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19 giu 2026

Trump attacca Meloni, Tajani annulla visita negli Usa: "Parole gravi e offensive"

(Adnkronos) - Dopo l'attacco di Trump a Meloni, scatta la solidarietà della politica alla presidente del Consiglio, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia l'annullamento della sua missione a Miami, dove avrebbe dovuto partecipare al business forum con il Segretario di Stato americano Marco Rubio. 

"Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni - scrive sui social il ministro e vicepremier - offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno".  

 

 

Giorgia Meloni "mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena". Così il presidente degli Stati Uniti in una intervista telefonica esclusiva a 'L'Aria che tira' su La7, il programma di David Parenzo, di cui si sente la traduzione in italiano ma non la voce del presidente Usa. 

"Come sta il suo primo ministro? Come sta?", ha chiesto Trump al corrispondente de La7, che a sua volta ha chiesto al presidente americano un commento sulla conversazione avuta con Meloni a margine del vertice di Evian. "Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle", ha risposto. 

 

 

''Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia. Posso invece immaginare quanto le sia costato mettere da parte ciò che Trump aveva detto settimane fa, per fare l’interesse dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ed immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del Presidente Usa. Per quanto caduta di stile sia un implicito ed immeritato riconoscimento, in questo caso, ciò che ferisce è che battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli Usa, né all’Italia, né all’alleanza', scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. 

"I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti", fa eco Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Attuazione del programma di governo. 

“Esprimo piena solidarietà e profonda ammirazione al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Nessuno può pensare di offendere impunemente l’Italia e le sue più alte Istituzioni. È una lezione storica che non ammette eccezioni, Stati Uniti compresi. La dignità e l’onore della Nazione esigono rispetto”, dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. 

"Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump. Nessuno può permettersi questo tono arrogante con chi guida il governo italiano. Tutto mi separa da Meloni e dalla destra, che millantava di fare da ponte. Ma nessuno può trattare l’Italia in questo modo", scrive sui social il senatore del Pd Filippo Sensi. 

"Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione", scrive Carlo Calenda sui social. 

"Le frasi di Trump sono orripilanti, come sempre. Finalmente se ne è accorta anche la presidente Meloni: buongiorno Giorgia, ben svegliata. Cara Presidente, hai finalmente capito che allearsi con quella gente lì significa essere contro l’Italia? Ora basta cappellini Maga e basta ponti con Trump: l’Italia merita una classe dirigente che si faccia rispettare nel mondo. Una classe dirigente che non implora, mai. E gli Stati Uniti meritano un inquilino alla Casa Bianca che sappia che cosa è il coraggio, che cosa è il rispetto. La destra mondiale ha fallito: oggi lo ha capito anche la Meloni", scrive sui social Matteo Renzi. 

"Ha fatto bene la presidente del Consiglio a replicare con la durezza e la chiarezza necessarie alle parole ignobili di Donald Trump, sempre più fuori controllo e sempre più inadeguato a rappresentare un grande Paese come gli Stati Uniti d’America. L’Italia e l’Europa non hanno mai implorato nessuno; è vero invece che in questi mesi abbiamo osservato con sgomento Trump con il cappello in mano davanti a Putin, Xi, e a tutti nemici delle democrazie liberali. Donald Trump è una sciagura per il popolo americano e per il mondo libero", le parole su X della vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno. 

''A testa alta! Non siamo vassalli. Senza implorare. Mai. Questa è l'Italia, questa è Giorgia Meloni'', scrive su Facebook il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, commentando il video di Meloni in replica alle frasi di Trump. 

"Non è accettabile il livello di offesa crudele che il presidente Trump ha rivolto alla premier. La figuraccia la fa lui: un prepotente che non si fa scrupolo a danneggiare le relazioni con l’Italia. Molto mi divide da Giorgia Meloni, ma non il rispetto: a lei solidarietà", aggiunge Lia Quartapelle, deputata dal Pd. 

"Conosco Giorgia da ‘qualche’ anno, escludo possa mai implorare chicchessia. Dunque, questa esternazione parte a monte da una menzogna. Constato che Donald Trump ha speso parole encomiastiche nei suoi confronti finché il governo italiano non ha puntualizzato la sua indipendenza con l’indisponibilità all’uso delle basi militari come piattaforme americane per azioni di guerra. Oltretutto azioni non decise dall’Onu né dalla Nato, di cui l’Italia fa parte aderendo alle sue regole", dichiara in un comunicato stampa il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia. "Il popolo americano era e resta un popolo amico, gli Usa sono parte decisiva di quella civiltà occidentale che Giorgia Meloni ha risvegliato nei sentimenti europei, anglosassoni e di buona parte delle democrazie liberali del pianeta. Continueremo a farlo presente ignorando caratteri e colore politico di capi di governo e presidenti, constatando che Trump ha insultato a giro tutti i leader europei, determinando il peggior clima possibile tra il nostro continente e gli Stati Uniti dal secondo dopoguerra", conclude Rampelli. 

"Noi che pensavamo di aver toccato il fondo con le 'ginocchiere' evocate vergognosamente nell'Aula della Camera dei deputati, dobbiamo ricrederci dopo aver ascoltato le parole del presidente Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni. Così, con infinita pena, esprimo la più convinta vicinanza al presidente Meloni e mi smarrisco nella vacuità di dichiarazioni gravi perché provenienti dal presidente di un Paese che è diventato ciò che è anche grazie a milioni di italiani'', dichiara quindi Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia. 

"Solidarietà a Giorgia Meloni. A prescindere dal perché siamo a questo punto, adesso va detta una cosa soltanto: chi schiaffeggia i rappresentanti dell’Italia schiaffeggia l’Italia e noi, come italiani, non possiamo lasciarlo fare", scrive Andrea Orlando sui social. 

"Quando un capo di Stato estero, indegno rappresentante pro-tempore di una nazione baluardo di dignità, libertà e democrazia, insulta il nostro Primo Ministro, la politica deve reagire compatta. Non è una questione di destra, sinistra o centro. Ma di dignità nazionale. Right (or left) or wrong, it’s my country. Solidarietà del Partito Liberaldemocratico a Giorgia Meloni". Così Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito Liberaldemocratico, in un post sui social. 

“Trump sempre più surreale, ora bullizza anche Giorgia Meloni, l’ultima alleata che le era rimasta. Spero che la premier italiana faccia mea culpa per aver schiacciato la politica estera italiana sulle posizioni di questa amministrazione americana che sta facendo più danni delle cavallette. Che aspetta a schierarsi con decisione con l’Ue?”, afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi. 

"La dichiarazione di Donald Trump è la diretta conseguenza della politica di subalternità con cui Giorgia Meloni ha costruito il rapporto col Presidente degli Stati Uniti d'America. Un rapporto che ha portato Giorgia Meloni ad essere patriota a Washington e forestiera in Italia, a tutelare gli interessi economici di Trump, a subire il ricatto del 5% delle spese per armamenti, ad acquistare il gas, a chiedere la modifica dei regolamenti europei in materia di tutela ambientale e sanitaria", attacca invece Angelo Bonelli. "Una vera patriota a Washington. Ma il punto è il seguente: al posto di Giorgia Meloni mi vergognerei così tanto che mi porrei il problema di farmi da parte. Perché dopo questa figuraccia e aver fatto perdere la dignità all'Italia e agli italiani, comincerei a pensare di farmi da parte. Non è più in grado di rappresentare l'Italia, viste le figuracce che fa fare agli italiani e all'Italia stessa”, aggiunge il deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. 

"Non so se essere più preoccupato per un Trump ormai senza freni, e il problema è che fa il Presidente degli Stati Uniti, o per la credibilità pari a zero di Meloni a livello internazionale, e il problema è che fa la Presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese", gli fa eco Nicola Fratoianni, di Avs. "Verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà a Giorgia Meloni. Se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump, come confermano gli acquisti di armi e di gas dagli Usa, che peseranno enormemente sui bilanci delle famiglie del nostro Paese. Una situazione grottesca - conclude Fratoianni - che gli italiani non si meritano davvero". 

19 giu 2026

Israele, 4 soldati uccisi da Hezbollah. Ben Gvir: "Tutto il Libano deve bruciare"

(Adnkronos) - "Tutto il Libano deve bruciare". È questa la risposta del ministro per la sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, dopo l'uccisione di quattro soldati israeliani nel sud del Libano durante la notte, a causa di attacchi condotti da Hezbollah.  

"Pagheranno un prezzo molto alto", tuona il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu affermando che "Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o il nostro territorio e farà pagare un prezzo molto alto a Hezbollah per questi attacchi". Netanyahu ha poi aggiunto che "come ho chiarito inequivocabilmente, anche ieri, Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel Libano meridionale finché sarà necessario per proteggere le comunità del nord". 

L’esercito israeliano ha poi dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah e di aver ucciso decine di miliziani, mentre Hezbollah - riferisce l’agenzia di stampa statale libanese - almeno 18 persone sono rimaste uccise nei raid israeliani che si sono concentrati la notte scorsa nella regione di Nabatiyé, nel sud del Libano.  

"Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere", ha scritto Ben-Gvir su 'X' aggiungendo che "con tutto il dovuto rispetto per gli americani, Israele deve chiarire al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono sacrificabili". Tra i soldati uccisi anche un comandante di battaglione carri armati delle Forze di Difesa Israeliane. 

 

 

Secondo quanto riportato nell'attacco contro l'esercito israeliano, avvenuto poco dopo la mezzanotte, un drone o un missile anticarro ha colpito il carro armato israeliano nel villaggio di Kfar Tebnit, nel sud del Libano. ll tenente colonnello rimasto ucciso aveva peraltro da poco sostituito il precedente comandante di battaglione, rimasto gravemente ferito nel sud del Libano ad aprile. 

Il ministro israeliano ha aggiunto che "il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Forze di Difesa Israeliane, e questo impegno ha la precedenza su ogni altra considerazione. Basta con questo tira e molla. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e moderazione: bisogna scatenarsi. Annientare. Schiacciare il terrore". 

In Libano occorre "aprire le porte dell'inferno", ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich dopo l'attacco di Hezbollah nel sud del Libano costato la vita a quattro soldati delle Idf. Su 'X', il ministro ha parlato di "mattinata difficile" e ha detto che "è tempo di parlare con il fuoco. Di spalancare le porte dell'inferno". 

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver condotto attacchi "in profondità" in Libano, in particolare nella Valle della Bekaa, dopo l’uccisione dei quattro soldati israeliani. Si tratta di "una risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah", hanno riferito le Idf spiegando di aver colpito "infrastrutture" appartenenti al gruppo. 

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) rimarranno nel Libano meridionale, ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz affermando che ''non permetteremo che i nostri soldati e i civili subiscano danni, e ogni violazione del cessate il fuoco da parte di Hezbollah sarà contrastata con grande forza". 

19 giu 2026

Migranti, Italia con 18 Paesi all'Ue: "Avanti con Cpr in Paesi terzi" 

(Adnkronos) - Occorre "avanzare il prima possibile con soluzioni basate in Paesi terzi" in ambito migratorio, come i centri di rimpatrio extra Ue. Questo il messaggio veicolato dall'Italia e altri 18 Paesi europei ai leader delle istituzioni Ue e agli altri capi di Stato e di governo in una lettera, pubblicata al termine della consueta riunione sulla migrazione promossa da Roma e Copenaghen a margine dei lavori del Consiglio europeo, che cita esplicitamente la cooperazione Italia-Albania come esempio. 

"Deve sempre essere una decisione democratica chi può entrare e restare nei nostri Paesi. È fondamentale che continuiamo a sfidare lo status quo, in cui i trafficanti di esseri umani fanno fortuna e la migrazione viene strumentalizzata", scrivono i leader firmatari, ricordando i progressi compiuti negli ultimi anni e i recenti sviluppi "sugli ultimi elementi chiave della nuova legislazione", tra cui l'ok del Parlamento europeo al nuovo Regolamento rimpatri, che istituzionalizza la soluzione dei centri di rimpatrio in Paesi terzi a livello Ue. 

"La maggioranza degli Stati membri ha preso parte al lavoro su soluzioni nuove e innovative che possono contribuire a ridurre i flussi migratori irregolari verso l'Europa e aumentare il tasso di rimpatri. Insieme, abbiamo ridefinito il dibattito europeo sulla migrazione e raggiunto un ampio consenso sulla necessità di una politica migratoria europea che sia al tempo stesso ferma ed equa", proseguono i firmatari, prima di sottolineare l'importanza di "mostrare risultati concreti che facciano una reale differenza per i nostri cittadini e avanzare il prima possibile con soluzioni basate in Paesi terzi". "Dobbiamo sfruttare appieno le nuove possibilità ed essere pronti ad affrontare efficacemente eventuali ostacoli residui per rendere le nuove soluzioni una realtà", continuano i diciannove capi di Stato e di governo Ue, i quali ritengono che questo sia "il modo più efficace per smantellare i modelli di business dei trafficanti di migranti, eliminare gli incentivi alla migrazione irregolare verso l'Europa e garantire che coloro che non hanno il diritto legale di restare in Europa vengano rimpatriati". Alcune iniziative "sono già operative, come la cooperazione Italia-Albania", mentre altri Paesi "stanno lavorando per attuare le nuove possibilità, inclusi gli hub in Paesi terzi". 

Nella lettera, i diciannove leader europei si impegnano a "guidare personalmente il percorso per assicurarci che le nostre visioni prendano vita" e incoraggiano gli Stati membri disponibili a "perseguire tali soluzioni e ad avviare contatti con potenziali partner. Incoraggiamo inoltre la Commissione a continuare a sostenere gli Stati membri in questi sforzi, anche con risorse finanziarie, e invitiamo l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e altre organizzazioni internazionali competenti a partecipare attivamente al processo. È giunto il momento di agire e di ottenere risultati concreti", concludono. Oltre alle leader di Italia e Danimarca, Giorgia Meloni e Mette Frederiksen, hanno firmato la lettera anche i capi di Stato e di governo di Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria. 

La premier, insieme ai primi ministri danese Mette Frederiksen e olandese Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio a margine del Consiglio europeo. Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, si legge in una nota di palazzo Chigi, hanno preso parte all’incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Polonia, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia e Ungheria. La presidente Ursula von der Leyen "ha illustrato i principali filoni di lavoro della Commissione in ambito migratorio, soffermandosi in particolare sulle possibili conseguenze migratorie derivanti dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle iniziative necessarie per garantire una risposta europea efficace e tempestiva". 

Nel corso della riunione, continua la nota, "è stato espresso apprezzamento per i risultati conseguiti negli ultimi mesi, tra cui l’istituzione della lista europea dei Paesi sicuri di origine, l’introduzione del nuovo concetto di Paese terzo sicuro, l’adozione della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione, l’accordo politico sul nuovo Regolamento rimpatri e, più recentemente, l’inserimento di un riferimento al sostegno finanziario dell’Unione per le soluzioni innovative in materia migratoria nell’ambito dei negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale". Meloni "ha sottolineato la necessità di passare rapidamente dalla definizione delle nuove regole alla loro concreta attuazione, a partire dal Regolamento Rimpatri. Richiamando la lettera congiunta inviata oggi insieme al primo ministro Frederiksen ed altri 17 capi di Stato e di governo Ue, il presidente del Consiglio ha evidenziato l’importanza di avviare rapidamente progetti pilota concreti e replicabili. A tale riguardo, la discussione tra i Leader ha fatto emergere l’interesse a valutare anche ipotesi di centri di rimpatrio congiunti in Paesi terzi". 

Meloni ha avuto inoltre un confronto verbale, ieri durante il Consiglio europeo, con il collega spagnolo Pedro Sanchez proprio in materia di migrazionisecondo quanto riporta Il Mattinale Europeo. Secondo la ricostruzione, la premier danese - che è socialdemocratica ma è una 'dura' in materia di migrazioni - avrebbe lodato il regolamento rimpatri da poco approvato dal Parlamento europeo, cosa che avrebbe provocato l'intervento di Sanchez, anche lui socialista, che avrebbe criticato il medesimo provvedimento, ritendendolo inefficace. 

A quel punto Meloni avrebbe preso la parola, criticando la decisione della Spagna di regolarizzare centinaia di migliaia di migranti irregolari, sostenendo che il provvedimento avrebbe un impatto anche sui Paesi vicini alla Spagna. Il collega belga Bart De Wever, un altro conservatore, avrebbe preso la parola a sua volta, sottolineando di essere dalla parte della collega danese. 

Un alto funzionario Ue conferma all'Adnkronos che "c'è stata effettivamente una discussione" tra Meloni e Sanchez, aggiungendo però di non poter entrare nei dettagli delle conversazioni avvenute nel Consiglio Europeo. Un secondo alto funzionario osserva che la cosa è stata "un po' più sfumata". Una terza fonte Ue non smentisce e non conferma: "No comment...". Una quarta fonte Ue conferma che la ricostruzione "è corretta", tuttavia il ruolo 'guida' nello scambio lo avrebbe avuto Fredriksen, con Meloni e De Wever a sostegno. Meloni e Sanchez hanno avuto un bilaterale prima del summit, confermando la linea comune in materia di Mff 2028-34, ma in materia di migrazioni ci sono differenze di linea politica tra i due leader che sono note e che nessuno dei due ha mai nascosto. 

Secondo una quinta fonte Ue, la protagonista principale dello scambio sarebbe stata la premier danese: "Ha detto - riferisce - che voleva un dibattito sulle migrazioni a livello di leader, che non si tiene da molto tempo". A quel punto, il premier spagnolo ha ribattuto che non era il caso, e questo ha innescato il dibattito: a sostenere la premier danese non sono stati solo Meloni e De Wever, ma anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier ungherese Peter Magyar. A troncare il dibattito è stato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha rimandato la discussione ad un successivo summit Ue. 

19 giu 2026

Fondazione Cariplo: "Una risposta strutturale per genitori, anziani e giovani"

(Adnkronos) - Una risposta strutturale che lavora simultaneamente su tre nodi critici: la difficoltà di diventare genitori, l’aumento della fragilità legata all’invecchiamento e il rischio di esclusione di una parte significativa delle giovani generazioni. È la strategia messa in atto da Fondazione Cariplo, che ha patrocinato il dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato da Adnkronos a Palazzo dell’Informazione a Roma. Nel dettaglio, la Fondazione sostiene, con 3 sfide di mandato, la genitorialità e la natalità con il programma ‘Anita-l’infanzia prima’, gli anziani con ‘Welfare in Ageing’ e i giovani con ‘ZeroNeet’. 

L’87% dei genitori considera fondamentale il supporto nel periodo successivo alla nascita, ma solo il 35% riesce ad accedervi concretamente. Allo stesso modo, i servizi educativi per la prima infanzia sono ritenuti essenziali dal 92% degli intervistati, ma quasi quattro su dieci non li hanno mai utilizzati. Sono alcuni risultati della ricerca ‘Genitorialità e infanzia’ promossa da Fondazione Cariplo, nell’ambito del programma ‘Anita - L’infanzia prima’, che mette in evidenza uno scarto netto tra bisogni e risposte. Sul fronte culturale, per esempio, oltre il 90% attribuisce grande valore alle attività per i più piccoli, mentre solo il 54% ritiene adeguato il modo in cui la genitorialità viene raccontata nei media. Allo stesso modo, i servizi educativi per la prima infanzia, essenziali quasi all’unanimità, risultano difficilmente accessibili, per molti, a causa di costi elevati, organizzazione dei servizi, liste d’attesa e ostacoli territoriali.  

A partire da questa evidenza Fondazione Cariplo ha scelto di intervenire in modo strutturale, facendo della prima infanzia una propria Sfida di Mandato. Con ‘Anita - L’infanzia prima’, ha messo a disposizione 20 milioni di euro, interamente stanziati da Cariplo, con l’obiettivo di rafforzare il sistema dei servizi e accompagnare le famiglie nei primi anni di vita dei figli. ‘Anita’ è un programma che utilizza queste risorse per attivare interventi territoriali concreti, costruire reti tra servizi e migliorare il funzionamento complessivo del sistema. In particolare lavora per rendere realmente accessibile il supporto ai neogenitori sviluppando percorsi di accompagnamento nel periodo perinatale che coinvolgono servizi sociali, sanitari ed educativi. Parallelamente, il programma interviene sul rafforzamento dei servizi educativi 0-6 anni, non soltanto aumentando le opportunità, ma lavorando sull’accessibilità effettiva, riducendo le barriere economiche e organizzative che impediscono alle famiglie di utilizzarli. Intervenire nei primi anni di vita significa agire sul momento in cui si formano le disuguaglianze, ma anche creare condizioni più favorevoli alla genitorialità, contribuendo nel tempo a rendere più sostenibile la scelta di avere figli. 

 

“Con ‘Anita-L’infanzia prima’ - spiega Valeria Negrini, vicepresidente di Fondazione Cariplo - vogliamo provare a facilitare l’accesso alla cultura, ad esempio, ottimizzando la presenza e l’accesso alle biblioteche affinché diventino luoghi dove i bambini possano usufruire e capire l’importanza della cultura. Vogliamo poi migliorare e rendere più numerose le aree pensate per i bambini, come le aree gioco. Le 3 aree principali su cui si concentra ‘Anita’ sono infatti i servizi, gli spazi di vita e la cultura, che si intersecano con 2 altre azioni trasversali e necessarie: la ricerca scientifica integrata e multidisciplinare, che può darci elementi per orientare al meglio le politiche che vogliamo provare ad attuare; e la comunicazione che, provando nuovi strumenti, linguaggi e canali, deve sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'infanzia e dei bisogni dei bambini, che non riguarda solo chi ha figli in questa fascia d'età, ma anche chi ha figli grandi e chi non ne ha”.  

Accanto al calo delle nascite, l’invecchiamento della popolazione rappresenta un’altra trasformazione strutturale, che incide profondamente sui sistemi di welfare con una crescente fragilità, delle condizioni di non autosufficienza e di un carico crescente sulle famiglie e sui servizi. In questo contesto, Fondazione Cariplo è intervenuta con il Bando ‘Welfare in Ageing’, orientato a rafforzare e innovare le risposte rivolte alle persone anziane e ai loro caregiver. Le prime 2 edizioni, con un investimento di 12,7 milioni di euro, hanno sostenuto 30 progetti e coinvolto oltre 150 organizzazioni, tra enti capofila e partner. La terza edizione rappresenta un ulteriore sviluppo, con un investimento complessivo di 5,55 milioni, di cui oltre 3,7 stanziati da Fondazione Cariplo, a cui si aggiungono risorse provenienti da Fondazione di Comunità Milano e dal Fondo di Fondazione Fiera Milano. Gli interventi lavorano per intercettare precocemente le fragilità, potenziare la domiciliarità e migliorare l’accesso ai servizi, con un’attenzione particolare alla dimensione sociale e relazionale, oltre che sanitaria. Un elemento chiave - spiega la Fondazione - è il coinvolgimento delle comunità locali: volontariato, reti informali e servizi pubblici concorrono insieme a costruire risposte più accessibili ed efficaci, capaci di raggiungere anche le persone più isolate. L’obiettivo è migliorare il funzionamento complessivo del sistema, rendendolo più flessibile e in grado di adattarsi ai bisogni di una popolazione che cambia rapidamente. 

“Con i progetti di welfare in ageing - illustra Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo- vogliamo connettere, rafforzare e innovare, i servizi a supporto delle persone anziane e delle loro famiglie facendo leva nel miglior modo possibile sulle risorse disponibili e con il coinvolgimento della comunità. E’ un problema ampio e diffuso, che possiamo contrastare solo unendo gli sforzi. Tra gli obiettivi non c’è solo il contrasto al fenomeno, ma ribaltare la prospettiva, puntando sugli anziani come risorsa”. 

 

Il terzo elemento della strategia riguarda i giovani e, in particolare, il fenomeno dei Neet, che rappresenta una delle criticità più rilevanti. Oggi si contano in Italia oltre 1,3 milioni di giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi, circa 150mila dei quali in Lombardia. Dietro questi numeri si nascondono percorsi interrotti, competenze non sviluppate e una perdita progressiva di fiducia, che rischia di tradursi in esclusione duratura. In un contesto segnato dal calo demografico, questo fenomeno assume un peso ancora maggiore, perché significa disperdere una parte fondamentale del capitale umano. Per rispondere a questa sfida, Fondazione Cariplo ha attivato il programma ‘ZeroNeet’. Il programma si sviluppa su circa 50 milioni di euro complessivi, di cui 20 messi direttamente da Fondazione Cariplo e 30 da Intesa Sanpaolo, con il coinvolgimento anche di Regione Lombardia.  

ZeroNeet nasce dalla consapevolezza che il fenomeno è complesso e richiede interventi integrati. Le cause sono molteplici: dispersione scolastica, fragilità economiche, assenza di reti di supporto, difficoltà di orientamento e distanza dal mercato del lavoro. Il programma interviene sia in chiave preventiva, sostenendo scuole e percorsi educativi, sia sui giovani già in condizione di inattività, attraverso percorsi personalizzati che combinano formazione, inclusione sociale e inserimento lavorativo. L’obiettivo è ri-attivare almeno 20mila giovani e contribuire alla riduzione del tasso di Neet fino al 9%, in linea con gli obiettivi europei, restituendo opportunità e prospettive a una generazione che rischia di restare ai margini.  

“La sfida ZeroNeet - precisa Azzone - ha una doppia valenza: una individuale, che riguarda migliaia di ragazze e ragazzi che rischiano di restare ai margini, e una collettiva perché, come Paese, non possiamo permetterci di perdere una risorsa così preziosa. Siamo particolarmente attenti ai giovani che non studiano né lavorano e vogliamo offrire loro nuove opportunità. Per questo dobbiamo fare un patto con i ragazzi, prendere la responsabilità nei loro confronti e ingaggiarli, costruendo percorsi che li accompagnino davvero. È una sfida che non riguarda solo i singoli - conclude - ma la società nel suo complesso, e che deve diventare una priorità strategica per il Paese”. 

19 giu 2026

G7, Trump: "Meloni mi ha pregato di fare una foto, mi ha fatto pena". La premier: "Io e l'Italia non imploriamo mai"

(Adnkronos) - Giorgia Meloni "mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una intervista telefonica esclusiva a 'L'Aria che tira' su La7, il programma di David Parenzo, di cui si sente la traduzione in italiano ma non la voce del presidente Usa. 

A stretto giro la replica della premier che parla di "dichiarazioni totalmente inventate". "Sono francamente allibita. Non so perchè il presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati, non è del resto la prima volta che accade. Posso solo dire che mi dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e L'Italia non imploriamo mai", ha detto Meloni in un video postato sui social. 

"Come sta il suo primo ministro? Come sta?", ha chiesto Trump al corrispondente de La7, che a sua volta ha chiesto al presidente americano un commento sulla conversazione avuta con Meloni a margine del vertice di Evian. "Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle", ha risposto. 

Trump ha poi affermato che "gli europei hanno sbagliato tutto sull'energia e hanno sbagliato tutto sull'immigrazione. E se non risolvono questi problemi, l'Europa non sarà mai più la stessa". "Probabilmente - ha aggiunto - non riusciranno a risolverli. L'immigrazione è un disastro, l'energia con tutte quelle pale eoliche che sono un fallimento, è un disastro'', ha aggiunto Trump. 

Quanto all'Ucraina "vogliamo solo la pace" e come Stati Uniti "non siamo coinvolti" nel processo di adesione all'Unione europea. 

Immediata la replica di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Attuazione del programma di governo. "I deliri di Trump su Giorgia Meloni - ha affermato - sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti".  

 

19 giu 2026

Ucb accelera sull'innovazione con acquisizioni mirate in neuroscienze e immunologia

(Adnkronos) - "In un contesto in rapida evoluzione, in cui innovazione biotecnologica, medicina di precisione e tecnologie emergenti stanno ridefinendo lo sviluppo terapeutico, Ucb, azienda biofarmaceutica globale, sta attuando una strategia intenzionale e mirata per accelerare l’innovazione attraverso una serie di acquisizioni e partnership globali. Questi investimenti riflettono l’ambizione di lungo termine di Ucb di scoprire e sviluppare terapie trasformative che vadano oltre il trattamento dei sintomi, puntando a modificare e potenzialmente curare le malattie". E' quanto si legge in una nota dell'azienda. Le operazioni annunciate nelle ultime settimane - si legge - riflettono una "strategia coerente volta a combinare scienza d’avanguardia, una profonda comprensione della biologia umana e modalità terapeutiche di nuova generazione. Nel loro insieme, rafforzano la capacità di Ucb di sviluppare trattamenti di precisione basati sulla biologia per malattie complesse con elevato bisogno medico insoddisfatto, aumentando al contempo la probabilità di generare risultati significativi e duraturi per i pazienti". 

L’integrazione di Neurona Therapeutics consente a Ucb "di superare la gestione sintomatica e orientarsi verso soluzioni innovative volte alla rigenerazione del sistema nervoso, aprendo nuove prospettive per le persone che convivono con forme gravi di epilessia farmacoresistente". IMIDomics - dettaglia la nota - "apporta il valore di una delle piattaforme di dati e biobanche internazionali più complete, abilitando modelli avanzati di stratificazione dei pazienti e accelerando la scoperta di nuovi target terapeutici. Queste capacità rafforzano l’approccio di Ucb allo sviluppo dei farmaci basato sulla biologia umana, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale e machine learning". 

"Candid Therapeutics e Antengene - riporta la nota - ampliano il perimetro scientifico e tecnologico di Ucb, contribuendo allo sviluppo di nuovi approcci per il ripristino della risposta immunitaria attraverso piattaforme multidisciplinari e strategie fondate sull’integrazione di competenze di eccellenza, con particolare attenzione alla ricerca focalizzata sulle cellule T e B, responsabili rispettivamente della regolazione e della produzione di anticorpi, e su come queste possano essere selettivamente modulate o riprogrammate per bloccare la risposta immunitaria aberrante contro i tessuti sani, ripristinando così la tolleranza immunologica senza compromettere le difese dell’organismo". Nel loro insieme, queste iniziative "riflettono una visione fondata sulla responsabilità verso i pazienti e su un impegno continuo nel tradurre il progresso scientifico e tecnologico in benefici concreti. Ucb - conclude la nota - prosegue, con umiltà e determinazione, il proprio percorso volto a costruire soluzioni personalizzate che tengano conto della complessità delle malattie e della diversità dei bisogni individuali, mantenendo al centro un miglioramento tangibile degli esiti clinici e della qualità della vita". 

19 giu 2026

Rai, nei palinsesti tante conferme, diverse novità e rientri eccellenti

(Adnkronos) - Le prime anticipazioni sui palinsesti Rai autunno‑inverno 2026/2027, illustrati in grandi linee al Cda della Rai in vista della versione definitiva che verrà sottoposta al consiglio il primo luglio, delineano un quadro ricco di movimenti, nuovi volti e rientri eccellenti. Le novità più rilevanti, a quanto appreso dall'Adnkronos, riguardano il ritorno di Duilio Giammaria con ‘Petrolio’, l’arrivo di Salvo Sottile a ‘Ore 14’, il nuovo talk di Roberto Inciocchi, il nuovo programma di Vittorio Brumotti ‘Ultima Chiamata’, dopo l'esordio estivo con 'Italia A/R', e l’approdo di Eleonora Daniele al prime time di Rai3 con il nuovo programma ‘Le cose che non sai’, previsto per cinque settimane al giovedì ad inizio stagione. 

Restano invece ancora da definire le conduzioni di ‘Agorà’ e ‘Far West’, i due programmi lasciati rispettivamente da Inciocchi e Sottile: la Rai sta valutando diverse candidature, sia interne che esterne, con i nomi di Annalisa Bruchi e Antonino Monteleone circolati con insistenza nelle ultime settimane. Probabilmente la definizione delle nuove conduzioni arriverà in tempo per la 'presa d'atto' del Cda del primo luglio e quindi per l'annuncio nella presentazione dei palinsesti fissata per il 3 luglio ad Ancona.  

Su Rai1, le prime serate autunnali si giocheranno tra fiction e i tre titoli di punta dell’intrattenimento, con la novità di ‘Tale e Quale’ al mercoledì con Carlo Conti, la conferma di ‘The Voice’ con Antonella Clerici al venerdì (sei puntate Senior, seguite da sei puntate Kids e altrettante della versione Generation) e di ‘Ballando con le Stelle’ con Milly Carlucci al sabato, dove potrebbe arrivare Barbara D’Urso in giuria. 

Al mattino restano confermate le coppie di ‘1Mattina News’ (Maria Soave e Tiberio Timperi) e ‘Unomattina’ (Massimiliano Ossini e Daniela Ferolla). A mezzogiorno torna Antonella Clerici con ‘È sempre mezzogiorno’ e anche il pomeriggio resta invariato: Caterina Balivo con ‘La Volta Buona’, Alberto Matano con ‘La Vita in Diretta’, Marco Liorni con ‘L’Eredità’. In access prime time confermato ‘Affari Tuoi’ con Stefano De Martino e 'Cinque Minuti' di Bruno Vespa, che torna naturalmente anche in seconda serata con 'Porta a Porta', pronto ad incursioni con speciali di prime time in caso di necessità. 

Nel weekend di Rai1, Mara Venier resta la signora di 'Domenica In', affiancata da Tommaso Cerno e seguita nel pomeriggio domenicale da Francesca Fialdini e il suo 'Da noi a ruota libera'. Tornano anche ‘Bar Centrale’ di Elisa Isoardi e ‘Ciao Maschio’ di Nunzia De Girolamo. 

Su Rai2, oltre all’arrivo di Sottile a ‘Ore 14’, la rete punta sul nuovo talk di Roberto Inciocchi in prima serata il mercoledì. Confermati ‘Belve’ di Francesca Fagnani, ‘Boss in Incognito’ con Elettra Lamborghini e la seconda serata di ‘Linea di Confine’ con Antonino Monteleone. L'arrivo di Brumotti da Mediaset non si limiterà al programma del mattino estivo di Rai1, 'Italia A/R' che sta per debuttare: il conduttore sportivo sarà protagonista anche su Rai2, a fine dicembre, nel periodo delle strenne, con un nuovo programma intitolato 'Ultima Chiamata'.  

Nel pomeriggio della seconda rete resta stabile ‘Bellamà’ di Pierluigi Diaco, forte del 6% medio della stagione appena conclusa. Dal 31 agosto tornerà anche ‘Aspettando Bellamà’, con il meglio dei provini (5.000 candidati, 300 finalisti) e la scelta del nuovo cast tra Boomer e Gen Z. Mentre non trova per ora spazio in palinsesto, come da anticipazioni della vigilia, ‘Citofonare Rai2’ di Paola Perego. Perego potrebbe però tornare nella seconda parte della stagione con ‘The Floor – Ne rimarrà uno solo’ in prima serata su Rai2. 

Su Rai3, oltre ai nodi ancora aperti su ‘Agorà’ e ‘Far West’, il prime time autunnale vedrà il ritorno di ‘Petrolio’ da novembre e l’avvio della nuova stagione di ‘Report’ dall’8 novembre per 12 puntate, seguito in seconda serata da ‘Allegro ma non troppo’ di Luca Barbareschi. Torna anche ‘Blu Notte - Misteri dimenticati’ di Carlo Lucarelli. 

Confermati ‘Il Cavallo e la Torre’ di Marco Damilano e ‘In Mezz’Ora’ di Monica Maggioni, mentre non risulta in palinsesto, almeno fino a dicembre, ‘Via dei Matti n.0’ di Stefano Bollani e Valentina Cenni. 

La grande novità della rete è però Eleonora Daniele, che oltre a condurre come sempre ‘Storie Italiane’ nel mattino di Rai1, approderà in prima serata sulla terza rete con ‘Le cose che non sai’, un nuovo format di approfondimento previsto per cinque settimane al giovedì. Nella stessa collocazione, da fine ottobre, tornerà poi ‘Splendida Cornice’ di Geppi Cucciari. 

Un mosaico in evoluzione che potrebbe riservare ulteriori sorprese il 3 luglio ad Ancona. 

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