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Medio Oriente, Papa: "Sospendere attacchi e riaprire spazi di dialogo per pace tanto desiderata"

(Adnkronos) - "Rinnovo il mio appello su tutta la situazione in Medioriente dove un intensificarsi delle operazioni militari ha riportato violenza e distruzione mettendo a rischio la vita di numerosi civili e aggravando la carenza di acqua potabile ed elettricità. Dal profondo del cuore esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi, a riaprire con urgenza spazi di dialogo e di diplomazia per giungere quanto prima alla pace tanta desiderata". Così Papa Leone XIV dopo l'Angelus da Castel Gandolfo. 

"Seguo con apprensione il perdurare e l'inasprirsi della violenza in Terra Santa di cui sono state vittime anche molti civili in Cisgiordania e Gaza - ha detto il Pontefice - Rivolgo un accorato appello affinché si torni a negoziare un'equa soluzione politica, fondata su pari dignità e uguali diritti di ogni persona umana e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi di ogni fede religiosa".  

Poi il Libano. "Ieri in Libano è stato beatificato Elia Hoyek, patriarca di Antiochia dei Maroniti dal 1899 al 1931, fondatore della Congregazione delle Suore Maronite della Santa Famiglia. Ha guidato per più di 30 anni la chiesa maronita con grande dedizione e sensibilità pastorale: uomo di dialogo e di speranza, punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico tanto da essere chiamato 'padre del grande Libano'. La preghiera e l'intercessione del nuovo beato accompagnino sempre i fedeli maroniti in tutto il mondo e ottengano il dono della pace per l'intero popolo del Libano, a me tanto caro", ha detto Leone XIV. 

Il Pontefice, inoltre, "a fronte dei devastanti incendi che in questi giorni hanno interessato varie località della Francia e della Spagna" ha espresso la sua vicinanza ed ha invitato "a pregare tutti per le persone colpite e per il lavoro dei soccorritori".  

26 lug 2026

Teatri condominiali riconosciuti patrimonio umanità Unesco

(Adnkronos) - “Accogliamo con orgoglio e soddisfazione la decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco di iscrivere i teatri condominiali dell’Italia centrale nella Lista del Patrimonio mondiale. Il riconoscimento celebra l’eccezionale valore universale di questi gioielli architettonici, che sono, da oltre due secoli, centri vitali di fruizione culturale, di identità e di coesione sociale per le comunità che li custodiscono. I teatri condominiali sono una infrastruttura culturale italiana di eccellenza, che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell’Italia centrale di fruire dell’Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo". Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in merito alla decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco che, nel corso della 48ª sessione svoltasi a Busan, in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio 2026, ha iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale ‘Il sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale’. 

"La loro iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale premia l’iniziativa promossa dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli in collaborazione con il ministero della Cultura, che sosterrà l’intera rete nazionale dei teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la candidatura Unesco”, sottolinea. Il nuovo riconoscimento porta a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella Lista Unesco, consolidando il primato dell’Italia per numero di beni riconosciuti. 

I teatri condominiali all’italiana costituiscono un fenomeno peculiare nella storia dell’architettura e del teatro inteso come istituzione sociale e culturale. Nati dalla partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano la proprietà, la gestione e la fruizione, hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della vita culturale e sociale dei territori. Si tratta di un patrimonio diffuso, composto da edifici di particolare eleganza e da una tradizione civica che ha reso il teatro un elemento identitario delle comunità. 

La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche, con il coordinamento e il supporto tecnico-scientifico del Ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale Affari europei e internazionali, servizio Unesco. Alle attività di candidatura hanno partecipato anche le Regioni Umbria ed Emilia-Romagna, insieme a numerosi enti territoriali, a partire dai Comuni, e alle realtà locali dell’Italia centrale, dove questo sistema teatrale ha conosciuto la sua più ampia diffusione.  

La candidatura ha inoltre beneficiato del sostegno del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha curato i rapporti con l’Unesco. Questo l’elenco dei teatri iscritti: Teatro Angelo Mariani, Sant’Agata Feltria; Teatro Pergolesi, Jesi; Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno; Teatro Serpente Aureo, Offida; Teatro dell’Aquila, Fermo; Teatro Lauro Rossi, Macerata; Teatro Feronia, San Severino Marche; Teatro Gentile da Fabriano, Fabriano; Teatro Bramante, Urbania; Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto. 

26 lug 2026

Guerriglia No Tav: circa 450 identificati, oltre 120 feriti tra forze dell'ordine. Il movimento: "Grande giornata di lotta, Valsusa tutt'altro che pacificata"

(Adnkronos) - Sono circa 450 i manifestanti coinvolti negli scontri di ieri in Valsusa nei cantieri della Tav di San Didero e Chiomonte, nell'ambito delle indagini svolte dagli investigatori delle forze dell'ordine. E' quanto apprende l'Adnkronos. 

 Complessivamente sono oltre 120 le forze dell’ordine rimaste ferite. A Chiomonte, in particolare, per oltre un’ora alcune centinaia di manifestanti vestiti di nero e completamente travisati hanno assaltato il cantiere e lanciato oggetti tra cui pietre, bulloni, bottiglie di vetro, razzi e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine poste a difesa dell’area.  

Le forze di polizia hanno risposto con lacrimogeni e idranti fino a quando sono riusciti a respingere i manifestanti fuori dal cantiere. Il conto finale di quanti hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari è di 58 poliziotti, 48 carabinieri e 18 finanzieri (124), di questi alcuni ancora in osservazione in ospedale.  

"Il movimento No Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno. Tutti i cantieri della valle sono stati raggiunti e contestati, i dispositivi previsti dalle forze dell’ordine sono stati raggirati e superati grazie alla determinazione delle tante generazioni scese in piazza oggi”. Così il movimento No Tav al termine di quella che viene definita "una grande giornata di lotta per la Val di Susa”.  

Sottolineando che "20.000 persone hanno sfilato per le strade e i sentieri della Val di Susa per opporsi concretamente al progetto, per alzare la testa contro chi ci vorrebbe silenti, per difendere questa nostra terra condannata dall’alto ad essere una zona di sacrificio", i No Tav ribadiscono che quella di ieri "è stata una giornata piena di significato" in cui "migliaia di persone sono riuscite a raggiungere quello che sembrava essere uno dei fortini più inespugnabili della storia, dimostrando che la Val di Susa e tutt’altro che pacificata".  

"I politicanti di ogni risma devono mettersi il cuore in pace, il Tav è tornato ad essere centrale nelle loro preoccupazioni. Il villaggio di Asterix che pensavano di aver sconfitto è più vivo e combattivo che mai e oggi li ha decisamente battuti. A sarà dùra!”, conclude il movimento richiamando la frase che da sempre accompagna ogni iniziativa di protesta in Valsusa. 

26 lug 2026

Berlino, polizia a caccia di Abdul: il carcere e il sostegno all'Is, chi è il 21enne

(Adnkronos) - Abdul Ballout, il 21enne sospetto autore dell'attacco di ieri notte al Pride di Berlino, a cui la polizia tedesca sta dando la caccia, è nato a Berlino nel 2005 ed è un cittadino tedesco di origine libanese. Lo scrive Bild citando fonti della sicurezza tedesca, che precisano che il giovane era noto alle autorità per crimini come aggressione aggravata ed estorsione, per i quali è stato fino allo scorso maggio in un carcere minorile, e per essere un sostenitore dello Stato Islamico. Il giornale rende noto anche che le autorità tedesche hanno allargato la loro caccia all'uomo anche ai Paesi confinanti, allertando Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Polonia e Danimarca. Nell'attacco una persona è stata uccisa e altre 16 sono state ferite. 

Secondo Die Welt, Abdul Ballout era in libertà vigilata dopo la scarcerazione avvenuta a maggio. Il giovane avrebbe dovuto partecipare a 26 sedute di consulenza presso un centro di deradicalizzazione e prevenzione dell'estremismo. In passato aveva pubblicato post in cui avrebbe espresso sostegno a un gruppo terroristico. La disposizione relativa alla partecipazione al programma di deradicalizzazione non sarebbe però stata vincolante. Abdul Ballout ha partecipato volontariamente a due incontri il 15 giugno e il 9 luglio. Un terzo incontro avrebbe dovuto svolgersi domani, 27 luglio, e sarebbe stato seguito da una prima valutazione complessiva. 

"Non avvicinatelo, potrebbe essere armato e pericoloso". Si conclude così il comunicato della polizia tedesca con cui è stata diffusa la foto di Abdul Ballout. La polizia e la procura di Berlino hanno esortato la cittadinanza a chiamare immediatamente il numero delle emergenze, il 110, in caso di avvistamento del sospetto che viene descritto di corporatura snella, circa 1,90 metri di altezza, capelli neri, felpa nera con cappuccio e pantaloni bianchi. 

La polizia tedesca sta inoltre cercando di verificare se effettivamente vi sia stato, dopo lo schianto del furgone contro la folla che stava partecipando al Pride di Berlino nel Tiergarten park, qualcuno che è sceso dal mezzo per attaccare le persone con un'arma da taglio. Alcuni testimoni infatti dicono di aver visto persone con ferite da arma da taglio, e qualcuno ha anche parlato di un uomo vestito di nero che brandiva un machete. 

Per gli inquirenti, infine, non è ancora chiaro se il sospetto fosse alla guida del mezzo che si è andato a schiantare contro un albero, e quindi non escludono la possibilità di complici. Secondo la ricostruzione fornita, la persona alla guida del furgone, che è rimasto gravemente danneggiato nello schianto, immediatamente dopo si è data alla fuga. 

"A Berlino un crimine atroce, un attacco alla nostra società", ha commentato Friedrich Merz. "Centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo celebravano pacificamente la Giornata di Christopher Street - ha scritto in un post il cancelliere tedesco, usando il modo in cui viene indicato il Pride in Germania, con un riferimento all'indirizzo a New York dello Stonewall Inn, lo storico locale dove nel 1969 scoppiò la rivolta che diede inizio al movimento per i diritti dei gay - volevamo che ci trattassimo gli uni con gli altri con rispetto e tolleranza". 

"Questo è un attacco alla nostra società, noi siamo aperti e amanti della liberà e questo lo preserveremo e difenderemo", ha proseguito Merz, assicurando che "questo atto verrà indagato con la massima severità". "I miei pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie - ha concluso il cancelliere - auguro ai feriti una pronta guarigione e ringrazio tutto il personale di pronto intervento". 

"Esprimo, a nome del governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino - scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni - L'Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando a ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco".  

26 lug 2026

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26 lug 2026

Fn, il punto di vista di Follini: "Video Vannacci ennesimo passo verso inciviltà politica, non merita sfida Renzi"

(Adnkronos) - "C'è da sperare che Renzi rinunci a quella strampalata idea di affrontare il generale Vannacci in una maratona estiva. Poiché l'esito sportivo, a occhio e croce, sarebbe a tutto vantaggio del leader di Italia viva. Ma l'esito politico rischierebbe invece di tornare più utile al leader di Futuro nazionale. Il quale mostra tutto l'interesse a trasformare la contesa pubblica in una prova di forza e di mascolina muscolarità, laddove il galateo delle idee viene cancellato e l'unico metro di misura diventa quello della supremazia fisica. Così, scegliere quel terreno per batterlo rischia alla fine di arrecargli un vantaggio. Dovesse anche perdere. 

Se ne è avuta la riprova appena qualche giorno fa, in quell'orribile 'spettacolo' virtuale che il generale ha pensato bene di ambientare al Colosseo. In quel contesto improbabile e grottesco Vannacci s'è travestito da gladiatore immaginandosi -non senza una certa generosità verso se stesso- calato nella parte di un clone di Russell Crowe chiamato a decidere se offrire ai leoni le spoglie dei suoi nemici. Avrebbe voluto essere un gioco, e invece è stato un obbrobrio. Pretendeva di esprimere la solennità imperiale della leadership, e invece dava voce alle nostre caricature più provinciali. In una parola, s'è trattato di un altro passo, l'ennesimo, verso l'inciviltà della politica dei giorni nostri. Ammesso che di 'politica' si possa parlare. 

Nei giorni in cui il mondo sembra commuoversi seguendo le peripezie di un Ulisse magnificamente raccontato nel film di Nolan, noi finiamo così per rintanarci nell'angolo di una provincia selvaggia d'altri tempi, priva di ogni scrupolo e di ogni civiltà, incapace di misura e di ironia, spogliata da tutti i pensieri più nobili che i nostri predecessori ci avevano lasciato in eredità fin dai primi anni del dopoguerra. Mentre l'eroe omerico si interroga sul valore dei quesiti posti dalla coscienza e finalmente sembra rendersi conto del peso morale di una guerra vinta con l'imbroglio del cavallo di Troia, noi ci troviamo a fare i conti con un nuovo attore politico che mette in scena la caricatura di se stesso illudendosi di poter dare in pasto ai leoni le spoglie dei suoi 'nemici'. 

Si intuisce che il generale non dovrà mai fare i conti con i rimorsi di Ulisse. La sua coscienza infatti è esile come la carta velina e non scuote mai né le sue azioni né tantomeno i suoi pensieri. Ma è la coscienza di tutti gli altri che dovrebbe a questo punto dare un segno più forte della sua esistenza in vita. Cominciando col non dargli troppa guazza e non sottrarlo alla sua solitudine. In questo senso perfino una sfida sportiva finisce per essere un eccesso di generoso, seppure involontario, riguardo. 

Si dirà che l'argomento è alle nostre spalle e che la performance del generale non è già più sotto i riflettori della pubblica opinione. E' vero, ma solo fino a un certo punto. Perché quando il linguaggio delle immagini, dei pensieri, dei sottintesi si fa così crudo, nella pubblica opinione avviene una sorta di assuefazione al peggio. E se tutto questo passa in cavalleria per parlar d'altro, qualche traccia di questa violenza -sia pure solo virtuale, almeno per ora- finisce per depositarsi nell'animo di troppe persone. Di lì in poi il dileggio, il vituperio, l'intimidazione diventano pane quotidiano della contesa politica (e tra un po' elettorale). 

Con tutti i difetti che si imputano quotidianamente alla politica e ai suoi attori e comparse, nessuno mai, neppure per un gioco di parole, aveva finora immaginato che l'altro potesse essere 'condannato' a morte. Dai seguaci della destra meloniana e (perfino) salviniana a quelli del populismo di derivazione grillina e ora contiana nessuno si è sognato, neppure per un intreccio di fantasie e di parole, di violare quel tabù che è rappresentato dalla morte. Anche quella dell'avversario più estremo e più odiato. Vannacci invece l'ha fatto. E questo fa una differenza abissale. Una differenza che va oltre la politica. E a cui la politica, tutta, dovrebbe essere capace di dare una risposta. 

Non si minimizzi dunque l'effetto della 'slopaganda', come è stata battezzata l'ultima frontiera della dialettica pubblica. Poiché la nostra storia ci ha insegnato che ogni volta che si viola la frontiera della vita, fosse anche solo per gioco, ne discendono quasi sempre conseguenze funeste. Infatti c'è sempre qualcuno che immagina di poter spostare quella frontiera più in là. E per quanto si speri di essere solo alle prese con un pallone gonfiato, l'ennesimo, sarebbe bene non degnarlo di troppa confidenza. 

Per questo Vannacci non merita proprio che lo si sfidi a chi corre più veloce. Molto meglio lasciarlo solo. Nella riprovazione comune (almeno si spera)". (di Marco Follini) 

26 lug 2026

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Caldo record, ancora tregua con maltempo e temporali poi arriva quarta ondata rovente

(Adnkronos) - Tregua dal caldo record anche oggi domenica 26 luglio. E' previsto infatti il passaggio di un rapido fronte temporalesco che porta maltempo. A causa dei forti contrasti tra masse d'aria differenti proprio sull'Italia, sono attese intense precipitazioni al Centro-Nord. Dalla prossima settimana, tuttavia, è confermata una svolta: parte la quarta ondata di calore dell'estate. 

Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma un peggioramento delle condizioni meteo a causa del passaggio di un fronte temporalesco in discesa dal Nord Europa. Le correnti instabili andranno a interagire direttamente con le masse d'aria molto calde e umide stazionarie sul Mediterraneo dopo settimane con temperature sempre oltre le medie climatiche. A fornire l'energia necessaria per l'innesco di fenomeni violenti saranno soprattutto i nostri mari. Accumulando calore durante le settimane calde, la superficie marina evapora e rilascia nell'aria un ingente quantitativo di vapore acqueo e calore latente: quando le correnti fresche ed instabili nord-europee impattano su questo "serbatoio" di aria calda e umida, si creano fortissimi moti ascensionali che alimentano temporali di estrema intensità.  

Le zone maggiormente a rischio di intense precipitazioni (localmente pure di grandinate e forti raffiche di vento) saranno in particolare Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria di Levante, alta Toscana e Lazio.  

La svolta è prevista dalla prossima settimana. Dopo le ultime piogge attese lunedì 27 al Centro-Sud la situazione cambierà radicalmente: è confermato infatti l'avanzamento di un vasto campo di alta pressione di origine subtropicale che dal Nord Africa si spingerà fin nel cuore dell'Europa. Ecco servita la quarta ondata di caldo intenso della stagione, destinata a interessare non solo l'Italia ma gran parte del continente centro-occidentale. Questa figura anticiclonica garantirà un'estrema stabilità atmosferica con sole dominante su quasi tutte le regioni e, al contempo, un deciso e generale aumento delle temperature, con i valori che torneranno a toccare picchi fino a 38-40 °C in molte città del Centro-Nord. 

Sono questi i due volti del cambiamento climatico in atto: da un lato assistiamo a una sempre maggiore frequenza e durata delle ondate di calore (con la stagione estiva 2026 destinata a passare alla storia come una delle più roventi di sempre), dall'altro cresce in modo esponenziale il rischio di eventi meteo estremi. Le temperature sempre più elevate mettono infatti in gioco una maggiore energia potenziale, accumulando enormi quantità di umidità nei bassi strati dell'atmosfera, pronta a trasformarsi in fenomeni violenti come la cronaca recente continua purtroppo a insegnarci. 

Domenica 26. Al Nord: perturbazione con temporali da ovest verso est. Al Centro: temporali localmente molto forti e con grandinate. Al Sud: soleggiato salvo rovesci in Campania.  

Lunedì 27. Al Nord: soleggiato. Al Centro: ultimi temporali poi migliora. Al Sud: temporali sparsi a tratti intensi. 

Martedì 28. Al Nord: sole ovunque, temperature in aumento. Al Centro: soleggiato su tutti i settori. Al Sud: soleggiato e più caldo, ma con temporali su palermitano e trapanese.  

Tendenza: da mercoledì via alla quarta Ondata di Caldo Africano, primi 40°C entro il weekend. 

26 lug 2026

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