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Tragedia di Senago, gip concede domiciliari a ragazzo alla guida: "Ha cercato di aiutare amici"

(Adnkronos) - La giudice per le indagini preliminari di Milano, Maria Beatrice Parati, ha convalidato l'arresto e disposto gli arresti domiciliari per Gabriele P., il 18enne accusato di omicidio stradale plurimo aggravato per la morte di tre amici (Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi) che, insieme ad altri sei, viaggiavano sull'Audi A2 precipitata nel canale Villoresi a Senago (Milano). Assistito dall'avvocata Martina Isella, il giovane - accusato di omicidio stradale plurimo aggravato - che all'alba di domenica mattina guidava l'auto finita fuori strada potrà quindi lasciare il carcere di San Vittore. 

Un ragazzo appena maggiorenne, incensurato e che ha tentato di aiutare gli amici rimasti intrappolati nell'auto. Sono questi gli elementi che hanno portato la giudice a questa decisione, sebbene abbia riconosciuto il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio (per i quali il pubblico ministero Rosario Ferracane aveva chiesto il carcere). Il giovane, a dire degli stessi amici rimasti feriti nell'incidente, aveva tentato di salvare la 17enne Camilla Copparoni.  

e, il giovane si era avvalso della facoltà di non rispondere e nelle brevi dichiarazioni spontanee aveva chiesto scusa alle famiglie delle vittima. Il pubblico ministero aveva chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere sulla base del pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. "Mi scuso con le famiglie delle vittime", ha detto Gabriele P. davanti alla giudice. 

24 giu 2026

‘Generazione Terra’, 256 domande dai giovani agricoltori per oltre 115 milioni di euro

(Adnkronos) - Si conferma forte l’interesse dei giovani per Generazione Terra, la misura promossa nell’ambito delle iniziative del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, guidato dal ministro Francesco Lollobrigida, e gestita da Ismea per favorire l’insediamento di nuovi imprenditori agricoli e sostenere l’ampliamento della base fondiaria delle aziende condotte da giovani. Alla chiusura dello sportello telematico, avvenuta il 19 giugno scorso, sono state presentate 256 domande, per un valore complessivo di richieste di finanziamento pari a oltre 115 milioni di euro, rispetto agli 80 milioni disponibili della scorsa edizione. 

La parte più consistente delle richieste, pari a 96,4 milioni di euro, riguarda la formula del patto di riservato dominio, che consente al giovane agricoltore di entrare subito nella disponibilità del terreno, corrispondendo il prezzo in rate periodiche, con il trasferimento definitivo della proprietà al completamento del pagamento. Ammontano invece a 18,6 milioni di euro le richieste di finanziamento tramite mutuo ipotecario. I risultati dello sportello confermano, ancora una volta, la volontà delle nuove generazioni di investire in agricoltura: sia attraverso l’avvio di nuove attività imprenditoriali, sia mediante il rafforzamento di aziende già esistenti, grazie all’ampliamento della superficie agricola e agli strumenti agevolativi messi a disposizione da Ismea. 

La misura Generazione Terra, aperta lo scorso 22 aprile, si inserisce nel quadro delle politiche promosse dal Governo Meloni e dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste a sostegno del ricambio generazionale nel settore primario. Tra le principali novità si segnala la rafforzata attenzione alle aree interne e montane, dalle quali provengono complessivamente 141 richieste, pari a oltre il 55% del totale pervenuto. La misura si conferma così uno strumento concreto per contrastare l’abbandono dei territori, favorire il presidio agricolo e contribuire alla tutela del paesaggio e dell’ambiente. Conclusa la fase di presentazione delle domande, Ismea sta procedendo alla verifica della ricevibilità delle istanze, sulla base dei requisiti e della documentazione previsti dal prospetto informativo. Successivamente sarà avviata la fase istruttoria, che si concluderà entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello, secondo i tempi e le modalità previsti dalla procedura. 

24 giu 2026

Armani Classic, Sinner batte Norrie 6-3, 6-3

24 giu 2026

Agente morto in inseguimento a Milano, moto viaggiava a 180 chilometri all'ora

(Adnkronos) - Andava a 180 chilometri orari la moto su cui viaggiava l'agente della polizia locale di Milano Francesco Imprezzabile morto dopo aver perso, in curva, il controllo della sua moto mentre tentava di seguire un'auto che ha provato ad aggirare un posto di blocco. E' uno dei dettagli che emerge in una delle relazioni tecniche finite sul tavolo della Procura di Milano. Da quanto emerge, l'Audi Q7 guidata dal 26enne arrestato per fuga pericolosa si è accorta del posto di blocco e ha deciso di invertire la marcia, una manovra sospetta che ha fatto scattare l'inseguimento.  

Una telecamera inquadra il momento esatto in cui la moto guidata da Imprezzabile affianca l'auto, l'alt risulta esplicito attraverso l'uso "di strumenti sonori e lampeggianti" si legge negli atti del fascicolo nelle mani del pm Francesca Crupi. Poi nessuna altra immagine rende quanto accaduto e la moto che perde aderenza "in una curva stretta, su una strada con una sola corsia per senso di marcia". I colleghi vedono solo il mezzo di servizio a terra, l'agente in fin di vita e il tachimetro fermo sui 180 chilometri orari, il che indica almeno una velocità pari o superiore per il suv guidato dal giovane albanese indagato anche per omicidio stradale colposo.  

Il 26enne che ha confessato di essere alla guida del suv viaggiava con altre tre persone che non sono state identificate, mentre è stato identificato ma risulta estraneo ai fatti l'amico che era con lui quando è stato bloccato in un appartamento a Monza. Sul 26enne non saranno eseguiti esami tossicologici non essendoci stato un incidente tra il suv e la moto dell'agente deceduto. Domani la pm Crupi inoltrerà al gip la richiesta di convalida dell'arresto e di applicazione della misura cautelare nei confronti dell'arrestato. 

24 giu 2026

Darderi: "Al lavoro per Wimbledon dopo l'operazione, sogno top 15 e Coppa Davis"

(Adnkronos) - “L’operazione è riuscita. I tempi di cicatrizzazione sono stati più lunghi di come immaginavo, ma adesso mi sento bene”. Luciano Darderi sorride. È pronto a ripartire dopo l’operazione alle tonsille e le sensazioni positive emerse nel successo contro il tedesco Yannick Hanfmann negli ottavi di finale dell’Atp 250 di Maiorca rappresentano il primo segnale concreto dopo settimane delicate. “Ora va tutto bene – racconta all’Adnkronos - ho ricominciato ad allenarmi a pieno ritmo e a giocare. Ancora una decina di giorni e tornerò in piena forma, al cento per cento”.  

L’azzurro ripercorre il periodo trascorso lontano dai campi dopo l’eliminazione al secondo turno del Roland Garros, contro Francisco Comesana. Una pausa forzata ma necessaria, accompagnata dalla scelta di sottoporsi a un’operazione considerata fondamentale per continuare al meglio la stagione ed evitare i ricorrenti problemi di influenza nei vari tornei in giro per il mondo, con difese immunitarie spesso basse a causa della pressione legata ai tanti impegni. “Sono stato un po’ tranquillo a casa dei miei genitori, a Villa Gesell. Mi sono riposato e ho fatto qualche passeggiata, niente di più. È stato un periodo di relax. In Argentina è iniziato l’inverno, fa freddo in questi giorni”. 

Tra i ricordi più belli degli ultimi mesi c’è il percorso agli Internazionali d’Italia, in cui Darderi ha conquistato pubblico e risultati fino alla semifinale (la prima della carriera in un Masters 1000) persa contro Casper Ruud. Un torneo che, secondo lui, ha avuto un momento chiave: “Penso che la partita contro Tommy Paul sia stata la svolta. Ero sotto nel secondo set, ma ho tirato fuori la mia grinta e sono riuscita a riprenderla. Quel match ha fatto la differenza”. In un cammino costruito anche grazie al supporto costante del papà-allenatore Gino, tornato a seguirlo da vicino dopo aver dedicato alcuni mesi al percorso del fratello Vito. “È molto importante per me e per mio fratello. Devo sempre ringraziarlo per ciò che fa per noi”.  

A Roma, oltre ai risultati, Darderi è entrato nel cuore dei tifosi anche per il curioso rituale del caffè durante i match, diventato in poco tempo uno dei tormentoni del torneo. “Non so se lo riproporrò a Wimbledon, sono sincero. Vedremo. A Londra forse preferiscono il thè con un po' di latte - spiega con un sorriso -. Al Foro Italico è stata una cosa molto spontanea”. 

Archiviata la delusione per l’eliminazione al secondo turno del Roland Garros contro Francisco Comesana, Darderi ha scelto l'Atp 250 di Maiorca come tappa di avvicinamento a Wimbledon, con l’obiettivo di arrivare nelle migliori condizioni possibili al terzo Slam della stagione. “Si riparte come sempre, con il duro lavoro di ogni giorno. Metterò tutto me stesso in campo e darò il massimo per arrivare a Wimbledon al meglio”. Il numero 16 del ranking Atp parla anche dei colleghi azzurri. A partire da Jannik Sinner, atteso come lui a una pronta risposta dopo un periodo non semplice dal punto di vista fisico. “Anche Jannik ha avuto problemi di salute, ma sono cose normali. Siamo atleti e ci possono essere delle problematiche che vanno individuate e risolte”.  

Un pensiero va poi a Lorenzo Musetti, costretto a rinunciare a Wimbledon perché ancora alle prese con il complicato percorso di recupero dall’infortunio: “Mi auguro che Lorenzo possa rientrare il prima possibile nel circuito. Siamo molto amici, mi manca la sua presenza nel tour”.  

Parole di stima e grandi complimenti anche per Flavio Cobolli, suo coetaneo, protagonista di una stagione che lo ha portato a raggiungere la prima finale Slam della carriera e a entrare nell’élite del tennis mondiale: “Flavio sta facendo molto bene, è entrato in top 10. È stato davvero bravo negli ultimi mesi”. La crescita di Cobolli si deve anche alla grande impresa del 2025 con l’Italia, trascinata al trionfo in Coppa Davis. Proprio la maglia azzurra è uno dei suoi sogni mai nascosti: “I miei obiettivi sono entrare top 15 entro la fine dell’anno ed essere convocato con l’Italia. Vi aspetto a novembre. Ci sarò riuscito?”. La risposta arriverà nei prossimi mesi. Intanto, Luciano guarda a Londra. Con consapevolezza ed entusiasmo. (di Michele Antonelli) 

24 giu 2026

Fabrizio Corona: "Se scendessi in politica mi ispirerei a Beppe Grillo"

(Adnkronos) - "Se dovessi fare il mio ingresso in politica, il mio modello sarebbe Beppe Grillo". Così Fabrizio Corona al podcast 'Radici, beyond the name', ideato e condotto dalla giornalista Ughetta Di Carlo. L'ospite, tuttavia, frena subito gli entusiasmi ammettendo di non avere tempo, adesso, per dedicarsi a un progetto simile, perché se mai dovesse decidere di compiere questo passo, vorrebbe farlo in modo estremamente serio.  

Sul tema della popolarità interviene poi la giornalista con una provocazione, facendogli notare che non esiste ancora una maschera in lattice che lo raffiguri e che forse, per questo, non ha ancora raggiunto la fama totale che crede. Subito dopo gli porge una maschera di Donald Trump, che Corona indossa divertito accettando il gioco. Nel salotto condotto da Ughetta Di Carlo, il gancio politico e l’anima anti‑sistema dell’ospite lasciano presto spazio a una dimensione più intima e vulnerabile, in linea con l’obiettivo del podcast, quando parla del rapporto complesso con il padre, il legame con i figli, il senso dell’amore e il prezzo altissimo del successo. Un Corona senza filtri che, incalzato dalla domanda diretta della conduttrice - "Fabrizio, hai imparato la lezione?" - ammette: "Un po’ sì". Tra le righe emerge la consapevolezza che un cambiamento sarebbe necessario e che riconosce l’importanza di un linguaggio giornalistico più rispettoso della continenza. "Ma io sono colore...". 

Una riflessione che l'ospite estende all'intero sistema dell'informazione, soffermandosi in particolare sul caso Garlasco. Partendo da una sua forte e personale convinzione su questo fatto di cronaca - legata a piste giudiziarie ormai passate - Corona sposta la riflessione sul piano collettivo, puntando il dito contro i meccanismi del mondo dell'informazione. L'ospite accusa apertamente quel giornalismo che sfrutta lo share legato alle tragedie, trasformando il dolore in sciacallaggio mediatico.  

Oltre a ciò, l'ospite coglie l'occasione per lanciare un monito positivo ai giovani sui danni devastanti degli stupefacenti, facendo però una netta distinzione personale: "Credo che le droghe distruggono la gente e si vede. Al contrario di quello che pensa la gente, io non sono mai andato sotto. La mia vera droga è l'adrenalina, perché è come vivere appeso a un filo. Ciò che mi spaventa davvero, invece, è la paura del vuoto: quella sensazione che provo quando mi trovo nella serenità o nella tranquillità, se non vengo coinvolto in situazioni in cui si vive con il fiato sospeso". Accanto a questa confessione, Corona mostra un attaccamento viscerale alla famiglia. Il legame con la figura paterna emerge come una costante guida nei momenti più difficili della sua vita: "Sento la protezione di mio padre in tante occasioni particolari della mia vita, e anche in tanti processi. Sono accadute cose per cui penso che mio padre mi protegga, e lo testimonia anche il mio avvocato Chiesa". Riflettendo a fondo sull'eredità spirituale e professionale del genitore, l'ospite si sofferma sul lascito più profondo che ha segnato la sua esistenza e quella della sua famiglia: "Mio padre ci ha lasciato dei geni, anche ai miei fratelli, e sicuramente la genialità, la creatività e il senso della notizia. Quello o ce l'hai o non ce l'hai. Il dono e l'insegnamento più grande che mi ha lasciato è proprio questo: se hai una notizia, la devi dare". Poi "mio padre aveva un pregio che io non vorrei: nelle sue idee era incorruttibile. Io sì, sono stato corruttibile, ma adesso sono diventato incorruttibile". 

Il racconto si sposta poi sulla sua realtà familiare più dolce, parlando con enorme orgoglio del figlio Carlos e della sua unicità: "Ha la sindrome di Asperger, è un ragazzo straordinario, sono fortunato ad avere un figlio così speciale, è veramente un dono". Un legame, quello con Carlos, che si alimenta di una quotidianità fatta di affetti stabili e di un ambiente protettivo. Oggi Carlos vive in comunità, ma viene sempre a casa, dove può circondarsi dell'amore dei suoi cari: adora Thiago (secondogenito di Corona, ndr) e va d'accordo con Sara (compagna dell'ex re dei paparazzi, ndr). A rendere la casa un porto sicuro e familiare c'è anche la presenza storica di collaboratori che lavorano con Corona da oltre vent'anni e che per Carlos rappresentano a tutti gli effetti una vera famiglia.  

In chiusura, parlando del suo passato e del legame con figure chiave della sua vecchia vita come Lele Mora, ammette di aver subito in prima persona una ferita profonda, la stessa che spesso pagano i ragazzi per il prezzo del successo. Rivendica con fermezza le sue ragioni in merito alle passate tensioni con altre figure di primo piano del giornalismo e della tv, come Alfonso Signorini, dichiarandosi pronto a sostenere le proprie tesi e le proprie prove in qualsiasi sede. A seguito delle denunce e delle diffide presentate dai legali di Mediaset e di Signorini per la pubblicazione di contenuti ritenuti diffamatori, Corona ammette come sia stata "dolorosa" la perdita temporanea della visibilità virtuale, "più delle dispute economiche: ammette che "la cancellazione improvvisa" dei suoi profili social da parte di Meta lo ha colpito "molto più della causa da 160 milioni con Mediaset". 

L’intervista, nelle battute finali si apre anche alla leggerezza: Corona scherza sulla popolarità di Sinner - "grandioso" ma, dice con ironia, "un po’ pesante" per la sua perfezione - confessa di non riconoscere Del Vecchio chiudendo con giochi di parole e sfumature che lasciano spazio a interpretazioni personali. L'intervista integrale è disponibile su YouTube e Spotify di 'Radici, beyond the name'. 

 

24 giu 2026

Dl Lavoro, dal salario giusto agli incentivi: via libera al decreto da quasi 1 miliardo

(Adnkronos) - Dal salario giusto agli incentivi e i rider. Via libera definitivo in Parlamento al decreto Lavoro del 1 maggio da circa 1 miliardo di euro. Sono stati 94 i sì, 61 i no e 2 gli astenuti alla fiducia chiesta dal governo sul dl. Il provvedimento, che era alla terza lettura, è ora legge. 

 

 

SALARIO GIUSTO - La principale novità del provvedimento è l'introduzione del salario 'giusto', risposta della maggioranza al salario 'minimo' proposto dalle opposizioni. Mentre il salario 'minimo' avrebbe stabilito per legge con tetto minimo di remunerazine oraria a nome euro lordi uguale per tutti i lavoratori, il salario 'giusto' è un Trattamento economico complessivo, Tec, sulla base dei ccnl che garantisce quindi retribuzioni non inferiori ai minimi tabellari stabiliti dai principali contratti collettivi nazionali. In base alle modifiche introdotte nell'iter parlamentare il Tec dovrà prevede tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, mensilità aggiuntive, indennità e prestazioni di welfare.  

ZERO CONTRIBUTI GIOVANI E DONNE - Proroga fino al 31 dicembre della decontribuzione sulle assunzioni stabili di under35 per due anni, con uno 'sconto' totale massimo fino a 500 euro al mese o fino a 650 euro per le assunzioni nella Zes. Esteso fino a fine anno anche il bonus per le donne con uno sgravio contributivo per 24 mesi fino a 650 euro al mese e fino a 800 euro per le lavoratrici nella Zes. In alcuni casi la decontribuzione puo essere di 12 mesi. Previsti dei 'paletti' per le imprese: ne possono beneficiare solo quelle con massimo di 10 dipendenti, che non abbiano licenziato nei sei mesi precedenti e nelle quali le assunzioni portino ad un aumento occupazionale netto. 

INCENTIVI LAVORO STABILE - Il dl prevede poi l'esonero contributivo totale per due anni per un tetto massimo di 500 euro mensili per la trasformazione - tra il primo agosto ed il 31 dicembre 2026 - dei rapporti di lavoro precario in contratti a tempo indeterminato per il personale non dirigenziale.  

RIDER PIÙ PROTETTI - Dalla verifica dell'identità digitale alla trasparenza dell'algoritmo, il decreto introduce norme più severe contro il caporalato digitale per i rider al servizio delle maxi piattaforme. Il rapporto di lavoro si considererà di tipo 'subordinato' nel mome to in cui emergano circostanze che indicano l’esistenza di poteri di direzione e controllo. 

LAVORO-FAMIGLIA - Sgravio contributivo fino all’1% nel limite di 50mila euro annui per il 2026, 2027 e 2028 per le aziende che favoriscono la conciliazione lavoro-famiglia. 

PREVIDENZA COMPLEMENTARE - Torna al 50% la quota che può liquidata in forma di capitale (cioè in un’unica soluzione) al momento del pensionamento, rispetto al 60% previsto dalla manovra di bilancio.  

 

 

"Oggi il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto Lavoro. Manteniamo gli impegni presi con gli italiani: difendere chi lavora, favorire nuove occupazioni, premiare le imprese che investono sul lavoro di qualità". Così scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

"Lo facciamo introducendo il principio del salario giusto e intervenendo sulla disciplina dei rinnovi dei contratti collettivi, incentivando le assunzioni per giovani e donne, favorendo la conciliazione tra vita familiare e lavoro, contrastando sfruttamento e caporalato digitale. Continuiamo a seguire una strada chiara: sostenere il lavoro, non la dipendenza dai sussidi. Creare opportunità, non assistenzialismo esasperato. Dare dignità a chi ogni giorno manda avanti questa Nazione con il proprio lavoro", sottolinea la premier, che conclude: "Avanti così, perché il lavoro è dignità, libertà e futuro". 

24 giu 2026

Sostenibilità, Dentis (Coripet): "In 2025 totale riciclato per bottiglie al 33%"

24 giu 2026

Sostenibilità, Dentis (Coripet): "A oggi non in grado di soddisfare requisiti di raccolta"

24 giu 2026

Sostenibilità, Dentis (Coripet): "Attuale modello di raccolta arrivato al limite"

24 giu 2026

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