminente partecipazione di Donald Trump al vertice Nato in Turchia del 7 e 8 luglio". La telefonata, secondo Mosca, è stata un'iniziativa americana: "Gli Stati Uniti hanno avviato la conversazione tra Putin e Trump, un fatto molto significativo".  

E' l'agenzia Tass a riportare nel dettaglio il resoconto di Ushakov. "Putin ha confermato l'invito a Trump per una visita in Russia". Il numero 1 del Cremlino e quello della Casa Bianca "hanno discusso della situazione in Ucraina, con il presidente degli Stati Uniti che ha confermato la sua disponibilità a facilitare la ricerca di soluzioni pacifiche e ha affermato la necessità di risolvere il conflitto ucraino il più rapidamente possibile per realizzare il potenziale della cooperazione economica russo-americana. I due leader hanno concordato di rimanere in contatto e di risentirsi presto", afferma il consigliere. Trump è pronto a riprendere il dialogo diretto con Mosca: "Steve Witkoff e Jared Kushner si sono detti disponibili a tornare a Mosca", dice Ushakov, evidenziando che "la conversazione tra Putin e Trump è stata professionale e molto costruttiva, ha consentito una discussione franca su questioni bilaterali e internazionali". 

Negli ultimi giorni, la Russia ha rivendicato la conquista della città di Konstantinovka, che rappresenterebbe uno snodo cruciale nella campagna militare per il controllo del Donbass. L'Ucraina smentisce la versione di Mosca, che - a quanto pare - è stata illustrata nella telefonata. "Putin ha informato Trump sulla reale situazione sul campo di battaglia nel Distretto Militare Nordorientale, anche nel contesto della liberazione di Konstantinovka", dice Ushakov. 

 

 

4 lug 2026

Paraguay-Francia, rissa in campo e Mbappé chiede un rosso

(Adnkronos) - Caos in Paraguay-Francia. Oggi, sabato 4 luglio, la Nazionale transalpina batte 1-0 quella sudamericana negli ottavi di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, in una partita segnata da momenti di nervosismo e proteste, con una maxi rissa e un cartellino rosso chiesto dalla squadra di Deschamps nel primo tempo. 

Il nervosismo in campo si scatena a metà del primo tempo. Dembele inizia a litigare con due avversari, che vanno testa a testa con l'esterno del Paris Saint-Germain. Ne nasce una maxi rissa che coinvolge molti giocatori in campo fino all'intervento dell'arbitro, che divive i calciatori e riporta ordine e calma. Poco dopo però un altro episodio agita gli animi. Mbappé scatta sulla trequarti e cade a terra, lamentando un colpo rifilato a palla lontana da Galarza. Le immagini mostrano effettivamente un movimento del braccio del centrocampista del Paraguay, che va a cercare il capitano della Francia e sembra colpirlo al corpo. L'arbitro però non vede, il Var non interviene e la Francia protesta.  

Il Var è decisivo nel secondo tempo, quando richiama l'arbitro Tantashev per un intervento su Doue nell'area del Paraguay: fallo sul giocatore del Psg, rigore. Mbappé non sbaglia, 1-0. Il Paraguay prova a reagire ma non abbandona il copione scelto dall'inizio del match: contatti ruvidi e provocazioni continue, con Galarza protagonista assoluto. Il centrocampista picchia, spinge, colpisce sporco. Uno show antisportivo tollerato fino al fischio finale che sancisce la vittoria della Francia. 

 

4 lug 2026

Ultimo, pubblico record a Tor Vergata ma il concerto è live dal balcone

4 lug 2026

Concerto di Ultimo, Levialdi Ghiron (Tor Vergata): "L'università si apre alla società"

(Adnkronos) - Il concerto-evento di Ultimo ospitato all'università degli Studi di Roma Tor Vergata rappresenta un esempio di come un grande appuntamento musicale possa trasformarsi in un'occasione di ricerca, formazione e collaborazione tra istituzioni. Lo ha sottolineato il rettore dell'Ateneo, Nathan Levialdi Ghiron, evidenziando il ruolo dell'università nell'apertura verso la società civile e il coinvolgimento diretto degli studenti. 

“L'università di Roma Tor Vergata dimostra anche in questa occasione una grande capacità di accoglienza e una grande apertura verso iniziative di terza missione che coinvolgono la società e il mondo dei giovani”, ha dichiarato Levialdi Ghiron. “L'evento è stato possibile grazie a una stretta collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte, dal Comune di Roma alla Prefettura, dalla Questura agli altri soggetti che hanno contribuito alla sua organizzazione”. 

Il rettore ha inoltre evidenziato il valore scientifico dell'iniziativa: “Durante questo evento vengono realizzati due esperimenti molto importanti: uno sulla propagazione del suono e uno sulla misurazione del segnale delle telecomunicazioni in presenza di concentrazioni di oltre 250 mila persone”. Un'attività che, ha aggiunto, “consente ai nostri studenti di avere un ruolo proattivo e rappresenta un modo per testare nuovi modelli organizzativi per i grandi eventi”. 

Secondo Levialdi Ghiron, “questa collaborazione potrà proseguire anche in futuro, offrendo nuove opportunità per replicare l'esperienza maturata e sviluppare ulteriori iniziative di ricerca, innovazione e formazione legate ai grandi eventi”. 

4 lug 2026

Treviso, moto tampona auto a Salgareda: coppia muore sul colpo

4 lug 2026

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